Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Diario di Pasquale De Feo- 22 agosto – 21 settembre

Eccoci all’appuntamento con uno dei momenti più importanti del Blog.. il diario mensile di Pasquale De Feo, detenuto a Catanzaro.

Essendosi – per una serie di contrattempi – accumulatosi un diario, in questo mese di ottobre ne sono apparsi due, quello di agosto e, adesso, quello di settembre.

Il Diario di Pasquale De Feo è un Mondo. Una mente che cerca di sfondare ogni limite, e di immaginare, sognare, sperare. E a volte si arrabbia, e l’indignazione gli esplode  dentro. Solo un bacchettone avrebbe la bacchetta rossa per sottolineare le frasi troppo dure o “fuori le righe”. Un bacchettone non vede il cuore, non vede la voglia di capire, non vede il legame che un essere umano sente con altri esseri umani. Non vede questa mano tesa allo spasimo verso la vita.

I pezzi da citare sarebbero tantissimi.. Mi limiterò a pochi..

Comincio con citare due passaggi.. tra loro strettamente connessi:

“Ieri mi hanno raccontato una cosa che stentavo a credere, anche se è la verità. Nei regimi di tortura del 41 bis, l’area tratta mentale decide quali libri della biblioteca del carcere i detenuti possono leggere. E’ una violazione palese della Costituzione. Ormai sono diventate cose normali queste torture, che anche i civili dell’area educativa le applicano come fosse tutto normale. ” (1 settembre)

“Anche i detenuti transitati nei regimi di tortura del 41 bis, si sono assuefatti alla tortura in tutte le sue forme, ritenendole fatti normali. Mi hanno raccontato che volevano denunciare un detenuto perché la sorella con le sue poesie ne aveva fatto un libro. Erano poesie che lui aveva scritto prima del 41 bis, ma la Direzione del carcere di Ascoli Piceno non lo sapeva. L’hanno chiamato nell’ufficio della Direttrice, insieme a lei tutto l’apparato repressivo: commissario e alcuni ispettori dei G.O.M., minacciandolo di sequestrare il libro e i proventi, perché lui  non poteva scrivere un libro, anche se era di poesie. ” (3 settembre)

E’ normale che nelle sezioni del 41 bis (o in alcune di esse) non ci sia libertà di accedere ai libri della Biblioteca? Quale è il timore.. che in “Pinocchio” ci sia una sorta di ispirazione protocriminale col burattino fin troppo discolo? O che in “Shantaram”, il carcere non sembra esattamente un luogo “benefico”.. o che in “Delitto e castigo” di Dostoevskji, nonostante il protagonista venga alla fine punito, rischia però di destare umana simpatia? Effettivamente i libri sono delle brutte bestie.. lo pensava anche Zio Benito (che, come dice Pasquale, non aveva stabilito la limitazione dell’accesso alla biblioteca carceraria per i detenuti).. ma.. ha davvero senso limitarli per qualunque tipologia di detenuti. Una limitazione di questo genere può avere mai qualcosa a che vedere con una qualsivoglia esigenza di sicurezza? 

Riguardo alla vicenda del carcere di Ascoli Piceno.. ma può essere che un detenuto al 41 bis è stato vicino ad essere denunciato, perché la sorella voleva pubblicare un libro con le sue poesie? Un detenuto in regime d 41 bis non può scrivere poesie? Credo di essere molto ignorante… e di avere solo due neuroni.. quindi sicuramente si tratta di una limitatezza mentale mia.. spero che qualcuno mi illumini e mi faccia presto comprendere perché scrivere poesie può essere una azione deleteria..

Adesso però voglio riportare due citazioni che riguardano il carcere di Catanzaro. Eccole qua…

“Ci avevano aperto le celle e, per circa due mesi ci siamo immersi in questa nuova realtà. Avevano messo un termine di prova fino al 31 agosto, se fosse andato tutto bene, sarebbe continuato. L’1 settembre ci hanno chiuso di  nuovo le celle, perché mancavano i vertici per decidere la continuazione, ci hanno riferito che a giorni sarebbero ritornati dalle ferie, avrebbero indetto una riunione e deciso, ma non ci sarebbero stati problemi, essendo che tutto era andato bene.  Sono trascorsi una decina di giorni, ma le notizie non sono buone. Voci di corridoio asseriscono che non ci apriranno più, perché sarebbe successa una cosa molto grave. Che cosa? Mistero. Ieri un mio compagno mi riferisce che un graduato, alla domanda del perché hanno chiuso le porte, ha  risposto “ci siamo sbagliati”. Il più piccolo di noi ha 40 anni, il più fresco di galera è in carcere da 10 anni. Conosciamo il sistema penitenziario e come funziona. Questa decisione di aprirci le celle è stata avallata dal DAP, dai vertici del Ministero e dall’Ufficio preposto, che è lo stesso del regime di tortura del 41 bis. Ora dire che si sono sbagliati è come calpestare la nostra intelligenza. Almeno ci dicessero la motivazione di questo cambiamento di rotta. Non riusciamo a comprendere il silenzio e certe risposte di facciata. Sarebbe stato meglio non aprirci le celle, certe aperture, quando vengono ritirate, fanno male psicologicamente. Un passo avanti e, al minimo pensiero cattivo, subito due passi indietro. Ormai ci ho fatto l colo, pertanto non mi toccano più di tanto, ma sono dure per tutti queste decisioni umorali, che toccano non solo la vivibilità ma anche la libertà interna. ” (12 settembe)

“E’ passata la Direttrice in sezione. Siccome non c’era nessuno, perché tutti erano al campo sportivo, si è fermata davanti alla mia cella per cinque minuti. Le ho fatto alcune domande sul perché ci hanno rinchiuso le celle, quando ci avrebbero dato il computer, ecc. Ho avuto una sensazione negativa, cosa che non mi era mai successa nei due anni e mezzo che sono qui. Ho avuto l’impressione di parlare con un’altra persona, come se fino ad oggi avesse avuto una maschera. Credo che non ci darà neanche i computer, anche se autorizzati dal GOT. Ma questo sarà niente, perché vedo un futuro nero sotto ogni punto di vista. Quello che non capisco è perché è tornata dalle ferie ed ha azzerato ogni discorso con la nostra sezione, almeno sapere il motivo, ma temo che saranno i soliti atti burocratici, che non tengono conto del lato umano. Sopravviveremo anche a questo. Non è la prima volta che un Direttore si alza la mattina e decide il destino dei detenuti, pertanto non sarà neanche l’ultima. Siamo carne da macello e si ritengono di avere il diritto di poterci usare e calpestare come e quando vogliono. Mi auguro per me e per i miei compagni che i miei siano solo cattivi pensieri. ” (21 settembre)

Io credo  nell’onestà e nella fiducia. Quando da Catanzaro sono venuti segnali positivi (ovvero fino ad ora), si è dato ad essi spazio su questo Blog, riconoscendoli come novità apprezzabili. Perché lo scopo non è mai essere a prescindere contro qualcuno (guardie, Direttori, amministrazione..) ma che ci sia una crescita dei diritti e del rispetto umano. Una battaglia di umanità che libera tutti. 

Circa gli ultimi eventi nel carcere di Catanzaro e le percezioni di Pasquale.. voglio continuare a credere che si debba ancora avere fiducia, e che tutti i movimenti di apertura che ci sono stati in questi mesi, non si riducano, alla fine, ad una bolla di sapone….. 

I fatti diranno.

Voglio concludere adesso con un passo che vola alto.. un passo di “libertà”.. Pasquale quando parla della solitudine, scrive queste parole.. 

“Quando ero giovane, ero convinto che le persone che si estraniavano dal contesto e preferivano la solitudine, avevano qualche problema di adattamento mentale. Oggi, comprendo che la solitudine è un moto interiore di profonda libertà, perché stare bene con se stessi è una forma di felicità, e se non si sta bene con se stessi non si può stare bene con gli altri. Solo con te stesso, puoi dissertare su tutti gli argomenti, approfondendoli senza remore. Spesso mi capita di arrivare a delle conclusioni che sbalordiscono anche me. Adoro il silenzio della solitudine, perché i rumori disturbano i viaggi della mente, che ha delle capacità straordinarie di rendere reale-immaginario ogni desiderio, anche chiuso in un buco al buio. Credo che bisognerebbe apprezzare di più stare in compagnia con se stessi, perché porta più equilibrio alla nostra persona, e rende più forte il nostro carattere.” (10 settembre)

Da sempre, nella solitudine della mente, anche in condizioni estreme, gli uomini, respirano la stessa sostanza degli alberi, della terra e dell’anima.

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo.. mese di settembre.. carcere di Catanzaro.

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La “principessa del foro” Giulia Buongiorno, Presidente della Commissione giustizia della Camera dei deputati, difensore dell’allenatore della Juve Antonio Conte, ha dichiarato che il suo assistito è innocente e chi lo accusa non è credibile. Non o se è innocente o meno, o se chi lo accusa è credibile o meno, non mi interessa. La principessa del foro, in primo grado, gli ha chiesto il rito alternativo del patteggiamento. Questo rito è un’ammissione di colpa che riduce notevolmente la pena. Ora, parlare in TV di innocenza, dopo avergli fatto fare il patteggiamento è una bestialità anche per chi non è esperto in materia. Questo dimostra che non sono i migliori che vanno avanti, ma chi ha le amicizie giuste. Lei difese Andreotti da perfetta sconosciuta, la candidarono alle politiche e, il ruolo di Presidente della Commissione Giustizia le ha reso molta visibilità mediatica, e anche molti clienti. I parlamentari e chi occupa incarichi istituzionali non dovrebbero esercitare il lavoro che facevano prima di entrare in politica. E’ una questione di decenza e di rispetto per la funzione politica che occupano.  –  22-08-2012

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Oggi è stato l’ultimo incontro con Pamela. Per noi qui dentro la chiusura di contatti esterni e i saluti finali, sono sempre esperienze che lasciano un vuoto. Tutti i partecipanti si augurano che possano esservi altre occasioni di incontro. C’è molta differenza tra la conoscenza scritta e quella di persona, perché il confronto verbale allarga molto di più gli orizzonti del nostro ristretto mondo. Credo che questi incontri non debbano rimanere delle eccezioni, ma diventare la normalità, affinché la distanza del muro di cinta rimanga solo una delimitazione fisica e non sociale. Pamela, la tua presenza mi ha donato preziosi momenti di normalità, che serberò con cura nei miei ricordi. Mia cara amica, ti terrò nei miei pensieri migliori, ringraziandoti per il tempo che mi/ci hai donato.  –  23-08-2012

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Ho finito di leggere il libro che mi mandò Alfredo. E’ intitolato “Ciò che i dottori non dicono- la verità sui pericoli della medicina moderna”. Scritto da Lynne McTaggart. Immaginavo qualcosa ma non fino a questo punto. Una industria mondiale che agisce come un clan criminale, con la complicità degli Stati e delle loro leggi. Le industrie farmaceutiche sono peggiori delle multinazionali del petrolio, spendono miliardi di dollari, non per trovare le cure, ma per somministrare medicinali per tutta la vita, come le multinazionali del tabacco, per ottenere la dipendenza. Altrettanto vale per le migliaia di operazioni, esami clinici, senza motivo, solo per alimentare il business sanitario, con chirurghi che farebbero invidia ai serial killer. Dove si aggiunge l’apice sono i vaccini. Uccidono e rovinano migliaia di bambini, infondendo patologie permanenti. Sono stragi che si ripetono nel tempo a livello mondiale. In tanti ne sono a conoscenza, ma le multinazionali farmaceutiche sono così impotenti da intimorire e ricattare gli Stati. Ci sarà mai una politica con un sano valore morale, che su tutto farà prevalere i benessere e la salute degli esseri umani?  –  24-08-2012

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Due notizie, seppur distanti tra loro, possono aiutarci a misurare il grado di civiltà di due Paesi. Il fanatico che ha ucciso oltre settanta persone in Norvegia è stato condannato a 21 anni di carcere, con piena soddisfazione dei familiari, che chiedevano giustizia non vendetta. Renato Vallanzasca, dopo oltre 40 anni di carcere, aveva ricevuto la possibilità di usufruire dell’art. 21, con un lavoro di commesso in un negozio (con l’art. 21 si esce solo per andare a lavorare e si rientra alla fine del lavoro). Il datore di lavoro è stato costretto a licenziarlo, perché i soliti giustizialisti hanno creato il clima da caccia alle streghe.”Piccoli Savonarola crescono”. Il brodo d’odio che propinano sta dando i suoi frutti. Come facevano i nazisti con i negozi degli ebrei, così si sono comportati con il negozio della signora che aveva assunto Vallanzasca. La Norvegia ci ha dato un’altra lezione di civiltà. Mentre in Italia, nei momenti di “buonismo” tutti si riempiono la bocca di belle parole sull’art. 27 della Costituzione; la Norvegia traduce in atti la sua civiltà. Non dimenticherò per il resto dei miei giorni, le parole del Primo Ministro norvegese dopo la strage.. “risponderemo a questa tragedia con più libertà e democrazia”. Come non posso dimenticare la tragedia di Brindisi, con l’ignobile spettacolo di Don Ciotti e le parole di Saviano, per non parlare delle farneticazioni dei vari Vigna, Caselli, ecc. Dopo il buio del Medioevo, con i fanatici “Savonarola” che hanno alimentato i roghi di piazza, questi squallidi personaggi sono la cancrena che sta facendo marcire le fondamenta che hanno illuminato l’Europa.  –  25/08/2012

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Negli Stati Uniti, l’analisi del D.N.A. ha scagionato 300 detenuti, con una media di 13 anni trascorsi nelle prigioni, tra cui 17 detenuti che erano nel braccio della morte. Devono ringraziare l’American Chemical Society di Philadelphia, una associazione di scienziati e avvocati che si dedicano a questi casi per aiutare tutte quelle persone disagiate che non hanno avuto la possibilità di una buona difesa. La povertà si ripercuote anche nei tribunali, con avvocati d’ufficio, indagini grossolane e verifiche scientifiche fatte alla buona. Con questa superficialità  hanno condannato migliaia di persone, alcune anche alla pena di morte. In Italia, una volta che la condanna è definitiva, non c’è verso di avere una riapertura del processo. Addirittura diventa una corsa ad ostacoli, anche se il vero colpevole si autoaccusa del reato. Bisogna aspettare che la sua condanna diventi definitiva, per ottenere la revisione del processo. Lascio immaginare, con i tempi della giustizia italiana, quando si finisce di scontare la pena. Anche in questo caso, non sarà la magistratura a provvedere, ma deve essere sempre l’imputato, tramite il suo avvocato, a chiederla. Se ha le risorse economiche per affrontare  il nuovo procedimento. Una burocrazia tortuosa e paludosa, volta a scoraggiare le revisioni, perché la magistratura li vede come una lesa maestà al suo ordine.  –  26-08-2012

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Ci sono alcune notti in cui non si può dormire, come stanotte. L’abbaiare dei cani è talmente forte e continuo da tenermi sveglio tutta la notte. Hanno anche dei riposi brevi, in cui il sonno prende il sopravvento, ma come un cane dà il segnale, subito succede il finimondo. La cosa strana è che non succede tutte le notti. Ieri sera c’era la luna piena, ho pensato che questa fase lunare influenzi i cani e che si scatenano tutta la notte, perché verso le cinque è come se ricevessero un ordine e si fermano. Ci sono tanti misteri della natura che ancora oggi, con tutte le nostre tecnologie, ci sono sconosciuti.  –  27-08-2012

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Ho finito di leggere Ristretti Orizzonti, il giornalino che scrivono nel carcere di Padova. E’ bimestrale e mi viene spedito in omaggio. Questo numero è improntato sull’assenza della possibilità di rapporti sessuali per i detenuti e circa il sistema dei contati familiari, troppo rigido. Con i rapporti sessuali ci sentiremmo uomini completi e continuerebbe il progetto di famiglia, e la coltivazione dei rapporti sentimentali. Ciò ci renderebbe più responsabili e alimenterebbe la nostra autostima. Viceversa, la castrazione sessuale è un’altra pena aggiuntiva alla condanna, che abbrutisce e inaridisce l’animo, perché nel tempo tante famiglie si sfasciano. Nel codice penitenziario è stabilito, con parole chiare, che devono essere agevolati i contatti familiari. La rigidità sia nei colloqui visivi, che in quelli telefonici, la burocrazia assoluta e il suo iter, incancreniscono ogni sentimento umano. Come se un colloquio o una telefonata potessero creare chissà quale problema al sistema. Personalmente credo che il problema siano i sindacati della polizia penitenziaria, che per difendere ogni piccolo privilegio, come far svolgere meno lavoro possibile agli agenti, bloccano ogni apertura progressista e il senso umano della pena. Nel giornalino ho letto alcune idee. Quella che mi ha colpito, anche per la sua semplicità, è stato il collegamento con skype. Usarlo per i detenuti che non possono fare colloqui, sia italiani che stranieri. Un’apertura di questo tipo ci metterebbe alla pari con la Norvegia. Siccome i nostri 150 PM al ministero –che lo tengono in ostaggio, e che hanno m esso in un angolo i funzionari che hanno anni di esperienza carceraria- non lo permetteranno mai, il loro feroce giustizialismo prevale su qualunque sentimento umano. La disumanizzazione della pena non disumanizza solo il detenuto, ma principalmente chi la attua.  –  28-08-2012

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In un articolo leggo che il segretario regionale siciliano del partito comunista, Pio La Torre, alcuni mesi prima di essere ucciso, nel 1982, convocò cinque intellettuali siciliani in gran segreto –sicuramente erano di fede comunista- a cui consegnò un dossier da studiare. Fino ad oggi non si era saputo niente. La paura dei cinque intellettuali li ha resi muti. Io credo che non sia certo di cosa nostra che avevano paura, se ancora oggi mantengono sia il riserbo sulla loro identità, sia il silenzio sull’evento. Solo gli ottusi come i giustizialisti lo potrebbero penare. E’ palese che la morte di La Torre fu ordinata molto in alto, e non per i motivi che riguardavano i comizi contro Costa Nostra. Gli esecutori possono essere assoldati in qualunque direzione, ma non sono loro che decidono la morte di qualcuno. La eseguono solamente. Personalmente credo che la sua morte sia stata decisa per i missili americani a Comiso, la sua ipocrisia nel contestare solo i missili installati in Italia e non quelli nella Germania dell’Est installati dai sovietici. E siccome all’epoca il mondo era diviso a metà, certi metodi non li usava solo il KGB dell’Unione Sovietica, ma anche la CIA americana. D’altronde, anche la morte di Enrico Mattei fu commissionata dagli americani, e la bomba sul suo aereo fu piazzata all’aeroporto di Catania. Dopo la morte del Generale Dalla Chiesa, il 3 settembre 1982 (anche lui ucciso per altri motivi rispetto a quelli ufficiali, fu mandato in Sicilia per farlo uccidere perché, con il memoriale di Moro nelle mani, si era messo in testa di ricattare i vertici della Democrazia Cristiana). Un mese dopo furono emanate due legge, in un solo disegno di legge, “Rognoni-La Torre”. Il 416 bis, “associazione mafiosa” e il sequestro dei beni; entrambe barbare e incivili, uniche nel mondo. Queste due leggi hanno permesso il rastrellamento di tipo militare e il saccheggio del Meridione è collettiva, come succedeva nelle colonie africane.  –  29-08-2012

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Ho letto uno dei soliti articoli romanzati, spacciati per verità del partito dell’odio, di Roberto Saviano. Mi è molto difficile credere che le persone che glielo permettono, quello che lo sostengono e tutte le persone che capiscono un po’ di economia e di banche, non capiscano le fesserie che scrive. Il ragazzo è molto furbo e si fa ben volere da chi comanda, non li attacca noi, anzi con acrobazie cervellotiche li difende. Ho scritto che la crisi economica globale degli ultimi anni l’ha innescata la criminalità globale, una sorta di “Spectre”. Ora non è più la criminalità italiana la può forte del mondo, ma ce ne sono tante altre. Tutto il mondo, anche  le persone più ignoranti, conoscono l’origine e chi ha innescato la crisi. Sono state le banche più grandi del mondo, principalmente quelle americane, e alcune si sono salvate con l’aiuto dei loro Stati. Ora lui scrive che la criminalità ha causato la crisi e che le banche sono state salvate dai soldi del narcotraffico.  E’ singolare che capovolge la realtà e nessuno glielo fa notare. Nel suo delirante articolo ha scritto che i problemi della Grecia derivano dalle varie criminalità. Ci vuole una faccia di bronzo per scrivere queste farneticazioni, perché tutti i giorni si parla della Grecia in TV, per i suoi problemi e l’esposizione debitoria nei confronti di altri Stati europei, come anche della speculazione dei poteri della finanza globale che fa affari attaccando gli Stati deboli, e siccome nell’Unione Europea è quello più debole, hanno iniziato con la Grecia. Non credo si fermeranno solo a questo Stato, perché questi signori la usano la criminalità; come i “bravi” dei Promessi sposi. Mi auguro che quanto prima si leverà la voce di qualche intellettuale serio, e dirà che questo signore può scrivere romanzi con la sua fantasia, e non articoli che parlano di problemi reali che coinvolgono milioni di persone, che hanno bisogno di arrivare a fine mese.  –  30-08-2012

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La vendetta di persone che hanno subito un familiare ucciso, è inesorabile nel tempo, ma la chiamano giustizia. Bene ha fatto Giuliano Ferrara, rivolgendosi ai Savonarola, a dire in TV a La7.. “ci avete rotto i…. con questa tiritera da trent’anni”. Leggo un articolo in cui la parlamentare europea, Sonia Alfano, con il suo rancore vendicativo è andata a inquinare anche Strasburgo. Avesse il coraggio di dire con chiarezza che la sua lotta è per vendicare il padre; anche se i colpevoli sono stati già condannati. L’apprezzerei, perché è umano, anche se sbagliato. Ha dichiarato che il suo obiettivo è la realizzazione di un codice unico antimafia europeo, che prevede il reato di Associazione mafiosa (art. 416 bis C.P.) , il 41 bis e le confische. Il reato previsto dal 416 bis è unico nel panorama mondiale, è un articolo in uso solo nelle dittature, utile per arrestare senza reato e per fare rastrellamenti di tipo militare. Il 41 bis è tortura, senza se e senza ma, e lo sanno tutte le associazioni internazionali che si battano per i diritti umani, e i Paesi occidentali. Le confische della legge La Torre assomigliano ai saccheggi legalizzati e siccome tutti ci mangiano, dal penta-potere (banche, associazioni, sindacati, confindustria e Chiesa), e chi cura il ladrocinio: curatori, le varie polizie e i magistrati. Credo che quando i piemontesi conquistarono il Meridione, attori diversi, ma il sistema di ladrocinio fu lo stesso, saccheggi legalizzati.  All’epoca trovarono la scusa dei briganti, ora hanno trovato la scusa delle mafie. L’obiettivo è sempre lo stesso, “rubare” in modo legale, con la cortina fumogena della repressione. Ora Sonia Alfano vuole portare queste leggi criminali in Europa. Mi auguro che la civiltà europea la seppellisca sotto una montagna di scherno, e che non permettano a lei e al suo sodale Crocetta di inquinare, con la loro sete di vendetta, la politica europea.  –  31-08-2012

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Ieri mi hanno raccontato una cosa che stentavo a credere, anche se è la verità. Nei regimi di tortura del 41 bis, l’area tratta mentale decide quali libri della biblioteca del carcere i detenuti possono leggere. E’ una violazione palese della Costituzione. Ormai sono diventate cose normali queste torture, che anche i civili dell’area educativa le applicano come fosse tutto normale. Anche le SS tedesche nei campi di concentramento erano convinte di fare il loro dovere, altrettanto gli impiegati civili. Mussolini faceva detenere nella cella solo quattro libri, ma non si sognava mai di proibire a qualunque detenuto la lettura di libri della Biblioteca del carcere. Gramsci, che passò molti anni in carcere, prima di essere scarcerato per problemi di salute, non ebbe mai ostacoli nel ricevere libri, giornali e riviste. Oggi succede che libri, giornali e riviste sono vietati; con una complicità istituzionale de dei media a dir poco criminale. Tutto ciò succede nel terzo millennio e in uno Stato che fa parte della civilissima Europa.  –  1-09-2012

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La politica con la complicità dei media fa passare alcune riforme come fossero eventi eccezionali, quando invece, alla loro emanazione, sono già vecchie. Il governo Monti ha emanato una legge che permette di aprire una società a responsabilità limitata con un euro e subito. Tutti i media hanno elogiato il governo per questa innovazione. Nessuno (omertà o complicità, secondo i punti di vista) ha detto che questa riforma doveva essere fatta 12 anni fa, trattandosi dell’implementazione dell’articolo 2 della Carta europea delle piccole imprese, firmata e ratificata dall’Italia nel 2000. La dittatura delle caste comanda questo Paese, anche con la lentezza melmosa della burocrazia.  –  2/09/2012

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Anche i detenuti transitati nei regimi di tortura del 41 bis, si sono assuefatti alla tortura in tutte le sue forme, ritenendole fatti normali. Mi hanno raccontato che volevano denunciare un detenuto perché la sorella con le sue poesie ne aveva fatto un libro. Erano poesie che lui aveva scritto prima del 41 bis, ma la Direzione del carcere di Ascoli Piceno non lo sapeva. L’hanno chiamato nell’ufficio della Direttrice, insieme a lei tutto l’apparato repressivo: commissario e alcuni ispettori dei G.O.M., minacciandolo di sequestrare il libro e i proventi, perché lui  non poteva scrivere un libro, anche se era di poesie. Per legittimare la tortura del 41 bis, lo chiamano “carcere duro”, e dicono che serve solo per impedire contatti con l’esterno. Questo episodio evidenzia la tortura di questo infame regime, anche nell’espressione dei propri pensieri. Nella Costituzione ci sono articoli con tanti concetti belli, ma nella realtà vengono calpestati dal più feroce criminale, “lo Stato”.  –  3/09/2012

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Le multinazionali del petrolio per anni hanno foraggiato Stati e scienziati prezzolati, per negare che i combustibili fossili fossero la causa del riscaldamento globale. Ora che penso che questo fatto è acclarato. Hanno trovato un altro sistema. Funziona un po’ per tutto, per portare avanti la tesi di trovare soluzioni al riscaldamento, non risolverlo, ma contenerlo, affinché loro possano continuare a vendere e bruciare petrolio e gas. Si sono inventati le nuvole artificiali, le alghe mangia CO2, usare filtri per catturare il carbonio, gli alberi che catturano la CO2, la pioggia artificiale, gli specchi spaziali per deviare i raggi del sole, rendere liquida la CO2 e iniettarlo nella profondità della terra, ecc. ecc. Questi mostri, per continuare a lucrare, sono capaci di rendere il pianeta una fornace, ma la cosa più aberrane è che sono ritenuti dei grandi capitalisti imprenditori, una sorta di benefattori. Ciò è dovuto al fatto che con le loro enormi disponibilità economiche, controllano e condizionano buona parte dei meda, che li fanno apparire come dei cavalieri della tavola rotonda. Chiamarli criminali, non corrisponde alla reale pericolosità di questi sinistri e oscuri personaggi.  –  4/09/2012

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Alcuni scienziati, con un rapporto, hanno esortato a diventare tutti vegetariani per il 2050, perché, in caso contrario, non si riuscirà a sfamare tutta la popolazione mondiale, e questo innescherà guerre e carestie per il cibo e l’acqua. Il problema di partenza è l’acqua, già ora scarseggia e fra 40 anni, con 9  miliardi di persone (ora siamo 7 miliardi) sarà una catastrofe. Il cibo ricavato dagli animali, consuma da cinque a dieci volte l’acqua di quella che serve a una alimentazione vegetariana. Un terzo delle terre arabili del pianeta, sono destinate alla crescita di sementi e raccolti destinati a spalmare gli animali da allevamento. Metà dei cereali coltivati e tre quarti di soia prodotti nel mondo, sono usati per la crescita di animali. Per avere un kg di carne ci vogliono 15.000 litri d’acqua e gli animali d’allevamento producono circa il 20% di emissioni di anidride carbonica. La carne fa male ed è nociva per l’ecosistema. Dove si consuma più carne c’è più incidenza di cancri all’intestino, molti obesi, diabete e problemi cardiovascolari. In Paesi come l’India, dove non si mangia carne per motivi religiosi, i ragazzi crescono bene ed hanno quozienti di intelligenza altissimi. D’altronde, il toro, che è l’animale più proteico  che ci sia, è un erbivoro, e i suoi muscoli non ne risentono. Secondo i dati dell’ONU, già oggi, 900 milioni di persone vanno a letto affamate tutte le sere; e di questi 158 milioni sono bambini, e ne uniamo tanti ogni giorno per fame, oltre 2 miliardi di persone sono considerate mal nutrite. Fra 40 anni, ci saranno altri 2 miliardi di persone da sfamare, ciò renderà drammatica la carenza di cibo. Rinunciare alla carne o limitarla a poche volte al mese fa bene alla nostra salute e aiutiamo a salvare il mondo, così ci sarà più frutta, verdura, legumi e cereali per tutti.  –  5/09/2012

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Ieri pomeriggio, a Canale 5, nella trasmissione di Barbara D’Uso, si è svolto il solito tiro al piccione. Non è nuova la D’Urso, a simili battute di caccia. Vengono organizzate per mostrificare il malcapitato di turno. Chiama sempre la solita fascista, la Mussolini, che da attricetta fallita si è riciclata in politica, facendo appello al cognome di quel criminale di suo nonno, che ha provocato milioni di morti (Benito Mussolini). Discutevano di Renato Vallanzasca, se era giusto quello che gli era capitato. Un clima da caccia alle streghe, per fargli perdere il posto di lavoro. I partecipanti erano tutti prevenuti, al sindacalista della polizia alla Mussolini e gli altri, gli unici che facevano ragionamenti logici e moderati erano il direttore di TGCOM24 Liguori e un giornalista che conosce Vallanzasca da oltre 30 anni. La Mussolini faceva la sceneggiata per aizzare la folla, con il pubblico presente preparato al linciaggio. Anche Liguori alla fine non ne ha potuto più, e gliene ha cantate quattro alla Mussolini, che alla fine ha fatto la sceneggiata di volere andare via. Trasmissioni come queste mirano alla pancia della gente per alimentare odio e rancore, pertanto è vergognoso che Canale 5 lo permetta e la D’Urso si presti a queste ignobili barbarie. Durante il fascismo e il nazismo questi obbrobri si ascoltavano alla radio, contro gli ebrei.  –  6/09/2012

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Il giovedì sera seguo su Rai4 la storia di Roma a puntate. Mi piace perché è ben fatto, mescola la storia con la quotidianità. E’ impressionante come certi metodi si possano riportare ai giorni nostri. Nella Roma antica c’erano i collegi e questi venivano assegnati a uomini di fiducia delle istituzioni e del senato, ma in questo periodo storico erano i triumviri; Marcantonio, Ottaviano e Lentulo a scegliere le persone. Questi capi collegi si facevano una squadra di uomini pronti a fare qualunque cosa. Mantenevano l’ordine, eseguivano ogni traffico, incassavano le percentuali sui vari commerci, venivano usati per la riscossione dei crediti e bastonavano chi non si metteva in riga. Tutti i collegi di Roma erano organizzati così. Con la forza della legalità, usavano l’illegalità per i fini dei poteri dell’epoca: senato, aristocratici, e gli uomini forti del momento. Anche Giulio Cesare li usava per le sue vendette e il suo potere, altrettanto Marcantonio e Ottaviano. Arrivando ai giorni nostri, nulla è cambiato. Il potere reale del Paese usa la criminalità per i lavori sporchi, anche se oggi lo fanno in segreto e, dopo averli usati, per rifarsi una verginità politica o contrastare una eventuale accusa futura, fanno leggi disumane e coprono la repressione illegale delle varie forze di polizia, ma principalmente delle procure speciali (D.D.A.). Per mantenere questo circuito infernale, alimentano il brodo di cultura della devianza, con tutti i disagi sociali possibili, affinché l’industria della mostrificazione abbia sempre carne fresca.  –  7/09/2012

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Mi ha scritto Carmelo dal carcere di Padova, informandomi che, dopo 22 giorni di isolamento e proteste varie, ha risolto il problema della cella singola. Nella sezione AS-1 hanno messo gli ergastolani a soli e gli altri detenuti due per cella. L’ergastolano per legge deve stare in cella singola; ma i detenuti in regime AS1 devono anche loro stare in cella singola, pertanto doppiamente gli tocca per legge stare da soli in cella. Alcune direzioni disattendono i regolamento e, con la forza, vogliono mettere i detenuti che per cella, e informano il ministero di avere il doppio dei posti, questo causa proteste da parte dei detenuti, che vengono sanzionati con rapporti disciplinari e denuncie, perché costringono a lottare contro l’ingiustizia, spesso sfasciando le celle. E’ singolare che l’amministrazione dovrebbe insegnarci la legalità e il rispetto delle regole, attua l’illegalità violando le regole penitenziarie in modo sistematico, sicuri dell’impunità. Un ergastolano, tra cui il 90% è ostativo, destinato a morire in carcere, vorrebbero che anche la carcerazione diventasse un veleno, non gli basta questa pena infame e disumana. Mi hanno raccontato che la vecchia sezione AS1 di Nuoro “Badu e Carros”, in Sardegna è stata spostata nel nuovo padiglione, quelli fatti costruire dall’ex ministro di giustizia Angelino Alfano (il segretario di Berlusconi) sono illegali per due motivi; hanno tolto quel poco di spazio che c’era nelle carceri, e hanno fatto le celle per tre posti letto, che poi diventano sei e anche nove posti letto, con le cuccette. Violando il codice penitenziario europeo che stabilisce celle singole e, in casi eccezionali, in due in una cella. Invece non solo l’hanno fatto diventare ordinario, ma hanno aggiunto un posto in più, per poi violare sistematicamente anche le loro violazioni. Senza dimenticare che il CPT (Comitato per la prevenzione della tortura in Europa) ha stabilito un minimo di 7 metri quadrati per ogni detenuto, pertanto al di sotto di questa misura è tortura. Forse anche per questo l’apparato repressivo si oppone all’introduzione del reato di tortura. Il sistema è criminale e, fino a quando lo Stato è un criminale seriale, alimenterà la fabbrica della devianza come risposta (errando) agli abusi, alle torture e all’illegalità divenuta normale amministrazione.  –  8/09/2012

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Ho finito di leggere un libro di Jack London, “Il popolo degli abissi”. Lo scrittore lo scrisse nel 1903. Andò di persona nell’East-End di Londra, una zona dove erano stati confinati tutti i poveri, un alveare umano dove la miseria più squallida imperava su tutto e tutti. Tutto ciò succedeva nel periodo più florido dell’Inghilterra. L’impero britannico dominava nel mondo ed era padrone dei mari. Questa massima espansione economica nascondeva 8 milioni di persone che facevano costantemente la fame; un milione solo a Londra. Su una popolazione di 40 milioni, 939 su mille morivano in miseria. In questa estrema povertà ogni bambino nasceva con un debito. Lo scrittore scrive “a causa di un artificio noto come debito nazionale”. In Italia conosciamo questo metodo truffaldino. I parassiti di quel degrado sociale erano i nobili inglesi, circa mezzo milione, che vivevano nel lusso ai danni del resto della popolazione indigente, principalmente anche per la loro cattiva gestione della cosa pubblica. Ancora oggi questi signori godono di privilegi dinastici con la Camera dei Lord e detengono i due terzi dei terreni agricoli dello Stato. E’ un libro che va letto perché farebbe capire che il sistema inglese è iniquo ancora oggi. Quarant’anni prima gli inglesi e i francesi (Parigi non era diversa da Londra), dopo avere aiutato quel truffaldino di Cavour a conquistare e depredare  il Meridione, usarono la menzogna per denigrare Napoli e i meridionali. A Napoli non c’era la miseria nera di Londra e Parigi. Loro ricavavano le loro risorse economiche, depredando le colonie che avevano  nel mondo; il Regno delle Due Sicilie alimentava la sua economia con la sua industria, commercio e agricoltura. La storia quando è scritta da chi comanda o chi vince, è sempre menzognera.  –  9/08/2012

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Quando ero giovane, ero convinto che le persone che si estraniavano dal contesto e preferivano la solitudine, avevano qualche problema di adattamento mentale. Oggi, comprendo che la solitudine è un moto interiore di profonda libertà, perché stare bene con se stessi è una forma di felicità, e se non si sta bene con se stessi non si può stare bene con gli altri. Solo con te stesso, puoi dissertare su tutti gli argomenti, approfondendoli senza remore. Spesso mi capita di arrivare a delle conclusioni che sbalordiscono anche me. Adoro il silenzio della solitudine, perché i rumori disturbano i viaggi della mente, che ha delle capacità straordinarie di rendere reale-immaginario ogni desiderio, anche chiuso in un buco al buio. Credo che bisognerebbe apprezzare di più stare in compagnia con se stessi, perché porta più equilibrio alla nostra persona, e rende più forte il nostro carattere.  –  10/09/2012

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Ci stanno martellando in TV e sui quotidiani, sia di destra che di sinistra, sulla genialità del Presidente del Consiglio Mario Monti, premesso che le cose che sta facendo le avesse fatte Berlusconi, la sinistra e il sindacato l’avrebbero linciato. Credo che il 90% dei cittadini italiani, odia Monti, per tutte le ristrettezze che ha causato, continuando imperterrito a impoverire la gente. Addirittura, i media fanno una cronaca di glorificazione, quando trasmettono la notizia che il governo ha venduto 5 o dieci milioni di euro di BOT, e lo fanno come se Monti avesse scavato una brillante idea economica. Anche la mia povera mamma ignorante e analfabeta avrebbe saputo fare questi debiti. Anche lui, come gli altri, prima di lui, continua a fare,  debiti addossandoli alle future generazioni. Il problema è che quando si deve tirare la cinghia, la riversano sempre sul popolino, e mai ai ricchi, che ingrassano in ogni epoca sulle sofferenze della popolazione. Se non ci sarà una riforma radicale di questo sistema marcio e pieno di vergognosi privilegi, non cambierà mai niente e tutto continuerà ad andare avanti in questa sorta di rassegnazione che ha svuotato la popolazione delle sue energie dinamiche per il miglioramento di una società sempre più giusta. Ci vorrebbe un moto di rabbia e scendere tutti in piazza.  –  11/09/2012

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Ci avevano aperto le celle e, per circa due mesi ci siamo immersi in questa nuova realtà. Avevano messo un termine di prova fino al 31 agosto, se fosse andato tutto bene, sarebbe continuato. L’1 settembre ci hanno chiuso di  nuovo le celle, perché mancavano i vertici per decidere la continuazione, ci hanno riferito che a giorni sarebbero ritornati dalle ferie, avrebbero indetto una riunione e deciso, ma non ci sarebbero stati problemi, essendo che tutto era andato bene.  Sono trascorsi una decina di giorni, ma le notizie non sono buone. Voci di corridoio asseriscono che non ci apriranno più, perché sarebbe successa una cosa molto grave. Che cosa? Mistero. Ieri un mio compagno mi riferisce che un graduato, alla domanda del perché hanno chiuso le porte, ha  risposto “ci siamo sbagliati”. Il più piccolo di noi ha 40 anni, il più fresco di galera è in carcere da 10 anni. Conosciamo il sistema penitenziario e come funziona. Questa decisione di aprirci le celle è stata avallata dal DAP, dai vertici del Ministero e dall’Ufficio preposto, che è lo stesso del regime di tortura del 41 bis. Ora dire che si sono sbagliati è come calpestare la nostra intelligenza. Almeno ci dicessero la motivazione di questo cambiamento di rotta. Non riusciamo a comprendere il silenzio e certe risposte di facciata. Sarebbe stato meglio non aprirci le celle, certe aperture, quando vengono ritirate, fanno male psicologicamente. Un passo avanti e, al minimo pensiero cattivo, subito due passi indietro. Ormai ci ho fatto l colo, pertanto non mi toccano più di tanto, ma sono dure per tutti queste decisioni umorali, che toccano non solo la vivibilità ma anche la libertà interna.  –  12/09/2012

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Il ministro della giustizia ha emanato una circolare, dopo il clamore suscitato dal tour carcerario dei parlamentari Sonia Alfano e Giuseppe Lumia, che per motivi politici volevano convincere alcuni noti detenuti al 41 bis a pentirsi. La circolare stabilisce che i colloqui devono essere in Italiano e non si deve parlare dei propri processi. In caso avvenga, ci sarà subito interruzione del colloquio. Premesso che il mandato parlamentare non ha questi paletti, e una semplice circolare non può limitare ciò che stabilisce la Carta Costituzionale. Non tutti i detenuti sanno parlare in italiano, ed escludere gli analfabeti e chi conosce solo il dialetto, è un abuso e una violazione dei diritti umani. Dando fondo alla mia memoria, i detenuti hanno sempre scritto ai parlamentari per lamentare gli abusi processuali e in carcere, ed esternare la propria innocenza. Vietare che un detenuto possa discutere con un parlamentare del proprio processo o esternare la propria innocenza, mi sembrano quelle censure in uso nei Paesi dove le libertà civili sono solo quelle sulla carta. Ci sono molti parlamentari avvocati. Cosa fanno? Gli limitano il diritto alla difesa? Purtroppo quello che è vergognoso è il silenzio dei parlamentari, principalmente quello degli avvocati parlamentari. Alla fine il conto del tour dei due Savonarola, lo pagano i detenuti, la parte più debole, nel silenzio generale. Il silenzio è sempre complice dei misfatti della politica.  –  13/09/2012

