Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 ottobre – 21 novembre

 diario11[1]

Il Diario mensile di Pasquale De Feo è uno dei momenti più preziosi di questo Blog.

Pasquale non molla un colpo.

Ogni giorno raccoglie i suoi pensieri, finché a fine mese ci sono trenta testi che ci manda in blocco. Il suo diario.

E la sua curiosità insaziabile si unisce all’indignazione, l’umana commozione, le tensioni della mente, le voragini del cuore.

Questi diari sono belli lunghi. Ma se vuoi un testo che stimoli, qua vai sul sicuro.

Voglio citare alcuni passaggi del diario, prima di lasciarvi alla sua lettura integrale.

Innanzitutto, la drammatica vicenda di David Emmanuello, di cui abbiamo narrato la surreale vicenda..

 

“L’amico Davide Emmanuello mi spiegava che ha dovuto scrivere una lunga lettera alla madre, molto anziana e malata di tumore, per spiegarle che se, dal mese prossimo nel telefona, il suo amore per lei  è sempre intatto. La madre, preparata dai familiari all’eventualità che lui non potrà più telefonare, gli ha detto al telefono che lei ha solo questa telefonata con lui, essendo che gli altri due fratelli, nel regime di tortura del 41 bis, non li vede e non possono telefonare. Mi chiedo.. ma tutti questi carnefici Savonarola, quando vanno a ruota libera, presi dal furore feroce, nel chiedere carcere, pene sempre più dure e la tortura del 41 bis, lo sanno quante sofferenze infliggono a interi nuclei familiari” (3 novembre)

Fiele poi è quello che senti in bocca quando leggi ciò che dice del 41 bis:

“Mi passano un quotidiano calabrese, “Calabria Ora”, del 4 novembre, per farmi leggere un articolo. In prima pagina c’è la fotografia di Alessandro Marciano, con la scritta “ero innocente, mi hanno torturato”; si riferisce al 41 bis. L’avevano arrestato per il delitto del politico Fortugno, lo portarono al 41 bis, dove c’è stato per 6 anni. Nella cronaca, dove occupa una pagina intera, l’intestazione è “al 41 bis l’uomo diventa animale”. E’ stato nei lager di tortura di Novara e Cuneo (i nuovi lager sulle Alpi, di memoria savoiarda, insieme a Tolmezzo in provincia di Udine). Descrive l’inferno della tortura del 41 bis. Erano murati vivi e, in quelle condizioni, è la pena di morte. Era lui, la cella e niente intorno per 23 ore su 24. Racconta che a Cuneo  faceva un freddo cane, la cella era una ghiacciaia, e alla finestra sbarrata poteva scorgere solo il cielo. Dopo la condanna in primo grado, gli hanno negato anche il giornale. Vengono trattati come bestie e questo gli ha lasciato ferite profonde nell’animo, che si porterà per tutta la vita; conosco bene a cosa si riferisce. Ho l’impressione, dai racconti che la tortura del 41 bis sia diventata molto sofisticata scientificamente” (15 novembre)

E voglio concludere con un momento straordinari per Pasquale. Dopo una lunga sfilza di anni, ha ricevuto finalmente un permesso, 3 ore, per incontrare il padre. Ne esce un momento intensissimo:

“Stamane mi hanno portato  da mio padre per le tre ore di permesso. Tanti pensieri affollavano la mia mente, ma non riuscivo a soffermarmi su nessuno. Cercavo di organizzare il tempo da trascorrere con mio padre, ma come blob di Rai Tre, passavo da un argomento all’altro, senza riuscire a soffermarmi su un solo punto. Siamo arrivati al carcere di Salerno, dovevano depositare un detenuto che ha fatto il viaggio con me. Quando ci siamo fermati all’interno dell’istituto, ho avuto l’impressione che il tempo si fosse fermato. Ho rivisto la mia entrata di tanti anni fa. Un ragazzo spavaldo, convinto che nessun traguardo gli era precluso, sentendosi padrone del mondo. Una pia illusione dettata dal potere della gioventù, dall’ottusa ignoranza e da una errata cultura. Oggi ho passato i cinquant’anni, vedo il mondo sotto altri aspetti, comprendo di avere sprecato la mia esistenza e i trent’anni migliori della mia vita. Nel tragitto da Salerno per arrivare da mio padre, dal finestrino del furgone, non riuscivo a trovare punti di riferimento, e quando sembrava di riconoscere qualcosa, sentivo un tuffo nel cuore. Se avessi dovuto andare da solo, mi sarei smarrito. Tutto è cambiato. Dove c’era solo tera, sono diventati paesi. Il furgone sbuffava un po’ ad arrampicarsi sulla strada in salita per arrivare al Paese. Quello che vedevo era tanto verde. Quando siamo arrivati anche la piccola frazione era molto cambiata. Siamo arrivati e mi hanno fatto scendere. Ho visto mio padre davanti casa, l’ho riconosciuto  subito. Non era cambiato molto di viso. L’ho abbracciato e ci siamo seduti a tavola. L’amarezza, subito svanita, e che non mi aveva riconosciuto, un pensiero flash “morbo di Parkinson”. Gli ho detto “Papà sono Pasquale”. Si è portato la mano alla fronte e mi ha abbracciato. Telefono tutte le settimane e parlo solo con lui. Non ha problemi di nessun genere, a parte gli acciacchi dell’età e qualche patologia. Ho pensato che era veramente cambiata la mia fisionomia. Ricordo tanti anni fa, tutti dicevano che insieme ai miei fratelli avevamo un solo viso. Mio padre di viso non è cambiato, si è solo affinato, e ciò gli ha dato una rassomiglianza in modo impressionante a mio nonno (suo padre che tra l’altro si chiamava come me, Pasquale), ha tutti i capelli, lo stesso spirito e la sua caratteristica che lo contraddistingue, l’ingegno. Dopo la morte di mia madre, mio padre si è ritirato nella casa paterna, dove è nato, l’ha ricevuta in eredità dai genitori; il suo sogno era di ritornare in quella casa da pensionato; con i soldi  del fine rapporto, l’ha rimessa a nuovo, anche se piccola somiglia a una reggia secondo i suoi gusti. Ho visitato la casa. Il mio stupore è stato sul terrazzino, un panorama incantevole, anche gli agenti sono rimasti a bocca aperta, magnificando il paesaggio. Gli agenti si sono comportati in modo impeccabile, e credo che siano rimasti contenti del comportamento mio e di mio padre. Mio padre ha messo tavola e mi sono deliziato nel mangiare, ha cotto le caldarroste nel camino, e mangiando e chiacchierando, le tre ore sono volate. Dopo averlo salutato, mi sono girato  e l’ho salutato di nuovo, mi ha  abbracciato stringendomi forte. Sono subito scappato perché la commozione stavo prendendo il sopravvento facendo venire giù la diga. Nel furgone per un’ora ho dovuto trattenermi con forza, mi si straziava il cuore, come se l’animo si fosse aperto come il vaso di Pandora, fuoriusciva tutto ciò che avevo represso in tutti questi anni. La lontananza o ciò che non permette di vivere gli affetti familiari, con il tempo il sistema totalizzante del carcere, anestetizza la normale vita sentimentale, familiare e la normale esistenza. Questa è la tortura, più tortura della privazione della libertà stessa. Mi auguro che sia l’inizio della fine, di questo lungo calvario, che mente mi ha risparmiato.” (20 novembre)

E adesso vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di novembre.. carcere di Catanzaro.

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Nei notiziari non hanno fatto altro che parlare dei tre dibattiti sostenuti tra i due contendenti alla Casa Bianca. Obama e Romney. Quello che mi ha colpito è stato che il punto centrale tra le tante problematiche era la lotta al terrorismo. Faccio una premessa. Il terrorismo di Bin Laden l’hanno creato gli americani, con la guerra ai sovietici (russi) in Afghanistan. Con ‘aiuto del Pakistan hanno creato i talebano, e li hanno appoggiati nel prendere il potere in Afghanistan, gli servivano per proteggere gli oleodotti che dovevano passare per il Paese. Alla fine, tutte le loro strategie, gli sono scappate tra le mani, sia gli islamici della guerra santa contro i sovietici e sia i talebano. Circa trent’anni fa lessi un libro in cui c’era scritto  tutto quello che conosciamo oggi; la caduta  dell’Unione Sovietica e il suo posto come nemico sarebbe stato presto dai musulmani. L’aveva scritto un funzionario che aveva lavorato nei ranghi della C.I.A. Nel settore dove studiavano i futuri assetti geopolitici e le strategie per avere sempre il primato nel mondo. Gli americani per tenere in piedi i  loro imperialismo mondiale, hanno bisogno sempre i un nemico, per legittimare e sfoderare la loro potenza militare. Per ottenere ciò non si fanno scrupoli di creare personaggi da mostrificare e costruire pretesti per raggiungere i loro scopi. Ho fatto un parallelo con l’Italia. La cosa non è dissimile, anche se è solo interno al Paese. Qui il nemico che serve al bisogno è la criminalità organizzata, usata per ogni scopo, ma principalmente per tenere in piedi un apparato repressivo per soffocare il Meridione e farlo rimanere una colonia. Purtroppo le popolazioni meridionali non lo capiscono, troppo catechizzate dalla propaganda dei media.  –  22/10/2012

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Sta facendo scandalo quello che ha cambiato un giornalista della RAI a Torino, mentre parlava con gli ultras juventini, ha detto “riconoscete i napoletani dalla puzza”, e i tifosi hanno iniziato a gridare “forza Vesuvio lavali tu”. Anche per questi razzismi, non tiferò mai una squadra del Nord. Vorrei dire a questo ignorante di giornalista che dovrebbe un po’ studiare prima di dire queste stupidaggini. Se torniamo indietro di duemila anni, a Roma, Napoli, Pompei e tutta la Magna Graecia, gli abitanti vivevano in case di mattoni, con le terme in ogni paese, e chi se lo poteva aveva anche l’acqua e la piscina in casa. Mentre a Torino e dintorni vivevano nelle grotte. Con la conquista romana, Torino era un accampamento militare, e con il tempo la civiltà di Roma attecchì un po’, ma prima ci furono le capanne di fango. Tornando alla storia più recente, quando i piemontesi conquistarono  e saccheggiarono il Meridione, nel ripulisti alla Reggia di Caserta, trovarono una vaschetta a forma di chitarra, e  non seppero registrarla, perché come i fancesi non sapevano cosa fosse il bidè, quelli in marmo e ceramica li lasciarono. Noi sapevamo già secoli addietro, cosa volesse dire usare l’acqua per l’igiene, cosa che non mi risulta da parte loro quando abitavano nelle capanne. Questo è il prodotto del razzismo lombrosiano, ancora oggi. La nota ancora più stonata è stata che né la società  calcio Juve e né il sindaco Fassino di Torino hanno detto una parola.  –  23/10/2012

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E’ stato trasferito il mio dirimpettaio di cella, oggi abbiamo saputo che è stato assegnato a Sulmona, dove lui aveva chiesto di andare.  Fa sempre un certo effetto, quando viene trasferito un compagno, e non ci si abitua mai. Era venuto da Livorno, chiuso per ristrutturazione. Il cambiamento l’aveva sentito, perché la concezione della vivibilità è molto diversa tra Nord e Sud, come se fossero due Paesi diversi. Il DAP approva  questo razzismo strisciante e, per evidenziarlo, ha chiuso l’unico carcere nel Meridione che applicava l’art. 27 della Costituzione; Laureana in provincia di Reggio Calabria. Non ci deve essere civiltà nel Sud, dobbiamo rimanere tutti brutti, sporchi e cattivi. Auguro all’amico che ciò che stava discutendo, abbia un esito positivo e a breve ritorni tra i suoi cari, avendo trascorso già 18 anni lontano da casa.  –  24/10/2012

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Alcuni politici americani di fede repubblicana, tra cui il vice di Romney nella corsa alle presidenziali alla Casa Bianca, hanno affermato in TV sui quotidiani e nei loro comici che “una donna stuprata non deve abortire perché è la volontà di Dio”. Nel terzo millennio, sen.tire queste bestialità fa accapponare la pelle. Se fosse vero, dovremmo affermare che anche lo stupro è volontà di Dio; o come dicono certi fanatici religiosi “è stata stuprata per essere punita da Dio per i suoi comportamenti”. In questi modi di ragionare, nel Medioevo tante donne finivano al rogo, perché la religione faceva leva sull’ignoranza e la superstizione per sottometterle, ma principalmente per tenere soggiogate le popolazioni, per subordinarle alla casta aristocratica. Gli americani  si lamentano degli islamici, dovrebbero guardare bene in casa loro, perché hanno fanatici peggiori di Bin Laden, anche tra i loro politici.  –  25/10/2012

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Ci sono consuetudini che hanno origini ancestrali, e che in molte culture sono simili. C’è ne è una tra i pastori che è uguale in alcune regioni italiane. Quello che sto raccontando succede in Sicilia, ma parlando con un amico sardo, mi ha detto che è così anche in Sardegna. Quando un pastore per qualsiasi  motivo perde il suo gregge, gli altri pastori gli regalano 5-10 animali, per mettergli insieme una piccola mandria per ricominciare. La perdita del gregge può essere causata anche dall’espiazione di una condanna. Mi hanno raccontato che anche in Sicilia c’è questa consuetudine, ma l’apparato repressivo l’ha strumentalizzato e mostrificato, catalogandolo come una sorta di mutua assistenza di una associazione mafiosa. Le procure speciali (D.D.A.), come è il loro solito, l’hanno estremizzato all’inverosimile, facendo arrestare nel tempo centinaia di pastori, rovinando migliaia di famiglie, e condannando a tanti anni di carcere per associazione mafiosa. Il reato di 416 bis (associazione mafiosa) è un reato non reato, che con la moltiplicazione degli aggravanti  può arrivare a circa 30 anni. E’ il classico strumento  delle dittature oppure delle colonie, come lo è il Meridione. La solidarietà dovrebbe essere alimentata nella società, in tutti i campi, ma nella colonia meridionale viene punita con anni di carcere e spesso anche con il regime di tortura del 41 bis. Se questa è l’Italia, credo che sia tempo per noi meridionali, di iniziare a pensare di nuovo alla nostra indipendenza, invece del Regno delle Due Sicilie, si potrebbe chiamare Repubblica delle Due Sicilie.  –  26/10/2012

