Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Quale emergenza… di Giovanni Arcuri (seconda parte)

Alcuni giorni fa ho inserito la prima parte di un testo inviatoci dal nostro Giovanni Arcuri, detenuto a Rebibbia (vai al link.. https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/10/01/quale-emergenza-di-giovanni-arcuri-prima-parte/).

Oggi inserisco la seconda parte.

Giovanni ci mette la consueta acutezza. Voglio citare un passaggio:

“Una volta pagata la pena u individuo deve avere il diritto di gestire la sua vita come meglio crede, nel rispetto dei principi che governano la società civile, senza essere costretto ad una vita fatta di limitazioni incredibili. Un vero inferno per chi sa di cosa sto parlando… Una galera dopo la galera. Si continua a parlare di certezza della pena e mai di certezza della prova, che spesso volentieri latita.”

Già. La galera dovrebbe finire con la galera. E invece, in molti casi, in troppi casi, essa.. continua.. come se si portasse a vita un marchio di fuoco sulla pelle. 

Anche nelle altre riflessioni, come vedrete, Giovanni non le manda a dire..

———————————————————————————————-

In questi ultimi anni la non separazione delle carriere tra gli inquirenti e i giudicanti ha costituito un circolo chiuso, aumentando a dismisura il potere acquisito, fino a collocarlo nell’ambito della non controllabilità e mettendo la difesa in una posizione di netta inferiorità, privando l’inquisito di una difesa garantita dal fantomatico art. 111 della nostra Costituzione che giace ormai nel dimenticatoio (26 emendamenti approvati e mai applicati). Attualmente l’irrituale potere acquisito dal P.M. e l’arbitrarietà dei giudici rasenta la follia permettendo sentenze di condanna anche in assenza  del reato fine. Si condanna su teoremi e si instaurano processi all’intenzione. Le condanne sono da tribunali dell’inquisizione, dovute sempre a questo stravolgimento del diritto di cui parlavo sopra. In nessun Paese d’Europa, una volta terminato di pagare il proprio debito con la giustizia, si continua ad essere controllati, sorvegliati, senza documenti per l’espatrio, spesso anche senza patente, il che impedisce al povero diavolo la possibilità di un lavoro ecc.ecc.

Qualcosa di vergognoso e afflittivo al di là dell’umana ragione. Definirei questo un atteggiamento persecutorio che porta il povero cristo spesso ad un ritorno al reato, perché privato degli strumenti per il reinserimento e per la sua esclusione implicita nel tessuto sociale. Una volta pagata la pena un individuo deve avere il diritto di gestire la sua vita come meglio crede, nel rispetto dei principi che governano la società civile, senza essere costretto ad una vita fatta di limitazioni incredibili. Un vero inferno per chi sa di cosa sto parlando… Una galera dopo la galera. Si continua a parlare di certezza della pena e mai di certezza della prova, che spesso volentieri latita. Oltretutto, dovrebbe essere individualizzante sull’imputato e non sul fatto oggetto di reato. Sulla scena europea, a parte le condanne che riceviamo costantemente da parte del Tribunale dei Diritti di Strasburgo e da quello di Giustizia del Lussemburgo, noto l’abisso che esiste tra il nostro Paese e quasi tutti gli altri, sia dal punto di vista dell’esecuzione delle pene, sia per il codice penitenziario e la stessa maniera di condurre le indagini, intercettazioni in primis. Facciamo schifo… Nel 1200 in Inghilterra la Magna Carta garantiva all’imputato un processo basato sulle leggi scritte e non sul libero convincimento. Qui da noi, dopo ottocento anni, siamo in una condizione peggiore.

La criminalità, quella vera, espressa purtroppo da quella che devasta la povera gente e causa morti e feriti in tutta Italia, proveniente il più delle volte da delinquenti dell’Est, disposti a tutto, non rispettando né la vita né la dignità umana, non viene quasi considerata, in quanto le forze dell’ordine non sono all’altezza di prevenire tali reati. Preciso che non sono prevenuto verso i cittadini dell’Est. Ci sono moltissimi bravi ragazzi di cui sono amico, però non possiamo negare che la maggior parte dei reati di sangue verso donne e cittadini indifesi proviene quasi completamente da loro.

Tornando agli inquirenti, si sono abituati a non lavorare come dovrebbero, affidandosi spesso ad un pentitismo falso, pieno di delazioni di persone inattendibili per la maggior parte della loro collaborazione, ma mai smentite per ovvi motivi di convenienza processuale, permettendo sentenze  di condanna tremende sulle spalle di molti innocenti o di persone con responsabilità minime.

Il capitolo delle indagini, dei riscontri, delle prove concrete è rimasto sotterrato. A questo mi riferivo! La convenienza a rassicurare il popolo con una finta efficienza pubblica fatta di scoop in prima serata al telegiornale ha dato spazio al dilagare della delinquenza vera e del mantenimento dello status quo per il resto. E i politici? Oh, i politici italiani si odiano anche all’interno dei loro stessi partiti, gelosi, biliiosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali (tesorieri in primis), la propria gloriuccia, la propria polarità di periferia e per la periferia. Per ottenere ciò si tradiscono, si accusano, si sputtanano.

L’Italia godereccia, furbetta, volgare, fatta di ipocrisie, di opportunismo, piccole furbizie che generano basso livello di produttività. L’Italia doppogiochista e voltagabbana. La storia insegna ahimé…

Poi abbiamo gli pseudointellettuali che si mostrano in questa inesorabile giostra del jet set politico intellettuale radical chic, con i loro avvilenti dibattiti trasmessi a più non posso dai media. La globalizzazione dell’imbecillità. Siamo messi male… Se poi da qui dentro speriamo in una sensibilizzazione da parte della gente comune (non faccio di tutta l’erba un fascio ovviamente) ai problemi del detenuto e al suo reinserimento sociale, entriamo nell’utopico. L’altro giorno casualmente mi sono sintonizzato su Pomeriggio 5 (condotto dal “PM” Barbara D’Urso) e mentre parlavano di un detenuto che aveva scontato oltre trent’anni di carcere ed era in semilibertà da poco, come prevede la legge, c’è stato un dissenso da parte degli spettatori che invece avrebbero voluto che fosse rimasto a marcire in galera… Questa è la mentalità, purtroppo. Specie se la cultura delle masse viene influenzata da certi modelli della nostra attuale società.

Un delinquente per l’85% degli italiani deve marcire  in prigione senza possibilità di reinserimento e benefici. Sta bene dove sta… diceva uno spettatore. Un grande legislatore una volta disse: meglio dieci colpevoli in libertà che solo un innocente in prigione. Bè, qui di colpevoli in libertà ce ne sono molti, appartenenti alle alte sfere  del potere e in galera vi sono troppi bravi ragazzi. Questa è la realtà del 2012, tutto il resto sono solo chiacchiere e fumo negli occhi verso i più. Dobbiamo riflettere sul fatto che forse qualcosa qui da noi non va… O forse chi muove i fili ha interesse al mantenimento di questo stato di cose? Sembra proprio di sì e allora continuiamo pure con l’emergenza che tanto gli conviene!

Questo è l’andazzo e non prevedo nulla di buono, solo chiacchiere e promesse al vento (i nuovi codici sono dieci anni che giacciono in un cassetto…). Popolo di inventori, viaggiatori, grandi dell’arte e nella musica, che brutta fine abbiamo fatto!

Giovanni Arcuri 

Settembre 2012

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

2 pensieri su “Quale emergenza… di Giovanni Arcuri (seconda parte)

  1. Pina in ha detto:

    Penso proprio che hai ragione , mio caro amico, da noi , di chiacchiere , festini e banchetti , siamo maestri,
    essendo in casa nostra, e che per cambiare , be ci credo poco , si finisce per abituarsi.
    Non mi sorprende più niente , ci vivo dentro, mio malgrado, ma dove andare , dove ti sposti , la musica rimane,
    infatti ieri , mi sono imbattuta in un programma televisivo su condanne per omicidio, e sentivo la madre per la perdita del figlio,,come inveiva senza pietà, dichiarando apertamente , che per lei vanno chiusi a chiave e poi buttate , e il bello che i presenti , gli batteva anche le mani, dimostrazione che non si può cambiare , se l’uomo continua , questa direzione , di negazione alla libertà , liberazione e pulizia di coscienza.
    Quando tempo si deve aspettate se consideriamo che 85%degli uomini vivono inconsapevoli…ma consapevoli di minchiate , chi vuol capire, capisca …
    Un abbraccio , Giovanni Arcuri 😉

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Quanta ragione hai Giovanni, siamo messi male e lontani dalla civiltà, quella civiltà che abbiamo la pretesa di esportare e di insegnare è una barbarie bella e buona.
    Dovremmo imparare tantissime cose e invece rimaniamo statici in un ideologia sbagliata, troppe donne preferiscono scoprire il corpo che aprire gli occhi e troppi uomini preferiscono guardare la donna scoperta piuttosto che scoprire le verità che ci vengono taciute. Cambierà? Dimmi di sì, altrimenti per che cosa sono arrivata a quest’età, per vedere lo scempio che è la nostra società? Speriamo insieme Giovanni e cerchiamo di aprirci il più possibile, troppi preconcetti ci imprigionano. 🙂 Un caro abbraccio anche a te

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: