Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Siano carcere illegale.. intervento di Emilio Quintieri

Siano

Noi abbiamo molta stima di Emilio Quintieri; giovane ecologista radicale che si dedica anima e corpo alla tutela dei diritti dei detenuti. Ci abbiamo avuto a che fare molte volte, e ne abbiamo visto la passione e la determinazione.

La recente vicenda del detenuto Gourram Hicham, classe 1980, morto impiccato nel carcere di Catanzaro, ha spinto Emilio ad un intervento molto duro. Nel quale fa riferimento, anche, ad una lettera ricevuta da un giovane detenuto del carcere di Siano, che ne descrive tutte le problematiche.

Ma non è solo un detenuto a descrivere tutta una serie di vicende che sono avvilenti, specie per le condizioni di (in)vivibilità a cui sarebbero abbandonati troppi detenuti, come per quanto riguarda il contestatissimo funzionamento del riscaldamento, nonostante siamo nel pieno dei mesi invernali.

Questa lettera di Emilio, deve ricevere una risposta. E’ un dovere morale.

Per dovere di correttezza,  ritengo giusto ricordare che sull’attuale Direttrice del carcere di Catanzaro sono fondamentalmente pervenute, da parte di vari detenuti, parole di apprezzamento e di riconoscimento di una volontà di cambiamento. E, probabilmente, non sarebbe corretto, addebitare tutte le storture di quella struttura alla sua gestione, trattandosi, credo, per gran parte di esse, di mali con radici consolidatesi negli anni.

Ma una cosa si può e si deve pretendere. 

Un’impegno totale e assoluto, per garantire, in tempi brevi, a TUTTI i detenuti del carcere di Siano un trattamento degno di un essere umano. Sebbene, nel carcere di Catanzaro, conosciamo più detenuti Alta Sicurezza che altri; a noi sta a cuore ogni singolo detenuto, qualunque sia la sua sezione e il suo regime carcerario.

Invece di fare una intervista all’amico Emilio Quintieri, come avevo pensato in un primo tempo, cito questo articolo, che credo esprimi efficacemente e sinteticamente il suo pensiero.

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(Link di riferimento- http://www.ottoetrenta.it/830-in-piazza/sovraffollamento-e-degrado-nel-carcere-di-siano-parla-emilio-quintieri/)