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In provincia di Chieti, a Bomba, Largo Abruzzese, una multinazionale americana, la Forest Oil Corporatione, vuole sfruttare un giacimento  di gas sotto un lago, nato da una diga degli anni ’50, su fiume Sangro, dove si produce energia per illuminare la capitale. Nel 2004, attraverso la sua controllata italiana, Forest Oil Spa, la società americana, ottenne, all’insaput della popolazione locale, l’autorizzazione a sondare la zona a ridosso del lago. Trivellando trovarono un giacimento di gas, di vecchia data, chiamato Colle Santo. Chiesero al governo l’autorizzazione per lo sfruttamento del giacimento, che avrebbe prodotto 650 metri cubi al giorno per 12 anni. La zona è a rischio sisma, ed è ritenuta ballerina, con forti timori di cedimenti e dissesti, con pericolo per la tenuta della diga. Questi elementi di fragilità, convinsero, nel 1992, all’Agip, ad abbandonare il progetto di estrazione, per motivi di sicurezza. La multinazionale non vuole solo estrarre questo gas, che è di pessima qualità, ricco di idrogeno solforato, sostanza tossica e puzzolente, “ed è superiore 60 volte al limite consecutivo. Ma per raffinarlo vuole costruire una raffineria con camini alti 44 metri, tra cui useranno tecnologie obsolete, un impianto che ne esiste uno solo al mondo, ubicato nel deserto del Texas, dove l’abitazione più vicina dista 500  miglia, mentre a Bomba sarebbe a un palmo dal centro storico. Tutto ciò è venuto a galla, perché i cittadini sono andati al ministero a protestare. Quando le verità le tengono nascoste e i veleni sono assicurati, le popolazioni fanno bene a ribellarsi e così hanno fatto gli abitanti di Bomba. Con loro altri 18 comuni. Il gas estratto in 12 anni è una quantità ridicola, in grado di coprire il fabbisogno nazionale di appena sei o sette giorni. Dall’altra parte si andrebbe a distruggere un paesaggio di grande bellezza in un’aerea di pregio naturalistico, una realtà che sta puntando sullo sviluppo turistico sostenibile. Notizie del genere trovano poco spazio sui quotidiani che hanno una forte tiratura nazionale, come trova il silenzio complice della politica in generale, che indicano referendum anche per scontri politici, ma non ne realizzano per vietare le trivelle in tutta Italia. Ormai tra mare e terra sono state date tante autorizzazioni da fare diventare il Paese una gruviera. Quello che è peggio, e che il dissenso delle popolazioni viene criminalizzato e represso con i blitz delle procure speciali (D.D.A.) e la faccia feroce delle forze di polizia e militare, che usano democraticamente il manganello, per insegnare qual è il posto che compete al popolino. Ci vorrebbe un referendum per vietare tutte le trivelle d’Italia, come è stato fatto con il nucleare.  –  27/10/2012

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Riflettendo, sono arrivato alla conclusione, riguardando quello che la “colonia” meridionale ha subito in 150 anni, che la prima cosa sarebbe stata spiemontizzare la toponomastica delle regioni meridionale. Rinominare tutte le vie, piazze, luoghi, palazzi, ecc., che sono stati dedicati ai vari criminali risorgimentali: Vittorio Emanuele III, Cavour, Garibaldi, Cialdini, Pinelli, Pallavicini, La Marmora, Negri, Lombroso, Dalla Chiesa, Bixio, D’Azeglio, ecc. Intitolandole ai nostri Francesco II, Ferdinando II, Carmine Cracco, sergente Romano e ai tanti nostri partigiani, intellettuali e scienziati. Sostituendo ogni nominativo che ha contribuito alla distruzione materiale e morale del Meridione. Sarebbe un primo passo nella ricostruzione  del Paese, perché continuare nella menzogna risorgimentale, con l’oppressione poliziesca, che nei vari tempi con terminologie diverse: briganti, banditi e mafiosi, nascondino con una cortina fumogena la realtà coloniale di una feroce repressione, con la scusa della criminalità.  –  28/10/2012

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Il nuovo governo colombiano, si è seduto al tavolo della pace a Oslo, in Norvegia, con i guerriglieri delle FARC. Il presidente precedente, Alvaro Uribe, con l’appoggio degli americani o, meglio dire, una marionetta nelle loro mani, aveva scatenato contro le FARC, una guerra senza quartiere. Gli americani, con la scusa della lotta alla droga, si erano istalla in Colombia, per perdere potere in Sud America, che ritengono “il loro orticello”. All’ex Presidente Uribe facevano comodo le strategie degli americani. Hanno sempre il bisogno di creare nemici, per dare sfoggio della loro potenza militare, anche per non far diminuire i fondi dal governo USA. Era anche la persona adatta, perché nei rapporti dei servizi segreti USA, era ritenuto un trafficante di droga (socio di Escobar), pertanto ricattabile da loro, se non voleva essere messo sotto inchiesta ed estradato in USA. Tutti dimenticano il grande scandalo dei Contras negli anni 80, quando la CIA trafficava droga con i cartelli colombiani, per tenere in piedi la sua rete di spie in Sud America e finanziare tante guerriglie contro governi democraticamente eletti, principalmente quello del Nicaragua, perché i comunisti avevano  preso il potere e abbattuta la dittatura. Con il potere mediatico che dispongono, stravolgano la realtà e mostrificano chi non si allinea al loro imperialismo. Auguro al nuovo Presidente Santos, che non si faccia manipolare dagli americani, e i colombiani possono finalmente raggiungere la pace che aspettano da oltre 40 anni. La pace in Sud America si raggiungerà quando i latino americani avranno creato un sistema come l’Unione Europea, così che gli USA non potranno fomentare colpi di Stato per instaurare feroci dittature, fantocci nelle loro mani.  –  29/10/2012

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Mi hanno notificato il rigetto del continuato, con una motivazione superficiale e d’ufficio. Avevo chiesto il continuato solo su tre condanne di reato di 416 bis (associazione mafiosa), in totale 34 anni e due mesi. Una condanna negli anni 80, una negli anni 90, e l’ultima negli anni 2000. Ogni decennio ho trovato un mentecatto per accusarmi e pago una condanna per 416 bis. Mi auguro che in questo decennio, non trovino qualche altro miserabile, e mi fanno pagare un’altra associazione. L’ultima condanna, in primo grado, fui assolto, ma siccome la D.D.A. si era spesa molto in termini di marketing mediatico, addirittura era stato occultato un interrogatorio di un pentito che mi scagionava, pertanto dovevo uscire assolto anche per la seconda condanna, ma non potevano fare brutta figura, così in appello trovarono la Corte adotta, e con acrobazie inverosimili, trasformando in grave una favoletta senza né capo né coda, misero insieme una forma che faceva emergere tutta la sacralità assolutiste della magistratura e la loro prepotenza istituzionale sul diritto e il buon senso. “Anche se non sapevo, ero colpevole, perché moralmente approvavo”. Almeno a Craxi motivarono “non poteva non sapere”. Viceversa, avevano la certezza che non sapevo, perché avevano le intercettazioni, ma con tutto ciò colpevole. Inoltre l’associazione degli anni ’90 era dormiente, nel 2000 sarebbe diventata operativa, per questo andavo condannato. Anche un asino capisce che la condanna del 2000 è legata  a quella degli anni 90, ma per condannare va bene, per darmi il continuato no. Non dovevo uscire con il continuato, perché ho una condanna all’ergastolo, ma solo riordinare la mia posizione, figuriamoci se dovevo uscire, mi facevano un altro mandato di cattura. Viviamo in uno stato di polizia, con la complicità della magistratura.  –  30/10/2012

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Avevano fatto un convegno a Siracusa, “Pianeta Carceri”, organizzato dal quotidiano locale, “Diario”. Con alcuni compagni del luogo, abbiamo deciso di scrivere una lettera al direttore di Diario, per commentare il dibattito, ampiamente riportato nella cronaca del quotidiano. Insieme alla lettera, abbiamo inserito alcuni scritti del corso che abbiamo fatto sul commento della Costituzione, e uno scritto sulla persecuzione nei confronti di Davide Emmanuello, da parte degli apparati repressivi, per fargli applicare il regime di tortura del 41 bis, per la quarta volta, dopo che tre tribunali quello avevano rievocato. Ad uno dei compagni, nel telefonare a casa, hanno riferito che il direttore del quotidiano  vuole intervistarlo e addirittura vogliono fare un convegno collegato in teleconferenza. Sono contento, perché significa che i temi espressi nel commento dell’art. 27 della Costituzione e in quelli della lettera, interessano e fanno riflettere. Questo mi conforta, perché temevo che erano concetti miei personali. Il mio augurio è che realmente  si riesce a fare l’intervista, se non visiva, almeno scritta, perché sono certo che il D.A.P.  non permetterà un intervista visiva. Quella scritta non può vietarla.  –  31/10/2012

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Di Pietro, il fustigatore di tutti gli italiani, finalmente è caduto dal piedistallo, dove la protezione della magistratura lo aveva messo e lo proteggeva contro chiunque. Il programma REPORT della Gabanelli su Rai Tre ha messo a nudo i suoi intrallazzi di latrocinio. Oggi ha dichiarato in TV che il suo partito è finito e ricomincerà da capo, ma senza abbandonare la nave. “Una bella faccia di bronzo”. Ricordo che, alcuni anni fa, il suo braccio destro Veltri lo denunciò, perché Di Pietro non faceva distinzione tra la cassa del partito e quella personale. Come al solito la magistratura lo protesse e lo prosciolse; come hanno fatto tante altre volte. E’ stato scoperto che aveva creato un’associazione con un conto denominato “Italia dei valori” e su di esso transitavano  i soldi del rimborso pubblico per le spese elettorali. Il conto era gestito dall’associazione composta da lui, la moglie e un amico. Sono sempre stato del parere che .. “gli estremisti con l’impostazione securitaria e forcaiola, dove il giustizialismo  la fa da padrone, con una venatura populista e autoritaria, che assolutizza, come un dogma religioso, i pronunciamenti dei magistrati, persino gli atti preparatori di un processo”,, non devono avere cittadinanza nel decidere le sorti del Paese. Chi ha messo in discussione la sua leadership ne partito, ha fatto una brutta fine. Questo dimostra quanto sia un mascalzone. Tutte le sue battaglie non erano altro che fumo per difendere i suoi interessi. Più rubava e più faceva il Torquemada. Quello che è grave è che queste cose le sapevano anche i suoi alleati politici, ma fino a quando poteva servire politicamente, il PD l’ha protetto. Una volta appurata l’incompatibilità dell’alleanza, l’hanno affossato. Ne sono contento, anche se aborrisco l’uso dei media e della giustizia per fini politici, ma ritengo che figuri simili, che guardano il Paese come una prigione e tutti i cittadini come imputati, con l supervisione dei giudici che non sbagliano mai, non meritano né di essere santificati e né di decidere il futuro della nazione.  –  1/11/2012

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La multinazionale del petrolio, Chevron, è stata condannata a pagare 18 miliardi di dollari per l’inquinamento perpetuo in Ecuador. Per anni hanno versato migliaia di tonnellate di rifiuti velenosi dell’estrazione del petrolio, nella foresta amazzonica. Nel 1993, gli abitanti del luogo Lago Agrio, supportati dai movimenti ambientalisti, hanno fatto causa alla multinazionale. Dopo circa 20 anni, il tribunale di Nueva Loja ha condannato la Chevron. La stessa per non pagare si è rivolta alla giustizia americana. La Corte di Appello di New York ha risposto che “imputati delusi da un giudizio emesso all’estero, non possono chiedere alla giustizia americana di delegittimare il sistema legale di un altro Paese”. Con tutto ciò, cercano di tirarla per le lunghe, per non pagare. Moralmente supportate dalle altre multinazionali, perché questo pagamento potrebbe essere l’inizio per fare scoppiare nel mondo il ricorso ai tribunali per il pagamento dei danni ambientali. Mi auguro che succeda anche all’ENI, per i danni ambientali in Nigeria, ma anche in tanti posti in Italia, dove la fa da padrone.  –  2/11/2012

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L’amico Davide Emmanuello mi spiegava che ha dovuto scrivere una lunga lettera alla madre, molto anziana e malata di tumore, per spiegarle che se, dal mese prossimo nel telefona, il suo amore per lei  è sempre intatto. La madre, preparata dai familiari all’eventualità che lui non potrà più telefonare, gli ha detto al telefono che lei ha solo questa telefonata con lui, essendo che gli altri due fratelli, nel regime di tortura del 41 bis, non li vede e non possono telefonare. Mi chiedo.. ma tutti questi carnefici Savonarola, quando vanno a ruota libera, presi dal furore feroce, nel chiedere carcere, pene sempre più dure e la tortura del 41 bis, lo sanno quante sofferenze infliggono a interi nuclei familiari?

Credo che neanche ci pensano, l’unico interesse che hanno è di diventare ricchi e potenti, sono talmente cinici e miserabili che passerebbero sul cadavere delle loro madri. Il 23 novembre, Davide dovrà discutere di nuovo l’applicazione della tortura del 41 bis. La DNA ha fatto pressione con tutto il suo enorme potere, capace di condizionare la vita del Paese, figuriamoci se non riusciva nella quarta richiesta per la discussione di una nuova applicazione, dopo che per tre volte, tribunali diversi, glielo avevano revocato. Una madre attaccata a una telefonata settimanale per sentire uno dei figli. Queste sono le torture interiori della repressione di un apparato feroce e crudele, che ha ridotto la civiltà del Paese, all’arbitrio come sistema.  –  3/11/2012

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Ho letto una cosa che non sapevo. Non si finisce mai di imparare. La civiltà araba è stata per l’Europa fondamentale, senza di essa non ci sarebbe stato il Rinascimento italiano e l’Europa sarebbe ancora nel buio del Medioevo. Pensare che, per le strategie imperialiste americane, alla caduta del muro di Berlino, sono diventati nostri nemici. Bisognerebbe superare le linee guida degli americani alla caduta del Muro di Berlino, sono diventati nostri nemici. Bisognerebbe superare le linee guida degli americani, e imparare a conoscerci di più, anche se gli occidentali e gli arabi sguazzano nell’ignoranza reciproca. In tutto ciò, contribuisce molto la religione, che invece di creare armonia e amore, alimenta odio e separazione. Solo la conoscenza e la volontà di pace può determinare un mondo di felicità e benessere, a cui i popoli aspirano.  –  4/11/2012

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Ho letto alcune pagine di quotidiani e sentito alcuni notiziari in TV, sullo scandalo al ministero dell’Interno con la dicitura “secretato”, il vice capo della polizia dava gli appalti a chi voleva, gestendo i fondi pubblici come fossero privati. La prassi della segretezza ha comportato altri scandali, come quello della cricca al Ministero della giustizia. Credo che questo sia solo la punta dell’iceberg, perché di miliardi in questo ambito ne girano tanti, e con ci sono controlli. Di “Poggiolini” ne ministeri ce ne sono a decine, non sono mai scomparsi. La legge “La Torre”, per il sequestro dei beni, dovrebbe essere usata per tutti i cittadini della Repubblica, principalmente per i  funzionari e manager pubblici, invece è usata solo per saccheggiare e impoverire il Meridione. Sono convinto che tutte le caste, principalmente quelle pubbliche, non saprebbero giustificare i loro patrimoni. Il feroce apparato della repressione conosce tutte queste ruberie, ma non le vede. “Contro la gente vede anche ciò che non esiste”.  –  5/11/2012

