Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Tornando sul caso Battisti… di Guerino Avignone

battisti2

Di Guerino Avignone sono presenti due contributi in questo Blog.

L’ultimo risalente al settembre del 2011, e che aveva in oggetto il Caso Battisti (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/09/08/7081/).

E dopo più i un anno Guerino ritorna su questo Blog, riprendendo ancora una volta il Caso Battisti.

—————————————————————————–

A distanza di qualche anno dal diniego dell’estradizione di Cesare Battisti, condannato in Italia alla pena dell’ergastolo, la vicenda torna in auge. Infatti nel mese di agosto u.s. al meeting di Comunione e Liberazione se ne è tornato a parlare nuovamente. Peraltro il tema dell’ergastolo sta via via rientrando tra le questioni di “prepotente urgenza” che deve affrontare il nostro Paese.

Innanzi tutto devo premettere che non nutro particolari simpatie per il Sig. Battisti e non è nelle mie intenzioni prenderne le difese. Rivolgo la mia attenzione alla vicenda solo dal punto di vista giuridico, iniziando a dire a chiare lettere che gran parte di ciò che è stato divulgato dagli organi di informazione non può essere condiviso per i motivi che andrò a spiegare.

In realtà, quello che da tante parti è stato definito il Paese dei nani e delle ballerine (il Brasile!) ha saputo dare una lezione di civiltà giuridica all’Italia, adottando una decisione giuridicamente ineccepibile, e chi ha letto il parere dell’Avvocatura Generale del Brasile non può dire altrimenti.

Tre le righe vorrei rammentare che il Brasile da alcuni anni è tra i Paesi al mondo con l’economia in più forte crescita, ed è prevedibile che, in un futuro molto prossimo, occuperà  un posto di primo piano nella graduatoria dei Paesi che contano di più. I nostri governanti avrebbero fatto meglio a non atteggiarsi da professori, vista pure la disastrosa situazione in cui hanno lasciato il nostro Paese dopo anni di malgoverno.

Prima di andare  oltre vorrei premettere che le mie osservazioni nulla vogliono togliere al dolore ed alle comprensibili aspettative dei familiari delle vittime, ma una pena che arriva ad oltre trenta anni dai  fatti non può soddisfare vere esigenze di giustizia secondo quelli che sono i parametri  sanciti dalla nostra Costituzione. Pertanto, che Battisti rimanga pure dov’è!

Per affrontare compiutamente la questione mi riallaccio alla “sollevazione” rilevabile dai giornali nei giorni seguenti alla negazione dell’estradizione.

Nella sostanza erano in molti ad esprimere in modo corale tutta la loro indignazione in quanto (in sintesi) ai loro occhi la detta decisione:

-Appare contraria agli obblighi sanciti dagli accordi internazionali che legano i due Paesi.

-Ferisce il nostro senso della giustizia e ferisce chi ha subito quelle vicende.

-Sottoscrive una menzogna e una ingiustizia. La prima riguarda il presunto clima ostile all’ex brigatista e la vendetta storica prevista nel nostro Paese, che avrebbe determinato l’aggravamento della situazione di Battisti, ove fosse stato estradato. Con tali umilianti parole, Lula e i convalidanti hanno fatto credere a mezzo mondo che Battisti, nell’esecuzione della pena, avrebbe subito chissà quali torture e soprusi, contrari al senso di umanità e al rispetto delle persone.

-Sottoscrive l’ingiustizia di rimettere in libertà un cittadino italiano, ritenuto colpevole di quattro efferati omicidi in processi ordinari, svoltisi secondo regole di consolidata civiltà giuridica, e di non avere a cuore il dolore dei parenti delle povere vittime e la dignità della nostra giurisdizione, paragonata a quelle incerte e oscillanti di tanti altri Paesi.

 

Le predette obiezioni lasciano trasparire un quadro incompleto della vicenda, che personalmente ritengo molto più complessa. Come detto, mi interesso solo dell’aspetto giuridico della stessa, ma penso che qualsiasi osservatore attento che conosca i problemi delle carceri italiane e del nostro sistema giudiziario difficilmente potrà condividere le suesposte argomentazioni.

Per comprendere quale potesse essere l’effettivo ostacolo giuridico all’estradizione di Battisti dovremmo fare qualche passo indietro nel tempo e dare un’occhiata agli atti relativi alla vicenda processuale di tale Pietro Venezia, di cui gli Stati Uniti d’America chiedevano l’estradizione al fine di giudicarlo per un omicidio commesso in Florida, dove per tale reato era prevista la pena di morte.

Sulla questione ebbe a pronunciarsi la Corte Costituzionale (cfr. Corte Cost. Sentenza n. 223/1996) stabilendo che <<il divieto della pena di  morte ha un rilievo del tutto particolare – al pari di quello delle pene contrarie al senso di umanità – nella prima parte della Carta Costituzionale>>.

Nello stesso contesto si faceva espresso richiamo ad una precedente sentenza nella quale era stato affermato che <<… il concorso, da parte dello Stato italiano, all’esecuzione di pene “che in nessuna ipotesi, e per nessun tipo di reati, potrebbero essere inflitte in Italia nel tempo di pace” è di per sé lesivo della Costituzione>> (cfr. Corte Cost. sentenza n. 54 del 1979).

Per completezza espositiva si rammenta che in Italia l’ergastolo con isolamento diurno (di per sé contrario al senso di umanità) è un surrogato della pena di morte, abolita nel 1944, mentre nel civilissimo Brasile la pena massima irrogabile è quella di anni trenta di reclusione.

Comunque, se ci dovessimo attenere ai nostri principi in base ai quali il nostro Stato non può concorrere all’esecuzione delle pene che “… in nessuna ipotesi, e per nessun tipo di reati, potrebbero essere inflitte in Italia nel tempo di pace” in quanto ciò sarebbe lesivo dei nostri valori costituzionali, ci dovremmo chiedere perché mai il Brasile avrebbe dovuto concorrere con lo Stato italiano a fare eseguire una pena non prevista nel proprio ordinamento?
Siccome in quasi tutti i trattati bilaterali di estradizione vi è la clausola che l’estradando non può essere sottoposto ad una pena non prevista dal Paese estradante, conseguentemente non vi è dubbio che il primo ostacolo da superare riguardava l’entità della pena a suo tempo irrogata al Battisti, cioè l’ergastolo.

Non si comprende come tale ostacolo potesse essere superato se non violando la Carta Costituzionale ovvero gli accordi internazionali.

Secondo l’Avvocatura Generale dello Stato Brasiliano “… L’ergastolo, unitamente ad un periodo di sei mesi di isolamento diurno, cui Battisti potrebbe andare incontro, una volta estradato, costituisce una palese violazione dei più elementari diritti della persona umana. E anche, previa commutazione della pena perpetua in una pena detentiva temporanea non superiore nel massimo a trent’anni, come imposto dal Tribunale Supremo Federale, Battisti si troverebbe esposto ad un trattamento contrastante con il diritto umanitario, avendo il cittadino in questione ora più di cinquant’anni, che sommati ai trenta ancora da scontare, lo costringerebbero a vivere in regime restrittivo fino all’età di ottant’anni” (Avvocatura Generale dello Stato Brasiliano, Parere n. AGU/AG-17/2010).

In effetti, tra i poteri del Presidente della Repubblica italiana vi è anche quello di commutare le pene, il che tradotto in pratica, per il buon fine dell’estradizione, avrebbe significato tramutare l’ergastolo di Battisti in anni trenta di reclusione, ma ci si deve domandare cosa avrebbe fatto il Presidente della Repubblica rispetto agli oltre mille ergastolani “ostativi” che reclamano semplicemente una possibilità di reinserimento. Sarebbe gravissimo se il Governo italiano avesse a suo tempo proposto compromessi in tal senso, purtroppo questo sembra però emergere dal parere dell’Avvocatura Generale del Brasile.

Il comportamento coerente di uno Stato di diritto richiedeva che prima di avanzare simili proposte venisse risolto il problema delle peni ostative in Italia. Solo così non si avrebbe avuto una palese violazione del principio di uguaglianza (talvolta anche le intenzioni costituiscono peccato!).

L’altra via percorribile, peraltro già tentata dal Governo italiano in altri casi, era quella di sostenere che “tanto in Italia l’ergastolo non lo sconta nessuno, perché dopo 26 anni di pena viene concessa la liberazione condizionale”, cosa effettivamente non vera e che si sarebbe tradotta in una violazione degli accordi internazionali. Fare una promessa che poi non verrà mantenuta è un comportamento non consono ad uno Stato che vuole mantenere un minimo di credibilità sul piano internazionale.

A tal punto viene facile affermare che erano le Istituzioni italiane a voler chiudere la vicenda violando gli accordi preesistenti!

Chiusa questa parentesi, quanto alla pretesa menzogna secondo cui Battisti “… nell’esecuzione della pena, avrebbe subito chissà quali torture e soprusi, contrari al senso di umanità e al rispetto della persona..” chi si è indignato non ha tenuto conto della situazione generale delle carceri italiane, nelle quali ogni anno si suicidano oltre 100 persone. Mi domando se di fronte ad una situazione cos’ turpe, le stesse persone non siano pronte ad indignarsi con altrettanto fervore, e se non si sentano umiliate di appartenere ad un Paese con una situazione del sistema carcerario così vergognosa?

Da qualche anno il Presidente della Repubblica ha preso atto dell’indecente stato in cui versa il nostro sistema carcerario, che calpesta la dignità umana, tant’è che di recente lo ha definito “Uno spettacolo <<indegno>> che non fa onore all’Italia e ne <<ferisce>> la credibilità internazionale”, quindi per Battisti non ci sarebbe stato bisogno di atti di persecuzione individualizzanti: è il sistema a produrre condizioni disumane.

Se le osservazioni sinora espresse non bastassero, vorrei sottolineare che grazie alle nostre “regole di consolidata civiltà giuridica” migliaia di persone innocenti ogni anno vengono incarcerate e poste in stato di custodia cautelare. E’ un dato di fatto che un quarto delle persone interessate ad un procedimento penale alla fine verranno prosciolte da ogni accusa, ma, come da prassi consolidata, nel frattempo avranno espiato alcuni anni di carcerazione preventiva!!! Non parliamo poi degli innocenti con condanne definitive!!!

Personalmente credo sia inutile girare intorno ai problemi: il sistema penale e quello dell’esecuzione penale vanno radicalmente riformati in modo da renderli conformi al dettato costituzionale. Lasciarli immutati continuerà ad esporre il nostro Paese al biasimo della comunità internazionale.

Infine va detto a chiare lettere che mantenere nel nostro ordinamento una pena anacronistica e disumana come l’ergastolo non può che portare discredito al nostro Stato, magari un po’ di maggiore obiettività nell’informazione sul caso appena trattato avrebbe fatto sì che la decisione di non estradare Battisti non destasse molto stupore. Sarebbe stato proprio il caso di chiarire definitivamente che il vero ostacolo all’estradizione risiedeva nella sua condanna all’ergastolo. Ciò avrebbe calmierato anche gli animi più giustizialisti facendo capire loro l’inutilità di mantenere questo vessillo di inciviltà anche quando tutti gli Stati dell’Unione Europea, in base agli accordi di cooperazione giudiziaria (ratificati anche dall’Italia), si sono riservati di non consegnare le persone condannate all’ergastolo se non previo rilascio di garanzie che la loro penna verrà “revisionata” entro venti anni. Forse anche questi “conservatori” avrebbero capito che il caso Battisti non è destinato a rimanere un caso isolato e forse per primi avrebbero chiesto una svolta decisiva nel sistema penale italiano: innanzitutto l’abolizione dell’ergastolo!

Guerino Avignone

Sulmona  30/09/2012

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Un pensiero su “Tornando sul caso Battisti… di Guerino Avignone

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Il terzo mondo diventa il primo ……. e noi “civili” si retrocede.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: