Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Oltre le sbarre… dalle detenute del carcere di Lecce

Questo testo è stato spedito più di due settimane fa, ma è giunto con un notevole ritardo. Lo pubblico oggi.

Si tratta di una lettera collettiva delle detenute del carcere di Lecce che parlano del progetto “Oltre le sbarre”, svoltosi il 18 agosto, attraverso la partecipazione di un gruppo di musicisti.

Undici detenute in particolare, sono state coinvolte attivamente nel progetto, attraverso il racconto del proprio vissuto, la scrittura di brani, la registrazione di canzoni.

Alla fine della lettera collettiva ci sono quattro brani scritti dalle alcune di queste detenute.

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Oggi, 13-08-12, abbiamo avuto un bellissimo momento ricreativo.

Questo è il 2° anno che un gruppo di musicisti americani, in collaborazione con la sig.ra Luciana Delle Donne, titolare di Officina Creativa – Made in carcere, vengono a trovarci in carcere per realizzare qualcosa di bello e costruttivo.

Ma la cosa più gratificante è che queste persone, nonostante il periodo estivo, ed in particolare la settimana di ferragosto, anziché stare in spiaggia a godersi il mare, vengono a stare qui con noi e insieme realizzare qualcosa di bello.

Abbiamo in questi giorni, attraverso i nostri pensieri ed i nostri vissuti, scritto dei brani, elaborato delle idee, registrato canzoni.

Oggi abbiamo avuto  il nostro spettacolo. E’ stata un’ora  di evasione dalla triste routine quotidiana. Sembrava che fossimo in discoteca. Era veramente bello ascoltare giù nel cortile così tanta buona musica.

A questo spettacolo abbiamo partecipato in 11 compagne, ma tutte le compagne detenute della sezione ci hanno accompagnato con la loro presenza, dandoci sostegno e coraggio

Eravamo: Zampilli Lucia Domenica, Bartolomeo Lucia, Stoica Elena, Lapadat Loredana, Cosimo Agata, Greco Maria Grazia, Granillo Anna, Baldassarre Eleonora, Forte Agnese, Gomorticeano Gilda, Leroy Letizia, Castaneda Angela.

Un gruppo molto motivato  e affiatato, la cui parola, che ci accomuna in maniera particolare, è quella  così speciale che è “figlio” e ai nostri figli abbiamo dedicato i nostri pensieri. 

Grazie da parte nostra al gruppo musicale americano “Sound Res”.

E ora i nostri scritti: 

Un giorno in queste mura

Intanto c’è chi crede, ama come noi, vive, pensa in maniera diversa, allora mi domando come sia possibile tutto questo. Forse le delusioni, le gioie, ti portano ad una realtà di cui sapevo l’esistenza, ma che avevo consapevolmente evitato.  Poi, quando ti ritrovi sola… in un immenso deserto, capisci che devi ricominciare da zero. C’è chi lo chiama “fato”, destino o provvidenza e… in effetti è soltanto un bizzarro gioco della vita. Penso ala vita che avrei voluto e che con tutte le mie forze “avrò”. Penso ai miei figli, alla mia famiglia, che realmente è la cosa più bella che la vita mi ha dato. Gli anni passano, le delusioni sono state tante, ed è per questo che mi chiedo delle domande alle quali so di non potere mai dare delle risposte. Forse le conosco, ma non riesco a riconoscerle, perché i brutti colpi sono difficili alla nostra età da incassare, ma con forza e coraggio supereremo tutto. Purtroppo la vita che dei reclusi è nell’essere  coscienti che tutto è un percorso fatto di attese per ogni insignificante cosa. Il tempo passa, passa con l’idea fissa di un arrivo, come una gara dove tutti gli sforzi ti portano in ogni modo possibile e immaginabile a quel traguardo.. la libertà. Traguardo che arriva! Perciò, quando sei qui rinchiuso, in queste quattro mura, hai tutto il tempo di riflettere, di pensare ai sogni che non hai realizzato e che avresti voluto realizzare, anche inseguendo un difficile percorso, perché al giorno d’oggi si cerca, non di vivere, ma di sopravvivere. Anche perché  la società non crede al reinserimento della maggior parte di persone come me, che vogliono una vita normale… “la libertà”.  

Forte Agnese

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A MIA FIGLIA

Questo è un  pensiero… rivolto ad una persona speciale, “mia figlia”, che oggi è la mia stella! La sera, quando alzo gli occhi al cielo, guardo quelle stelle, ma una in particolare brilla più di tutte e mi perdo nell’immensità del sul splendore. La stella della mia piccola Alessia. Non ci sarà mai una notte così lunga da impedire al sole di sorgere. Cara figlia, attraverso il tuo sguardo la mia anima trema! Sei la mia vita.     Bartolomeo Lucia

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Nella vita mai dire mai. Nella mia disperazione, l’unico motivo perché cerco di combattere e sperare in un domani, e l’amore di mia figlia e di mio padre. Sono loro la mia vita.  

Greco Maria Grazia

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La speranza di un giorno non troppo lontano, il ricongiungerci con le nostre famiglie ci rende forti e rischiara i nostri cuori, i questo luogo, sovrastato dalla sofferenza e dalla penombra. Spero che un giorno torni a risplendere il sole, la luna, le stelle, la pioggia. Che tutto parli di felicità e che i nostri sorrisi risplendano ovunque.    

Cosimo Agata

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3 pensieri su “Oltre le sbarre… dalle detenute del carcere di Lecce

  1. icittadiniprimaditutto in ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Alessandra lucini in ha detto:

    Riuscire a sperare è il più grande dono che l’uomo abbia ricevuto, state dimostrando di essere forti e coerenti. Vi sono vicina col pensiero e vi auguro tutto il bene possibile di vero cuore.

  3. Laura Rubini in ha detto:

    Sono molto belli questi pensieri.

    “Purtroppo la vita che dei reclusi è nell’essere coscienti che tutto è un percorso fatto di attese per ogni insignificante cosa. Il tempo passa, passa con l’idea fissa di un arrivo, come una gara dove tutti gli sforzi ti portano in ogni modo possibile e immaginabile a quel traguardo…la libertà.
    MOLTO BELA QUESTA METAFORA, SPECIALMENTE LA FRASE “UN PERCORSO FATTO DI ATTESE”

    “Non ci sarà mai una notte così lunga da impedire al sole di sorgere”.
    FRASE PIENA DI SPERANZA ❤

    "Che tutto parli di felicità e che i nostri sorrisi risplendano ovunque."
    COMMOVENTE ❤

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