Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Paradosso… di Alexei (ergastolano russo)

paradoxus

Il 10 agosto avevo pubblicato per la prima volta un testo -scritto in onore di Margherita Hack- di un ergastolano russo, di nome Alexei (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/08/10/in-memoria-di-margherita-hack-da-un-ergastolano-russo-alex/).

Questo testo ci era giunto tramite il nostro Carmelo Musumeci, detenuto a Padova.

Da Carmelo mi sono giunti altri testi di questo Alexei. Alexei, tra l’altro, ha voluto l’indirizzo di Bill Gates per inviargli una sorta di quaderno con sui calcoli di carattere tecnico-matematico.

Nel testo che pubblico oggi Alexei (che in questo caso si firma come Alexandra), riflette sulla tematica dell’ergastolo.. arrivando ad un paradosso:

Devono essere gli stessi familiari delle vittime a chiedere l’abolizione dell’ergastolo.

Questo, afferma Alexei, rappresenterà la svolta.

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In un Paese democratico  soltanto i partiti politici hanno il potere per abolire l’ergastolo, ma per farlo serve un motivo. Quale può essere il motivo? Se i politici sono le persone buone e quindi si schierano da parte delle vittime e non viceversa, credo che il motivo c’è, perché nessun membro della società umana non è stato assicurato di trapassare a un giorno da parte dei buoni a parte dei cattivi. 

A tal caso vogliamo osservare un ipotetico esempio: lei è una persona per bene, guidate la sua macchina e sbattete a morte un passante. L’incidente? Sì, ma lei ha sulla coscienza una vita spezzata, e non potrà mai ritornare dalla parte dei buoni. Il giudici si domanderà, esaminando il suo caso: “Ma se non fosse stato un semplice incidente’?”. 

Qui noi aggraviamo questo ipotetico esempio:

1) Perché è lei è sbattuto contro un passante? Perché è passato con il semaforo rosso; questo aggraverà la pena.

2) Perché lei è passato col semaforo rosso? Perché stava parlando al telefono. La vostra pena sarà ancora più severa; è logico ed è giusto.

3) Ma per quale motivo lei ha parlato al telefono, in quel giorno tragico per lei e per il passante e per i vostri famigliari? Perché parlando al telefono stavate combattendo contro l’abolizione dell’ergastolo, esprimendo la vostra opinione a qualcuno.. perché lei è membro di un’associazione delle vittime.

Ma dopo questo incidente chi è lei? 

Tecnicamente lei è un criminale. E se la vittima non fosse stato un passante, ma un gruppo di passanti? E magari non un gruppo qualunque, ma un gruppo di bambini?

Sì, è un esempio crudele, d’accordo. Ma capita nella vita, e nessuno può essere sicuro che non accadrà a lui o a lei, al figlio o alla figlia, alla madre o al madre; poiché gli esseri umani non sono dei. Non possono prevenire il destino.

Quindi, dopo questa vicenda.. si è arrivati all’ergastolo… Dovrebbe dire il giudice.

Allora, dove è il motivo per l’abolizione dell’ergastolo? Eccolo: c’è qualcuno in giro che desidera l’ergastolo per se stesso?

Anzi: è logico ipotizzare che il pontefice aveva deciso di abolire l’ergastolo quando riuscì a immaginare se stesso al posto del condannato. Purtroppo  tale santa capacità di immaginazione è rara tra gli umani- questo è il vero problema. Ma la cosa è ancora più paradossale. L’iniziativa al parlamento europeo per appoggiare l’abolizione dell’ergastolo deve partire dall’associazione delle vittime, altrimenti i politici non potranno usare il loro potere legislativo per abolire l’ergastolo, perché i politici si schierano dalla parte delle vittime e non viceversa.

Così siamo tornati all’inizio, come in matematica.

Vogliate rileggere per arrivare alla conclusione:

“Nessuno dovrebbe essere colpevole per sempre”. 

Come aveva scritto Carmelo Musumeci: il limite della pena deve esistere. Neanche Dio fa condannare gli esseri umani per l’eternità. 

Alexandra

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PS: Non sono un ergastolano ostativo tecnicamente, ma sono ostativo realmente, poiché nessun giudice mai concederà un beneficio a un condannato che non ha niente e nessuno fuori dal carcere. E il giudice avrà ragione per un motivo valido: chi dopo di lui si assume la responsabilità sul mio comportamento nei confronti della società che deve essere protetta? Il giudice è il protettore della società, quindi sarebbe un reato da parte sua se lui sottoponesse la società a ipotetica minaccia. Il lavoro del giudice è valutare, cioè un passo da ipotizzare.. la cosa peggiore. Ecco. Anche io avevo ipotizzato una cosa non carina nei confronti di un ipotetico membro dell’associazione delle vittime.

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