Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Buttato via.. di Salvatore Pulvirenti

Il 20 settembre Salvatore Pulvirenti ha fatto il suo ingresso tra noi, con una lettera straziante dalla sua “nuova”.. “prigione senza luce” di Badu e Carros (vai al link https://urladalsilenzio.wordpress.com/2012/09/20/una-prigione-senza-luce-salvatore-pulvirenti-dal-carcere-di-nuoro/).

Salvatore Pulvirenti è stato uno di quelli che, dopo lo smantellamento della sezione A.S.1 del carcere di Spoleto, hanno avuto la sorte peggiore. Ovvero lo squallido carcere dormitorio di Badu e Carros a Nuoro.

In quel post scrivevo..

“Che resta di venti anni di “trattamento” a Salvatore Pulvirenti?

Che resta di un diploma conquistato nonostante partiva da zero basi?

Che resta di quel poco di fiducia fatto crescere in un essere umano, di quel poco di autostima accessasi dentro di lui?

Resta Badu e Carros, un carcere dormitorio. Resta… come la descrive Salvatore.. una prigione senza luce (la sua sezione), la finestra che da’ sul muro, gli spazi ristretti, area educativa latitante, e 4 ergastolani in cella. 

4 ergastolani? Spero che Salvatore si sia sbagliato a scrivere..

Già 4 detenuti in cella è una offesa morale.. Ma 4 ergastolani?”

Ricordatevi di Salvatore Pulvirenti..

ricordatevi di quei detenuti che sembrano la retroguardia di un esercito disperso, che non hanno nomi illustri, o potenti avvocati. Che vengono spediti in luoghi spenti facendo un falò di anni di “trattamento”.

Ricordatevi di queste storie nascoste da un muro.. 

Vi lascio alla nuova lettera che Salvatore ci ha inviato.

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Vorrei incominciare questa mia lettera con le parole del famoso scrittore Tommaso Moro, dove egli narrava per la prima volta del significato del termine Utopia che attribuiva ad un’isola che non c’è, sarebbe sconosciuta.

Così funziona il nostro ordinamento penitenziario. Nel senso che esiste solo scritto nella carta, come pure la nostra Costituzione. Scritta, ma non viene mai attuata. Per cui si può dire, naturalmente, che è solo utopia.

Sono ergastolano ostativo. Sarebbe a dire un morto vivente, nel senso che non posso uscire mai dal carcere. Prima io non ci credevo a questo, ma col passare degli anni ho capito che è così. Non c’è niente da fare. Si può solo aspettare la morte per avere una rassegnazione.

Quando vieni buttato in un carcere come Badu e Carros.. uso questo termine.. buttato.. perché noi detenuti siamo usati come pacchi postali. Come stavo dicendo.. quando arrivi in un carcere così.. devi ricominciare tutto da capo e non è facile per chi si trova da 20 anni in carcere, dopo tanti sacrifici per essere reinserito e potere avere qualche beneficio come prevede il nostro Ordinamento Penitenziario e subito ti arriva una “mazzata” in testa.

Ora io mi chiedo: perché lo Stato non vuole che il detenuto si inserisca?

Saluto tutti amici del Blog.

Salvatore Pulvirenti

Badu e Carros   24-09-12

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4 pensieri su “Buttato via.. di Salvatore Pulvirenti

  1. Pina in ha detto:

    Caro amico , il mio caro e per avvicinarmi di più , e la mia presentazione , come donna sensibile , a tutti questi mali che ci affliggono , ma che di soluzione , non se ne trova neanche una …Dici bene perché lo Stato , non vuole inserire il detenuto, nella società…Le parole volano , si moltiplicano , si ripercuotono , il suono e sonoro …ma ai me, non tutti piace, perciò tace, rafforzando il suo potere fa solo più danni ….
    Alla faccia delle costituzione…che è stata scritta , ma in quanto a l’applicazione mi sembra stitica , forse con un buon purgativo , chi sa se cambia , o fa l’inverso , ho i mie dubbi 😉
    Sono contenta per te , che almeno , ti sei reso utile a te stesso , lo studio è un buon esercizio per un inserimento , anche se lo spazio è limitato , comprendi e questo ti permetti di vivere , la conoscenza ti apre gli orizzonti , ti senti vivo nel tuo centro vitale il “cuore ” ciao Salvatore

  2. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    Caro Salvatore, vedrai che il vento prima o poi comincerà a soffiare in tuo favore, non demordere e non affliggerti, non smettere di credere, tu penserai: é facile dirlo quando si è fuori dalle mura, ma credimi anche fuori c’è tanta disperazione, ci sono situazioni così opprimenti e disperate che tu non immagini neppure.
    Ti chiedo di essere forte e di non buttare tutto il percorso che hai fatto fino ad ora. C’è una frase che mi viene in mente che ho letto non so più dove che dice DIO DA’ FORZA E SALUTE AI MIEI NEMICI PERCHÈ POSSANO VEDERE IN PIEDI LA MIA VITTORIA.
    Ti mando un caloroso abbraccio e un augurio dal profondo del cuore credimi.

  4. Laura Rubini in ha detto:

    Non riesco a capire il criterio logico di questi trasferimenti……………..soprattutto perchè ricollocano i detenuti non tenendo conto della distanza con i familiari……………
    Sarebbe questo il modo di recuperare una persona? Tagliando i legami con famiglia e affetti più cari? BOH!!!!!
    Laura R.

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