Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Lettera a Giovanni Anversa… di Pasquale De Feo

Oggi pubblico una lettera inviata da Paquale De Feo  a Giovanni Anversa, giornalista di Rai Tre, che si è occupato (insieme ad altri soggetti), nell’ambito delle  due puntate della tramissione “Cominciamo bene”, del carcere di Rebibbia.

C’è tutta la capacità dialettica e la forza espressiva di Pasquale, in questa sua lettera.

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Egregio Signor Anversa

Ho seguito i due giorni di trasmissione girati nel carcere di Rebibbia, queste informazioni fanno sempre bene ai diritti umani, perché l’Italia è molto carente in questo campo, avendo istituzionalizzata la tortura, come anche la pena di mort, che la censura omertosa dello Stato ferocemente protegge.

Sono un ergastolano detenuto da circa trent’anni, e ho sperimentato tutte le “dolcezze” dello Stato.

Il difensore civico del Lazio Morrone, ha citato il regime di tortura del 41 bis, ma come al solito il discorso viene evitato.

Neanche la dittatura di Mussolini scese così in basso. Solo i lager dei Savoia sulle alpi, furono più infami e barbari; i tedescho non inventarono niente 80 anni dopo, copiarono i fratelli piemontesi nell’attuare l’ “unità” della penisola.

Il metodo coloniale messo in piedi dalla famigerata legge PICA, che rese un inferno il Sud, continua tuttora, con terminologie diverse, ma il sistema è lo stesso; la responsabilità non è personale come stabilisce la Costituzione, ma è collettiva, come si usava nelle colonie africane. Non pagano solo i responsabili dei reati, ma migliaia di persone che nulla hanno a che vedere con il reato. Basterebbe fare una semplice verifica degli ultimi vent’anni, per capire come la moltiplicazione degli indagati sia diventata di migliaia di migliaia, affinché la “carne fresca” non manchi all’apparato mastodontico della repressione, l’unica industria del Meridione che non conosce flessione economica, ingoiando centinaia di miliardi senza controllo, aimentando centri di potere con il delirio di onnipotenza, che condizionano la vita del Paese, imbalsamandolo nell’immaginaria caccia alle streghe: “Tanti piccoli Torquemada crescono”.

Il razzismo antimeridionale di lombrosiana memoria continua nell’inquinamento  delle leggi del Paese, e la repressione feroce non ha limiti, perché avendo mostrificato un fenomeno di disagio sociale, tutte le barbarie sono legittimate; lo fecero 150 anni fa con l’infame legge PICA, con la menzogna che il Meridione era un covo di briganti, oggi, con terminologie diverse, è diventato un covo di mafiosi. Lo stesso metodo di mostrificazine per legittimare torture, leggi da stato di polizia, limitazioni delle libertà civili e del progresso economico “un malato che non deve guarire, ma rimanere un eterno ammalato, bisognoso dell’elemosina per essere curato”.

Il 41 bis è tortura e per evitare che divere giurisdizioni potessero svelarne la realtà, hanno inventato, come fece Mussolini con i tribunali speciali, un solo tribunale che legittimi la tortura, quello di Roma, che è monitorato dai 120 PM insediatisi nel Ministero della Giustizia. Nei primi anni della sua emanazione, la tortura era anche fisica, oggi si sono evoluti, è molto più scientifica, coglie ogni aspetto, anche la cultura e la lettura dei quotidiani, con una feroce censura affinché tutto ciò rimanga in quelle segrete medievali. Guantanamo è un albergo a cinque stelle nei confronti del 41 bis.

Ci vorrebbe coraggio e fare una trasmssione su quest’orrore ceh ci squalifica davanti all’Europa; il grupo dei GOM della polizia penitenziaria che al G8 di Genova nel 2001 massacrarono i manifestanti nella caserma di Bolzaneto, si erano allenati per anni a massacrare i reclusi al 41 bis sull’isola di Pianosa, nell’omertà generale delle istituzioni, politici e tutti i media; mentre all’estero condannavano la tortura del 41 bis, coa che succede tutt’ora.

Anche la pena di morte è stata istituzionalizzata, come la tortura nel 1992, con l’emanazione dell’art. 4bis, un ergastolano, con l’ostatività dell’art. 4bis, è destinato a morire in carcere, essendo escluso da ogni pena alternativa, se non mette un altro al suo posto. Anche questa è tortura.

Una volta si chiamavano “stati di assedio”, oggi si chiamano “emergenze mafiose”, l’illegalità, violenza e la repressione più credele, viene legittimata, perché i mostri non hanno diritti, avendo soo il diritto dela frusta e di essere “servi”.

La sua collega in Rai Francesca De Carolis, ha scritto un libro su 36 interviste di ergastolani destinati a morire in carcere, io sono uno di essi, con la prefazione di Don Luigi Ciotti, una lettura che potrebbe allargare il suo orizzonte di conoscenza, essendo che la censura ha costruito un mondo artificioso che non rispecchia la realtà. Il libro è intitolato “URLA A BASSA VOCE- dal buio del 41bis e del fine pena mai. Editore: Nuovi equilibri-Stampa alternativa.

Mi auguro che ci sia uno scatto di orgoglio da parte di tutti, per riportare il nostro Paese dov’è giusto che sia, “ne mondo civile”.

La ringrazio per il tempo che mi dedicherà, la saluto cordialmente con l’augurio che la vita le sorrida sempre.

De Feo Pasquale

Catanzaro 4 ottobre 2012

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3 pensieri su “Lettera a Giovanni Anversa… di Pasquale De Feo

  1. Alessandra lucini in ha detto:

    Ciao Pasquale, come vedi, è notte fonda ed io non riuscivo a dormire, mi sono alzata, ho acceso il computer ed ho subito trovato la tua lettera.
    Che ti stimo lo sai, ma io te lo ricordo.
    Sei davvero speciale e quando leggo qualcosa di tuo mi commuovo sempre, sai tirare fuori le emozioni Pasquale, ti esprimi così bene. Hai dato a questo giornalista, una bella lezione di storia e hai dimostrato quanto sei informato e intelligente. Credo che si sentirà piccolo piccolo di fronte alla tua lettera.
    Lombroso colpisce ancora, i massacratori della Diaz si erano allenati con i detenuti del 41/bis. Non hai idea di quanto mi faccia male tutto questo.Ti abbraccio Pasquale, strettissimo, ciao grande.

  2. Pinaietà in ha detto:

    caro amico , eccomi , come sempre mi lasci in sospensione, nel sentire quando dolore , dopo 30 di chiuso , sei riuscito a restare in te , muovendo quella macchina col suo motore , che non smette , mai di battere ,*CUORE*.
    Ecco perchè in te si sprigiona tanta energia , che di da questa forza di resistere , a tale brutalità vivendo in un contesto dove regna tanto tanto dolore , che spegne definitivamente quel sentimento tanto discusso chiamato ‘amore …Dici bene Pasquale , la crudeltà e troppo radicata , in una società malata , che si è fatta travolgere da persone incapaci di gestire , non solo il nostro paese , ma l’intero mondo .
    Si vestono da salvatori con parole contorte , dove racchiudono menzogne che ti incatenano ancora di più …
    Penso che la catena del rosario, a poche palline , bisogna aggiungerne delle altre , per riuscire a martellare la gente , non basta , ” IL padre nostro liberaci da questi mali ,e fa che regni la pace nel cuore) solo in preghiera
    inesistente nella vita reale , sono solo menzogne …
    Occorre un vero cambiamento dell’uomo , avverrà , un giorno senza data , come la vostra, fine pena mai …
    mi sento anche io senza fine mai , vivendo con tutti quelli che soffrono , soffro anche io.
    Ti saluto amico sempre col mio 😉 emesso dal mio umile e sensibile cuore …

  3. Pina in ha detto:

    caro amico , eccomi , come sempre mi lasci in sospensione, nel sentire quando dolore , dopo 30 di chiuso , sei riuscito a restare in te , muovendo quella macchina col suo motore , che non smette , mai di battere ,*CUORE*.
    Ecco perchè in te si sprigiona tanta energia , che di da questa forza di resistere , a tale brutalità vivendo in un contesto dove regna tanto tanto dolore , che spegne definitivamente quel sentimento tanto discusso chiamato ‘amore …Dici bene Pasquale , la crudeltà e troppo radicata , in una società malata , che si è fatta travolgere da persone incapaci di gestire , non solo il nostro paese , ma l’intero mondo .
    Si vestono da salvatori con parole contorte , dove racchiudono menzogne che ti incatenano ancora di più …
    Penso che la catena del rosario, a poche palline , bisogna aggiungerne delle altre , per riuscire a martellare la gente , non basta , ” IL padre nostro liberaci da questi mali ,e fa che regni la pace nel cuore) solo in preghiera
    inesistente nella vita reale , sono solo menzogne …
    Occorre un vero cambiamento dell’uomo , avverrà , un giorno senza data , come la vostra, fine pena mai …
    mi sento anche io senza fine mai , vivendo con tutti quelli che soffrono , soffro anche io.
    Ti saluto amico sempre col mio emesso dal mio umile e sensibile cuore …

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