Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera di Lisa Sole alla giornalista Elena Laudante de La Nuova Sardegna

Lisas

Ritorniamo ancora una volta sulla vicenda di Lisa Sole e del compagno Pasquale Concas, pubblicando oggi questa lettera aperta che Lisa ha scritto alla giornalista Elena Laudante de La Nuova Sardegna.

Facciamo un riepilogo dell’intera vicenda.

I- L’otto agosto pubblicammo la lettera di Lisa Sole, dove narrava le vicende che aveva dovuto affrontare il suo compagno, Pasquale Concas, detenuto nel carcere di Sassari e, di concerto, anche lei. (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/08/08/la-vicenda-di-pasquale-concas-lettera-di-lisa-sole/).

Vi invito a rileggerla quella lettera, perché la vicenda che racconta, è emblematica. Lisa, tra l’altro, narra anche dei difficilissimi rapporti avuti con l’assistente sociale che doveva seguire Pasquale, e il cui comportamento, Lisa e Pasquale hanno in più occasioni contestato. Sempre tramite percorsi legali, o lettere ad istituzioni o personaggi attivi nel sociale, fino alla lettera che pubblicammo noi l’otto agosto. Naturalmente la lettera contiene molto altro, e fa riferimento ad altri soggetti e situazioni. Ma questo riferimento l’ho fatto per chiarire i passaggi che seguiranno.

II- Il dieci novembre, abbiamo pubblicato un post nel quale abbiamo dato gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda di Pasquale Concas (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/11/10/ancora-sul-caso-di-pasquale-concas-lettera-di-pasquale-al-direttore/). Vicenda che, a partire dal mese di novembre, dopo la concessione dei primi permessi, sembra avviarsi su un percorso positivo.

III- Il dodici gennaio pubblico un messaggio di Lisa dove ci racconta di essere stata sottoposta, il 28 dicembre, a perquisizione locale e personale (oltre che al sequestro del computer) in base ad una denuncia di quella assistente sociale di cui Lisa contestava il comportamento. Denuncia effettuata contro ignoti, dopo che alla stessa assistente sociale era giunta una missiva cartacea con parole ingiuriose e minacciose. In sostanza all’assistente sociale è giunta una lettera anonima. Ma è stata disposta perquisizione nei confronti di Lisa Sole, appunto per i contrasti avuti in precedenza con l’assistente sociale. Contrasti che, è bene ripeterlo, non sono mai stati di aggressione o insulto in contesti privati, ma di contestazione legale o in lettere a personaggi di pubblico rilievo. Naturalmente Lisa afferma risolutamente di essere mai stata neanche sfiorata dall’idea di scrivere una lettera anonima all’assistente sociale.   (https://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/01/12/messaggio-di-lisa-sole/)

IV-Il 25 settembre esce sulla Nuova Sardegna, a firma della giornalista Elena Laudante un articolo dove si parla della lettera anonima giunta all’assistente sociale e della perquisizione subita da Lisa Sole (http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/2013/01/25/CA_38_01.html). In questo articolo vengono esposti, in modo esplicito, i dati sensibili di Lisa. Nome, cognome, luogo di residenza, situazione sentimentale, esperienze passate. 

Lisa ci ha inviato una lettera (e credo la invierà anche ad altri) dove contesta radicalmente la correttezza di questo articolo. Sia perché conterrebbe affermazioni non vere, sia perché avrebbe momenti allusivi che prestano il fianco a facili ambiguità, sia per il totale disprezzo di ogni valore di tutela della privacy del semplice cittadino che, a differenza del personaggio pubblico, dovrebbe godere di una tutela notevole. Specie quando non si fa riferimento a gravi reati di sangue o a vicende di impatto collettivo. Se teniamo inoltre presente che Lisa, per quanto indagata, non è stata denunciata, essendo la lettera anonima.. ci sarebbe dovuto essere un diverso modo di procedere. Perlomeno, ricorrere alla diffusissima pratica in ambito giornalistico di usare le iniziali. Anche perché poi, dice Lisa, la stessa giornalista avrebbe scritto un altro su un medico indagato omettendo il nome del dottore. Effettivamente la domanda sorgerebbe spontanea, parafrasando Antonio Lubrano: Ci sono persone di serie A e di serie B? Persone che valgono di meno, e che hanno diritto ad una minore tutela? E’ giusto non mettere i dati sensibili di un medico indagato, e metterli quelli di una donna che è (anche) la compagna di un detenuto? 

