Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Favola… di Giovanni Zito

alberos

La nostra Grazia Paletta ci ha inviato una favola che Giovanni Zito -detenuto a Carinola- ha dedicato alle sue nipotine.

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Quando la fatina creò il nonno cominciò disegnando un grande albero e tutte le farfalle si posavano su questo albero maestoso del nonno.

Una farfalla più curiosa delle altre notò che la fatina con la sua bacchetta magica faceva degli strani gesti, ma la fatina se ne accorse e le disse:

“Cosa stai facendo? Lo sai che non puoi curiosare sul mio disegno!”

“Che cosa stai disegnando?” chiese la farfalla alla fatina.

“Questo è un grande disegno fatto per Lucrezia, Letizia e la piccola Giorgia” rispose la fatina.

Allora la farfalla annuì e chiese:

“Che nome le hai dato?”

“Sarà, per tutti i bambini di questo mondo, l’albero del nonno Giovanni”

“E a cosa servirebbe un albero così grande del nonno?” chiese la fatina accarezzandosi le ali.

“L’albero del nonno Giovanni” spiegò la fatina“ servirà ai bambini e poi nonno Giovanni esiste davvero. Lui vive nel paese del sole, dove ci sono le distese di acqua più grandi che i nostri occhi abbiano mai visto. Il nonno Gianni incoraggia i nipotini nei momenti difficili, lui sa come consolarli quando si sentiranno tristi e giocherà con loro quando tornerà dal suo lungo viaggio”.

Così la fatina aveva spiegato il mistero dell’albero alle farfalle.

Lavorò tutta la notte dando al nonno albero ogni lineamento. La farfalla che si era addormentata accanto alla fatina, si svegliò di soprassalto e girandosi vide la fatina che ancora stava disegnando.

“Stai ancora lavorando all’albero del nonno?” chiese la farfalla.

“Sì” rispose la piccola e dolce fatina “affinché tutto questo si avveri ci vuole calma e dolcezza e non solo, richiede anche tempo e tanto amore.

Ancora una volta la farfalla sbirciò sul progetto della fatina e disse:

“Ma non ti sembra troppo grosso quest’albero del nonno Giovanni?”

“Ma che dici? E’ della grandezza giusta per sentirsi protetti e incutere quel po’ di timore, affinché non se ne approfittino troppo e lo ascoltino, quando insegnerà a tutti i bambini ad essere onesti e rispettosi”.

Allora la farfallina proseguì con un’altra domanda:

“Non sono troppo grossi quei rami?”

“No, rispose la fatina” continuando il suo disegno “sono grandi abbastanza per poterli prendere tra le sue foglie, al sicuro e al caldo saranno protetti”.

“E quelli sono i suoi occhi?” chiese ancora la farfalla indicando il disegno.

“Esatto” rispose la fatina “i suoi occhi sono così grandi perché vedano e si accorgano di tutto pur rimanendo immobile, calmo e tollerante”.

La farfalla storse il nasino e aggiunse:

“Non ti sembrano un po’ troppo severi questi occhi?”

“Osserva bene” rispose la fatina.

E fu così che la farfalla si accorse che gli occhi del nonno Giovanni erano velati di lacrime mentre guardava con orgoglio e tenerezza i suoi nipotini.

Adesso l’albero dell’amore cresceva anche dentro di loro, così sarà per tutti i bambini, l’albero del nonno Giovanni vivrà per sempre.

Completata l’opera la fatina se ne andò via con la farfalla, scrivendo un’altra storia, un altro fine meraviglioso per Lucrezia, Letizia e la piccola Giorgia.

 

Giovanni Zito

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Un pensiero su “Favola… di Giovanni Zito

  1. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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