Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

R.I.P. (ovvero, restarsene in prigione).. di Emidio Paolucci

astratt

Emidio Paolucci -detenuto a Pescara- è un autentico Poeta. Non scrive “semplicemente” poesie -già di per se stessa azione nobile nell’equilibrio del mondo- ma è un Poeta, ne ha malinconia, il sarcasmo e la tempra.

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Non è mica facile starsene così

ascoltando  all’imbrunire rumori così vicini da

non sapere cos’è.

Non è mica facile

scrivere una lettera

imbucarla (sapendo che partirà domani)

e star bene pensando che lì dentro c’è

tutta la tua vita mescolata alle speranze rimaste.

Non è mica facile

aspettarsi chissà che da domani

credendo in un giorno importante

e poi prendere coscienza dell’ennesimo giorno vuoto.

Non è mica facile

rincorrere i tempi di questo mondo

restando incessantemente fuori dal mondo.

Non è facile niente

 non si sopportano a lungo le contraddizioni.

Le contraddizioni logorano

lo fa con i sentimenti

lo fa con gli affetti

lo fa con la percezione della vita.

Lo fa

lo fa

è 

fa male

fa tanto male restarsene così.

Non è mica facile.

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MIO PADRE

Prima di perdere la ragione

mio Padre

diceva:

-Sono tutti zozzoni

tutte zozzone.

Lo ripeteva sempre

oltre a dire:

-Io sbaglio sempre

io non ho fatto mai niente.

Non c’era niente da fare

per lui erano tutti zozzoni

tutte zozzone.

Lui voleva tornarsene al suo paese

ma non c’è mai tornato.

Ora cerco d’immaginarmelo

me lo vedo 

è lì

seduto da qualche parte (amo immaginarlo in giardino)

nella casa di cura

è lì

e continua a ripetersi e

a ripetere:

-Sono tutti zozzoni

tutte zozzone.

Vorrei tanto sedermi accanto a lui

e dirgli:

-Papà perdonami

hai ragioni

sono tutti zozzoni

tutte zozzone.

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FUORIGIOCO

Ci sono notti che 

riescono a farmi dissacrare il dolore.

A volte

nonostante questo presente mi appare

eternamente futuro

penso

tra sorrisi amari penso

e ripenso soprattutto al passato…

Ricordo che quando ti ho conosciuta 

(che casualità…)

tu

ti mettevi in gioco.

Dopo un po’- un po’ dopo

quel tuo metterti in gioco

io l’ho voluto solo per me

fregandomene di tutto e tutti.

E’ stato bello

è stato grande

lo è stato

finché eravamo in gioco

finquando ero in gioco

ma poi alla fine

come spesso accade (a me)

per dirla tutta

il gioco

quel gioco

non è valsa la candela…

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Un pensiero su “R.I.P. (ovvero, restarsene in prigione).. di Emidio Paolucci

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    E’ sempre emozionante leggerti…. non è mica facile scrivere bene come lo fai tu.
    Un abbraccio …. non so se sei ancora a Pescara in questo momento ma proverò a scriverti lì.

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