Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Ciao Nicola

Nicola Ranieri è morto.

Troverete tantissimo materiale su di lui qui sul Blog, alcune cose sono da rivedere, alcune informazioni vanno corrette, ma la sostanza resta valida.

Nicola Ranieri prima era detenuto a Spoleto. Poi fu trasferito a Fossombrone. E da lì ad Opera per curarlo da un cosiddetto tumore al polmone. Dico cosiddetto, perchè poi non si è capito nulla. Se non che ad Opera l’hanno trattato come un cane. Come neanche una bestia di un canile lager viene trattata.  E’ la parola di Nicola certo, non è ancora la prova provata.

Ma oggi, dinazi al nostro amico morto, scelgo di credere a lui. Anche perchè ho visto a confronto la sincerità dei Dirigenti carcerari, dei loro funzionari  proni, e dei timidi e pudibondi educatori al seguiito. E ho visto la sincerità dei detenuti. In etrambi i mondi ci sono i falsi e i veri, i buonni e i cattivi, gli onesti e i disonesti, i sinceri e gli sparaballe. Ma la percentuale di quest’utlima tra Direttori di carceri, vice direttori, dirigenti sanitari (su questi stendo un velo pietoso) è nettamente superiore.

Nicola fu scarcerato da Opera perchè, in pratica, il carcere lo riteneva spacciato. Nell’ospedale di Bari, luogo di origine di Nicola, dove è ritornato presso la famiglia, si sono messi le mani nei capelli. Letteralmente allucinati. Si sono fatte diverse ipotesi.. come quella di una bronchite a lungo non curata. Una cosa sembra probabilissima.. non è stato fatto quello che doveva essere fatto.

Nicola raccontava di intere giornate costretto a restare nel “piano malati” del carcere di Opera, così lo chiamo, quel settore in cui (lui diceva) venivano “collocati” tutti gli affetti da gravi patologie. E anche il cucco sa che una persona che sta già malissimo, se sta anche in carcere ed è anche cicondata da patologici, la indebolisci radicalmente dal punto di vista psicosomatico.

Nicola parlava di angherie, umiliazioni e violenze. Parlava di secchi d’acqua che gli venivano lanciati addosso. Di letti perennemente umidi. E di risposte alle sue lamentele e alle sue richieste.. risposte che erano di questo tenore (lo rendo a senso.. non ricordo le parole esatte.. ) “Qui funziona così.. o ti sta bene.. o ti fotti”.

Nicola veniva portato in ospedale quando era ad Opera. Ma con quale frequenza? E in che modo? Pare anche che lo facessero camminare a lungo… quando invece non doveva stancarsi. E’ così? Qualcuno risponderà o si trincereranno nel silenzio ipocrita e attendista, che è lo stile di molte Direzioni di carceri in Italia?

I medici di Bari sembra abbiano detto alla sorella che intervenendo in maniera adeguata a suo tempo, mesi fa (che si trattasse di un tumore insieme a bronchite… o di altro.. adesso è un vero caos andare a districarsi nelle interpretazioni patologiche.. ma ci ritorneremo con un minimo di valutazione equilibrata successivamente), sarebbe stato, con tutta probabilità salvato.

Gli ultimi mesi di Nicola, a Bari, non sono stati facili.

Ha cercato di lottare. Ha fatto del suo meglio. A  un certo punto ha cominciato a perdere lucidità.

Per lo meno sono stati giorni passati insieme ai familiari.

Ora Nicola è morto.

E noi non sappiamo ancora la verità.

Non ci sono certezze e prove assolute.. ora.

Non sappiamo se il carcere di Opera… ha contribuito ad ucciderlo.

Ma se fosse stato così, sconteranno le loro responsabilità.

Oggi non ci saranno altri post sul Blog.

Dedichiamo questo giorno a Nicola.

Una vita passata nella miseria, una vida non dura violenta. Come un figlio di un Dio minore.

Adesso sei libero finalmente…

Ciao Nicola

 

 

 

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16 pensieri su “Ciao Nicola

  1. la vita quanto dura?la tua troppo poco,Soffre chi resta,ma l’unica consolazione è che tu adesso sei libero…ma quale prezzo?..Esiste un giustizia ?NO…LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI?NEANCHE UN Pò.cIAO NICOLA…………AIUTACI DA LASSù PERCHè SICURAMENTE IL TUO POSTO è IL PARADISO…………………..

  2. chi dice adesso stai bene chi dice dobbiamo sorridere io so solo che non vorrei sentire niente di tutto questo solo un commosso e tristissimo ciao e grazie per le cose che mi hai insegnato e sono tante percio’ mi manchi e piangoooooooìììììì

  3. Grazia in ha detto:

    Io purtoppo non ho fatto in tempo a conoscere Nicola…quando sono arrivata era già ammalato…ora mi leggerò ogni scritto. Mi addolora immensamente quanto raccontato sopra…gli hanno portato via la vita…
    non ho parole…ma sono anche molto preoccupata…per quelli che si trovano lì.
    Ancora questo terribile e infinito senso d’impotenza.
    Spero ci sia il modo di far luce sui fatti e sui responsabili e spero si faccia strada la giustizia…
    se esiste in questo paese…
    Per lui… e per proteggere quelli che si trovano in quel posto maledetto e che sono nelle mani di persone così…

