Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

I libri… di Nicola Sapone

Libris

Un testo di Nicola Sapone -detenuto a Padova- dedicato all’amore per i libri.. e quanto esso, in carcere, sia prezioso.

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“Leggere un romanzo vuol dire estraniarsi dalla situazione che si vive, è come avere un amico al tuo fianco”.

Un vantaggio innegabile della detenzione è avere molto tempo a disposizione. C’è chi occupa il tempo incollato alla TV, chi si dedica a cucinare, chi pratica hobby, come la costruzione di barchette con gli stuzzicadenti e chi si dedica alla lettura. Il primo libro che lessi in carcere era “I pilastri della terra” di Ken Follet. Ero in isolamento giudiziario, dove vige il divieto di parlare  con gli altri detenuti. Nella vita comune il tempo libero era ridotto ai minimi termini, e seppure la lettura è sempre stata una mia passione, purtroppo non la potevo soddisfare. Ricordo che i primi giorni di carcere (i più duri in assoluto) mi passarono in un attimo. Leggere un romanzo vuol dire anche estraniarsi dalla situazione che si vive, è come avere un amico al tuo fianco che ti racconta una storia e te la fa “vivere”. Dal piccolo carcere di Varese, con la relativa biblioteca, venni trasferito al carcere di Como, dove la biblioteca offriva molti più testi. Dei molti autori a disposizione scelsi quelli che trattavano temi a me più vicini.

Fra tutti A. Solzenicyn. L’autore russo era particolarmente bravo a trasformare storie terribili e complicate in racconti facilmente comprensibili, e con una morale finale che ti faceva terminare il romanzo lasciandoti un sorriso di speranza. Basti pensare a “Una giornata di Ivan Denisovic”, dove per tutto il libro il senso di angoscia è altissimo, ma, come per magia, si dissolve in un attimo nell’ultima pagina, facendoti capire che, per quanto il baratro sia profondo, c’è sempre una via d’uscita.

Trovai interessanti i legal-thriller di John Grisham, gli appassionanti romanzi di Ken Follet, Mario Puzo, Dan Brown, e molti altri. Ma tra tutti, i due romanzi che ho letto con più gusto sono stati “Papillon” e “Il conte di Monte Cristo”. Soprattutto in quest’ultimo trovi di tutto: l’amore, il tradimento, la vendetta, la forza di resistere alle ingiustizie, il coraggio di perdonare. A mio giudizio è un libro che non ti stanchi di leggere, è un po’ come rivedere uno dei propri film preferiti. Non ti annoiano mai. 

Forse dovrò passare molti anni della mia vita in questo luogo assurdo e dimenticato. Ma so che con la lettura di tutti i buoni libri che ho a disposizione avrò la possibilità di conversare con i migliori uomini dei secoli andati.

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Un pensiero su “I libri… di Nicola Sapone

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Caro Nicola, non potevi scegliere amici migliori, chi non legge vive soltanto per la durata della propria vita, ma chi legge è nato molto prima, c’era già quando scrivevano la Bibbia e addirittura è stato al matrimonio di renzo e Lucia, insomma, vive tanto chi legge, ciao Nicola, un caro abbraccio

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