Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Giustizialismo… di Alfredo Sole

Road

Alfredo Sole -detenuto ad Opera- è uno degli “scrittori” del Blog, fin dalla prima ora.

Anzi, lui, Carmelo Musumeci e Ivano Rapisarda, sono stati i primi detenuti con cui sono entrato in contatto, mesi e mesi prima che nascesse il Blog, nell’agosto 2009.

A volte si assenta per mesi, ma, prima o poi, ritorna sempre.

Alfredo è un gran lettore, e da anni ha intrapreso una battaglia per laurearsi, a costo di grandi sforzi. Proprio recentemente ha superato un esame il cui studio gli ha fatto vedere i sorci verdi, soprattutto all’inizio. L’esame di logica.. Ah, Alfredo è iscritto alla facoltà di Lettere e filosofia.

I testi che invia sono sempre molto acuti, riflessivi, talvolta ironici.

Il testo che pubblico oggi, nella sua estrema chiarezza, non ha bisogno.. di premesse..

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GIUSTIZIALISMO

 Quest’anno, o meglio, questi ultimi mesi i questo anno, si è fatto un gran parlare in TV e sui quotidiani del’ergastolo ostativo.

Un grande merito per questo interesse su una pena così crudele va al Dott. Veronesi che, con i suoi straordinari articoli giornalistici e il convegno “science for peace”, ha fatto sì che molta più gente conoscesse una realtà fino ad oggi ignorata.

Cambia qualcosa?

Non credo. Il nostro è un Paese di tenace concetto. Non esistono torture; dunque, nessuna legge che introduca il reato di tortura. Non esiste l’ergastolo, se non sulla carta; dunque, nessuna legge che abolisca l’ergastolo.

Come dargli torto? A che servono leggi che impediscano ciò che non esiste?

Per questo Paese ignorare i problemi equivale alla non esistenza di quei problemi.

Dovrei provarci anche io. Dovrei iniziare ad ignorare il carcere; magari questo finisce per sparire.

Niente da fare. Ho chiuso gli occhi e ho pensato “il carcere non esiste.. il carcere..”. Ho riaperto gli occhi e.. cavolo, sono ancora qui. Questo disgraziato non sparisce! Mi sa che anche è il carcere è di tenace concetto, non ne vuole sapere di sparire. Magari sono io il problema. Allora, se ignorassi me stesso, magari potrei sparire… niente da fare, sono ancora qui!

L’unico modo per eliminare un problema è risolverlo, non ignorarlo. Certo, il problema ergastolo non è di poco conto e non è facile affrontarlo. Se lo fosse, non sarebbe un problema Come fare dunque?

Con una buona dose di coraggio, con la consapevolezza che la pena dell’ergastolo non è un deterrente come erroneamente i più pensano e che, anzi, lasciare morire un detenuto in carcere, privandolo della speranza, può essere, a buon diritto, definito criminale, pari al crimine commesso dal criminale.

Un tentativo di volere apparire una vittima? No, nulla del genere. Chi commette un reato, non è una vittima, crea delle vittime, e per questo è giusto che paghi. Non esistono al mondo società che lasciano impuniti  che commettono reati. La differenza è che in Italia si è convinti che sia la quantità, non la qualità, a fare espiare un condanna.

Ma è davvero così?

Per la società lo è, perché tende a proteggersi dai criminali e si auspica che non escano mai più dalla prigione. Nulla a che fare con la giustizia, ma giustizialismo.

La giustizia, in quanto tale, deve tendere a una “mediazione” tra il popolo e il criminale. A una parte deve potersi soddisfare e, allo stesso tempo, frenare il sentimento di giustizialismo della società e, dall’altro, deve poter dare la possibilità al criminale di rettificare la sua vita deviata, per potere ritornare in società.

La pena dell’ergastolo è una giustizia a senso unico, una giustizia che si è arresa e non ha più una funzione di mediazione. Alimenta e soddisfa soltanto il sentimento giustizialista della società, privando di ogni speranza il condannato a una pena che non avrà fine e con essa la morte del reo.

Alfredo Sole

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2 pensieri su “Giustizialismo… di Alfredo Sole

  1. Pina in ha detto:

    Che posso dire , dopo averti letto , mi sento sempre più piccina , per non poter fare proprio nulla , solo
    parlarne , cercando di sensibilizzare una società che mira a sentenziare , senza un briciolo di umanità e di riflessione. Mi capita spesso quando ne parlo , vederli indifferenti , anzi me ne tirano alcune frasi , che mi fanno tanto male , cosi da ritirarmi nel mio silenzio , scrutando dentro il mio cuore in sofferenza ….
    Non sanno cosa si perdono , entrando nel vostro mondo , dove tutti i rumori , vengono soffocati…dalle male lingue …e da tutto quell’apparato , che ci sta sopra .
    La colpa e dell’uomo , lo dico sempre , ma gli anni passano , e tutto resta uguale , esattamente come tutti quei bambini che ancora oggi muoiono di fame , non si è mai risolto , si muore è basta .
    Si credo proprio come tu dici , che in italia , la pena deve essere più quantitativa che qualitativa ….perché il reato faccia più clamore , e vendicativo …a questa onorata società , traballante ….
    Non so quando ci sarà il cambiamento , ma intanto si aspetta , sperare e basta , ciao amico

  2. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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