Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

La mia nuova cella… di Salvatore Diaccioli

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Salvatore Diaccioli è stato trasferito dal carcere di Carinola a quello di Sulmona.

Ci ha inviato questo testo.. dove ci descrive la sua… cella.

P.S: quando ci sono alcuni puntini tra le parole è perché non comprendevo che parola c’era scritta tra le due.

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La Cella

Una grande finestra  a due ante occupa parte della parete frontale, è senz’altro la prima cosa che si nota entrando, anche perché tutta la cella pare raccogliersi attorno. La cella si trova su uno stabile di tre piani e dalla finestra con l’inferriata ma senza grazia, si può vedee un bellissimo e suggestivo panorama: enormi montagne tutte piene di vegetazione, colorano tutto questo bel vedere. Sembra, talmente appaiono vicini, di poterli toccare con le mani. Ai piccoli di queste montuose montagne ci sono dei piccoli paesini sparsi gli uni distanti dagli altri, per cui la sera, con la luce accesa, è come se si stesse ammirando dei presepi di enormi dimensioni. Guardare da questa finestra senza che ci sia la grata o meglio, la grata c’era, ma qualcuno è riuscito a toglierla, ed è meglio così, almeno si ha una visualità libera ed affascinante.

La cella ha queste caratteristiche, altre quelle appena descritte dalla finestra:

Si entra in cella attraverso il solito cancello di ferro battuto, ma prima ancora del cello c’è una masiccia porta di ferro con un bacchettone di dimensioni di cm 30 x 15. Questa massiccia porta, che noi detenuti chiamiamo blindo, viene aperta alla mattina alle 4 o 4,30 e chiusa la sera alle ore 23 in inverno; in estate, non avendo ancora preso visione del regolamento interno  non sa l’orario.

Sopra il cancello c’è una cassa metallica, con vetro antisfondamento dove c’è la TV. La TV ha sincronizzati solo……….  e possono essere gestiti astrattamento una tastiera incastonata nel telaio di ferro del cancello. Su questa tastiera puoi spegnere o accendere la TV, puoi regolare la voce e i programmi. Se vuoi puoi comprare il telecomando tramite il modulo 43 del sopravvitto, costo 14 euro più 4 batterie da 5,25 euro. So cosa state pensando. Una speculazione ma per “Eccellenza il carcere è speculazione”.

Oppure si entra in una cella, nella parete che è installato il cancello ci sono attaccati a muro e rialzati da 30 cm da terra de stipetti, che noi chiamiamo…., che hanno una dimensione di cm 35 x 50 uno sopra l’altro.

Sulla parete destra ci sono, sempre attaccati al muro e rialzati dal pavimento, altri due stipttei di dimensione più grandi cm 50 x 120, una dopo l’altro. Subito dopo il letto a castello di due pasti. Il materasso è di spugna scadente e si usura molto prima di un materasso normale. L’attuale che c’è in cella è scaduto da oltre cinque anni, ed è come se si dormissse sulla branda, non avendo pià la consistenza del peso… Le coperte sono da buttare; sì e no 20 anni che girano in questo istituto, sono tutte… e hanno pure un maleodore, e qualcuna è pure rosicchiata dai topi. Chi dorme al primo piano del letto non può guardare la TV, almeno che non … il materasso fuori dalla branda, in compenso, però, può usufruire di una lampada incassata nel muro, che credo sia stata…. per leggere senza creare disturbo al compagno di cella, solo che chi ha avuto questa idea doveva essere un “imbecille”, perché quella non è una piccola lampada, ma assomiglia a un fuso di una macchina 500, che non funziona, è un bene.

Sotto la finestra c’è un termosifone. Sulla parete sinistra c’è un tavolo e la pasta.. legno. La camada di pernottamento è comoda, per.. penso, diventa stretta se ci devono convivere due persone e poco giusta 24 ore su 24, la camera misura all’incirca 40 cm, sia le pareti che il pavimento sono di color giallo canarino, le porte e le finestre colore verde vescica.

Il.. bagno oltre al water ha un lavello e sopra il lavello rialzato da terra di appena 40 cm, una finestra di 25 cm quadrati e un tavolo. Anche nel vano bagno c’è un termosifone. Il pavimento e i muri hanno la stessa tinta della camera di pernottamento, tutti i servizi sono di porcellana bianca, misurano 4 metri quadrati.

COMMENTO

Non ho mai avuto una stanza tutta per me. Quano ero in collegio dividevo la camerata con 15 bambini. Da ragazzo ho vissuto per circa un anno con ragazzi molto più grandi di me (figliastri di mio padre), in una stanza appena più grande di questa cella.

Adesso che posso avere una cella tutta per me, dal momento che l’art. 22 del codice penale me la impone, mi viene negata dal D.A.P. Con questa fortuna che porto sulle spalle, ho come l’impressione che  pure il mio loculo dovrò dividerlo con qualcuno.

“L’ Uomo dei Sogni”      Diaccioli Salvatore

Sulmona   10 giugno 2013

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2 pensieri su “La mia nuova cella… di Salvatore Diaccioli

  1. Maria Chiara in ha detto:

    Ciao Salvatore, è sempre un piacere leggerti.

    Un caro abbraccio
    Maria Chiara

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Non pensiamo al loculo per ora, la vita è sempre un regalo in qualunque modo essa sia vissuta

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