Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

I bambini… di Giovanni Zito

bambinis

Ecco un altro testo di Giovanni Zito, inviatoci tramite Maria Tavino.

Qui il nostro Giovanni para di qualcosa che ha molto caro, i bambini.

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I BAMBINI

Ciò che vivo dentro di me è strano, ci sono momenti in cui la vita prende le parole sulle mie labbra gettandole su questi fogli.

Oggi la mia riflessione elabora un pensiero a me caro: i bambini della nostra terra che rapiscono questa penna.

Già,  i bambini!

Sono belli quando arrivano alla vita con il loro primo vagito , quel soffio divino,  se così si può descrivere l’essenza della vita stessa.

I nostri bambini che sono uguali in tutto il mondo,

un mondo fatto di bambini!

Ma quando nudi corrono e giocano nelle strade, tra cortili,  nei campetti di calcio, siamo felici noi adulti della meraviglia di condividere quella spensieratezza che brilla nei loro occhi.

Così offrono persino alla miseria un altro volto, sono i nostri figli,  l’espressione più vicina alla verità. Guardo, serenamente seduto davanti all’unica finestra della mia cella, ed un raggio di sole che scalda come una carezza il mio viso, le foto dei miei nipotini che sono la mia voce; sono quella voce del cielo.

I bambini non danno importanza alle faccende terrene, perché per loro questo mondo rappresenta il paradiso, ecco che poi scatta il senso di protezione per i nostri figli.

Ma quando poi si ammalano, quando soffrono, noi genitori vorremmo sprofondare laggiù dove crediamo che ci sia un fuoco eterno pur di regalare ai nostri bambini quei giorni pieni di sorrisi, ma se non siamo capaci noi adulti di dar loro questa minima parte di serenità allora sì il cielo si oscura , forse per questo io, qui rinchiuso, rimango sempre sotto il cielo coperto dalle nostre stesse falsità,bugie.

Non sono maturo abbastanza, forse, per descrivere ciò che io sento, avverto, ma sono sicuramente un uomo stanco e senza tempo, perché il mio tempo non finirà mai, e i bambini crescono in fretta in questa giornata di sole, che io ci sia o meno; perché non posso limitarmi a giudicare secondo i  pensieri o parametri dettati dai costumi della società in cui sono cresciuto.

Il mio viaggio consiste proprio “nell’espandere i propri orizzonti”, così scrive il mio professore di filosofia e grazie a lui che  mi porta all’osservazione della diversità per farne un bagaglio personale. 

Questo per me è il momento giusto per mettermi in discussione facendo un passo verso la tanto ambita libertà.

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Un pensiero su “I bambini… di Giovanni Zito

  1. pina in ha detto:

    Che bellezza sentir parlare di bambini , sono un suono magico , quando li vedi crescere , si affacciano pian piano al modo dove devono poi imparare a muoversi , camminare e poi prendere il volare .
    Capisco le tue parole e i tuoi confini , vedere il tempo volar via e sentire in te quel richiamo di bambino.
    Oggi li senti strillano , fan capricci , per non dire dove la tecnologia li ha portati ….cosa reste del bimbo di una volta , quando il progresso gli ha lavato è distrutto il cervello
    Siamo noi , che siamo rimasti diciamo fanciulli …ma con esperienze , che ci hanno portato ad una maturazione
    anche perché le viviamo sulle nostre spalle e pelle .
    Teniamoci fermi e saldi , perché ancora il nostro viaggio non è finito , anzi incomincia sempre , tutti i giorni , appena apriamo gli occhi ….ciao Giovanni ….ragazzino 😉

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