Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

I calabresi… di Francesco Sergi

Calabresi

Questo bellissimo testo di Francesco Sergi, detenuto a Genova -carcere di Marassi- e giuntoci tramite la nostra Grazia Paletta, è semplicemente splendido.

Non perché debba essere condiviso in toto… ma per il profondo senso di umanità che lo anima.

Francesco non vuole fare una  panegirico dei calabresi.. anzi fa comprendere che se molti calabresi non cambiano, difficilmente cambierà il loro mondo. 

Così come è importante -a prescindere se Francesco questo lo collega a i calabresi e altri ad altri contesti- il riferimento agli anziani.. e alla necessità del rispetto degli affetti e della cura delle persone, con una considerazione particolare per gli anziani, e su questo mi trovo totalmente d’accordo con Francesco.

CHIUDERE GLI ANZIANI NELLE CASE DI RIPOSO E’ CRIMINALE.

Gli anziani devono restare nella loro famiglie… salvo casi estremi naturalmente.

Vi lascio al testo di Francesco Sergi.

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Quando i Calabresi migravano al Nord in cerca di lavoro e venivano trattati come schiavi, non voglio offendere gli schiavi da quello che sto studiando sugli schiavi d’America, anche se vivevano in una condizione da schiavi erano più tutelati di come vengono trattati e salvaguardati in tempi più recenti i meridionali, almeno essi avevano un tetto per ripararsi dalle intemperie, invece i Calabresi nemmeno quello, in più venivano discriminati sia dai datori di lavoro, sia dai cittadini del nord.

Adesso, dopo tanti anni e tutti i sacrifici che hanno fatto, di colpo sono diventati tutti Ndraghetisti, questo succede perché alcuni di loro hanno barattato i diritti con qualche favore, cercando di coltivare il proprio orticello, non rendendosi conto che dopo aver criminalizzato intere aree e paesi, è arrivato il turno di queste persone meridionali, da decenni residenti al Nord, integrati nel tessuto sociale, rispettosi delle regole in tutto e per tutto, svolgendo il loro lavoro correttamente, rispettando le loro amicizie con lealtà e sincerità, tenendo vive le loro culture e le loro tradizioni anche se queste ultime si stanno piano piano perdendo. Una società può funzionare solamente quando si lascia ai giovani un’eredità di sé stessi e della propria cultura.

Oggi la società in cui viviamo è una cattiva matrigna; anziché educare, tutelare e conservare l’immenso bagaglio culturale ereditato, preservando i sani principi della convivenza e della solidarietà, distrugge e calpesta senza rispetto, dietro il paravento dell’ipocrisia e del pregiudizio. Quel legame che ha caratterizzato sempre le tipiche famiglie, le famiglie calabresi, non sono “famiglie ancillari”, dove non vengono trasmessi il valore, gli affetti e il rispetto nel modo adeguato. I Calabresi hanno centomila difetti, ma tramandano alle nuove generazioni cosa vuol dire rispettare le persone anziane, i bambini e tutte le peculiarità e le loro tradizioni culturali, oggi per qualcuno sono regole antisociali, addirittura sono regole Ndraghetiste. Tutte le famiglie calabresi si fanno carico dei propri vecchi, tenendoli in casa con loro, curandoli, standogli vicino, invece di parcheggiarli nelle case di riposo, scartandoli come fossero la carta di una caramella. Anche se non tutti sanno che i vecchi sono una risorsa umana, perché attraverso il loro vissuto trasmettono un patrimonio indiscutibile di esperienza e di memoria affettiva, ma questo trattamento non viene riservato ai vecchi che si trovano nelle regioni settentrionali. In quella fase che rappresenta il tramonto della vita ed è la più difficile da gestire, per tanti aspetti, vengono gettati dalle loro famiglie all’interno di quelle strutture definite “case di riposo” spesso squallide e caratterizzate da profonda solitudine che merita riflessione e senso di responsabilità da parte sia delle famiglie che delle amministrazioni politiche, e di tutta la società.

La magistratura attraverso i suoi teoremi sta cercando di costruire evidenti forme patologiche gravi e sempre più diffuse come il razzismo e l’intolleranza verso le persone meridionali, facendole apparire come persone di cui aver paura, persino di avere un’amicizia, perché chi si avvicina ad un Calabrese viene tacciato da Ndraghetista, e oggi si sta divulgando questo fenomeno aggressivo contro i meridionali.

