Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Mia amatissima mamma… di Davide Emmanuello

Il 23 agosto abbiamo pubblicato il testo di Davide Emmanuello -attualmente detenuto nel carcere di Catanzaro- che sintetizza la sua terrificante vicenda (vai al link https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/08/23/unodissea-nel-41-bis-la-vicenda-di-davide-emmanuello/).

La vicenda di Davide Emmanuello?

Venti anni di carcere, di cui quindici sottoposto al regime di tortura del 41bis. Tre revoche disposte da tre diversi tribunali di Sorveglianza, per tre volte disattese da tre Ministri della giustizia.

Davide Emmanuello entrò in carcere nel 1993, e da subito venne sottoposto alr regime del 41 bis. 

Dal 1993 al 2003 gli furono notificati 19 decreti di proroga. Il rinnovo  del decreto ministeriale di attribuzione del 41 bis è stato rinnovato ogni 6, con modalità di automatismo, lamenta Davide. In violazione dei principi giurisprudenziali fissati dalla Corte Costituzionale, che impongono a ciascun decreto di proroga motivazioni non stereotipe basate su fatti recenti.

Il 2003 gli venne revocato il 41 bis e si ritrovò nel regime di E.I.V. (elevato indice di vigilanza) dove restò circa quattro anni.

Il 10 gennaio 2007, dopo anni di permanenza nel regime di E.I.V., il Ministro della giustizia firmava un nuovo decreto di attribuzione del 41 bis. La nuova riapplicazione non si fondava sui fatti commessi dopo la revoca, disposta nel 2003 dal tribunale di Sorveglianza di Roma, né su elementi nuovi non considerati dal giudice all’atto della revoca.

Dopo alterne vicende, Il tribunale di Sorveglianza di Ancona, l’11 luglio 2008, disponeva la revoca anche di questa seconda attribuzione del 41 bis.

Disposta la revoca, Davide fu trasferito nella sezione abusiva di E.I.V. Del carcere di Voghera .

Ma dopo  quattro mesi, il 18 novembre 2008, i ministro firmava un nuovo decreto, e così Davide finì nella sezione  41 bis del carcere di Opera.

Quindi per due volte a Davide Emmanuello era stato attribuito il 41 bis e per due volte il Tribunale di Sorveglianza aveva revocato il 41 bis. Ma, nonostante ciò, il 2008 gli veniva attribuito per la terza volta il 41 bis. Era sempre lo stesso Davide Emmanuello, la stessa persona fisica, ininterrottamente in galera da 15 anni, che si trovava in mezzo a questo ribaltamento costante del suo destino. Con uno strazio psicofisco, che credo nessuno potrà immaginare. Era la stessa persona, non era uscito di galera, non aveva fatto nessun atto in più nella vita “al di fuori”. Eppure, per tre volte il Ministero ha sentito l’esigenza di stabilire il 41 bis, nonostante due revoche di due Tribunali di Sorveglianza. E a quanto pare, a quanto scrive Davide, senza la presenza di alcun fatto nuovo.

Il 28 ottobre 2011 il decreto di attribuzione del 41 bis fu annullato per la terza volta,  con la testuale motivazione: “…in assenza di circostanze veramente nuove, concrete e attuali… il collegio reputa non legittimamente emanato il decreto impugnato”.

Con la revoca, da Opera Davide trasferito nella sezione AS1 di Catanzaro, dove attualmente sono ristretto.

Ma la D.N.A. ha fatto ricorso contro il provvedimento di revoca del 41 bis presso la Corte di Cassazione, che, per questioni di diritto, ha accolto il ricorso, annullando l’ordinanza.

La nuova udienza per discutere sulla persistenza o meno del 41 bis nei confronti di Davide Emmanuello fu stabilita per il 23 novembre. 

Quindi si è già svolta. Ancora non sappiamo gli esiti.

Non sappiamo se Davide si ritroverà per la quarta volta al 41 bis.

O se potrà respirare, almeno per qualche altro tempo in più, fuori dal girone dei sepolti vivi.

Di seguito una intensissima lettera di Davide Emmanuello alla madre.

————————————————-

Oggi, dopo la revoca, mi trovo ad attendere penosamente una quarta decisione, perché la suprema Corte di Cassazione, per cavillose questioni di diritto, ha accolto il ricorso della D.N.A., annullando di conseguenza l’ordinanza di revoca

Affido questi battiti tormentati del mio cuore all’intelligenza di quest’inchiostro e provo a spiegare a te, mentre cerco di persuadere me stesso, quale logica vigliacca, in nome di una pretesa giustizia disumana.

Presto, il 23, un giudice ti impedirà di ascoltare quei pochi  minuti di parole al telefono capaci di dare colore alle emozioni di un cuore di madre.

So molto bene, purtroppo, che alla stanchezza dei tuoi ottant’anni, questa legalità mefistofelica espropria la gioia di un sorriso, quel breve momento di pace sottratto ad una visita sofferente che si spegne lentamente nelle lagrime.

Vorrei con tutto il cuore usare parole vere che non ingannino i tuoi giorni, nell’attesa improbabile di una telefonata che non sarà concessa, perché l’atavismo morale del potere tratta le ragioni del cuore umano con la crudeltà di chi ha coscienza di potere agire meschinamente e con ferocia contro l’umile, il povero, il vecchio e il bambino.

Succederà “un giorno” che ciò che l’amore crea e il sentimento genera, alzerà così forte la propria voce in cielo, che l’eco del suo pianto costringerà gli angeli a scendere dalle nuvole e sostenere le anime sofferenti, a causa di quanti, senza pudore, li costringono alla disperazione e, senza arrossire, osano proclamarsi profeti.

Per questo ti prego di essere più forte della loro viltà che ti infligge tormenti. Ti chiedo di  sopportare e vincere la loro meschinità, quando con crudeltà espropriano i tuoi giorni  della gioia di un sorriso.

In nome della verità e in difesa del giusto, non versare lagrime per gli oltraggi subiti, così l’entusiasmo luciferino di chi si alimenta della desolazione altrui, dovrà saziarsi con il veleno del proprio male.

Riposa nell’amore del Signore,  e non perderti d’animo per l’esito poco felice dell’ultima previsione medica.

Io sono e sarò sempre accanto ai tuoi sospiri, e tra la serenità della fede e le mie carezze abbracceremo uniti la pace del Signore.

Gesù ci ha insegnato che dove termina la vita inizia l’armonia celeste dell’esistenza e qui verrà restituito tutto ciò che in vita ingiustamente gli “uomini” ci hanno negato.

Ci sarà restituito il sorriso di mio fratello prematuramente privato della vita; al suo cadavere che l’oltraggio ha negato alle nostre lacrime, verrà riconosciuta la sacralità della benedizione, quello spazio morale che alla fine della vita dovrebbe essere riconosciuto universalmente.

Sappiamo che la forza della fede che continua a sostenerci è la prova di quando Dio crede in noi e quanto più grande risulterà questa fede tanto più le speranze morali che nutriamo ci realizzeranno nell’Onnipotenza di Dio.

Purtroppo, mio adorabile Angelo, le parole leali e sincere che affido a questo inchiostro, non possono, come vorrei, raccontare un mondo felice, un’umanità mossa da sentimenti di pace e di giustizia.

All’ombra delle stanze, costruite con mattoni di vergogna, falsi profeti in odore di santità, nascondono le lagrime dei vecchietti e lo strazio dei bambini strappati, dal vetro del pianto, all’innocenza dell’infanzia violata, nel nome satanico della sicurezza.

Con proselitismo profetico conquistano malvagiamente lo spazio interiore di quanti credendoli si convertono (senza consapevolezza) alla loro deprecabile santità rendendo morale l’abominio… lo strazio dei bambini e le lacrime dei vecchietti sono una nefandezza che nessun, venendone a conoscenza, potrà accettare in nome della propria sicurezza.

Questo strazio e queste lagrime saranno lo specchio su cui si rifletterà l’odore nauseabondo  della coscienza mefistofelica, svelando l’obliterazione morale dell’inferno del potere.

Mia amatissima mamma ed adorabile vecchietta, in questo mare convulso della vita sono e rimarrò sempre il porto della tua pace.

Rimani abbracciata al mio cuore, che mentre veglio i tuoi sonni, prendendoti per mano ti accompagnerò oniricamente oltre il silenzio che il 23 imporranno alle nostre parole… esiste un paradiso dove l’amore non ha bisogno di voce… questo è il Regno di Dio.

Mentre ti lascio in compagnia del mio stupido inchiostro, Daniele e il Papà ci applaudono dal cielo.

Baci mamma, Sara, Robi, Gaetano, Maria, Luna, Fabio, Daniele, Ale, Dayanano, Kalina e tutti i miei preziosi nipoti.

Catanzaro 18 novembre 2012

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8 pensieri su “Mia amatissima mamma… di Davide Emmanuello

  1. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Pina in ha detto:

    Mio caro amico , tieni alto il tuo tono e incoraggia il tuo cuore , sai che la tempesta che stai attraversando
    non è certo divertente , tra sussulti e ondulazione tu emergi e fai da faro….luce dai perché luce ai e nel tuo
    DNA di madre natura … cosa vuoi che dica io anima sensibile , che ogni giorno sento e vedo i risultati di una
    società traviata , che corre verso una luce finta che li divora, sono persi e intoccabili, sono privi dell’amore .
    Ma non perdere la speranza , vivi in pace e vivi in amore , con te stesso e con tutti quelli che ti fanno male,
    sono loro che devono aver paura di una tempesta inaspettata e dietro di loro che li insegue stanne certo,
    non è una sentenza la mia , non ho potere ma mi affido alla potenza Divina, che tutto può e d’è parziale.
    Buona giornata Davide 😉

  3. mari in ha detto:

    il tuo nome è già scritto nei cieli dove DIO lascia posto solo agli eletti ed uno di quelli sei tu caro fratello….questa tua sofferenza come leggo la offri ogni giorno al nostro amato buon Signore perchè è lui il RE dei RE, lui ti ha preparato un posto che nessuno potrà togliere …..ma sicuramente all’inferno periranno le persone malvagie e cattive chi vive per fare del male al prossimo. Io vorrei dire dopo tanti anni di carcere che male puoi fare tu? LEGGE INGIUSTA …..GIUSTIZIA DIVINA ti prego per questo povero fratello convertito donale la libertà e toglici quel lurido 41 bis che ti lascia morire un poco alla volta ……io auguro a te come lo auguro a mio marito una presta liberta’ e quanto prima la revoca del 41 bis …….PREGHIAMO tutti insieme la Mamma Celeste affinchè interceda x noi presso suo Figlio Gesù.

  4. Alessandra lucini in ha detto:

    Straziante, straziante quanto le decisioni degli onnipotenti.

  5. Laura Rubini in ha detto:

    Tutto bello. una delle frasi che mi ha colpito di più è questa:
    “Succederà “un giorno” che ciò che l’amore crea e il sentimento genera, alzerà così forte la propria voce in cielo, che l’eco del suo pianto costringerà gli angeli a scendere dalle nuvole e sostenere le anime sofferenti, a causa di quanti, senza pudore, li costringono alla disperazione e, senza arrossire, osano proclamarsi profeti.”
    IL PIANTO DI UNA MADRE COSTRINGE GLI ANGELI A SCENDERE……………..MOLTO TOCCANTE.
    Con questa profondità di pensieri e sentimenti (credo infatti che l’amore madre/figlio e figlio/madre sia l’amore più elevato che esista) si può capire come NESSUN UOMO SIA TOTALMENTE CATTIVO. Se anche coloro che cercano di far rispettare le leggi o puniscono per non averlo fatto pensassero a questo, avremmo certamente un mondo migliore.
    Laura R.

  6. Zione, la Riforma della Giustizia, Pannella, Sallusti, i Compagni, i Carcerati, Cogne e il vile (e passato ?) Giudiciume di Torino.
    —–
    La A. V. G. (Associazione Vittime del Giudiciume) sollecita le varie Autorità Responsabili dello Stato a correre ai ripari, prima che a causa degli ignobili Cialtroni della miserabile BANDA di Pazzi, Malfattori e magistrati Politici, la Pace Sociale degeneri ulteriormente (che già così va peggio di una barca in un bosco), ma anche per evitare che finiscano pure loro vilipesi e dissacrati dalla Storia, vengano ricordati come i nuovi Tiranni di Siracusa; ma peggio ancora sarebbe se venissero ricordati per colpevole “inerzia” e raffigurati sconvenientemente (per loro) nelle vetrine di stabile esposizione dei Pastori del Presepe; e manda anche, a nome dei tanti ex Compagni disgustati da questo sciagurato andazzo tribunalizio e dei tanti “abusivi” Carcerati che il più delle volte non sanno neanche perchè si trovano in un Barbarico e infernale carcere, come la povera sfortunata Mamma del piccolo angelo Samuele di Cogne, Annamaria Franzoni vigliaccamente condannata senza NESSUNA PROVA; un sincero ringraziamento va a Marco Pannella per la sua perenne battaglia di Civiltà e al direttore de “Il Giornale” Sallusti per la sua coerenza di fronteggiare il moderno e BRIGANTESCO Tribunale Speciale e per il suo coraggio di affrontare un’illegale e vergognosa carcerazione, con onesta Coscienza di Uomo Libero e invia pure un caro saluto a tutti, buoni e cattivi; CAROGNONI esclusi.
    —–
    Un povero Cristo, disgraziatamente capitato per caso in una Pubblica Aula di udienze (per amore di Verità, bisognerebbe dire pubblica Sala di Lupanare), per Etica cercava pure di Toscaneggiare, sapendo (da “La Bugiarda” di Torino) che si trovava davanti a “Coltissimi” Giudicioni; ma quando si rese conto che si trovava davanti ad una Corte di Emeriti BUFFONI e che in quell’Impuro Luogo regnavano Ignoranza e Ludibrio e c’era forte tanfo di MAFIA che Tramava temerariamente, proprio lì, nel sacro Tempio di Temi, dove albergava l’Odio e il Tradimento, egli fu aggredito da un Fetentissimo P.M. del Giudiciume, quel noto Cammorrista e grande Fellone Carrierista (e Usurpatore), finora sempre fortunato nell’impunita e premiata Scelleratezza a danno dello Sventurato Popolo; e fu allora che l’Oltraggiato tapino e CALUNNIATO Testimone, si raccomandò al Cielo ed anche al buon cuore di quel feroce Giustiziere, dicendogli: “STRUNZ, parl cu l’Omm; nun parlà che pann !”.
    —–
    Boja fauss, min-chia; fu così che finirono di sollazzarsi certi feroci Ratti e disgustanti PANTEGANE (e Zòccol) dalle scorticate code della pregiata “scuola Torinese”, in quella bubbonica e putrida Cloaca, dove defecavano allegramente sul sacro libro della Legge, per i loro intrallazzi e laidi fini POLITICI e macellavano con fine Sadismo e somma stronzaggine il malcapitato del momento, il SOCIALISTA (e Meridionale …) Mario Longobardi di Orbassano, Coartando e TERRORIZZANDO morigerati, illibati e incensurati Testimoni e ricorrendo a Feroci sbirri (e seviziatori), Sequestrarono (nel mistero) certe persone alle quali quei luridi Vermi (chiedo scusa ai simpatici e utili Lombrichi per l’accostamento), non erano degni di PULIRE loro le scarpe, ma neanche i cessi del Ministero di Disgrazia e Ingiustizia; in seguito, questi Ignorantissimi Infingardi, abituati com’erano a fare colle Persone, forse per malsana goduria, perché cercavano sempre di mischiare lo sterco con cui sono stati creati e col quale saranno riprodotti e diligentemente Nobilitati in perenne effige, dagli estrosi Pastorai di San Gregorio Armeno, e ancora ci provano a creare un’ignobile confusione con la cioccolata (la Gente per bene); per farsi strada in rubate (e riuscite …) Carriere osarono perfino alzare un temerario tiro sulla deliziosa NUTELLA; ma almeno lì dovettero ingoiare un grosso rospo, perché per loro sfortuna incapparono in un sapiente Giurista che pubblicamente “e pittaje’e Merd …” ; benchè e come è d’uopo in quel triste ambiente di Degenerati, dove anche un calcio in culo fa fare un passo avanti … la squallida figura di Lota fatta in Aula, servì solo ad aiutare in crescendo, la ricca “professione” e le somme nefandezze di qualche presuntuoso, viscido e Superbo “magistrato” e Professionista dell’Antimafia, Farabutto e CRIMINALE, al quale va inviata doverosamente una solenne, potente e fragorosa Petata, unitamente ai suoi Eccellentissimi Complici (Tamagnun di Mandrogne ?) di allora e di oggi. —– ruotologiu@libero.it

  7. clare in ha detto:

    “e ora mi dica le piace il suo ragazzo dagli occhi cerulei Signora Morte?” (e.e. cummings, Buffalo Bill)

    tu -ed io- sappiamo benissimo che chi ti vuole bene e ti conosce e legge questo come minimo si mette a piangere perchè condivide e comprende…sappiamo entrambi anche che se lo legge un magistrato di una certa formazione anti-mafia (la mafia dell’antimafia) pensa che tu stai semplicemente affermando che sei “quel” Davide, figlio di tua madre e fratello dei tuoi fratelli che hanno arrestato così tanti ormai anni fa… Pensa che nulla è cambiato e sei feroce quanto mai. Dovrei raccontarti di una comlomba che vola instancabile cercando terra per riportare un ramo d’ulivo (la speranza) -e lo farò ma dubito che la posta ti arrivi- e di come quella colomba abbia -e quel che conta ne sia consapevole- l’ombra del falco… Nulla è più denso dell’ombra non integrata sai, ed è quando non l’integriamo che poi ci domina e ci comanda. “parlo come devo e non posso tacere” è quello che spesso afferma il drago che vive nelle mie viscere e ultimamnete sto cacciando giù a forza e caccerò giù anche in te perchè di disgrazie se ne può subire solo quanto basta e ti stai perdendo in circoli viziosi di rabbia e -diciamolo- senso di impotenza. Beh, io non ci sto! Sono sull’appennino con i miei cavalli a fare un tentativo reale di costruire la reintegrazione (Approposito! Peppino da Caltanisseta ti saluta -pensa che mi deve subire da mane a sera come “capa” sul lavoro!). Davide fammi un favore: esprimiti su temi come
    la reintegrazione (possiamo chiedere cose che non sappiamo immaginare e costruire noi stessi per primi?)
    cosa distingue un uomo da un umanoide disfunzionale?
    la violenza domestica (uccide più delle mafie, si compie su donne e bambini è largamente impunita e sconfina in quel che la gente si porta dentro ad esempio la convinzione -erronea- che amore sia possesso…)
    Sai com’è, non è che abbia tanta fretta di ritrovarti nel regno dei cieli; preferirei farlo qui in terra (decisamente) e non ho mollato la mia (e a questo punto è solo mia?) lotta per fare in modo che tu ed altri torniate a far parte del tessuto sociale concretamente esprimendovi e non lasciando che si perda l’immenso valore della vostra esperienza di vita (i “cattivi” maestri credo siano spesso proprio bravi e utili e incisivi).
    E, da quello che mi è dato di comprendere, penso che tuo fratello Daniele sarebbe d’accordo con me. Mi sento che gli devi un altro genere di sforzo, un qualcosa che ancora non è nemmeno pensabile. Dal resto un altro amico proprio recentemente mi ha scritto “Davide è come un cavallo e se non impara a mettersi la briglia questo sarà la sua rovina” ma un altro mi ha anche detto: “se tutti avessero fatto come dicevano i fratelli Emmanuello non ci sarebbero stati morti”
    Se devo vederti in paradiso ci saranno problemi perchè non mi lasceranno entrare anche perchè a quel punto verrò per menarti. Quindi, uomo avvisato… ciao blue eyed boy!

  8. clare in ha detto:

    No. Non sono stata chiara abbastanza ieri e quindi oggi ricommento (5 anni che non ti parlo – sai com’è procucono un sacco di cose non dette!).
    In realtà è dal 2003 che non sono “Chiara” (Chiara è la traduzione italiana di “Clare”) ovvero da quando un tumore si è portato via la mia mamma (solo mia sorella ogni tanto ora mi chiama ancora così!). Forse è per questo che ho la presunzione di poter venire a dirti che ti devi spogliare dell’orgoglio come fece un tempo un Francesco dinnanzi ad un altra Chiara ed una intera città restando nudo e deponendo la spada per seguire una strada che d’un tratto lo chiamava con più forza delle ricchezze.
    Le navi stanno bene in porto ma sono fatte per il mare aperto. A volte bisgna ladciarle andare seguendole con occhi carichi d’amore e credo che tua madre non abbia bisogno di saerti che deliri e inveisci in una cella. Non mi servi dimezzato come vittima o carnefice mi servi intero intento a coltivare la tua creatività e non l’astio. A cibare l’anima e non l’ego (fallace e miope e incaace della forza dell’anima). Anch’io devo sapere cosa ci sto a fare sull’appennino con Peppino & co. afumare pessim tabacco e a mangiare aiuti CEE (quando c’è c’è) in nome di un impegno sociale che credevo condiviso. Oltre la famiglia e la Famiglia c’è la tua FAMIGLIA che mi contiene e contiene per esempio Alfredo Sole a cui un tempo avresti probabilmente sparato (e lui a te). Abbiamo da condividere e conpiangere (cum-piangere piangere con) e visto che ci sono ti dico anche quando affermi “non trascinerò nessuno nel mio inferno” mi fai incazzare. E chi sei tu? Il padre eterno? Tutto tuo è Paradiso e sotto? Mi scrivesti che saresti stato il mi9 sacrestano un tempo – che mi lusingò e terrorizzò – sono -come ogni donna- una sacrosanta cattedrale ma anche un allegro casino (tu no?) e in vesgte di entrambe le cose ti ordino di darti una mossa e di essere per tua madre “solo” un amatissimo figlio e tutto quello che di altro -edè tanto- potrai essere per tutti. Io ci credo in te – non è una novità!

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