Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Il tradimento… di Nicola Sapone

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Nicola Sapone fu condannato nell’ambito del processo contro le famigerate “Bestie di Satana” e attualmente è detenuto a Padova. Normalmente non avrei pubblicato testi di un detenuto condannato per delitti del genere; e infatti inizialmente avevo scelto di non pubblicarli.. Distinguiamo i piani; io sono d’accordo che ogni detenuto venga rispettato nella sua dignità e riceva le opportunità del trattamento, ma non voglio dare spazio, su questo Blog, agli autori di atti che considero perversi e bestiali.

Ma su Nicola Sapone sono sorti dei dubbi.. lui sostiene la sua innocenza con molta convinzione (ma naturalmente questo lo sostengono anche molti veri autori di crimini)… ma soprattutto, ho letto degli argomenti che contestano le indagini e il processo e che hanno portato alla richiesta di revisione del processo. E mi sembrano argomenti che, seppure non possono dare una certezza inequivocabile, facciano sorgere perlomeno alcune forti perplessità su alcuni aspetti. Nel dubbio sorto che Nicola effettivamente non sia il mostro di cui parla la condanna.. ma posso essere una vittima giudiziaria.. (dubbio venuto, ad es., da articoli presenti a link come..http://paolofranceschetti.blogspot.it/2012/07/a-colloquio-con-nicola-sapone.html  e http://affaritaliani.libero.it/cronache/bestie-di-satana-chiesta-la-revisione051112.html) in quel dubbio pubblico due suoi testi che ci ha inviato.

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IL TRADIMENTO

Nell’odierna società molti valori che nel passato erano fondamentali sono mutati. Fra i tanti, quelli cui “sento” maggiormente” è il tradimento.

Nell’antichità era un crimine punito con il massimo rigore. Nell’antica Roma chiunque calunniasse una persona o tradiva l’impero (si noti la similitudine tra patria e prossimo) era punito con la morte. 

Dante che con la Divina Commedia ci da’ un più che sincero quadro del medioevo, colloca i traditori nel girone più profondo dell’inferno. Non vi colloca gli assassini e gli eretici, ma chi si era macchiato di tale sommo crimine. La “parola data” o “il giuramento”, fino agli inizi del nostro secolo, erano  più che una garanzia, erano certezza. Quanti di voi, al giorno di oggi, si sono sentiti dire “ti do’ la mia parola che….” per poi essere raggirati?
L’arte della politica ci può dare un chiaro esempio del “doppio gioco”, del saltare da uno schieramento all’altro, appena si intraveda una possibilità di qualche comoda e fruttuosa poltrona.

Il tradimento  è la principale causa della fine di un’amicizia. Si parla tanto del più nobile sentimento che  è l’amore, ma permettetemi di dire che, sullo stesso piano, si colloca l’amicizia. Basti ricordarsi (e credo che in ognuno di noi si trovino tali ricordi) di quanto eravamo bambini e magari il proprio amico di giochi o il compagno di banco faceva la spia ai genitori o alle insegnanti. Il dolore che si provava nello scoprire il tradimento era maggiore della punizione stessa, e il ricordo amaro restava a lungo. 

Ormai, ai giorni nostri, la parola tradimento è usata solo nell’ambito sessuale. Nei rapporti interpersonali  o di lavoro non si fa più caso al collega che ti vende al principale per un avanzamento di carriera, oppure, nel microcosmo chiamato carcere, in cui mi trovo, è sovente che i cosiddetti “cecchini” abbiano permessi premio o la possibilità di lavorare, per non dire dei “pentiti” o collaboratori di giustizia, di cui è inutile citarne i benefici che puntualmente hanno, anche se successivamente vengono accusati di calunnia e magari hanno fatto passare anni in carcere a persone innocenti (uno su tutti si pensi al pentito che ha fatto arrestare Enzo Tortora), dopo pochi anni vengono rimessi in libertà in forme alternative. Il carcere e, soprattutto, la giustizia incentivano tale pratica. Gli inquirenti e i P.M. di turno, in ogni indagine, cercano sempre “l’anello debole”. Trovato il pentito si chiude l’indagine (i riscontri e le prove di ciò che dicono sono piccoli particolari del tutto insignificanti!), si crea l’accordo tra pm e pentito e i giochi si chiudono. In conclusione, penso che tra i valori che si sono persi al giorno d’oggi, quello della lealtà sia uno dei più colpiti. Ai tempi di Dante erano condannati, ai giorni nostri sono tollerati e, in qualche ambito, premiati. Non vi sembra il caso di imparare dalle parole degli antichi?

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L’ARIA

Per il mondo esterno il termine aria è un concetto generico che indica l’atmosfera. In un carcere, invece, acquista tutt’altro significato. L’aria in qualunque penitenziario è l’ora concessa ai detenuti di passeggiare “liberamente” in un perimetro all’aperto, delineato da alte mura, in cui è possibile ammirare il cielo in tutto il suo splendore. Anzi, non sempre, poiché in certi casi ti devi confrontare anche con una spessa rete metallica.

Io ho avuto “l’opportunità” di apprezzare tale luogo in diversi istituti; dall’angusta area di Varese dove a fatica riuscivi a passeggiare, all’area di isolamento del Bassone di Como, dove i muri sono talmente alti che riescono quasi a tenere lontani, i raggi del sole persino d’estate, ai quadrati di Opera dove il caldo nella stagione estiva crea una tale afa da rendere difficile perfino respirare.

Tutte le aree delle carceri sono diverse tra loro, ma hanno una cosa in comune. Il cemento è l’unico luogo dove hai un minimo di parvenza di libertà, dove giorno dopo giorno e stagione dopo stagione ci si accorge che il tempo dentro il carcere ha i suoi parametri, diversi da fuori.

Vedi l’alba della primavera nella linea che il sole ogni giorno traccia a terra e che, come un lento tramonto, scompare d’autunno, per poi farti desiderare un tiepido raggio di sole, che non ti appartiene come la libertà. E’ anche il luogo dove si può socializzare con altri detenuti, dove passeggi incessantemente avanti e indietro nell’illusione di essere dove più ti piace, ma più è lunga l’area più è dura tale illusione, perché per quanta immaginazione uno possa avere, il muro è sempre lì, indifferente a tutto e a tutti.

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4 pensieri su “Il tradimento… di Nicola Sapone

  1. Pina in ha detto:

    Interessante la tua lettera Nicola , mi permetto di chiamarti per nome , per farti capire che ti trovi difronte una persona amica , cosi quando leggerei queste poche righe , senti che oltre le mura ci sono esseri che non sono freddi , ma vivono di quell’aria misteriosa della vita che da luce e calore in quei luoghi freddi e oscuri.
    So che cosa significa tradimento , ma non quello che oggi è molto diffuso sentire nelle coppie , ma tante altre, che tu hai già citato ….duro accettarlo , ma è così è stato sempre cosi e non vuole cambiare , troppi sono i suoni che entrano negativi nelle menti ormai distolti e ciechi .E un cambiamento in un campo negativo , dove ti trovi i bravi e i cattivi , due opposizioni che si scontrano , nessuno vince , ma restano sul campo .
    Non so se un giorno ci sarà l’unione delle due squadre ….forse una luce misteriosa che io chiamo amore un filtro magico ormai inesistente , solo in teoria ma in pratica si vede in guerre continue.
    La parola tradimento ti uccide all’istante , ti viene improvvisamente e ti colpisci in ogni parte del corpo , ne esci distrutto, e smetti di avere fiducia barricandoti dentro le tue mura , dove se non ti dai una regolata sei perso , smarrito e finisci per suicidarti da solo .
    il mio augurio e difenditi con le tue forze , e vinci in te stesso con la fiducia , speranza ad un nuovo appello.
    ciao amico 😉 e buona giornata .

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Il muro è sempre lì…..
    il tradimento paga? pare di no…
    Il tradimento rende vigliacco chi lo pratica e convivere con la propria vigliaccheria non deve essere facile.
    In bocca al lupo Nicola.

  3. SongsAboutFucking in ha detto:

    Questi ragazzi son stati usati. Come per il mostro di Firenze usarono Pacciani e altri 4 vecchi balordi, la vera mano che ha mosso le fila rimarrà purtroppo invisibile ed impunita. In bocca al lupo, Nicola.

  4. Dana in ha detto:

    Tre gradi di giudizio hanno dimostrato che sono colpevoli.Ho letto tutti gli atti del processo.Cosa credevano,che i giudici sono ignoranti come loro.Anzi,devono ringraziare che siamo in italia.Che scontino la pena,e so che e° dura in carcere.Loro dicono che non gli importa,ma lo dicono solo per non dare soddisfazione alle persone,invece si sta male in carcere,ma un male dvvero grosso.

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