Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 marzo – 21 aprile

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Ogni volta che mi trovo tra le mani il diario del nostro Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- provo un’emozione particolare. Perché immagino quel “malloppo” di pagine da dove è nato. Da un “appuntamento” che Pasquale ha intrapreso ogni giorno con se stesso. Lo vedo mettersi su una sorta di tavolo, col suo quaderno e salvare le impressioni più forti che quel giorno gli ha regalato. Questi diari sono una traccia costruita giorno per giorno. L’avventura di un’anima direbbe qualcuno. Il diario di una lotta quotidiana, di una eterna tensione tra limite e immaginazione, tra realtà e speranza, tra indignazione  e idealismo.

Prima di lasciarvi alla lettura integrale del diario di aprile, voglio citare alcuni passaggi:

Pasquale, ad un certo punto parla del convegno in cui è stato presentato l’opuscolo con i commenti alla costituzione scritti dai detenuti dell’Alta Sicurezza del carcere di Catanzaro:

“Abbiamo partecipato al convegno nel tetro per discutere dell’opuscolo sul commento della Costituzione che abbiamo scritto.
C’erano alcune personalità, il vescovo Bertolone, la Presidente della provincia Ferro, il magistrato di sorveglianza Dott.ssa Magnavita, il professore dell’università Viscomi che insegna diritto del lavoro, la Presidente del tribunale di sorveglianza, il prefetto di Catanzaro, la Direttrice e il professore Fiorita che ha curato tutto il lavoro, ed è stato invitato anche il nostro amico Eugenio Masciari, che mi ha fatto molto piacere rivedere.
Io, Claudio Conte, Giovanni Farina e Marcello Ramirez, abbiamo fatto un nostro intervento.
C’erano una quarantina di studenti universitari della facoltà di Giurisprudenza del 2° e 4° anno.
Tutti gli interventi delle personalità sul palco sono stati molto incisivi e significativi.
Il vescovo aveva approfondito la materia sia dell’ergastolo e sia del 41bis, ogni volta mi meravigliava. Nessuno è stato banale con discorsi di circostanza, tutti sono stati molto profondi.
Il magistrato di sorveglianza Magnavita, ha dimostrato la sua umanità, alla fine del discorso ci ha detto di non applaudire, ma di osservare un minuto di silenzio per il detenuto che qualche ora prima si era suicidato, nelle sue parole ho percepito la commozione per una vita che non c’era più. Noi non sapevamo niente.
Il programma era di un’incontro unico, ne è uscito che questo sarà l’inizio di un discorso per costruire un ponte tra il carcere e la società, pertanto con gioia di tutti, ci saranno altri incontri.
Sono rimasti tutti contenti che sia emerso in modo chiaro la specificità dell’ergastolo ostativo e dell’art. 4bis, se tra gli studenti c’era qualcuno che non sapeva ora sa e ne è a conoscenza.
L’unica nota stonata è che ho saputo di un ricorso in Cassazione da parte di un Pm della DDA di Salerno contro il magistrato di sorveglianza Dott.ssa Magnavita per il permesso di tre ore che mi concesse il 20 novembre, quello che non capisco su quali basi ha potuto fare un ricorso del genere, e perché l’ha fatto, eppure dei Pm in servizio attualmente non ne conosco nessuno.
Mi auguro che questo episodio non influisca sulle decisioni future della Dott.ssa Magnavita.
A prescindere da questo episodio e il suicidio del recluso, è stata una bella esperienza, e spero che si ripeta più spesso (…).” (3 aprile)

E poi, una storia emblematica:

“Mi ha scritto un amico di vecchia data; ci conosciamo da oltre 30 anni, anche lui è della provincia di Palermo. Dagli anni 80 ha scontato circa 25 – 26 anni. Era uscito in semilibertà all’inizio del 2000, ma l’apparato della repressione dopo qualche mese gliela fece rievocare, finì di scontare i circa due anni che gli rimanevano ed uscì a fine pena.
Si sposò ed ha due bambini che ora hanno 11 e 9 anni.
Mentre si godeva questa nuova vita, una famiglia e un buon lavoro, lo arrestarono di nuovo per un reato di quando era minorenne.
Fatto il processo lo condannarono, e gli stanno facendo scontare fino all’ultimo giorno. Neanche alla comunione del figlio l’hanno voluto mandare, perché l’apparato della repressione si è opposto fermamente con relazioni false e strumentali.”

Ogni commento a questa storia… non sarebbe sufficiente a descrivere l’indignazione.

In un altro passaggio, Pasquale cita un altro episodio che rientra in quella che potremmo definire.. “la banalità del male”:

“Ieri abbiamo avuto notizia della scomparsa di un anziano ergastolano, da vent’anni seppellito nel regime di tortura del 41 bis.
Gli hanno dato la sospensione pena dieci giorni prima di morire.
Quello che ci ha fatto male apprendere è stato il comportamento del vescovo di Trapani, che gli ha vietato l’estrema unzione e la messa, dichiarando che gli ergastolani non possono avere la cerimonia funebre in chiesa. Questo vescovo è molto singolare, mischia i precetti religiosi con le pene del codice penale, ma lo fa sempre vestito da Armani, lui ci tiene che i suoi paramenti e vestiario siano rigorosamente confezionati da Armani; avrà anche lui mutande firmate? Avrà avuto le direttive dal cielo per essere un “religioso di marca”. (…)” (11 aprile)

Concludo.. con una di quelle sfaccettature… che fanno parte del concreto svolgersi “ordinario” della vita di un detenuto:

“Ci hanno messo le reti alla finestra, la vista panoramica ne risente, come anche un senso di mancanza d’aria. Ci sono in quasi tutti i carceri, ma abituarsi è sempre difficile, principalmente quando arrivi in un carcere e non ci sono.
Mi è successo anche nel carcere di Sulmona, le hanno messe mentre ero lì, il motivo è sempre lo stesso, non fare buttare né passare niente dalle finestre. Siccome abbiamo una piccola finestra, su domanda di un detenuto alla direttrice, gli rispose che avrebbe aperto un altro pezzo di finestra.
Le finestre sono composte da tre rettangoli, di cui uno è finestra e gli altri due sono fissi, per aprirne uno c’è bisogno delle cerniere.
Speriamo che venga aperta perché in estate si starebbe più freschi.
Un uomo ha la capacità di adattarsi a ogni cosa; lo diceva Alessandro Manzoni qualche secolo fa. ” (18 aprile).

In una vita dove ogni centimetro in più di aria e libertà è un centimetro agognato di vita.. le reti alla finestra, sono un altro centimetro in più di vita, un altro centimetro in più di libertà, un altro centimetro in più di aria, un altro centimetro in più di sole, un altro centimetro in più di ossigeno.. che viene tolto.

E già mi pare di sentire chi la sa lunga dire.. “un centimetro.. cosa vuoi che sia..”.

Un ringraziamento alla nostra collaboratrice Marina.. che sta dando un prezioso traducendo alcuni testi, come nel caso di questo diario.

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Abbiamo scritto una lettera al nuovo Presidente della Camera Boldrini.
Ci ha fatto molto piacere essere menzionati nel suo discorso di apertura, cosa mai avvenuta da quando posso ricordare.
Anche gli altri compagni non ricordano un Presidente della Camera che l’abbia fatto, neanche Pertini lo fece, eppure aveva trascorso molti anni in carcere.
Sapere che avrà attenzione anche per noi “paria” alimenta quel filo di speranza che nella sua coalizione non ci siano solo giustizialisti.
Del manettoro alla Presidenza del Senato è inutile anche parlarne, forse in politica uscirà fuori la vera personalità, non potendola nascondere dietro l’apparato della repressione. 22-03-2013
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Mi hanno mandato una circolare ministeriale del 29 gennaio 2013, in cui riporta la collocazione di tutti i carceri della penisola.
Secondo questo programma, la sezione AS1 di Catanzaro e Carinola devono essere chiuse.
Ci siamo informati qui ma ci hanno assicurato che non è vero niente.
Tutto sembra strano, anche perché questo è l’unico carcere in Calabria che comprende quasi tutto il Meridione – Sicilia, Puglia e Basilicata. In Campania chiuderanno Carinola e lasceranno aperto l’AS1 di Secondigliano, forse perché c’è il centro clinico. I burocrati del ministero programmano e decidono senza tenere conto che i “pacchi postali” che mandano in giro per la penisola con un tratto di penna, sono esseri umani.
Ho inaugurato negli ultimi quindici anni tre sezioni E.V.I. poi AS1 dal 2009 (hanno cambiato solo il nome o meglio dire solo la sigla), e ogni volta la rigidità repressiva per rilassarsi ha bisogno di qualche anno.
Comunque mi auguro che non chiudano la sezione, francamente non ho tanta voglia di fare altro turismo penitenziario, ne ho fatto tanto in tutti questi anni. 23-03-2013
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Mi hanno mandato alcuni scritti di sostenitori a favore dell’abolizione dell’ergastolo, un paio di questi interventi mi hanno colpito.
Quello dell’avvocato Saverio Stano di Ferrara, ha scritto una lettera molto accurata e profonda, merita di essere divulgata e letta da tutti.
L’altro scritto è di una donna Miriam Picone, anche questa è molto bella e la sua pubblicazione aiuterebbe a riflettere sull’ergastolo.

Avv. Stano
04 Marzo 2013-05-24

Un padre di famiglia scrive agli “uomini ombra”
Cari uomini d’ombra,
come l’autore della mail che mi è appena arrivata, anche io sono padre di famiglia. Ed oltre a questo, sono Avvocato. Penalista.
La professione che mi onoro di svolgere mi fa toccare con mano tutto ciò che la gente comune legge grazie anche a tutte le mail che gli uomini ombra sono riusciti a divulgare tra la società cosiddetta civile.
Ho 36 anni e vivo a Ferrara. Ciò che credo si sia perso, in questi anni, è la voglia di guardare, di osservare per capire. Non bisogna abbassare gli occhi di fronte a certi abomini. Bisogna spalancarli ancor di più.
Occorre far rumore, le ombre devono occupare ogni decibel udibile all’orecchio umano.
E’necessario che tutti sappiano che una delle piaghe del nostro panorama normativo è la proliferazione di leggi carcerogene; che ogni dannato lemma di quelle leggi calpesta i precetti Costituzionali ed i principi che vengono sanciti, solo sulla carta, dalla legge 354/75, ossia dell’ordinamento penitenziario.
Come si concilia la rieducazione del condannato con la condanna a morte mascherata da ergastolo? Il grado di civiltà del Paese si misura anche dalle sue carceri.
Com’è possibile tollerare un sistema penitenziario ove al condannato vengono negati i suoi bisogni primari? Che umanità può avere un Paese che impedisce ad un uomo di amare? Di poter stringere i propri cari? I propri bambini? Che senso di umanità lasceremo ai nostri figli se poi dovremo spiegare loro che in Italia c’è un mostro, chiamato carcere, che fagocita chi ha sbagliato e che fa scontare a queste persone una pena decuplicata?
Con che cuore dirò a chi verrà dopo di me che in questo Paese, culla della civiltà e del diritto, esiste un sistemo ove vengono murati esseri umani e spogliati finanche della loro dignità di uomini?
Un giorno i miei figli mi hanno chiesto perché ho voluto fare l’avvocato.
Ho risposto loro che il penalista non fa l’avvocato. Lo è. E ho risposto loro che sono avvocato perché credo che un giorno, nel quale le pene saranno lo strumento per non sbagliare più, la seconda opportunità che molti non hanno potuto avere. Sono avvocato perché voglio credere nel processo come strumento di giustizia, non come forbice sociale di divario tra abbienti e non abbienti. Sono avvocato perché amo questa professione, perché la mia suprema vocazione è poter conoscere ed aiutare nelle loro battaglie più uomini ombra possibile, per arrivare a sera ed essere consapevole, nei limiti delle mie forze, di essere stato utile anche in minima parte a ciascuno di loro. Sono avvocato, perché questa meravigliosa, terribile Professione, se la si sceglie davvero, non porta certo ricchezza materiale, ma ricchezza d’animo.
Ho risposto ai miei figli che, quel giorno, vorrei fosse già ieri.
E credo che perché ciò avvenga, occorre sensibilizzare l’opinione pubblica, con dibattiti, convegni e diffondendo la voce di chi voce non si vuole abbia più.
Non è sufficiente discutere sul fatto se chi sbaglia debba andare in carcere, ma capire che spesso, chi è dietro a quelle sbarre, lo è perché lo Stato, noi, non abbiamo saputo dare giuste opportunità.
Se si iniziasse a pensare che ogni cittadino che entra in un carcere è un fallimento della società civile, probabilmente vedremmo meglio, con gli occhi ancora più spalancati, il baratro di inciviltà nel quale siamo caduti e continuiamo a sprofondare.
Salute e saluti
Avvocato Saverio Stano

Miriam Piccone
4 marzo 2013-05-26

Un padre di famiglia scrive agli uomini ombra
… Forse non è un caso che questa mail mi giunga questa sera e in questo preciso momento … le parole che l’accompagnano trovano tutta la mia condivisione, compresa quella di non riuscire più a godere, completamente della propria libertà quando ci si confronta con la realtà dell’ergastolo.
Ho vissuto per circa trent’anni … “prigioniera” di una pesante eredità … che mi soffocava anche se mi trovavo sulla cima di una montagna o in mezzo al più cristallino dei mari.
Poi grazie ad un lungo percorso … doloroso … ma accompagnata dalla voglia di farcela e da un briciolo d’amore per me stessa … sono riuscita a superare … perdonando.
E solo quando sono riuscita a perdonare la persona che tanto mi ha ferita … lui si è reso conto davvero del male che mi ha procurato e liberandolo da questo peso ho liberato anche me …
Oggi sono abbastanza serena e l’abbastanza lo userò affinché resterà anche un solo uomo al mondo costretto a scontare l’ergastolo.
Non so se queste mie parole potranno essere di conforto a qualcuno … di sicuro mi conforta sapere che c’è chi la pensa come me al di fuori da quelle mura. 24-03-2013
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Di recente in Madagascar hanno scoperto il più piccolo camaleonte del mondo, lungo un paio di centimetri, può stare sull’unghia di un dito.
A causa delle minacce al suo ambiente è a rischio di estinzione.
Ci sono animali che si estinguono senza che ne conosciamo l’esistenza, come succede nella foresta amazzonica. Questo camaleonte è stato fortunato, mi auguro che si sia messo in condizioni che non abbia problemi per la sua sopravvivenza futura. 25-03-2013
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Sono arrivate le selezioni del blog, le ho lette e mi sono soffermato sullo scritto del permesso, ho compreso perché ho ricevuto i complimenti un po’ da tutti, anche l’educatrice e la direttrice. Mentre leggevo mi sono commosso. Quello che non capisco com’è possibile se l’ho scritto io?
La psiche umana è un pozzo che non finirà mai di stupire. 26-03-2013
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Spesso sento in tv o leggo che la magistratura è un problema, addirittura Berlusconi l’ha definita il cancro del Paese.
Purtroppo l’errore è nella definizione perché la magistratura comprende tutto l’ordine giudiziario, pertanto sarebbe giusto definire e non generalizzare. Il vero problema sono le procure, principalmente quelle speciali (DDA) che hanno acquisito il potere dell’impunità e sovvertito la cultura penale della società, riducendo il momento dell’accusa come il centro del processo, una falsificazione giuridica e culturale.
Inoltre stanno occupando posti di non loro competenza, come il ministero, cassazione ed ora anche il Parlamento, che gli serve solo per rafforzare la loro casta ed essere più potenti.
Fino a quando ci sarà il Pd e tutta l’area della sinistra che osanna e protegge questi monetari, non ci sarà possibilità di cambiamento. 27-03-2013
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E’ venuto il vescovo di Catanzaro Vincenzo Bertolone a dirci la messa di Pasqua. Durante la messa gli è stata letta una lettera preparata da Claudio, ha recepito molto bene il contenuto, dove si faceva presente che tutte queste leggi di emergenza sono esclusivamente per il Meridione e i meridionali.
Nella sua omelia, molto coraggiosa e da noi apprezzata, ha parlato un po’ di tutto, dalle condizioni delle carceri, processi, ergastolo ecc. , ma si è soffermato anche sul 41bis definendolo inumano, ho risposto “è tortura”, ha dato il suo assenso.
Il tutto l’ha paragonato con l’arresto e processo farsa di Gesù, le torture e la morte in croce.
C’era tutta la direzione, area educativa e i professori della scuola.
Dopo la messa abbiamo fatto il rinfresco con i dolci fatti da Fabio, apprezzati da tutti i presenti in Chiesa. Ho ringraziato il vescovo per le sue parole e gli argomenti toccati, principalmente il coraggio di toccare il tabù del 41 bis.
Credo che sia dovere della Chiesa far sentire la voce contro la disumanità. 28-03-2013
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In modo vergognoso il COISP sindacato della polizia è andato a fare una manifestazione di solidarietà nei confronti dei quattro poliziotti in carcere, che uccisero barbaramente Federico Aldrovadi il ragazzo di 18 anni di Ferrara.
Sono andati sotto le finestre del comune di Ferrara, dove lavora la madre di Federico, la stessa è scesa in strada con una foto del ragazzo morto, pestato talmente ferocemente da renderlo una maschera di sangue. I poliziotti assassini furono condannati a pochi anni di carcere per omicidio colposo, che attualmente stanno scontando.
E’ una vergogna che siano stati condannati per omicidio colposo, ancora di più che non siano stati licenziati, ma quello che colpisce di più è l’ordinaria crudeltà coperta e difesa anche dai sindacati, che invece di chiedere perdono e il licenziamento dei quattro omicida, contestano la madre che si è battuta per avere giustizia per il figlio.
Siamo alle barbarie. 29-03-2013
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Barbara D’Urso non si smentisce neanche davanti al dolore di due ragazze che avevano perso la madre.
Casualmente facendo zapping mi fermo nel programma della D’Urso, c’erano due sorelle, una aveva circa vent’anni e l’altra circa quindici anni, raccontavano che in una lite di condominio sono intervenuti i carabinieri, la madre delle ragazze accerchiata da decine di persone, i vicini di casa, invece di proteggere questa madre di famiglia, hanno lasciato che le saltassero addosso e un ragazzo l’accoltellasse davanti alla ragazzina in studio e il fratellino più piccolo, in più hanno chiamato l’autoambulanza dopo venti minuti facendola morire dissanguata.
La sorella più grande chiedeva che si facesse luce sulla vicenda e chi avesse sbagliato doveva pagare.
