Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 novembre – 21 dicembre

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Il Diario di Pasquale De Feo è uno degli appuntamenti speciali in questo Blog.

Anche questo diario appare con un po’ di ritardo, essendo quello del mese di dicembre. Quello di gennaio, comunque, seguirà nelle prossime settimane.

Questo Diario che raccoglie tutte le riflessioni che Pasquale scrive giorno per giorno è sempre una occasione. Non è detto che tutto sia condivisibile. Io stesso, tante volte alcune cose le condivido, da altre magari mi sento più distante. Ma, comunque, la si pensi, queste pagine sono un’occasione per riflettere, e anche per confrontarsi. Un’occasione offerta da una mente che -e questo nessuno può negarlo- non sta mai ferma, ma è in perenne ricerca. Qualunque cosa possa essere letta, Pasquale cerca di leggerla o vederla, se passa in televisione. E tra rabbia, speranza, nostalgia, indignazione, apprezzamento.. si sviluppa il suo diario.

Prima di lasciarvi voglio citare alcuni passaggi..

I primi sono alcuni dei volti del male. Uno lo abbiamo imparato a conoscere. Il 41 bis. Tra anni tutti faranno a gara a denigrarlo, come per anni, fino ai nostri giorni, hanno fatto a gara a fare finta di non sapere. Ecco il passaggio:

“Stamane mentre mi lavavo i denti ho pensato ai carcerati nel regime di tortura del 41 bis. In inverno per evitare problemi ai denti, riscaldo un po’ d’acqua per lavarmene. I reclusi del 41 bis, per via di una legge dettata dall’apparato repressivo al famigerato duo Alfano-Berlusconi, hanno tolto ai detenuti la possibilità di usare il fornelletto, pertanto non possono scaldarsi, un po’ d’acqua per lavarsi i denti, senza dimenticare che non possono farsi un caffè, the o un po’ di acqua calda per l’igiene. Tenendo presente che la maggioranza dei reclusi nei luoghi di tortura si trovano al Nord, alcuni sulle Alpi, dove in inverno fa molto freddo, ed essendo tutti meridionali, le sofferenze si moltiplicano per il clima temperato in cui sono nati. Lascio immaginare nelle carceri di Cuneo, Novara, Tolmezzo (Udine). Ieri è arrivata la notizia che due anziani al 41 bis sono morti di vecchiaia, ma creo anche per i patimenti derivanti dalla tortura del 41 bis. L’apparato repressivo è riuscito a fare metabolizzare la tortura alla popolazione del Paese, come fosse un fatto naturale. “Questo fa molto riflettere”.  (27 novembre)

Il secondo volto del male, è la piccola quotidiana inciviltà che costringe un ragazzo a dovere fare un tragitto di 57 km in due ore e mezza. Emblema della devastazione che i trasporti stanno subendo nel Sud.. espressione di questa ideologia bastarda che considera in svendibili i diritti e che si mette a pecorina di fronte ad assurde idolatrie dell’austerity.

“Ho letto una lettera di uno studente della Basilicata, che ha inviato a un quotidiano che l’ha pubblicata, c’è da rimanere allibiti, credo che neanche in Africa sono ancora in queste condizioni. Il ragazzo è di Irsina, comune della provincia di Matera, studia all’università di Potenza, facoltà di agraria, la distanza dal suo paese a Potenza è di 57 km. Tutti i fine settimana li passa a casa, ma per arrivarci è un lungo viaggio. Nel raccontarlo gli viene da piangere per la rabbia, un servizio che crede sia rimasto ai tempi del fascismo.  Parte da Irsina alle ore 15:30 con il pulmino che lo porta alla stazione di Genzano, dove prende il bus fino ad Acerenza (entrambi comuni della provincia di Potenza), risale sul treno fino a Potenza, arrivo alle ore 18:00. Per 57 km ci vogliono due ore e mezzo, lo stesso orario Milano-Roma (…)”.  (14 dicembre)

In un altro passaggio… ulteriori inquietanti retroscena su un territorio da sempre saturo di Ombre.. quello del pentitismo.

“Su una rivista leggo un articolo sul processo a Palermo sui rapporti Stato-Mafia. All’interno trovo un articolo che conferma ciò che negli anni tanti di noi pensavamo, che dietro c’era una regia occulta che pilotava i pentiti. Questo progetto si chiamava “Protocollo Farfalla” in segreto portato avanti dal SISDE (servizi segreti) e il DAP, un protocollo illegale come quello degli americani con i terroristi islamici, oggi chiedono che venga coperta con il segreto di Stato per paura della sua divulgazione. Ora comprendo come potevano fare apparire degli stupidi mentecatti come dei grandi depositari di verità, anche sei loro racconti facevano lacune da tutte le parti, condannavano senza problemi.” (20 dicembre)

Voglio concludere con una riflessione che trascende la lotta quotidiane, il corso degli eventi e “la follia del mondo”. Uno di qui momenti che rendono gli uomini più uomini.

“Come siamo il peggior nemico di noi stessi, così, se lo volessimo potremmo essere il migliore amico di noi stessi. Incolpiamo la sfortuna sulle nostre disgrazie, quando invece nella maggior parte delle volte provengono dalle nostre decisioni le problematiche che ci colpiscono. Ci viene più semplice trovare un colpevole anche se immaginario su cui scaricare le nostre responsabilità, è molto più facile. Diviene più difficile, diventare amico di noi stessi, ci facciamo de male da soli e non riusciamo ad avere cura di noi. Credo che capirsi e volersi bene ci renderebbe la vita più sereni e ci agevolerebbe nell’affrontare gli ostacoli che troviamo sul nostro cammino. Dovremmo tutti provare ad essere il migliore amico di se stessi, non avendo mai affrontato nelle mie riflessioni questa tematica, cercherò di imparare a volermi più bene per il futuro. (19 dicembre).”

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. Catanzaro.. mese di dicembre.

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Stavo leggendo l’articolo che aveva redatto sul mio scritto del commento dell’art. 27 della Costituzione, il direttore Pippo Guerriero del quotidiano settimanale “Sicilia Libertaria”.

Ha redatti un bellissimo articolo dove niente viene nascosto. Tutto è chiaro e limpido: sulla pena di morte dell’ergastolo, sulla tortura del 41 bis, sullo strumento dei rastrellamenti del 416 bis, sulla fine della speranza del 4 bis, e tutte le torture delle leggi emergenziali, che come al solito sono diventate ordinarie. Mentre leggevo, l’occhio è andato a finire su un piccolo articolo in fondo alla pagina “Dall’inferno di Tolmezzo”, ho letto, anche se già conoscevo queste notizie, la solidarietà della gente ha mitigato i pestaggi, ma il settimanale invita tutti  a scrivere all’autore delle denunce di continuo minacciato: Maurizio Alfieri – via Paluzza 77 – Cap. 33028 – Tolmezzo (Udine). Sarebbe un’ottima cosa mandare un’email al sito del carcere per protestare, oppure al sito del Ministero della giustizia.  –  22/11/2012

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Oggi discutono il regime di tortura del 41 bis a Davide. Sia l’area tratta mentale che tutte le persone venute a conoscenza della sua situazione, sono rimasti perplessi per l’accanimento nei suoi confronti, tre revoche da tre tribunali diversi, fanno riflettere chiunque. Mi auguro che l’apparato della repressione anche oggi perda per la quarta volta, un po’ di giustizia darebbe più lustro a questa giornata. Ormai sono diventati così potenti da sostituire il vecchio potere con propri politici, come Crocetta, Lumia, Sonia Alfano, Borsellino, per citare sol quelli più famosi. Talmente è la paura che incutono, che nessun politico, giornalista, intellettuale, ecc. ha il coraggio di dirlo. “Altro che mafia”. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma, se non avrà il condizionamento della DNA, farà un’ordinanza secondo giustizia e verità. Mi auguro che arrivi la felice notizia.  –  23/11/2012

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In tutta Europa le polizie hanno un codice per essere identificati, in Italia ancora no, per la resistenza di tutto l’apparato, perché non vogliono essere identificati durante le operazioni dove spesso esercitano una violenza gratuita, con la sicurezza dell’impunità e per l’omertà che circondano le carcerazioni. I sindacati, invece di discuterne, come al solito, si mettono di traverso. Addirittura ne ho sentito uno in TV ribattere “se dobbiamo metterlo noi il codice, devono metterlo anche i manifestanti”. Siamo alla follia. Ormai vogliamo  decidere anche quello che deve essere fatto il loro ruolo. Qualcuno dovrebbe dirgli che le polizie sono dipendenti dello Stato e al servizio dei cittadini, pagati con le tasse della popolazione. Come impiegati dello Stato non possono decidere come svolgere il loro lavoro, ma devono attenersi alle decisioni degli eletti in Parlamento, votati ed espressione dei cittadini. I manifestanti non devono sottostare a nessun obbligo come le polizie, essendo liberi di protestare e far sentire la loro voce, questa è la democrazia, viceversa sarebbe una dittatura. L’impressione che danno è che vogliono essere liberi di fare ciò che vogliono, come se fossimo in uno stato di polizia, non intervenendo i politici avallano questo pensiero. Questo fa capire che il G8 di Genova non è stato un evento casuale, ma una modalità ormai inserita nel sistema di sicurezza del Paese. La colpa è anche degli organi europei, che non intervengono per dare un segnale forte all’Italia, visto che l’essere il Paese più condannato d’Europa non basta, per fargli rispettare i diritti umani.  –  24/11/2012

 

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Leggo un articolo “Finalmente il sogno di avere un figlio sano non è più un privilegio da ricchi”. Con la legge 40, figlia dell’oscurantismo della Chiesa, non permetteva che ci fosse il test prenatale per la fecondazione. Il costo del test è dai 6000 ai 10000 euro, solo chi poteva permetterselo, lo faceva in una clinica privata. Una coppia sarda, malata di talassemia, assistita dall’associazione Coscioni e dal suo Presidente, avvocato Filomena Gallo, hanno fatto ricorso  e il Tribunale di Cagliari ha considerato il rifiuto a fare l’esame di reimpianto da parte dell’ospedale pubblico “del tutto illegittimo e gravemente lesivo dei diritti costituzionalmente garantiti”. Inoltre “considerato l’evoluzione giurisprudenziale non vi è dubbio che la diagnosi genetica reimpiantato debba considerarsi pienamente ammissibile”. Ora tutte le strutture pubbliche del Paese dovranno dotarsi degli strumenti per gli esami. Sicuramente la Chiesa farà di nuovo ostracismo con tutto il suo potere. Mi auguro che i politici abbiano un po’ di decenza e la finiscano di genuflettersi alle chiamate del Vaticano, non permettendo più questa discriminazione contro la stragrande maggioranza dei cittadini.  –  25/11/2012

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Leggendo una rivista mi sono soffermato su un articolo che parlava della città stato di Singapore. Non sapevo che era lo Stato più ricco del Sud Est asiatico e che la ricerca per il futuro tecnologico è pane quotidiano. Il piccolo Stato è grande appena 650 km quadrati, con circa cinque milioni e mezzo di abitanti, ma ha una delle economie più dinamiche del mondo, anche se in materia di libertà è molto carente. Quello che mi ha molto colpito è la formula coniata per il nuovo corso politico-economico di Singapore. “M/PH”- meritocrazia, pragmatismo- onestà- la stabilità politica, unita alla fermezza nell’applicazione delle decisioni nell’interesse della città stato, saranno attuate sicuramente. Pensando alla nostra politica, che ha trasformato lo Stato in un patrimonio dei partiti. Ha creato un clientelismo sfrenato; riducendo il Paese a uno dei più corrotti del mondo; e occupando il triste primato dei politici più disonesti d’Europa. Questo dovrebbe molto fare riflettere la gente. Per coprire tutto ciò agli occhi della popolazione, hanno mostri fiato la criminalità come responsabile di tutti i mali causati da loro, affinché la gente avesse un colpevole su cui scaricare tutte le frustrazioni. Purtroppo la gente catechizzata dalla TV e dai quotidiani, si sono convinti che questa sia la verità. In ogni paese c’è criminalità, ma non c’entra niente con il progresso. Se fosse così gli USA e la stessa Europa sarebbero fanalini di coda nel mondo. Negli USA si commettono più reati e ci sono più detenuti di qualunque Stato del mondo, eppure primeggiano in tutto. Quella che ci propina il marcio di questo sistema è una grande menzogna, come le ideologie dittatoriali. “Formalmente l’Italia è una democrazia, ma ha un apparato repressivo che neanche le dittature hanno più”. Nel frattempo che la gente si sveglia, continuano il latrocinio, i privilegi e i vitalizi scandalosi. Non bisogna dimenticare che continua il saccheggio e la repressione per legittimarlo, nella colonia meridionale. Un tempo fu Patria, oggi impera l’ilatismo coloniale.  –  26/11/2012

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Stamane mentre mi lavavo i denti ho pensato ai carcerati nel regime di tortura del 41 bis. In inverno per evitare problemi ai denti, riscaldo un po’ d’acqua per lavarmene. I reclusi del 41 bis, per via di una legge dettata dall’apparato repressivo al famigerato duo Alfano-Berlusconi, hanno tolto ai detenuti la possibilità di usare il fornelletto, pertanto non possono scaldarsi, un po’ d’acqua per lavarsi i denti, senza dimenticare che non possono farsi un caffè, the o un po’ di acqua calda per l’igiene. Tenendo presente che la maggioranza dei reclusi nei luoghi di tortura si trovano al Nord, alcuni sulle Alpi, dove in inverno fa molto freddo, ed essendo tutti meridionali, le sofferenze si moltiplicano per il clima temperato in cui sono nati. Lascio immaginare nelle carceri di Cuneo, Novara, Tolmezzo (Udine). Ieri è arrivata la notizia che due anziani al 41 bis sono morti di vecchiaia, ma creo anche per i patimenti derivanti dalla tortura del 41 bis. L’apparato repressivo è riuscito a fare metabolizzare la tortura alla popolazione del Paese, come fosse un fatto naturale. “Questo fa molto riflettere”.  –  27/11/2012