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Leggo un articolo sull’inquinamento che il petrolchimico di Gela in Sicilia ha causato in cinquant’anni. I bimbi malformati sono il 5% in più della media nazionale. L’acqua della falda è satura di inquinanti della raffinazione. L’aria è impregnata dalle polveri che fuoriescono dai camini che sfiatano 24 ore al giorno. Tutto il territorio è devastato: “un disastro ambientale”. I soldi per le bonifiche sono sati spesi senza fare nessun intervento. Mentre leggevo questo scempio, ho pensato al nuovo presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta (ex sindaco di Gela). Il partito dell’antimafia lo ha fatto diventare un’icona, senza che abbia mai fatto niente di concreto, a parte le solite chiacchiere retoriche sulla mafia, ed è ricordato un episodio degno di uno sciacallo. Licenziò una precaria semestrale, madre di quattro figli, moglie di quell’Emmanuello che fu ucciso dalla polizia nel 2007 durante la sua cattura, lasciandola senza lavoro. Sul petrolchimico  e l’inquinamento ambientale non ha mai fatto nulla di concrto, forse perché veniva foraggiato bene, e pertanto catalizzava l’attenzione sulla mafia, affinché gli affari suoi, della politica e dell’apparato della repressione, andassero bene. Claudio Fava l’ha descritto bene: “un miserabile”. Sento i nomi che vuole mettere nella sua giunta regionale. Battiato, la moglie del capo della DNA Grasso, Caselli, Galasso, ecc. Tutti nomi per abbagliare l’opinione pubblica, ma nella sostanza somiglia al rinascimento bassoliniano, che ha devastato la Campania e ancora ne paga le conseguenze. Il partito antimafia, con la scusa della lotta alla criminalità, ha distrutto un sistema che era democratico e moderato, e ne ha preso il posto, ma, diversamente dal primo, sono feroci e cinici. Spero di sbagliarmi, per i siciliani, ma fra 5 – 6 anni, raccoglieranno le macerie che Crocetta lascierà.  –  6/11/2012

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Oggi è venuta la Direttrice in sezione, ci ha riuniti nel corridoio e ci ha fatto un discorso. Ha fatto una buona premessa, poi ci ha bastonato un po’, rammentandoci ogni piccola cosa che avremmo fatto. Ci ha chiesto di non interromperla mentre ci faceva il discorso, sarebbe ritornata per avere le nostre opinioni in un secondo momento. Credo l’abbia fatto per farci discutere tra di noi, forse è stato meglio così. La mia impressione è positiva; anche se non ho ancora capito perché  a fine agosto ha chiuso ogni discorso con la nostra sezione. Siccome le polemiche non servono a niente, l’unica cosa da fare è cogliere la mano tesa e riallacciare il discorso interrotto; come disse Tortora a Portobello “dove eravamo rimasti…” e andare avanti, con la speranza che non succedono più black out. C’è da apprezzarla, perché solo gli stupidi non ritornano sulle proprie decisioni. Questo dimostra la sua intelligenza. Mi auguro che ci apra di nuovo le porte, ci dia i computer in cella e si ricominci col teatro e i corsi.  –  7/11/2012

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Ho letto una lettera che i prigionieri delle popolazioni della provincia di Salerno scrissero al Re Francisco II, il 3 gennaio 1863, firmata a oltre 5000 persone. Non nascondo che mi ha commosso e allo stesso tempo mi ha riempito di orgoglio, perché questi erano uomini veri e che amavano la loro Patria, altro che la propaganda dei macellai savoiardi, “l’esercito di Francischiello”. “Sire, né tempi di lutto e di dolore nazionale è pur dolce rivolgere il pensiero e la parola a colui che nel breve suo regno fu simbolo alla nostra Patria nativa di gioia, di pace e di prosperità… E’ tre anni che noi fummo da mani parricide venduti al popolo beato d’Italia, che siamo schiavi sotto l’impero di una feroce forza che colle sostanze e le vite dei nostri cari perdemmo anche il diritto di lacrimare. Ma, udite, Sire, il nostro Onore è salvo; né cotardo è il vostro popolo, come vanno alcuni politici strambazzando. Lo dicono il disprezzo e l’odio, onde ricambiata la efferata piemontese dominazione; lo dice la resistenza attiva e passiva che ad ogni piè sospinto incontra in tutti gli ordini sociali; lo dicono quelle migliaia di vittime umane, che tutto di cadono sotto il ferro dell’infame usurpatore; lo dicono le carceri riboccanti di migliaia di infelici”. Questa è stata la “gloriosa” favoletta risorgimentale sull’unità d’Italia: “un torrente di sangue”. Mai nessun popolo nella storia è stato sottoposto ad umiliazioni, uccisioni ed incarcerazioni nella misura del popolo meridionale. Le emigrazione per sfuggire all’inferno creato dalla legge Pica (madre di tutte le leggi repressive di massa nel Meridione, anche quelle attuali) causò lo spopolamento dei paesi condannando anziani, donne e bambini alla sottomissione e alla violenza da parte degli invasori e occupanti piemontesi.  –  8/11/2012

 

Ieri sera, nella trasmissione di Bruno Vespa, “Porta a porta” hanno parlato del regime di tortura del 41 bis. Non l’ho vista, me l’hanno raccontata. Pannella ha detto in modo chiaro che il 41 bis è una  tortura ed è stata una legge criminale. Quello che mi ha meravigliato è stata l’esasperata difesa del responsabile della giustizia del PD, sul regime di tortura del 41 bis, sulla repressione delle procure speciali e l’infamia delle leggi oppressive, ecc. Pannella gli ha urlato in faccia che era un comunista stalinista e che a loro sta bene un’Italia come l’Unione Sovietica del 1937, quando Stalin scatenò una feroce repressione con milioni di arresti e di morti, riempiendo i gulag della Siberia. Il morbo stalinista scorre nel sangue di molti politici del PD, si dicono democratici, ma sono complici della repressione senza diritti degli apparati dell’oppressione.  –  9/11/2012

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Da gennaio 2012, nel comune di Palermo, negli asili nido cambierà il menù. Parte il progetto “La tavola dei nidi veste i colori della Sicilia”. L’acqua sarà quella dell’acquedotto. Tutti i cibi saranno bio e dell’agricoltura locale, non passarono dalla grande distribuzione, ma sarà una filiera corta a km zero. In questo modo si educano i bambini a una sana alimentazione e si valorizza l’economia locale. Dovrebbe farlo ogni comune d’Italia, ma spesso gli interessi di certa politica vanno oltre il rispetto e l’amore verso i bambini.  –  10/11/2012

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Si discuteva di politica, come nei bar dello sport, ognuno tifava per la propria squadra. Tornato in cella mi sono messo a riflettere sull’argomento, sono giunto alla conclusione, che se noi carcerati e tutte le persone passate per la galera, per avere le riforme che auspichiamo; trasformando le segrete medioevali, del Paese con la luce della civiltà norvegesi, dobbiamo diventare un serbatoio di voti appetibili per i partiti politici. Quando noi capiremo questo e ci organizzeremo per riversare i voti dei nostri familiari, parenti e amici su un unico partito, riusciremo ad imporre la civiltà penale e penitenziaria alla politica. Fino a quando questo non succederà, la politica cavalcherà sempre la retorica della sicurezza, della repressione e di buttare le chiavi, perché in termini di voti ne trarrà più vantaggio. Seneca diceva che il popolo non vuole giustizia, ma sangue. I politici lo sanno e mirano alla pancia della gente per tirare fuori gli istinti primordiali. Potremmo avere un partito del 5-6 %, perché con la politica securitaria e la repressione nel Meridione. Ci sono almeno due milioni di persone transitate per le carceri, con i familiari e parenti saremmo una forza. Arriverà il giorno che lo capiremo?  –  11/11/2012

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Ci siamo riuniti tutti in saletta per discutere sulla visita della Direttrice. I confonti aiutano a capirsi e a sviluppare le idee, trovando la soluzione migliore ad ogni problema. Abbiamo deciso che quando verrà di nuovo, parlerà uno solo di noi, con un discorso di superamento delle problematiche  sorte negli ultimi mesi, riallacciando il discorso dove si era interrotto, guardando  al futuro in modo costruttivo. Credo che ogni tanto ci farebbe bene riunirci e discutere delle loro cose e discutevano di tutto, e da questi ragionamenti è nato il pensiero occidentale.  –  12/11/2012

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Stamane in TV sentivo che la polizia aveva avuto un conflitto a fuoco con quattro ladri, ma era stato ucciso dalla polizia. Si presume che fossero rumeni. Nel modo in cui i media hanno confezionato il servizio, era palese che fosse una costruzione falsa;  chi conosce certe dinamiche, non possono sfuggirgli certi particolari. Il rumeno è stato ucciso mentre scappava, dopo che aveva abbandonato l’auto rubata, pertanto non c’è stato nessun conflitto a fuoco, ma come succede di solito, “un tiro a segno”, essendo sicuri dell’impunità, assicurata dallo Stato con la copertura complice dei media.  –  13/11/2012

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I media e gli stessi politici, non fanno altro che battere sempre sul tavolo dei parlamentari e i vari privilegi che ci sono nelle due Camere, seppur scandalosi sono una goccia nel mare, perché sono 900 in tutto, e non sono certamente i soldi che si spendono per mantenerli, che era tutto il deficit italiano, essendo pochi milioni di euro di fronte ai 1800 miliardi che incamera lo Stato e ai quasi 2000 miliardi di debito pubblico. Ci sono 2000 miliardi di debito pubblico. Ci sono 200.000 politici che prendono uno stipendio dai 3000 euro in su, e migliaia di burocrati, sono talmente tanti che non sono quantificabili, senza dimenticare i  manager che hanno stipendi che superano la normale comprensione. Mi viene in mente un articolo dove veniva quantificato lo stipendio del barbiere del Parlamento, circa 300.000 euro. Non avevo mai pensato ai militari. Ho letto gli stipendi e i privilegi scandalosi degli apparati di polizia e quello della repressione. Leggo un articolo in cui sono elencate le cifre dello sperpero dei militari, non potevo credere a quello che leggevo. Hanno privilegi superiori ai politici; superpensioni, auto blu, cose di lusso con affitti a un euro al metro quadro, qualcosa che supera  anche la nostra immaginazione, esseno che siamo soffermati sui privilegi dei politici. L’esercito ha 178.000 miliardi, i generali sono 425, uno ogni 418 militari; più generali che corpi d’armata, ne servirebbero poco più di 100. Per fare una proporzione, l’esercito americano ha circa un milione e mezzo di militari e ha 900 generali. Il paradosso è che ci sono più comandanti, 94.000, e meno militari, 83.400. Credo che non esista nel mondo una carrozzone simile. Gli stipendi dei generali sono dal mezzo milione di euro a scendere giù. Insieme allo stipendio ci sono i benefici di alloggi di servizio o di rappresentanza, auto con autista, soggiorni low coast o nelle foresterie delle forze armate, rimborsi viaggi, straordinari senza limitazioni di ore, promozioni automatiche, indennità di ausiliaria. Hanno le promozioni sulla carta. Dopo 13 anni prendono lo stipendio di colonnello e dopo 23 anni quello di generale. Solo per l’ausiliaria, il governo nel 2012 ha stanziato 355 milioni (mentre facevano stringere la cinghia al popolino), per dare 7000 euro netti di pensione al mese, solo perché siamo disponibili nei 5 anni dopo la pensione, in caso di guerra; sembra uno sfregio alla miseria e all’intelligenza, essendo che ci sono famiglie che vivono con una pensione di 500 euro al mese. L’automatismo  non contempla quando si libera un posto. Vengono tutti promossi, a prescindere dal posto vacante o meno. Un meccanismo truffaldino, ma sicuri dell’impunità. I militari in tutta questa cuccagna di ufficiali non c’entrano. Prendono uno stipendio più basso degli inglesi e dei francesi. A tutto ciò non poteva mancare il Vaticano. Dove si  mangia è sempre presente, e poi vogliono fare la morale agli altri, con un esempio pessimo. Monti ha tagliato e tassato i poveri, ma non ha toccato nessun privilegio delle varie caste; non sbaglio a definirlo molto peggiore dei suoi predecessori politici. Anche se non mi piace, ci vorrebbe Grillo al governo. Così romperebbe questo sistema marcio e pieno di parassiti.  –  14/11/2012

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Mi passano un quotidiano calabrese, “Calabria Ora”, del 4 novembre, per farmi leggere un articolo. In prima pagina c’è la fotografia di Alessandro Marciano, con la scritta “ero innocente, mi hanno torturato”; si riferisce al 41 bis. L’avevano arrestato per il delitto del politico Fortugno, lo portarono al 41 bis, dove c’è stato per 6 anni. Nella cronaca, dove occupa una pagina intera, l’intestazione è “al 41 bis l’uomo diventa animale”. E’ stato nei lager di tortura di Novara e Cuneo (i nuovi lager sulle Alpi, di memoria savoiarda, insieme a Tolmezzo in provincia di Udine). Descrive l’inferno della tortura del 41 bis. Erano murati vivi e, in quelle condizioni, è la pena di morte. Era lui, la cella e niente intorno per 23 ore su 24. Racconta che a Cuneo  faceva un freddo cane, la cella era una ghiacciaia, e alla finestra sbarrata poteva scorgere solo il cielo. Dopo la condanna in primo grado, gli hanno negato anche il giornale. Vengono trattati come bestie e questo gli ha lasciato ferite profonde nell’animo, che si porterà per tutta la vita; conosco bene a cosa si riferisce. Ho l’impressione, dai racconti che la tortura del 41 bis sia diventata molto sofisticata scientificamente; anche le SS tedesche nei campi di concentramento divennero col tempo perfetti nel loro ruolo. L’ex direttore del DAP, Sebastiano Ardita, nel suo libro si vantava di avere reso il 41 bis molto intelligente. Questo dimostra che non c’è vergogna nel classificare una tortura feroce, crudele e infamia contro ogni diritto umano e la civiltà europea a cui  apparteniamo, come un semplice regime carcerario. Un compagno in sezione con me, che è stato dieci anni al 41 bis, conosce Marciano, mi ha detto che per torturarlo e costringerlo a pentirsi, l’avevano messo in una cella a piano terra, dove la neve arrivava fin sotto la finestra e con i termosifoni non al massimo. Il freddo era  24 ore al giorno. Quando me lo raccontava, mi è venuto in mente quello che i piemontesi facevano a Fenestrelle (forte savoiardo vicino a Torino) ai nostri partigiani meridionali (briganti), a 2000 metri di altezza, li tenevano con abiti leggeri, con e finestre senza vetri e con scarso cibo, perché non dovevano  sopravvivere più di tre mesi, poi li scioglievano nella calce viva (forni crematori dell’epoca). C’è ancora la vasca nell’Auschwitz piemontese di Fenestrelle. Oggi, Fenestrelle lo fanno passare come un monumento della gloria savoiarda. Le menzogne storiche dei vincitori non hanno  limiti.  –  15/11/2012

