Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Presentazione opuscolo sulla Costituzione a Catanzaro

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Giorno tre aprile nella casa di reclusione di Catanzaro è stato presentato l’opuscolo “La Costituzione italiana vista da dentro”. Esso contiene le riflessioni dei detenuti di Catanzaro su diversi articoli della Costituzione. Ed è stata l’occasione, per considerare, dall’angolo visuale i principi immensi della Costituzione, facendoli “sbattere” e vivere sui temi della rieducazione, della legge, della pena, della libertà, dell’eguaglianza e altro.

E’ stato un incontro a cui hanno partecipato oltre la Direttrice pena catanzarese dal direttore del carcere, professori universitari,  il magistrato del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, Antonella Magnavita, il prefetto del capoluogo, Antonio Reppucci, l’arcivescovo, mons. Vincenzo Bertolone e il presidente della Provincia, Wanda Ferro. 

Con questo progetto si è  anche cercato di creare una connessione interno-esterno per dare un’ulteriore chance ad una battaglia di grande valore umanistico come quella contro l’ergastolo.

La giornata ha però conosciuto un momento di infinita amarezza. 

Proprio durante il convegno si è suicidato un detenuto di 56 anni.

Ogni vita che finisce, finisce un mondo.

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Intervento- presentazione dell’opuscolo sulla Costituzione

Un saluto e un ringraziamento a tutti i presenti.

Ringraziamenti che non sono dettati dalla circostanza, ma sentiti, per l’impegno, col quale si profondono alcuni dei presenti, per rendere più umana e giusta la pena, dalla dr.ssa Paravati a mons. Bertolone, e per l’ulteriore impegno chiederemo ad altri: il pensiero vola alla dr.ssa Magnavita e a prof. Fiorita. Eh! Sì, perché mica finisce qui caro Professore…

Un ringraziamento speciale alla Presidente Ferro. Pochi lo sanno, ma è anche grazie a lei, alla sua vicinanza e sostegno se oggi siamo riuniti per parlare della Costituzione, dei valori che esprime e quello che rappresentano per noi che siamo in carcere.

Abbiamo avuto l’occasione di riflettere su quei principi che fondano la convivenza civile. Lo abbiamo fatto con umiltà, ma anche con la desolazione di constatare le tante violazioni costituzionali che pena, nella sua concreta esecuzione, realizza.

Tra le tante c’è una che più di tutte umilia la Costituzione, il sentimento comune, il valore stesso della vita. Quest’ abominio ha un nome: ergastolo! Una parola che “spezza” una vita.

L’ergastolo è più della pena di morte, diceva Ignazio Silone, la morte dura un attimo e richiede un coraggio momentaneo. L’ergastolo è un’esistenza. Una pena disumana che avvolge nelle sue spire il condannato, ma che poi si propaga, risucchiando in una spirale senza fine interi nuclei familiari, che hanno il volto di madri, mogli, finanche bambini, che crescono con l’immagine di un padre murato vivo.

L’ergastolo è incostituzionale, come hanno confermato le 3 Commissioni per la riforma del codice penale.

In questo momento, in più parti d’Italia si stanno presentando istanze ai Giudici di Sorveglianza, per sollevare l’incostituzionalità dell’ergastolo, sulla base di un ricorso presentato dal professor Pugiotto dell’università di Ferrara. E’ una tappa di quel movimento abolizionista che da tempo combatte una pena indegna di un Paese civile.

Domani, a tale scopo, saranno inoltrate due istanze ( pilota) di liberazione condizionale, a nome di due condannati che hanno superato la pena massima della reclusione ammessa dall’ordinamento, a dimostrazione dell’illegittimità dell’ergastolo rispetto alle pene temporanee.

Chiediamo alla dr.ssa Magnavita di farsi interprete delle istanze di tutti noi, delle persone che ci amano e tutte quelle che combattono questa battaglia solo per senso di giustizia, civiltà e umanità. Le chiediamo di mettere al servizio del diritto la Sua intelligenza e capacità, rimettendo la questione alla Corte costituzionale. Mentre agli illustri professori presenti, chiediamo di rendersi disponibili a sostenere la discussione innanzi al Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro.

Oggi l’ergastolo è una pena intollerabile poiché condanna a morire in carcere anche chi è ritenuto meritevole di reinserimento sociale, mettendo in crisi l’intero sistema dell’esecuzione penale e i ruoli degli attori giuridici chiamati a realizzarlo.

Senza scomodare l’Antigone di Sofocle, come molti dei presenti insegnano, la legge spesso è cosa diversa dalla giustizia  quando si è innanzi a una legge ingiusta la coscienza impone di disapplicarla, diversamente anche i nazisti dovrebbero essere considerati degli onesti servitori dello Stato.

Concludo rivolgendomi ai miei compagni, ergastolani e non, cerchiamo di non disperare mai, non siamo soli in questa insofferenza, possiamo contare sulle nostre forze, di chi ci ama e quelle di chi si sente vivo il senso di giustizia e umanità. Se saremo nel giusto Dio sarà con noi, perché ricordiamolo sempre, la libertà è di tutti.

Catanzaro, 3 aprile 2013

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Un pensiero su “Presentazione opuscolo sulla Costituzione a Catanzaro

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Bellissimo intervento braviassimi 🙂

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