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Il Ministro della Giustizia Paola Severino ha dichiarato che è contro i tagli alle paghe dei detenuti. La stessa si riferisce ai detenuti che lavorano nelle officine dell’amministrazione, la decurtazione è stata del 71% in due anni, da 11 milioni a 3,1 milioni. Questi detenuti fabbricano arredi vari per le carceri. Il ministro deve sapere che anche le paghe dei detenuti che lavorano nelle varie mansioni del carcere, hanno una paga da sfruttati, approfittando della povertà che c’è nella popolazione detenuta. Quando parlo di sfruttamento, mi riferisco ai 100-150 euro al mese, una cifra non adeguata ad avere una indipendenza economica. Dove sono i sindacati? Ha iniziato Berlusconi nel 2001 a tagliare sulle carceri, e la cosa è continuata nel tempo, impoverendo tutte le risorse destinate ai detenuti. La ministra non deve parlare solo di quello che le interessa, cioè degli arredi per i nuovi padiglioni (illegali), ma di tutte le paghe dei detenuti, in caso contrario le chiacchiere stanno a zero.  –  14/09/2012

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Leggevo su un quotidiano di un signore che si lamentava che su una statale vicino Torino stanno costruendo un ponte di circa 30 metri. Sono 6 mesi che ci lavorano e sono a metà dell’opera. Rifletteva che se l’avessero costruito i cinesi, ci mettevano una notte. Lui ha fatto le debite proporzioni con il grattacielo più alto del mondo, che verrà costruito in 90 giorni dai cinesi. Le nostre opere pubbliche hanno tempi che sfociano alle calende greche, perché dalla politica, alla burocrazia, alle solite ditte, e agli infiniti subappalti, tutti devono lucrare. Non solo l’opera verrà fatta con materiali scadenti, ma verrà prolungata nel tempo per fare salire i costi, che spesso si moltiplicano come i pani e i pesci. Con i tempi cinesi, non ci sarebbero queste ribalderie legali, ma verrebbero fatte anche subito. Il pozzo nero della politica non lo permetterebbe mai, perché i suoi padroni li prenderebbero a calci.  –  1/09/2012

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Il nuovo presidente serbo Tomislan Nikolic, ha dichiarato che “a Srebrenica non c’è stato alcun genocidio, ma gravi crimini di guerra commessi da alcuni serbi che vanno trovati, perseguiti e puniti”. Il presidente della Bosnia, Bakir Izetbegovic ha replicato che è un’offesa per i musulmani di Bosnia e per i sopravvissuti i Srebrenica. Questo massacro successe nel luglio 1995, costò la vita a più di 8000 musulmani bosniaci. La giustizia internazionale lo ha definito come genocidio e crimine contro l’umanità. Mi viene spontaneo chiedermi se 8000 morti siano un genocidio. E ritengo che lo siano; perché tutte le stragi contro una comunità sono crimini contro l’umanità. Perché l’unificazione della penisola italiana, comportò nei confronti dei meridionali un milione di morti, mezzo milione di arrestati, 54 paesi rasi al suolo, saccheggi indiscriminati, emigrazioni delle migliori maestranze in ogni settore.. e poi, con ferocia, la distruzione dei discendenti attraverso l’abile e paziente manipolazione per farne dei figli minori e degenerati, affinché il sistema coloniale venisse metabolizzato dagli stessi e, nel tempo, ritenuto un brodo naturale della propria razza. Questo non è un genocidio? Se non lo è, cosa è?  – 16/09/2012

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Ieri sera, per la festa patronale è passata a processione, si è fermata sotto le nostre finestre, hanno detto alcune preghiere, il prete ci ha salutati con parole di speranza, dirigeva la processione e le preghiere con un megafono. Vedere tutta quella gente che viene per noi, qualunque sia il motivo, è molto bello, perché ti dà una piacevole sensazione, e, anche per poco tempo, ti senti di fare parte di questa società. Di manifestazioni  che infondono fiducia all’autostima hanno bisogno i detenuti, pertanto le aperture in carcere aiutano questo processo. Viceversa le chiusure repressive alimentano solo rabbia, odio e rancore, trasformando le carceri in fabbriche di recidiva.  –  17/09/2012

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Tre anziani combattenti dei Mau Mau, i ribelli kenioti che si ribellarono all’occupazione coloniale inglese del loro Paese, hanno fatto ricorso all’Alta Corte di Londra, per chiedere risarcimenti e scuse per le atrocità che hanno subito in Kenia dal 1952 al 1960. Accusano le autorità inglesi di gravissimi maltrattamenti, che vanno dalla tortura alle violenze sessuali. L’unica donna del gruppo denuncia che fu stuprata con una bottiglia piena di acqua bollente. Un altro denuncia di essere stato arrestato dal suo datore di lavoro, un bianco, accusato di avere fornito cibo ai ribelli. Lo immobili rizzarono al suolo e fu castrato dagli agenti di polizia. L’Inghilterra ritiene di non poter essere ritenuta responsabile per quanto accaduto, in Kenia mezzo secolo fa. Hanno paura che escano tutti gli scheletri dall’armadio del loro passato coloniale. Questo li spaventa molto, sia per la loro reputazione e sia per i risarcimenti economici. Dimenticano che sono stati i più intransigenti contro le barbarie tedesche durante la seconda guerra mondiale. Ora si oppongono al riconoscimento dei propri crimini. L’azione legale ha portato alla luce duemila casse di documenti che si ritenevano fossero andati perduti e ora sono in via di pubblicazione. Tutti i Paesi coloniali hanno commesso atrocità. L’Inghilterra ha avuto anche un colonialismo interno, dove ha commesso barbarie indicibili, principalmente verso gli irlandesi. Mi auguro che questo processo sia l’inizio della riscrittura della storia sull’infamia di tutti i colonialismi. Senza dimenticare quello del  Meridione d’Italia, che continua tutt’ora. Gli inglesi, dopo avere aiutato i piemontesi nella loro conquista, saccheggio e distruzione della sua economia, inorridirono per le atrocità che stavano commettendo i piemontesi contro le popolazioni meridionali e, nel 1865, dopo cinque anni di bestiali  massacri, insieme all’Europa, gridarono contro la barbaria savoiarda. Il risultato fu che mitigarono le atrocità alla luce del sole, ma continuarono, nel silenzio, uguale a come fecero i nazisti contro gli ebrei.  –  18/09/2012

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Stamane, un quarto d’ora prima delle otto, mentre vedevo Rai Uno, in studio c’era un professore universitario di Pisa. Il discorso era improntato sulla genetica e di portarla in tribunale, perché sarebbero i geni che predispongono le persone a delinquere. Ho subito pensato che “i nipotini di Lombroso ritornano”. Le teorie di Lombroso hanno creato il razzismo antimeridionale che dura tutt’ora. Riteneva che noi meridionali eravamo predisposti geneticamente od essere dei criminali. Mi meraviglio che l’ammiraglia della Rai possa trasmettere simili obbrobri. Tutto il novecento è stato attraversato da questi criminali in giacca e cravatta, che con le loro teorie assurde hanno causato guerre, genocidi e odi generazionali. Dopo tutti questi orrori, come si possono ancora fare questi discorsi orribili, che sono sempre stati la copertura per le follie politiche? Non esiste la predisposizione genetica al delitto, esistono persone che vengono influenzate a compiere delitti, le motivazioni sono molteplici. E’ criminale anche solo pensalo, che i geni da soli possano dettare il comportamento di un essere umano. Bisogna vigilare affinché queste barbarie non ritornino.  –  19/09/2012

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Per due giorni consecutivi sono venuti ispettori del Ministero nella sezione. Erano tre commissari del GOM (Gruppo operativo mobile), quelli che fanno servizio nei regimi di tortura del 41 bis. Il secondo giorno erano più numerosi, c’era anche la Direttrice e un’altra donna. Oscuri presentimenti attraversano la mia mente, perché questi signori non portano mai niente di buono. Devono prendere una decisione che riguarda la nostra sezione. Sicuramente non sarà favorevole e né tantomeno per un miglioramento. Lo smantellamento della sezione AS-1 di Spoleto è stata decisa dalle relazioni di questi signori. Mi auguro che rimanga una mia impressione, ma l ‘esperienza ultratrentennale mi suggerisce  pessimismo. Nella sezione, anche quelli più giovani, sono tutti marinai di esperienza, sapranno affrontare le avversità che decidono i burocrati negli uffici del D.A.P. al Ministero.  –  20/09/2012

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E’ passata la Direttrice in sezione. Siccome non c’era nessuno, perché tutti erano al campo sportivo, si è fermata davanti alla mia cella per cinque minuti. Le ho fatto alcune domande sul perché ci hanno rinchiuso le celle, quando ci avrebbero dato il computer, ecc. Ho avuto una sensazione negativa, cosa che non mi era mai successa nei due anni e mezzo che sono qui. Ho avuto l’impressione di parlare con un’altra persona, come se fino ad oggi avesse avuto una maschera. Credo che non ci darà neanche i computer, anche se autorizzati dal GOT. Ma questo sarà niente, perché vedo un futuro nero sotto ogni punto di vista. Quello che non capisco è perché è tornata dalle ferie ed ha azzerato ogni discorso con la nostra sezione, almeno sapere il motivo, ma temo che saranno i soliti atti burocratici, che non tengono conto del lato umano. Sopravviveremo anche a questo. Non è la prima volta che un Direttore si alza la mattina e decide il destino dei detenuti, pertanto non sarà neanche l’ultima. Siamo carne da macello e si ritengono di avere il diritto di poterci usare e calpestare come e quando vogliono. Mi auguro per me e per i miei compagni che i miei siano solo cattivi pensieri.  –  21/09/2012

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5 pensieri su “Diario di Pasquale De Feo- 22 agosto – 21 settembre

  1. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Pina in ha detto:

    Mio caro amico , come sempre eccellente , il tuo Diario , un po lungo, da leggere, così , senza stancarmi , ho usato la stampate, e mi sono trovata 30 pagine , belle grosse da leggere , ma ne è valsa la pena , forse perché ; il tuo lavoro e chiaro e lo divori subito , cosi eccomi a risponderti , certo , non mi prolungherò molto , mi piace più il dialogo diretto , ma non importa , cerchiamo di collaborare , questo è questo mangiamo ,e un po come accettare in silenzio , un sistema disumano.
    Sai l’altro giorno sono stata con dei ragazzi in una sezione di partito , non ha importanza , il segno , ma i ragazzi , mi hanno invitata da loro , pensando ad un incontro politico , dato il periodo , invece mi hanno fatto vedere un film;
    il titolo e ( The Age of Stupid ) di Franny Armostrong 2009 , e quello che ho visto era , tutto quello che è avvenuto nel modo , le catastrofe , devastazioni ,, uragani ,tempeste , terremoti , guerre , del petrolio ,e di altri materiali inquinanti di alta tossicità , morte per malattie ,medicine non veritiere , ma solo di effetto placebo che non guarisco ma guariscono le case produttrici , ma questo è niente , ha parlato dell’acqua , quella che diventerà , un vero serbatoi di cassa ….in oltre si è prolungato fino al 2050 , sarà devastante , se è cosi come lo visto , tutto verrà distrutto , tutto il capolavoro della vita , e di tutti i suoi esseri, ecco la stupidita del Ege Stupid…
    Tutto quello che si è creato e ormai in sospensione , pende , ma fino a che potrà resistere , e come voi chiusi , e tenuti a mendicare , qualcosa , che non può che essere vietata , aprire le celle , e darvi la boccata d’aria pulita , e permettervi di incontrare i familiari , amici , in giorni stabiliti , non credo si chiede tropo , come anche la lettura , che serve , per tenervi svegli e perché no farvi dei viaggi mentali , e colorarli con i colori dell’Arcobaleno i piu bei colori dell’intero universo …peccato sono stati imbratti da uomini dai cuori duri e neri ….
    Ti lascio amico , ma sappi che tutto quello che hai scritto ,non rimarrà su pagine, me le tue parole voleranno, e saranno sparse perché vengano ascoltate …La tua storia è vera di un uomo dal cuore buono cosi ti salita una amica dal cuore buono 😉 😉 😉

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    Carussumo Pasquale, tu sai con quale interesse e affetto leggo i tuoi diari, non capisco come abbia fatto a sfuggirmi questo che è sul blog dal 24, ogni tanto mi perdo qualche colpo ma questo non me lo perdono. A proposito amico mio, non ricevo da te da un tempo abbastanza lungo e la cosa mi dispiace assai, so che sei molto impegnato, ma il tempo per tirare giù due righe proprio non lo trovi? 😦 Un caro abbraccio con la stima di sempre.

  4. Alessandra lucini in ha detto:

    Carissimo e non carussumu, scusami tanto Pasquale, non rileggo mai e questo è un grande difetto.

  5. beatrice salvadori in ha detto:

    ciao Pasquale, come sempre è interessante il tuo diario. Due cose volevo dirti. La prima riguardo la trasmissione che hai visto alle 7.45 del mattino su RAI1, il prof. di Pisa, la genetica, la predisposizione a delinquere, Lombroso ecc. ecc. Circa un mese fa alle 21 su Rai 2 Giacobbo su Voyager parlava anche lui di Lombroso, asserendo fra l’altro che alcune di quelle teorie trovano conferma in studi recenti…che stia tornando di moda? DAI…NON CI POSSO CREDERE!!!!!!La seconda cosa che voglio tu sappia è che ogni mese mando qualcosa del tuo diario a M. Ladu. Ti ricordi di lui?

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