Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 gennaio – 21 febbraio

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Il diario mensile di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- è uno dei grandi appuntamenti di questo Blog.

Un occasione di libertà, per lui che scrive, per voi che leggete.

E’ un’anima appassionata Pasquale, curiosa, amante del mondo, pronto ad approfondire tutto, e ad emozionarsi per quello che via via scopra, e ad indignarsi per tutto quanto accade di inaccettabile.

Il suo diario è anche una palestra di rigore morale.

Anche questo diario  è stato, come il penultimo, è stato trascritto da Marina. Marina è da pochi mesi una collaboratrice ufficiale del Blog, e ci sta dando una mano preziosissima, trascrivendo alcuni testi, come questo diario.

Prima di lasciarvi al diario, voglio citare qualche passaggio.

In un passaggio Pasquale parla di pentiti:

“Su un quotidiano leggo che il pentito Giuffrè, per dodici omicidi, la Corte d’Assisi d’appello di Palermo gli ha ridotto la pena a nove anni e sei mesi. Negli anni ho incontrato molti ragazzi giovani che per un po’ di droga da spacciare erano stati condannati a pene pesanti, dai 7 anni ai 15 anni. Conosco tanti ragazzi che sono stati arrestati all’età di 18 anni e condannati all’ergastolo e tutt’ora in carcere da 20 anni e più, tra cui alcuni sepolti vivi nei regimi di tortura del 41 bis. Ci sono casi anche più eclatanti di Giuffrè, come Golasso e Alfieri autoaccusati di centinaia di omicidi, hanno scontato appena qualche anno di carcere. ” (2 febbraio)

Dodici omicidi e pena ridotta a nove anni e sei mesi perché ha fatto il pentito.  Mentre persone che hanno ucciso anche di meno, e che da decenni hanno intrapreso un enorme percorso a livello interiore, rischiano concretamente di morirci in carcere.

In un altro passaggio una delle tante cose surreali di questo Paese:

“Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato le richieste dei poliziotti che uccisero Federico Aldrovandi, di scontare la pena in prova ai servizi sociali on in detenzione ai domiciliari.Quello che gli rimane da scontare sono pochi mesi perché hanno beneficiato di 3 anni di indulto nel 2006. La cosa grave è che seppur condannati in via definitiva, rimangono ancora dei poliziotti e non sono stati licenziati, ritirano lo stipendio tutti i mesi. L’escamotage deriva dal regolamento di polizia, per i reati colposi è prevista la sospensione e non la radiazione .” (4 febbraio)

Condannati e.. ancora poliziotti.

In un passaggio successivo, una storia di rigenerazione:

“Negli Stati Uniti, nello stato della Virginia, Jerry Givens ha fatto il boia per 17 anni, mettendo a morte 62 persone. Iniziò ad avere dei dubbi “ se metto a morte una persona innocente non sono migliore di coloro che sono nel braccio della morte”. Cercava di liberare la sua mente non pensando, per evitare ogni rammarico o paura. Oggi non fa più il boia  e giura che non lo farà mai più, prega Dio che lo perdoni per le morti del passato ed è diventato un’attivista contro la pena di morte.” (12 febbraio).

Ed ecco un passaggio sui figli, che vengono condannati anch’essi per le colpe dei padri:

“Mi hanno raccontato un paio di episodi: ad uno alla figlia non hanno concesso un prestito per comprarsi un motorino, glielo hanno rifiutato perché aveva il padre in carcere che stava scontando una condanna per associazione mafiosa. Un altro la nipote voleva un finanziamento per comprarsi l’auto, le è stato rifiutato per lo stesso motivo.” (18 febbraio).

In un punto successivo si parla della barbara situazione del povero Davide Emmanuello:

“Lui non ha fatto niente, non c’è nessuna accusa specifica, neanche l’aver mandato a dire ciao a qualcuno, niente di niente, anche perché non fa colloqui, le sue condizioni economiche sono precarie, ma con tutto ciò, con relazioni di polizia che riciclano sempre le solite ponzane da 20 anni, bastano per internarlo nei nuovi “manicomi psichiatrici sovietici” dove i sovietici non volevano solo torturare i dissidenti ma annientarli nel fisico e nella mente, questo è il regime di tortura del 41 bis, altro che 41 bis intelligente come scrisse l’ex direttore del DAP Sebastiano Ardita nel suo libro.” (20 febbraio).

Ma voglio concludere con un bellissimo passaggio dedico alla magia della scrittura:

“Penso che la scrittura sia magia perché con essa puoi creare ogni cosa e indirizzare il mondo che ti circonda. Trasformare i pensieri in scrittura affinché tutti possano leggerli e conoscerli, trasmetterne la grandezza, la bellezza e la profondità fantastica della nostra mente è qualcosa di magico. Le parole scritte hanno milioni di combinazioni, riuscire a trovare gli abbinamenti si creano meravigliose sensazioni che immortalano tutti i sentimenti umani. La scrittura è un’arma potente che ha la forza di dare la conoscenza al mondo, guarendolo dal male più dannoso “ l’ignoranza”. Tutti i poteri ne hanno paura, perché può squarciare il velo dell’oscurità, vincere la paura e ridicolizzarlo. Ricordo Pasquino, sinonimo del mio nome, forse anche per questo lo rammento di più, con quattro parole ridicolizzava la dittatura assoluta del Papa Re.”

Vi lascio adesso adesso alla lettura integrale del..

Diario di Pasquale De Feo.. mese d febbraio.. Catanzaro.

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Il 29 settembre 2012, Francy nel replicare alla lettera scritta a Barbara D’Urso, mi chiede se davvero Hitler aveva dei nipoti.

Ciao Francy, gli ultimi tre nipoti di Hitler vivono negli Stati Uniti (non so se sono ancora vivi), si sono fatti sterilizzare per non avere figli, in modo da far morire la discendenza. Credo che su internet puoi trovare queste notizie.

Ti dirò una cosa che può sembrare paradossale, Hitler all’inizio è stato aiutato anche economicamente per prendere il potere dagli ebrei, elite del potere economico in Germania. Aveva anche l’autista e la cameriera ebrei, questo dimostra che non aveva pregiudizi. Quando capirono il mostro che era, ritirarono il loro appoggio, e la reazione fu spietata e feroce, che tutto il mondo conosce.

Riguardo a Mussolini anche se avesse fatto le strade d’oro, era sempre un dittatore, e la libertà è il bene più prezioso che abbiamo. Inoltre ci ha trascinato in una sanguinosa guerra,solo per la sua vanità, le sofferenze causate sono state inumane, morti e distruzioni incalcolabili, perdite di territori (gli istriani dovettero fuggire dal loro terra); prima della guerra varò l’infamia delle leggi razziali contro gli ebrei.

Potrei continuare ancora, pertanto anche se ha fatto qualcosa di buono i disastri sono molto maggiori, ma su tutto la dittatura rimane il governo più aberrante di qualunque colore e credo religioso.

