Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Gino Rannesi, diario di un giorno in Tribunale. Poesia del Duca per Nazareno. Risposte a i vostri commenti

E’ drammatica la pagina di oggi di Gino Rannesi. E’  il racconto della sua notte prima di un’ udienza e il diario dei momenti in Tribunale per chiedere per l’ennesima volta un permesso di necessità, qualche ora dopo decenni di carcere…  Non so se è perchè conosco personalmente Gino e so quanto ci teneva a questo permesso, ma a volte quando devo spiegare l’ergastolo ostativo, la “pena di morte viva” ,  penso che dovrei  far leggere questi racconti. Vorrei che giudici, legislatori e forcaioli di turno potessero mettersi, per una volta sola nella vita, dall’altra parte della barricata. E sentire, una volta solo nella vita, tutto il dolore che esce…. Sono passati tanti giorni  da quel udienza, troppi per poter sperare ancora in un esito positivo.  Pensateci quando leggerete qui sotto: “Devo farcela, ho bisogno di questo permesso.   Oppure(…) ma mi rendevo conto del fatto che le cose che dicevo non facevano breccia alcuna.   E anche quando leggerete:    Presidente, ho bisogno di questo permesso, ora, mi serve ora.

In mezzo, prima che Gino, qualche giorno dopo aver scritto il diario dell’udienza del 23 giugno, risponda ad alcuni di voi che hanno lasciato commenti su alcuni scritti suoi precedenti, c’è anche una poesia de “Il Duca” dedicata  a Nazareno, l’ergastolano di Spoleto morto qualche settimana fa.

Ecco Gino:

 

 

Oggi,  23 giugno 2011.

La notte scorsa ho dormito poco e male.

Come di solito sono andato a letto intorno alle ore 22, ma non riuscendo a prendere sonno sono stato costretto ad alzarmi più volte. Camomilla e avanti e indietro per cella. Quattro passi in avanti, giravolta e ancora quattro passi in avanti, e rigiravolta e ancora quattro passi ….Solo intorno a mezzanotte stanco e avvilito sono riuscito a dormire per qualche ora. Anche la notte scorsa come di consueto ho sognato.

< A bordo di una macchina,  con alla guida la buonanima di mio padre, percorrevamo una strada dissestata. Ad ogni curva, ad ogni avvallamento temevo che la macchina potesse cappottare. Invece no. Alla fine di quel percorso sono sceso dalla macchina, ho controllato le ruote della stessa per constatare se durante il tragitto qualcuna di queste fosse rimasta danneggiata. Dopo una attenta verifica ho notato che una delle ruote  anteriori aveva il cerchione ammaccato.> Stamattina al risveglio ho cercato di “analizzare” il sogno fatto durante la notte. La conclusione a cui sono giunto è la seguente: un viaggio a bordo di una macchina con alla guida mio padre. Il tragitto percorso e  superato indenne nonostante lo stesso nascondesse numerose insidie, come buche, avvallamenti e pericolosissime curve, lascerebbe intendere alla riuscita di un progetto in corso. Tuttavia però, quell’ammaccatura al cerchione pare voglia mettermi in guardia su qualcosa che potrebbe vanificare il tutto. Immagino che chi sta leggendo quanto sin qui scritto, legittimamente si stia chiedendo: ma stu sciminitu di che cazzo sta parlando.

Bene, stu scimunito crede fermamente nei sogni cosidetti premonitori, su questo argomento se volete ne possiamo parlare la prossima volta. Sono un “esperto in materia.” Andiamo al sodo. Stamattina sono stato al Tribunale di Sorveglianza di Perugia. Oggetto della discussione è stata l’ennesima istanza inoltrata dal sottoscritto tendente ad ottenere la concessione di un permesso di necessità della durata di qualche giorno. Chi si trova nelle mie condizioni non può chiedere permessi premio, ma solo di necessità. Questi possono essere concessi anche agli ergastolani ostativi. Tuttavia, però, questo avviene rarissimamente. Art.30.Op. al comma uno.

Ad esempio nei casi di imminente pericolo di vita di un congiunto. O ancora al comma due:

La nozione di evento familiare di particolare gravità, in linea con quanto già affermato nelle precedenti ordinanze cui si è fatto richiamo, debba ritenersi estesa a situazioni non necessariamente caratterizzate in senso drammatico, in quanto conseguenti a privazioni di affetti determinate da eventi luttuosi, e possa, di conseguenza, avere riguardo ad ogni possibile situazione della vita familiare di un individuo che sia idonea, anche da un punto di vista soggettivo, ad incidere fortemente sulle condizioni di vita individuale e di relazione della persona detenuta, anche in rapporto alle pregresse dinamiche socio-ambientali di riferimento.

