Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

La biografia di Giovanni Farina… recensione di Pasquale De Feo

farina

Pubblico oggi  da solo.. un testo che rientrerà anche nel diario di Pasquale De Feo per il mese di maggio.

Si tratta della recensione, fatta da Pasquale De Feo.. al libro autobiografico di Giovanni Farina -detenuto a Catanzaro- dal titolo “Nonostante i cacciatori di uomini”, pubblicato dalle edizioni “Arkiviu bibrioteca T. Serra”.

Un libro pieno di ricordi, amarezza, vortici. Un libro da leggere.

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Ho finito di leggere il libro autobiografico di Giovanni Farina edizione ARKIVIU – BIBRIOTEKA – T. SERRA, un ottimo lavoro è da leggere, principalmente chi è indottrinato dalle “verità mediatiche” delle corporazioni dello Stato.
La vita di un uomo può andare in frantumi per le persecuzioni razziste di funzionari dello Stato, che il sistema criminale al suo interno, li erge ad eroi quando usano metodi nazisti. I personaggi citati rispecchiano i tanti Torquemada che opprimono il Paese, pertanto i Vigua, i Fley, i Manganelli, i Della Monica ecc., non sono altro che la riproduzione dei carnefici del potere sparsi sul territorio.
Le loro infamie vengono premiate e li ergono a vanto del Paese.
Ho conosciuto tanta gente rovinata da questi manigoldi che usano il potere giudiziario e di polizia come trampolino di lancio per le loro carriere, e anche quando si scoprono le loro mascalzonate non vengono puniti, perché il sistema protegge se stesso.
I cittadini sono all’oscuro e non hanno idea del marciume di atti, delle persone e interi nuclei familiari che rovinano, ne possono venire a conoscenza quando finiscono anche loro nel tritacarne dell’apparato della repressione, ma a quel punto è troppo tardi, perché la criminalizzazione alimentata da una papua mediatica li stroncherà, non saranno più cittadini ma sudditi da mostrificare e calpestare.
Tempo fa ricordo, la notizia in Tv di un pastore sardo in Toscana, era stato scarcerato dopo oltre 30 anni di carcere, ritenuto innocente Vigua e il suo compare Fley l’avevano perseguitato con gli stessi metodi usati con Giovanni.
Il libro da voce ai sentimenti che hanno accompagnato la sua vita, il ricordo dei tempi felici con il padre figura centrale dei suoi insegnamenti nel sentiero della sua vita.
Il castello fatato lo teneva lontano dalla malvagità dell’uomo non facendogli conoscere il male, ma la brutalità feroce dello Stato, l’ha scaraventato nella giungla dove la parola è un guscio vuoto e l’inganno è sinonimo di intelligenza.
Una volta precipitato in questo inferno, la vita non sarà più la stessa, e si perderà per sempre.
La maggioranza dei reclusi si può rispecchiare nelle dinamiche repressive di uno stato creato sulla sopraffazione con sistemi coloniali, e continua con questi metodi alimentando un girone dantesco che non ha fine, perché il potere che tiene in ostaggio la democrazia e il benessere economico, per continuare ad avere privilegi vergognosi e depredare il bene pubblico,ha bisogno di nemici come cartina fumogena, criminalizzando gente e territori con paure e insicurezze che mestieranti della politica spandono a piene mani per ridurre in servitù i cittadini terrorizzandoli.
La lettura della storia di Giovanni, aiuterebbe la gente a capire che dietro la realtà artificiosa creata dai media complici di questo potere criminale, si nascondono aberrazioni peggiori delle dittature.
Consiglio a tutti di leggerlo.

Pasquale De Feo

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