Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Davanti al presepe… di Antonio Gallea

presepe

Recentemente ho pubblicato un testo di Antonio Gallea -detenuto a Secondigliano-  inviatoci, come sempre, dalla nostra preziosa Monica Finardi (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/12/13/guardando-oltre-il-muro-di-antonio-gallea/).

Monica ci ha fatto pervenire anche il testo che pubblico oggi. Davvero in tema natalizio.

Questo scritto molto bello e delicato non è recentissimo, risale al primo anno in cui Antonio Gallea è stato nel carcere di Secondigliano.

Nella lettera con cui Antonio ha inviato a Monica questa testo.. c’erano ad accompagnarlo due righe, scritte recentemente e che vi riposto ora:

“Questa lettera è stata scritta il primo anno a Secondigliano, la sfida che gli ho lanciato è stata accolta, infatti abbiamo pitturato tutti i corridoi, la Chiesa ecc…. Sotto forma di volontariato, cioè mano d’opera gratis, poi sono arrivate le serre sempre come lavoro utile per la comunità, il ricavato dei prodotti va tutto in beneficenza alla Caritas. Abbiamo usato la sfida che è stata accolta per metterci alla prova e i risultati sono a nostro favore. T’informerò degli sviluppi. Ti abbraccio… Antonio

In pratica Antonio scrive che lui e altri detenuti si sono offerti per una serie di attività gratuite… come pitturare i corridoi, ecc. E questa offerta è stata accolta. Con un vantaggio in termini di lavoro gratuito per il carcere, e un accrescimento a livello di esperienza e di autostima per i detenuti.

Vi lascio ora a questo testo, scritto da Antonio Gallea, durante il periodo natalizio del primo anno in cui si è trovato a Secondigliano.

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Davanti al presepe

Momenti come questi servono a far scomparire i dissensi e far prevalere la solidarietà , lo spirito comunitario, che porta gioia e serenità a chi vive in questi luoghi.

A differenza di quanto si può immaginare in carcere si può creare quell’atmosfera familiare che porta calore umano e il presepe costruito insieme ‘agenti e detenuti” è la testimonianza che questo può awenire. Grazie anche alla partecipazione delle volontarie: suor Ornella, signora Nora, Giovanna,  sempre presenti che si adoperano per noi come anche don Raffaele e padre Michele che ci accompagnano spiritualmente nel cammino verso la speranza.

La stessa esperienza I’abbiamo vissuta a Poggioreale dove per l’umanità con cui siamo stati trattati si è prodotto in noi un cambiamento di pensiero non indifferente, come è stato dimostrato in tutti gli incontri o occasioni che si sono presentati. Suor Lidia può testimoniare, e se si trova qui non è un caso. Con la loro sensibilità  ‘’costante” non comune, ci hanno permesso di rinnovare ad ogni incontro il”patto di unità” che distingue le buone famiglie dalle altre, facendoci purificare da quello che in ciascuno di noi faceva ostacolo al dialogo… “la luce di Dio ci ha fatto vedere chiaro e il tempo ci ha insegnato a riflettere”.

Quale uomo reale, quello di oggi o quello di ieri? Molti di noi hanno superato i 20 anni di carcere e si sa, come da tutti i manuali studiati da chi opera negli istituti penitenziari, che dopo 20 anni I’uomo non è più lo stesso di quando è entrato. Noi avevamo una speranza viva prima di arrivare in quest’istituto, la quale fiamma adesso si è abbassata di molto, ma non vorremmo che si spegnesse del tutto; la speranza di trascorrere alcune ore con i nostri familiari fuori da queste strutture. Insieme riuscire o fallire questa è la sfida che vi proponiamo per essere animati da una nuova speranza e che questa non venisse meno nelle difficoltà che la vita ci presenta ogni giorno, ma anzi di rinnovarla nel quotidiano. Sappiamo bene che dentro la divisa c’è I’uomo e con esso ci rapportiamo con tutto il rispetto per le istituzioni.

Certamente apprezziamo gli sforzi fatti dal signor Direttore, dal Comandante, dall’ispettore e dagli agenti nel far fronte alle nostre esigenze e di questo ringraziamo tanto per la buona volontà di venirci incontro, ma c’è tanto ancora da fare per rendere meno ostico questo reparto già infausto per strutture. Cercare di migliorare la qualità della vita è aspirazione di ogni essere umano e se non ce la fa da solo va aiutato questo deve essere il nostro obiettivo principale specialmente in carcere. Chiediamo di avere la possibilità di dimostrare alla società civile che siamo ancora persone utili e che possiamo dare un contributo con il lavoro che ci faranno arrivare.

Grazie a tutti un abbraccio dal rep. T1.

Secondigliano 25.12.2010

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2 pensieri su “Davanti al presepe… di Antonio Gallea

  1. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Una bella iniziativa , l’impegno a ristrutturare l’ambiente dove si vive ,per renderlo accogliente fa bene alla psiche , che e la prima ad essere danneggiata …Certo venti anni , trascorsi dentro sei cambiato , non puoi essere uguale , segui delle regole , e impari attraverso insegnanti che entrano a far parte della vita quotidiana , dedicando tempo e pazienza per far nascere un altro uomo ,preparandolo ad un nuovo percorso .
    E ammirevole il vostro buon senso collaborativo per dipingere i corridoi gratis , gratificandovi nella crescita interiore . Anche gli impegni di tutto l’apparto , che come sento si sforzano , a darvi una mano , e che voi siete tutti grati , anche perché comprendete che sotto ci sono uomini , il lavoro e duro , ma se ci si metto la buona volontà tutto si può fare , anche alleggerire il peso , che non è poco , per vite recluse ….
    Continuate cosi , sperando un futuro migliore 😉 😉 😉

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