Il nostro, comunque, è uno spazio di autentica libertà, e di apertura alle critiche. Quindi se La Nuova Sardegna o la giornalista Elena Laudante vogliono ribattere, possono farlo.

Quanto a me, mi sento di ripetere quello che ho già altre volte detto. Fin da quando ho cominciato a confrontarmi con Lisa Sole, ho capito che è una donna di grande dignità. E tutti gli eventi che  le accadono, non fanno che rafforzare tale dignità.

Vi lascio adesso alla lettera aperta di Lisa Sole alla giornalista Elena Laudante, de La Nuova Sardegna.

————————————————————-

Spett.Le Dr.ssa Laudante,

Le scrivo in riferimento all’articolo che mi riguardava pubblicato da La Nuova Sardegna in data venerdì 25 gennaio 2012 e che presentava non poche imprecisioni.

Prima però di svelare gli errori dell’articolo, per non tradire la mia natura, vorrei replicare ed esprimere la mia opinione. Del resto, il confronto dialettico è sempre interessante quando a porlo in essere siano due persone civili.

Mi rendo perfettamente conto che non sia semplice far coincidere il diritto all’informazione e il rispetto della persona. Ma, dal momento che pochi giorni dopo l’articolo che mi riguardava Lei ne ha scritto un altro su un medico indagato omettendo il nome del dottore, Le chiedo:

secondo la Sua morale (e non secondo la legge, badi bene), è giusto spiattellare sulle pagine di un giornale il nome di una indagata (e non condannata) perché trattasi della compagna di un detenuto e invece non è giusto farlo se ad essere indagato è un medico? A che cosa è dovuto l’uso di due pesi e due misure, Dr.ssa Laudante?

Sono rimasta perplessa nell’apprendere che Lei nel raccontare alla pubblica opinione una vicenda che si presenta come incresciosa e “oscura”, da buona giornalista (visto che i giornalisti partecipano attivamente alla ricerca della verità) non abbia avvertito la spinta di scandagliare i miei rapporti con l’assistente sociale in questione.

Lasci che Le rammenti un episodio che temo sia stato obliato.

La scorsa estate io La cercai, Dr.ssa Laudante, perché – interessata a sollevare un caso – volevo riferirLe dello sciopero della fame e della sete del mio compagno. Lei, in un secondo momento, mi telefonò e mi “intervistò” per oltre un’ora. Dietro Sua gentile richiesta Le inviai a mezzo mail tutta la documentazione inerente alla vicenda del mio compagno, compresa copia della denuncia che avevo appena presentato alla Procura della Repubblica di Sassari contro l’assistente sociale e altri tre operatori.

Durante quella telefonata fui molto chiara ed esaustiva circa tutte le mie rimostranze fatte per denunciare (fin dal dicembre 2009) il comportamento dell’assistente sociale a varie Istituzioni, Autorità e Associazioni (compreso l’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali).

Rimostranze, le mie, fatte sempre nel rispetto della Legge, sempre in maniera lecita e certamente con un linguaggio forbito e mai scurrile.

Ho qualche difficoltà a comprendere (ma può darsi che la mia modesta intelligenza non me lo consenta) come quelli appena compendiati possano essere stati da Lei considerati – nella vicenda riportata su La Nuova – dettagli del tutto trascurabili al punto da non meritare neppure un telegrafico accenno.

Dottoressa, passiamo ora agli errori del Suo articolo.

Mi sorprende che Lei, occupandosi quotidianamente di carcere e giustizia parli in modo interscambiabile di lavoro all’esterno e semilibertà, perché trattasi di due istituti diversi.

Ora che lo sa La invito tuttavia a verificare direttamente attraverso l’Ordinamento Penitenziario in quanto, glielo garantisco, è un ottimo esercizio per consolidare le conoscenze acquisite.

Il mio compagno ottenne la semilibertà senza difficoltà alcuna, dopo una positiva esperienza in art. 21 (lavoro all’esterno) di circa sei mesi.

Io non feci nulla, non mossi un dito.

Anche perché la concessione di un beneficio non dipende certo dalla capacità di un familiare di prodigarsi per il proprio caro, o Le consta il contrario?

Vorrei quindi domandarLe a che cosa potesse mai alludere la frase scritta su di me secondo la quale avrei “provato in tutti i modi a fargli ottenere la semilibertà”.

Noi non ci siamo mai viste e debbo dire che mi farebbe assai piacere poterLa incontrare soprattutto per contribuire a farle comprendere che una persona non è un luogo comune. E’ facile immaginare che una donna che è ANCHE la compagna di un detenuto, corrisponda ad uno stereotipo. Bisognerebbe sempre capire che chi abbiamo di fronte sono Persone, con una loro storia, con un loro percorso, con una loro dignità, e non stereotipi. 

Che vuol dire che “avrei provato in tutti i modi”? Si rende conto anche lei di quanto una frase del genere possa essere ambigua e allusiva. Credo che bisognerebbe sempre stare attenti alle parole che si usano. Specie quando parliamo di altre persone. 

Sarebbe anche importante la buona pratica di informarsi sempre prima di scrivere, anche perché il tempo passa e le situazioni cambiano, anche per chi è in carcere.

Infatti, la situazione del mio compagno è cambiata.

Non corrisponde al vero quel che Lei dice, cioè che “a nulla era valso uno sciopero della fame” e che “I suoi legali pensano a un nuovo ricorso”.

Il mio compagno esce in permesso dal mese di novembre.

Quindi di che ricorso parla? Chi Le avrebbe dato questa informazione priva di fondamento?

Lei, sull’articolo che mi riguardava, riporta fatti non attuali e non veritieri vendendo così ai lettori de La Nuova Sardegna informazioni non conformi alla realtà oggettiva.

Un’ultimissima cosa.

Io sono una criminologa. Purtroppo però non ho mai trovato le opportunità che vado cercando. Non lavoro nel mondo penitenziario, non vi ho mai lavorato. L’errore certo non mi offende, ma il punto è che anche questa informazione non sia veritiera.

Dr.ssa Laudante, sperando di non averLa tediata troppo, 

le auguro Buon lavoro,

sempre nel rispetto della verità dei fatti.

Distinti saluti.

Lisa Sole

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

10 pensieri su “Lettera di Lisa Sole alla giornalista Elena Laudante de La Nuova Sardegna

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Ecco come ti prendo un fatto e….te lo cambio, succede sempre, e per di più, quando si parla di cose che non si conoscono purtroppo si cerca di indovinare e si chiama in aiuto la fantasia… i giornalisti dimenticano troppo che questi errori contribuiscono a formare un’opinione errata sulle persone e sui FATTI.

  2. Pina in ha detto:

    Sempre cosi lavorano per disinformare , la gente legge, certo non tutti , ma chi si avventura ne esce un racconto che fa vivere momenti manomessi al tal punto di spingerli a dare sentenze …
    E questo il fine in se , distogliere l’uomo e portarlo fuori strada da ciò che e veritiero ….hai fatto bene a scrivere , e spero solo che lei la giornalista legga , con attenzione , e faccia lei il passo in fondo e stata chiamata a rispondere a ciò che lei a scosso , la tua sensibilità e la tua umile persona come donna nel rispetto e della trasparenza …Scrivere è facile , basta penna e un pezzo di carta per fare danno, come basta solo una parola che ti ammazza pur non avendo niente i mano …
    Superficialità di professione , ecco la mia conclusione , questo vale per molti quando lavorano in questo modo.

  3. Molto spesso chi scrive su un giornale purtroppo raccoglie più frutti se colpisce la fantasia della gente e quindi più che basarsi su conoscenze precise e su fatti porta delle verosimiglianze, dei luoghi comuni accettabili fomentando il già forte pregiudizio insito nelle persone. Non se la prenda Lisa e vada avanti serenamente nella Sua vita. Sono certa che chi La conosce sa come giudicarLa e non si basa solo sulle apparenze, su quello che potrebbe anche essere realistico. Auguri a Lei e al Suo compagno

  4. Si,effettivamente quanto esposto dall amica Maria Sole (degnissima donna),è certamente un fatto gravissimo che tocca nn soltanto l intelligenza, e il buon senso comune, ma sopratutto tocca il sentimento di chi vive quotidianamente sulla propria persona gli abusi e le ingiustizie,
    è innegabile che questa storia sia pregna di tantissima malafede,cè un assenza assoluta di professionalità,e delicatezza,inoltre oserei dire anche di moltissima cattiveria graduità allo stato puro
    Nn può passare inosservato che questa Donna,Maria Sole,da sempre sta lottando per l affermazione della legalità
    ,e dell onore che spetta di diritto sia a lei, e sia a tutti quei cittadini (CARCERATI)che attraverso un percorso riabilitativo intriso di grandi ostacoli tentano ogni giorno di affermarsi e riscattarsi dagli “errori” commessi
    nn è possibile assistere a questa mancanza di tutela da parte di coloro che dovrebbero invece dare valore
    a queste situazioni……..la giornalista in questione,ha dimenticato volutamente cosa significhi etica,
    a dimenticato sopratutto cosa significhi rispetto per le persone……..Ma evidentemente nel suo concetto mentale cè un significato distorto di questo fondamentale principio …evidentemente la sua povertà intellettuale è condizionata da molti pregiudizi……..
    A me personalmente queste cattiverie,nn sono sconosciute…………E RITENGO CHE MARIA SOLE,ABBIA DAVVERO MOLTO CORAGGIO, CONDIVIDO PIENAMENTE OGNI SUA PAROLA,E SosTENGO NELLA MANIERA PIù ASSOLUTA LA SUA LOTTA………..GRAZIE Maria Sole,per questa grande lezione di civiltà! FORZA!!!
    Un saluto a te, e a Pasquale!!!!

  5. ANTONELLA in ha detto:

    Bè scrivere è facile ma…scrivere la verità no.Io non sono cosi capace di esprimermi ,in modo particolare, piu in modo elementare e spero solo di essere compresa e capita,spero non diciate bè ecco quella che scrive sempre della sua religione xkè io ad oggi credo solo in quello ke c è scritto sulla bibbia,visto ke le chiese ecc… hanno nascosto persino il vero nome di DIO che è GEOVA, e sinceramente non mi meraviglio piu di nulla e di nessuno,nè su quello ke scrivono nè su quello ke dicono.Leggendo da anni la bibbia facendomi aiutare da testimoni di Geova ho imparato a capire molto cose e a rassegnarmi su tante altre,la parola rassegnarmi può essere sentita male xalcune persone e poco tempo fa anche da me ma,con gli anni ho imparato tante cose,all inizio mi dicevo io mi batterò mi confronterò con sta gente finchè avrò i miei diritti ma….non nè ho ottenuto quasi nulla.Lo stato non nè vuole sapere non ha orecchie xdei casi,e come si suol dire non c è peggior sordo che non voglia sentire.Guardando la tv i parlamenti su canale 5 anche quello con Barbara Durso “raramente”,xkè litigano e non mi piace vedere persone litigare (MA QUESTO IN QUALSIASI PROGRAMMA ORMAI)mi dà come la sensazione che non c è rispetto e intelligenza di apprendere ciò ke non si dovrebbe apprendere “attenti” a quello che dicono loro hèè!!!Ascoltando uno del publico e capendo ke aveva ragione purtroppo come tanti di noi quella specie di essere umano, non Barbara èè!Faceva finta di non capire quell uomo e dei problemi di oggi,e xtutta risposta gli diceva:e io cosa devo fare e da me cosa vuole?Bè cari politici se volete salire al trono dovete anche essere in grado di ascoltare il vostro popolo che grazie a lORO siete dove siete no?Accettare i loro anche consigli e capire ciò ke serve al popolo ma….x l ennesima volta ho visto e capito e sentito che a loro non importa della situazione del popolo ma SOLO DELLA LORO SITUAZIONE.E se un nostro caro è in difficoltà bè che ci resti!!Perchè se lè cercata siii,SE invece capita a uno di loro si rimanda E POI SI RIMANDA E POI NE ESCE ILLESO NON è VERO?COME LO E’ STATO PER TANTI POLITICI E NON HANNO PAGATO CON UN GIORNO DI CARCERE E QUESTA XME E’ UNA VERA INGIUSTIZIA XKE’ SI CAPISCE ED E’ EVIDENTE KE PURTROPPO PER I POVERI LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI XKE’ NOI NON SIAMO NESSUNO,BISOGNA ESSERE QUALCUNO OGGI E AVERE QUALCUNO ANCHE SE VOLGLIAMO LAVORARE A PULIRE BAGNI E ESCREMENTI DI ALTRE PERSONE ECCO DOVE SIAMO ARRIVATI.Con la fame ke c è oggi questi non hanno capito ke crescere figli fa paura e come mandarli a suicidarsi e l Italia sta diventando un popolo di solo centenni nient altro…..li mandano nei carceri per farli solo scagliare contro il mondo intero,sarebbe un posto dove farli entrare nella societàà?E quale società quella di essere picchiati? quella di NON avere i loro diritti SOLO XKE’ SI E’ IN carcere?quella di fargli perdere il pudore?la dignità?I loro sogni?Perchè anche uno spietato ha sognato da ragazzino quello ke voleva diventare, come si suol dire il tuo sogno nel cassetto ragazzo qual è?E poi l Italia te lo spazza via xkè? Perchè crescendo guardi in faccia alla relatà,e inizzi a capire la falsità della gente la cattiveria e ke tutti non guardano il bisogno del prossimo ma solo a quello proprio,alle ingiustizie ke si deve subire ovunque,anche su un posto di lavoro se si ha la fortuna di averne uno hèè!!Pechè dalle mie parti te lo sogni,bisogna inventare qualcosa per mangiare oggi come oggi e quindi tornado al discorso della giornalista…BISOGNA INVENTARE LISAA!!!Capisci dove volevo arrivare?Che si fa di tutto per arrivare oggi dove si vuole se ne hai la possibilità,noi non nè abbiamo di possibilità e non siamo ascoltate neppure e se ascoltano capiscono anche male xkè gli fa comodo.La mia esperienza in questa vita anche non essendo vecchia ma ho appena 33 anni,mi ha insegnato ke DEVO difendermi ma… lasciare a Geova la mia ira,sarà lui a vendicarsi per me capisci?Sarà come ai tempi di Noè quando predicava ke stava xarrivare il diluvio e nessuno ascoltava,e continuavano pur nonostante non facessero nulla di male le loro vite,si sposavano avevano figli ma….nessuno ascoltava la parola di Dio e quello ke lui volesse da noi solo in fin di bene poi!E allora avvenne il diluvio e solo in quel momento volevano l aiuto di NOE’ e entrare nell arca ma….fu troppo tardi per loro e la porta non si poteva aprire più xkè l aveva chiusa Geova quindi impossibile d aprire capisci?Nessuno ascolta il giusto e accadrà di nuovo come allora se non peggio ma continuano la loro vita,solo ke oggi stanno facendo non niente di male ma di più.Non c è amore non c è fratellanza,non c è sensibilità è tutto finito e quindi prima o poi accadrà xforza un qualcosa xcambiare il mondo xkè xme questa non è vita ,come xtanti altri,tipo i nostri detenuti,come le persone malate,come dicevo prima se sei qualcuno vivi fisicamente e psicologicamente.Io non sono nessuno non ho nulla ma contemporaneamente ho tutto quello che mi basta tutto l oro del mondo ho la mia fede il mio DIO GEOVA ke mi da una mano su tutto,non fa miracoli ma se lo si conosce è come se li fascesse.Ti faccio i miei piu grandi auguri e saluto tantoil tuo compagno e sappi ke prima poi questo sarà solo un brutto ricordo come lo è stato per la mia famiglia in un modo un po diverso ma è finita o quasi.