Ti abbraccio con affetto Pasquale …   22-01-2013

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Nelle repliche del diario del 21 agosto – 21 settembre, ci sono due repliche a cui voglio rispondere.

Il 26 ottobre 2012, la mia cara amica Alessandra Lucini, si lamenta che non riceve mie notizie, me ne dispiace perché rispondo sempre celermente alle sue lettere, ma abbiamo problemi con la posta, che dicono di aver risolto, speriamo bene. Un abbraccio di affetto sincero.

Il 27 ottobre 2012 c’è la replica di Beatrice Salvadori, mi cita la trasmissione su Rai 2 di Giacobbe “ Voyager”  che parlava di Lombroso.

Ciao Beatrice, ho visto la trasmissione e da quel momento non vedo più “Voyager”.

Le trasmissioni simili me le vedo tutte, ma in questo caso non merita più la mia attenzione.

Cesare Lombroso è stato il padre del razzismo antimeridionale, coprendo con le sue teorie infami sull’inferiorità dei meridionali e propensi geneticamente a delinquere, al genocidio commesso dai piemontesi nel meridione: fu un’ignobile conquista di un paese sovrano; in una feroce occupazione con stupri e massacri, e un famelico saccheggio di tutti i beni e la cancellazione dell’industria e i commerci.

Il meridione è nelle condizioni attuali per l’infamia subita 150 anni fa e con la creazione del modello coloniale che continua tutt’ora dei cari fratelli d’Italia. Tutti i giornali e le tv sono al nord e da loro controllate, pertanto raccontano la musica che vogliono, e il sud non può raccontarsi ma può essere raccontato solo da loro, e loro non vogliono modifiche al loro monopolio della verità di padroni del Paese e della storia, che scrivono sempre i vincitori.

Oggi quel criminale di Lombroso vive nelle memorie del paese con un museo all’interno dell’università di Torino nel quale ci sono i crani dei partigiani meridionali; che indigeni come Lombroso contribuirono a farli passare alla storia come briganti. Un teschio in questo mese è ritornato al suo paese per una dignitosa sepoltura, mi auguro che presto ne seguiranno altri.

Ricordo con affetto Marcello, dagli i miei più cari saluti.

Un abbraccio cara Beatrice, ciao Pasquale   23-01-2013

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Nella città di colonia in Germania, una ragazza tedesca dopo essere stata drogata ha subito violenza sessuale, con la madre è andata in una clinica per avere la pillola del giorno dopo, ma la ginecologa della clinica gliel’ha rifiutata perché non è conciliabile con i valori cattolici.

Un medico per avere prescritto la pillola era stato licenziato, pertanto nella clinica serpeggiava la paura.

Sono andate in un’altra clinica, anch’essa cattolica, e anche in questa gli è stata rifiutata.

Una ragazza profondamente traumatizzata viene trattata in questo modo. Quale morale è mai questa? Dichiara la dott.ssa Maiworm ginecologa dell’ambulatorio di pronto soccorso: “ questa chiesa è medioevale” afferma.

L’arcivescovo di colonia ha negato che possano aver rifiutato le cure alla ragazza, sarà stato un malinteso.

Ormai sono litanie logore dal tempo, per averle ripetute troppe volte, a ogni episodio discriminatorio contro le donne.   24-01-2013

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Hanno arrestato il pm Roberto Staffa in servizio alla procura di Roma, l’accusa è di corruzione, concussione, rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistema informativo.

Chiedeva sesso in cambio della sua protezione, con rilascio di permessi, colloqui in carcere ecc., come magnaccio.

L’accusa è partita da un trans un anno e mezzo fa, gli hanno messo una microspia nel suo ufficio alla procura, ha registrato i rapporti sessuali con trans e la moglie di un detenuto. Fino a pochi mesi fa faceva parte della DDA, sapendo delle indagini lo hanno fatto fuori senza che lui se ne accorgesse.

Era sotto inchiesta, filmato e ascoltato,ma restava nella DDA dov’era intoccabile e potente.

Se per un colloquio con il marito una donna è stata costretta a fare sesso con lui, lascio immaginare di cosa era capace quando era nella DDA, dove l’impunità era garantita.

Il sindacato dell’ANM ha dichiarato che “ nella magistratura non possono esistere spazi di impunità, è singolare che facciano questi proclami quando la realtà è ben diversa”.

Di mascalzoni simili, fatti passare per eroi, e ritenuti punte di diamanti delle varie procure, c’è ne sono stati, e lo affermo per esperienza personale. Uno di questo era della DDA, pur sapendomi innocente, avendo dichiarazioni in merito da un imputato ritenuto uno dei capi, e da lui usato su svariati per fare condannare decine di persone a condanne pesanti, ha fatto sparire tutto, e in due processi con lo stesso e identico reato ho preso 9 anni e nell’altro 18 anni e 8 mesi, in tutto 27 anni e 8 mesi.

Denunciarli non serve, perché i loro colleghi insabbiano tutto, poi inizia la persecuzione e tutto il male possibile che possono fare lo fanno. In ogni tempo chi è usato nella repressione è protetto con l’impunità da parte del potere che se ne serve. L’aurea di inattaccabilità li fa sentire investiti della sacralità di un potere divino.   25-01-2013

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Ho avuto notizia che un amico ergastolano, recluso dal 1981 è morto per un cancro allo stomaco. La disumanità è stata fino all’ultimo, gli hanno concesso la sospensione pena un’ora prima di morire, è morto in autoambulanza mentre ritornava a casa. Mi hanno scritto che una settimana prima era andato in ospedale per una visita allo stomaco, per un dolore fastidioso, gli hanno trovato un cancro all’ultimo stadio, nel giro di una settimana se l’è portato via.

Ogni mese ho notizie di ergastolani che muoiono per anzianità, malattia o suicidio, questa pena di morte camuffata, coperta con l’omertà istituzionale e la complicità dei media. Mi auguro che la Corte Europea o il prossimo governo mettano fine a questa pena disumana dell’ergastolo.   26-01-2013

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Oggi compio 52 anni, un altro anno è passato, ma nulla è cambiato, mi auguro che questo sia l’anno buono per ritornare a casa.

Questo giorno è quello della memoria, per non dimenticare il genocidio degli ebrei.

Questi crimini, non devono mai cadere nell’oblio, perché la condanna per l’umanità è di ripeterli come è accaduto già alcune volte negli ultimi settant’anni dallo SHOAH.

In Congo si è superato anche lo Shoah ebraico; nei balconi a due passi da casa nostra, in Ruanda, Ti mar est e in altri posti nel mondo. La domanda che mi faccio ogni volta  è: “ dov’è Dio?”, come fa ad assentarsi in momenti come questi? Ma siccome in concreto nessuno lo ha mai visto,  in teoria potrebbe non esistere, allora mi chiedo; dov’erano e dove sono le persone quando succedono questi crimini? Dov’era l’umanità? Erano tutti assenti; forse perché non toccava loro e pertanto facevano finta di non sapere e di non vedere, mentre venivano rinchiusi nei ghetti, deportati e uccisi. Credo che la loro vendetta sia stata quella di sopravvivere, costringendo l’umanità a fare i conti con la loro coscienza ed essere costretti a ricordare.

Io non perdonerei, non avrei il diritto di decidere il perdono, per il rispetto che porto ai milioni di morti, pertanto fanno bene gli ebrei a non farlo. Purtroppo l’antisemitismo continua tutt’ora, anche se mascherato sotto vesti nuove, cercano di alimentare odi irrazionali di massa, per farli cedere ai peggiori istinti.

Bisogna mettere in guardia in continuazione l’umanità, affinché queste nefandezze non succedano più.   27-01-2013

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E’ iniziata da qualche giorno la nostra campagna elettorale, voteremo per Rifondazione Comunista che è collocata in lista con Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia.

Abbiamo chiesto tre cose: legalità nelle carceri, applicazione dell’art. 27 della Costituzione; l’abolizione dell’ergastolo, tutte e tre le cose sono state accettate, il partito ci ha inviato questo manifesto da diffondere tra noi reclusi, familiari, parenti e amici.

Mando il manifesto al Blog così tutti gli amici possono leggerlo e fare propaganda per aiutarci alle elezioni.   28-01-2013

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Hanno anche fatto un partito “fratelli d’Italia”, come anche l’inno ha lo stesso riferimento, sempre in forma maschile mai femminile.

Sarebbe discriminatorio anche “sorelle d’Italia”, perché specificherebbe solo una parte e non tutta la popolazione. La dicitura esatta che non esclude nessuno, dovrebbe essere “cittadini d’Italia”.   29-01-2013

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  La Severino per ingraziarsi i magistrati per il suo lavoro d’avvocato, ha sparato l’ultima bardata prima delle elezioni, ridurre il grado d’appello.

Lei dice di ridurre la percorribilità dei gradi di giudizio, chi deciderebbe? I magistrati, gli stessi che lo vogliono togliere, perché vogliono avere più potere, meno processi in modo da poter continuare a fare le star.

Hanno accumulato dieci milioni di processi, per fare le star in tv, fare i consulenti nei più svariati enti, sono dappertutto meno nei tribunali dove non hanno neanche orari di lavoro. Hanno sessanta giorni di ferie, non i trenta dei comuni mortali, con uno stipendio da parlamentare, pertanto tra loro e i politici non c’è differenza.

Abolendo l’appello, una garanzia per i cittadini, chi ne paga le pene, come sempre sarà il popolino. L’incidenza maggiore cadrà sugli abitanti della colonia meridionale, già adesso più che corti processuali sembrano plotoni d’esecuzione, figuriamoci dopo, con un solo grado assomiglierà all’inchiesta delle condanne, principalmente usando il 41 bis, un reato non reato, che le prove possono compiere acrobazie cervellotiche con l’aiuto delle “bocche della verità”, i pentiti.   30-01-2013

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Oggi mi sono arrivati alcuni cartoncini di auguri di Natale, sembrerà uno scherzo ma non lo è. Purtroppo da un anno la nostra corrispondenza ha dei ritardi pazzeschi. Ci vuole un mese per essere spedita e un mese per consegnarcela.

Abbiamo fatto un reclamo alle poste di Catanzaro, il direttore ci ha risposto che tutto ciò che arriva per il carcere viene subito consegnato, e che lui non è responsabile delle disfunzioni interne all’istituto, ed ha ragione.

Tempo fa a voce l’abbiamo fatto presente, alla direttrice, siccome le cose non sono cambiate, le abbiamo fatto un’istanza, non è successo niente.

La settimana scorsa sono venuti i politici, il senatore Ferrante e il radicale Quintieri, gli ho parlato solo dei computer; il commissario disse al senatore Ferrante che c’era un problema col masterizzatore e l’avevamo risolto, pertanto a breve ce l’avrebbero dati, ancora oggi non abbiamo visto niente; un tormentone che dura da tre anni. Mi sono dimenticato di parlargli del problema della posta, anche perché qualche giorno prima era passato l’ispettore responsabile della sezione e mi aveva assicurato che il problema era stato risolto. La cosa strana è che i giornali arrivano anche in giornata e vengono consegnati.

Sabato 26 gennaio telefono a casa, chiedo a mio padre se ha ricevuto la mia lettera (mi riferisco a una lettera scritta una settimana prima) mi dice di si e si trattava di una lettera del 18 novembre, ci aveva messo più di due mesi.

Mi è arrivata anche la lettera del vescovo, scritta il 22 dicembre (Catanzaro – Catanzaro) un mese e 9 giorni. Tutti mi dicono che il problema è un agente messo in servizio un anno fa nell’ufficio preposto allo smistamento della posta.

La maggior parte di noi non fa colloqui o li fa sporadicamente, l’unico contatto con la famiglia sono le lettere, ma se ci vogliono due mesi per partenza e arrivo, viene limitata la coltivazione degli affetti familiari. Mi auguro che con il ritorno della direttrice si risolva finalmente questo problema.   31-01-2013

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Ho ricevuto un cartoncino di auguri dalla Dott.ssa Luciana Gordone volontaria nel carcere di Parma. Ci siamo conosciuti in quel contesto, era un piacere discutere con lei, i nostri colloqui non erano mai banali, mi mancano e ne ho nostalgia, ho imparato tanto, persona molto intelligente e con un senso di solidarietà molto spiccato, la stimo profondamente. Le sue parole tanto affettuose mi hanno toccato il  cuore. La ricorderò sempre con tanta ammirazione e mi auguro di poterla rivedere un giorno. La ringrazio per tutto ciò che mi ha trasmesso e il tempo che mi ha donato.   1-02-2013

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Su un quotidiano leggo che il pentito Giuffrè, per dodici omicidi, la Corte d’Assisi d’appello di Palermo gli ha ridotto la pena a nove anni e sei mesi.

Negli anni ho incontrato molti ragazzi giovani che per un po’ di droga da spacciare erano stati condannati a pene pesanti, dai 7 anni ai 15 anni.

Conosco tanti ragazzi che sono stati arrestati all’età di 18 anni e condannati all’ergastolo e tutt’ora in carcere da 20 anni e più, tra cui alcuni sepolti vivi nei regimi di tortura del 41 bis.

Ci sono casi anche più eclatanti di Giuffrè, come Golasso e Alfieri autoaccusati di centinaia di omicidi, hanno scontato appena qualche anno di carcere. L’apparato repressivo con la complicità dei media fa calare il silenzio per disinformare la gente che non deve sapere i mercimoni che combinano. Hanno reso la giustizia talmente elastica che il diritto lo hanno fatto diventare un optional.   2-02-2013

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Sul quotidiano calabrese “ Calabria Ora” è stata pubblicata una notizia che è passata sotto silenzio su tutta l’informazione nazionale, questa la dice lunga sul potere di censura della DNA.