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Non mi meraviglio più delle stupidaggini che dice Roberto Saviano, ma rimango perplesso che il quotidiano La Repubblica gli conceda tanto spazio alle sue baggianate. E’ stato invitato al Forum di Assago, organizzato da Libertà e Giustizia. Non è andato di persona, ha mandato un video dove ha denunciato che il centrosinistra alle primarie non ha affrontato adeguatamente il tema della lotta alla criminalità. Questo posso anche comprenderlo; con questo argomento è diventato ricco e famoso, pertanto difende il suo orticello, “tiene famiglia e deve mangiare povero Cristo”. La castroneria che ha detto e che “le mafie vivono proprio sulle ‘carceri-tortura’, perché l’affiliato viene aiutato e non viene maltrattato”. Siamo arrivati al paradosso che la colpa è dei reclusi accusati di reati di mafia se i carceri sono in questo Stato di detenzione-tortura. Qualcuno dovrebbe dirgli che tutti i regimi di Alta Sicurzza: AS-1; AS-2; insieme al regime di tortura del 41 bis, ci sono tutti detenuti accusati di reati ritenuti mafiosi, e non sono né aiutati né privilegiati. Questo dimostra che non solo non conosce il carcere, ma ha esaurito tutti gli argomenti dell’apparato repressivo e ora se li inventa di sana piana. Possibile che in Italia non ci siano intellettuali degni di questo nome, che dicano chiaramente ce questo signore non merita di essere ciò che è diventato, perché non ha le capacità intellettuali. C’è un giudice a Berlino? In questo caso, c’è un intellettuale in Italia?  –  28/11/2012

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Leggo alcuni articoli sui vari quotidiani “arrestati due super latitanti”, rimango basito quando leggo l’età, entrambi ventunenni. Ormai non sanno come riempire quelle caselle dei latitanti. I primi dieci, poi i primi trenta, poi i primi cento, ecc. Danno l’impressione che in Italia ci sono centinaia di latitanti, così inseriscono i ragazzini. Non mi meraviglierei di vedere un minorenne in queste liste. Ritornando all’origine di queste leggi feroci, crudeli e oppressive della legge Pica, che non solo arrestavano i bambini ma li uccidevano e spesso insieme alle loro famiglie. D’altronde in un sistema coloniale tutto ciò è pane quotidiano, pertanto non c’è da meravigliarsi.  Non rimangono che due strade per rompere questo circolo da girone dantesco: o ribellarsi o rassegnarsi a essere cittadini di serie B.  –  29/11/2012

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E’ venuta di nuovo la direttrice, come ci aveva promesso, ci ha radunato come l’altra volta, ha parlato un nostro compagno, ora dobbiamo attendere che la settimana prossima si riuniscano per decidere se ripristinare le aperture precedenti. Reputo la direttrice donna intelligente, avrà compreso che il tira e molla degli ultimi mesi non ha giovato al dialogo instaurato prima della brusca interruzione Mi auguro che la riunione vada a buon fine, che tutto ritorni come prima, aprendoci le celle, darci i computer, e iniziare di nuovo con i corsi che contribuiscono a sviluppare pensieri, cultura e idee, e se fosse possibile anche un corso per imparare un mestiere per quando usciamo.  –  30/11/2012

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Tutti i giorni leggo dei saccheggi perpetrati nel Meridione, legittimati da una legge colonialista, quella emanata dopo l’omicidio La Torre, “voluto dagli americani per le proteste che organizzava contro i missili di Comiso, appaltato ai servi di Roma”. Questa legge è diventata un’oppressione per il  Meridione. L’altro giorno leggevo che a un’imprenditrice le avevano sequestrato un conto corrente di 5000 euro; apprendo di sequestri di  motorini, biciclette, biancheria, ecc. Fra poco sequestreranno anche i giocattoli dei bambini. Leggo una notizia incuriosito dal titolo “La mafia investe nell’alimentare, confiscato ortofrutta”. C’è la foto di questo fantomatico sequestro. E’ una baracca dove vendevano frutta, quei prefabbricati  tipo container. Il proprietario era morto nel 2008, ed era gestito dai familiari. Ormai non sanno più cosa sequestrare per avere visibilità mediatica. Stanno raschiando il fondo del barile, impedendo alle persone di guadagnarsi da vivere, costringendoli a ritornare a delinquere. Lo Stato con questi metodi è più criminale di chi dice di combattere, perché alimenta questo girone dantesco, per mantenere il mastodontico apparato repressivo e continuare ad opprimere una parte del Paese, che vogliono fare rimanere così com’è e non farlo progredire.  –  1/12/2012

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Stamane ho ascoltato un’intervista al capo della DNA Piero Grasso, chiedeva leggi per andare a fare sequestri all’estero, come fanno in Italia. Dubito che all’estero gli permetterebbero lo scempio che fanno in Italia. Lo vedevo nel suo vestito impeccabile. Mi ha dato l’impressione di vedere quei procuratori delle dittature che, per dimostrare la loro fedeltà, sono più feroci e crudeli del loro padrone. Ho pensato che nella sua divisa militare di comandante del Sud occupato, il generale Enrico Cialdini, criminale sanguinario, adoperava gli stessi argomenti come alibi per legittimare il genocidio economico, culturale e fisico del Meridione. Grasso non ha la possibilità di quello che consentiva la legge Pica, fucilare che si voleva con la scusa che erano briganti, anche donne, bambini e anziani. Si può uccidere anche usando le leggi come bastoni; e negli ultimi 20 anni ne sono state uccise tante, e migliaia rese disperate dall’oppressione, con arresti indiscriminati, sequestri di beni e le torture del regime del 41 bis. Non estremizzo nell’affermare che nel Meridione esiste un finta democrazia che copre uno stato di polizia.  –  2/12/2012

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Leggo un intervento di un magistrato di sorveglianza Monica Coli, su www.ilsussidiario.net del 18 novembre 2012, rimango allibito. Scrive per contrastare l’intervista di Umberto Veronesi sulla Stampa, che come in altre interviste chiede l’abolizione dell’ergastolo. I suoi pensieri sono una visione distorta della realtà, distorta da un’ottica a senso unico, ma credo che leggere il suo intervento valga molto più delle mie spiegazioni. Segue il suo scritto.

