Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Marco Pannella nel carcere femminile di Lecce

ITALY PANNELLA SEGGI VACANTI

Il 22 novembre Marco Pannella è stato per più di tre ore nella Casa Circondariale di Borgo San Nicola, a visitare i detenuti e le detenute di quel carcere.

Di  Marco Pannella si può dire di tutto. Da sempre personaggio controverso che attira apprezzamenti e feroci polemiche.

Ma una cosa nessuno può contestare. Che è una delle poche persone che ci mette la faccia, e anche “l’anima”; e pure le viscere. Ci mette tutto. All’età di 82, tira fuori una energia, che sono una persona divorata dalla passione può avere. Questo “vecchietto” si gira le carceri di  mezza Italia, e si sgola, e parla ovunque, e conosco persone delle metà dei suoi anni che non hanno un decimo della sua energia.

E allora, checché se ne pensare di Marco Pannella per questo o quell’aspetto (droghe leggere, bioetica, azioni politiche, ecc.), nessuno potrà contestare che come si “consuma” lui per i detenuti, col corpo e con la mente, non si “consuma” nessuno.

Di seguito, la lettera scritta dalle detenute di Lecce, dopo la visita di Marco Pannella.

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UN SOGNO DIVENTATO REALTA’

L’Illusione che si protraeva da anni nella nostra mente, come per incanto oggi è divenuta realtà. La visita inaspettata al C.C. di Lecce, Borgo San Nicola, dell’Onorevole Marco Pannella insieme al comitato dei radicali.

Davanti ai nostri sguardi increduli, gli occhi bagnati di lacrime, il cuore che batteva forte quasi volesse uscire fuori dalla gabbia toracica, gli abbracci calorosi tra noi compagne di fronte al nostro “Salvatore” dei detenuti.

Abbiamo ricominciato a sperare. Vederlo di persona, avere modo di conversare con lui, esprimere le nostre opinioni, descrivere il nostro dolore, ci ha dato la forza e riacceso la speranza di andare avanti e lottare per la nostra libertà.

Ancora si sente nell’aria il profumo del sigaro e l’eco della sua voce che ci ha trasmesso coraggio, di avere fiducia, speranza per noi e per le nostre famiglie. E’ stata una emozione indescrivibile. Non avremmo mai pensato che ci avrebbe raggiunto qui, nel Salento, così distante dal suo paese. Invece l’ha fatto per darci coraggio e farci capire che lui c’è e lotterà sempre insieme a noi, per noi, e per la nostra dignità di persone umane.

Grazie di esistere, grazie per la tua bontà d’animo e per la lotta continua per i nostri diritti e anche perché, a differenza della società che ci crede degli scarti umani, tu ci consideri per il nostro valore di persone.

Tu ci inciti a lottare per amnistia e indulto. Tutte le nostre voci si incrociano in un unico urlo.

AMNISTIA E INDULTO

Per poter ridare a tana gente detenuta una nuova vita e poter ritrovare finalmente la propria dignità oltre queste sbarre.

“Lotta dura senza paura”.

 Bartolomeo Lucia (LECCE)

Zampilli Lucia Domenica (LECCE)

Greco Maria Grazia (LECCE)

Cosimo Agata (LECCE)

Lapadat Loredana (ROMANIA)

Stoica Elena (ROMANIA)

E tutta la sezione detenute comuni femminile della C.C. di Lcce.

AMNISTIA E INDULTO

Lecce 23/11/2012

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Un pensiero su “Marco Pannella nel carcere femminile di Lecce