La ragazzina presente al fatto e visto come si erano comportati i carabinieri, dava la colpa a loro spiegando anche perché, ma la D’Urso prima ha cercato di difendere i carabinieri, ma vista l’insistenza della ragazzina, in modo brusco ha chiuso la trasmissione, non avendo un minimo di rispetto per il dolore delle due ragazze.
Come se sindacare il comportamento dei carabinieri diventasse una specie di lesa maestà.
Qualcuno dovrebbe spiegare alla D’Urso che sono dipendenti dei cittadini, che i loro stipendi sono pagati con le tasse, pertanto se sbagliano devono pagare come tutti, anche se ciò non avviene. 30-03-2013
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La Pasqua spesso induce a riflettere, saranno gli anni di cattività oppure i pensieri dedicati ai miei cari e saperli tutti a tavola da mio Padre. Desideravo esserci ma purtroppo l’infamia di certe leggi razziste antimeridionali non mi permettono di avere la gioia di trascorrerla con loro.
L’ultima volta eravamo in 48, c’era anche mia Madre, furono due giorni stupendi.
In tanti anni qui dentro mi sono perso il meglio della vita di un uomo.
Per ritornare a casa ci vorrebbero come Giuda, ma ho sempre preferito la croce, questo mi fa sentire la Pasqua anche un po’ mia: crocefisso come Gesù.
Ci hanno concesso la socialità per due giorni, con le celle aperte da mezzogiorno alle cinque, abbiamo pranzato insieme nella sua cella, io e Nellino, diversamente dagli altri, noi stiamo a tavola tutte e cinque le ore.
Abbiamo trascorso una bella giornata, anche se alla fine avevamo la pancia come un tamburo per aver mangiato troppo. 31-03-2013
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Su la 7 trasmettono un programma che si chiama “cambio moglie”, due famiglie si scambiano la moglie per una settimana.
Qualche volta mi soffermo a guardarla, l’ultima volta c’erano due famiglie di regioni diverse, una piemontese e una pugliese.
La donna piemontese dopo qualche giorno diceva che, l’uomo anche se meridionale era molto educato e serio perché era stato qualche tempo al nord, rimarcava molto questo concetto.
Dopo una settimana le donne ritornano ognuno a casa loro; le due coppie si incontrarono in un ristorante senza i figli. Anche in quel frangente sottolineava il concetto che erano meridionali.
Una volta quando vedevo questo razzismo strisciante, dicevo “polentoni”, senza prendermela più di tanto, oggi è diverso, la sento come un’offesa e ci rimango male.
Quello che non capisco, com’è possibile che possano permettere determinati discorsi di sapore razzista in una trasmissione. 1-04-2013
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Leggo in un articolo che Di Pietro ha chiuso il partito e i soldi che erano in cassa, circa 30 milioni, se li è presi lui come fossero suoi.
Una volta dismesso il partito, correttamente doveva restituirli allo Stato, essendo soldi del finanziamento dei partiti.
Di Pietro si è sempre lavato la bocca di onestà e legalità, ma con i suoi atti ha dimostrato quanto sia mascalzone.
Se non fosse stato protetto dalle procure, da tempo avrebbe fatto una brutta fine.
Ha rubato e imperversato senza vergogna, e portando in Parlamento figure che hanno squalificato il ruolo.
Faceva il giustizialista per crearsi un alibi.
Credo che tutti siano rimasti contenti che sia uscito dal Parlamento, e personalmente mi auguro che non ci torni più. 2-04-2013
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Abbiamo partecipato al convegno nel tetro per discutere dell’opuscolo sul commento della Costituzione che abbiamo scritto.
C’erano alcune personalità, il vescovo Bertolone, la Presidente della provincia Ferro, il magistrato di sorveglianza Dott.ssa Magnavita, il professore dell’università Viscomi che insegna diritto del lavoro, la Presidente del tribunale di sorveglianza, il prefetto di Catanzaro, la Direttrice e il professore Fiorita che ha curato tutto il lavoro, ed è stato invitato anche il nostro amico Eugenio Masciari, che mi ha fatto molto piacere rivedere.
Io, Claudio Conte, Giovanni Farina e Marcello Ramirez, abbiamo fatto un nostro intervento.
C’erano una quarantina di studenti universitari della facoltà di Giurisprudenza del 2° e 4° anno.
Tutti gli interventi delle personalità sul palco sono stati molto incisivi e significativi.
Il vescovo aveva approfondito la materia sia dell’ergastolo e sia del 41bis, ogni volta mi meravigliava. Nessuno è stato banale con discorsi di circostanza, tutti sono stati molto profondi.
Il magistrato di sorveglianza Magnavita, ha dimostrato la sua umanità, alla fine del discorso ci ha detto di non applaudire, ma di osservare un minuto di silenzio per il detenuto che qualche ora prima si era suicidato, nelle sue parole ho percepito la commozione per una vita che non c’era più. Noi non sapevamo niente.
Il programma era di un’incontro unico, ne è uscito che questo sarà l’inizio di un discorso per costruire un ponte tra il carcere e la società, pertanto con gioia di tutti, ci saranno altri incontri.
Sono rimasti tutti contenti che sia emerso in modo chiaro la specificità dell’ergastolo ostativo e dell’art. 4bis, se tra gli studenti c’era qualcuno che non sapeva ora sa e ne è a conoscenza.
L’unica nota stonata è che ho saputo di un ricorso in Cassazione da parte di un Pm della DDA di Salerno contro il magistrato di sorveglianza Dott.ssa Magnavita per il permesso di tre ore che mi concesse il 20 novembre, quello che non capisco su quali basi ha potuto fare un ricorso del genere, e perché l’ha fatto, eppure dei Pm in servizio attualmente non ne conosco nessuno.
Mi auguro che questo episodio non influisca sulle decisioni future della Dott.ssa Magnavita.
A prescindere da questo episodio e il suicidio del recluso, è stata una bella esperienza, e spero che si ripeta più spesso.
Ci siamo divisi i compiti negli interventi, io ho parlato del 41bis, questo è il mio intervento:

Un saluto a tutti i presenti.
La Costituzione rappresenta la difesa dei diritti per ogni essere abitante sul territorio nazionale.
In essa sono contenuti i principi di libertà, uguaglianza e giustizia.
Purtroppo un potere trasversale, nei fatti l’ha calpestata con leggi anticostituzionali che violano i diritti legittimi di ogni cittadino, come può comprenderlo anche un’ignorante.
Da un ventennio il sacro diritto dell’uguaglianza è stato ridotto a merce di scambio e con aggettivi vari hanno convertito gli italiani al doppio binario sulla giustizia e sulle carceri, violando palesemente l’art. 3 della Costituzione.
Queste leggi inquinate da un razzismo strisciante, colpiscono solo una parte del Paese, dove questi cittadini non vengono giudicati solo per il reato commesso, ma in quanto nativi di un territorio, così sono stati fatti diventare essi stessi un reato.
Nelle carceri con le leggi di perenne emergenza, anche le pene sono discriminatorie a seconda del luogo di provenienza.
La legge che ha avvelenato la limpidezza dei principi costituzionali è la n. 356 del 1992, che ha modificato l’art. 4 bis OP, creando un sistema di pene normali e un sistema di pene escluse dai benefici dal codice penitenziario.
Tutto il sistema si adopera per dissimulare la disumanizzazione di questo barbaro art. 4 bis OP.
Il nuovo Papa ha detto di non farsi rubare la speranza. A noi ce l’hanno rubata con questa legge.
Ed un uomo senza speranza è destinato ad attribuirsi.
Grazie
Catanzaro, 3 aprile 2013 3-4-2013
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Riflettevo sulla giornata di ieri, erano molti anni che non trascorrevo un po’ di tempo in mezzo alla gente. Questi eventi sono importanti per i reclusi perché aiutano a non perdere il contatto con la società. Inoltre è anche importante per la rieducazione e un futuro reinserimento essendo che diminuiscono le distanze mentali che si creano in tanti anni di cattività. Queste manifestazioni non devono essere delle eccezioni; ma diventare degli ordinari incontri per socializzare con il mondo esterno, servono anche ad elevare la cultura dei reclusi.
Il lavoro e la cultura sono gli strumenti necessari per aiutare chi ha sbagliato a indicargli che nella vita ci sono tante altre scelte.
Un uomo non lo si migliora terrorizzandolo con la paura dell’inferno, ma lo si migliora educandolo a contemplare la bellezza del paradiso. 4-04-2013
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Dopo 27 anni di carcere è stata concessa la revisione del processo ai cosiddetti mostri di Ponticelli.
Tre ragazzi furono accusati di aver ucciso dopo aver violentato due bambine di dieci anni di Ponticelli, un quartiere di Napoli.
I ragazzi furono scelti come colpevoli e immolati per glorificare il Pm di turno, che fece le peggiori cose per farli risultare colpevoli, ma anche i magistrati giudicanti ci misero del loro.
All’epoca, alla metà degli anni ottanta, nella mia ignoranza non credevo nella loro colpevolezza, seguì il processo attraverso i media, e chi si trovava in carcere come me ed aveva subito i soprusi che stavano vivendo questi tre ragazzi, capivo che il Pm aveva costruito un’architettura processuale con ricatti,minacce e distorsioni con ogni mezzo. Quando ho ascoltato la notizia in tv ne sono stato felice e auguro ai tre ragazzi di essere presto di nuovo padroni della loro vita.
Come succede sempre, i Pm e la polizia che li aiuta in questi atti criminali, non pagano mai per i reati che commettono per rovinare la vita delle persone.
Verrà mai una politica con i coglioni a riformare il sistema giudiziario che è fuori da ogni controllo costituzionale? 5-04-2013

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso la grazia al colonnello americano Joseph – L. – Romano III per il sequestro di ABU – OMAR.
Mi domando se l’invito di qualche tempo fa alla Casa Bianca da parte di Obama, con tutti quei complimenti che rasentavano il ridicolo, servivano proprio a questo scopo.
Un vecchio arnese stalinista come lui, è stato invitato nell’ex tana del lupo, adulato come un bambino, per farsi graziare un loro militare.
Credo che per questo motivo, gli americani premano per un altro settennato di Napolitano, così hanno un pupazzo al Quirinale ai loro ordini.
In questi sette anni, non ricordo che abbia dato una grazia a uno dei tanti poveri cristi che muoiono quotidianamente nelle carceri, che lui stesso ha definito luoghi di tortura che ci fanno vergognare di fronte all’Europa.
Conosco gente che è in carcere dagli anni settanta per sequestro, ormai vecchi e malati, aspettano solo la morte che se li porta via, ma il nostro presidente non si sognerebbe mai di graziare qualcuno.
I reati hanno connotazioni diverse a secondo perché si commettono. Come in guerra, quelli dei vincitori diventano azioni eroiche, quelle dei perdenti crimini efferati. 06-04-2013
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La lega non si smentisce mai, sempre razzista, rozza e miserabile, e non manca occasione per dimostrarlo. Dopo l’oltraggio perpetuato dal sindacato di polizia nei confronti di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi ucciso a sangue freddo da quattro poliziotti. Il comune di Bologna ha proposto la cittadinanza onoraria a Patrizia Moretti, apriti cielo da parte del centrodestra, ne hanno detto di tutti i colori “ la vostra è l’ipocrisia di chi usa il percorso istituzionale per non dire quello che pensa”; loro a parole dicono tutto e di più come il loro padrone Berlusconi – tanti piccoli truffaldini crescono – . Sono i fatti che creano la realtà, no le parole.
La lega và sempre oltre l’umana decenza, il capogruppo al comune Manes – Bernardini ha gridato “è una marchetta”.
Loro sono dei professionisti della marchetta, ne hanno fatte a tutti, principalmente con Berlusconi, con lui si sono addirittura prostituiti.
Non hanno vergogna e pretendono di sindacare alzandosi su un piedistallo. 7-04-2013
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In tv stavo seguendo un documentario sulla città messicana Ciudad – Juàrez, di circa 800.000 mila abitanti, si trova al confine con gli USA, sulla riva destra del fiume Rio – Grande di fronte alla città statunitense El Paso.
Rimango scioccato dalle notizie che emergono nel prosieguo del filmato, succedono mediamente dai 10 ai 20 morti ammazzati al giorno, una media di 15 uccisi.
Ho fatto il calcolo su 10 morti sarebbero 3650 all’anno; su 15 sarebbero 5485;su 20 sarebbero 7300.
Proporzionandoli con i 60 milioni di abitanti dell’Italia, sono 75 volte la cifra dei morti se succederebbero ogni anno nel nostro Paese: 273.750 nel primo caso; 441.375 nel secondo caso e 547.500 nel terzo caso.
Sono cifre così alte che neanche in Iran e Afganistan sono successe in un anno.
Ricordo che tutte le guerre della criminalità nel decennio degli anni 80 non hanno superato in totale i 5000 morti, anche se ancora oggi li fanno sembrare qualcosa di epocale; quando ogni anno solo con gli incidenti di auto superano 4 – 5 volte questa cifra.
Quando i savonarola sbandierano ai quattro venti che in Italia c’è la criminalità più forte del mondo, mentono sapendo di mentire, come la bolla che frena e blocca il progresso.
Il Messico ha un’economia galoppante tra il 3 e il 5 % all’anno, eppure ha la criminalità ritenuta tra le più forti, ricche e sanguinarie del mondo con una media di 50.000 mila morti ammazzati all’anno.
Questo dimostra che la dinamicità del progresso in un territorio è frenato da altri problemi, e l’insieme della propaganda del cosiddetto “partito dell’antimafia”, ha interessi politici e di potere mascherati dalla lotta alla criminalità.
Quando parlano di antistato, nessuno pensa che si riferiscano a se stessi, perché uno stato parallelo è un antistato, e questo lo hanno costruito loro, ed è talmente potente da condizionare lo stato legale, esclusivamente per i loro interessi e non per il bene comune. 8-04-2013
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Non si finisce mai di apprendere nella vita, mentre guardavo un documentario sull’India, l’inviato accompagnato da una persona del luogo, entra in un tempio della religione giainista (Giainismo – Jainismo), nota che ci sono molte svastiche, chiede come mai, gli risponde che in questa religione rappresenta un simbolo di pace; come la colomba nella religione cristiana.
In Europa, ci vorranno alcuni secoli per attenuare l’orrore che le svastiche seminarono.
Culture diverse in paesi molto distanti tra loro, lo stesso simbolo ha significati diametralmente opposti.
Il giornalista è andato a casa di una famiglia giainista, per vedere come osservavano uno dei loro precetti religiosi che è il vegetarianismo. Hanno una cucina che adopera molte spezie e sanno amalgamare tante verdure tutte insieme.
Ho controllato sulla piccola enciclopedia, i precetti del giainismo non sono diversi da quelli cristiani, e sono di molti secoli prima del cristianesimo.
Credo che nell’India c’è tanto da conoscere, siamo fermi agli stereotipi che ci trasmette una cultura mediatica ottocentesca. 9-04-2013
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Mentre mi mettevo le scarpe ginniche, ho pensato che di rado riesco ad avere un paio di scarpe ginniche di mio gradimento, la forma, modello, colore e che calzano a regola d’arte, purtroppo questa è una delle problematiche dei carcerati, non possono scegliere, devono adattarsi a quelle che mandano i familiari.
Dopo decenni di scarpe ginniche sarà molto difficile quando uscirò cambiare tipo di calzature, perché fuori non posso calzare tutti i giorni scarpe ginniche, dovrò lottare e cambiare un’abitudine consolidata. 10-04-2013
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Mi ha scritto un amico di vecchia data; ci conosciamo da oltre 30 anni, anche lui è della provincia di Palermo. Dagli anni 80 ha scontato circa 25 – 26 anni. Era uscito in semilibertà all’inizio del 2000, ma l’apparato della repressione dopo qualche mese gliela fece rievocare, finì di scontare i circa due anni che gli rimanevano ed uscì a fine pena.
Si sposò ed ha due bambini che ora hanno 11 e 9 anni.
Mentre si godeva questa nuova vita, una famiglia e un buon lavoro, lo arrestarono di nuovo per un reato di quando era minorenne.
Fatto il processo lo condannarono, e gli stanno facendo scontare fino all’ultimo giorno. Neanche alla comunione del figlio l’hanno voluto mandare, perché l’apparato della repressione si è opposto fermamente con relazioni false e strumentali.
Nella sua lettera mi ha chiesto consiglio, se non è il caso di andarsene all’estero quando esce fra qualche anno, perché se il suo ultimo reato è di oltre 25 anni fa, dopo un quarto di secolo continuano a perseguitarlo, ha pensato di rifarsi una nuova vita in un paese civile, dove ti lasciano vivere in pace dopo che hai finito di scontare la pena, cosa impossibile in Italia principalmente nel Meridione, perché nella colonia la pena non finisce mai, la repressione continua tutta la vita.
Gli ho risposto di condividere il suo pensiero e fa bene a decidere di andarsene all’estero, perché quelli come noi non hanno un futuro da normali cittadini, saremo sempre perseguitati, oppressi e ridotti a sopportare soprusi in ogni occasione, sia in pubblico che quando vengono a casa, reagire alle loro ingiustizie si cade nel torto, perché il sistema protegge se stesso e non aprirebbe mai un’inchiesta per punire gli addetti alle loro corporazioni.
Il sistema repressivo alimenta la recidiva, perché non consente una vita serena a chi ha scontato la pena. L’oppressione è sistematica sulla vita privata e sull’attività lavorativa.
La pericolosità sociale un marchio infame che finisce il giorno del funerale. 11-04-2013
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Il Presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo ha fatto una conferenza stampa in cui ha parlato di vari temi, ma due mi hanno colpito per la loro ipocrisia: “Il Porcellum (la legge elettorale) è quasi anticostituzionale; e la Corte Costituzionale non è politicizzata”.
Premesso che ritengo la consulta un piccolo parlamentino agli ordini delle segreterie dei partiti, essendone una loro espressione, li scelgono e li votano, pertanto sono sicuri della fedeltà.
Il Porcellum fu emanato nel 2006 da Berlusconi per impedire al centrosinistra di governare, appurato dai sondaggi che avrebbe vinto le elezioni da li ad alcuni mesi.
Il centrosinistra, vinte le elezioni non si sognò di cambiarla.
Dov’era la consulta dal 2006 fino ad oggi?
Che non sia politicizzata e una barzelletta che solo il Presidente Gallo può crederci.
Da carcerato posso affermare che le politiche repressive anticostituzionali dei governi e dell’apparato della repressione, sono state protette con tanto fervore dalla consulta da rendersi ridicoli con le loro cervellotiche sentenze.
Oggi l’unico organo serio su cui poter fare affidamento è la Corte Europea dei diritti dell’uomo. 12-04-2013
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La Corte Europea dei diritti umani ha condannato di nuovo l’Italia, ormai ha il primato in Europa, ma invece di prendere provvedimenti fanno ricorso contro le sentenze per rimandarne l’applicazione alle calende greche, nel frattempo ogni anno il Paese paga risarcimenti e sanzioni milionarie.
Il paradosso è che i parlamentari usano i disagi sociali per criminalizzarli e i problemi penitenziari per avere rilevanza mediatica con la scusa della sicurezza.
La giustizia ha raggiunto la cifra di dieci milioni di processi, che si sono accumulati nei tribunali, ha responsabilità in modo ipocrita viene attribuita alle scarse risorse, alla burocrazia delle garanzie, agli avvocati ecc., ma i veri responsabili non vengono mai citati, perché l’omertà del sistema e la paura che gli infondono, riducono i media alla censura, gli unici responsabili sono i magistrati e principalmente le procure, che terrorizzano la politica li hanno costretti a legiferare per criminalizzare ogni dissenso e comportamento, con l’impennata delle pene tra le più alte d’Europa.
Abbiamo il più alto numero di magistrati d’Europa, in proporzione agli abitanti, ma si lamentano sempre che non bastano il motivo è semplice, lavora solo un terzo, gli altri tutto fanno tranne che i magistrati. Un terzo sono distaccati ad altri incarichi, ministeri, enti dello stato, organi esteri, e un mare di consulenze. Un altro terzo si diverte tra fare le star e in tv nei salotti televisivi, una politica a vari livelli, nel sindacato e nel CSM.
Per questo motivo ci sono milioni di processi pendenti nei tribunali.
Cosa fa la politica? Innalza ad eroi i monetari delle procure facendo a gara tra i vari partiti a chi ne candida di più nelle loro liste elettorali.
Ormai tutto il sistema istituzionale ha perso il contatto con la realtà sociale e anche ogni decoro e decenza.
Leggere il libro di Stella “L’ultracasta dei magistrati” si capirebbe molto di più. Se qualcuno dopo letto vorrebbe farlo leggere anche a me gliene sarei grato. 13-03-2013
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Nella rivista NUNATAK che mi spediscono i compagni dell’associazione REBELDIES, ho trovato un articolo che mi ha molto incuriosito.
“Il titanio del monte BEIGUA”, questo monte è compreso nel “Grande Parco del Beigua”, dove è vietata qualsiasi tipo di attività estrattiva. Il territorio si trova nella provincia di Savona, ad eccezione di tre comuni che si trovano nella provincia di Genova.
Le compagnie minerarie dagli anni 70’ che ci provano per aprire una miniera, ma non ci sono mai riusciti per le opposizioni delle associazioni ambientaliste e della gente del posto.
Nei primi mesi di quest’anno, la multinazionale SAI – GLOBAL, ha chiesto alla regione il permesso, pagando 500 milioni annui per i diritti di concessione per un periodo di 4 – 5 anni.
La regione non ha risposto perché è tentata pensando ai 60 miliardi di euro di buco del bilancio 2012. Secondo gli esperti il giacimento avrebbe un valore tra i 400 e i 600 miliardi di euro, per questo fa gola alle multinazionali.
Questa miniera devasterebbe tutto il territorio, con strade, inquinamenti dell’aria e dei due fiumi che l’attraversano, alla fine la multinazionale lascerebbe una specie di cataclisma, come hanno fatto in Sardegna con una miniera d’oro, oggi sembra un territorio lunare con vasche tipo laghetti d’acqua contaminate da reagenti chimici.
Credo dovranno prepararsi di nuovo a lottare e vincere per non lasciare un domani senza speranze alle prossime generazioni. 14-04-2013
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Il CSM ha bocciato la richiesta del Pm Ingroia per andare a fare il presidente dell’agenzia delle entrate siciliana, incarico offertogli da Rosario Crocetta, presidente della regione; come una setta si aiutano tra di loro, ormai gli incarichi istituzionali sono diventati come una merce di scambio tra privati.
Siccome Ingroia alle elezioni era in lista in tutte le regioni tranne in Valle Da Osta, il CSM l’ha destinato alla procura D’Aosta.
Ha commentato che lui non sa scrivere i cognomi valdostani e non conosce il francese. Qualcuno dovrebbe dargli lezioni di geografia, forse non è a conoscenza che si trova in Italia.
Personalmente credo che il motivo sia diverso, gli ordinari abusi che vengono sistematicamente commessi nel Meridione e anche in alcuni centri del nord, ma sempre contro i meridionali, non gli saranno permessi nella civile Valle D’Osta, non potendo usare questi metodi, come farà ad avere rilevanza mediatica? 15-05-2013
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Ieri abbiamo avuto notizia della scomparsa di un anziano ergastolano, da vent’anni seppellito nel regime di tortura del 41 bis.
Gli hanno dato la sospensione pena dieci giorni prima di morire.
Quello che ci ha fatto male apprendere è stato il comportamento del vescovo di Trapani, che gli ha vietato l’estrema unzione e la messa, dichiarando che gli ergastolani non possono avere la cerimonia funebre in chiesa. Questo vescovo è molto singolare, mischia i precetti religiosi con le pene del codice penale, ma lo fa sempre vestito da Armani, lui ci tiene che i suoi paramenti e vestiario siano rigorosamente confezionati da Armani; avrà anche lui mutande firmate? Avrà avuto le direttive dal cielo per essere un “religioso di marca”. Prima che cadesse il muro di Berlino, le gerarchie della chiesa in Sicilia, non si sono mai preoccupate chi fossero ad aiutarli a tenere a bada i comunisti, per raggiungere questo scopo facevano lega e affari con tutti quelli che potevano essere usati.
Oggi per far dimenticare il loro passato si comportano da fanatici estremisti affinchè non vengano attaccati dal partito antimafia (il nuovo potere in Sicilia), e continuare ad esercitare il loro potere, come in passato, nel presente e in futuro.
Mi auguro che il Papa metta in ordine affinché certi religiosi finiscano di usare il sacro per continuare in tranquillità i loro affari profani. 16-04-2013
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Il nuovo Presidente del Senato Pietro Grasso ex Procuratore nazionale della DNA, ha dichiarato che bisogna formare una commissione parlamentare sulle stragi italiane premesso che c’è già stata ed era presieduta da Pellegrino del Pd, del suo stesso partito.
Ci sono tante altre commissioni parlamentari che dovrebbero essere formate, da quella su tangentopoli, sul G8 a Genova, sulla Parmalat, sulle banche, sul Monte dei Paschi di Siena, sulle torture del 41 bis e principalmente su Pianosa e Asinara, sul finanziamento dei partiti, su Telecom, sulle liberalizzazioni che sono state un furto a spese dei cittadini, sul terremoto dell’Aquila, sul terremoto in Campania nel 1980, e ne farei una anche sui referendum che seppur vinti dalla popolazione, non sono stati rispettati truffando la gente che è andata a votare questo sistema criminale non permetterebbe mai che venissero violati i loro santuari di potere, ruberie, violenze, impunità e privilegi vergognosi.
Il sig. Grasso non ci ha messo molto tempo a diventare un politico; saper buttare il fumo negli occhi per nascondere la realtà, come faceva a capo della DNA.
Un monettaro non può diventare quello che non è. 17-03-2013
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Ci hanno messo le reti alla finestra, la vista panoramica ne risente, come anche un senso di mancanza d’aria. Ci sono in quasi tutti i carceri, ma abituarsi è sempre difficile, principalmente quando arrivi in un carcere e non ci sono.
Mi è successo anche nel carcere di Sulmona, le hanno messe mentre ero lì, il motivo è sempre lo stesso, non fare buttare né passare niente dalle finestre. Siccome abbiamo una piccola finestra, su domanda di un detenuto alla direttrice, gli rispose che avrebbe aperto un altro pezzo di finestra.
Le finestre sono composte da tre rettangoli, di cui uno è finestra e gli altri due sono fissi, per aprirne uno c’è bisogno delle cerniere.
Speriamo che venga aperta perché in estate si starebbe più freschi.
Un uomo ha la capacità di adattarsi a ogni cosa; lo diceva Alessandro Manzoni qualche secolo fa. 18-04-2013
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L’associazione Antigone mi ha scritto informandomi che ha ricevuto la mia lettera con la documentazione di Davide Emmanuello, e si interesserà per aiutarlo. Allego la lettera.

Alla cortese attenzione del
Sig. Pasquale De Feo
Via Tre Fontane 28
88100
CATANZARO

Roma, lì 29.03.2013

Oggetto: aggiornamento
Prot.: U/2013/157

Gentile sig. De Feo,
le scriviamo in merito alla sua lettera del 26.02.2013 in cui ci descrive la triste vicenda del sig. Emmanuello.
Per poter intervenire concretamente, avremmo bisogno di maggiori informazioni pertanto ci metteremo in contatto con l’Avv. Dominici.
Scriveremo anche direttamente al sig. Emmanuello per comunicargli il nostro interessamento.
La ringraziamo per la segnalazione e le facciamo i nostri più cordiali saluti,

Simona Filippi
(Il difensore civico)
19-04-2013
—–

Stamane è uscito Peppuccio dopo 22 anni e 20 giorni. Ha scontato fino all’ultimo giorno, senza nessun beneficio, di casi simili ce ne sono a migliaia, e poi dobbiamo sentire tanti azzeccagarbugli di vario tipo, che nelle trasmissioni televisive invocano la certezza della pena.
Se nella politica, nel giornalismo e nei media in generale, ci fosse la stessa serietà della certezza della pena, avremmo una società più giusta.
In questo Paese si sconta fino all’ultimo giorno, e non ci regalano niente.
La liberazione anticipata serve a loro per tenerci buoni, è un continuo per farci ingoiare i rospi della repressione. Per questo motivo quando qualche politico in cerca di notorietà dice di volerla abolire, insorgono subito i sindacati della polizia penitenziaria e dei direttori, perché sono consapevoli che è l’unico freno alle proteste generalizzate per chiedere i propri diritti e il rispetto della dignità, scarsamente applicati nelle carceri.
Invece ci sono i Travaglio che scrivono che i condannati a trent’anni scontano un anno e due mesi, e i condannati all’ergastolo scontano solo sette anni e mezzo.
Quello che è vergognoso è che nessuno tra i magistrati, avvocati e il restante degli addetti ai lavori gli risponde, facendo passare le sue fandonie come fossero la realtà.
Mi ha fatto molto piacere che Peppuccio sia uscito, una bravissima persona che stimo sinceramente, gli auguro di cuore che non subisca mai più le scure dell’apparato della repressione.
Amico mio ti auguro tutto il bene possibile con la realizzazione dei tuoi sogni. 20-04-2013
——

Se avessi avuto bisogno di certezze per dare conferma alla mia convinzione che siamo una colonia americana, con l’elezione a un secondo mandato da Presidente della Repubblica a Giorgio Napolitano, ne ho avuto la matematica certezza.
Il teatrino di questi giorni è stata una farsa, era tutto organizzato e orchestrato dagli americani. Volevano un secondo mandato di Napolitano e ci sono riusciti.
Ora hanno un pupazzo alle loro dipendenze, che abituato ad obbedire servilmente a un padrone, lo farà con devozione; una volta erano i sovietici ora sono gli americani.
Il sistema non cambierà di una virgola, e anche i padroni del Paese insieme agli americani ringraziano.
Ora faranno un governassimo PD – PDL, estromettendo i grillini da qualunque cosa, e il sistema sarà tranquillo che nulla verrà toccato.
Fino a quando le popolazioni italiche sopporteranno tutti questi abusi? Dove hanno seppellito la loro dignità?
Una rivoluzione ci vuole. 21-04-2013

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5 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 marzo – 21 aprile

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Appena ritorno ti leggo, figurati se mi perdo il tuo diario, ora non posso gustarmelo ma quando torno fra tre ore, ssarò più tranquilla.

  2. pina in ha detto:

    oggi giornata pesante , domani sarò più disponibile dopo una bella dormita così ti leggerò mio caro amico…ti stavo aspettando ciao

  3. pina in ha detto:

    Mio caro amico leggo sempre con molto interesse ciò che scrivi , e sempre come affacciarmi ad una finestra e catturare come sempre il bello e il brutto , entrambi per poter fare dopo le differenze.
    Non posso fare altro che condividerti , le tue impressioni , sul mondo che gira , sempre a favore dei vincenti , che fanno male , che obbediscono alla tirannia violenta, al gioco consumatore che li divora in quel inferno che si sono creati , falsandole carte come sempre per i loro sporchi è luridi interessi.
    Questa italia a cui appartengo dove ci sono nata , e malgrado tutto i miei anni fatti e maturati son tanti, con una tempesta interiore , che non si placa , vedendo e assistendo , a continue macellazioni di uomini , carne fresca da usare , condendoli con tutto ciò che è di nocivo, poco dolce , ma molto amaro .
    Dove mi giro li vedo , sono accanto, vicinissimi , vorrei distogliere gli occhi, e la mente per non sentire il loro contatto , ma il mio cuore mi da la forza e prega per loro e per tutti i mali che fanno , loro non sanno cosa si perdono , loro non comprendono , loro non sanno che hanno in serbo quel male che vive con loro e che presto saranno divorati , scomparendo dalla faccia della terra , la morte è dentro di loro , ma chi non ha la qualità di riconoscerlo come il vero divoratore in assoluto come l’amore atto finale , ma che ti assolve dal male .
    Vorrei Vorrei , ma qui mi fermo so che oltre non posso andare , ma sappi che ti sono vicina, per darti degli attimi quando ricevi la posta , leggere ti possa regalare dei sorrisi che ti aiuteranno , attimi attimi perché di loro rimanga un leggero profumo per te e per me che te li mando …
    Ciao Pasquale alla prossima

  4. Alessandra lucini in ha detto:

    Commovente la lettera di quell’avvocato e di quella donna, entrambe sono cariche di umanità e di sensibilità.
    Le trasmissioni della D’Urso nuociono gravemente al cervello umano, in quanto alla coppia piemontese, non ho parole…. anche perchè ne sento di peggio e me ne vergogno.
    Per quel che riguarda le scarpe, vedrai ..non farai fatica ad abituarti, il piacere del camminare contribuirà ad abituarti in fretta.
    L’ultracasta dei magistrati? Lo cercherò sicuramente e te lo invierò volentieri, sperando che ti arrivi.
    Ciao pasquale, come sempre anche stvolta mi hai fatto un bel regalo, io spero che questi diari diventino un libro, aprirebbero gli occhi a tante persone che credono di sapere tutto.

  5. beatrice salvadori in ha detto:

    sì Pasqualino hai ragione, miglioriamoci contemplando il paradiso!

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