Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 aprile -21 maggio

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Eccoci col Diario di Pasquale De Feo per il mese di maggio.

Il diario mensile di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- rappresenta uno dei momenti più importanti di questo Blog.

Un’occasione speciale, di incontrare, ogni mese.. il mondo.. visto con gli occhi del nostro amico Pasquale.

Questa volta farò giusto tre citazioni prima di lasciarvi alla lettura del testo.

Le prime due:

“Leggevo un articolo di un’intervista ad un imprenditore calabrese,in cui si sofferma su un paradosso, che in Calabria le aziende falliscono, nella maggioranza dei casi, non per debiti, ma per crediti che devono riscuotere dalle istituzioni dello Stato. Quando si tratta di crediti che deve riscuotere, lo Stato non ha nessuna pietà, e con la faccia feroce di Equitalia agisce con crudeltà. Viceversa quando si tratta di pagare, tutto è rimandato alle calende greche, facendo fallire migliaia di imprenditori.” (23 aprile)

“Un imprenditore calabrese Antonio De Masi, ha presentato un esposto ai presidenti di Camera e Senato affinché venga instituita una commissione d’inchiesta per verificare l’operato delle banche e dei sistemi di vigilanza. Ci sono sentenze che hanno appurato che nell’erogazione del credito delle banche hanno praticato usura”. (15 maggio)

Nella loro diversità, le citazioni precedenti hanno una analogia di fondo. L’attuale sistema economico è caratterizzato da una follia totale che è legata da un connubbio incestuoso con la grande finanza internazionale e l’oligarchia bancaria. Gli Stati sono schiacciati dai debiti, le amministrazioni locali ridotte a riutilizzare lo stesso foglio di carta, le imprese non riscuotono crediti e tutto è costantemente tagliato. Allo stesso tempo le grandi banche e i gruppi di affari internazionali lucrano in modo indegno sulle risorse pubbliche.

Un’altra citazione:

“E’ passata la direttrice in sezione, mancava da un po’ di tempo per malattia. Gli ho chiesto del computer e della disposizione del 15 aprile, mi ha detto che il DAP non ha risposto, pertanto aspetta una loro comunicazione. Siccome il DAP non risponderà perché le responsabilità le riversa sui direttori e non se ne assume, se non in termini di repressione. Per il computer è inutile farsi il fegato amaro, non c’è intenzione di darceli, una presa in giro durata tre anni, ma sopravvivremo anche a questo. ” (27 aprile)

Ci sono vicende che si trascinano per anni.

Come questa dei computer a Catanzaro.

Ricordo un vecchio detto “Le parole sono pietre”.

Se è stato detto più volte ai detenuti d Catanzaro che verrà dato loro il computer.. bisogna mantenere la parola data. Comunque fare TUTTO quanto è in proprio potere perché ciò che è stato detto venga realizzato.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo… mese di maggio.. Catanzaro.

Un ringraziamento speciale per Marina, che collabora con noi, e che ha svolto un lavoro prezioso trascrivendo in documento word questo diario, come ha fatto con gli ultimi diari di Pasquale.

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Avevo scritto nel diario del mese scorso che Di Pietro aveva chiuso il suo partito e i soldi in cassa se li era intascati lui.
E’ notizia di qualche giorno fa, che ci ha ripensato e non ha chiuso bottega.
Credo che sia dovuto al casino politico, e spera che ci siano presto nuove elezioni per entrare di nuovo in Parlamento, mi auguro che non succeda.
La presidente della Camera Laura Boldrini ha risposto alla lettera che gli abbiamo scritto, è stata molto gentile, mi auguro che possa trasmettere il suo pensiero positivo, anche se temo che in mezzo agli squali del Parlamento le sarà impedito.

22-04-2013
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Leggevo un articolo di un’intervista ad un imprenditore calabrese,in cui si sofferma su un paradosso, che in Calabria le aziende falliscono, nella maggioranza dei casi, non per debiti, ma per crediti che devono riscuotere dalle istituzioni dello Stato. Quando si tratta di crediti che deve riscuotere, lo Stato non ha nessuna pietà, e con la faccia feroce di Equitalia agisce con crudeltà.
Viceversa quando si tratta di pagare, tutto è rimandato alle calende greche, facendo fallire migliaia di imprenditori.
In proposito ieri sera sentivo Grillo al comizio dopo la pagliacciata alle elezioni di Napolitano, che il ministro Grilli, nel casino di questi giorni, stava facendo passare una legge truffa, se non fosse stato per i grillini che vigilavano, le banche avrebbero avuto un altro regalo.
La legge per pagare i crediti dello Stato alle aziende, stava passando senza che le aziende fossero neanche nominate, così le banche potevano fare ciò che volevano dei 20 miliardi stazionati, essendo che potevano interpretare la legge.
La gente è alla fame, falliscono migliaia di aziende, il Paese è allo stremo, e questi signori continuano solo a mantenere i privilegi ma anche a depredare il bene comune.

23-04-2013
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Matteo Guidi mi ha mandato la locandina del libro scritto con le nostre ricette, complete degli arnesi rudimentali che usiamo per cucinarle.
Dalla locandina sembra che abbia fatto un ottimo lavoro. Sto aspettando che l’editore mi spedisca il libro, così lo potrò visionare e leggere.

MATTEO GUIDI (a cura di)
CUCINARE IN MASSIMA SICUREZZA
CONTENUTO
Cucinare in massima sicurezza è un manuale da cucina ideato e sviluppato con persone detenute nelle sezioni di Alta Sicurezza delle carceri italiane. Il testo riporta i metodi utilizzati all’interno delle celle per cucinare con le poche risorse alle quali si ha accesso. Ogni ricetta, prima della lista degli ingredienti, fornisce quella degli strumenti per realizzarla. Utensili da cucina che nei ricettari restano solitamente omessi, poiché è scontato esserne in possesso, diventano qui il filo rosso dell’intera opera, nella quale si descrive, e s’illustra, sia la costruzione che l’utilizzo. Un manico di scopa diventa un matterello, i lacci delle scarpe legano la pancetta arrotolata per la stagionatura, o il televisore, che grazie al suo calore, viene impiegato per la lievitazione del pane o della pizza negli ambienti freddi delle celle, fino a strumenti più elaborati come l’armadietto o lo sgabello, che possono diventare un valido forno.
GLI AUTORI
Matteo Guidi è artista con una formazione in comunicazione visiva ed etno – antropologica.
Moca Collective è il nome scelto (con Matteo Guidi) da un gruppo di persone della sezione di Alta Sicurezza della Casa di Reclusione di Spoleto che nel 2008 hanno partecipato ad un ciclo di laboratori di comunicazione visiva. MoCa è l’acronimo di Mondo Carcerario e prende il nome dalla caffettiera (moka), che oltre – a produrre la miscela scura che accompagna i momenti di socialità – nelle carceri è uno degli oggetti delle maggiori funzioni.
RAGIONI DI VENDITA
Un libro che è più di un manuale per riscoprire ricette semplici, casalinghe, perché parla del carcere – dell’ergastolo per di più – passando per la cucina: se il cibo è comunicazione, qui c’è il tentativo di aprire una porta attraverso un canale inaspettato, e perciò tale da destare curiosità. Nel ricettario gli ergastolani riuniscono formule invocate per dare corpo all’illusione di una normalità inseguita ma impossibile. Sono però loro ad insegnarci, attraverso i ritmi del cucinare, il tempo della pazienza, qui tutto particolare: la pazienza “obbligata” e “necessaria” per sopravvivere.
24-04-2013
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Mi ha risposto la Presidenza della Repubblica sulla mia lettera al presidente Napolitano, per preparare la causa di Davide Emmanuello.
La risposta del Dott. Roberto Mucci è stata burocratese, credo più per il tabù del regime di tortura del 41 bis,neanche lo ha nominato nel suo scritto.
E’difficile convincersi che ormai le sedi istituzionali con la loro burocrazia dei suoi funzionari, sono distanti dalla realtà della gente, talmente lontani che ci credono tutti ignoranti pertanto possono scrivere l’inverosimile per farlo passare per verità, ma è una verità esclusivamente del loro mondo burocratico.
La copia della lettera scritta e spedita il 24 febbraio, è già nel blog, allego quella del Dott. Mucci, e la mia risposta. Chi leggerà ne trarrà una giusta valutazione.

Gentile signor De Feo,
rispondo all’istanza da Lei inviata al Presidente della Repubblica.
Al riguardo, debbo farLe presente che non rientra tra le attribuzioni costituzionali del Capo dello Stato l’intervento su questioni appartenenti alla competenza della magistratura, che esercita le sue funzioni in autonomia e indipendenza costituzionalmente garantite, a presidio dell’imparzialità dei giudizi, senza la possibilità di interferenze da parte di alcuna autorità dello Stato.
Non risulta pertanto possibile compiere in questa sede una valutazione dei fatti da Lei evidenziati, né intervenire in alcun modo.
Con i migliori saluti
Dott. Roberto Mucci

Catanzaro, 24 aprile 2013
Egregio Dott. Roberto Mucci
Ho ricevuto la sua lettera del 15 aprile, numero di protocollo SGPR – 15/04/2013 0041500P, la ringrazio per la risposta, ma devo dissentire dalle sue argomentazioni tecniche costituzionali.
Il signor Davide Emmanuello ha presentato il 21 febbraio 2013, raccomandata con ricevuta di ritorno un ricorso straordinario al Capo dello Stato, competente per legge, perché il 41 bis è un atto amministrativo, allego ricorso.
Il Presidente della Repubblica è anche il Presidente del CSM, capo delle forze armate, garante della Costituzione e il rappresentante del Paese all’estero.
Lei mi scrive che non può fare una segnalazione per un caso di salute mentale?
Se il presidente di tutti gli italiani, lo sarà anche il signor Davide Emmanuello, e segnalare all’ufficio competente del ministero della giustizia, per chiedere una verifica se le facoltà psichiatriche consentono al signor Davide Emmanuello se può sopportare il regime di tortura del 41bis, non credo che venga meno all’indipendenza della magistratura.
La Costituzione garantisce anche che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità” (art.27 comma 3), potrei continuare con l’articolo 13 comma 4 “è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone sottoposte a restrizioni di libertà”. Ci sono anche altri articoli come l’art. 25 comma 1 “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”, invece hanno creato un tribunale unico simile a quelli speciali di mussoliniana memoria, con la legge N° 94 del 2009 del duo Alfano – Berlusconi, firmata dal Presidente, che alla tortura del 41 bis si è aggiunta la crudeltà sulle norme della vivibilità interna del regime in questione.
Noi carcerati la leggiamo la Costituzione ed è palese anche a noi profani come viene calpestata e piegata a interessi di Casta.
Ci convinciamo sempre di più, che per avere giustizia e il rispetto dei nostri diritti, dobbiamo investire le corti europee, perché ormai sono state create due categorie di italiani, i cittadini e i sudditi.
Per correttezza la informo che tutta la documentazione, tra cui anche le lettere prodotte, sono inserite nel fascicolo del ricorso di Davide Emmanuello pendente dinanzi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo.
Il suo avvocato Giuliano Dominici del foro di Roma le può dare tutte le informazioni del caso.
Auguro al Presidente un buon settennato, anche se per noi carcerati ci saranno solo i proclami sulle carceri, ma nei fatti non farà niente; la solita ipocrisia burocratica del sistema.
Non sono mai indice di potere, le sofferenze e le torture che vengono inflitte, ma solo di decadenza civile e morale.
I miei migliori e cordiali saluti.
Con osservanza
Pasquale De Feo
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25-04-2013
Ho finito di leggere il libro autobiografico di Giovanni Farina edizione ARKIVIU – BIBRIOTEKA – T. SERRA, un ottimo lavoro è da leggere, principalmente chi è indottrinato dalle “verità mediatiche” delle corporazioni dello Stato.
La vita di un uomo può andare in frantumi per le persecuzioni razziste di funzionari dello Stato, che il sistema criminale al suo interno, li erge ad eroi quando usano metodi nazisti. I personaggi citati rispecchiano i tanti Torquemada che opprimono il Paese, pertanto i Vigua, i Fley, i Manganelli, i Della Monica ecc., non sono altro che la riproduzione dei carnefici del potere sparsi sul territorio.
Le loro infamie vengono premiate e li ergono a vanto del Paese.
Ho conosciuto tanta gente rovinata da questi manigoldi che usano il potere giudiziario e di polizia come trampolino di lancio per le loro carriere, e anche quando si scoprono le loro mascalzonate non vengono puniti, perché il sistema protegge se stesso.
I cittadini sono all’oscuro e non hanno idea del marciume di atti, delle persone e interi nuclei familiari che rovinano, ne possono venire a conoscenza quando finiscono anche loro nel tritacarne dell’apparato della repressione, ma a quel punto è troppo tardi, perché la criminalizzazione alimentata da una papua mediatica li stroncherà, non saranno più cittadini ma sudditi da mostrificare e calpestare.
Tempo fa ricordo, la notizia in Tv di un pastore sardo in Toscana, era stato scarcerato dopo oltre 30 anni di carcere, ritenuto innocente Vigua e il suo compare Fley l’avevano perseguitato con gli stessi metodi usati con Giovanni.
Il libro da voce ai sentimenti che hanno accompagnato la sua vita, il ricordo dei tempi felici con il padre figura centrale dei suoi insegnamenti nel sentiero della sua vita.
Il castello fatato lo teneva lontano dalla malvagità dell’uomo non facendogli conoscere il male, ma la brutalità feroce dello Stato, l’ha scaraventato nella giungla dove la parola è un guscio vuoto e l’inganno è sinonimo di intelligenza.
Una volta precipitato in questo inferno, la vita non sarà più la stessa, e si perderà per sempre.
La maggioranza dei reclusi si può rispecchiare nelle dinamiche repressive di uno stato creato sulla sopraffazione con sistemi coloniali, e continua con questi metodi alimentando un girone dantesco che non ha fine, perché il potere che tiene in ostaggio la democrazia e il benessere economico, per continuare ad avere privilegi vergognosi e depredare il bene pubblico,ha bisogno di nemici come cartina fumogena, criminalizzando gente e territori con paure e insicurezze che mestieranti della politica spandono a piene mani per ridurre in servitù i cittadini terrorizzandoli.
La lettura della storia di Giovanni, aiuterebbe la gente a capire che dietro la realtà artificiosa creata dai media complici di questo potere criminale, si nascondono aberrazioni peggiori delle dittature.
Consiglio a tutti di leggerlo.

26-04-2013

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E’ passata la direttrice in sezione, mancava da un po’ di tempo per malattia.
Gli ho chiesto del computer e della disposizione del 15 aprile, mi ha detto che il DAP non ha risposto, pertanto aspetta una loro comunicazione.
Siccome il DAP non risponderà perché le responsabilità le riversa sui direttori e non se ne assume, se non in termini di repressione.
Per il computer è inutile farsi il fegato amaro, non c’è intenzione di darceli, una presa in giro durata tre anni, ma sopravvivremo anche a questo.
Le ho chiesto della chiusura della sezione, ha voluto vedere la circolare, mi ha detto che non ne sapeva niente, e che forse riguardava il padiglione nuovo, ma alla fine scherzando mi ha detto che se è così partiremo tutti, le ho risposto che non ci sono problemi.
In conclusione niente computer e nei prossimi mesi saremo trasferiti, non credo arriveremo a Natale. Mi auguro di no.

27-04-2013
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Hanno fatto il governo, mi è sembrata la peggiore applicazione del manuale Cencelli, le competenze non hanno avuto nessuna cittadinanza, l’unica nota positiva è stata la nomina a ministro degli esteri di Emma Bonino.
Per veti ottusi, ideologici e religiosi, le hanno impedito di essere eletta alla Presidenza della Repubblica.
Hanno messo Andrea Orlando (responsabile della giustizia del Pd) all’ambiente, e alla giustizia hanno messo la Cancellieri, credo perché tutti i politici calabresi non la volevano all’interno (giustamente), la ritengono colpevole dell’infamia di aver sciolto il comune di Reggio Calabria cosa che non ha fatto né per il comune di Milano, né per la regione Lombardia, e attualmente nemmeno con il Piemonte che ha tutta la regione inquisita.
All’interno hanno messo lo sciacquino di Berlusconi il famigerato Alfano.
Ritenerlo peggiore del governo Monti direi che è poco, non hanno né la forza e né la competenza per dare almeno sollievo al Paese.
Faranno qualche proclama che la servitù mediatica amplificherà per farla passare come la panacea per sanare i problemi. Saranno fedeli ai gruppi che li hanno imposti, non toccheranno i privilegi con la scusa che sono diritti acquisiti, continueranno a soffocare la gente con tasse e balzelli vari, tutto rimarrà come prima e niente cambierà.

28-04-2013
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Ogni tanto succede che i ricordi lontani occupano i miei pensieri per turbare il mio equilibrio, la memoria toglie il tappo riversando le emozioni represse dalla cattività. Allora scrivo qualcosa a ruota libera, e come altre volte ne faccio partecipe che legge nel blog.
L’oblio del tempo vuoto
Quando per la prima volta ti ho vista
gli occhi del tempo si illuminarono
non era un sogno, eri poco distante.
Così assoluto divenne il mio pensiero
occupato dalla tua presenza
da non riuscire a pensare ad altro.
L’amore che provavo
rende più sostenibile la tua assenza
trascorrendo nell’oblio questo tempo mai nato.
Pensarti non mi affligge più
ho superato tutti i mali patiti
creandomi un nuovo pensiero di vita.
Rimane lo stesso un vuoto
difficile da riempire
alimentato dal ricordo.
La memoria è fonte di sofferenza
la lezione del tempo non è stata utile
quello che sento non può mai finire.
29-04-2013
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La crisi si sente dappertutto, principalmente nelle regioni meridionali, dove si soffre di più,e questo aguzza l’ingegno.
A Napoli hanno rispolverato un vecchio sistema di finanziamento a breve.
Il meccanismo e la pizza a credito,usato nel dopoguerra;immortalato nel film “oro di Napoli” con Sofia Loren.
La pizzeria Sorbillo collegata nel quartiere di via Tribunali accetterà dalla gente del quartiere che non ha immediata disponibilità, il pagamento differito della pizza.
Come si faceva un tempo, si consumava oggi e si pagava a otto giorni.

30-04-2013
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Berlusconi sta facendo di tutto per far spostare i suoi processi da Milano a Brescia, la motivazione è che vuole un giudice terzo, perché il tribunale di Milano lo giudica con il pregiudizio.
E sotto gli occhi di tutti la persecuzione della procura di Milano nei suoi confronti, anche quelle di altre procure, da quando è sceso in politica,e questo gli ha fatto assumere il ruolo di vittima;il lupo travestito da agnello.
Per se stesso chiede un giudizio sereno ed equilibrato, ma per altri ha legiferato con la gogna e la tortura. Nel 2009 con la legge N° 94 , con il suo sodale Alfano ha tolto il giudice naturale ai reclusi nel regime di tortura del 41 bis, concentrando tutte le discussioni al tribunale di sorveglianza di Roma, fatto diventare una sorta di tribunale speciale di mussoliniana memoria.
La stessa legge ha reso la tortura del 41 bis simile ai centri psichiatrici dell’era sovietica dove rinchiudevano i dissidenti per annullarne la personalità e annichilirne il pensiero.
Ha la faccia di bronzo tipica dei dittatori populisti.

1-5-2013
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Si è suicidato un altro ragazzo alle celle, la voce che gira è che si sarebbe soffocato con un sacchetto di plastica.
In 30 giorni è il secondo che arriva a questo gesto estremo, l’altro suicidio fu il 3 aprile mentre era in corso la manifestazione per l’opuscolo sul commento della Costituzione.
Nella cella liscia all’isolamento, mi hanno detto che negli ultimi anni sono stati una decina i suicidi.
Posso solo immaginare psicologicamente come si possa sentire una persona in una cella del genere, nudi e senza niente,come se fossero abbandonati al mondo.

2-5-2013
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Gli americani stanno preparando un’altra guerra con le stesse e identiche bugie usate per attaccare l’Iraq. Iniziano a circolare le notizie, per preparare l’opinione pubblica;la CIA è brava in questo tipo di servizi,che il regime siriano sta usando i gas nella guerra civile.
Sono contro le dittature, ma visto ciò che ha prodotto la primavera araba:la Libia, la Tunisia e l’Egitto, sono in mano ad estremisti religiosi.
Se vincono,la Siria diventerebbe la stessa cosa.
Scegliendo il male minore,sarebbe meglio Assad,con una forte pressione per fargli fare le riforme democratiche.
Gli americani pensano solo ai loro affari,pertanto non gliene frega niente dei casini che causano alla parte dell’Europa,e purtroppo i burocrati europei appogiano ogni mascalzonata che progettano al Pentagono,vigliaccheria allo stato puro.
La migliore soluzione è che gli americani tolgano l’occupazione in Europa e tornino a casa loro.

3-5-2013
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Mi mandano un articolo del Corriere della Sera firmato dai due giornalisti che hanno scritto alcuni libri sulle caste, dai sindacati fino ai magistrati, si tratta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.
L articolo così intitolato “La legge dimenticata sui magistrati fuori ruolo”.
C’è un mercimonio dei magistrati che occupano tante poltrone vicino alla politica, con doppi stipendi,e molti da 20 anni non fanno più i magistrati, imboscati in uffici dei ministeri ed enti vari.
Questa giungla va avanti da decenni,ed è talmente fitta,che non si sa neppure quanti siano con esattezza questi alti burocrati di complemento.
E’palese che gli alti stipendi intaccano il loro giudizio di magistrati.
Il parlamentare del PD Roberto Giacchetti, nonostante la freddezza del suo partito aveva fatto passare un emendamento nella legge anticorruzione,che impediva a qualsiasi giudice penale,civile,amministrativo o militare,poteva avere un incarico di cinque anni,più altri cinque anni solo dopo che erano trascorsi cinque anni dal primo incarico,con un totale di solo dieci anni in tutto.
Tra i vari passaggi alle camere hanno stravolto l’emendamento divenuto un articolo aggiuntivo;prima lo portano a dieci anni,poi fanno decadere la legge che scadeva il 28 marzo.
Il deputato Giacchetti aveva presentato anche un ordine del giorno firmato da altri parlamentari che entro dicembre 2012 dovevano essere pubblicati on – line tutti i nomi,gli incarichi,la durata,i precedenti dei magistrati fuori ruolo, affinché sul tema ci sia trasparenza, e aggiornare tale banca dati con periodicità mensile.
Il governo è d’accordo .L’aula vota all’unanimità. Che fine ha fatto la banca dati? Sparita o meglio dire non è mai stata iniziata.
Il potere della casta dei magistrati è talmente potente che condizionano e manipolano ogni cosa.

4-5-2013
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Nel carcere di Guantanamo,tristemente famoso,la metà dei detenuti hanno iniziato uno sciopero della fame, per protestare contro una detenzione senza fine. La stragrande maggioranza non ha subito un processo, perché l’unica accusa è di essere musulmani ostili agli americani.
Credo che sia umano da parte loro odiare gli americani, perché per i loro interessi,principalmente il petrolio,proteggono le dittature dei paesi arabi,tra le più spietate e feroci del mondo.
Qualunque persona che ama la libertà, dovrebbe per forza di cose combattere contro chi l’opprime se non vuole restare servo.
Se fossi un cittadino dei paesi arabi, mi ribellerei anche io contro gli americani e gli occidentali che li sostengono.
L’unico errore che fanno è di aver incanalato la ribellione nella religione,che non solo è un’altra prigione,ma fa paura perché le religioni hanno sempre prodotto oscurità con i loro dogmi.

5-5-2013
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Un’azienda israeliana la “LEXIFONE” ha creato un sistema che permette di conversare via telefono,internet o semplicemente faccia a faccia nella propria lingua e ascoltare senza ricorrere ad un’interprete.
Con questo APP è stata sconfitta la babele delle lingue che sono circa 6500 nel mondo.
Questo traduttore distingue anche le varianti come l’americano,britannico e australiano,e gli accenti regionali.
L’azienda Lexifone assicura che la traduzione non è solo letterale bensì anche culturale.
Il mondo diventa sempre più piccolo e si riducono le distanze di comunicazione.

6-05-2013
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Spesso le persone dicono molto di più di quello che vogliono nascondere,l’inclinazione delle parole e i gesti li tradiscono, e un occhio attento capisce come stanno realmente le cose.
Le bugie hanno le gambe corte,ed è vero, perché se l’espressione del viso non è in sintonia con quello che si dice, tutto diventa chiaro.
La migliore soluzione è di essere chiari e trasparenti,così le difficoltà della vita saranno molte meno,perché non bisogna affannarsi a ricordare le bugie e a trovare escamotage quando si ammettono pezzi di verità.

7-5-2013
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E’morto Giulio Andreotti,tutti a santificarlo,in vita era demonizzato.
Ha incarnato tutto il peggio del potere politico,alleato di ferro della Chiesa.
Depositario di tutti i segreti della nascita della Repubblica,fino ad oggi,che si è portato nella tomba.
E’stato portato in giudizio dalla parte politica che ha sempre combattuto.
Noi reclusi non possiamo che disprezzarlo,nel Meridione prendeva i voti alle elezioni in tutti i modi possibili,senza guardare le fedine penali con l’aiuto della Chiesa,per il suo potere ma principalmente sbarrare il passo al partito comunista.
Alla collusione su tutti i fronti,ha contrapposto un giustizialismo feroce con le peggiori leggi repressive della storia della Repubblica,emanate dai suoi governi.
Nel 1982 con l’art. 416 bis e la legge La Torre,e nel 1992 con l’ergastolo ostativo,la tortura del 41bis e l’art. 4 bis.
Ha incarnato il potere del principe di Machiavelli,in tutte le sue essenze,usando tutto e tutti,legalmente e illegalmente,per raggiungere i suoi fini.

8-5-2013
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Ho finito di leggere il libro “I fiori di Kirkuk” scritto da Fariborz – Kamkari.
Un grande amore che inizia a Roma e finisce tragicamente in Iraq sotto la dittatura di Saddam.
Lui era curdo e lei era araba irachena.
Il periodo era tra il 1988 al 2003, ripercorre la pulizia etnica contro i curdi ordinata da Saddam Hussein, con massacri che ripercorrono gli orrori nazisti.
La follia del dittatore non ha limiti, perché cerca di arabizzare il Kurdistan iracheno,la storia non solo l’ha condannato ma la forca con l’impiccagione è stata la sua giusta punizione.
Un amore così grande che non conosce la parola moderazione,quando il fuoco arde incontrollabile distrugge ogni cosa,quello che è successo.
Anche se consapevoli del periodo dell’irrazionalità del fuoco che li pervade,superano la paura e scelgono il loro destino.
Finisce con la lettura della lettera che lei aveva scritto per salutarlo per sempre,andando incontro alla morte,parole bellissime e struggenti che colpiscono la sensibilità del cuore.
Voglio fare partecipe di chi legge,di una frase meravigliosa che ho trovato all’interno del libro “La libertà è il frutto dell’amore. Libera l’anima da ogni ancora”.

9-5-2013
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Ho scritto questa lettera al Papa,dubito che arriverà nelle sue mani,ma lottare contro questi errori legislativi,consiste anche sbattere contro i muri.
Gent.mo Papa Francesco,
la sua elezione ha dato tanto entusiasmo al popolo cristiano,le auguro che rimanga sempre tale.
Lei ha ripetuto più volte di non farci rubare la speranza,una bella frase che solleva anche il morale.
La informo che alla mia categoria di ergastolani ostativi,la speranza è stata revocata in forza di una legge “art.41 bis Ordinamento Penitenziario”,si viene esclusi da qualunque pena alternativa, chi è condannato all’ergastolo ostativo è destinato a morire in carcere.
Gli altri devono scontare fino all’ultimo giorno,a una certa età,con 20 – 30 anni di carcere da scontare,diventa lo stesso una condanna a morte,come l’ergastolo.
Sarei/saremmo felici che lei menzionasse nei suoi discorsi,che una parte di cittadini vengono esclusi per legge dal diritto di avere speranza.
Le auguro un lungo pontificato pieno di soddisfazione,un forte abbraccio con tutto l’affetto del mio cuore,l’ergastolano ostativo.
Pasquale De Feo
Catanzaro, 10 maggio 2013
10-05-2013
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L’università di Napoli,dopo un’accurata ricerca ha scoperto che la dieta mediterranea ha la capacità di “accendere” un enzima che non fa invecchiare le cellule.
E’ appurato da studi scientifici che la parte terminale dei cromosomi i telomeri, sono una sorta di “orologio” cellulare, a ogni divisione della cellula si accorciano fino ad arrivare a un punto oltre il quale non possono più diminuire e inizia il processo di invecchiamento cellulare.
A questo punto ritengono evidente che la dieta mediterranea si può considerare un vero e proprio farmaco. Questa dieta scoperta da Ancel – Keys nel Cilento nel dopoguerra, ha portato giovamento anche a lui, morto centenario,e la sua casa a Pioppi un comune cilene è diventata un museo.
I miei genitori provengono dal Cilento; mio padre dopo la pensione si è ritirato nella casa paterna, per conoscenza diretta ci sono molti centenari, pertanto posso affermare che la dieta mediterranea è veramente un elisir di lunga vita.

11-5-2013
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Ognuno di noi nel suo vissuto ha tante storie da raccontare, me ne sono reso conto scandagliando la mia memoria, perché in qualunque luogo ci troviamo, ci sono sempre episodi che possono avere la valenza di novella.
L’unico punto sono le parole che si usano per comporre il mosaico dello scritto.
La cultura nel suo insieme agevola la scrittura perché l’istruzione e la lettura di libri fanno metabolizzare milioni di parole e composizioni.
Credo che non ci sia cosa più bella nel trasmettere emozione con i propri scritti.

12-05-2013
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L’avvocato Marco Tavernese che si sta interessando per farci avere la rivalutazione Istat che non abbiamo dal 1993, e l’applicazione dell’art. 22 Ordinamento Penitenziario che stabilisce che i reclusi non possono essere pagati meno dei due terzi previsti dai contratti collettivi nazionali, ha scritto che è stata rigettata la richiesta con argomentazioni assurde.
Il giudice dott.ssa Rossella – Masi del tribunale civile di Roma, obbedendo alle indicazioni del Ministero della Giustizia, ha rigettato questi diritti con motivazioni cervellotiche, dovrebbe intervenire il CSM,perché ci vuole anche decenza per scrivere porcate simili.
Ormai il Ministero comanda i PM della DNA e i giudici con un feroce servilismo obbediscono come militari, e poi cianciano di indipendenza, equilibrio e che la legge è uguale per tutti. Chiacchiere.
Accenno i punti inventati per il rigetto:
1) Le mansioni descritte del lavoro sono generiche. Si dovrebbe pensare che tutta la documentazione del Ministero è falsa? Eppure sono loro i nostri datori di lavoro.
2) Non sono state specificate le modalità del lavoro assegnate. Ridicolo. Bastava chiedere al Ministero o alle Direzioni delle carceri. Inoltre nel nome c’è la mansione: scrivano,spesino, porta pranzi ecc.
3) Non sono stati indicati i testimoni in grado di confermare le mansioni svolte. Questa è veramente surreale, un carcerato che deve portare i testimoni per il suo lavoro.
4) Non è stato specificato l’orario di lavoro e la distribuzione delle ore giornaliere.
La documentazione del Ministero deve ritenerla falsa, non c’è altra spiegazione.
Questo giudice poteva risalire a tutto con questo giudizio, invece bisogna fare gli altri gradi dell’iter processuale, con aggravio delle finanze dello Stato e l’ingolfamento dei tribunali.
Con tutto ciò, danno sempre la colpa agli altri dello sfascio della giustizia, quando invece sono i maggiori responsabili.
Possono fare tutte le manfrine che vogliono, ma alla fine dovranno pagare lo stesso.
Allego la lettera dell’avvocato Tavernese che è molto esauriente nella spiegazione.

Egregio Sig.
Giovanni FARINA
Le scrivo per informarLa dell’’esito del giudizio di primo grado promosso per la nota questione mercedi.
Purtroppo il Giudice Dott.ssa Rossella Masi – all’esito dell’udienza del 17 – 04 – 2013 – ha rigettato il Suo ricorso (e quello di tanti altri Suoi colleghi); in allegato il testo della sentenza.
Queste, in estrema sintesi, le motivazioni addotte dal Giudice:
1) Le mansioni descritte (scopino, porta vitto,scrivano, spesino, porta pranzi, piantone, addetto alla lavanderia, cuciniere, giardiniere, etc…) sarebbero “estremamente generiche”;
2) Non sono state,in particolare,specificate le modalità con le quali ciascun detenuto provveda a svolgere le assegnate mansioni;
3) Né,tanto meno, sono stati indicati i testimoni in grado di confermare le mansioni svolte e il contenuto di esse;
4) Non è stato poi, specificato l’orario di lavoro e, più in particolare, la distribuzione giornaliera delle ore lavorate;
Ebbene la sentenza emessa dal richiamo del Giudice – oltre a rappresentare,a mio parere, un’evidente accanimento contro il diritto ad una retribuzione dignitosa – è errata per le seguenti ragioni:
1) Le mansioni descritte in ricorso non sono generiche e – proprio in quanto coincidono con la descrizione fatta nei cedolini paga emessi dal Ministero della Giustizia – sono certamente idonee a individuare, con precisione, le attività lavorative da Lei concretamente espletate, soprattutto in assenza di qualsiasi contestazione sul punto da parte dell’Amministrazione;
2) Le parole “scopino”, “porta vitto”, “scrivano”, “spesino”, “addetto alla lavanderia”, “cuciniere”, “giardiniere”, ect………. lungi dal descrivere genericamente un’attività lavorativa, rappresentano invece le tipiche mansioni svolte all’interno di ciascun istituto di pena; anche tale circostanza, d’altronde, è assolutamente pacifica tra le parti non avendo, ancora una volta, il Ministero della Giustizia minimamente contestato lo svolgimento delle mansioni descritte;
3) I testimoni – oltre alla loro impossibilità pratica di convocazione e,ancora prima, di designazione – erano, oltre tutto,assolutamente inutili non avendo il Ministero contestato lo svolgimento delle descritte mansioni per il numero di ore indicate nei cedolini paga dallo stesso emessi;
4) L’orario di lavoro complessivamente prestato è stato specificato nei conteggi e nei cedolini paga e – ai fini dell’adeguamento della mercede – era assolutamente inutile (oltre che impossibile) specificare se le ore complessivamente prestate in un mese erano state lavorate in 15, 20 o 25 giorni, dipendendo l’organizzazione del lavoro (collocazione,durata, eventuali interruzioni o sospensioni della prestazione del lavoro) demandata esclusivamente dalla Direzione dell’Istituto;
Le motivazioni sostenute dal Giudice sono,dunque, – a mio avviso – profondamente errate e ingiuste e sono dettate più dalla necessità di chiudere, anzi mortificare, i processi che possono comportare ulteriori spese a carico del Ministero (ancorché trattasi di spese dovute sulla base di precise disposizioni di legge) che non dell’esigenza ben più alta di rendere giustizia.
In particolare, richiedere ai ricorrenti di indicare i testimoni in grado di riferire le mansioni effettivamente esercitate all’interno dell’istituto di pena rappresenta una richiesta che denota un controsenso, ben sapendo il Giudice che il Direttore del Carcere e gli altri funzionari non saranno mai disponibili e,comunque, in grado di testimoniare quali mansioni quel particolare detenuto svolgeva in quel preciso periodo temporale.
Ma tale richiesta risulta ancora più incomprensibile e cervellotica allorquando – come nel Suo caso – le mansioni sono descritte sui cedolini paga emessi dal Ministero della Giustizia il quale, peraltro, in sede di costituzione in giudizio, non ha minimamente contestato ( e mai avrebbe potuto farlo!) le mansioni e le ore di lavoro complessivamente prestate, descritte nei medesimi cedolini paga.
Altrettanto è a dirsi,poi, in relazione alle restanti argomentazioni espresse dal Giudice concernenti le concrete modalità di svolgimento delle mansioni nonché la distribuzione giornaliera delle ore lavorate nell’arco di ciascun mese.
Le mansioni svolte,infatti, proprio in quanto attestate dai documenti provenienti dal Ministero della Giustizia (quali sono appunto i cedolini paga), non necessitavano alcuna ulteriore specificazione.
Nel ricorso si chiedeva,infatti,solo di aggiornare l’importo della c. d. mercede agli incrementi retributivi previsti dai contratti collettivi (nella misura di due terzi ex art. 22 L. 354/1975) sicché ogni questione concernente le modalità di svolgimento delle mansioni era assolutamente estranea all’oggetto da contendere.
Stesso discorso vale infine per l’orario di lavoro: la circostanza che le ore mensili riportate in estratto mercede fossero state prestate in 15,20 o 25 giorni è assolutamente irrilevante ai fini del decidere anche perché – ed il Giudice ne è a perfetta conoscenza – nel lavoro carcerario non vi è un orario normale di lavoro, dipendendo il numero delle ore lavorate dalle specifiche esigenze e direttive impartite, di volta in volta, dai funzionari del carcere.
Insomma, la contraddittorietà e l’illogicità delle argomentazioni espresse dal Giudice confermano, chiaramente, che la sentenza in questione è esclusivamente finalizzata a far risparmiare il Ministero della Giustizia le spese necessarie (oltre che dovute) ad assicurare una retribuzione dignitosa, in tal modo disincentivando numerosi Colleghi che si trovano nella Sua identica situazione.
Mi sembra di poter, tranquillamente, affermare che tale soluzione rappresenta un tentativo di demoralizzazione di tale pretese; un tentativo volto a disincentivare quante più persone possibile dal proseguire la causa; insomma, colpirne uno per demonizzarne cento.
Avverso tale modo di fare e rendere giustizia l’impegno del sottoscritto legale sarà massimo nella certa speranza che i successivi gradi del giudizio ci daranno la possibilità di incontrare Giudici dotati di ben altra sensibilità ed onestà intellettuale.
Salvo Sue diverse istruzioni,pertanto, procederò a proporre appello contro la sentenza negativa emessa nei Suoi confronti.
Ai fini di non pagare il c. d. contributo unificato (spese di giustizia) allego alla presente un modulo di autocertificazione dei redditi che La prego di compilare, firmare e trasmettermi in originale, unitamente alla copia di un Suo documento di riconoscimento, presso il recapito di studio; specifico che la Sua firma non necessita di autentica da parte dei funzionari dell’Istituto. I tempi di definizione dell’appello si aggirano, purtroppo, intorno ai 2 anni, ma visto l’esito del giudizio di primo grado non abbiamo altra scelta che attendere i tempi normali della giustizia.
Restando a disposizione per ogni ulteriore occorrenza e chiarimento, colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.
Avv. Marco Tavernese

13-05-2013
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In provincia di Ragusa si è dato fuoco un uomo di 64 anni, e per aiutare a spegnere le fiamme si sono ustionati in modo grave la moglie, la figlia e due poliziotti.
Con una vita di sacrifici aveva costruito la casa dove abitava, molto modesta come si è vista dalle immagini. Gli era rimasto da pagare 10 mila euro alla banca. Avendo perso il lavoro non riusciva a restituire la somma. Come prassi di strozzinaggio, tra interessi vari la cifra è arrivata a 26 mila euro, e gli hanno messo la casa all’asta e venduta per un tozzo di pane.
Quando si è presentato il nuovo proprietario con i poliziotti, ha compiuto il gesto della disperazione.
Quello che fa rabbia è che nessuno tra i politici, religiosi, associazioni varie ha detto una parola contro le banche responsabili di tanti suicidi, di tanta povertà e che impunemente commette estorsioni e rapine.

14-05-2013
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Un imprenditore calabrese Antonio De Masi, ha presentato un esposto ai presidenti di Camera e Senato affinché venga instituita una commissione d’inchiesta per verificare l’operato delle banche e dei sistemi di vigilanza.
Ci sono sentenze che hanno appurato che nell’erogazione del credito delle banche hanno praticato usura.
L’autorità garante per la concorrenza e il mercato ha dimostrato che le banche hanno fatto accordi di cartello a danno dei cittadini.
La commissione d’inchiesta imporrebbe alla Banca d’Italia di dare risposta su quale ruolo ha avuto in queste vicende e quali interessi ha tutelato fino a oggi, e continua a farlo non intervenendo pur in presenza di sentenze di tribunali che attestano la pratica di usura.
Mi dispiace scriverlo, ma non istituiranno mai una Commissione contro le banche, troppo potenti.
Ci sono poteri in questo Paese che hanno la certezza dell’impunità e possono fare tutte le malefatte che vogliono.
Il potere per coprire queste prepotenze evidenti, alza una cartina fumogena, criminalizzando il popolino con una feroce repressione.

15-05-2013
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Qualche giorno fa ho visto un programma che riguardava lo Stato Sudamericano di El Salvador. Un giornalista americano, che prima di esserlo aveva trascorso anni in galera per vari reati e la sua appartenenza ad una gang di quartiere, ed ora lavorava per una rete televisiva andando in giro per il mondo a fare reportage sui fenomeni di illegalità criminale.
In El Salvador ci sono grosse gang che si chiamano MALA – 18 e MALA – 13, con migliaia di persone che ne facevano parte, dislocati in tutto il Paese. Tutti i giorni succedevano omicidi dentro e fuori dal carcere, per questo motivo avevano diviso le due gang in carceri diversi, con i militari che controllavano il perimetro esterno.
Constatato che la repressione non risolveva il problema, perché la povertà era un serbatoio inesauribile per il ricambio.
Quando il disagio sociale colpisce il popolino, senza prospettive, né lavoro, né servizi dallo Stato,l’illegalità è per molti l’unica strada.
Sono intervenuti tutti i poteri del Paese; Chiesa, politica e la forza economica, hanno parlato con i capi delle due gang, che a loro volta hanno riunito i loro vertici, e hanno suggellato una pace,in pochi giorni si sono azzerati gli omicidi dentro e fuori dal carcere. Hanno fatto delle conferenze stampa dove hanno dichiarato che chiedevano uguale diritti per tutti; scuola, sanità, lavoro e prospettive future.
Il giornalista è andato in due carceri e ha parlato con i due capi, che hanno ribadito le stesse cose dette in precedenza, motivando che volevano che i loro figli e i loro familiari non subissero la loro stessa sorte.
Erano felici per la pace e si auguravano che durasse e avesse un seguito per un futuro del Paese e della loro gente.
Ogni persona sensata è consapevole che nessuno nasce per delinquere, come se avesse una tendenza genetica, se la mancanza di opportunità, depressione economica, disagio sociale, che creano il brodo di cultura per lo sviluppo di fenomeni di illegalità.
Hanno dimostrato intelligenza e buon senso da statisti, sia nel risolvere il problema e sia dare speranze di prospettiva futura a chi non le aveva mai avute.
Mi sono immaginato qualcosa del genere in Italia; il partito dei savonarola avrebbero gridato allo scandalo facendo fuoco e fiamme.
A loro non interessa risolvere i problemi, ma pensare ai propri guadagni.
La civiltà si vede principalmente in decisioni impopolari che servono al futuro del Paese.
Mi auguro che prima del mio trapasso possa vedere la fine della dittatura estremista del partito dei savonarola.

16-05-2013
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L’ex sindaco di Siderno Alessandro Figliomeni, recluso nel carcere di Parma da 26 mesi in attesa di giudizio, ha scritto una lettera a un quotidiano calabrese.
E’intervenuto sul problema del sovraffollamento delle carceri e la questione della giustizia.
Dalla sua diretta esperienza, scrive che la questione per risolverla bisogna affrontarla con senso di responsabilità, senza ipocrisia o calcoli elettoralistici. Chi prenderà in mano le redini del Paese dovrà rivedere senza pregiudizi le normative che regolano il sistema giudiziario e penitenziario, rimuovendo le cause che nel corso degli anni hanno creato questa vergogna che ci discredita davanti all’Europa.
Ritiene,e concordo con lui, che un’amnistia non deve essere intesa come atto di clemenza verso i reclusi, ma come esigenza dello Stato per riportarsi in condizioni di legalità, inoltre per riportare il numero dei processi a un livello di compatibilità con il nostro sistema.
Punta il dito verso alcune leggi da riformare, in modo particolare la n° 356/92 , che personalmente ritengo la madre di tutte le infamie, con le barbarie dell’art. 4 bis, dell’ergastolo ostativo, e il regime di tortura del 41 bis.
Poi elenca tutte le leggi del “riformatore” Berlusconi: Bossi – Fini,la Fini – Giovanardi, e la ex Cirielli.
Conclude la sua lettera, affermando che se si vuole risolvere la situazione queste sono le leggi da riformare o abolire.
E’ singolare che, quando i politici vengono arrestati capiscono subito come devono risolvere i problemi della giustizia, viceversa quando sono al comando in politica, non solo stanno zitti, ma fomentano i bassi istinti della gente per leggi sempre più repressive e leggi che restringono la vivibilità interna alle carceri, come la legge n° 94 del 2009 “riformista” Berlusconi.

17-05-2013
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Stamane su un quotidiano, mi pare che fosse “Libero”, a lettere cubitali in prima pagina, c’era scritto “Un magistrato percepisce uno stipendio di cinque milioni netti all’anno”.
Ho girato tutti i canali, nessuna rassegna stampa l’ha fatto vedere.
L’unico Tg che l’ha fatto vedere nella sua rassegna stampa è stato Tg com 24, il resto l’hanno tutti censurata.
La notizia è vergognosa, ma di questi “signori” ce ne sono a centinaia, non solo nella magistratura ma in tutta la burocrazia statale.
Queste caste si aiutano a coprirsi tra di loro, e quando li senti parlare sembrano tutti dei frati missionari. Questo marcio si può azzerare solo rendendo tutti gli stipendi dei funzionari statali,al massimo dieci volte uno stipendio normale, come hanno fatto in Svizzera con un referendum. Inoltre deve essere tutto su internet, la trasparenza è un fattore importantissimo.