“Non è solo più un fatto di civiltà, non più soltanto una questione umanitaria, ma un problema di vera e propria illegalità. La Casa Circondariale di Catanzaro Siano è una prigione illegale come tante altre sul territorio nazionale dove i detenuti sono costretti a vivere in condizioni disumane, crudeli e degradanti tanto da indurre al suicidio quelle persone che, sfortunatamente, ci sono finite dentro”.  “L’ultimo a togliersi la vita è stato il povero Gourram Hicham, classe 1980, arrestato dai Carabinieri di Rocca di Neto (Crotone) lo scorso mese di marzo con l’accusa di tentato omicidio (pare avesse accoltellato un suo connazionale) ed ancora in attesa di giudizio. Si è impiccato nella sua cella dove, a quanto sembra, fosse allocato da solo. Eppure è strano perché quel carcere è gravemente sovraffollato; infatti, a fronte di una capienza regolamentare di 354 posti, vi sono rinchiuse circa 600 persone, 330 dei quali appartenenti al Circuito dell’Alta Sicurezza perché imputati o condannati per gravi fatti di terrorismo e criminalità organizzata. I detenuti sono costretti a vivere per 20 ore al giorno chiusi in delle piccolissime celle destinate normalmente per 1 detenuto ed invece occupate da 3 persone con letti a castello, tavoli, sgabelli ed armadietti che non permettono loro nemmeno di muoversi ed alla Polizia Penitenziaria in servizio nei Reparti di poter effettuare nemmeno adeguati controlli. Proprio nei giorni scorsi – prosegue il cetrarese Quintieri – avevo ricevuto una lettera da parte di un giovane detenuto ristretto a Catanzaro Siano con la quale mi chiedeva aiuto descrivendomi tutte le problematiche esistenti in quel Carcere ivi compresi gli abusi ed i pestaggi che qualche Agente della Polizia Penitenziaria si permetterebbe il lusso di compiere ai loro danni. Mi narrava il fatto che, nonostante le condizioni meteo-climatiche non sarebbero stati accesi ancora i riscaldamenti e molti di loro, specie i più sfortunati, costretti a patire anche il freddo. Ma non solo. Infatti, e non è solo un detenuto a lamentarsi di questo, sarebbe mal funzionante la caldaia con la conseguenza che dovrebbero rinunciare persino a fare la doccia per la mancanza dell’acqua calda oppure a farla gelata. Infine, l’orario della doccia coincide con il tempo destinato all’ora d’ariaperciò i detenuti che scelgono di lavarsi (seppur con l’acqua fredda !) sottraggono del tempo ad una delle poche attività di socializzazione alle quali gli è consentito accedere. Sempre secondo quanto mi è stato riferito, non gli verrebbe consentito – specie a chi proviene dalle altre Regioni e non riceve le visite dei familiari – di poter usufruire di servizi come la lavanderia costringendoli ad indossare indumenti sporchi per molti giorni. Addirittura che fuoriuscirebbero i liquami fognari nei cortili destinati ai “passeggi” soprattutto in quelli destinati ai detenuti ad Alta Sicurezza rendendo impraticabili gli stessi e che, fatto gravissimo, sarebbero presenti numerosi topi e blatte in tutti i Reparti Detentivi tant’è vero che la popolazione detenuta nel tentativo, spesso vano, di impedirne la penetrazione nelle celle, ha allestito delle rudimentali barriere alle finestre che si notano anche dall’esterno. E’ del tutto evidente che la presenza di tali animali costituisce un certificato rischio che possano diffondersi malattie infettive tra cui la letale leptospirosi, volgarmente nota come “febbre dei porcai”. Ulteriori rimostranze dei detenuti che mi sono state fatte – aggiunge l’Ecologista Radicale – riguardano l’insufficienza dell’assistenza medico – sanitaria e psicologica prestata nei loro confronti, assurde limitazioni da parte della Direzione, la mancata concessione di permessi di qualunque genere e tipo da parte del Magistrato di Sorveglianza, l’eccessiva umidità dei Reparti e delle camere detentive a causa della perenne infiltrazione di acqua piovana ed il rigetto ripetuto di richieste di trasferimento in Istituti più vicini alle famiglie o dove sia possibile svolgere particolari corsi di studio. Come si può ben capire i reclusi a Siano (ma non solo) sono tenuti dallo Stato in delle vere e proprie condizioni di tortura, severamente proibite oltre che dall’Ordinamento Costituzionale anche dal Diritto Convenzionale Internazionale. Ed il nostro paese lo sa bene perché dal 1959 ad oggi è stato condannato circa 2.200 volte dalla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo e, all’interno degli Stati membri dell’Unione Europea, detiene il primato per le condanne relative alle condizioni dei detenuti mentre è secondo rispetto a tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa, precedendo persino la Russia. Per tutti questi motivi, ho sollecitato la presentazione di una dettagliata Interrogazione Parlamentare ai Ministri della Giustizia e della Salute Paola Severino e Renato Balduzzi che, nei prossimi giorni, verrà depositata al Senato della Repubblica e una Visita Ispettiva da parte dei membri del Parlamento. L’atto di Sindacato Ispettivo sarà presentato come primo firmatario dal Senatore Radicale Marco Perduca, Segretario della Commissione Giustizia e membro della Commissione Straordinaria per la Promozione e Tutela dei Diritti Umani del Senato e cofirmato dai Senatori Donatella Poretti (Radicali), Salvo Fleres (Grande Sud), Roberto Di Giovan Paolo e Francesco Ferrante (Partito Democratico). Non escludo – conclude l’Ecologista Radicale Emilio Quintieri – di coinvolgere anche il Gruppo Parlamentare dei Verdi in seno al Parlamento Europeo per una Interrogazione in merito alla Commissione Europea come già accaduto in altre circostanze perché la legge in questo Carcere come in tanti altri della Calabria e dell’Italia è violata e non si può continuare a far finta di non vedere che sia così e, soprattutto, non si può continuare a custodire così delle persone, la cui maggioranza è in custodia cautelare e quindi presunta innocente fino a sentenza definitiva”.

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Un pensiero su “Siano carcere illegale.. intervento di Emilio Quintieri

  1. Emilio Quintieri in ha detto:

    Grazie per aver contribuito alla diffusione della problematica inerente la “Prigione di Catanzaro Siano” ed alle parole di apprezzamento profuse nei miei riguardi.
    Segnalo che lo scorso 17 Dicembre al Senato della Repubblica è stata depositata una dettagliata Interrogazione Parlamentare in merito indirizzata ai Ministri della Giustizia e della Salute che riporto di seguito.
    Saluti.

    SENATO DELLA REPUBBLICA
    XVI LEGISLATURA

    ATTO DI SINDACATO ISPETTIVO N. 4-08865
    Pubblicato il 17/12/2012, nella seduta n. 853

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA AI MINISTRI
    DELLA GIUSTIZIA E DELLA SALUTE

    Premesso che a quanto risulta agli interroganti al 13 dicembre 2012:

    nei 12 Istituti Penitenziari presenti nella Regione Calabria, a fronte di una capienza regolamentare di 2.151 posti, sono ristretti 3.023 detenuti dei quali 523 sono stranieri; tra di essi 1.501 sono imputati (874 in attesa di primo giudizio, 341 appellanti, 178 ricorrenti e 108 misto) mentre i condannati definitivi sono 1.514 ;

    i detenuti usciti dagli Istituti Penitenziari ex Legge nr. 199/2010 dall’entrata in vigore fino al 30 novembre 2012 risultano essere solo 250 dei quali 8 donne e 33 stranieri ;

    il sovraffollamento carcerario riguarda tutte le carceri calabresi e una delle strutture penitenziarie più colpite è la Casa Circondariale di Catanzaro Siano dove, a fronte di una capienza regolamentare di 354 posti, vi sono ristretti 571 detenuti, 330 dei quali appartenenti al circuito dell’Alta Sicurezza perché condannati per gravi fatti di terrorismo e criminalità organizzata ;

    il suddetto penitenziario si estende per circa 5.000 metri quadrati e sorge nel circondario cittadino, collocato in una conca che amplia gli effetti delle condizioni climatiche, in special modo nella stagione estiva dove il caldo diventa asfissiante. Edificato negli anni 80 ed inaugurato nel 1993 è collocabile nel novero delle “carceri d’oro” e presenta tutte le criticità strutturali già riscontrate in altre strutture carcerarie della Repubblica ;

    il primo impatto con la struttura (anche da distanza notevole) è molto negativo in quanto è possibile scorgere gli inequivocabili segni del degrado, dovuti allo scorrere del tempo ed alla mancata manutenzione dell’edificio per l’insufficienza delle risorse economiche ;

    il personale della Polizia Penitenziaria si trova fortemente carente essendo in servizio solo 258 unità (di cui 52 adibite al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti) a fronte di un organico complessivo – già sottodimensionato – previsto da apposito Decreto Ministeriale in 288 unità ; nell’organico attualmente in servizio presso la Casa Circondariale di Catanzaro Siano viene conteggiato anche tutto il personale distaccato a prestare servizio presso il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria; carente risulta essere anche il personale dell’Area Amministrativa e Contabile e Sanitaria così come risultano essere insufficienti anche gli automezzi in dotazione al locale Nucleo Traduzioni e Piantonamenti della Polizia Penitenziaria ;

    gli Uffici destinati alle varie attività istituzionali e gestionali (Matricola, Ufficio Comando, etc.) sono allocati in spazi originariamente destinati alla detenzione (celle), tant’è che le porte di tali Uffici non sono altro che i cancelli “blindati” con tanto di spioncino ; l’Ufficio “smistamento posta” dei detenuti è destinato (impropriamente) anche ad archivio cartaceo;

    tutti i cortili destinati ai “passeggi” dei detenuti presentano condizioni di assoluta insalubrità anche per il personale addetto alla vigilanza degli stessi poiché sono esposti alle intemperie, senza alcun riparo da vento e freddo ; sembra che i liquami fognari anziché defluire nei depuratori spesso fuoriescano nei cortili “passeggi” soprattutto in quelli destinati ai detenuti ad Alta Sicurezza rendendo impraticabile gli stessi ;

    nutrissime sono le colonie di topi e di ratti, la cui presenza è intuibile anche dalle rudimentali barriere allestite dalla popolazione detenuta nel tentativo, spesso vano, di impedirne la penetrazione nelle camere detentive ; tra l’altro la proliferazione dei roditori è favorita (e pertanto di difficile contrasto) dagli avanzi di cibo e dalla spazzatura di vario tipo che i detenuti usano gettare dalle finestre, che si accumulano nel perimetro esterno della zona detentiva ; e’ del tutto evidente che la presenza di tali animali costituisce un certificato rischio che possano diffondersi malattie infettive, tra cui la letale leptospirosi ;

    in tutte le sezioni detentive le poche ed insufficienti docce, destinate ai detenuti, si presentano indecorose, prive dei minimi requisiti di igiene e salubrità ed in qualche caso persino non funzionanti ; le docce, ancora oggi, avvengono in locali esterni alle camere di detenzione nonostante il Decreto del Presidente della Repubblica nr. 230/2000 all’Art. 134 disponeva che “entro 5 anni dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento, negli Istituti in cui i servizi igienici non sono collocati in un vano annesso alla camera, si provvederà attraverso ristrutturazioni ad adeguarli” ;

    grave inoltre la situazione delle scale di accesso ai vari piani detentivi, dove risultano usurate le guaine antiscivolo e, in alcuni casi, risultano rotti proprio i gradini, rendendo, di conseguenza, pericoloso il transito per i detenuti e gli operatori del Carcere;

    le camere detentive destinate ad ospitare normalmente 1 detenuto sono sistematicamente occupate per 20 ore al giorno da 3 reclusi con letti a castello che non permettono a queste persone nemmeno di potersi muovere ed agli Agenti di Polizia Penitenziaria neanche di effettuare i controlli ;

    secondo quanto riferito da alcuni detenuti ad Emilio Quintieri, Ecologista Radicale, ancora oggi nonostante le avverse condizioni meteo-climatiche non sarebbero stati ancora accesi i riscaldamenti e molti di loro, specie i più sfortunati, starebbero patendo anche il freddo;

    molte volte, a causa del malfunzionamento della caldaia, dovrebbero rinunciare ad effettuare la doccia o a farla con l’acqua gelata ; inoltre l’orario della doccia coincide con il tempo destinato all’ora d’aria, perciò i detenuti che scelgono di lavarsi (seppure con l’acqua fredda !) sottraggono del tempo ad una delle poche attività di socializzazione alle quali gli è consentito accedere ;

