Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Istanza al DAP…. di Angelo Massaro

prigios

Angelo Massaro, detenuto a Catanzaro, è un nostro nuovo amico. Il 2 febbraio ho pubblicato il primo post con un suo testo (vai al link.. 

https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/02/02/gli-stessi-diritti-degli-animai-di-angelo-massaro/).

Angelo Massaro è in carcere dal 1996. Sta scontando 30 anni di reclusione.

Angelo Massaro non vede i figli da più di quattro anni, dal 16 luglio 2008.

Può un uomo essere messo nelle condizioni di non vedere i suoi figli da più di 4 anni?

Angelo sta lottando in tutti i modi per farsi trasferire nel carcere di Taranto, per essere più vicino alla propria famiglia, con istanze, reclami e lettere di ogni genere.

Oggi pubblico questa istanza che Angelo ha mandato al D.A.P. nel gennaio del 2012.

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DIREZIONE GENERALE DEI DETENUTI E DEL TRATTAMENTO

UFFICIO II SETTORE- S.I.T./S. –

DIP. AMM. PENIT. – ROMA

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OGGETTO: istanza di trasferimento  per gravi e comprovati motivi di salute dei familiari, presso la C.C. di Taranto, poiché infondati i motivi dell’allontanamento.

Io sottoscritto Massaro Angelo, nato a Fragagnano (TA) il 17/06/1966, ivi residente in Via Dante n.7, di fatto detenuto presso la C.C. di Melfi (PZ) ed in atti meglio generalizzato.

ESPONGO QUANTO SEGUE

Che fu allontanato dalla C.C. di Taranto in data 22 luglio 2008 per ipotetici “motivi di sicurezza”. Motivi fino a pochi giorni fa a me sconosciuti.

Che in data 12/01/2012 nella discussione dinanzi al Magistrato di Sorveglianza di Potenza, nel fascicolo del dibattimento era presente nota della C.C. di Taranto ove riporta il vero motivo del mio allontanamento dall’istituto nel luglio 2008, cioè che: “da fonti confidenziali abbiamo appreso che il detenuto Massaro stava sobillando e fomentando la popolazione detenuta ad una protesta per poter acquistare della frutta dal sopravvitto, senza figurarne lui stesso, e che aveva atteggiamenti arroganti e oppositivi verso gli agenti penitenziari, pertanto se ne chiede l’allontanamento.” Questo è quando letto dal Magistrato.

Fonti confidenziali? Quindi io sarei stato allontanato dalla mia famiglia per delle “fonti confidenziali”? Per delle “fonti confidenziali” si sono portati nella depressione i miei figli? “Fonti confidenziali” che non possono rappresentare motivi validi per infliggere sofferenza al detenuto e alla propria famiglia, né sono “gravi e comprovati motivi di sicurezza” come prevede la norma di cui all’art. 42 O.P.!

Quanto affermato dalla C.C. di Taranto è del tutto mendace, poiché dopo un mese circa che giunsi nell’istituto (nel mese di giugno 2008) furono tolte le mele dal sopravvitto come frutta e inserite le pesche. Io personalmente parlai con l’agente addetto al sopravvitto che mi riferì che avevano eliminato le mele poiché erano un frutto fuori stagione e quindi non potevano fare nulla. Tutto qui! E il mio reclamo orale terminò con la spiegazione dell’agente giacché la frutta comunque era stata sostituita. Una spiegazione logica! E non ne ho parlato con nessun detenuto tranne con chi era presente che assistette al colloquio.

E comunque anche se fosse vero, senza assolutamente concederlo, si sarebbe trattato di una richiesta di poter acquistare della semplice frutta dal sopravvitto, e non vedo la “sobillazione” e la “fomentazione” dei detenuti. Per fare cosa? Per acquistare della frutta? Ma se avessi voluto continuare avrei prestato reclamo scritto al Magistrato di Sorveglianza del luogo, come ho sempre fatto in ogni istituto in cui sono stato. Non avrei certo parlato con altri detenuti visto che mi trovavo provvisoriamente nell’istituto e voi ben conoscete i gravi motivi familiari per i quali il D.A.P. intendeva assegnarmi nell’istituto stesso.

La mia “arroganza” o atteggiamenti “oppositivi”? Non esiste né l’una né l’altra, a meno che la semplice richiesta di richiedere i propri diritti in una società democratica venga scambiata per “arroganza”. Ma tale non è, né vuole esserla, e siete voi che mi avete da tempo rieducato al rispetto delle leggi. Pertanto ora che la rispetto e ne chiedo l’applicazione sono arrogante e vengo punito?

Purtroppo oggi negli istituti di pena italiani chi chiede i propri diritti viene considerato un “sobillatore” solo perché potrebbe influenzare altri a richiedere gli stessi diritti, dimenticandosi che le ripetute istanze e richieste, anche verbali, appaiono di mero esercizio di diritti costituzionalmente garantiti.

E la verità è che la C.C. di Taranto si è “vendicata” di tutte le mie rimostranze e denunce del 1996-98, e lo hanno fatto allontanandomi con una scusa assurda e infondata.

Quello che è accaduto a me è il sistema usato duemila anni fa nell’antica Roma, che è risultato essere il sistema con il quale i regimi totalitari hanno sostenuto il loro potere. Dove con l’inganno, le lettere anonime, la diffamazione e le confidenze “ad arte” si costruiva un’immagine degenerata dei propri nemici.

Per questo nacque il “diritto romano”, per porre fine a questi sistemi ignobili, e dal quale il nostro sistema giuridico ha preso le basi con un sistema di garanzie.

Ma nel sistema penitenziario italiano si è rimasti ancora a quell’epoca!

Mi chiedo e chiedo a voi, con le parole di Cesare Beccaria, signori del D.A.P.: “Chi può difendersi dalla calunnia, quand’ella è armata del più forte scudo della tirannia. Il “segreto”? Quali sono i motivi con cui si giustificano le accuse e le “pene segrete”? La sicurezza e il mantenimento della forma di governo nell’istituto? Ma quale strana Costituzione, dove chi ha per sé la forza e l’opinione più efficace di essa, teme di un semplice cittadino-detenuto come me? E in quale stato di diritto si autorizza la calunnia segreta e si punisce la pubblica?”

“La pena della quale sono stato condannato oggi dal D.A.P., a causa della calunnia e del segreto (fonti confidenziali) è atroce, e l’atrocità delle pene non è soltanto inutile e contraria a quelle virtù benefiche che sono l’effetto di una ragione illuminata, ma lo è alla giustizia ed alla natura del contratto sociale medesimo”.

Vi servite quindi di “delatori” per punire detenuti come me che chiedono solo i propri diritti, siete guidati dal “risentimento” nei miei confronti per questo. Ma io chiedo semplicemente “giustizia”, quella “giustizia” che mi avete insegnato rieducandomi. E continuerò finché non l’avrò, vista la mia carica etelistica, che è il motore che spinge questa azione di vitale importanza in nome di amore sacrosanto: i miei figli e la mia famiglia; che ho diritto ad incontrare nel carcere di Taranto, unico istituto dove posso incontrarli.

Pertanto, se l’istituto di Taranto e il D.A.P., mi hanno allontanato per avere “sobillato e fomentato” i detenuti come da “fonti confidenziali”, oggi potete portarmi poiché avete il sistema a vostra disposizione che io vi autorizzo ad usare, cioè essere posto in totale isolamento nel carcere di Taranto senza alcun contatto con altri detenuti. In questo modo non potrei “sobillare e fomentare” nessun detenuto e potrei incontrare i miei figli nell’istituto, visto che sono ormai quasi quattro anni che non mi incontrano, dal 16 luglio 2008.

Termino col dire che io mi sono sempre assunto la paternità delle mie azioni, anche perché ho scritto sempre a mio nome e titolo personale. Ma di quanto mi si accusa è assurdo perché mai pensato di farlo.

Spero quindi che si possa trovare una soluzione a breve, per essere trasferito nel carcere di Taranto dove poter effettuare colloqui con la mia famiglia e i miei figli e di essere posto in isolamento se questo possa rendere superabile i motivi di sicurezza posti dall’istituto.

PREGO

Di volere valutare l’ipotesi di un mio trasferimento nell’istituto di Taranto, che è l’unico istituto dove posso vedere i miei figli e farlo soprattutto ogni settimana, dopo quasi quattro anni che non ci incontriamo.

Rifiuto a priori ogni altro istituto prossimo, non solo perché non potrei comunque incontrare i miei figli, ma anche perché sono delle vere carceri dove i detenuti sono in condizioni disumane, carceri “lager”. Non che nell’istituto di Taranto si stia meglio, ma almeno se devo sacrificarmi a non scrivere e non chiedere i miei diritti e non denunciare ogni abuso mi sacrifico perché sono vicino alla mia famiglia e posso vedere i miei figli ogni settimana, che è il fine primario della mia esistenza.

Allego anche ultime due istanze di trasferimento, ma senza gli allegati, dove penso di avere dimostrato con documenti che alcuni motivi sono inesistenti, senza volere cadere nella polemica.

Avete oggi i mezzi e gli strumenti per controllarmi ovunque, basta solo la buona volontà del D.A.P. e della C.C. di Taranto ad accogliermi nell’istituto. Poiché non solo non esistono “collegamenti”, ma nella C.C. di Taranto ci sono detenuti locali i quali collegamenti sono stati sì dimostrati in sede di sorveglianza eppure si trovano ugualmente nell’istituto  ci vengono portati. Come ci sono negli istituti di Bari o Lecce e nel resto degli istituti d’Italia. Però i “presunti collegamenti” li fate valere solo per il detenuto Massaro nonostante sempre esclusi dalla Magistratura di Sorveglianza.

° Si allegano inoltre stato di famiglia e certificato di residenza. In attesa, ringrazia e ossequi.

Melfi (PZ)     30/01/2012

IN FEDE

Angelo Massaro

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Un pensiero su “Istanza al DAP…. di Angelo Massaro

  1. Jonathan in ha detto:

    Può un uomo essere messo nelle condizioni di non vedere i suoi figli da più di 4 anni?

    Questa è la domanda che viene posta all’inizio di questo blog.

    Di contro chiedo, sperando in una risposta, può un uomo, condannato a 30 anni perchè ritenuto colpevole
    di aver ucciso un ragazzo, rivendicare diritti o lamentare disagi, quando lui la vita l’ha tolta, peraltro per ben due volte, impedendo anche il ritrovamento dei corpi??

    E’ giusto difendere e tutelare i diritti dei carcerati, ci mancherebbe, però spesso mi sembra, sopratutto in questo caso, che ci si dimentichi dei motivi che hanno portato persone come Massaro in carcere, del dolore immenso, straziante, ETERNO che hanno portato alle famiglie delle vittime. Già, perchè i disagi lamentati da Massaro sono comunque temporanei e destinati a finire, lui si che i figli potrà rivederli e abbracciarli….prima o poi!!!

    Un saluto

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