Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lasciato senza cure… lettera di Santo Galeano

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Il Circolo Cabana di Rovereto -un gruppo che nasce all’indomani dell’omicidio in carcere di Stefano Frapporti (Cabana)- che ci ha costantemente fornito materiale relativamente alla inquietante situazione del carcere di Tolmezzo e a quello che sembra esssere stato un sistematico accanimento contro Maurizio Alfieri, lì detenuto, prima di essere, da pochissimo, trasferito nel carcere di Saluzzo, ci ha inviato, tramite Daniela, questa lettera, scritta proprio da un detenuto che fino a pochissimo tempo fa era detenuto a Saluzzo (e la lettera che leggerete è stata spedita proprio da Saluzzo), e che ora è stato trasferito a Milano, nel carcere di San Vittore.

Santo Galeano.

Un’altra vicenda che urla per la vergogna.

Santo denuncia una “repressione carceraria”, nei suoi confronti, che dura da più di un anno, con la costante sottoposizione a gravi misure di sorveglianza.

Per la sua patologia avrebbe bisogno di controlli periodici specializzati presso il policlinico di Milano (padiglione Zonda, dottor Mozzi). Dovrebbe andare ogni 6 mesi -secondo quanto hanno dichiarato i periti in sentenza. Ma è da giugno 2011 che non fa controlli.

Ogni 6 mesi è stato trasferito, senza avere la possibilità di ricevere cure; da Catania a Caltagirone, Caltanisetta, Trapani, Favignana, Ucciardone, S. Vittore, Opera, Biella, Saluzzo e.. da pochissimo a Milano (San Vittore).

Perché questo detenuto viene costantemente trasferito?

Perché il suo diritto alla salute viene costantemente calpestato?

Chiediamo che si agisca immediatamente per tutelare la saluta e la dignità di Santo Galeano.

Se intanto qualcuno volesse scrivergli, ecco l’indirizzo:

Santo Galeano
Casa circondariale di Milano San Vittore – Piazza Filangieri 2 – 20123 MILANO

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Ciao carissimi compagni,

chi vi scrive è un compagno di Maurizio Alfieri. Maurizio mi ha parlato molto bene di voi e allora mi sono sentito di prendere carta e penna e scrivermi la mia sofferenza.

Mi chiamo Santo, sono di Catania, vivo a Milano e ho 38 anni.

In questo momento sto passando dei momenti brutti e molto tristi per la morte di mio padre.

Ma questo mi dà più forza per combattere il mio problema e spero che la mia testimonianza spingerà qualcuno ad aiutarmi e a fare sentire la mia voce tramite voi compagni e Internet.

Io sono portatore di bendaggio gastrico, pesavo 188 kg, ne ho persi più di 80 e ho bisogno di controlli periodici specializzati presso il policlinico di Milano (padiglione Zonda, dottor Mozzi). Dovrei andare ogni 6 mesi per come hanno dichiarato i periti in sentenza. Ma è da giugno 2011 che non faccio controlli.

Sono stato accusato sulla base di “voci confidenziali” ritenute attendibili di essere mandante, capo sommossa e capo promotore di rivolte ecc. ecc. E mi trovo in isolamento da dicembre 2011 come un cane. Mi hanno sanzionato con gli articoli più gravi (art. 3,4,5 e 39 OP) e applicato la G.S.C. (Grande Sorveglianza Custodiale) da reato comune. Tutto ciò perché ho lottato per i mie diritti alla salute.

Ogni 6 mesi mi trasferiscono senza darmi cure né spiegazioni (da Catania a Caltagirone, Caltanisetta, Trapani, Favignana, Ucciardone, S. Vittore, Opera, Biella e ora Saluzzo).

Ora è da marzo 2012 che aspetto un’operazione all’epidermide cutea DX, è per questo che se ne lavano le mani perché abbiamo fatto denuncia per danni permanenti e si spaventano ad operarmi.

Ho scritto a Riccardo Arena (radio carcere) con tutta la documentazione ma siccome il tutto scotta non ha fatto niente perché c’è da combattere per gli abusi che sto ricevendo, ma io li affronto giorno per giorno sì che loro hanno paura perché io mi faccio rispettare.

Spero che avrò la solidarietà dei vari compagni così mi faranno compagnia e potremo combattere assieme per i nostri ideali che sono la libertà di uomini liberi.

Ora vi saluto con affetto e stima.

Il vostro compagno carcerato,

Santo Galeano

 

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2 pensieri su “Lasciato senza cure… lettera di Santo Galeano

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Come tante altre volte, trovare parole che possano rinfrancare lo spirito di una persona che subisce questi abusi, è impossibile. Vorrei poter fare qualcosa, ma tutto ciò che posso fare è portare a conoscenza di questi fatti, più persone possibile.
    un abbraccio e un caro augurio Santo.

  2. Laura Rubini in ha detto:

    Ciao Santo, fai bene a continuare a lottare.
    C’è qualcosa di concreto che potremmo fare? Sensibilizzare l’opinione pubblica? Scrivere ai giornali?
    Laura R.

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