Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Ai miei insegnanti (seconda parte)… di Nellino

Insegnas

Il nove luglio avevo pubblicato la prima parte della lettera che il nostro Nellino (Francesco Annunziata) -detenuto a Catanzaro- aveva scritto per ringraziare gli insegnanti che ha avuto vicino fino a questo momento.

Oggi pubblico la seconda e ultima parte.

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La presidente della commissione, una docente di Filosofia, molto simpatica, che alla prova orale ha conquistato la scena, divertendosi con il confutare la mia preparazione, e spaziando sugli argomenti di storia e letteratura. Sono stato molto contento di questo perché non posso nascondere il profondo affetto e l’alta stima che nutro per la mia professoressa di italiano. Lei sicuramente più tesa di me, poiché anche per lei era la prima volta che affrontava esami di maturità. I suoi occhi mi hanno colpito, voleva proteggermi, non voleva che fossero poste domande alle quali magari non sapevo rispondere. Ha presentato ogni lavoro extracurriculare svolto, con un’enfasi che io stesso non avrei saputo  fare meglio. Ecco, appunto, è questo che cerco di dire, il senso di pienezza che ho sentito guardandola negli occhi, quando mi ascoltava rispondere con sicurezza ad ogni domanda, rispondere magari con le stesse parole da lei usate per affrontare quell’ardua prova, senza particolari difficoltà. Ho avuto la sensazione come se stesse per commuoversi durante tutto l’esame, a ogni cosa che dicevo, pareva fosse sul punto di far scivolare una lacrima d’orgoglio per il suo allievo, su quel viso dall’aria austera, ma che nasconde una sensiblità che pochi possono vantare. E’ mancato poco che scoppiassi in una sonora risata, quando la presidente mi ha chiesto: cos’è l’ermetismo? E la mia prof con una mano sulla fronte, ha evidenziato che lei non avrebbe mai fatto quella domanda dopo che erano trascorsi già quindici minuti dall’inizio del colloquio…. perché? Perché è un argomento che conosce a mena dito, e ora non smetterà più di spiegarle ogni cosa sull’ermetismo..:)! Mi sono comportato bene vero?:)! A proposito, carissima prof. ci tengo a farle sapere che le poesie le avevo imparate, tutte quelle riportate nella tesina, ma come ha visto non mi hanno dato la possibilità di declamarle, inoltre non è colpa mia se non mi è stato concesso di spiegare che “l’urlo nero” è una sinestesia, figura retorica che unisce le sensazioni di due sensi, presenti all’interno della poesia, Alle Fronde dei Salici, di Salvatore Quasimodo..)! Come dice? Sono tante le cose che non ho detto? Ha ragione, ma non è stata colpa mia..)! Le assicuro che le sapevo tutte!!!!

No, tranquillo Tutancamon, lei è sempre nei miei pensieri e spero sia orgoglioso della prova di progettazione, ho stupito anche il suo bell’amico e collega. E se non ho preso quindici bensì quattordici non è stato a causa mia. Può chiedere, fosse stato per me l’avrei completata la traccia, ci tenevo a fare bella figura e le assicuro che ci sono riuscito, sconfiggendo anche lo scetticismo di qualcuno che conosciamo bene…

Sapete, mi è bastato rivolgermi a voi come se fossimo di fronte per sollevarmi da quel senso di torpore che mi aveva assalito.

Intendo ribadire anche in questa occasione una cosa molto importante, siete tutti stupendi e sapete quanto i stimi uno per uno, ma è giusto distinguere l’affetto e la parte sentimentale che evidentemente con due di voi è più profonda, con la professionalità e il metodo d’insegnamento. A questo proposito, è d’obbligo accennare al prof. di Costruzioni. Mi piace ripetere questa battuta perché credo renda pienamente l’idea dell’insegnante che è. Pensate che, se una capra, non in in senso figurato, ma una capra vera e propria, seguisse le sue lezioni ad un certo punto direbbe: ho capito. Non belerebbe più, direbbe proprio: ho capito!!! Oltre a sapere progettare su un muro, avrebbe imparato  anche l’italiano!!!:)! ecco ciò che intendo per differenza tra professore e insegnante. Il mio prof. di Costruzioni è un’insegnante perché ripete la spiegazione finché veramente non è certo che l’allievo abbia capito e anche quando ha capito, come nel mio caso, la ripete ancora una volta. Amici del blog, è a quelli in età scolastica che mi rivolgo; un’insegnante non ripete giusto per “ammorbarvi”, quello semmai è un professore. Un’insegnante cerca di “adattarsi” all’allievo che ha di fronte. Vi faccio un esempio brevemente: un giorno, per spiegarmi che una forza si trovava al centro, il mio insegnante di costruzioni mi disse: è a metà. Riprese la spiegazione dall’inizio, giunto allo stesso punto mi disse: è a h/2.

Voi capite? Riprese di nuovo e mi disse: immagina un grattacielo di cento piani, questa forza si trova al cinquantesimo piano. E’ esagerato, ma è questo che un’insegnante  deve fare, adeguare il linguaggio a quello dell’alunno affinché questi interiorizzi le nozioni. In un classe non sono tutti ragazzi uguali e quindi un bravo docente si assicura che tutti raggiungano un certo livello di apprendimento. Io sono stato fortunato ad avere tali insegnanti, che tra l’altro hanno  portato alla luce anche queste differenze. Nel corso degli anni ho conosciuto anche qualche professore preparatissimo, bravissimo ma che la lezione la faceva a se stesso, non alla classe e questo non è bene per degli studenti adulti, figuriamoci per dei ragazzi.

Mi avvio alle conclusioni, auspico di ritrovarvi tutti, anche se da uditore. Oggi la scuola italiana dovrebbe tener conto della continuità dell’insegnamento, invece con il precariato si finisce per cambiare insegnante ogni anno. Auspico di rivedere la mia prof. d’italiano, una persona eccezionale e mia cara prof. continui a svolgere la sua professione nello stesso modo in cui la svolge, perché le persone intelligenti poi capiscono e apprezzano il suo rigore nello studio, in quanto è solo a loro vantaggio se imparano qualcosa e non vogliono restare  capre per tutta la vita. Per quanto mi riguarda non posso fare altro che ringraziarla ancora perché mi ha dato tantissimo, inoltre ci tengo a precisare che nonostante la stimi profondamente, resto solidale con ogni membro  della sua bellissima famiglia, infatti  a loro voglio  dedicare un pensierino: coraggio, vi capisco e vi sono vicino…. :)!!!!! In fondo in fondo anche lei ha un cuore. Come dite? In fondo in fondo?

Va bhe! Sforzandosi si riesce a trovarlo! Vi voglio bene prof. e non si metta a correggere anche questa!!!

Avete ragione, dovevo avviarmi alle conclusioni e invece sono ancora qui.

Queste persone sono state con me molto di più che come semplici docenti e non è facile dimenticarmene. Come posso salutari senza ricordare la prof. di italiano del primo anno? La prof d’italiano più D-E-M-O-C-R-A-T-I-C-A del mondo… in un solo anno riuscimmo a finire il programma, commentare UNO NESSUNO E CENTOMILA di Luigi Pirandello facendo diventare quel commento una commedia teatrale, ed anche a scrivere e pubblicare un libricino di poesie. Pensate quanto è Democratica questa prof, eppure è rimasta nel cuore di tutti, nel mio ci resterà per sempre.

Vi ho già detto che la mia materia preferita è la matematica? No? Sarà perché la capisco subito, non lo so, sarà perché mi sono capitati dei docenti appassionati come me e quindi molto stimolanti. Ecco un altro esempio di professore e insegnante. Al biennio ho avuto un professore, ma un mostro, un genio, di una preparazione straordinaria ma non adatto all’insegnamento. Io mi sono trovato bene ugualmente perché come vi ho detto, la matematica è la mia materia, ma ero l’unico, il resto della classe alla fine dell’anno aveva le stesse competenze dell’inizio. Per fortuna negli anni successivi, al terzo ci è capitata una persona squisita, preparata quasi allo stesso livello del precedente ma con una differenza, questo era ed è un’insegnante ero. Poi come dimenticare chi ci ha guidato negli ultimi due anni? Un’insegnante vecchio stampo, ragazzi. Se vi capita un prof. di questo tipo o studiate o studiate, non si scappa, Ciò che mi ha colpito è stato il modo in cui abbiamo fatto lezione. Diciamoci la verità, la matematica è una gran rottura, anche per uno come me che l’ama. Invece con questo prof. mi veniva voglia di studiarla tutti i giorni, quando qualche volta si è assentato, mi lasciava un vuoto per tutta la settimana. Un’altra cosa sbagliata della scuola italiana, ridurre le ore di matematica, due settimanali, proprio l’ultimo anno. Questi gran signori che decidono dopo migliaia di anni ancora non si sono accorti che tutto dipende dalla matematica e tutto discende da questa disciplina.

Ok! Ora veramente vi saluto, mamma buone vacanze e lasciami stare la mia sorellina ok?

Sorellina però tu studia, altrimenti poi durante l’anno sarò io a pagare le conseguenze.

Ancora una volta, GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!

UN ABBRACCIO FORTISSIMO,

VOSTRO IN ETERNO ALUNNO

Francesco Annunziata

 

 

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2 pensieri su “Ai miei insegnanti (seconda parte)… di Nellino

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Caro Nellino complimenti, quanto è importante la complicità tra insegnante e studente! Senza quella non si va da nessuna parte, sono contenta per te Nellino, hai dato in cambio quello che i tuoi insegnanti meritano.

  2. pina in ha detto:

    ti leggo e provo tanta ammirazione , questo è un buon cammino , scambi per una continua crescita , eccellete , ciao Nellino

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