Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Aiutatemi… di Paola Valentino

urlo

Fu nell’ottobre del 201o che pubbllicammo per la prima volta una lettera di Paola Valentino, era un messaggio per suo marito Giuseppe Martena -attualmente detenuto nel carcere di Lecce. (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/10/12/auguri-di-buon-compleanno-giuseppe-martena-da-parte-di-tua-moglie/).

Poi vennero le sue lettere piene di dolore, i suoi appelli per la situazione del marito e di concerto della famiglia (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/02/26/ho-bisogno-dellaiuto-di-voi-tutti/).

Poi fu lo stesso Giuseppe a lanciare il suo urlo, raccontando la sua vicenda e le prove per la famiglia. dovute soprattutto all’estrema difficoltà di poterci incontrare, dato che le distanze hanno reso sempre difficili i colloqui, specie quando lui era detenuto  a Bologna (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/03/16/lurlo-di-giuseppe-martena/).

E poi ci furono altre lettere della moglie (vai ai link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/08/11/lettera-appello-sul-caso-giuseppe-martena-alla-luce-degli-ultimi-eventi/ e https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/11/27/8032/).

Paola Valentino, noi l’abbiamo sempre avuta a cuore e non l’abbiamo mai lasciata sola.

Adesso Paola ci riscrive.

E ci racconta della situazione di emergenza che grava sul marito.

Il 28 di questo mese a Giuseppe è stato prenotato un delicatissimo intervento chirurgico, senza che la famiglia potesse dire nulla circa il come e il dove. Dal sette di questo mese è chiuso in carcere nella sezione infermeria, e lo stanno curando a botte di antibiotici.

La famiglia ha chiesto la sospensione della pena per dargli la possibilità di essere curato meglio. Ma questa richiesta è stata rigettata.

In precedenza, ci scrive la moglie, aveva usufruito di permessi di necessità, uscendo da solo e rientrando regolarmente. Quindi è una persona che avrebbe dimostrato coi fatti di non volere fuggire, non ci sarebbero quindi pericoli di fuga.

La situazione attuale è comunque drammatica. Come scrive la moglie.

“Io non so più cosa fare, ha perso 10 kg, e’ esasperato, perdita di proteine, cateterizzato, a rischio di gravi infezioni , sotto antidolorifici e antiinfiammatori costanti, rischia un insufficienza renale da un momento all’altro.”

La perizia di parte promossa dalla famiglia parla di “incompatibilità col regime carcerario”.

Lo stesso dirigente sanitario dell’istituto – ci scrive Paola- e’ preoccupato ed ha mandato una relazione al Magistrato di Sorveglianza, dove si toglierebbe da ogni responsabilità nel caso dovesse succedere qualcosa di grave.

Tutte queste vicende traggono un profilo molto preoccupante della vicenda.

La preoccupazione del Dirigente sanitario del carcere di Lecce fa immaginare un concreto pericolo di vita?

Come viene concretamente curato, in questo momento, Paolo Martena? C’è una concreta strategia di cura o lo stanno solo imbottendo di antibiotici ed altro?

C’è la consapevolezza reale del suo stato o si rischiano di porre in essere trattamenti terapeutici dall’esito devastante?

L’attuale situazione non dovrebbe richiedere l’immediata scarcerazione, in modo che Giuseppe possa curarsi in modo più adeguato?

E.. una famiglia.. una moglie.. non dovrebbero essere coinvolti.. o devono sentirsi spettatori quasi impotenti dinanzi al dolore, alla malattia, alla sofferenza di chi amano?

Vogliamo risposte.

Qui si parla della vita di esseri umano.

Vogliamo risposte e vogliamo che questo detenuto riceva le cure più opportune.

Cercheremo di adoperarci perché questa vicenda venga segnalata a tutti i livelli. Parleremo anche con soggetti che potrebbero tentare di intervenire in qualche modo. A prescindere, più sotto troverete anche il numero di Paola se qualcuno volesse confrontarsi con lei o darle consigli.

Nel frattempo esprimiamo tutta la nostra vicinanza a Paola Valentino.

Di seguito la lettera che ci ha inviato Paola Valentino.

—————————————————————————-

Non e’ la prima volta che mi rivolgo a voi,sono la moglie di Martena Giuseppe detenuto attualmente e per motivi di salute nel carcere di Lecce .. nel corso del tempo che sta passando, oramai 13 anni di pena scontata la sua salute non fa che peggiorare, e da un anno a questa parte ha seri problemi legati ai reni…il 28 di questo mese gli hanno prenotato un delicatissimo intervento chirurgico senza darci alcuna possibilità di decidere sul come e sul dove…e’ chiuso in carcere nella sezione d’infermeria con un catetere fisso dal 07 di questo mese, ha avuto delle infezioni che stanno curando con gli antibiotici , abbiamo chiesto urgenza alla sorveglianza, una sorveglianza inesistente.

Abbiamo chiesto una sospensione pena per darci la possibilità di essere curato con maggiore libertà e sicurezza e ce l’anno rigettata. La sua posizione legale e’ di 13 anni scontati su una condanna a 21; più  di meta’ pena scontata eppure non ci danno alcuna possibilità. Ha usufruito di permessi di necessita’ concessi dalla sorveglianza di Taranto , e’ uscito da solo ed e’ rientrato di sua spontanea volontà non esiste nemmeno il rischio di fuga..

Io non so più cosa fare, ha perso 10 kg, e’ esasperato, perdita di proteine, cateterizzato, a rischio di gravi infezioni , sotto antidolorifici e antiinfiammatori costanti, rischia un insufficienza renale da un momento all’altro. 

In data di oggi ho fatto fare una perizia medico legale di parte dalla quale risulta un inizio di incompatibilità con il regime carcerario, ma qui i tempi per avere una risposta sono troppo lunghi, si perdono le istanze e ti ignorano e intanto mio marito sta peggiorando , cosa devo fare????

Il mio numero di telefono e’ 3297489652 mi chiamo Paola Valentino…contattatemi quanto prima cosi’ vi mando per fax tutta la documentazione medica . 

Vi informo anche che il dirigente sanitario dell’istituto penitenziario in questione e’ preoccupato ed ha mandato una relazione alla dottoressa Foggetti ( magistrato di sorveglianza ) dove si toglie da ogni responsabilità nel caso dovesse succedere qualcosa di grave. sono disperata vi  prego aiutatemi

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4 pensieri su “Aiutatemi… di Paola Valentino

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    L’unico consiglio che posso dare è di rivolgersi all’Onorevole Bernardini ma non ho idea se possa fare qualcosa… mi spiace davvero tanto e comprendo la disperazione di Paola, è vergognoso ma tanto le cose non sono ancora cambiate e la speranza che possano cambiare ormai è poca. Vorrei tanto poter fare qualcosa.

  2. Tutta la mia comprensione per la signora Paola, suo marito e la famiglia. Queste cose sono scandalose, inumane. Io purtroppo non posso fare nulla, solo pregare e sperare

  3. Giusè in ha detto:

    Questa è una situazione drammatica che evidenzia ancora una volta nel caso ce ne fosse necessità di quanto i precedenti tragici avvenuti in questa casa circondariale nn abbiano insegnato nulla a nessuno,il dirigente sanitario,il direttore, la dittatura dei magistrati di sorveglianza di Lecce, tutti sottoposti e vincolati al pensiero MOTTIANO,ciò nn permette,e nn lascia trasparire nessun spiraglio che possa consentire al detenuto quel sacrosanto diritto a curarsi adeguatamente,voglio inoltre ribadire il mio sdegno per come è governato questo ufficio di Sorveglianza di lecce,un ufficio da sempre impregnato da feroce e graduito pregiudizio… Differentemente da quello di Taranto,In cui i valori fondamentali che regolano il diritto alla vita del detenuto vengono messi al centro e fanno parte integrante di quel bellissimo disegno costituzionale che ne garantisce la dignità, e da valore alla pena del uomo carcerato……..Cara Paola ,tutta la mia vicinanza per il tuo dolore,proveremo a divulgare il più possibile questa tua sofferenza con la speranza che venga colta da qualcuno……Un caro saluto!

  4. paola valentino in ha detto:

    cari miei… io non so’ piu’ a quale santo rivolgermi…ho chiesto aiuto ad antigone ed ancora non ricevo risposta, mi sono rivolta alla deputata Rita Bernardini e niente… come devo fare? io non voglio che mio marito venga squarciato in due da detenuto, in quanto l’intervento che dovra’ subire e’ davvero molto pericoloso e delicato… sono sicura che se lo opereranno da detenuto dopo qualche giorno lo risbattono in cella , con catetere e drenaggi , con le difese immunitarie inesistenti, senza nessuno che si occupi di lui, lontano da quel minimo di igene x evitare il rischio di prendere brutte infezioni. no io da detenuto non lo faccio toccare, sta rischiando l’insufficienza renale permanente e la dialisi a 34 anni …cosa posso dire ? 13 anni di carcere scontati… e’ vero, da li dentro o esci morto o esci malato .

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