  6. Ho letto con rigoroso interesse la vicenda di Lisa Sole..
    le esprimo la più totale solidarietà e perchè il mio interesse per le carceri è fonte di studio continuo e severo e perchè ha dimostrato essere una persona al di sopra di ogni possibile resistenza psicologica.
    Questa ultima parte giornalistica mi fa quasi sorridere a confronto delle vicende trascorse,la stampa informa e alle volte,affamata di visibilità.va oltre il rispetto civile e umano delle persone,di conseguenza lascia il tempo che trova per me che commento ma Lisa ha fatto più che bene a scriverle con un’ironia a tratti tagliente di quel tanto rimarcare il suo “dottoressa” dotandola quindi di quel minimo necessario di cultura e savoir fare nel compiere il lavoro per il quale dovrebbe essere portata e per passione e per studi compiuti.
    Lisa è una donna coraggiosa da un tirocinio è vero è passata dall’altra parte della barricata,ma come condannarla?L’amore non conosce confini neppure quelli rigidi e freddi di un penitenziario..
    Io sono inorridita e schifata dagli addetti al sociale che compiono questo mestiere al pari di chi veramente zappa (cit. riportata dalla stessa educatrice o assistente sociale non ricordo bene),al di là di ogni codice deontologico,che già di per sè per legge va rispettato,queste persone dovrebbero a loro volta essere poste a visite psicologiche di idoneetà a svolgere questo tipo di ruolo,che non è facile ma è vero sì che se lo sono scelti..e ci stanno pure con tanto di arroganza e inaspettato arrivismo….ma arrivismo a cosa?L’arrivo dovrebbe essere quello di una coscienza pulita,quello di un battersi continuo considerando le persone come singoli e non come gruppo,quello di sostenere e aiutare anche i familiari dei detenuti….
    questo tipo di lavoro richiede empatia,sensibilità,altruismo,apertura tutti aggettivi riportati da Lisa e che io quoto con estrema approvazione….
    Molte volte mi è capitato di sentire vicende di violenza da parte di secondini all’interno delle carceri,questa è la prima volta che sento di violenza psicologica da parte di persone istruite all’aiuto e non alla tortura e al quasi sfinimento psicofisico che poi porta all’inevitabile gesto estremo……che si faccia sapere,che si denunci,che si facciano nomi e cognomi…..che si alzino queste persone dalle poltrone che hanno occupato solo come dipendenti statali.VERGOGNA……INDIGNAZIONE…….
    Lisa è una persona FORTE di dignità e sensibilità…nella sofferenza ha trovato il coraggio e la forza della disperazione che rende motivati e attivi al fine del perseguimento dell’obbiettivo….
    perfettamente sana,lucida,competente continua così il tuo grido è legato al nostro….
    marina

  7. esposito stella in ha detto:

    Cara lisa ho letto la tua storia,un pò a fatica a dirti la verità perchè abbastanza lunga e siccome non la conoscevo ho dovuto leggerla fin dall’INIZIO.Sono indignata per quello che è successo a te e al tuo compagno ma purtroppo non meravigliata.Perdona la mia franchezza ma ahimè non credo molto nelle istituzioni,sarà sbagliato e forse non sarò un buon esempio di cittadino italiano per questo,ma è ciò che sento.Io penso che in Italia siano talmente poche le persone che che lavorano bene e che lottano x i diritti dei detenuti e che la sera possono mettere la testa sul cuscino avendo la coscienza a posto e sentendosi soddisfatti di aver tentato di addolcire l’amara vita di queste persone….che si contano sulle dita delle mani. Quello che mi sento di dirti è di andare avanti nonostante tutto perchè x persone come noi (che sia compagna o madre o moglie o sorella di un detenuto) cercare di fare qualcosa per loro è x noi vitale,è l’amore che ce lo detta.IO sono la sorella di un ex detenuto e nel mio piccolo ho cercato sempre di aiutare mio fratello come potevo, e anche se la mia storia è diversa dalla tua quello che non cambia è l’atteggiamento delle cosidette istituzioni. Parlo naturalmente degli educatori,dei psicologi,delle guardie e addirittura dei direttori dei carceri. Non so ma a volte mi viene da chiedermi se le persone assunte in questo ambito siano state scelte apposta.Mi spiego meglio—-a me sembra che vengano assunte o scelte le persone peggiori proprio x determinate situazioni.Per come è giusto che sia gli educatori e i psicologi dovrebbero aiutare e rieducare queste persone affinchè quando escono dal carcere potranno reinserirsi nella società con ottimismo con la consapevolezza di sentirsi persone nuove pulite persone cambiate che vogliono ricominciare daccapo proprio con l’aiuto della cosidetta società civile. A me è sempre sembrato primo che loro non sappiano neanche quale sia il loro lavoro(mi riferisco sempre alle istituzioni) e poi che (scusami x queste parole un pò forti) siano cattivi dentro. IO vedo in queste persone la frustazione ….l’infelicità….nei confronti della loro vita e allora ecco che cercano di farla pagare a chi sta già pagando sulla propria pelle i propri errori …..pensando di poterlo fare perchè sono impossibilitati a reagire a muoversi o ad avere alcuna reazione……perchè sono loro a tenere le marionette x i fili. A noi non resta che continuare a lottare per loro ed è per questo che ti dico di andare avanti sempre…di lottare con le unghie e con i denti e con tutto l’amore che hai x il tuo compagno perchè alla fine sarà questo ad aiutarlo.IL fatto che lui sa che può contare su di te sempre lo aiuterà ad essere ancora più forte rendento inattaccabile la sua autostima……(autostima che i cosidetti educatori cercano di distruggere in tutti i modi umiliandolo)………..Voi vincerete perchè avete quello che non hanno molti educatori psicologi e giudici anche,avete la forza il coraggio ,il rispetto x la vita ,avete l’amore e non siete i più deboli ma i più forti.Sono con voi x questa battaglia,un abbraccio forte a tutti e due.Mi terrò informata sulla vicenda un grosso in bocca al lupo…………STELLA

  8. Azzurra in ha detto:

    Purtroppo i giornalisti usano le persone come carne da macello, devono fare il botto a loro non interessa se fanno male, lo sputare veleno addosso agli altri è un piacere, se non fosse così farebbero altro. Sono felice di fare la conoscenza di Lisa, anche in un momento così pesante della sua vita, sei una donna coraggiosa, a differenza di chi sta dietro una scrivania, tu ci hai messo la faccia. Ti auguro ogni bene, continua così.
    Azzurra

  9. mafel in ha detto:

    Si parla tanto dei “poveri ” detenuti e si parla molto poco del perchè sono dentro a marcire ,visto che non sono in carcere senza motivo ma per quel che mi riguarda hanno fanno fatto finire SOTTOTERRA una persona a me molto cara,mio fratello ,e per il grande dolore si è trascinato dietro la nostra carissima mamma.

  10. ric in ha detto:

    La strategia di questa “giornalista” è sempre la stessa. Non si fa molti scrupoli di giocare con la vita delle persone e riportare informazioni che sicuramente non offrono un servizio alla collettività.
    Usa e omette nomi a seconda della sua convenienza e/o amicizie; si destreggia nelle Procure come se fosse a casa sua e soprattutto viene a conoscenza delle informazioni prima dei diretti interessati. Misteri della “fede” o dello schifoso giornalismo all’italiana?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: