Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Mi capita… di Piero Pavone

casel

Il nostro Piero Pavone -detenuto a Spoleto- ci ha inviato spesso foto delle sue opere.

In questi giorni è prossimo al conseguimento della qualifica di  “Maestro d’arte” e il prossimo anno conseguirà il diploma.

L’8 giugno vi sarà uno spettacolo teatrale, e anche Piero sarà tra i partecipanti. Questo spettacolo è incentrato sulla vita carceraria e gli attori-detenuti non dovranno fare altro che interpretare se stessi, “recitando” testi scritti di loro pungo.

Questo che segue è il testo scritto da Piero e che lui “impersonerà” nello spettacolo dell’8 giugno.

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MI CAPITA

Mi capita all’alba, nella fase di sonno rem, di essere smarrito, di non sapere dove sono, che giorno è, cosa devo fare…

MI CAPITA

Mi capita di pensare che la vita che sto vivendo sia un brutto sogno e che da lì a poco mi risvegli.

MI CAPITA

Mi capita di convincermi che la mia vita sia stata sempre quella da recluso poiché la vita vissuta da uomo libero è cosa  remota che è passata nell’oblio.

MI CAPITA

Mi capita, nei momenti di lucidità, d’avere paura perché mi sia abituato alla cattività.

MI CAPITA

Mi capita di domandarmi

a che cosa serve questa vita.

MI CAPITA 

Mi capita d’avere paura non di perdere la ragione, ma di ritrovarla.

MI CAPITA

Mi capita di pensare che questa esperienza mi sia stata utilissima per far sì che capissi qual’è il bene e qual’è il male; che capissi la vigliaccheria dell’uomo fino a dove arriva; che capissi la bontà e la solidarietà che l’uomo possiede.

MI CAPITA

Mi capita di pensare moltissime cose, ma la cosa a cui penso di più è il domani poiché so che per me ci sarà un futuro, ci deve essere, quindi il giorno migliore è quello che verrà perché sarà migliore di quello attuale.

Mi capita, mi capita, mi capita…

Piero Pavone

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4 pensieri su “Mi capita… di Piero Pavone

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Mi capita di leggere le tue parole e di sentirmi impotente contro le ingiustizie, mi capita di pensare al mondo carcerario come una delle tante follie invenrate dall’uomo.

  2. pina in ha detto:

    Quante cose devono capitare su un percorso che non conosciamo assieme al l’uomo che ha stento riconosciamo come fratello e come umano ….la sua parte e solo travolgente , ingiustificata e priva di sentimento. Se ne avesse sarebbe più coerente e quindi coretto .

  3. sandra in ha detto:

    Mi lasci senza parole…Una grande speranza ,che diverrà certezza,poterti riabbracciare .Ti voglio bene.

  4. mancini anna in ha detto:

    mi capita di tornare indietro nel tempo e ritrovarmi accanto a te a scuola, quando la signorina Barreca spiegava e tu non l’ascoltavi perchè sognavi, sognavi, sognavi!!!!!!!!

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