18-05-2013
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Tanti suicidi alla luce del sole, tanti in nero, e tanti che hanno la possibilità vanno in Svizzera nelle cliniche che operano l’eutanasia assistita.
La politica e la religione si oppongono al suicidio e all’eutanasia.
La politica per non perdere i voti dei cattolici, si lancia in crociate deliranti e ridicole.
La religione con il suo enorme potere impone i suoi dogmi, che ormai sono fuori dal tempo e dalla storia.
Entrambi però permettono omicidi attraverso guerre, carcerazioni, pena di morte, TSO, situazioni di grosso disagio economico, la fame e la povertà.
C’è da chiedersi: perché questi omicidi sono ammessi?

19-05-2013
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Mi ha scritto Carmelo da Padova, informandomi che l’hanno costretto insieme agli altri ergastolani a mettersi in due per cella.
Dalla sua lettera comprendo che ha dovuto violentare se stesso, si sente bastonato nell’animo, perché gli hanno tolto l’ultimo briciolo di libertà che gli era rimasto, quei pochi metri quadrati della cella, dove aveva ancora un po’ di intimità e di riservatezza.
Il ricatto e le pressioni si riversano anche sugli affetti, e la sua maggiore debolezza deriva dall’amore dei suoi cari e chi gli vuole bene.
L’istituzione totale del carcere usa la violenza in spregio alla legalità. Di cui si ritiene promotrice, ma nei fatti la viola impunemente.
Tutte le leggi stabiliscono che dobbiamo stare da soli in cella, ma i Pm che hanno occupato militarmente il DAP e tutto il ministero, danno dimostrazione della concezione che hanno della legge calpestandola; nello stesso modo che facevano quando imbastivano processi su congetture astratte e cervellotiche.
Con questa metodologia hanno reso le carceri i luoghi più illegali del Paese.
Per avere un minimo di diritti per sopravvivere, ci istigano a lottare, e poi dall’alto della loro arroganza ci reprimono con motivazioni artificiose che siamo pericolosi, sobillatori, facinorosi ecc.
Carmelo mi ha dato notizia che la voce che gira è che noi di Catanzaro saremo destinati a Padova, se così fosse, prevedo che farò tanti mesi di celle di isolamento, perché non mi metterò in cella con altri reclusi.
Il DAP impartisce direttive illegali, le direzioni pur sapendolo applicano, e noi reclusi subiamo la violenza e le violazioni delle leggi.
Ci sarebbe da chiedersi, chi è più criminale loro o noi?

20- 5-2013
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Ho finito di leggere un piccolo libro sul buddhismo “felicità in questo mondo”. Un percorso alla scoperta del buddhismo e della SOKA – GAKKAI.
Edito dall’Istituto Buddhista Italiano SOKA – GAKKAI, con sede in via di Bellagio 2/e 60141 Firenze con sito: http://www.sgi– italia.org.
SOKA GAKKAI significa: società per la creazione di valore, il loro obiettivo è quello di rendere le persone forti, sagge e allegre. Non un gregge di pecore, ma un campo di fiori diversi, dove ognuno manifesta le sue qualità specifiche.
Quello che mi sorprese sempre in questi libri di buddhismo, è che parlano sempre di armonia, pace e amore, non hanno dogmi che limitano i loro concetti, e che inquinano la loro spiritualità e intossicano la quotidianità.
Tra le cose che condivido alcuni punti, come ritengono che in ognuno di noi c’è una divinità, e sta a noi tirarla fuori con stimoli appropriati per liberare l’energia che è in noi, che ha delle capacità straordinarie.
L’altro punto è che il destino lo creiamo noi stessi con le nostre azioni. In proposito scrivono “Se vuoi conoscere le cause create dal passato, guarda gli effetti che si manifestano nel presente. Se vuoi conoscere gli effetti che si manifestano nel futuro, guarda le cause che stai mettendo nel presente. “ Credo che abbiano ragione, tutto si attiva in risposta ad un’azione e ai nostri comportamenti.
Il mondo ha bisogno della saggezza di tutti per costruire la pace, l’armonia e il benessere del genere umano.

 

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3 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 aprile -21 maggio

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Anche questo mese è arrivato il tuo regalo, l’ho divorato, ma lo rileggerò, il libro di cui parli lo sto cercando, mi dicono che anche il film è molto bello e spero di poterlo vedere. Devi farmi una promessa Pasquale, da qualunque parte di mandino, non smettere di scrivere il tuo diario. la cosa stranza è che proprio oggi mi hanno parlato di questo libro, e guarda caso, ritrovo il titolo sul tuo diario. La tua poesia è deliziosa, e ribadisco un concetto che ti ho già espresso, quando i fiori voglio sbocciare non ci sono muri che tengono.
    Un caro abbraccio Pasquale.

  2. Pina in ha detto:

    Carissimo Pasquale scusa il mio ritardo , ma era da un pezzo che non ti sentivo , tanto è vero che ero preoccupata e mi chiedevo il perché , cosi mi sono rivolta ad Alessandra in ciat e gli ho chiesto notizie di te ed altri e lei mi ha detto che già era uscito il tuo diario , cosi mi sono affrettata a cercarti ed eccoti trovato …
    Ti dirò che devo ancora leggerti , come sempre il tuo diario non è due pagine , ma e un lavoro lungo infatti questa volta e dal 22 Aprile al 21 maggio direi lungarino ma non mi preoccupo , domani lo passerò nei fogli della mia stampante e vedrò questa volta , cosa hai riportato in tutto questo tempo , pur conoscendo ormai il tuo stile , si finisce per conoscersi .
    Se vedrai l’ora , è tardissimo , ma intanto volevo mandarti un messaggio con questo mio piccolo scritto infatti sono le 01:52 del 02/08/2013 tardissimo il sonno può aspettare lo farò dopo, sono sola, dopo la morte di mio marito, così nessuno mi disturba, i figli sono cresciuti ed devo pensare a me stessa al mio benessere e soprattutto a trasmettere i miei messaggi dove possono arrivare e dove mi è permesso….
    Utilità al fine tutti dobbiamo riscattarci e quando ci mettiamo i sentimenti altro che fiorire si formano distese , dove viene difficile da controllare la quantità , in quanto ai colori si armonizzano tra loro cosi che Pina un fiore profumato , vien fuori da quella distesa e ti manda un forte abbraccio e un arrivederci tutto per stamattina .
    Ti leggerò e grazie come sempre amico

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