Inoltre sia la magistratura che qualche giornalista fazioso, vogliono che le nuove generazioni crescano come nelle grandi metropoli e sono ridotte a povere e gracili spoglie di esseri umani in balia di un’era che gioca con loro e poi li getta via barattandoli con giochi sempre più nuovi e inutili, i padri ripudiano i figli, i fratelli e tutti i famigliari. Loro vogliono che si cancelli il passato e si calpesti il presente senza lasciare alcuna impronta positiva per il futuro e per i posteri; purtroppo il passato non si può cancellare senza perdere la propria identità, è necessario ritrovare la parte più umana di sé stessi, riflettere sulla condizione presente e fare progetti per il futuro nel rispetto dei diritti e della dignità dell’uomo.

La magistratura vuole, attraverso i ricatti e il terrorismo psicologico, snaturare quelle che sono le peculiarità originarie di un individuo o di una comunità.

Le nuove generazioni si sono ormai adeguate all’era del consumismo, questi aspetti sminuiscono il valore dell’amicizia, del rispetto, dell’onestà, dell’amore. Per certe persone l’apparire conta più di qualsiasi altro valore, e dovrebbero capire che tutto il valore che danno alle cose materiali non porta da nessuna parte, perché ognuno di noi è di passaggio su questo pianeta e dovrebbe lasciare un’impronta positiva sia per sé stesso che per i propri figli, invece d’inquinare in vari modi la natura. Questo succede perché tanti di noi non conoscono altre culture, non ha una formazione adeguata su cosa sia la legalità e ignora che vivere la legalità è consapevolezza che non vi sono scorciatoie nella vita e che la via più breve ha sempre un prezzo alto che prima o poi dovrà essere pagato, che vivere la legalità significa non barattare diritti con favori, che tale legalità dovrebbe sconfiggere l’individualismo, gli interessi di parte, l’indifferenza. In tutto quello che scrivo il primo responsabile è lo stato che lascia tutto al suo destino e solo quando succede l’irreparabile interviene con la repressione, che non cerca di risolvere i problemi dalla radice e non si preoccupa del fatto che questa gente non conosce nessuna struttura sportiva né culturale. “Vivere la libertà è prima di tutto capirla: dove le leggi negano i diritti fondamentali dell’uomo, lì non c’è legalità”.

Purtroppo questa è la vera e amara realtà di quello che in Calabria avviene; tutto ciò lo vogliamo noi, sia perché ognuno di noi coltiva il proprio orticello, senza mettersi in discussione per cercare di cambiare la realtà che lo circonda, ma aspettiamo sempre che lo facciano gli altri per noi, se qualcuno fa qualcosa lo fa per i propri interessi e non perché è in dovere di farlo.

Fino a quando i Calabresi si comportano così, barattando i propri diritti con i favori, non può cambiare nulla, diventeranno sempre più Ndraghetisti, quello che le varie procure vogliono, perché devono nascondere notizie e fatti più rilevanti. I Calabresi sono dei buoni capri espiatori, anche perché oggi i Calabresi danno maggior risalto alla stampa.

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3 pensieri su “I calabresi… di Francesco Sergi

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Bell’articolo, ognuno ha i suoi difetti e i suoi pregi, ma non si sa bene perchè negli altri cerchiamo solo i difetti invece di prendere esempio dai pregi.
    Ogni tradizione e cultura dovrebbe essere conosciuta e capita e mai giudicata.

  2. pina in ha detto:

    Dove ci son troppi silenzi , complicità, collusioni , il problema non è il pesce , ma è il bacino dentro il quale si alimenta ….E poi c’è anche il problema culturale , che chiamerei anestesia delle coscienza …
    Le informazioni vanno approfondite nn restare a galla manipolate…partendo sempre dall’inizio di ogni storia si giunge ad una verità dell’uomo .
    Lasciando da parte semplificando , etichette e pregiudizi cureremo di più questi orticelli …

  3. laura marino in ha detto:

    Sono sempre piu’ confusa su cio’ che leggo…..:( 😦

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