Immagino cosa sarebbe successo se invece della DNA l’avesse scritto Berlusconi, ci sarebbe stata l’indignazione generale come giusto che doveva essere. Nella relazione della DNA alla commissione antimafia del Parlamento, firmata da Piero Grasso, prima di dimettersi, hanno attaccato i quotidiani locali calabresi, principalmente “ Calabria Ora”, l’accusa è che alimentano polemiche e dibattiti, spostando il fulcro dell’attività giornalistica pro o contro i pm, imputati ecc., facendo passare in secondo piano la vera origine dei drammatici problemi calabresi, che a loro dire è la ndrangheta.

Secondo il nuovo Minculp,la lotta alla ndrangheta non è materia opinabile, pertanto il loro pensiero unico deve essere, seguito da tutti, nel non farlo ci si pone in contrasto con la DNA e complici della ndrangheta.

Il direttore Piero Sansonetti di Calabria Ora, giustamente grida all’attentato contro la libertà di stampa, le note riportate sono gravissime e senza precedenti dall’epoca del fascismo con il Minculp, che censurava la stampa.

Chiude l’intervento del Presidente Napolitano anche come capo del CSM, se non lo fanno, devono intervenire il sindacato e l’ordine dei giornalisti. La DNA vorrebbe che la stampa calabrese fosse obbediente e allineata e non si spingesse, come fa, a polemizzare con i singoli Pm. Quello che propone  è un controllo da parte del potere giudiziario sulla stampa, come faceva il Minculp fascista; questo non ha precedenti in nessuno stato laico. Il direttore afferma che la forzatura deriva dall’idea che sta prevalendo nella DNA, cioè che non basti più il militarismo, la repressione e la tortura del 41 bis ma che bisogna riformare la società e, per questo motivo, vogliono che i giornali obbediscano e non informino.

Questa DNA vuole ripristinare un potere simile al Minculp, con la scusa della lotta alla mafia. Quello che fa impressione è che avendo firmato la relazione Piero Grasso, fino a poco tempo fa capo della DNA, il silenzio censorio è totale. In questi giochi di potere, chi ne paga le conseguenze è il popolino meridionale. Alcune voci si sono alzate, ma tutto è rimasto a livello locale. Credo che nella storia, la politica di questo Paese non è mai caduta così in basso.   3-02-2013

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Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rigettato le richieste dei poliziotti che uccisero Federico Aldrovandi, di scontare la pena in prova ai servizi sociali on in detenzione ai domiciliari.

Quello che gli rimane da scontare sono pochi mesi perché hanno beneficiato di 3 anni di indulto nel 2006. La cosa grave è che seppur condannati in via definitiva, rimangono ancora dei poliziotti e non sono stati licenziati, ritirano lo stipendio tutti i mesi. L’escamotage deriva dal regolamento di polizia, per i reati colposi è prevista la sospensione e non la radiazione .

Un comune cittadino che per disgrazia uccide qualcuno con un cazzotto o in una rissa è quasi sempre omicidio volontario, viceversa loro ti possono ammazzare senza problemi, perché è sempre colposo e non vengono licenziati.   4-02-2013

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Quando tocca agli amici degli amici della DNA, DDA, politici e savonarola del partito antimafia, tutto viene fatto passare sotto silenzio e messo a tacere con la censura più serrata.

Francesco Maiolino, romano e da vent’anni in Sicilia, direttore di Banca Nuova, amico di tutti i magistrati antimafia della Sicilia, avendone assunto i parenti e concesso mutui e prestiti a tassi favorevolissimi. A luglio 2012 si dimette da Banca Nuova, e il governatore Lombardo il 18 luglio lo nomina presidente dell’IRFIS, la finanziaria della regione. La moglie di Lombardo dal 2003 ha lavorato nella Banca Nuova con guadagni di 200.000 mila euro l’anno. Lombardo ha pagato il suo debito con Maiolino per i 9 anni di assunzione della moglie. Qualche mese fa, essendo il Maiolino inquisito per riciclaggio, dal telefono intercettato è stato come scoperchiare il vaso di Pandora da dove è uscito di tutto e di più.

In questa rete di convenienze non manca nessuno, principalmente tutti questi signori che ogni volta aprono la bocca parlano di legalità, ma nei comportamenti pensano solo ai loro interessi mettendo da parte etica e morale; la legalità è per il popolino. Il Maiolino si è dimesso ma il buffone dei savonarola “il presidente della regione Rosario Crocetta” ha respinto le dimissioni “ cane non mangia cane”, confermandogli la piena fiducia. Questo mangione di Maiolino non è solo inquisito per reati penali ma c’è anche un’inchiesta contro di lui della Corte dei Conti. Credo che fino ad oggi (vent’anni, il Maiolino ha fatto tutto quello che voleva perché le procure della DDA di Palermo e Caltanissetta erano tutti amici suoi e pertanto era sicuro di essere protetto.

Rosario Crocetta protetto dal partito antimafia, pertanto sicuro di non essere mai inquisito, protegge il suo sodale amico degli amici di Maiolino. Questi fanatici ipocriti diversi dagli altri classificano le persone tra amici e nemici; gli amici li proteggono sempre, i nemici sono una razza da calpestare e distruggere.   5-02-2013

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Penso che la scrittura sia magia perché con essa puoi creare ogni cosa e indirizzare il mondo che ti circonda.

Trasformare i pensieri in scrittura affinché tutti possano leggerli e conoscerli, trasmetterne la grandezza, la bellezza e la profondità fantastica della nostra mente è qualcosa di magico. Le parole scritte hanno milioni di combinazioni, riuscire a trovare gli abbinamenti si creano meravigliose sensazioni che immortalano tutti i sentimenti umani.

La scrittura è un’arma potente che ha la forza di dare la conoscenza al mondo, guarendolo dal male più dannoso “ l’ignoranza”. Tutti i poteri ne hanno paura, perché può squarciare il velo dell’oscurità, vincere la paura e ridicolizzarlo.

Ricordo Pasquino, sinonimo del mio nome, forse anche per questo lo rammento di più, con quattro parole ridicolizzava la dittatura assoluta del Papa Re.   6-02-2013

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L’associazione Liberarsi mi ha spedito la rivista “mai dire mai”, i temi inseriti sono l’ergastolo e il famigerato 41 bis.

Ci sono due racconti di due ex reclusi che hanno raccontato l’infamia delle torture subite al 41 bis nell’isola di Pianosa.

Leggerli è stato un pugno nello stomaco, la cosa sconvolgente è stata che succede a me, che ho attraversato l’inferno della tortura del 41 bis, immagino le persone che conoscono questo regime tramite la mendicità dei funzionari, politici e i savonarola di turno, avranno uno shock non da poco nel leggere la realtà fin’ora tenuta nascosta sotto una montagna di menzogne.