Giustizia: Veronesi e l’abolizione dell’ergastolo… riforma perfetta per uomini “a metà” di Monica Cali

www.ilsussidiario.net   18 novembre 2012

Mi ha molto colpito l’articolo di Umberto Veronesi su “La Stampa” di venerdì scorso, dal titolo “Perché sostengo che l’ergastolo va abolito”, suscitando in  me alcune perplessità. Lavoro col “fine pena mai” dal 1996, come giudice di Sorveglianza con giurisdizione in particolar modo sul detenuto sottoposto al regime di cui all’art. 41 bis O.P. e non posso condividere il giudizio complessivo di sfiducia sulla pena dell’ergastolo, come strumento che fallisce sostanzialmente gli obiettivi primari della rieducazione e del reinserimento previsti dalla Costituzione e che, “darwinianamente”, si porrebbe in contrasto con una sorta di evoluzione naturale in positivo della specie umana, destinata, in futuro a non sbagliare più Tale posizione è dettata, ritengo, da una scarsa conoscenza dell’esatta valenza dell’art. 27 della Costituzione. L’espressione “la pena tende alla rieducazione…”, implica il riconoscimento del condannato come “uomo” che –anche in condizione di segregazione- può giocarsi nella libera scelta di continuare a delinquere o cambiare rotta, desiderando “davvero” un mutamento per sé e affidandosi al percorso rieducativo  proposto dal carcere. E che tutto si decida a questo livello trova riprova nel fatto che anche coloro che per complessi meccanismi processuali espiano una condanna in forma alternativa –senza avere mai fatto un giorno di carcere e nella commissione dei reati- non sono esenti da recidiva; possono cioè ricadere nella commissione di reati, proprio per non avere maturato una genuina volontà di cambiamento. Né possiamo affidare questo desiderio di cambiamento ad una ottimistica evoluzione della specie umana, destinata a non commettere più errori e pertanto a vanificare qualsiasi forma diretta a correggere le conseguenze del suo agito. Non ritengo poi accettabile un giudizio di sfiducia sulla stessa funzione dell’ergastolo, suggerito sull’evoluzione naturale della specie, in quanto  si tratta di un giudizio basato su una dinamica che mira a non riconoscere l’uomo “uomo”: oggi visto come solo capace di  male, un domani (grazie al miglioramento della specie) solo capace di bene indipendentemente da una sua libera scelta. Ma l’uomo è tale perché può scegliere o il bene o il male. Andatelo a dire ai miei 41 bis che in realtà il loro errore dipende da circostanze di luogo, tempo, sociali: “Dottoressa, diamocelo chiaramente, io sono un mafioso e di male ne ho fatto tanto… ‘a chi se lo meritava’, sto pagando il giusto, ma l’ingiustizia più grave è la mia donna che mi ha lasciato. Se solo potessi riavere lei e i miei figli…”. Sono consapevoli del loro male e della pena loro inflitta, ma qualcuno di loro meglio per sé. Quando un uomo commette un crimine (e qui sto parlando di reati il cui disvalore è pacifico e spesso molto grave perché minano le condizioni stesse della vita sociale) è perché non ha rispettato il suo rapporto corretto con la realtà. E di ciò è anzitutto consapevole lui stesso. La funzione rieducativa della pena riaffermata dalla Costituzione, lungi dal muoversi in un’ottica esclusiva di pacificazione sociale –destinata, come tale, a “scadere” a mere apparenze- propone e richiede un lavoro per recuperare  innanzitutto il rispetto per se stessi. E’ un lavoro articolabile in due momenti riconoscere che si è sbagliato e, conseguentemente, disporsi ad una espiazione che non sia vissuta come un’ingiustizia, ma come tempo nel quale recuperare quanto con il crimine si era rotto o incrinato, accettando qualsiasi circostanza valevole a rendere più stabile il proprio percorso rieducativo. La distinzione tra il bene e il male e la possibilità di scegliere l’uno o l’altro è nel cuore di ogni uomo. L’art. 27 della Costituzione, anche nelle sue forme più contenitive, propone un percorso vero per tutti coloro che hanno deciso di essere uomini sino in fondo.  –  3/12/2012

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A Tallin, capitale dell’Estonia, per proseguire con la politica verde di inquinare meno, il sindaco, dopo un referendum vinto con il 75%, ha reso bus e tram gratis. A chi gli chiedeva come farà con i conti, ha risposto che saranno i turisti che li risaneranno. Credo che sia una splendida decisione, così la gente è invogliata a non prendere l’auto, avendo i mezzi pubblici gratis. Ci sono alcune cittadine nei paesi europei  che avevano già adottato questa rivoluzione, tra cui Settimo Torinese in Italia. Questa idea ha suscitato anche l’interesse di altre due capitali baltiche, Vilnius e Riga, ed anche la capitale della Finlandia, Helsinki. Se questa decisione venisse presa a tutte le capitali europee, sarebbe un grande passo avanti contro l’inquinamento. La politica deve avere il coraggio di prendere decisioni anche drastiche per pensare alle future generazioni, abbattendo l’inquinamento attuale.  –  4/12/2012

Pensavo su un punto che può sembrare irrealizzabile, ma che potrebbe rivoluzionare tutto il sistema del Paese. Questa riflessione deriva dalla lettura della rivista Wired, di cui sono abbonato da circa due anni. Dare internet gratis a tutti i cittadini italiani, e per impedire qualsiasi agguato della politica, per limitarlo, metterlo sotto controllo o tassarlo, inserire un articolo della costituzione. Si creerebbe una società orizzontale, tutti i cittadini potrebbero controllare le spese di tutte le attività del governo, dei ministeri, delle regioni, province, comuni e di tutta la galassia di enti dello Stato, come anche i partiti, sindacati, banche, ecc. Saremmo tutti più informati, tutto sarebbe alla luce del sole, pertanto il saccheggio delle casse pubbliche diventerebbe molto difficile- Si aprirebbero tutte le segrete medievali costruite dalle caste e si abbatterebbero gli abusi delle corporazioni, che tanti danni hanno creato al Paese. Non credo di esagerare nell’affermare che si creerebbe una vera democrazia e più civiltà, e si avrebbe il rispetto dei diritti per tutti.  –  5/12/2012

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All’inizio degli anni novanta, avevo letto un libro sulle invenzioni del futuro, tra quelle che c’erano mi colpì un aereo, ci avrebbe messo un paio di ore sulla tratta Roma-New York. Oggi leggo su un quotidiano che hanno costruito un prototipo di aereo, il LAèCAT-A2, che viaggia a 6500 km orari,  percorrerò il tragitto Londra-Sidney (18000 km) in circa 4 ore, sarà una rivoluzione. Quello che l’ha permesso è il motore Sabre, che è in grado di raffreddare l’aria da 1000 a meno 150 gradi centigradi nello spazio di un centesimo di secondo. Questo aereo è stato presentato a Londra, e fra dieci anni andrà in produzione se i progettisti troveranno i 300 milioni di euro che servono per la realizzazione. Questo motore sarà anche applicato al nuovo aereo spaziale che sostituirà lo Shuttle. I motori dei jet a reazioni hanno cambiato radicalmente la vita del ventesimo secolo. Il Sabre cambierà quello del 21esimo secolo. Signori miei.. è il progresso che va avanti.  –  6/12/2012

