Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Un altro giorno da ergastolano ostativo… di Giovanni Zito

Viaggios3

E’ ovvio che non mi hanno insegnato a scrivere nè mi hanno lasciato scrivere”. (Giovanni Zito)

Questo testo di Giovanni Zito ci giunge tramite Maria Tavino.

Giovanni è un nostro amico della prima ora. 

I suoi testi  in archivio sono tantissimi.

Con ironia e malinconia la sua anima ha spesso preso forma in parole, che hanno l’abito del viaggio, di un viaggio che trascina.. ma allo stesso tempo ti insegna a trascinarlo.

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Un altro giorno da ergastolano ostativo

 

Mentre il giorno mi sveglia con i suoi raggi di sole aprendo un portale sulla vita, mi accorgo che il battito è pieno di nostalgia.

Quanti anni ergastolano, quanta strada fatta sotto la fatica dei pensieri.

Nato sotto la stella della diversità includendo un debito inestinguibile, di leggi violate, di quelle leggi fatte su misura dell’uomo, create dal pensiero che non tocca la vita nutrendola, ma attaccandola alla macchina della speranza.

Mentre tutto passa nel silenzio si esclude chi dovrebbe essere restituito alla società in un recupero comune.

Le cose non andranno mai così ergastolano,  perchè ci sarà qualcuno, seduto in quel bar, sorseggiando il suo bel caffè.

Io dovrò appendere un altro mese, un altro anno, sull’albero della consapevolezza delle leggi non

rispettate, loro, quelle forme di pensiero nascoste che si possono cucire sulla pelle di chi in silenzio scrive per spiegare che l’interpretazione si legge sulla misura di tutte le cose.

Bisognerebbe ricordarsi che l’uomo, nella sua umanità, può migliorare,  allora andrebbe, nel senso che bisogna misurare ogni cosa sulla misura dell’uomo, quindi ogni cosa deve essere umana nella sua misurazione: il senso, il dovere della legge, della nostra Costituzione, dell’art. 27, perchè così hanno scritto i nostri padri fondatori sulla nostra carta;  bisognerebbe riflettere nella democrazia italiana trovando l’interpretazione più adatta.

Il mio filo di voce che cerca in termini del non essere anche quando parlo dell’essere costretto a dire di un qualcosa là dove c’è  un niente.

Per ogni minuto, momento, istante io scrivo nella mia memoria ciò per cui sono stato oggetto di  misura con la luce della follia per soddisfare  la scrittura come i nostri sbagli.

E’ ovvio che non mi hanno insegnato a scrivere nè mi hanno lasciato scrivere.

Adesso scusatemi perchè come sapete devo scontare un altro giorno da ergastolano  ostativo.

Da poco mi trovo a Padova,  casa bella, mobilia vecchia, con tantissimi difetti e pochi pregi

Ho perso il conto degli istituti che mi hanno fatto girare.

L’uomo senza casa, nè cielo, nè terra.

Il mio tempo continua , chi vuole scrivermi lo può fare liberamente, sarò sempre lo specchio di un volto sconosciuto.

Buona vita a tutti

sono Giovanni Zito.

 

 

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Un pensiero su “Un altro giorno da ergastolano ostativo… di Giovanni Zito

  1. pina in ha detto:

    Ciao Giovanni , sei pronto guarda nello specchio , la mi vedrai , sono uno spirito libero sempre pronta dietro quello specchio immaginario , se vogliamo chiamarlo cosi, perché tramite la mente ti crei un immagini di chi è dentro quello specchio , se ci riesci , prova con l’immaginazione , non ti sarà difficile, perché solo chi ha provato la sofferenza, ha un potere maggiore di percepire è costruire volti.
    Come ti capisco e come avverto il tuo dolore e come vedo fuori un uomo sbiadito privo di colori , poco amore o addirittura assenza di amore che la reso schiavo…a tal punto che ci vedo un mostro .
    Scusami se ti parla così uno spirito libero , ma anche lo spirito ha diritto a dire la sua , non posso stare zitta, ma devo alzare la mia voce , cosi che altre anime sentano e il numero aumenta .
    Pensa solo a questo specchio, non smettere di guardalo , li ci troverai dei sorrisi sempre pronti per essere donati …ti serviranno al momento giusto.
    Un abbraccio amico mio

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