Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’uomo di carta… di Giovanni Zito

carta

Giovanni Zito, adesso detenuto a Padova, è uno storico amico del Blog.

I suoi testi sono una valanga, e li potrete leggere tutti cercandoli nell’archivio.

Un’animo malinconico e allo stesso tempo ironico e fiabesco… con quello struggimento di mancanza e dolcezza che, paradossalmente.. lo tiene in piedi.

Il testo che pubblico oggi lo ha scritto gli ultimi giorni d’agosto quando era stato trasferito presso la casa di reclusione di Catania, per potergli dei colloqui con la figlia e i nipotini.

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Sono l’uomo di carta.

Rinchiuso dentro un plico di ricordi per tutta la vita. Scrivo su fogli di carta per non dimenticare mai che posso essere usato, adoperato e poi cestinato.

Mentre scorre sul binario l’ultimo barlume del giorno, penso ancora, sarà estate o inverno, che mese sarà mai, agosto o dicembre.

Sono l’uomo di carta e mi riparo dal vento per  paura di volare via. Temo l’acqua in quanto mi posso bagnare e quindi non potrò mai più essere di nessuna utilità. Mi fa paura il fuoco. Il troppo calore può farmi arricciare le punte. Se non mi tengo a debita distanza dal fuoco rischio sul serio di farmi male.

Sto bene con la mia carta, perché su di essa posso scrivere tutte le cose che desidero. Gli appunti li nascondo sempre. Chissà perché, anche la carta ha un suo fine, perché io non riesco mai a finire. Forse devo ancora completare il mio ciclo di tanti fogli, sottolineare di più quella linea di confine tra il bianco e il nero.

Sono l’uomo di carta. Un tempo mi prendevo il lusso di scrivere le parole d’amore per tutte quelle forme strane. Li chiamavano gli amanti, ma erano storie e poesie , perché nessuno credeva davvero a ciò che aveva tra le labbra dei fogli incorniciati, incollati. Sono stati momenti di vana gloria, spiccioli di coriandoli buttati via alla prima festività. 

Sono l’uomo di carta messo nel proprio schedario  ad ingiallire, ad aspettare i grandi idoli che con la loro favella faranno credere che tutto vada per il verso giusto, perché chi scrive sul foglio di carta avrà delle buone novelle e spiegherà per quale motivo si usa la carta. Nel frattempo esprimo io l’uomo di carta, nella mia volontà di penna.

Già.. la penna. Senza di essa non potrei scrivere la mia forte ignoranza, rischiando di non capire come si possa usare una singola bic con la punta sferica. Questo stelo riempito di liquido che segna sul foglio parole confuse. 

Sono l’uomo di carta sottile e leggero con il timore di essere letto da qualcuno, scoperto dai tanti che si battono le mani sul petto.

Ma sono solo io l’uomo di carta. Il vero foglio tanto desiderato e mai riconosciuto.

Potrei essere diverso tra le mani di qualcuno, ma forse è meglio essere da soli che soli in due.

Ct Bicocca 26/08/2013

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2 pensieri su “L’uomo di carta… di Giovanni Zito

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Il finale contiene una grande verità meglio soli da soli che soli in due, soli in due si soffre il doppio.

  2. Eccomi mio caro amico , dopo aver letto l’uomo di carta , ecco me che ti faccio sentire vivo trasportando il mio ossigeno, buono, energetico, a te umile amico…Lavoro per questo, tessendo ogni giorno un rete per diffondere amore , catturando sempre qualcuno per creare una forza umana . Non soffrire la mia rete e la che ti protegge , non la vedi ma guarda che cosa riesci a fare, sa far parlare un uomo di carte, vero ma autentico.
    ciao Giovanni nessuno è solo ricordalo …

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