Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

“Noi siamo stati il male” ci ricorda u picciriddu… di Carlo Marchese

paradox

Tramite il nostro Carmelo Musumesi, dall’agosto del 2012 trasferito nel carcere di Padova, ci ha fatto giungere questo testo di un suo compagno, Carlo Marchese.

Un testo molto ironico che si collega alla pratica che molte carceri stanno attuando.. di costringere anche gli ergastolani a stare in due in una cella.. pratica immorale e illegale, in quanto contraria anche alla legge (art. 22 codice penale).

Carlo Marchese, anche lui tra gli ergastolani costretti ad accettare la cella a due, riesce a esprimere la contrarietà per queste disposizioni con una corrosiva ironia.

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“Noi siamo stati il male” ci ricorda “u’ picciriddu”

A volte succedono nel carcere cose non divertenti e inaspettate. Infatti il Direttore Dr. Salvatore Pirruccio, che per indicarlo brevemente scriverò sompaticamente “u’ picciriddu”, è venuto in sezione a darci la benedizione del Signore, disponendo lo svolgimento della nostra vita da ergastolani (fine pena mai finché non giunga la morte) in coppia nella stessa cella, notte e giorno.

Ha usato il “Noi”, il pronome plurale dei narcisi, per sottintendere il lecito amore per se stessi, il desiderio di vivere serenamente l’ultimo periodo che precede la morte nella cella-tomba disposta dal legislatore.

Segue un “siamo stati” a sottolineare il cambiamento, il percorso di rieducazione disposto dall’art. 27 della Costituzione <… le pene devono tendere alla rieducazione…>, disposizione che non dispone la morte in cella del condannato alla pena del’ergastolano, il percorso di redenzione con approdo nel mio caso alla fede.

Infine, ha indicato “Il Male”, oggi ripudiato sicuramente dagli ergastolani, ma che “u’ picciriddu” testardamente vuole ricambiare con la vendetta di Stato, mostrando con forza da maciste, che il pregiudizio è più forte della morte in cella, dandomi l’impressione di essere prigioniero di se stesso.

Questa inaspettata visita e il motivo della stessa, mi hanno spinto a riflettere e nell’intestardirmi di credere nella buona fede di “u’ picciriddu”, mi sono detto: vuoi vedere che ha pensato utile per l’ergastolano concedergli l’opportunità di morire in cella in compagnia?”.

Come scrivere, non è giusto che morte giunga per l’ergastolano senza la vicinanza di qualcuno, al quale chiedere la Benedizione prima dell’ultimo respiro.

Se questa è la finalità dell’ordine di vivere gli ergastolani in cella in compagnia, con la Costituzione che ammette per tutti una nuova possibilità di vita (mentre uno Stato indegno per vendetta ammette e dispone la morte in cella dell’ergastolano), non possiamo che ringraziare “u’ picciriddu”; che con grande coraggio  e responsabilità, ha pensato, che non è giusto fare morire da solo in cella l’ergastolano.

Quindi, se è questa  l’origine della disposizione è giusto fare una grande festa, e invitare “u’ picciriddu” a passare una notte intera con ciascuno di Noi ergastolani.

Faremo un sorteggio in forma democratica, io spero che la sorte sia benevola e mi dia la possibilità di essere il primo.

Sarebbe una notte indimenticabile, per me sarebbe un grande onore, un’esperienza che non dimenticherei mai, credo neanche “u’ picciriddu”.

Sono convinto che tutti gli ergastolani sarebbero contenti di trascorrere una intera nottata con “u’ picciriddu”.

La vendetta dello Stato alla storia del “Male” avrebbe il suo lieto fine.

Adesso chiederò ai miei presunti e prossimi cadaveri, se sono d’accordo, di rivolgere e sottoscrivere questa richiesta a “u’ picciriddu”, e spero che sia accettata da tutti.

Ci sono delle volte in cui un gesto vale molto di più delle parole, delle incomprensioni.

Mentre scrivo, ho l’impressione di non avere ricevuto un segnale dal nostro Signore, sono stato colpito dal colore argenteo delle nuvole, che mi fa presagire il ritorno del sole dopo la pioggia, e che il sereno tornerà nella mia vita, nel vivere e morire da solo!

Caro “u’ picciriddu”, sai cosa ho pensato adesso, fai un passo indietro con onore, e lasciami morire nella mia cella-tomba da solo, o meglio, in compagnia del nostro Signore.

Ringrazio Don Marco per le preghiere, è sempre puntuale e generoso nelle omelie, una persona che dobbiamo ammirare con rispetto e amore.

Ergastolano Dr. Carlo Marchese

Carcere di Padova 

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Un pensiero su ““Noi siamo stati il male” ci ricorda u picciriddu… di Carlo Marchese

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Ironico ed esaustivo…. salutami u picciriddu.

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