Credevo che questo effetto succedesse solo a me, invece stamane parlando con Peppuccio, mi diceva che la sera prima aveva provato a iniziare a scrivere il racconto della sua permanenza a Pianosa con il 41 bis, per partecipare al progetto del libro, non c’è riuscito, la resistenza psicologica era troppo forte, la mente si rifiutava di ricordare l’inferno delle torture di quell’infamia che fu Pianosa.

Rimarrà una macchia indelebile nella civile e democratica “Italia”.

Vogliamo che tutto venga dimenticato, ma non bisogna assolutamente che questo accada, perché questi signori per incanalare la rabbia della gente da loro fomentata, sono pronti a rifare tutto, sicuri dell’impunità che gli assicura lo stato con la magistratura e l’omertà complice dei media.   7-02-2013

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Il progetto di creare una sorta di campo di concentramento regionale in Sardegna è ormai un dato di fatto, anche se i funzionari del DAP da esperti politici mentono spudoratamente per cercare di non allarmare la popolazione sarda, è difficile perché ora sanno tutto.

La regione Sardegna ha dovuto attendere trent’anni per avere delle carceri nuove e adesso vengono usati per una deportazione di massa dal continente, non di sardi in giro per le carceri del Paese, ma altri reclusi che illegalmente vengono allontanati dalle famiglie senza rispettare i 200 km che stabilisce la legge.

Il DAP occupato militarmente dai Pm antimafia, dovrebbero insegnare e stabilire la legalità, invece è l’ufficio amministrativo più illegale del Paese, addirittura il suo dispotismo lo porta a non applicare le sentenze degli uffici e tribunali di sorveglianza, e non c’è nessuno che grida allo scandalo, neanche il CSM.

I costi esorbitanti per lo Stato, sia per la deportazione sia per il mantenimento dei detenuti, sia gli esborsi maggiorati per la polizia penitenziaria, e sia per le traduzioni processuali; ma con tutta la buona volontà non se ne capisce la finalità. Inoltre i disagi e i costi per le famiglie che nella stragrande maggioranza non si potrà permettere i colloqui, quando il codice penitenziario stabilisce che devono agevolare i contatti con i familiari.

E’ singolare che abbiano chiuso l’unico carcere del meridione Laureana Borrello (RC), dove veniva applicato l’art. 27 della Costituzione, per i costi eccessivi.

In questi barbari progetti, non vedo altro che razzismo antimeridionale, applicato nella stragrande maggioranza dei casi da altri meridionali, più feroci del padrone per dimostrare di essere dei servi fedeli, come lo erano gli ascari nelle colonie africane; d’altronde i piemontesi ci chiamavano beduini ci ritenevano africani.

Cosa è cambiato da allora? Niente. Il metodo è lo stesso: “ deportazioni, repressione e torture”.

Mi auguro che il popolo sardo insorga contro questa deportazione e blocchi questo infame progetto criminale.   8-2-2013

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La repressione, le torture, l’oppressione, l’illegalità diffusa nelle carceri, negli uffici amministrativi, provveditorati e DAP, uffici e tribunali di sorveglianza, le direzioni delle carceri, e tutta la piramide del sistema penitenziario.

Con i re dell’illegalità, il regime di tortura del 41 bis e il tribunale di sorveglianza di Roma, simili a quelli speciali di Mussoliniana memoria, delegato unico per discutere i ricorsi della tortura del 41 bis.

Tutto ciò denota un deficit di democrazia e libertà, questo è possibile perché tutto il sistema di potere del Paese è complice.

Sono convinto che sia possibile perché tutti gli sventurati sono abitanti della colonia del Mezzogiorno  e siccome la mostrificazione  dei meridionali è arrivata allo stesso livello dell’antisemitismo contro gli ebrei che generò il genocidio con i campi di concentramento, questo consente tacitamente qualunque nefandezza nei nostri confronti, derivante dal razzismo lombrosiano. La nebbia dell’indifferenza che la società ha metabolizzato, non le fa distinguere i confini tra umanità è disumanità.

Un giorno quando saranno di dominio pubblico tutte le barbarie commesse dall’apparato della repressione non potranno dire i politici di non sapere perché internet li smentirà spudoratamente.   9-02-2013

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Il segretario Ferrero di Rifondazione comunista, ha dichiarato ad un quotidiano di volere estendere la legge La Torre anche agli evasori fiscali.

Questa legge è razzista perché viene applicata nel meridione e contro i meridionali; un saccheggio legale come quello di 150 anni fa.

In uno stato serio una legge non può essere applicata solo a una parte della popolazione. Ormai questa legge è uno strumento nelle mani dell’apparato della repressione, e lo usa per ricattare la gente, per interessi personali e per estorcere confessioni, creando un sistema criminale, un’illegalità legalizzata protetta dallo stato.

La legge La Torre dovrebbe essere estesa a tutti i cittadini di questo maledetto stato, principalmente a tutti i funzionari dello stato, ai manager pubblici, tutta la politica, ai magistrati, ai sindacati, chiesa, Confindustria, banche, assicurazioni ecc., allora se ne vedrebbero di tutti i colori. Dovrebbero spiegare le loro proprietà, redditi, le strane consulenze ecc., e quando vedrebbero che per poche migliaia di euro che non si possono dimostrare gli sequestrerebbero le proprietà, allora capirebbero le sofferenze che causano con le loro leggi e le procure speciali, e anche i magistrati si renderebbero conto dello sfacelo sociale e psicologico che infliggono.   10-02-2013

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Ascanio Celestino attore, regista e scrittore, ha rilasciato un’intervista su un quotidiano, sul libro che ha scritto del mondo carcerario “Pro – patria” edizione Einaudi, spero di leggerlo al più presto.

E’ molto bella e profonda, se tutti i cittadini ragionassero così, il Paese non dovrebbe vergognarsi delle carceri e della giustizia.

Afferma che il carcere supplisce al Welfare, perché il 70% dei reclusi sono in carcere per reati connessi alla droga e all’immigrazione. Siccome la società non riesce ad occuparsene direttamente, li abbandona come cittadini e aspetta di recuperarli come delinquenti. Ritiene l’ergastolo anticostituzionale e disumano e viola l’art. 27 della Costituzione, perché se le pene devono tendere alla rieducazione, che senso ha rieducare una persona per poi farla morire in carcere.

La volgata giustizialista ironizza su questo particolare, ricordando che molti ergastolani scontano venti o trent’anni, come se passare tutto questo tempo in 20 metri quadrati fosse una vacanza. Omettendo che c’è l’ergastolo ostativo che viene escluso da qualsiasi beneficio.

C’è un punto sul quale non avevo mai riflettuto “la grande maggioranza dei reati compiuti sono un servizio che la società illegale fornisce alla società legale, mandarli in galera non risolve il problema, bisogna intervenire sulla relazione tra la società legale e quella illegale”.

Concordo con lui, risolvere il problema delle cause perché riempire le carceri non serve. Anche sulle pene alternative ha una teoria che non fa una piega, “ fa paura che si parli di pene alternative per congestionare il sovraffollamento carcerario e non del fallimento della galera come istituzione”.

Come anche sulla rieducazione: “ l’istituzione del carcere, nel migliore dei casi considera il condannato come un bambino da rieducare e non come un essere umano che deve riconciliarsi con la società”. Cita Franco Basaglia : “campo di concentramento e scuola; fabbrica e caserma; manicomio e galera sono istituzioni basate sulla netta divisione dei mali; la divisione del lavoro – servo – signore , maestro e scolare, datori di lavoro e lavoratori, medico e malato, organizzatore e organizzato”.

Significa che quello che caratterizza le istituzioni è la netta divisione tra chi ha il potere e chi non ne ha. La sua panoramica sul sistema basato sulla repressione e divisione è di una semplicità disarmante, perché evidenzia l’ottusità delle istituzioni e una società padronale che usa il carcere come la soluzione dei problemi della società.   11-02-2013

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Negli Stati Uniti, nello stato della Virginia, Jerry Givens ha fatto il boia per 17 anni, mettendo a morte 62 persone. Iniziò ad avere dei dubbi “ se metto a morte una persona innocente non sono migliore di coloro che sono nel braccio della morte”. Cercava di liberare la sua mente non pensando, per evitare ogni rammarico o paura. Oggi non fa più il boia  e giura che non lo farà mai più, prega Dio che lo perdoni per le morti del passato ed è diventato un’attivista contro la pena di morte.

Leggere queste notizie alimenta la speranza che un giorno saranno abolite tutte le pene di morte, in qualunque forma, come l’ergastolo ostativo in Italia. Una pena di morte anche se diluita nel tempo.   12-02-2013

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Si è dimesso il Papa, una notizia che farà storia, ma nei fatti non cambierà nulla anche se le intenzioni di Ratzinger sarebbero di unificare le anime che si fanno la guerra all’interno della Chiesa. I cardinali sono come i politici del Parlamento, lottano ferocemente per accaparrarsi più potere possibile. Se il Papa venisse eletto dai vescovi di tutto il mondo, allora sarebbe un cambiamento democratico che porterebbe la chiesa nell’era moderna, affrancandola dal sistema feudale su cui è impostata. La prima cosa da fare è abolire il cardinalizio e dare voce ai vescovi, ma principalmente ai religiosi che operano sul campo. Ricostruire la chiesa di Gesù sulla gente e non sui potenti.     14-02-2013

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La triade Berlusconi – Bersani – Monti, ironizza sulla proposta di Grillo sul reddito della cittadinanza, ognuno di loro fa battute stupide, come se fosse uno dei loro strampalati proclami. Per non parlare della demagogia  del “nono” come lo chiama Grillo. Quello che mi meraviglia è il silenzio della chiesa, come al solito pensa ai suoi forzieri e ad ingrossare le file dei disagiati, così un po’ di carità diventa un ottimo marketing.

I sindacati, appendice dei partiti, cosa che è sempre stata ma finalmente è evidente a tutti. Lo dovrebbero proporre loro, ma siccome non avrebbero nessun controllo, non sarebbe nei loro interessi.

La proposta di Grillo è realtà in tutt’Europa, tranne in Italia, Grecia e Ungheria, pertanto è sensata e non demagogica, ma è un fatto di civiltà. Forse anche per le sue proposte, Grillo fa paura al sistema di potere, per questo motivo ha dichiarato che lo potrebbero fare fuori con un bazooka oppure con 10 kg di droga nell’auto.

In tutta l’Unione Europea il reddito di cittadinanza supera i 1000 euro al mese, in Italia è zero, credo che i soldi servano per i privilegi della classe dominante.

I mille euro proposti da Grillo non sono bufale campate in aria, come quelle della triade.

In Germania una donna con tre figli prende come reddito di cittadinanza 1850 euro al mese più il pagamento dell’affitto, riscaldamento ed energia elettrica, un calcolo approssimativo sui 2500 euro.

In Italia, anche dopo 40 anni di lavoro prendono 600 euro al mese di pensione, mentre i politici dopo 2 anni e mezzo a scaldare la poltrona in Parlamento, prendono 3000 euro al mese tutta la vita.

I sindacalisti prendono la pensione senza aver mai lavorato neanche un giorno; ricordo che il segretario CISL D’Antona prese la pensione da primario all’ospedale di Palermo senza esserci mai andato neanche per un giorno.

Questo è un sistema feudale, mi auguro che quanto prima verrà spazzato via.   15-02-2013

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Leggo la lettera di un signore di Siena su un quotidiano. Mentre guardava la moglie preparare la figlia per l’asilo, corredata di carta per fotocopie, biscotti e tutto quanto la scuola pubblica può permettersi. Lui compilava il 730, constatando che pagava il 47 % di tasse. Pressione fiscale identica alla Norvegia. Arriva in ufficio e telefona a una sua cliente a Oslo, non trovandola in ufficio le telefona a casa. Le chiede perché non fosse in ufficio, gli risponde che fino ai 6 anni di età del figlio, lei e suo marito si alternano a casa per 6 mesi ciascuno, ricevendo un sussidio pari al 100% del loro stipendio. Si chiedeva se non si trovasse nel paese sbagliato.

Condivido la sua riflessione e aggiungo che, personalmente penso di essere nato nel paese sbagliato.   16-02-2013

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Ieri sera la Juve ha perso contro la Roma, occasione ghiotta per il Napoli. Oggi speravo che il Napoli vincesse contro la Sampdoria, in modo da arrivare a meno due dalla Juve, invece ha pareggiato.

Ho l’impressione che ogni volta che il Napoli ha l’occasione per arrivare in cima e superare la Juve, in un modo o nell’altro si ferma sempre per strada. Credo abbia problemi di ambientamento per le altezze, ogni volta come se gli mancasse l’ossigeno. Mi auguro che allo scontro diretto del 3 marzo ci siano le condizioni per il sorpasso. Certamente dipende tutto dalla convinzione dei calciatori. De Laurentis deve convincersi che ci vogliono un paio di acquisti di spessore e senza vendere i big del Napoli.   17-02-2013

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Discutendo in cortile (una piscina senz’acqua) di come ricostruirsi il futuro una volta fuori, si parlava di come ottenere un finanziamento per aprire un’attività, mi dicevano che non era possibile, il motivo erano le nostre condanne.

Mi hanno raccontato un paio di episodi: ad uno alla figlia non hanno concesso un prestito per comprarsi un motorino, glielo hanno rifiutato perché aveva il padre in carcere che stava scontando una condanna per associazione mafiosa.

Un altro la nipote voleva un finanziamento per comprarsi l’auto, le è stato rifiutato per lo stesso motivo.

Mi dicevano che è una legge del codice antimafia. Informatomi effettivamente è così. Ormai non mi meraviglio più, perché di leggi razziste e antimeridionali che colpiscono solo i meridionali, ce ne sono state, e sono diventate un fatto normale; come lo divennero le leggi razziali del 1938 firmate da Mussolini e l’infame Savoia. Non permettere ad una persona, dopo aver scontato la pena di ritornare in seno alla società come un cittadino qualunque è un sistema criminale. Non permetterlo ai figli e ai familiari di avere tutti i diritti, non solo è infame  ma è da stato di polizia. Ogni giorno che passa mi convinco sempre di più che siamo una colonia e noi meridionali degli schiavi come gli iloti di Sparta.   18-02-2013

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Avevo presentato un permesso per Pasqua, ma oggi mi è stato notificato il diniego di inammissibilità. E’ singolare, per circa vent’anni non mai avuto problemi con il famigerato  art. 4 bis, che rende ostativo l’ergastolo, meglio chiamarlo con il suo nome “pena di morte”. Da quando sono a Catanzaro sono stato condannato alla pena capitale, come tanti meridionali, perché questa legge repressiva e crudele viene applicata solo ai meridionali, sfido chiunque a trovare un solo cittadino del nord che gli è stato applicato questo art. 4 bis, non ce n’è nessuno, perché essendo un articolo razzista e antimeridionale non può toccare un settentrionale.

L’unica speranza è rivolta all’Europa, perché non c’è da aspettarsi niente dai politici nostrani, come anche la magistratura, un apparato repressivo per tenere a bada gli iloti meridionali, entrambi parti integrali del sistema coloniale.

Non mi arrendo e lotterò fino a che avrò forze, ma allo stesso tempo devo tenere presente la mia realtà di prigioniero condannato a morte, hanno delegato per l’esecuzione il tempo come boia.   19-02-2013

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L’oscurità delle segrete medievali hanno avvolto di nuovo Davide Emmannello, riportandolo di nuovo nel regime di tortura del 41 bis.

Quello che è scandaloso è l’inesistenza dei motivi per riapplicarglielo per la quarta volta.

Lui non ha fatto niente, non c’è nessuna accusa specifica, neanche l’aver mandato a dire ciao a qualcuno, niente di niente, anche perché non fa colloqui, le sue condizioni economiche sono precarie, ma con tutto ciò, con relazioni di polizia che riciclano sempre le solite ponzane da 20 anni, bastano per internarlo nei nuovi “manicomi psichiatrici sovietici” dove i sovietici non volevano solo torturare i dissidenti ma annientarli nel fisico e nella mente, questo è il regime di tortura del 41 bis, altro che 41 bis intelligente come scrisse l’ex direttore del DAP Sebastiano Ardita nel suo libro. Davide ha presentato una denuncia, ne ho spedito una copia al blog affinché tutti gli amici possano valutare il sistema poliziesco colonialista di questo stato.

Hanno trasformato in legge il sospetto, adoperato con la famigerata legge PICA, usato per fucilare e arrestare nell’inferno creato al sud dagli occupanti piemontesi. Ora lo si usa per applicare il regime di tortura del 41 bis. Tutti possiamo comprendere a quale deriva possa portare il sospetto, basta essere inviso a qualcuno del circolo dell’odio e subito la scure dell’apparato repressivo si abbatte sugli schiavi della colonia. Nessuna democrazia ha eretto a legge il sospetto, solo l’Italia lo ha fatto. Ancora cianciano che siamo la culla della civiltà? L’abbiamo sotterrata in un cimitero con una bella lapide. Non ti abbattere e sì forte Davide, anche se ci hanno mostrificato per il loro fini coloniali, siamo vittime e lo stato carnefice, la storia li condannerà.   20-02-1013

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Ho finito di leggere il libro del professore universitario Gennaro De Crescenzo “ I peggiori 150 anni della nostra storia”. L’unificazione come origine del sottosviluppo del sud. Editoriale IL – GIGLIO.

Se avevo qualche dubbio ora non ne ho più, perché mi sono reso conto di chi eravamo e come ci hanno ridotti. Eravamo considerati la Germania attuale dell’epoca; oggi l’ultimo sfregio è quello di usare la nostra terra come discarica per i loro veleni industriali. Sono 150 anni che usano il meridione come una colonia stile africano; d’altronde durante la conquista piemontese ci ritenevano beduini e di trovarsi in Africa, ci sono i dispacci militari che lo certificano.

Dal 1860 ci hanno robotizzato con il ferro, il fuoco e in un lago di sangue, instaurando un terrore stile nazista. La storia ufficiale è una menzogna, dopo averci coperto con l’obbrobrio infamante lambrosiano  sull’inferiorità della razza meridionale, ci hanno deriso, calpestati e umiliati, spogliandoci delle nostre ricchezze, dignità e amor patrio.

Ancora oggi è un argomento tabù, perché i discendenti di questo genocidio, comandano e controllano tutto, pertanto sono loro a raccontare il meridione e i meridionali; qualche scintilla di realtà storica la si deve agli stranieri, come l’articolo del 9 giugno 2011 del quotidiano londinese “ The – Economist” firmato da John Prideaux “ Nel XVIII sec Napoli era la terza città più importante in Europa dopo Londra e Parigi. Prima di essere accorpata all’Italia unita, era la città capitale di una grande monarchia”.

Qualche anno prima dell’unificazione  alla mostra industriale di Parigi, il Regno delle Due Sicilie , risultò essere tra le più grandi potenze industriali, vincendo 12 medaglie grandi d’oro, 78 d’oro ordinarie, 105 d’oro-argento, 215 di bronzo. Il console inglese John – Goodwin sostenne che “l’industria napoletana era diventata una concorrente di prim’ordine. Se il meridione sapeva fare industria nel 1860 perché non ha saputo più farlo dopo il 1860?

E’ palese che con la complicità dei rappresentati dei meridionali, hanno distrutto l’unica realtà industriale presente nella penisola prima del 1860.

Nel giro di un paio di decenni, le altre 5000 fabbriche del meridione furono fatte deperire rapidamente dai Fratelli d’Italia.

Creando le basi per l’instaurazione della colonia meridionale come mercato per i prodotti della nascente industria del nord, costruita con i saccheggi e il sangue dei meridionali.

Nel 1860 gli addetti all’industria meridionale erano 1,6 milioni; quelli del resto d’Italia erano meno di 1,5 milioni. In 150 anni l’industria al sud non supera 1,7 milioni, mentre al nord è di 5,8 milioni. Come se il tempo al sud  si fosse fermato. Con l’unità il sud aveva i conti in ordine, il nord pieno di debiti. Il rapporto debito/PIL era 16,57% per le Due Sicilie , al 73,86%  per il regno Sabaudo. Il debito piemontese nel 1859 aveva raggiunto i 2000 milioni di lire, un valore astronomico per quei tempi, specialmente per un piccolo stato come il Piemonte, per la povertà delle sue risorse era necessariamente condannato al fallimento, il saccheggio delle ricchezze del sud lo salvarono. L’indice fiscale nel meridione era pari a 100, a Torino era 594. Con le nuove tasse sabaude il sud raggiunse lo stesso indice. L’unica piazza borsistica era a Napoli; Cavour la fece chiudere.

