Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Il terremoto in carcere (seconda parte).. di Giovanni Lentini

terremoto_norditalia_03

Il 17 gennario pubblicai la prima parte di un testo del nostro Giovanni Lentini -detenuto da qualche mese ad Opera- dedicato all’impatto che un terremoto può avere su chi è detenuto in carcere  (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/11/17/il-terremoto-in-carcere-prima-parte-di-giovanni-lentini/).

Oggi pubblico la seconda parte.

——————————————————————————————-

                           IL TERREMOTO IN CARCERE E IN TESTA

Passati alcuni minuti, dopo gli interminabili 20 secondi (tanto è durata la prima scossa), comincio a rendermi conto di ciò che è accaduto…è tutto vero…terremoto…

Il primo pensiero va ai miei cari, chissà cosa è successo fuori…

Il carcere è rimasto in piedi perché è antisismico, ma fuori sarà caduto tutto.

Questi erano i discorsi che facevamo andando avanti e indietro nella cella.

Poi sintonizzammo la radio, credo su Isoradio, una edizione straordinaria, riassumeva quanto era accaduto, le prime notizie erano confuse…l’epicentro è stato in Veneto, l’epicentro è stato a Ferrara…non si capiva bene dove e di che grado di magnitudo fosse stata la scossa e se ci fossero stati morti…

La guardia di turno in sezione faceva avanti e indietro nel corridoio…

Giuseppe, un mio carissimo amico gli disse: “Appuntato, avete sentito anche voi?”

Lui, bianco cadaverico gli rispose: “Non vedi che ancora sto tremando?”

Fu una risata collettiva…

Passava cella per cella e raccontava come aveva vissuto quei terribili e interminabili momenti…

Arrivato davanti alla mia cella gli chiedo subito se ha notizie di fuori, gli chiedo di telefonare per informarsi poiché non sa nulla, ma mi dice che non può chiamare nessuno…

Gli dico di aprire le celle e mi risponde che non ha le chiavi…poi si dirige verso la rotonda dicendomi che prova a chiamare la sorveglianza (ispettore di turno).

Io resto al blindo, per un attimo fisso Dario, il mio dirimpettaio, di colpo mi viene in mente che dalla sua finestra s’intravvede la caserma dei vigili del fuoco…dalla mia vedevo solo delle lunghe distese di terreni agricoli e udivo allarmi di auto…

Gli dissi: “Dario, prova a guardare dalla finestra, vedi se i vigili del fuoco escono con il loro camion, si vedono lampeggianti?”

Dopo pochi secondi tornò e mi disse che non si vedevano lampeggianti e che si sentivano solo allarmi di auto…nessuna sirena.

Fu una notizia rassicurante…

Iniziammo a dire tutti: “Se fosse caduto qualche palazzo, di sicuro i vigili del fuoco sarebbero in azione per dare soccorso…meno male speriamo non ci siano danni a persone o cose…”

Ognuno diceva la sua. Dopo due ore circa, verso le 5,40/45, arrivò il comandante del carcere con abiti civili, si fermò davanti alla mia cella e dopo aver detto:”Vedete, non sono come Schettino che ha abbandonato la nave, sono qui con voi”

Ci ha raccontato che cosa era successo fuori, notizie che qui avevano dato dalla protezione civile.

“E’ stata una scossa molto forte, 5 o 6 gradi e sembra ci siano stati anche dei feriti, sono caduti alcuni edifici nei pressi di Ferrara…qui a Bologna solo tanta paura.. Stata calmi, sarò costantemente informato dagli organi competenti e se ci sono rischi seri prenderò le precauzioni necessarie, per ora vi faccio aprire, ma mi raccomando non fate confusione”…

Con queste parole ha cercato di rassicurarci ed è andato via.

Dopo qualche minuto è passato l’agente di turno ed ha aperto tutte le celle…era più cadaverico di prima e ancora gli tremavano le mani, tant’è che faceva fatica a trovare il buco della serratura…

Che cazzata…le celle aperte…

Che cosa avremmo potuto fare se fosse venuto giù il carcere?

Invece di morire in cella saremmo morti in corridoio…non vi pare?

La mente intanto tornava a pensare fuori…

Povera gente…

Chissà cosa stanno passando…

Speriamo bene…                                                                                  

(fine II parte)

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

3 pensieri su “Il terremoto in carcere (seconda parte).. di Giovanni Lentini

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    ciao Giovanni, devono essere stati momenti terribili, perchè quando non si ha un’idea di che cosa può esserci fuori, è ancora più angosciante…. comnunque …lo stai racontando e questa è una cosa positiva..

  2. Pina in ha detto:

    simpatico amico , oggi ero proprio giù e ti dirò in tutta confidenza che il terremoto mi ha fatto apparire un sorriso che te lo invio augurando che ce ne siano tanti , basta che tutto resti in piedi e che la cella venga aperta , per te e per tutti i tuoi amici …..scansato pericolo ciao

  3. Angela in ha detto:

    ciao carissimo non solo la speranza l’uomo non puo’ uccidere ,ci sono la fede è l’amore per Dio
    continua a scrivere tutto Questo è molto positivo
    tua sorella lina

    sorella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: