Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Ancora sul caso di Pasquale Concas.. lettera di Pasquale al Direttore

Già l’otto agosto avevo pubblicato una lettera di Lisa Sole che parlava della surreale vicenda del suo compagno, Pasquale Concas, detenuto nel carcere di Sassari (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/08/08/la-vicenda-di-pasquale-concas-lettera-di-lisa-sole/).

Vi invito a cliccare sul link che ho indicato sopra e a leggere tutta la lettera di Lisa, prima di continuare con la lettura di questo post.. E’ una lettera che va assolutamente letta per comprendere tutte le dinamiche di questa vicenda.

Una che avrete letto (o riletto) quella lettera… continuate con la lettura del seguito di questo post.

In pratica, dagli inizi di agosto (quando fu pubblicata quella lettera) ad ottobre, non si era ancora sbloccato nulla nella vicenda di Pasquale Concas; Pasquale riprende, nel mese di ottobre, lo sciopero della fame e della sete. Sciopero che -dopo un incontro avuto con gli operatori dell’area educativa- è diventato solo sciopero della fame.

La lettera al Direttore del carcere di Sassari che adesso leggerete, è stata scritta da Pasquale quando era ancora in sciopero anche della sete.

Prima di questa lettera, ho premesso alcune parole della compagna Lisa Sole che riassumono le cose avvenute dalla lettera pubblicata ad agosto ad oggi.

A volte certe situazioni li si affronta non affrontandoli, lasciando che il tempo passa e che il caso si sgonfi e magari facendo promesse che non vengono poi  mantenute. Noi speriamo che, stavolta, le parole dette a Pasquale, non siano vuote parole.

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Pasquale comincia il suo 2° sciopero della fame e della sete il 22 ottobre dopo aver atteso per 4 mesi una risposta dal magistrato che il 22 giugno invitandolo a interrompere il suo 1° sciopero gli prospetta insieme all’educatrice il lavoro all’esterno (art. 21) per un mese e a seguito di ciò la possibilità della detenzione domiciliare.

Dal 22 giugno solo silenzio.
Salta tra l’altro la possibilità del lavoro all’esterno: a Pasquale viene detto che quel posto per lui (per il quale gli era stato fatto frequentare un corso) non sia più disponibile.
Nessuno cerca un’altra soluzione.
Pasquale viene evitato: quando da lontano nel corridoio intravede il Direttore dell’Istituto quest’ultimo abbassa lo sguardo e gira le spalle, lo stesso fa l’educatrice. 
Il 10 ottobre il magistrato in visita al carcere di San Sebastiano incontra Pasquale, che da mesi sperava di poterci riparlare, e gli conferma la volontà di voler fare delle concessioni.
Il magistrato parla di 10 giorni per far giungere una valutazione.
I 10 giorni passano, ancora una volta, e non arriva nè una concessione nè un rigetto.
Semplicemente si continua a tenere tutto in sospeso, si continua ad alimentare una speranza, che noi temiamo in certi momenti possa essere un’illusione travestita da speranza.
Per questo Pasquale, esasperato, riprende lo sciopero della fame e della sete. 
Il 6 novembre, dopo 12 giorni di indifferenza e silenzio, lo chiamano l’educatrice Capo Area, l’educatrice a lui assegnata e una dottoressa.
Parla soltanto la Capo Area e gli promette che entro la settimana successiva (quindi entro sabato 17 novembre) gli farà arrivare il permesso (quello che stiamo aspettando da agosto) e poi dice che a gennaio gli verrà concessa la detenzione domiciliare.
Pasquale riprende a bere, ma non a mangiare.
E aspetta….
Lisa Sole

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Lettera aperta al Direttore del carcere di Sassari

Egregio Direttore,

sono in sciopero della fame e della sete dal 22 ottobre scorso.

Ho posto in essere una protesta pacifica per manifestare il mio disappunto e la mia delusione nei confronti di tutti quei Professionisti che a giugno mi avevano fatto esplicite e specifiche promesse (art. 21 e detenzione domiciliare), rimaste poi disattese.

La protesta non dovrebbe essere punita (questo avviene solo in regimi dittatoriali) ma è, anzi, una forma di comunicazione, così la definisce la letteratura internazionale, che in istituzioni totali come il carcere appare talvolta imprescindibile perché il dialogo con coloro che rappresentano l’istituzione stessa risulta impossibile.

Dall’inizio della mia protesta non ho mai visto né Lei né l’Educatrice che risulta a me assegnata.

Ma come è possibile?

Capisco Lei che è oberato di impegni e non può certo pensare a me; ma, può un educatore penitenziario non avvertire, oltre al bisogno di capire, neppure il dovere morale di supportare un detenuto che si astiene dal mangiare e dal bere?

Eppure io, Signor Direttore, non sono certo un protestatore abituale.

In 18 anni di pena non ho mai protestato, fino a quest’anno.

Mi chiedo e Le chiedo dove sia il supporto psicologico che si dovrebbe, sempre e comunque, dare ai reclusi.

Anche perché noi che siamo dietro le sbarre perché abbiamo violato la legge e meritatamente siamo stati puniti ci aspettiamo che Voi che ci dovete rieducare siate un esempio, soprattutto di umanità.