    ulteriori lamentele provenienti dalla popolazione detenuta riguardano il cibo di scarsa qualità, la mancanza di un’area verde dove poter effettuare i colloqui con i bambini, specie con quelli di età inferiore ai 10 anni, all’eccessiva severità da parte della Direzione del Carcere nel respingere i pacchi di alimenti, all’alto costo di questi ultimi per coloro i quali si servono dallo spaccio interno, all’impossibilità – per chi proviene dalle altre Regioni e non riceve visite settimanali – di poter usufruire di servizi come la lavanderia, il che comporta di dover indossare indumenti sporchi per molti giorni, il divieto di detenere Cd in cella, il rigetto ripetuto delle richieste di trasferimento in Istituti più vicini alle famiglie o dove sia possibile svolgere particolari corsi di studio, l’insufficienza dell’assistenza medico – sanitaria prestata nei loro confronti, l’assurda limitazione dell’utilizzo di personal computer nelle celle, la mancata concessione di qualunque genere di permesso da parte del Magistrato di Sorveglianza, l’eccessiva umidità dei Reparti e delle camere detentive a causa della continua infiltrazione di acqua piovana, l’impossibilità di poter effettuare esami diagnostici radiologici per la rottura dell’apparecchio che l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro non fa riparare, l’assenza di psicologi o educatori ed altro ;

    altre rimostranze segnalate dai detenuti all’Ecologista Radicale Quintieri riguarderebbero i continui abusi a cui sono sottoposti da parte di alcuni Agenti della Polizia Penitenziaria che, in seguito, gli provocherebbero numerosi provvedimenti disciplinari e, in alcuni casi, anche procedimenti penali innanzi alla competente Autorità Giudiziaria ;

    recentemente, il Presidente della Corte di Appello di Catanzaro Dottor Gianfranco Migliaccio nella relazione sull’Amministrazione della Giustizia si è soffermato sulla situazione carceraria distrettuale con particolare riferimento al sovraffollamento e alle criticità dell’area sanitaria, sottolineando in maniera specifica che «i locali deputati a Centro Diagnostico Terapeutico presso la Casa Circondariale di Catanzaro risultano chiusi e inutilizzati, ancorché si tratti di ambienti assolutamente adeguati, perfettamente realizzati ed arredati, con presenza di ampi spazi ben distribuiti; dotati perfino di piscina per la riabilitazione e, soprattutto, di numerose e preziose attrezzature inutilizzate»;

    lo stesso Presidente ha sul punto evidenziato che «appare ingiustificabile la mancata attivazione di una simile struttura e l’abbandono di strumentazione di valore che subirà, inevitabilmente, danni irreparabili», anche in considerazione del fatto che «è prevista a breve l’attivazione di un nuovo padiglione, che porterà la popolazione detenuta a circa 1.000 presenze»;

    nella serata dell’11 dicembre ultimo scorso presso il Carcere di Catanzaro Siano si è suicidato un detenuto in attesa di giudizio per tentato omicidio. Si chiamava Gourram Hicham, aveva 32 anni ed era di nazionalità marocchina. Si è impiccato mentre era nella sua cella da solo ed è stato ritrovato cadavere dal personale della Polizia Penitenziaria che non ha potuto far nulla per salvargli la vita ;

    gli interroganti chiedono di conoscere :

    se e quali informazioni disponga il Governo in merito ai fatti rappresentati e se questi corrispondano al vero ;

    quali siano i dati aggiornati del sovraffollamento delle carceri calabresi, facendo riferimento alla capienza regolamentare di ciascun Istituto di Pena ed alle singole posizioni giuridiche dei detenuti (in attesa di giudizio, appellanti, ricorrenti, definitivi) con particolare riguardo alla Casa Circondariale di Catanzaro Siano;

    quanti siano ad oggi i detenuti tossicodipendenti presenti all’interno delle Carceri Calabresi e quanti quelli affetti da gravi disturbi mentali o altre gravi patologie incompatibili con lo stato di detenzione intramuraria ;

    se vengano effettuate le visite negli Istituti Penitenziari della Calabria da parte delle competenti Autorità Sanitarie e, in caso affermativo, a quando risalgano e cosa sia scritto nelle loro relazioni in merito alle condizioni igienico – sanitarie e di sicurezza delle Carceri con particolare riguardo alla Casa Circondariale di Catanzaro Siano ;

