Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

L’isolamento disciplinare… da Antigone

 isolamentos

L’amico Antonio ci ha segnalato questo testo di Antigone sul tema dell’isolamento disciplinare. E’ davvero scritto in modo chiaro ed efficace e lo condividiamo con voi.

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“ANTIGONE INFORMA”

Per i diritti delle persone private della libertà personale

 

L’isolamento

L’isolamento del detenuto può essere disposto come sanzione disciplinare o come regime di sorveglianza particolare. In entrambi i casi, le disposizioni normative stabiliscono che i diritti fondamentali siano rispettati.

 

l  COS’E L’ISOLAMENTO DISCIPLINARE E’ previsto dalla legge come ipotesi di sanzione disciplinare nelle due diverse forme “dell’isolamento durante la permanenza all’aria aperta” e come “esclusione dalle attività in comune” (Art. 39 L.354/1975 n.4 e n.5).

l  LE CAUSE La legge detta il Principio di tassatività per cui il detenuto non può essere punito per un fatto che non sia espressamente previsto come infrazione dal regolamento. (Art.38 L.354/1975) L’infrazione disciplinare deve essere prevista dal regolamento interno per poter essere applicata e in ogni caso la legge prevede un elenco dettagliato di comportamenti che costituiscono infrazione disciplinare: 1.negligenza nella pulizia o nell’ordine della camera,  2. abbandono ingiustificato del posto assegnato, 3. volontario inadempimento di obblighi lavorativi, 4. atteggiamenti e comportamenti molesti nei confronti della comunità, 5. giochi o altre attività non consentite dal regolamento interno, 6. simulazione di malattia, 7.traffico di beni di cui è consentito il possesso, 8. possesso o traffico di oggetti non consentiti o di danaro, 9. comunicazioni fraudolente con l’esterno o all’interno quando si è sottoposti all’isolamento disciplinare dell’esclusione dell’attività in comune e per gli imputati quando si è sottoposti ad isolamento dall’autorità giudiziaria, 10. atti osceni o contrari alla pubblica decenza, 11. intimidazioni di compagni o sopraffazioni nei confronti dei medesimi, 12. falsificazioni di documenti provenienti dall’amministrazione affidati alla custodia del detenuto, 13. appropriazione o danneggiamento di beni appartenenti all’amministrazione, 14. possesso o traffico di strumenti atti ad offendere, 15. atteggiamento offensivo nei confronti degli operatori penitenziari o di altre persone che accedono  nell’istituto per ragioni del loro ufficio o per visita, 16. inosservanza di ordini o prescrizioni o ingiustificato ritardo nell’esecuzione di essi, 17. ritardi ingiustificati nel rientro previsti dagli artt. 30, 30 ter, 51, 52 e 53 della legge, 18. partecipazione a disordini o a sommosse, 19. promozione di disordini o sommosse, 20. evasione, 21. fatti previsti dalla legge come reato commessi in danno di compagni, di operatori penitenziari o di visitatori.

Per tutte queste ipotesi è prevista la sanzione delle esclusione dalle attività in comune ad eccezione delle infrazioni dal n.1 al n.8, per cui può essere disposta la sanzione soltanto se l’infrazione è stata commessa entro tre mesi dalla commissione di una della stessa natura. (Art.77 D.P.R.230/2000)

l  DURATA Non può durare più di dieci giorni

l  COME VIENE DISPOSTO L’isolamento disciplinare viene disposto dal Consiglio di disciplina. Soltanto la sanzione dell’esclusione dalle attività in comune può essere disposta in via cautelare dal Direttore nei casi di “assoluta urgenza” esplicitamente indicate dalla legge ossia quando vi è la necessità di prevenire danni a persone o a cose, l’insorgenza o la diffusione di disordini o in presenza di fatti di particolare gravità per la sicurezza e l’ordine dell’istituto. In questi casi, il Direttore deve attivare e svolgere “al più presto” il procedimento disciplinare e la misura cautelare non può durare più di dieci giorni che si vanno a sommare alla sanzione inflitta.(Art.78 D.P.R. 230/2000).

l  LA CONTESTAZIONE DELL’ADDEBITO Quando il detenuto commette un’infrazione disciplinare, l’operatore penitenziario redige rapporto che viene trasmesso al Direttore. Entro dieci giorni dal rapporto, il detenuto viene chiamato dal Direttore in presenza del Comandante del reparto per la contestazione dell’addebito e viene anche informato della facoltà di esercitare le proprie discolpe. (Art.81D.P.R.230/2000)

IL CONSIGLIO DI DISCPLINA Entro dieci giorni dalla contestazione dell’addebito, il Direttore convoca il Consiglio di disciplina e della convocazione viene informato il detenuto. Nel corso del Consiglio, il detenuto può essere sentito ed esporre le proprie discolpe. La sanzione viene data al termine del consiglio. (Art.81 D.P.R. 230/2000)

Il Consiglio di disciplina deve essere composto dal Direttore o, in sua vece, dall’impiegato più elevato in grado, con funzioni di presidente, dal sanitario e dall’educatore. (Art.40 L.354/1975)

l  DIRITTO AL RECLAMO E SFERA DI INTERVENTO DEL MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA La sfera di intervento del Magistrato di sorveglianza in relazione al procedimento disciplinare è ben definita dalla legge che disciplina i seguenti campi di intervento: condizioni di esercizio del potere disciplinare, costituzione e competenza dell’organo disciplinare, contestazione degli addebiti e facoltà di discolpa. (Art.69, comma 6 lett.b L.354/1975) Il detenuto ha la facoltà di presentare un reclamo avverso il provvedimento con cui gli è stata comminata la sanzione disciplinare entro 10 giorni dalla comunicazione del provvedimento definitivo e il reclamo non determina la sospensione. Sul reclamo decide il Tribunale di Sorveglianza in Camera di consiglio entro 10 giorni dall’avvenuta ricezione. All’udienza è prevista la partecipazione del difensore e del p.m. e l’interessato ha la facoltà di presentare memorie. (art. 14 ter L.354/1975)

Entro 10 giorni dalla comunicazione del provvedimento preso al termine della Camera di Consiglio, il detenuto ha la facoltà di presentare ricorso in Cassazione per violazione di legge. (Art.71 ter L.354/1975)

l  DOVE SI SVOLGE L’ISOLAMENTO Quando viene disposto l’isolamento dalle attività in comune, il detenuto rimane nella sua cella a  meno che il suo comportamento non arrechi “disturbo” o costituisca “pregiudizio per l’ordine e la disciplina” dell’istituto.

l  LE GARANZIE PREVISTE La cella dove si svolge il periodo di isolamento deve essere a norma ossia sufficientemente ampia, illuminata con luce naturale, areata e riscaldata, in buono stato di conservazione e pulizia.

L’isolamento disciplinare non può essere eseguito senza la preventiva visita medica e senza il rilascio di una certificazione scritta attestante che il soggetto può sopportarlo. Durante il periodo di isolamento, il controllo sanitario deve essere “costante”. (Art.39 c. 2 L.354/1975)

Anche quando l’isolamento viene disposto in via cautelare dal Direttore, il detenuto deve essere subito sottoposto a visita medica e il medico deve rilasciare certificazione scritta. (Art.78 D.P.R.230/2000)

l  LA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI SANZIONI DISCIPLINARI L’orientamento della Suprema Corte di Cassazione affermatosi più di recente in relazione al procedimento con cui vengono applicate al detenuto le infrazioni disciplinari è ispirato al rispetto della dignità della persona e del Principio del contraddittorio. Da questa premessa, la Suprema Corte di Cassazione ha evidenziato che se è pur vero che le infrazioni discplinari non possono essere assimilate in toto alle fattispecie di reato, devono ugualmente trovare applicazione quei principi fondamentali di garanzia per cui il detenuto può essere sottoposto a sanzione solo per infrazioni espressamente previste ed a conclusione del regolamentato procedimento disciplinare. Dunque, le modalità e i termini di contestazione dell’addebito e di applicazione della sanzione, essendo strumenti per la concreta attuazione di quei principi di garanzia che presiedono alla regolamentazione della procedura disciplinare, non possono essere inosservati pena l’illegittimità della decisione adottata. Nello specifico, la Suprema Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza e sancito l’inefficacia della sanzione disciplinare sul ricorso presentato da un detenuto che aveva lamentato la mancata contestazione dell’illecito disciplinare nei termini di legge, l’insussistenza dell’illecito disciplinare e la sproporzionatezza della sanzione irrogata. (Vedasi Sentenza Corte di Cassazione, I sez. pe., del 12 febbraio 2010, n.5776 e Sentenza Corte di Cassazione, I se. Pen., del 23 giugno 2010 n.24180; vedasi anche Sent.n.13685/2008 e n.14670/2007 nonché sent.n.48848/2003).

 

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l  COS’E’ IL REGIME DI SORVEGLIANZA PARTICOLARE La legge prevede tre ipotesi in cui può essere disposto: nei confronti di coloro i quali, con i loro comportamenti, compromettono la sicurezza o l’ordine; impediscono le attività degli altri detenuti/internati con violenza e minaccia;  si avvalgono dello stato di soggezione degli altri detenuti nei loro confronti. (Art.14 bis L.354/1975)

l  COME VIENE DISPOSTO L’amministrazione penitenziaria previo parere del Consiglio di disciplina emette il provvedimento contenente le restrizioni. Nei casi di urgenza, il provvedimento può essere adottato anche in via provvisoria 

Se il detenuto è imputato deve essere sentita anche l’Autorità giudiziaria che procede.

Il provvedimento viene comunicato al Magistrato di sorveglianza per l’esercizio dei poteri di vigilanza.

l  L’IPOTESI DI TRASFERIMENTO La legge prevede che qualora il regime di sorveglianza particolare non possa essere attuato all’interno dell’istituto dove il detenuto si trova, l’amministrazione può disporre, con provvedimento motivato, il trasferimento in altro istituto idoneo. Questo trasferimento deve essere attuato con il “minimo pregiudizio possibile” per la difesa e i familiari.

l  DURATA. Può avere la durata per un periodo non superiore a sei mesi, prorogabile anche più volte in misura non superiore ogni volta a tre mesi (art. 14 bis L.354/1975)

l  LE GARANZIE PREVISTE. Innanzitutto le restrizioni impartite devono essere elencate e motivate nel provvedimento con cui viene disposto il regime di sorveglianza particolare. Le restrizioni non possono riguardare: 1) igiene ed esigenze di salute 2) vitto 3) vestiario e corredo 4) possesso, acquisto e ricezione di ciò che è permesso dal regolamento interno, nei limiti in cui ciò non comporta pericolo per la sicurezza 5) lettura di libri/periodici 6) pratiche di culto 7) uso di apparecchi radio consentiti 8) permanenza all’aperto per almeno due ore  9) colloqui (anche telefonici) con difensori, coniuge, conviventi, figli, genitori e fratelli. (Art.14 quater L.354/1975)

La corrispondenza telegrafica e epistolare può essere limitata e in ogni caso la corrispondenza è sottoposta a visto di controllo così come il contenuto della busta senza lettura della lettera.

l  IL DIRITTO AL RECLAMO Il reclamo può essere presentato avverso il provvedimento con cui è stato disposto o prorogato il regime di sorveglianza particolare entro 10 giorni dalla comunicazione del provvedimento definitivo. Il reclamo non determina la sospensione del provvedimento. Sul reclamo decide il Tribunale di Sorveglianza in Camera di consiglio entro 10 giorni dall’avvenuta ricezione. All’udienza è prevista la partecipazione del difensore e del p.m. e l’interessato ha la facoltà di presentare memorie. (art. 14 ter L.354/1975)

 

l  COSA DICE L’EUROPA SULL’ISOLAMENTO

Regole penitenziarie europee (art.60 comma 5)

L’isolamento può essere imposto solo in casi eccezionali e per un periodo determinato di tempo, il più breve possibile.

Consiglio d’Europa – Comitato di prevenzione della tortura (C.P.T.)

Nella nota del 10.11.2011, il CPT  evidenzia che “l’isolamento può avere degli effetti estremamente dannosi sulla salute mentale, somatica e il benessere sociale dei detenuti”. Per questo “considera che la durata massima possibile […] non dovrebbe eccedere i 14 giorni, e dovrebbe essere preferibilmente più corta”

 

Raccomandazioni del C.P.T. a seguito delle visite periodiche effettuate in Italia

– Anno 2003, par. 126- Raccomanda che tutti i detenuti sottoposti a procedimento disciplinare vengano informati per iscritto delle accuse a carico e abbiano un tempo sufficiente per preparare la propria difesa; il diritto di citare dei testimoni o contro-interrogare testimoni ad essi sfavorevoli; il diritto a ricevere copia della decisione disciplinare, dei motivi della stessa e delle modalità di proporre appello.

 

-Anno 1995 par. 152 – Raccomanda che i detenuti ricevano sistematicamente una notifica scritta con tutte le procedure disciplinari che li riguardano; tale notifica dovrebbe menzionare i mezzi d’appello utilizzabili avverso le sanzioni

 

XXI Rapporto Generale sulle attività del CPT (2010-2011)

 

Par. 58 Le celle dell’isolamento devono rispettare sempre gli standards minimi
applicabili alle altre celle dell’istituto. In particolare devono essere di grandezza adeguata, avere un accesso alla luce naturale, luce elettrica per leggere, adeguato riscaldamento e condizionamento, anche munite di strumenti per la pronta comunicazione dei membri dello staff. Inoltre dovrebbero essere garantiti l’accesso alle docce con le stesse modalità dei detenuti delle sezioni ordinarie. Ai detenuti non possono essere negati cibo ed acqua. Le celle dovrebbero presentare come minimo un tavolo, una sedia, un letto e lenzuola e coperte

 

Par. 61 b) I prigionieri […] non devono essere totalmente privati dei contatti con i loro familiari e ogni relativa restrizione può essere imposta solo ove il familiare sia, allo stesso tempo, vittima del reato. Non  deve esserci alcuna restrizione relativa al diritto di difesa. Hanno diritto ad almeno un’ora al giorno di esercizi all’aria aperta, fin dal primo giorno di isolamento, ed essere stimolati a fare gli esercizi medesimi.  Deve altresì essere permesso l’accesso ad una ragionevole scelta di materiale di lettura (quali ad esempio i testi religiosi). E’ infine di cruciale importanza che sia mantenuto qualche stimolo che li aiuti a mantenere il loro benessere mentale.

 

Par. 62. I medici in carcere agiscono come medici personali dei detenuti e l’ assicurare la sussistenza di una buona relazione tra dottore e paziente è  fattore di maggiore salvaguardia della salute e del benessere del detenuto.

[…]Il CPT ritiene che il personale medico non dovrebbe prendere parte a nessun processo decisionale relativo all’applicazione dell’ isolamento, eccetto laddove la misura venga applicata per motivi medici.

[…] Lo staff sanitario è tenuto ad essere informato ogni qualvolta un detenuto viene messo in isolamento e lo deve visitare immediatamente dopo l’inizio dell’isolamento e da lì in avanti, regolarmente, almeno una volta al giorno, ed assisterlo con una pronta assistenza medica e le cure che necessita. Devono infine riferire al direttore del carcere qualora si presentino dei casi in cui la salute del detenuto venga seriamente messa a rischio dallo stato di isolamento. 

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