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Mi hanno notificato un permesso di tre ore con la scorta, senza data, per andare a fare visita a mio padre. Ero incredulo, forse perché in tanti anni non ho mai avuto niente, neanche quando lo chiedevo per mia madre. Mi ero rassegnato a non riuscire più a vedere mio padre, la vita, spesso fa di questi regali. Cerco di immaginare le tre ore che trascorrerò con mio Padre, ma non ci riesco, forse perché  è troppo tempo che sto chiuso in carcere. Comunque, saranno momenti molto emozionati.  –  16/11/2012

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Ho finito di leggere il libro “La via dell’amore” del Dalai Lama. Molto profondo, spirituale ed educativo. Il Dalai Lama parla molto di tolleranza, di compassione e di amore. Il suo pensiero è molto positivo, perché insegna a stare bene, allontanando rabbia e odio, che sono veleni e non fanno parte della natura degli esseri umani. L’amore, ritiene, sia, la soluzione ad ogni problema, perché porta felicità e serenità. Quello che mi ha impressionato è che, anche dopo oltre cinquant’anni di feroce occupazione del Tibet da parte dei cinesi, non ha trovato una sola parola d’odio nei loro confronti. Se tutti i capi religiosi fossero come lui, ci sarebbero meno conflitti in giro per il mondo.  –  17/11/2012

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Per due giorni, il 16 e il 17, c’è stato il convegno di livello mondiale a Milano nell’aula Magna della Bocconi, organizzato da Umberto Veronesi con l’associazione da li fondata Science for peace. La notizia è stata riportata sia da Repubblica e sia dal Corriere della Sera, e altri quotidiani minori. In TV è stata riportata una volta da Rai Due, e per due giorni da Rai Tre, che ha confezionato un ottimo servizio. L’informazione di Berlusconi non ha dato la notizia, né sulle sue reti televisive di Mediaset e né su i suoi quotidiani. Mi auguro che questo faccia riflettere tanti detenuti alle prossime elezioni. Gli articoli dei due maggiori quotidiani sono stati molto belli entrambi, e ho appreso che hanno firmato la petizione due premi nobel per la Pace: Shirin Ebadi e Tawakk Ul Karma; inoltre Kathleen Kennedy Townsend, vicepresidente di Science for Peace; John Dono Hue della Stanford Law School; Stale Olsen scrittore norvegese ed ex direttore di carcere; Tharcesse Karu Garama, ministro della giustizia del Rwuanda;  Brian Wood, responsabile di Arms Control and security trade di Amnesty International; David Grossman, scrittore e saggiste israeliano. Hanno firmato anche tanti altri che hanno partecipato al convegno. Hanno ribadito senza se e senza ma che l’ergastolo è una tortura frutto dell’ignoranza e della paura,  non ha nessun senso se non quello della vendetta. Qualunque delitto, anche un genocidio, la risposta deve essere “rieducando al cervello”, come diceva lo stesso Beccaria. “Riabilitando”, perché l’uomo non ha geni dell’aggressività e della violenza. I bambini nascono puri e fare del bene è naturale, e fa stare bene. Lascio la conclusione al filosofo Giuseppe Ferraro.. “Quando in Italia le scuole cesseranno di essere carceri e le carceri diventeranno scuole, potremo dire di vivere in un Paese civile”. Il mio augurio, che credo rispecchi quello di tutti gli ergastolani, e che sia l’inizio della fine, di questa pena feroce e crudele, indegna di un Paese civile.  –  18/11/2012

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Ho letto un articolo sull’Afghanistan. Era improntato sulle donne che si ribellano alla sottomissione che pretendono i maschi di famiglia. Per le donne ribellarsi equivale ad una condanna a morte, perché il sistema tribale ritiene che la donna non abbia gli stessi diritti degli uomini. Le centinaia di miliardi di dollari investiti da tutta la coalizione militare  presente nel Paese, sono serviti ad arricchire i “signori della guerra” e non ad evolvere il sistema paese, tirando fuori dalla schiavitù medioevale le donne. Queste guerre vengono presentate come guerre di liberazione, ma invece nascondono sempre secondi fini. In questo caso era la vendetta per l’ospitalità a Bin Laden e il profitto derivante dagli oleodotti che dovevano attraversare il Paese, e lo sfruttamento di tutte le risorse minerarie e di idrocarburi. Fra un paio di anni gli americani con tutta la coalizione lasceranno il Paese, e le cariche più importanti stanno passando in mano ai signori  della guerra, che in quanto a crimini contro l’umanità, fanno sembrare i processati al tribunale dell’AIA, dei monelli che hanno rubato alla marmellata. Questo periodo di occupazione americana, circa 11 anni, sembra che siano passati invano, perché nulla è cambiato. Chi ha pagato duramente sono stati solo gli afghani.  –  19/11/2012

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Stamane mi hanno portato  da mio padre per le tre ore di permesso. Tanti pensieri affollavano la mia mente, ma non riuscivo a soffermarmi su nessuno. Cercavo di organizzare il tempo da trascorrere con mio padre, ma come blob di Rai Tre, passavo da un argomento all’altro, senza riuscire a soffermarmi su un solo punto. Siamo arrivati al carcere di Salerno, dovevano depositare un detenuto che ha fatto il viaggio con me. Quando ci siamo fermati all’interno dell’istituto, ho avuto l’impressione che il tempo si fosse fermato. Ho rivisto la mia entrata di tanti anni fa. Un ragazzo spavaldo, convinto che nessun traguardo gli era precluso, sentendosi padrone del mondo. Una pia illusione dettata dal potere della gioventù, dall’ottusa ignoranza e da una errata cultura. Oggi ho passato i cinquant’anni, vedo il mondo sotto altri aspetti, comprendo di avere sprecato la mia esistenza e i trent’anni migliori della mia vita. Nel tragitto da Salerno per arrivare da mio padre, dal finestrino del furgone, non riuscivo a trovare punti di riferimento, e quando sembrava di riconoscere qualcosa, sentivo un tuffo nel cuore. Se avessi dovuto andare da solo, mi sarei smarrito. Tutto è cambiato. Dove c’era solo tera, sono diventati paesi. Il furgone sbuffava un po’ ad arrampicarsi sulla strada in salita per arrivare al Paese. Quello che vedevo era tanto verde. Quando siamo arrivati anche la piccola frazione era molto cambiata. Siamo arrivati e mi hanno fatto scendere. Ho visto mio padre davanti casa, l’ho riconosciuto  subito. Non era cambiato molto di viso. L’ho abbracciato e ci siamo seduti a tavola. L’amarezza, subito svanita, e che non mi aveva riconosciuto, un pensiero flash “morbo di Parkinson”. Gli ho detto “Papà sono Pasquale”. Si è portato la mano alla fronte e mi ha abbracciato. Telefono tutte le settimane e parlo solo con lui. Non ha problemi di nessun genere, a parte gli acciacchi dell’età e qualche patologia. Ho pensato che era veramente cambiata la mia fisionomia. Ricordo tanti anni fa, tutti dicevano che insieme ai miei fratelli avevamo un solo viso. Mio padre di viso non è cambiato, si è solo affinato, e ciò gli ha dato una rassomiglianza in modo impressionante a mio nonno (suo padre che tra l’altro si chiamava come me, Pasquale), ha tutti i capelli, lo stesso spirito e la sua caratteristica che lo contraddistingue, l’ingegno. Dopo la morte di mia madre, mio padre si è ritirato nella casa paterna, dove è nato, l’ha ricevuta in eredità dai genitori; il suo sogno era di ritornare in quella casa da pensionato; con i soldi  del fine rapporto, l’ha rimessa a nuovo, anche se piccola somiglia a una reggia secondo i suoi gusti. Ho visitato la casa. Il mio stupore è stato sul terrazzino, un panorama incantevole, anche gli agenti sono rimasti a bocca aperta, magnificando il paesaggio. Gli agenti si sono comportati in modo impeccabile, e credo che siano rimasti contenti del comportamento mio e di mio padre. Mio padre ha messo tavola e mi sono deliziato nel mangiare, ha cotto le caldarroste nel camino, e mangiando e chiacchierando, le tre ore sono volate. Dopo averlo salutato, mi sono girato  e l’ho salutato di nuovo, mi ha  abbracciato stringendomi forte. Sono subito scappato perché la commozione stavo prendendo il sopravvento facendo venire giù la diga. Nel furgone per un’ora ho dovuto trattenermi con forza, mi si straziava il cuore, come se l’animo si fosse aperto come il vaso di Pandora, fuoriusciva tutto ciò che avevo represso in tutti questi anni. La lontananza o ciò che non permette di vivere gli affetti familiari, con il tempo il sistema totalizzante del carcere, anestetizza la normale vita sentimentale, familiare e la normale esistenza. Questa è la tortura, più tortura della privazione della libertà stessa. Mi auguro che sia l’inizio della fine, di questo lungo calvario, che mente mi ha risparmiato.  –  20/11/2012

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Carmelo ha spedito uno scritto a Claudio, dove ci informava che in silenzio gli uomini neri del ministero stanno organizzando la deportazione degli AS-1 e AS-2 in Sardegna. La radio, alcuni giorni fa, intervistando Mauro Palma, ha detto che hanno già deportato 300 sepolti vivi del regime di tortura del 41 bis. Queste sono tutte misure che furono programmate e pianificate dall’ex ministro Angelino Alfano, sotto dettatura dell’apparato repressivo che lo ricattava per le malefatte del fratello di Alfano, implicato in tutte le ruberie del trapanese, tra cui anche i rifiuti, finanziamenti, ecc. Non fu arrestato, si dimise dalle sue cariche e scomparve dai notiziari. L’apparato repressivo è diventato talmente potente che condiziona la vita del Paese, tra cui anche i media che si  mettano al loro servizio con molta piaggeria, creo che derivi dalla paura di mettersi conto chi ha il potere di danneggiarli seriamente. Mi auguro che il popolo sardo faccia fallire questi piani criminali e lotti contro questi nazisti che vogliono ridurre la Sardegna a una servitù di tortura.  –  21/11/2012

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7 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 ottobre – 21 novembre

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Graditissimo regalo di Natale che dovrò aspettare a leggere fino a stasera, voglio farlo con calma, e quindi a stasera. ciao Pasquale

  2. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Pina in ha detto:

    Anche io lo vedo adesso , e sono certa , che il tuo lavora sara soddisfacente , ma dovrò leggerlo , pur sapendo ormai il tuo stile di esporre nei minimi particolari , sembra che non ti sfugga niente .
    Adesso me lo stampo ,come sempre il cartaceo ti lascia un buon odore .
    Ciao Pasquale 😉

  4. Alessandra lucini in ha detto:

    Eccomi qua, ad avere appena ascoltato una lezione tenuta da un docente universitario quale sei tu. Questa volta, oltre ad aver arricchito il mio piccolo sapere, mi hai fatto piangerec’ero anch’io su quel terrazzo con tuo padre, mentre leggevo c’ero anch’io ed ero felice che gli agenti fossero così gentili. Ti auguro di cuore di poter rivivere quei momenti ancora tante e tante volte. Ti abbraccio con la stima di sempre e invece di augurarti buone feste come fanno tutti in questi giorni, ti auguro tutto il bene del mondo e per sempre. Ciao grande 🙂

  5. Pina in ha detto:

    Mio caro amico , quello che ho letto , non so se può bastare il tempo per raccogliere le tue parole che sono uscite e si sono ingigantite a tal punto che mi hanno trafitto il cuore …sono commossa per la tua storia e del male che ti hanno fatto , si penso proprio cosi , e inaccettabile , un crudeltà , la nostra giustizia non ne corrette, lo sappiamo tutti , lo vediamo, e ci viviamo , ma ai me, noi non siamo nessuno , siamo solo dei burattini , che entriamo in scena , diamo spettacolo , facciamo sorridere ad altri burattini che messi la difronte , applaudono la nostra vita che e quella di burattini …
    Anche loro sono dei burattini , messi la in alto che manovrano tutto , gestendolo , sempre a loro modo , per soddisfare i loro interessi , e per nascondere tutto il loro marcio ,sai il legno marcisce , niente resta intatto ,
    perdere la proprio lucentezza e la cosa più brutta che può capitare …
    Tu sei in luce , caro Pasquale , lo dimostri sempre col tuo cuore , nella tua pienezza e nella partecipazione al consumo quotidiano , spendendo il tuo tempo , nella ricerca di questa fottuta verità , che si cela chissà in quale
    posto , ma tu ci sei vicino , la tocchi, la vivi e la senti ,questa è la verità più crudele , essere presente con tutto te stesso, ” mente, corpo e anima “.
    Coraggio amico , sono anche io un burattino , ma come te sono in luce , e quello nessuno può portarmelo via , cosi oggi nel leggerti ti invio la mia luce con un dolce 😉 😉 😉 e ti auguro buone feste nella tua luce 😉
    Io non festeggio già da molti anni , perché si può festeggiare solo ,quando l’intera umanità , smetterà di farsi guerra e di far cessare la mortalità per fame , innocenti che muoiono , anche questa e verità credule .
    Incoraggiamoci col nostro cuore e un arma potente 😉 ciao amico ..

  6. massimiliano in ha detto:

    Ciao Pasquale,sono del paese di tuo papa’,molto amico di tuo papa’…Leggo molto di te,interessante e complimenti..Per me rimani una grandissima persona anche se non ho avuta la possibilita’ di conoscerti..Con tuo papa’ stiamo sempre insieme..Pasquale io continuo a leggere il tuo diario e per me rimani un mito…FORZA PASQUALE!!!!!!!

  7. Rosetta in ha detto:

    Ciao cugì,che gioia immensa sapendo che sei stato a trovare tuo padre,e uscire libero alla luce del sole 🙂
    Nei giorni festivi sono stata a trovare tuo padre pranzando insieme, mangiando le caldarroste fatte da zi Nicola……e vicino al fuoco mi ha raccontato,che dopo tanti anni ti ha rivisto e gli occhi ci brillavano!!!!
    Sono fiduciosa nell’avvenire,ci saranno più permessi……sperando anche quello definitivo tvb
    Ti abbraccio :*

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