Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Le lettere… di Nicola Sapone

letteradamorePubblico un testo di Nicola Sapone, detenuto a Padova, che fa parte di alcuni testi che ha pubblicato su un giornalino e che vuole condividere col Blog.

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LE LETTERE

“Un carcerato aspetta tutti i giorni con impazienza l’ora che l’assistente di turno smisti la posta”.

In carcere, l’unico modo, oltre al colloquio, di ricevere notizie è la posta. Ogni detenuto in qualsiasi penitenziario italiano, aspetta tutti i giorni con impazienza l’ora che l’assistente di turno smisti la posta. Personalmente da uomo libero non avevo mai usufruito della corrispondenza personale. Ricordo come se fosse oggi la felicità che provai nel ricevere la prima lettera da detenuto. Ero a Varese, mi portarono in ufficio matricola e l’assistente mi consegnò una lettera aperta, con il timbro di censura. In quel periodo l’indagine era aperta e in casi eccezionali la procura può disporre che tutte le lettere in arrivo e in partenza passino la censura del GIP. Le lettere ti arrivano aperte dopo circa un mese.

La voglia e la necessità di scrivere era fortissima, ma che senso aveva scrivere delle lettere che a seconda dell’umore del GIP e soprattutto sapendo che la privacy non esisteva? Un detenuto in censura posta si astiene dallo scrivere, privandosi di fatto di uno dei pochi ma più grandi piaceri che si anno in carcere, molte giornate inutili e noiose possono cambiare totalmente se le si passa leggendo e rispondendo a una lettera. Nei primi anni di detenzione scrivevo tutti i giorni almeno 3-4 lettere e altrettante ne ricevevo. Avevano e hanno la magia di non farti sentire solo, anche se in una cella d’isolamento, leggere e rileggere anche poche righe di una semplice cartolina. E usando un po’ più di immaginazione ti fanno sentire la voce di chi scrive, uccidono quel perenne stato di impotenza che ti circonda e ti fanno sentire vivo in un posto dove si sopravvive. Ci sono detenuti che dopo avere risposto alla lettera, buttano questa ricevuta, la paura di una perquisizione è sempre presente, personalmente è una cosa che mi è successa ed è una esperienza difficile da definire, c’è un senso di vergogna misto a rabbia indescrivibile. Persino gli agenti che in tua pesenza leggono cosa hai di più caro si sentono in difficoltà. E’ un po’ come dovere sostenere un esame a sorpresa senza vestiti.

Non ho mai buttato una lettera, e molti giorni difficili li ho superati proprio rileggendomi in ordine cronologico le lettere di qualcuno, ci sono lettere che in pochi termini ti spalancano un mondo di felicità, altre che leggi e rileggi cercando tra le righe il significato, e anche se alcune possono essere tristi perché ti fanno sentire che il rapporto avuto è cambiato o addirittura è finito, una parte di te ne è contenta perché sai che da qualche altra parte c’è una persona che ti ha dedicato del tempo, che ti ha considerato una persona viva in contrasto con una condanna che con un semplice “mai” ti uccide tutti i giorni. In quasi nove anni di detenzione avevo ricevuto un migliaio di lettere, di nessuna però ho avuto il piacere di aprirla personalmente, l’assistente che te la consegna è obbligato ad aprirla in tua presenza per ispezionarla, e tutte le volte che ricevo una lettera la domanda che mi faccio è sempre la medesima: quando potrò avere il privilegio di aprirla personalmente?

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2 pensieri su “Le lettere… di Nicola Sapone

  1. Grazia in ha detto:

    Ciao Nicola,
    mi fa piacere leggere quanto hai pubblicato.
    Io scrivo, scrivo molto, e vorrei che tutti sapessero, anzi no provassero e vivessero un’esperienza di questo tipo.
    Scrivere ai detenuti, agli ergastolani nel mio caso, è una delle cose più belle e gratificanti che ho fatto nella vita. Certo è impegnativo, non ho più tempo per vedere la tele, e neanche quasi più per leggere, perchè quando inizi diventa improrogabile, sai che loro aspettano la risposta, ognuno ti dice o talvolta ti chiede qualcosa e ti devi ricordare, ti senti responsabile.
    Ma quando arrivo a casa la prima cosa che faccio è aprire le mie lettere, senza neanche togliermi la giacca.
    Sono una fonte di gratificazione immensa, in ogni lettera ci sono parole buone, pensieri, anche malinconie, ricordi, sogni, mai pesantezze o lamenti. I miei corrispondenti hanno tutti il “fine pena mai” eppure riescono a sorridere alla vita e a farti sentire la persona migliore del mondo solo perchè gli hai scritto qualche pagina (in pessima calligrafia pure…).
    Ed hanno un’esperienza di vita notevole, come si può ben immaginare, hanno tanto da insegnare.
    Io con loro ho ricominciato a sognare.
    Questo per dire che sarebbe costruttivo per tutti ed in particolare penso alle persone che si sentono “sole” o inutili o non trovano piacere a fare niente…se si prendessero anche solo che un detenuto a testa con cui corrispondere, si sentirebbero veramente meglio, lo trovo terapeutico per chi sta fuori e consolante per coloro che ricevono la busta dalle mani di un secondino.
    Pensa agli anziani, quante cose avrebbero da raccontare e quanti momenti di condivisione nascerebbero da questi rapporti di carta…che alla fine diventano altrettanto veri e importanti quanto quelli in prima persona.
    Lo racconto in giro sovente, spero sempre che il mio messaggio raggiunga il cuore delle persone e qualcun altro ricerchi carta e penna nel cassetto e inizi a scrivere.
    Grazie Nicola, un caro saluto,
    Grazia

  2. Pina in ha detto:

    Mio caro Nicola , vorrei farti sorridere , ma so in partenza che non sarà quello che normalmente esce , cosi facciamo finta che lo sia , renderà più facile queste poche righe.
    Non è giusto tutto quello che l’uomo a creato , non ha fatto altro e danneggiarsi miscelando ingredienti sgradevoli …come quella di aprire uno scrigno magico fatto di lettere che si trasformano a secondo di chi le toccherà con penna , dei piccoli o grosse pietre preziose …che man mano toccate , tutti in aiuto verranno , per riscaldare , momenti fuggenti ….che passano , ma non scompaiono , perchè sono tutti racchiusi in quei scrigno ricordi ??? Mi incazzerei , e lo sono , non potrei sopportare che qualcuno senza consenso mio , apri cose che non gli riguarda , e violazione e un furto , ma che dico , forse sarò pazza … ma meglio così , almeno so di non essere un ipocrita , dire quello che penso e tanto , in tempi come questi , difficilissimi e ingovernabile.
    Immagina se pensano hai tuoi preziosi , si lo fanno , e de schifoso , quello me stato insegnato dai miei e non aprire le lettere , non indirizzate a te.”Ti capisco “….
    Coraggio , sopportazione ,di tutto questo , pur sapendo , che cambiar non si può ,, solo quando sarà pronto l’uomo a questo gigantesco passo ….” cambiamento ” …
    Un saluto affettuoso , Pina

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