Sì perché come Lei aveva detto durante un’intervista a Radio Radicale “il carcere di San Sebastiano è un carcere dove serve molta umanità”.

Pertanto, Le chiedo di provvedere ad assegnarmi una nuova educatrice, visto che il nome della signora educatrice alla quale risulto ancora assegnato compare nella denuncia che la mia compagna, Lisa Sole, presentò a giugno alla Procura della Repubblica di Sassari e questo porta ad un innegabile conflitto di interessi.

La ringrazio per la Sua attenzione e Le auguro un buon lavoro, sperando che ciò includa anche la presa in considerazione della mia situazione.

Pasquale Concas

Sassari, 5 novembre 2012

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7 pensieri su “Ancora sul caso di Pasquale Concas.. lettera di Pasquale al Direttore

  1. non ho parole per descrivere ciò che provo, e allora faccio parlare per me Emily Dickinson.
    “La Speranza è quella cosa piumata-
    che si viene a posare sull’anima-
    Canta melodie senza parole-
    e non smette -mai-
    E la senti -dolcissima- nel vento-
    e dura deve essere la tempesta-
    capace di intimidire il piccolo uccello
    che ha dato calore a tanti-
    Io l’ho sentito nel paese più gelido-
    e sui mari più alieni-
    Eppure mai, nemmeno allo stremo,
    ha chiesto una briciola -di me”

    con il cuore pieno di stima per Lisa e Pasquale
    Nicoletta

  2. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. rossana in ha detto:

    speriamo che prenda sul serio in considerazione la tua situazione.. E’ veramente una vicenda triste e resa ancora più difficile da persone e circostanze che ti hanno spinto a sopportare di più del dovuto.. ma non devi mollare e men che meno la tua Lisa che ha dimostrato quanto un amore vero superi tutto in tutto e per tutto.. vi auguro di ritrovarvi presto insieme affinchè le vostre forze interiori unite diventino lo scudo di voi stessi.. Rossana

  4. Alessandra lucini in ha detto:

    Mondo perverso e insostenibile, dimostrano molto più buon senso i detenuti di quelli che dovrebbero essere vicini a loro… che dire, cosa si può dire di fronte a tutto questo. Parole sante …nel carcere c’è bisogno di umanità, nelle parole è facile, e nei fatti? Questa chiusura è incomprensibile davvero… Tanti cari auguri Pasquale, spero tanto di leggere presto una bella notizia che ti riguarda, un caro abbraccio e…. non ho neppure il coraggio di dirti “coraggio” ne stai dimostrando così tanto e stai dimostrando una grande forza, Una forza del genere può arrivare soltanto dalla certezza di avere ragione.

  5. Luca Minotti in ha detto:

    …è orribile tutto questo, è ora che cambino questi sistemi, nn se ne può più di vedere che chi ci dovrebbe tutelare, perché ne abbiamo diritto, se ne freghi altamente, omettendo qualsiasi forma di comportamento umano esistente… -Luca-

  6. Laura Rubini in ha detto:

    Devo dire che – anche se capisco le motivazioni e l’accanimento con cui è stata scritta – è stato faticoso leggere la lettera da Lisa Sole, perchè parecchio lunga………………..l’ho comunque letta per capire meglio la storia.
    Sono rimasta senza parole, forse più di altre volte, specialmente per le persone con cui hanno dovuto avere a che fare. Mi pareva un misto fra l’avvocato Azzeccagarbugli de “I Promessi Sposi” del Manzoni, i gendarmi e il giudice della storia di Pinocchio, etc………………
    Per non parlare dell’atteggiamento distruttivo della prima (mi pare) assistente sociale che diceva che in quanto detenuto Paquale non avesse diritti. Davvero sarebbe meglio che adasse a zappare, non mi pare proprio che questo lavoro faccia per lei. E’ grave anche l’indifferenza dei successivi direttori/assistenti e quant’altro……………
    Non so se sia stato fatto, ma a questo punto avrei scatenato un casino mediatico sui giornali e su internet.
    Attendiamo sviluppi.
    Laura R.

  7. OrsettoBarzotto in ha detto:

    …questo fa capire l’inutilità di alcune persone, che dovrebbero ricoprire dei ruoli fondamentali alla rieducazione ed al miglioramento etico, di persone che commettono degli errori. Perché l’essere umano sbaglia a volte, ma si dovrebbe tener conto anche del fatto che; gli esseri umani, nella vita, cambiano dopo aver compreso gli errori fatti. Mai e poi mai, dovrebbe essere intaccata la dignità di un individuo, anche qual’ora questi ha sbagliato nella vita. Non siamo tutti professori, menti eccelse…, a volte ci serve un aiuto per capire che si è sbagliato in qualcosa, la reclusione è già di per sé una punizione, serve aiuto, non denigrazione umana. Molto più discutibile l’etica manifesta di personaggi che ricoprono ruoli che non dovrebbero ricoprire affatto, date le loro incompetenze, dato il loro inadempimento ai doveri prefissi dal ruolo, vuoi per ottusità, accanimenti vari, omertà… Coraggio Lisa e Pasquale, non mollate!!!
    -Luca-

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