Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Rettifica… di Alexandra

Ivanov Alexei è un ergastolano russo, che, da alcuni mesi, il nostro Carmelo Musumeci ci ha fatto conoscere.

Lui scrive usanndo il nome di Alexandra, in omaggio alla nonna.

Ha un approccio tutto suo. Credo abbia l’approccio di chi sembra insolito perché un po’ fuori dagli schemi, con degli elementi geniali. Da tempo sta cercando di mettersi in contatto con Bill Gates per sottoporgli alcuni suoi calcoli.

Certi suoi testi sono un misto di ironia e logica algebrica.

Quello che pubblico oggi, e che Alexei ha voluto indicare come “rettifica”:. nasce in relazione alla riflessione su due voci, dal parere opposto, sul tema dell’ergastolo, apparse su un giornale. Una -quella di Carmelo- favorevole all’abolizione dell’ergastolo. L’altra -quella di Maria Falcone, sorella del grande magistrato Giovanni Falcone- contraria all’abolizione dell’ergastolo.

Pubblico innanzitutto queste due riflessioni di Carmelo e di Maria Falcone, e poi la “rettifica” di Alexei.

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Rilfessione di Carmelo Musumeci: “L’Italia è un Paese che si vanta di avere promosso la moratoria della pena di morte. Eppure mantiene nel proprio ordinamento penitenziario una pena di morte mascherata. L’ergastolo, soprattutto quello ostativo che non prevede benefici condannando a un fine pena mai, è più crudele della pena di morte, perché ti uccide un po’ ogni giorno. Che senso ha murare vivo un uomo fino alla fine dei suoi giorni? Non è più compassionevole ucciderlo subito? In Italia ci sono più di 100 ergastolani che hanno superato i 30 anni di detenzione e che non hanno oggi nessuna prospettiva di uscire fuori dal carcere. Ma se l’art. 27 della Costituzione dice che le <<pene devono tendere alla rieducazione del condannato>> che senso ha rieducare una persona per portarla rieducata nella tomba? Molti di noi preferirebbero fare dei lavori socialmente utili, ripagando il male con il bene, invece che sprecare la vita in carcere.

Riflessione di Maria Falcone: “Mi sforzo di analizzare la questione da professoressa di diritto, quindi da tecnico, invece che da persona colpita da un delitto che ha segnato la mia vita. Abolire l’ergastolo non solo sarebbe ingiusto, ma anche inopportuno. L’ergastolo è la pena necessaria per quei delitti eclatanti che sconvolgono l’opinione pubblica. Ed è anche la pena necessaria per certi criminali, come i capi mafia responsabili di decine di omicidi. Mi pare che in Italia ci sia semmai un problema opposto: garantire la certezza della pena. Sarebbe molto meglio indirizzare le energie della politica e le coscienze dei cittadini verso la soluzione di questa ben più grave questione.

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Egregia professoressa di diritto, sono le vostre parole: “garantire la certezza della pena”. Allora, analizziamo il problema senza retorica, cioè in modo tecnico:

1) Nessuno ha l’informazione circa quando morirà; quindi l’ergastolo è un esempio puro della pena senza certezza. Lei è contro l’abolizione dell’ergastolo, ma vuole garantire la certezza della pena. Allora lei contraddice se stessa, perché l’abolizione dell’ergastolo non è un problema opposto al “garantire la certezza della pena”; ma è il problema stesso, altrimenti tutti gli esseri umani devono sapere la data esatta della morte. In particolare, se io conosco la data esatta della mia morte e sono stato condannato all’ergastolo, la mia pena è certa perché ha un limite, cioé: un certo periodo di tempo per scontarla. Quindi serve stabilire un limite giudiziario dell’ergastolo, se gli esseri umani non conoscono quando moriranno. 

2) A quale altro concetto di certezza della pena  lei ha pensato (se non “certezza del periodo di tempo”) se davvero avete pensato al problema opposto? Abolire la semilibertà per i detenuti comuni non ergastolani? Abolire la liberazione anticipata per buona condotta? Abolire gli arresti domiciliari? Abolire tutte le pene alternative? Se ha pensato a questo concetto di certezza della pena, e se si riuscirà ad attuarla, l’Italia avrà un soprannome nel mondo: Gulag dell’Unione Sovietica. Non sarebbe un prezzo troppo caro per vendicare la morte di suo fratello, signora? E lui, onesto magistrato, sarebbe d’accordo con lei? 

La scelta sarà vostra umani, quando voterete il referendum dei radicali.

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2 pensieri su “Rettifica… di Alexandra

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Risposte molto equilibrate

  2. Giuseppina Zito in ha detto:

    Sei saggio e questa la tua forza

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