  1. Zione, Sallusti, i Compagni, i Carcerati e il vile (e passato ?) Giudiciume di Torino.
    —–
    La A. V. G. (Associazione Vittime del Giudiciume) sollecita le varie Autorità Responsabili dello Stato a correre ai ripari, prima che a causa degli ignobili Cialtroni della miserabile BANDA di Pazzi, Malfattori e magistrati Politici, la Pace Sociale degeneri ulteriormente (che già così va peggio di una barca in un bosco), ma anche per evitare che finiscano pure loro vilipesi e dissacrati dalla Storia, vengano ricordati come i nuovi Tiranni di Siracusa; ma peggio ancora sarebbe se venissero ricordati per colpevole “inerzia” e raffigurati sconvenientemente (per loro) nelle vetrine di stabile esposizione dei Pastori del Presepe; e manda anche, a nome dei tanti ex Compagni disgustati da questo sciagurato andazzo tribunalizio e dei tanti “abusivi” Carcerati che il più delle volte non sanno neanche perchè si trovano in un Barbarico e infernale carcere, come la povera sfortunata Mamma del piccolo angelo Samuele di Cogne, Annamaria Franzoni vigliaccamente condannata senza NESSUNA PROVA; un sincero ringraziamento va a Marco Pannella per la sua perenne battaglia di Civiltà e al direttore de “Il Giornale” Sallusti per la sua coerenza di fronteggiare il moderno e BRIGANTESCO Tribunale Speciale e per il suo coraggio di affrontare un’illegale e vergognosa carcerazione, con onesta Coscienza di Uomo Libero e invia pure un caro saluto a tutti, buoni e cattivi; CAROGNONI esclusi.
    —–
    Un povero Cristo, disgraziatamente capitato per caso in una Pubblica Aula di udienze (per amore di Verità, bisognerebbe dire pubblica Sala di Lupanare), per Etica cercava pure di Toscaneggiare, sapendo (da “La Bugiarda” di Torino) che si trovava davanti a “Coltissimi” Giudicioni; ma quando si rese conto che si trovava davanti ad una Corte di Emeriti BUFFONI e che in quell’Impuro Luogo regnavano Ignoranza e Ludibrio e c’era forte tanfo di MAFIA che Tramava temerariamente, proprio lì, nel sacro Tempio di Temi, dove albergava l’Odio e il Tradimento, egli fu aggredito da un Fetentissimo P.M. del Giudiciume, quel noto Cammorrista e grande Fellone Carrierista (e Usurpatore), finora sempre fortunato nell’impunita e premiata Scelleratezza a danno dello Sventurato Popolo; e fu allora che l’Oltraggiato tapino e CALUNNIATO Testimone, si raccomandò al Cielo ed anche al buon cuore di quel feroce Giustiziere, dicendogli: “STRUNZ, parl cu l’Omm; nun parlà che pann !”.
    —–
    Boja fauss, min-chia; fu così che finirono di sollazzarsi certi feroci Ratti e disgustanti PANTEGANE (e Zòccol) dalle scorticate code della pregiata “scuola Torinese”, in quella bubbonica e putrida Cloaca, dove defecavano allegramente sul sacro libro della Legge, per i loro intrallazzi e laidi fini POLITICI e macellavano con fine Sadismo e somma stronzaggine il malcapitato del momento, il SOCIALISTA (e Meridionale …) Mario Longobardi di Orbassano, Coartando e TERRORIZZANDO morigerati, illibati e incensurati Testimoni e ricorrendo a Feroci sbirri (e seviziatori), Sequestrarono (nel mistero) certe persone alle quali quei Vermi, non erano degni neanche di PULIRE loro le scarpe; in seguito, questi Ignorantissimi Infingardi, abituati com’erano a fare colle Persone, forse per malsana goduria, perché cercavano sempre di mischiare lo sterco (del quale sono fatti e diligentemente nobilitati, dagli estrosi Pastorai di San Gregorio Armeno) con la cioccolata (la Gente per bene), osarono perfino alzare il tiro sulla deliziosa NUTELLA; ma almeno lì dovettero ingoiare un grosso rospo, perché per loro sfortuna incapparono in un sapiente Giurista che pubblicamente “e pittaje’e Merd …” ; benchè e come è d’uopo in quel triste Ambiente di Degenerati, dove anche un calcio in culo fa fare un passo avanti … la grande figura di sghinga fatta in Aula, servì solo ad aiutare in crescendo, la favolosa Carriera e le somme nefandezze di qualche viscido “magistrato” e Professionista dell’Antimafia, Farabutto e CRIMINALE, al quale va inviata doverosamente una solenne, potente e fragorosa Petata, unitamente ai suoi Eccellentissimi Complici (Tamagnun di Mandrogne ?) di allora e di oggi. —– ruotologiu@libero.it

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