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Abbiamo avuto una bellissima notizia. Sul quotidiano “Italia Oggi” c’è un articolo molto importante; il 28 novembre si sono riunite tutte le Corti dell’Unione Europea, per decidere il ricorso sull’ergastolo come pena perpetua, di tre reclusi inglesi ergastolani, che violerebbe l’art. 3 della Convenzione: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”. Siccome la decisione riguarda tutti i Paesi europei, stanno decidendo tutti insieme. Non si può negare che l’ergastolo è un pena inumana e nel tempo una tortura. Si è riaccesa una speranza per tutti noi paria. La Corte Costituzionale con una sentenza machiavellica stabilì che l’ergastolo non era una pena perpetua, perché con 26 anni di carcere si poteva uscire con la liberazione condizionale, omettendo spudoratamente che non è automatica, ma discrezionae, e che si contano sulle mani gli ergastolani scarcerati con questa misura. Purtroppo la Consulta è un piccolo parlamento politico, che decide secondo le indicazioni dei partiti che li hanno eletti. La vera Corte Costituzionale è quella europea, dove il putridume dei partiti politici e il partito dei savonarola con il loro odio viscerale, non riescono a influenzarne le decisioni. Solo in Europa possiamo avere legalità e diritti e principalmente civiltà, perché dallo Stato ricattato dal sistema feroce e crudele della repressione italiana, non possiamo sperare niente. Mi auguro che sia la volta buona per ricominciare una nuova vita.  –  7/12/2012

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Riflettevo sul concetto di rieducazione che dovrebbe essere insegnato a noi reclusi. Facendo la premessa che le carceri e nell’insieme il sistema penitenziario, sono le istituzioni più illegali del Paese, dove l’arbitrio impera come fosse una norma scritta, con la complicità dei PM delle varie DDA che gestiscono il potere del ministero della giustizia; pretendono legalità, ma non per loro. Chi conosce questi ambienti è consapevole che risulta molto difficile insegnare la legalità in un ambiente illegale, dove la pena ha la funzione di punizione e afflizione, invece del reinserimento sociale come stabilisce l’art. 27 della Costituzione. Le parole hanno il loro peso e indirizzano i comportamenti di chi deve applicare le norme. Le persone che sbagliano commettendo azioni di rilevanza penale, pagano il loro debito verso la società, con il carcere e tutte le conseguenze che comporta, di dolori, sofferenze e la gogna sociale e mediatica, per loro e le loro famiglie molto spesso pagano più del dovuto se fanno parte del popolino. Le caste non pagano mai. Ho sempre in mente quello che disse Alberto Sordi nella veste del Marchese del Grillo: “io sono io e voi non siete un cazzo”, rivolto a tutti i clienti di un’osteria che venivano arrestati in una rissa con lui e il suo servo, mentre lui veniva mandato a casa con tutti gli onori; “l’impunità per diritto di casta”. Con una legge popolare bisognerebbe chiedere la rieducazione dei politici, essendo una casta che sbaglia e non paga mai, come i magistrati. I nostri politici sono lì da 20, 30, e anche 40 anni, riducendo il Paese nello stato attuale, sbagliano in continuazione, ma non ci sono gli strumenti per chiedere il conto e fargli pagare le loro malefatte, le loro ruberie e i loro vergognosi privilegi che non toccano mai, neanche di fronte a questa spaventosa crisi. Hanno messo un banchiere per fare il lavoro sporco, tagliare lo stato sociale e vessare la popolazione, ma le caste  non sono state toccate, addirittura hanno aumentato i loro privilegi. Bisognerebbe iniziare ad applicare le indagini patrimoniali, e nel caso non riescano a giustificare i loro averi, sequestrargli tutto con la legge La Torre, come viene fatto con il popolino. Tutta le loro proprietà, reddito, titoli, azioni, partecipazioni, conti e occupazioni, devono essere di dominio pubblico, pertanto messi in rete. Devono avere solo lo stipendio di parlamentari e se sono pensionati o hanno un’altra occupazione devono scegliere quale vogliono. I funzionari pubblici, forze di polizia, militari, magistrati, o di qualunque settore pubblico, devono licenziarsi prima di entrare in politica. Se commettono un errore devono essere licenziati come tutti i cittadini. Lo stipendio deve essere proporzionato alle presenze in aula, come fanno al Parlamento europeo. Non solo loro, ma , anche tutti i politici italiani, che sono circa 200.000, un esercito di parassiti. Devono capir che il benessere del Paese viene prima di tutto, e che sono impiegati al servizio dei cittadini e non viceversa. Questo lo possono comprendere solo con la perdita dell’impunità. In materia di giustizia, corruzione e libertà di informazione, l’ONU ci ha messo dopo i paesi africani; addirittura siamo dietro lo Zimbawe, dove da 32 anni c’è la dittatura di Mugabe, la più feroce del mondo, che ha cancellato la parola libertà.  E i nostri politici inamovibili continuano imperterriti a rubare, corrompere, mettersi proni nei confronti dei loro complici: banche, sindacati, confindustria e Chiesa, ai danni dei cittadini, che vengono criminalizzati al minimo dissenso, usando la magistratura, e la faccia feroce dei gendarmi in divisa. Il Paese è occupato in modo dittatoriale dal potere menzionato, la democrazia è solo virtuale. Ormai si è creata una casta aristocratica intoccabile, come qualche secolo addietro, non hanno titoli, ma questi sono peggiori, perché non si preoccupino di salvaguardare il loro buon nome. La stragrande maggioranza di noi reclusi, siamo in carcere per ignoranza, povertà, ma, principalmente per il disagio creato dallo Stato nell’abbandonare metà del Paese al suo destino, e usarlo come serbatoio di voti alle elezioni e come mercato per i prodotti dell’industria del Nord. E nel degrado creato, l’unica forma di ribellione sociale più semplice è delinquere, sia per fame, sia per difendersi dagli abusi e sia per un riscatto sociale. La rieducazione in carcere dovrebbe insegnarci che lo Stato siamo noi e pertanto il rispetto delle regole e dei diritti costituzionali, servono per vivere correttamente nella comunità. Diviene difficile recepire questi concetti quando chi rappresenta le istituzioni si comporta in modo più criminale di come eravamo noi. I politici diventano più colpevoli di noi; la nostra attenuante è che non conoscevamo il vivere secondo le regole sociali, loro, invece, le conoscevano le leggi, le regole e la Costituzione, per questo motivo dovrebbero essere rieducati per legge.  –  8/12/2012                                                                                                       

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Ho seguito in TV un servizio televisivo su Scampia (Napoli), trasmesso dopo un omicidio davanti ad una scuola materna. Per lo scalpore suscitato, la ministra degli interni, è andata a Napoli e solennemente ha dichiarato “manderemo i militari per ristabilire l’ordine pubblico”. Niente di nuovo sotto il sole, un teatrino che si ripete ogni volta. Anche un mentecatto capirebbe che la repressione non risolve un problema di degrado sociale, voluto, alimentato e perseguito dallo Stato stesso. Nel servizio hanno intervistato un ragazzo che ha dato una risposta semplice ed esaudiente del problema “con il lavoro si risolvono questi problemi sociali, non con i militari”. Aggiungo che i militari sono solo un evento mediatico, che tanti ne ho visti in passato. Il metodo è sempre lo stesso, i problemi non si risolvono , ma si usa la soluzione della repressione, affinché nulla cambi. Tutto ciò continuerà fino a quando le popolazioni meridionali non avranno la consapevolezza di essere considerate cittadini di serie B e ostaggi degli interessi di chi gestisce il potere, che ha creato un sistema criminale che opprime la metà del Paese per farlo rimanere un malato permanente, e nello stesso tempo mostrificarlo e colpevolizzarlo, in una sorta di razzismo strisciante di tipo coloniale. L’unica strada è ribellarsi, o diventare tutti cittadini di serie A, oppure dividersi e tornare alla nazione delle Due Sicilie.  –  9/12/2012

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Sfogliando la selezione dei nostri scritti, mi è caduto l’occhio sul diario del 29 luglio 2012. Avevo scritto del libro appena finito di leggere “l’invenzione del Mezzogiorno-una storia finanziaria” dello storico Nicola Zitora. Alla fine dello scritto non compare una frase tratta dal testo. Mi voglio augurare che sia stata una svista di chi ha trascritto e non una censura. A riscrivo perché è molto significativa e di grande valore sociale: “Questo Paese è un oggetto antico, nato nel mare prima della storia. Nessuno può pretendere che cambi facendogli trascinare il carro del sole. Cambierà soltanto quando i Raffaele Cutolo e i Totò Riina di mestiere faranno i ministri invece che i mafiosi. Mi fermo qui. Auguro buon lavoro a chi proseguirà il racconto. La storia del Sud è tutta da riscrivere”. La frase che manca è quella che cita Cutolo e Riina, se qualcuno non l’avesse capita è una metafora che dovrebbe essere e non è. Persone con enormi capacità non trovano altro sbocco per affermarsi socialmente che delinquere. Quando anche i meridionali avranno tutte le opportunità del Nord, non ci saranno più i Cutolo e i Riina mafiosi, ma gli stessi potranno  essere ministri, industriali, imprenditori, ecc… Nel Nord non nascono simili personaggi, crescono solo al Sud. Questo dovrebbe fare riflettere sull’enorme discrepanza esistente nel Paese.  –  10/12/2012

Nel leggere una rivista, trovo due pagine sui diritti degli animali, dove menzionava che l’Italia, dopo 25 anni, ha ratificato la Convenzione europea per la protezione degli animali sottoscritta a Strasburgo il 13-11-1987. Gli art. 554 bis; ter; quater; e quinquies del codice penale, sono state aumentate le pene, fino alla reclusione. L’unione europea ha stabilito a seconda delle razze i metri quadrati, dai 20 metri quadrati per i cani, ai 9 metri quadrati per i maiali, ecc. Queste decisioni sono giuste, perché gli animali non devono essere maltrattati e ne torturati, ma tutelati come tutti gli esseri viventi. La Corte dei diritti dell’uomo europea, con una sentenza aveva avallato ciò che aveva stabilito la Commissione per la prevenzione della tortura europea, che per ogni recluso lo spazio minimo deve essere 7 metri quadrati, di meno è ritenuto tortura. Nelle carceri italiane ci sono situazioni spaventose, in celle di 7-8 metri quadrati ci mettono tre persone e anche di più. Anche i nuovi padiglioni fatti costruire dall’ex ministro Alfano sono celle da tre posti “violando l’ordinamento penitenziario europeo firmato dall’Italia nel 1987”, che stabilisce  che i reclusi devono avere la cella singola e solo in casi eccezionali si possono mettere due persone con il loro consenso”. Il DAP viola non solo le Convenzioni europee e i suoi trattati, ma anche le leggi e i regolamenti italiani, senza che nessuno interviene, neanche gli organi adibiti al controllo e alla tutela dei reclusi. In queste nuove celle da tre posti, sono diventate già di sei posti, e presto si moltiplicheranno fino a nove. Noi reclusi dovremmo chiedere alla protezione animali di essere tutelati da loro, forse solo così saremmo trattati con dignità, visto che da essere umani veniamo calpestati peggio che fossimo bestie.  –  11/12/2012

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Un compagno di sezione, ieri sera mi dice che nella sezione isolamento si è impiccato un ragazzo tunisino. Ogni volta che abbiamo notizie simili, ci restiamo male, perché ci tocca molto da vicino. La disperazione che deriva da tanti fattori, molto spesso sfascia in gesti estremi, perché le carceri sono un sistema totalizzante basato sulla punizione e l’afflizione. La pena è sinonimo di castigo, punizione, tormento, sofferenza, ecc., pertanto la parola stessa indica che il prigioniero deve soffrire e essere tormentato. Fino a quando questa parola non verrà capovolta e sostituita con umanità, tolleranza, rispetto della dignità e dei diritti, ricostruire l’autostima per ridare un uomo migliore alla società, questi tristi episodi succederanno ancora. Abbiamo bisogno di civiltà, il degrado etico e morale ha raggiunto livelli inaccettabili, ma purtroppo nessuno fa niente, non c’è autorità morale che possa alzare la voce e tuonare contro i mercanti del tempio: “il sistema ha fagocitato tutti nel suo cinico e crudele mercimonio”.  –  12/12/2012

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Casualmente vengo a sapere da un compagno in sezione con me, che lui nel 1991 si trovava recluso all’Asinara. Mi ha detto che prima di aprire la sezione Fornelli, avevano iniziato a metterla a posto un anno prima, e sapevano che dovevano aprirla per portarci reclusi in regime speciale. Nel 1991 mi trovavo recluso a Volterra (PI), con me c’era Pierino, recluso perché aveva ucciso la moglie; all’inizio del 1991 l’avevano chiamato e avvisato del suo trasferimento a Pianosa, per ristrutturare la sezione Agrippa, alcuni mesi dopo rifiutò perché doveva discutere la semilibertà per uscire. Mettendo insieme le sue cose, è palese che l’apertura dei due lager, erano programmate prima delle stragi, l’input per aprirle era la strategia stragista. In TV ho sentito anni fa l’intervista all’ex ministro degli interni Enzo Scotti, che le leggi infami dell’emergenza, furono scritte da Falcone, con il suo appoggio e quello di Martelli all’epoca ministro della giustizia. Per farle applicare usarono lo stesso Falcone inalandolo con la strage a Capaci. Quando hanno constatato che non sarebbero passate in Parlamento, perché anticostituzionali, subito misero in cantiere la strage Borsellino, l’indignazione che ne seguì, nessuno si oppose alle Camere. Una sorta di strategia della tensione che serviva per altri scopi; ma allo stesso tempo avevano bisogno di un mostro su cui scaricare la responsabilità e canalizzare l’attenzione e l’indignazioni della gente che aveva interesse che succedesse? Un po’ a tutti, ogni potere aveva i suoi interessi; tanto non fregava a nessuno che a pagare sarebbe stato il Meridione, con una repressione feroce e selvaggia, come è sempre stato.  Le colonie non hanno diritti, servono per essere sfruttate e usate per ogni cosa. La storia li condannerà? Ma! Sono 150 anni che lo fanno e non succede niente, perché la storia la scrivono loro.  –  13/12/2012

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Ho letto una lettera di uno studente della Basilicata, che ha inviato a un quotidiano che l’ha pubblicata, c’è da rimanere allibiti, credo che neanche in Africa sono ancora in queste condizioni. Il ragazzo è di Irsina, comune della provincia di Matera, studia all’università di Potenza, facoltà di agraria, la distanza dal suo paese a Potenza è di 57 km. Tutti i fine settimana li passa a casa, ma per arrivarci è un lungo viaggio. Nel raccontarlo gli viene da piangere per la rabbia, un servizio che crede sia rimasto ai tempi del fascismo.  Parte da Irsina alle ore 15:30 con il pulmino che lo porta alla stazione di Genzano, dove prende il bus fino ad Acerenza (entrambi comuni della provincia di Potenza), risale sul treno fino a Potenza, arrivo alle ore 18:00. Per 57 km ci vogliono due ore e mezzo, lo stesso orario Milano-Roma. Questa è una delle tante aberrazioni delle due Italia; quella del Nord sempre più progredita, quella del Sud sempre più una colonia che regredisce. Il capo delle ferrovie Moretti, potenzia in tutti i modi le vecchie tratte e ne fa costruire di nuove nel Nord, mentre al Sud non solo non ne costruisce, ma taglia e chiude quelle esistenti dell’era del fascismo. Moretti obbedisce ai padroni del Paese che gli hanno ordinato di spendere i soldi al Nord, come sempre. Si salva Roma, perché essendo “Fort Apache”, posizione strategica  per tenere in soggezione la colonia del Meridione, per questo motivo qualche soldo lo spendono, anche perché è la capitale della penisola. Se qualcuno avesse dei dubbi che l’Italia vive e prospera su un sistema coloniale, la cui vittima è il Sud del Paese, questa è una prova evidente.  –  14/12/2012

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Una ragazza del Bahrein esule in Danimarca Maryan Al Khawaja, ha partecipato alla quarta conferenza mondiale di Science for Peace organizzata il 16 e il 17 novembre della fondazione di Umberto Veronesi; in quei due giorni si è parlato anche della pena di morte dell’ergastolo in Italia. Queste conferenze annuali hanno come maggiore obiettivo la pace nel mondo, di conseguenza promuovono la libertà di pensiero e lo scambio di idee sui temi di forte rilevanza sociale. Tutti possono partecipare, previa iscrizione al sito di Science for Peace. Questa ragazza da bambina insieme alla famiglia si rifugiò in Danimarca, per sfuggire alla repressione contro i dissidenti in Bahrein. E’ diventata una cittadina danese, e dall’arresto del padre e dalla sorella, ha preso il loro posto nella condizione del Bahrein Center For Human Rights, fondato da suo padre per lottare contro la feroce dittatura che opprime il suo Paese. Contesta il premio nobel per la pace all’Unione europee, perché l’Europa parla tanto dell’importanza dei diritti umani, delle donne, delle minoranze, ma poi chiudono gli occhi di fronte a palesi violazioni che avvengono in zone dove hanno interessi economici che avvengono la Francia e la Gran Bretagna attaccano la Russia per la sua posizione favorevole alla Siria, ma tacciano sul Bahrein. Anche nel suo Paese c’è stata la rivolta con le proteste di piazza, come in tutto il mondo arabo, ma sono state represse, aiutati militarmente dall’Arabia Saudita, con la complicità degli americani e il silenzio della stampa occidentale. Hanno sacrificato alcuni dittatori per mantenere  lo status quo, e hanno lasciato mano libera alle dittature del golfo, perché l’interesse viene prima di tutto. Per aiutarli nella repressione, gli americani con l’Europa hanno indirizzato la stampa occidentale ad amplificare tutte le bugie della dittatura del Bahrein: dalla rivolta religiosa; alla fomentazione dell’Iran verso gli sciiti del Paese; ai fondamentalisti islamici, ecc. La repressione si sussegue con arresti arbitrari, torture scomparsi e uccisioni, nel silenzio della stampa libera del mondo. Le dittature hanno sempre la complicità di altre nazioni per continuare a governare, diversamente da sole cadrebbero in breve tempo.  –  15/12/2012

Ho visto un piccolo articolo su un settimanale che mi ha incuriosito, lo leggo e quello che apprendo conferma le mie convinzioni ma non mi meraviglio più di tanto. La Cassa depositi e prestiti presieduta da Franco Bassanini; se ricordo bene era ministro nel governo Prodi, ha finanziato opere pubbliche per due miliardi di euro, non c’è un centesimo al di sotto di Roma: 500 milioni di euro per la costruzione della terza corsia nel tratto autostradale tra Barberino e Firenze Nord; 295 milioni per Roma la metropolitana; 166 milioni per Firenze il tranvia; 760 milioni per il collegamento autostradale Brescia-Bergamo-Milano. Quando lo Stato finanzia un’opera pubblica nel Meridione la risonanza mediatica occupa molto spazio, viceversa le centinaia di miliardi di euro sotto varie forme di finanziamento che prendono la via del Nord, c’è un silenzio omertoso raccapricciante.  –  16/12/2012

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Guardando i notiziari ho visto un servizio sulla lega. Nel parco dove parlavano questi signori c’era in bella mostra una scritta riprodotta più volte “Prima il Nord”;  nel loro quotidiano “La Padania” è sempre scritto il prima pagina, come fosse un logo, “Prima il Nord”. Mi sono ricordato di quello che ho scritto ieri, vorrei chiedere a questi signori di spiegarmi in quale occasione sia venuto prima il Sud, non mi riferisco agli ultimi 20 anni, ma dalla fondazione del Paese, quando è successo? Mai! e lo si può controllare. Gi ascari in Parlamento, nei ministeri , enti dello Stato, i savonarola meridionali e i tanti scribacchini  nei quotidiani,  non dicono una parola su questa menzogna fatta passare come verità. Ormai è totalmente consolidato il sistema coloniale e la superiorità del colonizzatore, che possono dire qualunque cosa senza che nessuno risponda. La rassegnazione è il germe della sottomissione ha fatto il suo nefasto lavoro, ha infettato tutti.  –  17/12/2012

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Prima di Natale ci sono le udienze papali con gli ambasciatori dei Paesi cattolici e non. Tutti vengono reclamizzati con enfasi, quest’anno c’è ne è uno, che addirittura è stato cancellato ufficialmente e l’udienza è diventata fantasma, si tratta della Presidente del Parlamento ugandese Rebecca Kadaga, promotrice della legge che prevede la pena di morte per omosessualità, mai il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Nel sito istituzionale del Parlamento dell’Uganda c’era l’incontro con tanto di foto di due che si stringevano le mani. Il Vaticano non poteva pubblicazione del messaggio in cui il Papa condanna l’omosessualità e difende la vita dal concepimento alla morte naturale, non era opportuno. La contraddizione sulla morte è palese; un aborto diventa una sorte di pena di morte, altrettanto l’eutanasia, ma una vera pena di morte la si sorvola cercando di nasconderla. La condanna negli stessi giorni dei matrimoni omosessuali, ritenuti del Papa contro la pace, diviene una legittimazione morale alla pena di morte in Uganda. Anche la parola pace è usata a sproposito, perché i soldati che uccidono sono ritenuti dalla Chiesa “Profeti di pace”, ma un essere umano che la natura ha fatto nascere così, diventa un peccato e un reato di pena di morte. Nella Bibbia sta scritto che “ogni essere umano nasce a immagine e somiglianza di Dio”. Come la giustificano questa cosa? Forse che Dio ogni volta che nasce un omosessuale non se ne accorge perché si distrae? Allora loro sono più attenti e vogliono sanare la distrazione in cielo, tagliando alla radice il problema.  –  18/12/2012

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Come siamo il peggior nemico di noi stessi, così, se lo volessimo potremmo essere il migliore amico di noi stessi. Incolpiamo la sfortuna sulle nostre disgrazie, quando invece nella maggior parte delle volte provengono dalle nostre decisioni le problematiche che ci colpiscono. Ci viene più semplice trovare un colpevole anche se immaginario su cui scaricare le nostre responsabilità, è molto più facile. Diviene più difficile, diventare amico di noi stessi, ci facciamo de male da soli e non riusciamo ad avere cura di noi. Credo che capirsi e volersi bene ci renderebbe la vita più sereni e ci agevolerebbe nell’affrontare gli ostacoli che troviamo sul nostro cammino. Dovremmo tutti provare ad essere il migliore amico di se stessi, non avendo mai affrontato nelle mie riflessioni questa tematica, cercherò di imparare a volermi più bene per il futuro.  –  19/12/2012

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Su una rivista leggo un articolo sul processo a Palermo sui rapporti Stato-Mafia. All’interno trovo un articolo che conferma ciò che negli anni tanti di noi pensavamo, che dietro c’era una regia occulta che pilotava i pentiti. Questo progetto si chiamava “Protocollo Farfalla” in segreto portato avanti dal SISDE (servizi segreti) e il DAP, un protocollo illegale come quello degli americani con i terroristi islamici, oggi chiedono che venga coperta con il segreto di Stato per paura della sua divulgazione. Ora comprendo come potevano fare apparire degli stupidi mentecatti come dei grandi depositari di verità, anche sei loro racconti facevano lacune da tutte le parti, condannavano senza problemi. Sembrava di assistere alla “legge del sospetto” usata come la legge Pica del 1863, la madre di tutte le leggi repressive, con cui per un semplice sospetto si fucilavano e si arrestavano le persone, questo permise la stessa cosa degli ultimi 20 anni, arresti di mossa e relativi saccheggi “sequestro di beni”. L’unica nota stonata, d’altronde non poteva essere diversamente trattandosi della rivista “venerdì” inserita nel quotidiano “La Repubblica”, che la magistratura era all’oscuro del protocollo farfalla. Dovrebbero spiegarmi perché i PM con i G.I.P. facevano mandati di cattura a livello industriale e nel 99% venivano confermati, nei giudizi di 1° e 2° grado anche tre palesi contraddizioni, bugie e invenzioni dei pentiti si veniva condannati, sembrava di essere sotto dei plotoni di esecuzione. Non è che sia cambiato molto; la Cassazione come uno studio notarile metteva il timbro di conferma alle condanne. Inoltre attualmente  il ministero della giustizia è stato occupato dai PM antimafia, se non fossero stati parte attiva all’aberrazione dei pentiti con il protocollo segreto, gli facevano fare la conquista del ministero nel silenzio generale, non credo proprio; oggi arrestano riempiendo le carceri e controllano l’esecuzione della pena tra cui il regime di tortura del 41 bis, credo sia unica al mondo una situazione del genere. Tutto ciò è possibile perché riguarda i “mostri” della colonia meridionale, non avendo diritti possono essere oppressi e calpestati senza problemi. I servi meridionali che fanno la volontà dei padroni, diranno che non è vero perché credono di non essere servi ma protagonisti; anche i liberti della Roma Antica credevano di essere potenti, fino a quando decidevano diversamente i padroni di Roma.  –  20/12/2012

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Trovo un piccolo scritto di Luciano Bianciardi del 1970-71, lo scrittore aveva risposto in un sua rubrica di corrispondenza gli chiedono della mafia, lui risponde che non fu inventata a Palermo. E’ una componente sociale eterna. Una minoranza si dispone a difesa dei propri privilegi, o alla conquista di privilegi che ancora non ha e agisce dentro un contesto sociale estraneo, e si dà le sue regole e le sue leggi occulte, e un codice d’onore che va rispettato, pena la vita, lì è la mafia. Dove è carente lo Stato, lì gli uomini inventano uno Stato per proprio conto, e vi amministrano la giustizia. Sorge ed esiste dovunque vi sia una carenza comunitaria, dovunque occorre farsi “giustizia” da soli. Finisce il suo discorso con una verità semplice quanto drammatica: se nel nostro Paese non si migliorano le sorti d tanti uomini, donne e giovani condannati alla marginalità sociale, fra non molto cesseremo di essere una nazione. Credo che una nazione non lo siamo mai stati, perché le disuguaglianze sono troppo distanti tra l’Italia padrone del Nord e l’Italia colonia del Sud. Questo concetto da lui espresso dimostra che è lo Stato a creare il brodo di cultura per l’emarginazione che alimenta profonde ingiustizie. Il sistema crede di risolvere i problemi da lui creati, esclusivamente con la repressione, come fanno sbrigativamente nelle dittature. Tutto ciò non fa altro che alimentare una forte avversione verso le istituzioni e vedere nello Stato un nemico.  –  21/12/2012

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2 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 novembre – 21 dicembre

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Anche questo mese il regalo è arrivato e leggere queste chicche per me è sempre un grande piacere e tu lo sai Pasquale, in tanti tuoi pensieri io mi ritrovo e quindi sono ancora più felice quando trovo il tuo diario, è come se trovassi la conferma che quello che penso non è poi così sbagliato, troppo sovente i miei pensieri sono molto al di fuori della mentalità corrente e in certi momenti entro un po’ in crisi, ma quando ti trovo, la mia autostima cresce un briciolino. Sei forte Pasquale, davvero una persona in gamba, ecco … se tu ti candidassi..non avrei dubbi, ti voterei subito 🙂

  2. Pina in ha detto:

    Ciao Pasquale eccomi con un leggero ritardo , ma ormai ci conosciamo , mostri sempre il modo di pensare, saltando in tanti luoghi , con argomenti sempre freschi con aggiunte di un passato .
    Teniamoci forti , stiamo attraversando momenti durissimi , in tutti i settori , si è sfiduciati con questo governo, tecnico e politico e religioso , questa volta sembra è un vero terremoto ,
    Tagli su tutti i settori , proprio adesso sento , calo alla università , pochi gli iscritti , ma per forza, niente lavoro , banche che rubano , tutti indagati , ma che diavoleria e mai questa … se non si sbrigano a cambiare con una politica pulita e veritiera democraticamente senza sotterfugi e ruberie , cosi anche per gli altri settori .
    Ma non voglio affliggerti , so di certo che tu col tuo fiuto magico , perché sai dove andare a curiosare tenendo la mente fresca , pronta ricevente e trasmittente , sei proprio un notiziario , basta fare un clik ed eccoti cuore e mente parlante 😉 tvb caro amico so che ne hai tanto bisogno in quel luogo freddo .
    Ma non sfiduciamoci qualcosa pur si muove 😉 non lo so cosa ma anche io ascolto e trasmetto 😉
    Un saluto e un grazie per il tuo lavoro 😉

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