Il sistema pensionistico ottenuto dai borboni era più favorevole di quello odierno: con 40 anni di lavoro la pensione era pari allo stipendio.

Prima dell’unità, metà della popolazione venne vaccinata: 5.637.665 persone su 10.789.502 nati. Come ha scritto Nicola Zitara la storia del Meridione è ancora tutta da scrivere, fino ad oggi è stata cancellata, mistificata e manipolata con menzogne spudorate, creando una falsità storica. Addirittura in questo libro ritocca la cifra dei morti del genocidio, da un milione a un milione e trecentomila, su una popolazione di dieci milioni.

Bisogna ritornare in possesso delle culturali politiche ed economiche che possedevamo prima della conquista piemontese. Il sistema di potere del paese attuale non farà niente per salvare le popolazioni delle Due Sicilie, senza una ritrovata e diffusa consapevolezza che leghi il passato al futuro.

Ci sono due italie, una secessione esiste già di fatto da 150 anni.

L’Italia di cui cianciano le classi dirigenti meridionali, servi del frutto criminale piemontese, non esiste e non è mai esistita.

L’unica via che ci rimane è spezzare le catene della schiavitù e ritornare liberi e indipendenti.   21-02-2013

 

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7 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 gennaio – 21 febbraio

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Ciao carissimo, vedo con gioia il tuo diario ma sono le 6,45 di mattino ed io mi devo preparare per andare al carcere di Quarto, quindi fino a stesera non posso godere del regalo. Vedo comunque che Alfredo l’ha caricato stanotte allke due e trenta, e mi viene da pensare, quante sono le persone che perderebbero la notte per caricare il diario di Pasquale De Feo? Poche credo, per ora ti mando un abbraccio e stasera lo leggerò con molta calma, non è una cosa che si possa leggere di fretta. Ciaooooooo:-)

  2. pina in ha detto:

    mio caro amico , ti ho visto adesso , ma non posso ancora leggerti …colpa del mio onomastico Giuseppa , cosi non so dove dividermi , tra gli auguri e gli inviti …ma so che sei presente nella mia vita , come amico e fratello dove posso comunicare sentendomi bene .
    Ti lascio un caloroso abbraccio a dopo 😉

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    Ciao, mica potevo andare a dormire senza aver letto il tuo diario che aspetto sempre con tanto desiderio.
    E’ vero Pasquale, la storia d’Italia è ancora tutta da riscrivere e da reimparare, sono certa che tu avrai letto il libro di Orwel 1984, se non l’hai fatto leggilo, è bellissimo. Non ti dico altro ma aspetto che tu mi dica la tua opinione su questo testo che io trovo fantastico e illuminante. Ti abbraccio e come sempre ti ringrazio, ormai sei il mio insegnante e i tuoi scritti sono sempre preziosi.

  4. pina in ha detto:

    Eccomi anche io , pronta a rispondere , ieri purtroppo non mi era possibile , così che in serata come sempre il tuo diario viene stampato per leggerlo meglio, sai i miei occhi hanno bisogno di bianco per la luce, il nero è fastidioso anche se racchiude tutti i colori .
    Ma veniamo a noi , mi fa sempre piacere scorre le tue righe , prima di tutto , per la loro stesura leggibile e profonda , il materiale è vasto , scuote , e fa si che penetra e viene assorbito , con molta facilità, infondo è questo ciò che conta , trasmettere e a quanto pare sai farlo bene .
    Questo diario e prezioso per me che cerco sempre persone vive , che parlano con voce umana .
    Sto molto attenta a selezionare, e i malvagi li metto per ultimi della scala umana , cancellarli non posso , purtroppo , li vedo e sento il loro odore , mi infastidisce , ma con la tolleranza riesco a neutralizzarli , ma non sarò mai come loro .
    Si deve imparare a saper ascoltare, registrare , e trarne da soli quel che si è capito, difficile compito , per menti malate , distolte da una vita frenetica verso l’arricchimento esteriore , che li ha portati a vivere in un palazzo di ghiaccio , perché e così che io li vedo , cosi vedo le loro ricchezze senza vita, tutto quello che fanno e a danno loro , pur provocando danni , ma come dici tu , la storia un giorno scuoterà e muoverà tutto e di loro si parlerà tanto , e verranno giudicati, la giustizia fatta dall’uomo libero.
    La catena si spezzerà , non sappiamo quando , come non sappiamo il futuro che ci attende , intanto cerchiamo tutti di metterci i mezzi perché questo avvenga .
    Con affetto ti saluto Pasquale , alla prossima uscita del tuo diario ciao

  5. Rosa Sica in ha detto:

    Ciao Pasquale, ancora complimenti per questo diario……condivido con Alessandra quando dice, che sei il suo insegnante, lo sei anche per me e tantissime persone che ti leggono.
    Sei una fonte di informazione infinita,aperta, preparato in tutti gli argomenti.
    Con questa frase ho un nodo alla gola,un forte abbraccio,con affetto e bene Rosetta 😉
    “Non mi arrendo e lotterò fino a che avrò forze, ma allo stesso tempo devo tenere presente la mia realtà di prigioniero condannato a morte, hanno delegato per l’esecuzione il tempo come boia.”

  6. pina in ha detto:

    Carissimo amico , ti avevo scritto delle belle cose , ma non mi veniva accettata , forse cera qualcosa al mie email che non andava ed è scomparso tutto , ma non importa , adesso posso accedere , e ti riscrivo .
    come sempre per leggerti uso la stampante , cosi diventa cartaceo , i miei occhi riposano meglio , cosi che riesco a penetrare nei tuoi pensieri , rilassandomi tenendo sempre il mio cuore pronto a intervenire , tutte le volte che sento dei dolori causati dalla cattiveria umana .
    E sempre ammirevole il tuo lavoro , questo vuol dire fare un programma della propria vita , come passarla e come trasmetterla , lo vedo magnifico della propria gestione , anche se non è del tutto floreale. ma sta a noi in qualunque situazione veniamo sottoposti , far del nostro meglio e tu mio caro Pasquale hai già molti punti in più
    che io chiamo virtù , quella di saper comunicare e far sentire la tua musica attraverso la scrittura .
    Così ti ringrazio e con un abbraccio ti dico ciao e arrivederci al prossimo tuo Diario 😉

  7. Carmine in ha detto:

    woow bellissimo diario e grande insegnante di virtù e di storia caro amico anke se non ti conosco ti sono vicino con il cuore e con l’anima spero solo ke un giorno riuscirai ad uscire dalla prigionia x sempre purtroppo in ITALIA ma sopratutto al sud fanno leggi solo x fatti l’oro e ci puniscono sempre più…un grande abbraccio Da Carmine Bellizzi

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