Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Violenza sulle donne… riflessione di Pasquale De Feo

violenza-donne

La nostra Alessandra Lucini ha avuto alcuni mesi fa un’ottima idea. 

Quella di fare esprimere gli amici detenuti sul drammatico tema della violenza sulle donne.

Alcuni si sono già espressi, e di volta in volta li abbiamo pubblicati.

Oggi pubblico la riflessione del nostro Pasquale De Feo, detenuto a Catanzaro.

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Negli ultimi anni sono aumentati gli eventi delittuosi contro le donne.

Quotidianamente nel chiuso delle abitazioni, milioni di donne subiscono violenze.

In alcuni Paesi dell’Asia e dell’Africa addirittura vengono torturate e uccise in modo barbaro per l’accusa di stregoneria e adulterio.

In alcuni Paesi arabi è ancora in uso  la lapidazione di piazza.

Nell’area di Pakistan e India moltissime donne vengono sfigurate con l’acido per un rifiuto o perché la famiglia non ha consegnato la dote pattuita. Ciò che incide su questi comportamenti barbari sono le religioni, le tradizioni e la paura della donna da parte dell’uomo.

Tutte le religioni possiedono un’intima natura integralista e fondamentalista; i fanatismi sono la radice di ogni male. Ma principalmente sono maschiliste, il Dio che è sempre un maschio. In nessuna religione c’è un Dio donna, sempre Dio padre, mai Dio madre. Ciò influenza l’inconscio sull’inferiorità della donna, facendolo risalire a qualcosa stabilito dal divino.

Anche per avere un controllo sociale, le religioni vogliono che le donne siano sottomesse, e quando si ribellano ritengono legittimo usare mezzi coercitivi per riportarle, secondo loro, alla ragione. Per questo motivo, nei loro insegnamenti le allevano a sopportare torti e soprusi; una sottomissione innaturale.

Le religioni concepiscono il ruolo delle donne come è scritto nei loro libri sacri, risalenti a circa duemila anni fa. Anche da ciò provengono tanti orrori. Le tradizioni ancestrali dettate più dalla povertà  e dalla sopravvivenza di secoli passati e in alcuni casi di millenni, sono sopravvissute nelle comunità da una generazione all’altra. Purtroppo anche i moderni Stati non hanno provveduto  a cambiarle, educando alla civiltà  le popolazioni con l’insegnamento nelle scuole. La conseguenza è che si continuano ad avere notizie di aberrazioni che toccano nel profondo l’animo umano.

L’uomo ha paura della donna. Sarà qualcosa di ancestrale o perché la donna ai nostri occhi ha un animo indecifrabile. O forse perché l’egoismo maschile tiene più al possesso della donna che alla felicità dell’amore che può dare, o semplicemente ritiene la donna un oggetto di proprietà.

Ognuna di queste può essere la tesi giusta, oppure un po’ di ognuna, ma sono concetti sbagliati.

Credo che provengano dalla pulsione all’odio e alla distruzione che alberga in ogni uomo.

La civiltà ha contribuito a contenere questi istinti, facendo emergere ciò per cui siamo nati, fare e vivere nel bene, dare e ricevere amore, perché il male non è radicato in noi, lo acquisiamo da ciò che ci circonda e recepiamo.

La violenza sulle donne è sinonimo di debolezza. Se fisicamente la donna non può competere con l’uomo, perché usare violenza quando è appurato  che non c’è minaccia reale. Di conseguenza l’unico motivo è la paura, e la paura porta violenza. E’ scientificamente provato che è possibile educare insegnando ogni cosa. Pertanto dalle scuole bisogna iniziare a trasmettere la cultura del rispetto della donna.

La cultura aiuta ad essere forti e buoni.

La donna in molti campi ha una marcia in più, la nostra era lo sta dimostrando. Anche se c’è ancora la resistenza dell’uomo, ma niente può fermare la natura, la può rallentare ma non bloccarla.

Se l’uomo si soffermasse a riflettere, comprenderebbe che un mondo senza donna sarebbe privo di ogni significato, sterile, brutto.

La donna popola la terra, cresce i figli, ed è lei il pilastro di ogni società. Senza di lei non ci sarebbe niente.

Ricordo un detto africano che dice “se educhi un maschio educhi un uomo, se educhi una femmina educhi un popolo”. La saggezza popolare millenaria centra al cuore il vero ruolo della donna nella comunità.

Essa è la vita. Senza non c’è vita. E quando si immagina la bellezza si pensa a lei. Non credo si possa immaginare altro.

Non c’è niente di più bello dell’amore di una donna. Quando ti guarda è come se la vita ti sorridesse, tutto diventa speciale e ciò ci rende divini.

Il cuore di una donna innamorata è un oceano di dolcezza, un giardino di fiori, la bellezza personificata. C’è qualcosa di migliore?

Chi ha provato cosa sia l’amore, quello vero, totale, immenso, agli occhi del cuore e della mente, la persona amata diventa il tuo mondo, la tua casa, la tua unica luce; il paradiso lo immagino in questo stato di grazia permanente.

Anche da bambini si cerca il caldo abbraccio della mamma, un amore che rimane intatto tutta la vita. Nell’età adulta spesso dimentichiamo che anche nostra madre è una donna.

Quando si fa violenza alle donne, in qualunque forma, si dimentica tutto ciò, facendo prevalere la crudeltà  degli istinti primordiali che l’ignoranza e la stupidità fa tirare fuori.

La femmina è un’opera d’arte e l’Unesco dovrebbe preservarla come patrimonio dell’umanità.

Pasquale De Feo

Catanzaro marzo 2013

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5 pensieri su “Violenza sulle donne… riflessione di Pasquale De Feo

  1. pina in ha detto:

    Buon giorno Pasquale , non potevi che scegliere di meglio “Tema Donna” , l’hai descritto ed innalzata con tanto amore , si la donna è qualcosa di speciale in tutti i sensi e va protetta nella sua bellezza., profondità , come un fiore che specchi l’universo.
    E così , le religioni l’hanno inchiodata , e messa sulla croce , peccatrice e portatrice di mali , si è visto nel passato , che fine lei faceva , perfino arsa , come peccatrice dell’amore e di stregoneria , violentata e sempre emarginata .
    Si è vero adesso lei si è un po riscattata ,per le vari assunzioni di ruolo nella società , ma resta sempre una donna del peccato. Certo la scuola deve fare la sua parte , le religioni devono cambiare rotta e si devono adeguare ai tempi , ormai è finita la donna che tento Adamo , quindi risalente al peccato che viene tramandato da secoli e secoli . Portale rispetto come donna , madre fecondatrice , certo la nuova era ha portato tante novità ma resta sempre la prima la donna è donna , questo ruolo non glielo possiamo negare .
    Cossi colgo l’occasione per inviarti i mie cari saluti per questi giorni di festa , come vedi non dico Pasqua, una parola che non ha significato , questo per dirti già il mio pensiero visto è considerato che da li parte il vero male , Le religione, che hanno indottrinato e fatto vedere la donna del peccato , io non la vedo così , me ne guarderei il buon Dio Universale abbraccia e vuole bene e ama tutti .
    L’amore e anche una lacrima , basta una regala un sorriso 😉 😉 😉 e aprire un cuore riempiendolo d’amore .
    Così ti saluto e con un 😉 😉 😉 di mando un caloroso abbraccio , sei veramente speciale in tutto e per tutto 😉

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Pasquale tu sai quanto ti leggo volentieri e stavolta come sempre sei riuscito anche a commuovermi, ma che ci stai a fare lì dentro ….. non sai quanto “il mondo” avrebbe bisogno delle tue parole. Ti abbraccio e ti ringrazio. ❤

  3. Maria Chiara in ha detto:

    Belle parole Pasquale, grazie.
    Ma come inseriresti la Madonna nel tuo discorso sulla religione?

  4. Rosa Sica in ha detto:

    Sei grande…..com’è grande la tua sincera ammirazione e rispetto che hai x noi donne…… io lo so……ti conosco, siamo cresciuti insieme,e so benissimo che è la pura verità in quello che hai scritto…… tvb. un affettuoso abbraccio.

  5. Pietro in ha detto:

    quello che scrivi è giusto, ma vale anche per le donne che ammazzano i figli, e anche di questi casi se ne contano sempre di più, anche se li “pubblicizzano” molto di meno.
    Sono un uomo, e dal mio punto di vista vedo che è quasi giustificabile una madre che uccide un neonato rispetto a uno sberlone di un uomo verso una donna: alla madre vanno avanti a colpi di processi per anni, e FORSE va in galera, l’uomo va PRIMA in galera per direttissima e DOPO gli fanno i processi.

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