  4. Alessandra lucini in ha detto:

    non riesco a dire niente…..niente

  5. carlo cappai in ha detto:

    Come dubitare che il carcere abbia contribuito ad ucciderlo? Basta poco per capirlo. Ma non ci saranno mai le prove,come sempre; perciò i colpevoli non pagheranno mai,come sempre…Forse solo ora Nicola è veramente libero e finalmente felice…Quanta ingiustizia e quanta sofferenza in questo mondo!…..Eppure verrà il tempo in cui i colpevoli pagheranno,e molto più di quanto possano immaginare…. C’è una Giustizia, alla fine….E a quel Giudice nessuno può sfuggire!….Sii felice ,Nicola !

  6. Carla Francesconi in ha detto:

    La giustizia che non riusciamo a trovare quaggiù, c’è data in cielo…
    Ripeto e penso sempre che l’uomo è capace di cose tanto belle quanto spregevoli… E’ per questo che ci serve un faro, una guida senza la quale si perde la rotta.
    Prego per Nicola ma soprattutto per i suoi familiari…

  7. preferisco rimanere , in silenzio , questo e il mio regalo per Nicola ,
    me lo tengo dentro il mio cuore ,* commosso*

  8. Laura Rubini in ha detto:

    Caro Nicola,
    anche io ti saluto e saluto tutta la tua famiglia…vi sono vicina in questo momento di dolore…
    Non aggiungo altro…
    Laura R.

  9. Io ringrazierei Alfredo che dà voce a persone che non hanno voce,emarginate. Non ti conosco di persona ma seguo da molto il tuo gruppo su Facebook e ti stimo molto (mi sembra che siamo anche amici su fb). Mi dispiace per Nicola. Bisogna denunciare con forza le condizioni medioevali dei detenuti italiani. Ciao .

  10. ranieri giulia in ha detto:

    sn la figlia di nicola purtroppo mio padre nn è riuscito a sconfiggere il male…la giustizia nn la curato ma la sl peggiorato e nel momento che nn dsi poteva fare niente lo ha fatto uscire quindi lo stato si deve vergognare di questo..dico che chi ha un parente denuto con un male di farlo uscire per curarlo bene e nn farlo peggiorare in carcere….papà griderò al mondo la tua sconfitta…pensando al futuro migliore per altri malati cm te che devono essere salvati…un salutoo

  11. Giacoma Ranieri in ha detto:

    Mio fratello è stato una vita in carcere e se ha avuto un sostegno morale è grazie a noi: le sorelle,i fratelli e mia madre.. che gli siamo stati vicino nel male e nel bene. Nonostante abbia avuto una vita difficile non potrà rimpiangere di non aver avuto affetto del nucleo famigliare composto dai fratelli e dalle sorelle. L’abbiamo raggiunto in ogni destinazione si trovasse, a Spoleto, Fossombrone, Milano.. notti in strada, al buio, al freddo, a morire di fame.. solo per vederlo, non per interessi di vario tipo. L’amore, l’affetto che ci siamo ricambiati fino all’ultimo giorno della sua vita.. Chi gli ha voluto del male o ha pensato di sfruttare la sua bontà, pagherà in seguito.. Chi vivrà, vedrà..
    Ringrazio Alfredo e tutto il gruppo de “le urla dal silenzio” e spero di rimanere in contatto con loro..
    Rimango dell’idea che mio fratello non è morto, ma sta in carcere.. aiutatelo sempre e stategli sempre vicino!

  12. angelanima in ha detto:

    Oggi, mercoledì 14 ore 10
    i lavoranti spesini del carcere di Spoleto hanno saputo la sconsolante notizia della morte dell’amico e compagno Nicola Ranieri.
    Ci mancheranno molto i tuoi balletti ironici.
    La lotta contro quel cancro scoperto nella fase terminale l’hai persa, chiunque l’avrebbe persa. Forse se fosse stato scoperto prima… forse.
    Gli spesini unitamente a tutti gli altri uomini ombra porgono sentite condoglianze alla famiglia di Nicola
    Gino e Ivano

  13. Giacoma Ranieri in ha detto:

    Grazie per le condoglianze.. Già, se fosse stato scoperto prima forse qualcosa sarebbe stata aggiustata, ma l’inefficienza del carcere ha portato alla morte.
    Grazie per il vostro sostegno.

  14. Pingback: Anima Ribelle… ricordando Nicola Ranieri « Le Urla dal Silenzio

  15. Pingback: Ricordando Nicola Ranieri… Le sfide della vita | Le Urla dal Silenzio

  16. Giuseppe Rotundo in ha detto:

    Ciao Nicola…..Adesso nn ci saranno più le domandine da Presentare
    alla SV Illma.
    Per “fortuna,” forse, nel mondo in cui ti trovi nn necessitano autorizzazioni per
    poter comunicare a tutti la nostra indegnità di uomini
    è sufficente il pensiero che possa raggiungere chi ha deciso
    di strapparti a questa vita,nonostante ti avessero già ucciso rinchiudendo il corpo
    in una gabbia……..vola libero adesso. E se puoi…….Perdonaci!

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