La mia istanza è stata improntata al comma due. Dunque avrete capito  il motivo per il quale stanotte ho dormito poco e male. Bene, si parte.

Ore 10 del mattino, a bordo di un furgone unitamente ad una nutrita scorta di agenti, ci siamo avviati alla volta del Tribunale. Durante tutto il tragitto ho pensato e ripensato a quello che avrei dovuto dire innanzi alla corte. Premesso che tale richiesta in passato è già stata avanzata diverse volte, e che la risposta è stata sempre la stessa: Pur dando atto di una situazione che … …. … Tuttavia la richiesta va rigettata in quanto non vi sono i presupposti per la concessione di un permesso ai sensi dell’art. 30 o.p.

Stavolta però tra i motivi a sostegno del tanto agognato permesso, ce n’è uno nuovo, credo che se questo avrà la giusta considerazione……… allora è fatta. Ma quel cerchione ammaccato mi rende nervoso. C’è qualcosa che potrebbe vanificare tutti i miei sforzi posti a fondamento della richiesta. Arrivati al Tribunale sono stato condotto in una piccola celletta sita proprio davanti all’aula, la stessa che da lì a poco avrebbe visto il mio ingresso con il coltello tra i denti. Ecco che una voce di donna dall’interno dell’aula rivolgendosi al capo scorta: Potete introdurre il detenuto Rannesi.

Gli agenti hanno aperto la celletta: E’ il suo turno. Questi mi hanno condotto all’interno di quella che è una grande sala. Eccomi di fronte a chi in terra ha il potere di  vita e di morte sulle persone.

Nell’occasione chi presiedeva l’udienza era il primo Presidente del Tribunale di Perugia. Questo mi conosce bene. L’ho salutato con un sentito “Buongiorno”!!! Questo  ha risposto con un sorriso. Un sorriso che ai più sarebbe apparso di buon auspicio. <Quando un uomo sta per prendere una decisione importante, non sorride> Il giudice relatore in due minuti ha illustrato quella che era la mia richiesta con le relative motivazioni a sostegno. Dopodiché la parola é passata al procuratore generale: Bisogna riconoscere come il Signor Rannesi sia una persona realista, infatti, sa bene che la sua richiesta per i motivi esposti non può essere accolta, e tuttavia ritiene sia suo dovere quello di provarci. Parere sfavorevole.

Sono rimasto attonito. Forse il procuratore non aveva ben capito quello che aveva appena detto il giudice relatore? Probabile, infatti quest’ultimo nell’illustrare i motivi a sostegno della richiesta, era stato molto, troppo, sintetico …….. in effetti nei motivi da me scritti vi è  un passaggio che recita:

< Preso atto che allo stato non posso usufruire  dei permessi premio …>

Quelle che erano le  mie certezze vacillarono …. visto l’andazzo mi sono reso conto che i giochi erano ormai fatti. Il Presidente: Rannesi ha qualcosa da dire?

E certo che sì. Con riferimento a quanto affermato dal procuratore, vero è che sono realista, nel senso che so di non poter usufruire dei permessi premio, lo so, perciò ho chiesto e chiedo un permesso di necessità.

Ho esposto le mie ragioni quasi con veemenza, ma mi rendevo conto del fatto che le cose che dicevo non facevano breccia alcuna. Era ora di tirare fuori quello che io consideravo essere il mio asso nella manica. Nell’esporre i fatti accadde l’imprevedibile, vista la delicatezza dell’argomento trattato, d’un tratto sentii un nodo in gola. Mi sono bloccato. Un sussulto mi ha scosso, realizzai che non c’era tempo per l’emozione, dovevo continuare, ed inoltre dovevo chiudere tutto in fretta il discorso iniziato. Con il cuore in gola ripresi a parlare, nel farlo continuai a ripetere a me stesso: Devo farcela, ho bisogno di questo permesso. Con immenso piacere notai che finalmente ero riuscito ad attirare l’attenzione del Presidente: Presidente, ho bisogno di questo permesso, ora, mi serve ora. Continuai a parlare, a quel punto il Presidente ordinò al cancelliere che alcune cose da me affermate fossero messe a verbale. Per un attimo pensai che forse le cose si stessero mettendo bene. Solo per un attimo però. Ancora una volta ripresi a parlare, e ancora una volta ebbi  qualche esitazione. Mi sono bloccato nuovamente. Ho portato la mano destra sulla bocca. Era evidente come fossi in sofferenza. Avevo paura di non essere credibile. Intervenne l’avvocato, questo con due colpetti sulla spalla mi invitò ad andare avanti. Come da accordo, il mio seppur bravissimo avvocato non avrebbe preso la parola. La questione non’era tecnica, ma basata solo ed esclusivamente sui lati umani della vicenda rappresentata …. … Buongiorno signor presidente, e buon lavoro. Allo stato non conosco l’esito dell’udienza. Si sono riservati. Di solito quando l’esito è positivo, la risposta arriva entro 4-5 giorni. Nell’uscire dall’aula volutamente mi sono girato per guardare indietro. Ho visto degli uomini che in terra hanno  il potere di vita e di morte su altri uomini. Quel cerchione ammaccato non mi lascia sereno. Durante il viaggio di ritorno, per un attimo ho pensato a Nazareno. Poi però ho cominciato a pensare ai prossimi motivi che metterò a sostegno di una nuova richiesta di permesso. Ciao a tutti. Gino.

  

Anche il Duca ha voluto dedicare un suo scritto a Nazareno.

Notte spessa, dedicata a Nazareno.

 

Notte spessa.

Sospeso in un remoto incantesimo lo spirito mio.

Levo gli occhi al firmamento:

come magiche lettere,

tremule stelle raccontano l’eterno poema di un sapiente scritto.

Cullate da uno spicchio di luna, cinque di esse,

più luccicante di altre,

esprimono un’unica, semplice, straordinaria parola: AMORE !!

Dieci, cento, mille volte la leggo:

l’anima di Nazareno accarezzata da un immortale infinito.

 

IL DUCA.

  

Risposte agli amici del blog urla dal silenzio. 29 giugno 2011

 

SALVATORE- Caspiterina! Ciao Salvatore, poco fa ho ricevuto parecchi scritti e commenti da parte degli amici del sito. Tra questi, anche due tuoi.

Mi associo al tuo appello. Sarò di parte, ma non fazioso, perciò mi associo.

Qui nessuno intende fare vittimismo. I processi li abbiamo subiti, e siamo stati condannati.

Rimodulerei il tuo appello semplificandolo ulteriormente.

Ecco il nostro punto di vista. Prima di andare avanti occorre precisare che, quando uso il plurale, questo va identificato solo negli ergastolani ostativi in lotta per la vita.

Dunque, il nostro punto di vista: Chi sbaglia deve pagare. Nessuno può sentirsi al di sopra della legge. Chi viene condannato con sentenza definitiva, a torto o a ragione, dovrebbe poter scontare la propria condanna in modo dignitoso. Dunque, sì alla tanta decantata certezza della pena. Siamo d’accordo,  anche noi la vogliamo. Una data certa al posto di quella scritta “Fine pena mai”.

Mai, mai, ma che significato ha? Un mai che nei casi di ergastolani ostativi è un mai reale. Anni or sono ho fatto una domanda al mio avvocato di fiducia, ossia: secondo lei, quei giudici che negli anni scorsi hanno elargito ergastoli come fossero caramelle anche a dei ragazzi arrestati poco più che diciottenni, sapevano quello che stavano facendo?

Ossia, erano consapevoli del fatto che quei ragazzi, uomini e anziani sarebbero morti in galera?

Ad oggi non ho ancora avuto risposta alcuna.

Ecco la risposta a una tua domanda. Buoni o cattivi, non vi è alcuna differenza.

Tra le altre cose  scrivi: Dovè l’umanità che deve essere riconosciuta a coloro che hanno dimostrato di essere redenti?

Bene, mi fermo qui. Credo che a molte cose di quello che hai scritto, ti abbia risposto in modo esaustivo il signor Catania: La conoscenza rende l’uomo potente. La non conoscenza lo rende libero a metà.

 Ciao Salvatore, un grande abbraccio da chi ti considera un fraterno e sincero amico  di chi “voce non ha”.

Da quello che hai scritto, capisco che ti piaccio ancora. Comunque sono contento di sapere che per voi sono sempre beddu, forse un po’ rincoglionito, ma sempre beddu, e soprattutto all’occorrenza anche spacchiusu. Baci Gino. Un abbraccio affettuosissimo a tutti i tuoi cari.

 

 MARIO- Ciao buon Mario, il tuo scritto anche se molto breve è toccante. Toccante per l’ingenuità con cui dici: Mi sembra giusto che dopo 20 lunghissimi anni tu possa usufruire almeno di un giorno al mese di libertà per poter riabbracciare la tua famiglia.

Mario, negli ultimi 20 anni mi sarei accontentato anche di un solo giorno all’anno.

Vedo che sei rimasto colpito dalla foto che mi ritrae con il vestito. Una volta sono stato in un casinò, ma non per giocare. Da libero ero uno con la testa sulle spalle. Niente casinò, niente alcool, niente droga, niente donn … scusa, stavo per dire una cazzata. Le donne, quelle sì. Dunque, di mestiere fai il parrucchiere. Bene, ma perché cosa hanno i miei capelli che non va?

Giustamente dici che non vedi alcun sorriso, beh, la colpa è del “fotografo”, neanche il tempo di mettermi in posizione che subito ha fatto lo scatto. D’altronde, era la vigilia della S. Pasqua, inoltre questo non è un fotografo di professione, chissà dove cazzo aveva la testa!!! (lui.)

Ciao ti abbraccio affettuosamente. Gino.

 

FRANCY- Ciao Francy, ho qui davanti a me quello che hai scritto il 15.2011 alle 7:01, e poi ancora alle ore 7:27. Inizio ad “analizzare” quanto hai scritto, e nel farlo voglio iniziare da quello che hai scritto in fondo: Sei molto elegante nella foto! Un professorino!   

Grazie, visto che mi leggi ormai da un po’ di tempo, avrai capito come io non sia affatto vanitoso.

Tuttavia devo dirti che, di presenza sono meglio … … scherzo, scherzo pero è vero!!!

Sì, in uno scritto precedente ho accennato ad un permesso che se Dio vuole potrei avere. Potrei…No, io non mi laureo. I motivi a sostegno della richiesta per quanto mi riguarda sono molto più importanti della laurea.  Al momento sono al 3° anno dell’istituto d’arte.

Comunque, ho discusso il 23 scorso, ad oggi non ho ancora alcuna risposta. Io ci spero, ci spero, ma non sono sicuro. Forse riuscirò tra qualche mese. La risposta dovrei averla se non domani, sicuramente dopodomani, e comunque entro la fine del mese. L’attesa è snervante.

Oooh! Ma mi vuoi un po’ di bene? Oppure vuoi farmi fuori?

Ma come, chiudi con un, BACI Gino! E poi riapri con una salsa verde?

Gli ingredienti che la compongono sono a dir poco discutibili, ma che è sta cosa? Ma dico io,  santa Donna, ma tu baceresti un uomo dopo che questo abbia mangiato tutta questa roba? Aglio, acciughe, uovo sodo. Lo so che il pepe è dannoso, preferisco usare il peperoncino, possibilmente fresco. Setesetesetesetesetesetesete. Ben ti sta. Un affettuosissimo abbraccio. baci Francy.

 

ANTONIA TRIPODI­- Antonia, colei che più di ogni altri mi ha fatto molto riflettere su alcune tematiche importantissime. Antonia cara, spero di non deluderti se ti dico che no, io non mi laureo, almeno per il momento. Però a scuola ci vado, sono al 3° anno dell’Istituto d’arte. Il permesso l’ho chiesto per altri motivi. Se Dio vorrà lo saprai quasi in tempo reale.

Antonia, la foto che hai visto ritrae me e Ivano. Quella cosa fitusa del duca la conoscerai  più avanti. Quindi quell’altro sarebbe più bello di me. Non credo che tu lo pensi davvero, lo dimostra il fatto che dopo questa affermazione hai scritto: ah ah ah !!!  Ragion per cui, inutile  nasconderlo, ti sono piaciuto più io. Sai giocare a dama, quindi avrai senz’altro capito il significato di questa affermazione che un tempo si faceva in certi contesti. Sono andato a dama diverse volte. Ma poi ho perso la partita della vita. La mia affermazione naturalmente è diversa dalla tua. Ossia, quando riesci in qualcosa di importante esclami con un bel min … ce lo fatta!?!

Ciao Antonia, a presto. Un abbraccio. Gino.

 S’è fatto tardi, domani consegnerò questo mio scritto, dopodiché  continuerò a rispondere a tutti coloro che hanno scritto, che sono tanti.

Voglio chiudere raccontandovi una cosa che mi è accaduta proprio stamattina.

Da qualche settimana è arrivato un ragazzo che viveva in un quartiere limitante al mio. Stamattina, come ogni mattina nel dividere la spesa, tra le altre mi sono accostato anche nella cella di questa persona. Questo mi chiama a se e dice: Gino, io sono stato arrestato da poco, come sai vivo vicino al tuo quartiere. Ho tanto sentito parlare di te. A distanza di 20 anni nel tuo quartiere sono in tanti quelli che non si sono dimenticati di te. Ti amano. Mai nessuno ha parlato male. Adesso avendoti conosciuto di presenza ho capito, ho capito perché tutti parlano bene di te. Ho capito perché a distanza di 20 anni sei ancora nel cuore di tanti ….. Quello che ha detto questa persona ha provocato in me una fortissima emozione. Le persone a cui l’amico faceva riferimento, sono tutte persone che nulla hanno mai avuto a che fare con la malavita ………..  Vi saluto.

Ciao Nadia, buona notte. A domani.                           

 

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14 pensieri su “Gino Rannesi, diario di un giorno in Tribunale. Poesia del Duca per Nazareno. Risposte a i vostri commenti

  1. Roberta in ha detto:

    non c’è più umanità e giustizia…………..ma perchè Dio permette queste cose………..intanto i criminali legalizzati stanno a montecitorio o dietri un bancone dove c’è scritto la legge è uguale per tutti…ma non è vero..la legge è uguale solo per i venduti,per i traditori………

  2. Ciao caro Gino……mi spiace moltissimo…..davvero…….spero di poterti tenere compagnia intanto….quella mi viene bene……lascio qui un recapito dove chi vuole può scrivermi:Associazione Punto d’incontro
    via A.Turco 83 88100 CATANZARO

  3. Alessandra lucini in ha detto:

    Ciao Gino,
    sogni premonitori? Qualcuno l’ho fatto anch’io….
    E’ vero, ci sono uomini in terra che decidono della vita e della morte, sono infelici secondo me, triste a chi tocca, d’accordo, ma sono dell’idea che i veri prigionieri sono loro, e sono certa che i loro sogni sono popolati da fantasmi che non danno pace.
    un abbraccio come sempre….ciao

  4. salvatore in ha detto:

    Carissimo Gino, che ti devo dire, mi dispiace tantissimo, speravo che la preghiera di papà o il mio ultimo appello potesse servire quantomeno a sensibilizzare i tuoi giudici, se non a convincerli almeno a renderli più umani .

    Un giorno di vita negato con un semplice NO, una condanna ad una vita morta.

    Che coraggio che hanno sti giudici.

    Voglio una risposta ai miei appelli, voglio una risposta da chi ha il potere, voglio capire il perchè, voglio capire se sanno quello che fanno, se sono giudici o solo sudditi dello Stato.

    Sei uscito per fare una causa ed essere nuovamente umiliato e non sono capaci di farti uscire per prendere un caffè con un amico .

    Un giorno . . . . mica un milione di euro . . .

    La Corte di Strasburgo per i diritti umani . . il parlamento . . la questione è politica e noi dal basso facciamo ben poco .

    Ci vorrebbe un politico che portasse avanti una riforma del carcere ostativo . . . uno che la prenda a cuore . . un Pannella dei bei tempi . . . o che so io, qualsiasi colore o posizione politica va bene, qui si tratta di diritti umani .

    Fate un referendum, sottoscritto da tutti i carcerati di Italia . . .

    Caro Gino mio tu sai che più buio di mezzanotte non fa .

    Siamo sempre con te.

    Finisco col salutare Elena Catania dicendole che sono onorato di essere suo zio e spero tanto di conoscerla presto .

    Un saluto al signor Catania al quale mando un ringraziamento particolare per aver risposto al mio appello .

    Una pacca a Enzo e Giuseppe.

    Un saluto affettuoso ai miei compari Mario e Salvuccio .

    Speranza, Sabina, Franci, Rita, Roberta e tutti gli altri … un saluto anche a voi .

    Saluto tantissimo Carmelo Musumeci, Ivano e pure il nuovo coinquilino appena arrivato che viveva vicino al nostro quartiere, ha detto belle cose di te e delle persone comuni che ti vogliono bene.

    Gino, ma sti cacciofi arrostiti na a cabbonella ma quanno minchia cii mangiamo ??

  5. monica f. in ha detto:

    Ciao Gino, anche a me è capitato di sognare fatti che poi sono acaduti, anche a distanza di anni, la sensazione era di un deja vù, ma con la consapevolezza di averlo sognato. Sembra incredibile, ma è così… Non solo per sogni da interpretare, ma proprio come avvenimenti capitati tali e quali, persone mai viste e poi incontrate tempo dopo…chissà… Tu come te lo spieghi? Mi spiace per il permesso, è terribile, non c’è umanità, non c’è giustizia neanche nella giustizia, ti sono vicina e ti abraccio.
    MOnica

  6. Sabina in ha detto:

    Ciao Gino, che rabbia leggere del tuo racconto in tribunale… Mi dispiace tanto, trovo che sia una grande ingiustizia che non ti abbiano dato questo permesso.
    Voglio concentrarmi sulla tua ultima frase: “ho cominciato a pensare ai prossimi motivi che metterò a sostegno di una nuova richiesta di permesso”. Mi piace leggerti così, sempre combattivo, che non ti arrendi e non ti butti giù.
    Ti abbraccio forte
    Sabina

    X Salvatore: Grazie dei saluti, ricambio. Ciao!

  7. giuseppe in ha detto:

    caro gino mi dispiace che non ti accettato permesso per mangiarti i carciofi con bare turiddu però abbi fede e tranqulillità che qualcuno di buon cuore ti aiuterà.io aspetto alla mia paninoteca per mangiarci i carciofi e un bel panino a saluti do (ziu pippino)era una battuta per rompere il ghiaccio. tanti saluti e speriamo che questi giudici abbiano un cuore buono per aiutarti a tornare dalla tua famigli. un saluto e un grande abbraccio da giuseppe di martino

  8. MARIO in ha detto:

    Caro Gino,questo è un messaggio di buona speranza da parte di Mario,molto ottimista della vita. Qualche anno fa il computer e internet non esisteva,ma oggi esistono,e abbiamo avuto modo di contattarci.Con questo non è detto che anche le leggi carcerarie non devono cambiare,di certo cambieranno e avrai modo di usufruire di quel giorno tanto desiderato per riabbracciare i tuoi cari,sono sicuro che avverrà! I tuoi capelli non hanno nulla in particolare stai bene cosi,era soltanto un modo per conoscerti e farti assaporare le specialità lucane. altro che carciofi arrostiti! ahahahahah 🙂 ah dimenticavo,ho letto il libro di carmelo musumeci. se tutto ciò che è scritto realmete succedono,con questo libro è una realta che è uscita fuori dal carcere è facile che viene letto da persone che lottano per i diritti umani che prendono visione dei fatti sconosciuti che possono interessarsi a cambiare la legge che c’è sull’ergastolo ostativo. Ti saluto con un abbraccio,Mario.

  9. Enzo in ha detto:

    Ciao Gino,finalmente ho aggiustato il PC e la prima cosa che ho fatto è stata quella di entrare nel blog .
    Ho letto dell’udienza, non voglio commentare ,non voglio dire nulla solo amarezza.
    Un fortissimo e affettuosissimo abbraccio a te e all’amico Salvatore.

  10. Salve sig. Rannesi , ho letto con attenzione quello che lei ha scritto in data 05/07/11 e le emozioni che mi trasmette le associo ad un colore grigio, un grigio cupido .

    Io posso solo immaginare a quale colore lei possa aver associato al suo stato d’animo , ai giorni successivi del rigetto della sua ennesima richiesta di permesso ma so di certo che , quel colore lo ha già depositato alle spalle e si è messo a cercare il colore dell’orizzonte che si tinge di speranza.

    Io non mi sento di criticare nessun giudice perché non ho i titoli per farlo , ma questa legge che regola l’ergastolo ostantivo è veramente discutibile .

    Una legge che ridicolizza la dignità di una persona non è degna di uno stato civile .

    Il primo Presidente del Tribunale di Perugia che a quel suo forte “Buongiorno “ a risposto con un sorriso , forse perché non doveva prendere nessuna decisione riguardante la sua richiesta , rassegnato o limitato semplicemente ad applicare la legge ,ignorando l’umanità di ogni singolo caso e persona” L’ Italia è sempre stata un esempio di sana Democrazia”.

    Il pensiero che questo governo si preoccupa tanto delle questioni legislative riforme e quant’altro , tematiche che servono solo a parare il “lato B “di qualche colletto bianco e compari, mi turba.

    Un governo che dovrebbe garantire giustizia e che molte volte con delle leggi ridicole e trapassate spadroneggia l‘ingiustizia .

    Un governo che s’incazza , invece di auto criticarsi, perché il Brasile non gli consegna il Battisti alla giustizia Italiana divulgando, mezzo stampa, le mezze verità sull’opinione pubblica .

    Un governo che non edifica per il futuro del suo popolo e non garantisce i diritti, neanche quelli umani , è un governo che non merita di governare il suo popolo…

    Non voglio farla lunga sig. Rannesi, non voglio scriverle parole di circostanze che richiamano all’incoraggiamento , penso che lei nonne abbia bisogno se guarda l’orizzonte, ma voglio farle una semplice domanda.
    Da quando tempo lei usa internet? Non importa , ma sono sicuro che fino a qualche anno fa per lei era una chimera irraggiungibile comunicare con il mondo esterno , con il mondo dei “BUONI”, anche se parzialmente oggi questo è reale.

    Il permesso che lei desidera , oggi le puo’ sembrare una chimera ma il sig. Carmelo Musumeci deve essere di esmpio deve suscitarvi forza e speranza.
    Sig. Rannesi non so perché ma scommetterei sul fatto che lei quel giorno lo otterrà , con tutti i suoi sforzi , sacrifici e spirito di buona volontà .

    Buona volontà , si ricorda ? Io credo nella buona volontà dell’ uomo.

    L’orizzonte si tinge di diversi colori , lei lo tingerà di Libertà.
    Per lei stesso, per i suoi affetti piu’ cari e per tutti quei carcerati che disperati hanno fatto una dolorosa scelta , perché queste morti non rimangano nell’oblio eterno.

    Lei conquisterà il permesso!!!

    A rileggerla presto

    Catania.

  11. beppefirenze in ha detto:

    Ciao Gino,posso darti subito del tu! sono nuovo in questo sito,l’ ho conosciuto grazie a Salvatore,che non mi fa altro che parlare di te e della tua situazione che stai passando,condivido ciò che dici è ciò che dicono i tuoi amici.
    E da circa tre mesi che conosco la tua situazione,ed solo oggi ho deciso di scriverti,e farti sapere che puoi contare su di me.
    Ti saluto,ed aspetto la tua prossima uscita con impazienza.

  12. speranza in ha detto:

    ciao gino scusa se ti scrivo in ridardo , ma ho cambiato residenza. mi dispice tantissimo per la delusione che ai avuto giorno 23 06 da te tanto desiderato . sono amarreggiata e triste, putroppo la vita , e dura ma devi continuare ha credere e vedrai un giorno le cose cambiano . un abbraccio speranza saluti ha salvatore.

  13. francy in ha detto:

    Carissimo Gino,ti do ragione sulla salsa verde;non mi piace più e mentre ti scrivevo pensavo di averla fatta per l’ultima volta seguendo quella ricetta…
    Sui sogni in cui alla guida c’è qualcun altro,pare che significhi che la persona che sogna si affida a chi è al volante.In questo caso ,può essere che l’aiuto di un’anima che è già vicina a Dio,sia più forte di quello di persone che contano sulla giustizia(minuscola).
    Se non hai avuto successo stavolta,forse lo avrai la prossima!
    Adesso mi preparo per il lavoro,e farò una certa fatica a passare 7 ore e mezzo in piedi perchè ho male a un ginocchio…dovrei muovermi a farmi dare qualcosa di più forte del MOMENT,solo che mi piace di più passare le mattine a scrivere ai miei amici 🙂 ,cioè fare qualcosa di costruttivo…vado davvero,ho fatto un impacco ai capelli.

    Ricetta di impacco per capelli:
    Banane mature quasi da buttare
    Olio di oliva,poco.

    p.s.voglio vedere se riuscirai a trovare difetti in questa economica e meravigliosa ricetta!
    Pensa che la stessa si può applicare al viso;e facendo nello stesso momento viso e capelli…
    🙂

    ti voglio bene Spacchiusu(ma cosa vuol dire?)

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