Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

La mia giornata in carcere.. di Gaetano Fiandaca

Il primo testo di Gaetano Fiandaca lo pubblicammo il 15 settembre (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/09/15/compito-ditaliano-gatano-fiandaca/).

Gaetano è detenuto a Padova, ed è entrato in contatto con noi tramite Carmelo Musumeci, che da alcuni mesi è stato trasferito nel carcere di Padova.

Il trenta settembre pubblicammo un altro suo pezzo che parlava del sistema ti tortura del 41 bis (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/09/30/la-non-vita-del-41-bis-di-gaetano-fiandaca/).

Oggi pubblico questo suo testo che racconta come si svolge la sua giornata media in carcere.

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La mia giornata in carcere inizia alle 6 del mattino con una ricca colazione, caffè, riordinazione della cella, poi faccio qualche esercizio fisico per riscaldarmi dall’umidità della notte mentre seguo i  notiziari del primo mattino alla T.V.

Alle 8,30 sono pronto per andare a scuola dove frequento il secondo anno di ragioneria; le lezioni scolastiche si svolgono nella saletta ricreativa della sezione dove siamo allocati, gli spazi interni sono molto limitati, infatti, non abbiamo una vera aula scolastica.

Alle 12,45, al termine delle attività didattiche facciamo, io e gli altri studenti, un piccolo pranzo  che ci viene fornito dall’amministrazione o consumiamo un piccolo spuntino preparato per noi stessi.

Alle 13,30 spesso mi reco ai passeggi in compagnia di altri compagni con i quali durante la nostra passeggiata affrontiamo tematiche prevalentemente attinenti alle circostanze in cui ci troviamo ma, devo dire che molto spesso trattiamo argomenti scolastici, anzi, quest’ultimi sono diventati gli argomenti più ripetuti durante la giornata. A volte quando piove o fa particolarmente freddo rimango in saletta a fare attività fisica, e cioè nella stessa saletta che il mattino funge da scuola.

Alle 15,30 terminate le ore ricreative rientriamo nelle celle dove rimaniamo chiusi fino alle 16,30 per la cosiddetta “conta”. In questo breve spazio temporale mi dedico prevalentemente alla corrispondenza epistolare che mantengo con i miei cari o mi preparo una cena non particolarmente impegnativa, sempre che non sia già stato invitato a cena, come spesso accade.

Di solito le ore pomeridiane sono dedicati ai tanti compiti scolastici che gli insegnanti ci danno da svolgere, questi a volte mi impegnano per quasi tutto il pomeriggio ma, tuttavia riesco a ritagliarmi lo spazio di un’oretta per fare una passeggiata all’interno della sezione o nella saletta milleusi prima di rientrare in cella alle 19,30 per la chiusura serale che segna la fine della giornata.

Tuttavia i movimenti della sezione non cessano definitivamente con la chiusura a chiave delle nostre porte chiamati “bindi” all’ora sopra citata, poiché verso le ore 20, passa l’infermiera/e a distribuire le terapie mediche, dopo cominciano a susseguirsi i giri di controllo da parte delle guardie che avvengono circa ogni ore e si ripetono per tutta la notte.

Grosso modo queste sono le giornate che trascorro in carcere, una uguale all’altra, fatta di pochi stimoli e novità. Le mie uniche  novità sono quando viene a farmi visita l’avvocato o, quella molto più piacevole, quando vengono a trovarmi i miei cari i quali in quella occasione mi portano alcuni cibi particolari, preparati con molta cura che alcune volte consumo assieme ai miei compagni dentro la mia cella e cioè nella così detta ora di “socialità” che ha la durata di due ore a partire delle ore 17.

Devo riconoscere che le mie giornate sono all’insegna della noia e cerco di sfuggire all’appiattimento mentale che questa situazione comporta, cerco di rompere la monotonia allenando sia il fisico che la mente, nella speranza di ritornare alle persone che mi vogliono bene in una condizione non dico eccellente, ma almeno accettabile.

Gaetano Fiandaca

Ottobre 2012

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3 pensieri su “La mia giornata in carcere.. di Gaetano Fiandaca

  1. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Pina in ha detto:

    Certo la giornata passa , si consuma , condividendo col sistema , le ore , il tempo , l’occupazione alla scuola ,
    Impegnando allo studio, certo non basta si sa ci vorrebbe altro , ma bisogna accettare , pensando che c’è peggio.
    Fare esercizi sono anche buoni , il movimento fa si che il corpo non si affligga e si irrigidisce .
    Controlla la mente , e il giogo è fatto , lei ti aiuta , lei ti è maestra , lei guarisce , tutti i mali , dipende da te , non lasciarti prendere allo scoperto senza difese , altrimenti lei stessa finisce per ingoiarti.
    I pensieri , gli insuccessi , le paure , i rancori ,le scarse difese immunitarie ti portano ad ammalarti , e cosi diventi un fragile bersaglio , per te e per chi deve assisterti .
    Coraggio , al punto in cui sei restaci cosi , chissà domani , ma intanto , la giornata di oggi e in parte passata e tra poco ci sarà il rientro in cella , dove potrai dedicare il tempo alla corrispondenza.
    Be buona lettura e fai il bravo, studia , e intanto spera , anche noi da fuori facciamo lo stesso , le cose cambiano e cosi anche noi cambiamo…
    Ti saluta un amica 😉

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    Caro Gaetano che dire…. non è proprio il massimo questa tua giornata, ma ce ne sono di peggiori.
    Ciò che mi conforta è, non cogliere neppure una parola di risentimento da parte tua. Ti mando un abbraccio e in bocca al lupo. 🙂

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