Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Ricorso di Domenico Papalia al D.A.P.

Domenico Papalia è uno dei detenuti che -dolo  lo smantellamento della sezione Alta Sicurezza 1 di Spoleto, a fine luglio- sono stati sballottati come pacchi postali nelle carceri di mezza Italia. 

Alcuni hanno avuto la sorte peggiore, finendo a Parma (come Giovanni Mafrica) o nel famigerato carcere dormitorio di Badu e Carros a Nuoro, dove sono finiti Marcello Dell’Anna, Salvatore Pulvirenti e.. Domenico Papalia appunto (vai al link https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/08/25/da-spoleto-allinferno-di-badu-e-carros-di-domenico-papalia/).

Tenete presente un po’ di cose..

Domenico è un ergastolano. Ergo avrebbe diritto ad un cella singola (vedi art. 22 Codice Penale che prevede l’isolamento notturno per i condannati all’ergastolo.

Domenico  ha già scontato 35 anni di detenzione.

Domenico, in lunghi e dolorosi anni, aveva comunque seguito un qualche percorso e, trovandosi alla fine nel carcere di Spoleto, un attività trattamentale decente.

Ci siete?

Ecco.. un ergastolano, che già a prescindere dovrebbe stare in una cella singola..

che ha scontato già 35 anni..

che stava svolgendo un certo trattamento..

Bene..

Eccolo di colpo spedito in un grigio carcere parcheggio umano -Badu e Carros a Nuoro- in una bella cella con altri cinque detenuti.

Toc..Toc.. qualcuno ha capito…

Un ergastolano, con già 35 anni alle spalle, in una cella con altre cinque persone.

Insomma.

Un trasferimento illegale e immorale. Violazione della legge. Violazione della morale. Nessuna cura di valutare i casi concreti.

La logica? Semplice. Le persone sono bestiame umano.. Questa è la logica.

Del resto, è la stessa logica delle politiche economiche del governo.

Vi lascio a questo ricorso che Domenico Papalia ha presentato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

—————————————————————

Sono Domenico Papalia, uno degli ergastolani mandati via da Spoleto e finito a Nuoro in una cella di 6 persone senza la minima possibilità di movimento. Dopo 35 anni di detenzione sono ritornato indietro con una forte regressione trattamentale.

Ministero della Giustizia

Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Oggetto: Ricordo in opposizione (ex. art. 7 d.p.r. 1199/1971)

Ricorre: Papalia Domenico, nato a Platì (RC), il 18/4/1945, attualmente detenuto nella Casa Circondariale di Nuoro, avverso il provvedimento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria- Ufficio Centrale dei Detenuti e del Trattamento, con il quale è stata disposta la sua assegnazione nella predetta Casa Circondariale.

 

MOTIVI

 

Il ricorrente si trova attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Nuoro a seguito di trasferimento della Casa di Reclusione di Spoleto, e non può non dolersi del fatto che l’individuazione della nuova sede presenta delle connotazioni estremamente penalizzanti.

 

Prima di procedere oltre pare opportuno mettere in evidenza che il trasferimento ha trovato origine nella chiusura della sezione AS-1 della Casa di Reclusione di Spoleto, e che qualche anno prima ivi era stato trasferito dalla Casa di Reclusione di Livorno per via della chiusura del padiglione detentivo ove era allocato, a causa di improcrastinabili lavori di ristrutturazione. Tale ricostruzione degli eventi dovrebbe avere per i fini che qui interessano poiché l’assegnazione alla Casa di Reclusione di Livorno faceva seguito ad una istanza del difensore del ricorrente ed ascolta  per agevolare i rapporti familiari, che in qualche misura sono stati salvaguardati con la temporanea assegnazione alla sede penitenziaria di Spoleto.

 

A tal punto merita di essere segnalato quanto stabilito dall’art. 83 del regolamento di esecuzione secondo cui “Nei trasferimenti per motivi diversi da quelli di giustizia o di sicurezza si tiene conto delle richieste espresse dai detenuti e dagli internati in ordine alla destinazione”.

 

Oltre tutto, prima che tale prassi venisse espressamente codificata nel nuovo regolamento di esecuzione era già consolidata nella prassi amministrativa dettata dalle circolari di questo Dipartimento. Particolarmente significativa appare la circolare del 7 gennaio 1986, n. 3153/5603, che in relazione agli sfollamenti invitava “… ad usare la massima attenzione e cautela nel disporre i c.d. sfollamenti, onde evitare il rischio di trasferimenti indiscriminati ed ingiustificati di detenuti… (poiché sarebbe)… assurdo ed intollerabile che attraverso uno sfollamento vengano vanificati gli sforzi fatti ripetute volte per avvicinare singoli detenuti alle zone di residenza delle famiglie… (conseguentemente)… Allo scopo i poter valutare adeguatamente le singole situazioni esposte e tutte le circostanze che nei casi concreti si presentano, prima di disporre lo sfollamento le SS.LL. acquisiranno dal direttore degli istituti dai quali gli spostamenti dovrebbero essere disposti un elenco di detenuti trasferibili senza inconvenienti. In ogni caso è opportuno che i suddetti direttori interpellino previamente la popolazione detenuta e internata onde verificare se qualcuno chiede di essere trasferito, nel qual caso sarà, nei limiti del possibile, accontentato…”.

 

 

Pur non essendoci la pretesa che la circolare menzionata venga ancora presa alla lettera, in ogni caso è utile tenere in considerazione le finalità della stessa, che senza ombra di dubbio metteva in primo piano i rapporti familiari. Tuttavia, nel caso di specie, non priva di significati è la precedente assegnazione alla Casa di Reclusione di Livorno  per i motivi che l’hanno determinata.

D’altra parte è fuor di dubbio che i criteri sottostanti tale assegnazione non potevano essere disattesi con l’assegnazione alla Casa Circondariale di Nuoro.

Peraltro, tale ultima struttura prevede l’allocazione in cameroncini con altri quattro/cinque detenuti e pertanto non consente l’esplicazione delle attività precedentemente svolte, quali ad esempio attività di studio (o finanche la semplice lettura) o l’utilizzo di un computer, circostanze che causano una regressione del trattamento penitenziario già avviato.

Inoltre il ricorrente non può sottacere che negli ultimi tempi gli era stato diagnosticato una patologia tumorale alla prostata, ragion per cui i è aggiunta l’ulteriore esigenza di seguire dei severi e costanti controlli medici, ed ha delle esigenze fisiologiche da soddisfare che non pare si possano conciliare con la permanenza in una cella con altri detenuti.

 

Alla luce di quanto precede si deve dedurre che il provvedimento avversato è stato adottato con conseguente:

Violazione dell’art. 83 del d.p.r. 230/2000 in relazione agli artt. 28 e 42 dell’ordinamento penitenziario con riferimento alla inidoneità della sede penitenziaria di Nuoro di agevolare il mantenimento di validi rapporti familiari.

 

Violazione degli artt. 27 e 83 del d.p.r. 230/2000 in relazione agli artt. 13, 14 e 42 dell’ordinamento penitenziario con riferimento alla inidoneità della sede penitenziaria di Nuoro di garantire la continuità tratta mentale.

 

Violazione dell’art. 3 della legge n. 241/1990 ed eccesso di potere per assenza di motivazione e carenza di istruttoria in relazione alla omessa valutazione della situazione preesistente che aveva indotto alle precedenti assegnazioni.

 

Per tutti questi motivi il ricorrente:

 

CHIEDE

 

che codesto ecc.mo Ministero della Giustizia voglia revocare il provvedimento impugnato e di conseguenza disporre l’assegnazione alla Casa di Reclusione di Napoli-Secondigliano ove oltre a soddisfare le esigenze rappresentate si possa anche garantire la tutela della sua salute, avendo riguardo al fatto che in tale istituto è presente un Centro Diagnostico Terapeutico, in subordine chiede l’assegnazione ad altro Istituto che, nei limiti del possibile, tenga conto di quanto  rappresentato.

Nuoro, 15/08/2012

Con osservanza,

Domenico Papalia

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

3 pensieri su “Ricorso di Domenico Papalia al D.A.P.

  1. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. rossana in ha detto:

    spero tanto che questo ricorso abbia l’attenzione che merita da parte delle istituzioni preposte anche se dubito che i nostri governanti prendano a cuore il problema dello smantellamento della AS 1 di Spoleto visto che non ci hanno pensato due volte a farlo attuare.. Ti auguro con tutto il cuore di riuscire a smuovere la lentezza della burocrazia e della giustizia.. ovviamente non ti arrendere e persegui il tuo diritto.. 🙂

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    In boccal al lupo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: