Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Domande e Risposte da Gino Rannesi

Gino RannesiCi sono stati un po’ di problemi con la posta di Gino Rannesi, per cui egli manca da questo blog da circa un mese, ma oggi torna sia con delle risposte a coloro che hanno lasciato commenti ai suoi precedenti scritti, sia con una serie di risposte ad alcune domande fatte dalla redazione del Messaggero di Padova e che saranno pubblicate nella sezione “Murati Vivi- Il carcere degli invisibili” sul sito di Ristretti Orizzonti.

RISPOSTE A SCRITTI E COMMENTI.

 

ALESSANDRA – Ciao Pupa, davanti a me quanto hai scritto il 14 e il 25 novembre. Dunque sarei finito qui perché in questo posto hanno bisogno di me? Beh! Ne avrei fatto volentieri a meno. Qui ho trovato tanti ergastolani che non hanno ancora capito la sorte che ci aspetta. Infatti solo qualcuno ha capito, diciamo che il mio arrivo ha scosso qualche coscienza, tanti hanno capito, ma non certo per la mia esperienza spoletina, no.

Sono stato creduto per i miei trascorsi, i quali sarebbero garanzia di serietà, mah!

Il concetto che ho sempre espresso sulle donne non posso che confermarlo.

Le donne sono migliori degli uomini, ivi compreso il sottoscritto. Perché amo immensamente Penelope? “ Bisogna riconoscere all’uomo tutto il rispetto che pretendiamo da lui.”. In questo Penelope è molto ligia. Buone feste. Ti voglio bene. Baci, Gino.

 

ROSSANA –Scusa il ritardo con cui mi faccio sentire, ci sono, lontanissimo,  ma ci sono. Davanti a me quanto hai scritto il 13 novembre. Vedo che ti ha molto colpito l’articolo del Direttore di Spoleto. Ha colpito anche me. È una persona di buona volontà. Qui agli AS1 non possono fare quasi nulla. Niente scuola, teatro, etc. Ma io devo uscire… ho ricevuto il mio bel diploma di maestro d’arte. Meno male che prima di essere cacciato da Spoleto ho potuto dare gli esami.

L’ho spedito a casa: “Fateci una cornice e attaccatelo all’androne del palazzo, tutti lo devono vedere, anche quei “cornuti” dei miei nipoti. Ciao Rossana.

Buone feste. Un bacio, Gino.

 

PINA –Ciao Pinuzza, sono sempre io, quel rompipalle del tuo paesano che vorrebbe uscire.

Scrivi: Chissà che ci aspetta, una rivoluzione interiore molto forte… una rivoluzione interiore? No! Ci vorrebbe una rivoluzione vera e propria.  Auguri per la tua pensione, al giorno d’oggi nulla può essere dato per scontato. Vuoi andare in Australia? Bene, fai presto però, le cose in questo paese andranno sempre peggio. Qui nessuno ti regala niente, anzi, cercano in tutti i modi di toglierti tutto. Anche la dignità. Ti abbraccio forte.

Tuo amicone,  Gino.

 

GIUSEPPE –Caro Peppino, mi stupisci, hai più grinta tu che taluni ergastolani. Davanti a me quanto hai scritto il 13 novembre. Concordo, la cultura fa paura ma, bisogna andare avanti, dobbiamo salvare i nostri figli dall’orco…

Concordo quanto hai risposto agli ergastolani che sono finiti in Sardegna. “Lotta dura senza paura”. Chi non lotta ha già perso. Salutami quel forcaiolo che si è convertito. Credo di sapere quale sia stato il mio scritto che ti ha fatto piangere.

A presto un affettuosissimo abbraccio. Gino.

 

IL DAMARINO –Ciao Damarino, benvenuto nel campo degli uomini ombra. Scrivi: Riprendi in mano la tua penna e lotta… eccomi, non l’ho mai posata, c’è  stato un momento di sbandamento ma è passato.

La cacciata da Spoleto l’ho “subita” come un tradimento. Ciao, a presto. Gino. Buone feste.

 

SPERANZA –Ciao Speranza, felice di risentirti. Scusa il ritardo con cui rispondo a quanto hai scritto il 29 ottobre, per qualche disguido alcuni commenti e tra questi il tuo l’ho potuto leggere con molto ritardo.

Scrivi: Anche se non ti scrivo ti leggo. Sarai sempre nei miei pensieri… grazie pupa, anch’io ti auguro ogni bene. Non ho perso la “speranza” di poterti incontrare un giorno. Questo il mio attuale indirizzo: Via Camporgnago 40, Opera (MI)20090. Ti abbraccio affettuosamente. Gino.

 

ELENA –Davanti a me quanto hai scritto l’8 novembre. Scrivi: Sante parole, se tutti le urlerebbero forse… sì, forse. Ma le parole non bastano. Scusa, sei la stessa Elena che un tempo viveva a Milano? Se sì, adesso so chi sei. Hai tutta la mia stima. Con riferimento all’andazzo della nostra società, faccio mio il tuo sfogo e dico: Voi persone libere avete il diritto dovere di provare a cambiare questo stato di cose. Lo sapete voi che i pregiudicati non possono recarsi alle urne per votare? E non è forse un paradosso il fatto che in Parlamento ci siano parecchi pregiudicati?…

Grazie per il “grande”. Baci. Gino. Buone feste.

 

SALVATORE –Ciao Turi, colgo l’occasione per fare gli auguri di buone feste a te e famiglia. A presto. Stammi bene.

Baci, Gino.

 

  

 

RISPOSTE ALLE DOMENDE POSTE DALLA REDAZIONE DEL MESSAGGERO DI SANT’ANTONIO DI PADOVA.

RISPONDE L’ERGASTOLANO OSTATIVO GIROLAMO RANNESI.

 

Ero nato a Catania, ero nato, perché ormai da 21 anni sono morto, morto perché senza speranza e senza futuro. Il mio nome era Girolamo Rannesi, ma gli “amici” mi chiamavano Gino, nome questo ereditato da mio nonno. La data della mia nascita l’ho scordata, (sono un sagittario).

Ricordo bene invece la data del mio arresto, era una serata buia e piovigginosa dell’ormai lontano 1992. Nel corso degli anni successivi sono stato condannato in vari processi alla pena dell’ergastolo. Secondo l’accusa avrei preso parte in modo attivo ad una “guerra” tra malavitosi. Le cosidette “guerre” tra clan contrapposti, dove tutti avrebbero avuto la possibilità di attaccare, di difendersi o scappare.

 

1)“Voi che non avete avuto misericordia ora chiedete misericordia, in nome di che cosa?”

Dove cazzo avete letto o sentito che ci sono ergastolani ostativi che chiedono misericordia? Noi vorremmo che venisse rispettata la Costituzione. L’art. 27, “La pena tende alla rieducazione”. Ora, una pena che non finisce mai che cosa dovrebbe rieducare?

Anche noi siamo per la certezza della pena, una data certa a posto di quella infame scritta “Fine pena mai”.

 

2)Per chi uccide un uomo, chi è l’uomo?

Bah! Temo che la mente che ha partorito alcune di queste domande non abbia ancora capito chi sono gli ergastolani ostativi.

Per chi uccide un uomo, chi è l’uomo? Forse il suo nemico? Forse a torto o a ragione pensa di agire in una sorta di “illegittima” difesa?

 

 

3) “Nel sentimento comune chi si macchia di un grave delitto dovrebbe stare dentro a vita, voi che siete dentro a vita che cosa pensate?”

Nel sentimento comune gli ergastolani ostativi per ignoranza in materia vengono accostati ai pedofili, ai magnaccia, ai violentatori e uccisori di donne e bambini. Lungi da noi, i soggetti che compiono queste nefandezze sono tra di voi, le cosidette persone comuni. Gli ergastolani ostativi sono persone che avrebbero ucciso altri pregiudicati o comunque altri malavitosi (faide) a questi ultimi e solo a questi ultimi viene cominato l’ergastolo ostativo. Eh!. noi siamo malavitosi. Quelli che invece stanno tra di voi, ossia i bravi che ammazzano donne, bambini e o comunque persone inermi, nella peggiore delle ipotesi si beccheranno l’ergastolo, ma a differenza di quello ostativo permetterà loro di uscire dopo 10 anni in permesso, dopo 20 in semilibertà. Il loro ergastolo è il cosidetto comune. Guardatevi bene dall’uccidere un pregiudicato…

 

5) Una vita felice e ricca di soddisfazioni è possibile dietro alle sbarre?

Beh! Direi di sì,  ma solo sporadicamente.

 

6)Quanto conta la solidarietà tra ergastolani?

Un cazzo, non costa un cazzo di niente.

Preferisco avere a che fare con persone che lottano a prescindere dal fatto che questi siano ergastolani o non.

 

 

8)Che cos’è il pentimento?

Riconoscere i propri errori in coscienza e davanti a Dio.

 

11)Cosa significa per voi la parola rassegnazione?

La morte.

 

12)Come pensate di poter emendare il male inflitto?

In primis bisognerebbe quantificare la portata del male che avrei inflitto. Stando a quello che sarebbe emerso nei processi che mi hanno visto giustiziato, pare che la parte avversa avrebbe più volte attentato alla mia vita.