    quale sia la cifra destinata ogni anno, negli ultimi 5 anni, alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture penitenziarie calabresi in generale e, in particolare, a quella del capoluogo di regione ;

    quali interventi urgenti intendano adottare i Ministri interrogati, ognuno per la parte di propria competenza, al fin di risolvere i problemi segnalati dai detenuti ristretti nella Casa Circondariale di Catanzaro Siano nelle lettere indirizzate all’Ecologista Radicale Emilio Quintieri ;

    se ritengano possibile che dei cittadini, a cui è stata – non importa per quale ragione – tolta la libertà, e dunque lo Stato si fa ancor più garante della loro incolumità e integrità fisica, debbano vedersi negato il diritto alla salute e sottoposti a trattamenti inumani, crudeli e degradanti in violazione di quanto previsto dagli Artt. 27 e 32 della Costituzione Repubblicana ;

    se non ritengano opportuno dover promuovere un’inchiesta amministrativa per accertare
    responsabilità ed eventuali comportamenti omissivi anche tramite sollecite, mirate ed efficaci visite
    ispettive in loco volte a ripristinare condizioni minime di vivibilità nelle carceri calabresi, ampliando
    l’organico del personale di Polizia Penitenziaria e di quello addetto all’area amministrativa e
    contabile e sanitaria ;

    se siano giunte al Governo ed in particolare ai Ministri interrogati delle segnalazioni – sia da parte dei
    Direttori delle Carceri che dei Magistrati di Sorveglianza – in merito alle condizioni illegali in cui versano
    gli Istituti di Pena della Calabria ed alla cronica carenza del personale della Polizia Penitenziaria in
    servizio presso dette strutture ;

    se risulti al Ministro della Giustizia quanti detenuti ristretti nelle Carceri della Calabria abbiano
    presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per violazione dell’Art. 3 della
    Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali ;

    se risulti al Ministro della Giustizia che i Magistrati di Sorveglianza visitino con frequenza i locali dove si
    trovano i detenuti e gli internati nel rispetto di quanto stabilito dall’Art. 75 comma 1 del Decreto del
    Presidente della Repubblica nr. 230/2000 ;

    per quali motivi il Centro Diagnostico Terapeutico annesso alla Casa Circondariale di Catanzaro Siano
    sia stato abbandonato e quali siano le cause della sua mancata attivazione;

    quale sia la ricostruzione ufficiale del suicidio segnalato in premessa e se e come in tale data fosse
    garantita la sorveglianza all’interno dell’Istituto di Pena di Catanzaro Siano per appurare se vi siano
    state delle negligenze o delle omissioni da parte dell’Amministrazione Penitenziaria ;

    se nel corso della detenzione il detenuto fosse stato identificato come potenziale suicida e, in questo
    caso, se fosse tenuto sotto un programma di osservazione speciale ;

    con quante altre persone l’uomo dividesse la sua cella, quanto questa fosse grande e quanti metri
    quadri avesse a disposizione ogni singolo detenuto recluso al suo interno;

    se il detenuto morto suicida fosse alloggiato all’interno di una cella rispondente a requisiti di sanità e
    igiene ;

    se risulti in che modo fosse seguito dal personale medico il detenuto in questione e a quando risalga
    l’ultimo incontro che lo stesso aveva avuto con lo psicologo, con l’educatore, con gli assistenti sociali
    prima del tragico evento ;

    se non ritenga che i vari suicidi o tentati suicidi accaduti presso la Casa Circondariale di Catanzaro Siano non dipendano anche dall’elevato tasso di sovraffollamento e dalla cronica mancanza di personale della Polizia Penitenziaria così come segnalato in premessa.

    Roma lì 13 Dicembre 2012

    Senatori della Repubblica Italiana

    Marco PERDUCA (Radicali), Roberto DI GIOVAN PAOLO (Pd), Salvo FLERES (Grande Sud),
    Francesco FERRANTE (Pd), Roberto DELLA SETA (Pd) e Donatella PORETTI (Radicali)

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