Dunque a quanto dovrebbe ammontare il mio debito da pagare? Non sono sufficienti 21 anni di galera? Non lo sono? Vogliamo fare 30, non bastano 30? Pare che la colpa più grave sia stata quella di essere riuscito a non farmi ammazzare. Credo che a torto o a ragione il mio debito è estinto, con tutto il rispetto per coloro che sono stati meno “fortunati”.

 

15) “Cosa può fare chi vive fuori dal carcere per creare un contatto con voi?”

Domande, proprio come avete fatto voi. Evitando quelle banali. Domande- risposte-domande-risposte.

Gino Rannesi.

Opera dicembre 2012   Grazie.

 

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

10 pensieri su “Domande e Risposte da Gino Rannesi

  1. elena in ha detto:

    ciao gino si sono io la elena che una volta abitava a milano ed era anche sposata con uno che tu conosci bene per mia sfortuna scusa se ti scrivo solo adesso ma ho avuto broblemi con la connessione e poi durante le feste ho lavorato sai in sicilia lavoro non c è o è molto poco e quando mi capita di fare qualche lavoretto lo faccio anche perchè sono sola e ho una bimba da mantenere auguroni anche a te per le feste con un po di ritardo sai abito vicino portopalo so che sei diventato nonno auguri ho una matta voglia di rivedere tuo figlio per me è e rimarrà sempre mio nipote è un ragazzo eccezionale nonostante tutte le difficoltà della vita che ha subito credimi te lo dico come una sorella devi essere molto fiero di lui ciao ora ti saluto chissà forse un giorno magari non tanto lontano potremmo rincontrarci ma ti auguro di tutto cuore di riabbracciare la tua famiglia e poi tutto il resto penso che veramente BASTA con la tua pena hai già pagato fin troppo tieni duro mi raccomando come si dice i duri si piegano ma non si spezzano e tu non farti spezzare per nessun motivo al mondo pensa a tutte quelle persone che credono in te e hanno bisogno di te tieni duro gino ciao un bacio alla prossima …..elena

  2. rossana in ha detto:

    ciao Gino 🙂 le feste sono passate ed eccomi qui davanti alle tue graditissime righe contenta di risponderti e di accorciare questa lontananza epistolare.. Sono contenta che tu abbia concluso il tuo percorso di studi maestro 🙂 e il tuo diploma messo a vista dove dici tu sarà la prova del tuo impegno 🙂 alla faccia di chi non crede nella forza interiore che si tira fuori quando la vita e la società ti fanno lo sgambetto… ti auguro tante cose buone Gino 🙂 non mollare mai 🙂 un abbraccio 🙂 a riscriverci presto 🙂 rossana

  3. Pina in ha detto:

    Amico mio eccoti finalmente , pensavo che ti eri perso ma evidentemente era solo un falso allarme , so che ci sei e che combatti sempre , per questo ti ammiro , per le tue imprese non fai che salire, e vedere il basso con occhi di falco …Io ancora sono qua in sicilia , aspetto la pensione , non so quando si decideranno , ho deciso di andare a CT…direttamente a svergognare un ente dormiente , ma non per loro che rubano e non si fanno nemmeno un giorno di galera , i veri ladri raccomandati da uno stato assente o presente solo per i propri interessi , fuori e la fine del mondo credimi Gino .
    leggendo la tua lettera , come sempre scuote il mio essere , sensibile e umana colorata di dentro e di fuori come lo sei tu amico che vivendo rinchiuso , adoperi le tue risorse per metterti il luce .
    Vedi tutta la mia vita ho sempre speso il mio tempo alle buone cause , questa e una delle tante non mollerò finché non vedrò un cambiamento che migliori la vita , sia dentro che fuori , l’uomo sta cambiando almeno cosi pare e il numero aumenta sempre di più di chi ascolta .
    Lunedì andrò CT a firmare per l’Amnistia, speriamo siamo tanti mi sembra che è il momento giusto , che qualcosa si muova , ogni giorno si parla del carcere e cosi che si deve fare , sensibilizzare ad una nuova svolta
    e finire di affliggere e ferire corpi umani .
    Sei sempre un simpaticone 😉 te lo detto leggerti e un vero piacere , perchè capisco i tuoi messaggi, duri ma ricchi di lezioni di vita , potresti aprire un corso io verrei per ascoltarti e prendere lezioni 😉 😉 😉
    Chiedi come il contatto esterno ….be un vero schifo , difficile per uno spirito libero come me, ma dentro la mia prigione ci vivo bene , dato che aggiungo sempre nuovi desiderosi di condividere con me .
    A presto amico 😉 😉 😉

  4. Alessandra lucini in ha detto:

    Svegliarsi una mattina e trovare il tuo scritto sul blog. Ma c’è anche la vicina di casa che sta male, e quindi devo lasciarti un attimo per ritrovarti quando avrò provveduto a chiamare una guardia medica, ti abbraccio per ora…

  5. Alessandra lucini in ha detto:

    Come dicevamo caro bel ragazzo, svegliarsi al mattino e trovare il tuo scritto, è stato bello, ora che la vicina è stata ricoverata e il pranzo per mio figlio è quasi pronto, ti ho riletto con piacere, le persone intelligenti si leggono sempre volentieri, sì, penso davvero che dobbiamo dare agli uomini lo stesso rispetto che pretendiamo da loro, non siamo superiori, siamo diverse, semplicemente diverse. Non siamo nè meglio nè peggio.
    Scusa ma davvero sei nonno? Accussìggiovane?
    Sai che una mia carissima amica mi ha invitata in Australia? mica solo Pina … ma come potrei lasciarti?
    Ti abbraccio con tutto l’affetto che sai.

  6. speranza in ha detto:

    ciao gino come vedi ogni tanto ci sono.giusto per farti sapere che ti penso sempre con tanto affetto, ti auguro che l anno nuovo possa realizzare il tuo desiderio più grande .io non sono più in italia mi sono trasferita ad amburgo. lavoro in un ristorante italiano.ha presto ti mando una cartolina.intanto ti mando un affettuoso abbraccio,èunbacio.

  7. SALVATORE in ha detto:

    Ciao Gino, ma che telo dico a fare che già tu lo sai, ma io telo dico lo stesso, ti voglio un gran bene.

    Oggi mi improvviso un portavoce dei tuoi fans e amici, che mi dicono sempre se scrivi manda un saluto da parte mia e digli che è e sarà sempre un piacere leggere i suoi scritti .

    Ringraziano immensamente a Nadia e chi si prende cura dei tuoi scritti, il resto non conta. l’importante è che tu rimani con la stessa grinta e caparbietà di guerriero per riuscire a tirarti fuori .

    Comincio con i saluti :

    saluti affettuosi da parte di Beppe di Firenze, Paolo di Montecatini, dall’amico Enzo, dal mio compare Mario, dal mio compare Salvuccio, da Beppino i paninaio, dallo scriba, da Luciano, Celeste dice che teli manda lei, con la speranza che tu possa riceverli.

    Lascio la veste di portavoce e approfitto per dirti due cose

    Mia figlia ti ricordo che è meclarista e non ferrarista, strano ma è così.

    Ti faccio anche sapere che giorno 13 dicembre scorso ho ricevuto in regalo un biglietto di aereo andata e ritorno per Catania, dal 2 febbraio fino al 6, sendo ad abbracciare Santuzza ed approfitto di godermi la festa di Santaituzza .

    Non mancherò di abbracciare per te mamma Concetta e tutto il resto della tua famiglia .

    Vorrei tanto salutare o se tu li senti i vecchi amici di Spoleto, a tutti con affetto da Salvatore .

  8. SALVATORE in ha detto:

    A leggere qualche scritto provo un grande rammarico ed una forte delusione, ma allo stesso tempo trovo un’emozione immensa e per questo auguro lunga vita e buona fortuna

    A buon intenditor poche parole

  9. elena in ha detto:

    ciao gino è un po che non ti fai sentire spero tutto bene per modo di dire volevo farti sapere il mio nuovo indirizzo email perche ho problemi con alice ciao spero di sentirti presto…… a volevo dirti se potevo scriverti ….. fammi sapere ciao elena ….

  10. SALVATORE in ha detto:

    La dignità è un’arma che congela il dolore.

    La dignità è vero che a volte ti fa andare un passo indietro, ma solo per fartene fare due domani.

    La dignità non si deve mai perdere per non perdere l’esistenza.

    La dignità è il rispetto per se stessi

    La dignità è l’unica cosa che tiene a bada il male che vive in ognuno di noi .

    Mi sento di dire oggi questo perchè in questo periodo, io che da una vita vivo con dignità anche essendone a volte inconsapevole, ho valutato la forza che ha questa parola e posso dire che mi è stata utile per superare molti ostacoli che sembravano insormontabili.

    Per questo io voglio dire a voi che vivete in ostatività che la speranza è ingannevole e che non aiuta nella vostra giusta lotta, non dimenticatevi che l’ostatività è un veleno che vi tiene in vita come una medicina creata dal diavolo che tutti i giorni vi viene iniettata .

    L’unica cosa che vi può disintossicare da questo veleno è la dignità.

    Ricordatevi che se si deve morire si deve farlo tenendo alta la dignità e chi lo fa anche dopo la sua morte un sorriso sul suo viso spunterà .

    Un saluto a Gino e a tutti i carcerati che vivono con dignità.

    Dal tuo amico fraterno Salvatore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: