Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Diario di Pasquale De Feo 22 giugno – 22 luglio

Il diario di Pasquale De Feo (detenuto a Catanzaro)… ecco il mese di luglio.

Questo appuntamento ormai è un classico, ed è una delle occasioni più coinvolgenti che il mondo del Web offre sulla realtà penitenziaria. Una sorta di costante bollettino – “piccolo libro” dove “Un uomo nel carcere” parla di sè, del carcere e del mondo; alla luce sempre del suo “mondo” interiore, mediando gli eventi con gli occhi che porta, le esperienze vissute, e riconsiderandoli e interpretandoli nel magma di un pensiero da anni dedicato allo studio, alla ricerca, alla riflessione.

Parliamo naturalmente di (Pasquale De Feo) detenuto giudicato “non maturo” per godere della possibilità di usufruire dei benefici, sembra (secondo le parole dell’educatrice dallo stesso Pasquale riportate) perchè, detta in soldoni “critica troppo e scrive troppo”. Vi rimando all’introduzione del primo testo in cui si parla di questa “valutazione” (vai al link… http://urladalsilenzio.wordpress.com/2011/05/29/diario-di-pasquale-de-feo-22-aprile-21-maggio/) se siete appassionati di scienze fiction, o di lettetatura grottesca, o magari anche solo estimatori del surrealismo.. sigh..:-)

A prescindere, rimane un problema concretissimo, che investe tutta l’amministrazione pubblica, e su cui è utile riflettere costruttivamente. Quello dell’adeguatezza morale, culturale ed esperienziale delle persone chiamate a svolgere determinate funzioni (parlo in senso ampio, ripeto, ben oltre il carcere) alle funzioni stesse. Un radicale rinnovamento si attua non solo cambiando leggi e regolamenti, ma anche rinnovando degli uomini, mettendo le persone giuste al posto giusto.

Il diario di Pasquale è sempre un viaggio. Si “sente” il carcere, si parla di carcere, diritto, pena, giustizia.. ma è uno scrivere alieno ad ogni autoreferenzialità e monodimensionalità. Dalle inferriate si aprono sguardi sul mondo, non solo come attuali eventi, ma anche pensiero culturale-storico, in senso lato. Dalla scienziata dell’antica Grecia vittime delle folle aizzate dalle gerachie ecclestiche, Ipazia.. alle proposte per “internet libero”… all’ex funzionario della Camera che ha aperto un Blog sulle magagne del Parlamento.. alla feroce repressione dei No Tav.. al testamento biologico e tanto altro.

C’è anche, a dire il vero, uno di quei momenti che ho cercato sempre di evitare, da quando è nato il Blog. Che insomma ci si faccia apprezzamenti a vicenda.. o  di riportare belle parole sugli amministratori e la loro azione. Infatti, non li riporto quasi mai, quando posso, e nel contempo, diamo libertà totale anche alle critiche più dure (abbiamo pubblicato anche commenti feroci). Questa volta il testo in cui Pasquale parla del mio libro è contenuto proprio nel suo diario. Non riportarlo sarebbe stato un taglio a un testo che è stato immaginato per essere integralemnte pubblicato. Per questo ho lasciato quei riferimenti di Pasquale, che comunque su un piano personale ringrazio.

Prima di lasciarvi alla lettura integrale del diario.. voglio.. come al solito.. riportare alcuni passaggi in particolare…

Pasquale in un passaggio scrive..

Stamane sono andato a un corso istituito da una associazione di volontariato. Si basa sull’economia quotidiana: matematica, conciliazione (la nuova legge sui processi civili), e come aprire e gestire una attività. Mentre stavamo facendo alcune cose sulla matematica, mi sono guardato intorno. Tutti e dieci componenti del corso siamo dei condannati col famigerato 416 bis C.P. Pertanto esclusi da qualsiasi opportunità imprenditoriale, e anche nel ramo della conciliazione, essendo una specie di giudice privato. ” (1 luglio)

Ma se fosse davvero così.. allora perchè non utilizzare gli stessi fondi che vengono spesi per questi corsi… per fare corsi realmente utili e “spendibili” da parte dei detenuti?

C’è poi un passaggio abbastanza delicato. Pasquale scrive..

Pensando a quello che ho scritto ieri, e ricordando il discorso del Presidente della Repubblica qualche mese addietro, sui dieci magistrati vittime di agguati della criminalità e della politica, aveva detto che avevano salvato la democrazia. Non condivido questa affermazione, perchè la casta della magistratura non ha niente a che vedere con la democrazia, anzi  si sono sempre messi a disposizione del potere di turno, come fecero con il fascismo e non mi risulta che ci fu qualcuno che dissentì.” (5 luglio)

Su questo passo mi tocca dire che il mio disaccordo con Pasquale è integrale. Dobbiamo stare attenti tutti a non fare, anche involontariamente e in buona fece, quello che viene fatto verso alcune categorie di persone.. come i detenuti, i tossici, gli zingari, ecc.. ovvero generalizzare. Non dobbiamo farlo neanche con le guardie, e con i magistrati. Il Presidente della Repubblica questa volta ha detto una cosa sacrosanta, secondo me. Quei magistrati uccisi dalla criminalità, e abbandonati dallo Stato, spesso perchè scomodi.. sono Eroi. E dobbiamo essere onorati di averli avuti nel nostro paese. Il fatto che poi il mono della magistratura è ANCHE una casta, che le vittime della magistratura siano tantissime e spesso non considerate.. non ci deve mai impedire di vedere il grande valore che ha rappresentato e rappresenta l’opera di alcuni magistrati.

Poi, Pasquale scrive…

Hanno fatto un  blitz a Napoli, arrestando alcune persone. Tra gli inquisiti c’era il capo della mobile di Napoli, ritenuto un eroe per gli arresti di latitanti fatti in passato. Gli stavano facendo anche un film, bloccato dopo questa inchiesta. Lui non è stato trasferito, ma trasferito alla Criminalpol di Roma. ” (8 luglio)

Concordo pienamente con lui, su questo punto. Il mio ragionamento va al di là di questa persona in concreto, che potrebbe benissimo essere innocente. Ma si incentra sulla realtà “castale” che esiste in Italia. In certe inchieste se appartieni a contesti umili o non hai particolari protezioni e non fai parte di particolari corpi sei trattato con un rigore implacabile.. chi invece fa parte di altri “mondi” è (troppo spesso) trattato con i guanti di velluto.

Adesso passiamo all’intermezzo comico. Pasquale scrive:

Avevo regalato il libro di Carmelo a un mio amico che si trova nel carcere di Salerno, glielo avevo spedito con una busta di spedizione. Oggi ricevo la sua lettera, dove lui mi informa che ha ricevuto il libro, ma che ancora deve leggerlo, perchè è fermo al magazzino, e per le cervellotiche disposizioni della direzione del carcere di Salerno, deve fare uscire il libro tramite colloquio con i familiari, e gli stessi glielo devono spedire, non per corrispondenza, ma con un pacco postale. ” (23 giugno)

Ah.. le meraviglie della mente umana…:-).. non so voi, ma io dopo che leggo di simili strategici interventi mi sento.. già più sicuro..:-)

In un altro punto, Pasquale ritorna sulla sua vicenda penitenziaria e sulle possibiità che gli vengono negate:

“Dopo vari colloqui avuti con gli operatori del trattamento rieducativo per i benefici penitenziari, ho capito che è inutile sperare che possano concedermi qualche giorno di permesso per trascorrerlo insieme a mio padre. Devo rassegnarmi e convincermi che, come è successo con mia madre, lo stesso succederà con mio padre, non lo rivedrò più da vivo. Devo farmene una ragione e prepararmi all’evento per evitare che la sofferenza mi annichilisca per troppo tempo, come successe con mia madre.  Il sistema è spietato. Deve distruggerti in tutto, anche negli affetti più cari. Non si accontenta di seppellirti vivo, toglierti l’intera vita, limitarti in tutto. Vuole punirti anche in ciò che ami, affinché il ciclo di dolore sia completo. Non ci si abitua mai a tutte le crudeltà che in tanti anni ha subito. Ma bisogna essere forti per non soccombere al carcere. Meglio morire in piedi che strisciando, inginocchiati.” (26 giugno)

Se ne è già parlato.. una persona come Pasquale considerata  -dopo trent’anni e dopo un percorso umano e culturale eccellente-  non adeguata ai benefici è lo specchio di quella grande mancanza di responsabilità, competenza e coraggio che tocca ogni settore di questo Paese. Una persona capace di dare tantissimo, viene lasciata, dopo oltre 3o anni, ancora “immobilizzata”. Non gli si permette neanche di vedere il vecchio padre, come non gli è stato permesso di vedere la madre, che ora è morta. Allo stesso tempo si è disumani e ingiusti.

Pasquale sa poi salvare dal mondo incessante dell’informazione.. flash su immagini di speranza.. come questa..:

Li chiamano gli angeli della monnezza. Tramite la rete si sono passati la voce e stanno pulendo Napoli. Si chiamano CLEANAP. Si danno appuntamento nel luogo che vogliono pulire, una piazza o una strada, e, armati di guanti, scope e spugne, lavano per bene il posto scelto. Ciò ha contribuito a fare partire anche la raccolta differenziata. “

Concludo con un momento molto intimo, delicatissimo, e commuovente. Quando Pasquale scrive:

L’amica Antonia mi ha mandato la copia di tutto il diario  dall’inizio fino ad oggi. Nel leggerlo ho trovato le repliche di una mia nipotina.. Annamaria. Le sue parole piene di affetto mi hanno riempito il cuore di gioia. Le voglio un bene dell’anima, anche se non la conosco di persona, ma solo in foto. Ha un posto speciale nel mio cuore, e quando occupa i miei pensieri riempie tutto il mio mondo. Mi rende felice ogni volta che mi scrive. Vorrei tanto conoscerla. Mi auguro che un giorno non lontano arrivi questo momento. Nel frattempo la tengo stretta a me con tutto il bene che nutro per lei.” (29 giugno)

Quanto amore…  questa Nipotina è come un lago nel suo cuore. E pensate che di lei.. ha potuto vedere solo le foto. Non ha potuto incontrarla neanche una volta.

Basterebbe solo questa citazione, più di mille parole…

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di luglio.

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Ieri avevo ascoltato dai notiziari l’intercettazione in carcere di Michele Misseri e di sua moglie Cosima, che la procura ritiene la prova della colpevolezza di Cosima e Misseri. Mi pareva strano che era stato estrapolato un piccolissimo frammento dell’intercettazione.

Chi come me ha subito queste nefandezze dalle procure, coglie subito queste anomalie. Sto parlando dell’omicidio della piccola Sarah Scazzi ad Avetrana, in provincia di Taranto.  Oggi un giornalista ha intervistato Michele Misseri su questa intercettazione. Lui gli ha raccontato il contesto del discorso. Alla fine appariva diverso da quello che la procura aveva voluto trasmettere alla gente disinformandola. Il contesto è la sala colloquio del carcere di Taranto. Cosima Misseri va a trovare il marito Michele. La prima cosa che gli chiede è del perchè aveva dato 5-10 euro a Sarah, il marito risponde che non c’era motivo, la moglie continua.. “non è che l’hai violentata?” Il marito risponde di no, la moglie fa un’espressione non convinta, e il marito gli dice.. “se tu vuoi che dica ch l’ho violentata lo farò”.. la moglie risponde che deve dire solo la verità. Insomma, la moglie che voleva sapere la verità diventa un’accusa nei suoi confronti, e la procura in modo fraudolente distorce la realtà. Il giornalista si è comportato da mascalzone, perchè ha detto di non credere a Michele Misseri, ha fatto il gioco della procura, quando Misseri non poteva mentire, essendo che la registrazione è agli atti.

Sono convinto che Cosima Misseri e la figlia Sabrina sono innocenti. La loro sfortuna è che le procure, come spesso accade, si innamorano di una tesi, oppure, per ragioni  mediatiche scelgono i colpevoli, e credo che ciò sia successo anche in questo caso. Ritengo che il maggior responsabile di questo ginepraio sia stato l’ex avvocato di Michele Misseri, che invece di essere l’avvocato di fiducia di Michele Misseri, era la quinta colonna della  Procura, e ha fatto fare tutte quelle dichiarazioni a Michele Misseri, ed ora non è più credibile, anche se dal primo momento si è autoaccusato del delitto.  –  22-06-2011

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Avevo regalato il libro di Carmelo a un mio amico che si trova nel carcere di Salerno, glielo avevo spedito con una busta di spedizione. Oggi ricevo la sua lettera, dove lui mi informa che ha ricevuto il libro, ma che ancora deve leggerlo, perchè è fermo al magazzino, e per le cervellotiche disposizioni della direzione del carcere di Salerno, deve fare uscire il libro tramite colloquio con i familiari, e gli stessi glielo devono spedire, non per corrispondenza, ma con un pacco postale. Questa non è  burocrazia, ma è dispotismo allo stato puro, il prototipo delle baronie feudali. Ormai non mi meraviglio più quanto sento di queste assurde e cieche disposizioni, perchè ciò è passibile per la complicità dei Magistrati di Sorveglianza, i Provveditorati regionali, e le Procure locali; ma principalmente dell’organo supremo del sistema penitenziario, il D.A.P. (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) del Ministero della Giustizia.

Ci sono tanti abusi e piccole torture quotidiane. Tutti sanno, ma nessuno fa niente. C’è un’omertà istituzionale ferrea. Raramente viene fuori un pentito. L’ultimo che ricordo fu un infermiere penitenziario, lo mandarono al G8 di Genova e fece servizio nella caserma di Bolzaneto. Raccontò ai magistrati tutte le torture avvenute nella caserma di Bolzaneto. Scrisse anche un libro “io, l’infame di Bolzaneto”. E’ stato emarginato e trattato come un appestato. Lessi una sua intervista. Il sistema penitenziario ha lati oscuri, come le segrete dei castelli del medioevo.  –  23/06/2011

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Oggi iniziano tre giorni di sciopero -24, 25, 26. Li ha organizzati l’associazione Liberarsi, anche per dare sostegno a Marco Pannella che sta facendo lo sciopero della fame per protestare contro  il sovraffollamento nelle carceri, e per l’emanazione di una amnistia. L’associazione Liberarsi l’ha organizzata anche per aderire alla giornata internazionale dell’ONU contro la tortura, indetta il 26 giugno. Per ricordare la tortura dell’ergastolo, che è una pena di morte diluita nel tempo, infinita e crudele, ed è umanamente inaccettabile, come insegnava Aldo Moro.  Per ricordare la tortura del 41 bis, che è stato legalizzato istituzionalizzandolo. La legge più infame che la Repubblica italiana abbia emanato nella sua storia. Per ricordare la tortura degli O.P.G. (Ospedali Psichiatrici Giudiziari). Una sorta di ergastolo bianco, una misura di sicurezza legata all’idea lombrosiana della “pericolosità sociale”, priva di un fine pena definito (quel criminale di Cesare Lombroso c’entra pure in questo). Per ricordare la tortura del quotidiano sovraffollamento carcerario. Settantamila persone pigiate come sardine e in condizioni di degrado assoluto, dove i suicidi si susseguono con  frequenza regolare. La politica non interverrà. Ormai è lontana dalla realtà e dai disagi, che causa anche con le sue assurde leggi. Nonostante tutto ciò, bisogna sempre fare qualcosa. Sono del parere che lottare è sempre meglio che non fare niente.  –  24/06/2011

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Luigi Manconi, ex viceministro della giustizia nel governo Prodi, sociologo e presidente dell’associazione “A buon diritto”, insieme alla ricercatrice dell’associazione e coordinatrice di siti “innocentievasioni.net” e “italiarazzismo” hanno scritto un libro “Quando hanno aperto la cella. Stefano Cucchi e gli altri” (Il Saggiatore).

Nel libro sono raccontati tredici storie di persone.. tutte con un tragico epilogo. Le conosco quasi tutte, perchè in una trasmissione di Lucarelli a Rai Tre furono illustrate, e si capiva chiaramente che furono degli omicidi fatti passare per suicidi. L’uso deliberato e sproporzionato della forza.. per affermare cià che ritengono un loro diritto di superiorità… quando si oltrepassa  il portone di una caserma, carcere e O.P.G. In quel momento diventano spietati e sordi al buon senso di umanità, sicuri dell’impunità assicurata dallo Stato. Manconi scrive “contrastare quelle illegalità e qualunque abuso e comportamento irregolare, chiunque ne sia il destinatario”. Fino a quando ciò non sarà la normalità, questi episodi continueranno sempre.  –  25/06/2011

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Questo governo una ne pensa e cento ne combina. Una elle ultime che ha fatto è stata quella di chiedere ogni mese il certificato di essere ancora in vita a tutte le persone che usufruiscono ella Legge Bocchelli. Questa legge fu emanata per dare un vitalizio a tutte le persone della cultura, arte, spettacolo e sport che vivevano in uno stato di indigenza. Ormai non si preoccupano più di quello che fanno, sono lontani dalla vita reale e non  se ne rendono conto. In Italia, in tutti gli uffici pubblici e privati si chiedono milioni di certificati. La legge Bassanini del 1997 li aveva dimezzati, e con il tempo si prevedeva di ridurli allo stretto necessario, che sarebbe circa 6 milioni. Ma purtroppo lo Stato alimenta ciò che vorrebbe ridimensionare. Pertanto inventa una lotta titanica snellire la burocrazia e renderla a misura della gente.  –  26/06/2011

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Dopo vari colloqui avuti con gli operatori del trattamento rieducativo per i benefici penitenziari, ho capito che è inutile sperare che possano concedermi qualche giorno di permesso per trascorrerlo insieme a mio padre. Devo rassegnarmi e convincermi che, come è successo con mia madre, lo stesso succederà con mio padre, non lo rivedrò più da vivo. Devo farmene una ragione e prepararmi all’evento per evitare che la sofferenza mi annichilisca per troppo tempo, come successe con mia madre.  Il sistema è spietato. Deve distruggerti in tutto, anche negli affetti più cari. Non si accontenta di seppellirti vivo, toglierti l’intera vita, limitarti in tutto. Vuole punirti anche in ciò che ami, affinché il ciclo di dolore sia completo. Non ci si abitua mai a tutte le crudeltà che in tanti anni ha subito. Ma bisogna essere forti per non soccombere al carcere. Meglio morire in piedi che strisciando, inginocchiati  Nietzsche aveva ragione “la sofferenza che non ti uccide ti rende forte”. Posso affermare con consapevolezza che il sistema è più criminale di quello che sono stato io nel passato, ed oggi la mia nuova visione della vita sbatte contro il dispotismo di questo apparato burocratico che non conosce umanità.  –  27/06/2011

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Ho letto un aticolo.. “mai più tossici, ma malati da curare”. Questo lo sappiamo anche noi ignoranti detenti, che i tossici sono malati, solo che lo Stato non vuole saperlo. Li butta in cella, riempiendoli di psicofarmaci per farli dormire tutto il giorno, lavandosene le mani, anche se le cure in una comunità costano un terzo della spesa per metterli in carcere. Lo Stato non si comporta da buon padre, ma da padre sciagurato. Crede che chiudendo  ogni problema sociale nel perimetro elle mura del carcere risolva tutti i problemi. Non fa altro che rinviarli nel futuro. Un giorno usciranno dal carcere e il problema si riproporrà moltiplicato, perchè molto peggiorato. La cura è la soluzione migliore, per recuperare dei malati e dare loro la possibilità di avere un futuro da normali cittadini. I tossicodipendenti sono una sciagura per le loro famiglie, perchè le distruggono in ogni senso, e nessuna famiglia che ha attraversato questo ciclone sarà più come prima. Lo Stato dovrebbe prenderne coscienza e ascoltare gli specialisti del settore e non affidarsi a politici fanatici come il senatore Giovanardi.  –  28/06/2011

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L’amica Antonia mi ha mandato la copia di tutto il diario  dall’inizio fino ad oggi. Nel leggerlo ho trovato le repliche di una mia nipotina.. Annamaria. Le sue parole piene di affetto mi hanno riempito il cuore di gioia. Le voglio un bene dell’anima, anche se non la conosco di persona, ma solo in foto. Ha un posto speciale nel mio cuore, e quando occupa i miei pensieri riempie tutto il mio mondo. Mi rende felice ogni volta che mi scrive. Vorrei tanto conoscerla. Mi auguro che un giorno non lontano arrivi questo momento. Nel frattempo la tengo stretta a me con tutto il bene che nutro per lei.  –  29/06/2011

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I leghisti fanno tanto casino per i rifiuti di Napoli. Come al solito dimenticano i loro trascorsi, quando sotto la loro amministrazione avevano un problema analogo a Milano. Quando il sindaco di Milano era il leghista Formentini, la città era piena i rifiuti come Napoli. Si rivolse  al Presidente della Regione Emilia Romagna, che all’epoca era Bersani, e i rifiuti di Milano furono sversati in Emilia. Con onestà Formentini l’ha dichiarato su  un quotidiano in un’intervista. Credo che l’abbia fatto per fare capire che bisogna aiutarsi tra amministrazioni. Borghezio, come è suo costume, deve dare il tocco di classe in ogni dichiarazione.. “Roma è sporca come Calcutta”. Le sue bestialità servono, credo, solo per farlo stare bene. E’ la sua natura. La decadenza della politica italiana deriva maggiormente da questi tristi figuri. Dimenticano i leghisti che le discariche del Sud sono sature, perchè sono piene di tutti i rifiuti speciali delle regioni del Nord, che hanno rovinato la Campania, che un tempo era considerata Felix, perchè era la più fertile d’Italia.  –  30/06/2011

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Stamane sono andato a un corso istituito da una associazione di volontariato. Si basa sull’economia quotidiana: matematica, conciliazione (la nuova legge sui processi civili), e come aprire e gestire una attività. Mentre stavamo facendo alcune cose sulla matematica, mi sono guardato intorno. Tutti e dieci componenti del corso siamo dei condannati col famigerato 416 bis C.P. Pertanto esclusi da qualsiasi opportunità imprenditoriale, e anche nel ramo della conciliazione, essendo una specie di giudice privato. Questi corsi sono finanziati allo Stato,  nei vari rami della sua amministrazione. Ministro ella Giustizia, regioni, province  e comuni. Mi chiedo.. se non possiamo adoperare ciò che impariamo… perchè lo Stato spende questi fondi che non hanno una finalità né rieducativa per un futuro reinserimento  e né materialmente dopo avere scontato la pena? L’impressione è che lo Stato truffa sia se stesso e sia la società civile. Credo che i detenuti e il carcere in generale siano un buon business, e pertanto tutto viene fatto affinchè le repliche al teatro siano infinite.  –  1/07/2011

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Su un quotidiano c’era la foto di una volpe morta per colpa dei rifiuti. Aveva la testa infilata in un barattolo ed era rimasta soffocata. L’associazione cacciatori altoatesini denunciavano il pericolo mortale che i rifiuti rappresentavano per gli animali selvatici. Non sono non si dovrebbero lasciare i rifiuti quando si va in giro nei boschi e nelle montagne, ma si dovrebbero chiudere tutte le discariche nei parchi nazionali, sia per preservare i luoghi e sia per evitare pericoli alla fauna.  –  2/07/2011

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In Sicilia, a Vittoria, in provincia di Ragusa, nei confini delle acque territoriali della costa ragusana, a una profondità tra i 9 e i 60 metri, vogliono prelevare la sabbia per adoperarla per le spiagge del Nord che sono state erose dal mare. I pescatori si oppongono, perchè tutto questo raschiamento asporterà tutto, uova e specie ittiche. Sarà la distruzione totale e la tomba della pesca. Non basta al Nord usare il Sud come mercato per i loro prodotti e come discarica per i rifiuti tossici. Ora lo vogliono usare anche come cava. La singolarità di queste notizie è che non hanno risonanza mediatica, ma sembrano quasi che vengono occultate dai quotidiani nazionali. Si trovano solo nei quotidiani locali.  –  3/07/2011

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Dopo avere letto un articolo su  un PM che è stato messo in aspettativa per infermità mentale, perchè aveva ipotizzato che il delitto di Melania Rea, la moglie del caporale militare in servizio ad Ascoli Piceno..  fosse stato un omicidio avvenuto in ambito militare da parte di una setta satanica massonica. Il PM in questione si chiama Paolo Ferraro, in servizio alla Procura di Roma. Non credo fosse la prima volta che avesse comportamenti simili. L’hanno fermato adesso perchè il caso di Melania ha molta risonanza mediatica. Chissà quante ne ha combinate in passato. Ma finchè si trattava del popolino, la corporazione dei magistrati l’ha protetto e coperto. Mi viene in mente il PM di Torino che sul quotidiano “Fatto quotidiano” del 27 febbraio 2011, delirava che l’ergastolo si sconta con 15 anni e mezzo di carcere. Questi episodi sono solo la punta dell’iceberg. Per questo motivo ci vorrebbe una legge che istituisca un controllo periodio di salute psichiatrica  e di capacità di saper svolgere il proprio lavoro, per tutti i magistrati.  –  4/07/2011

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Pensando a quello che ho scritto ieri, e ricordando il discorso del Presidente della Repubblica qualche mese addietro, sui dieci magistrati vittime di agguati della criminalità e della politica, aveva detto che avevano salvato la democrazia. Non condivido questa affermazione, perchè la casta della magistratura non ha niente a che vedere con la democrazia, anzi  si sono sempre messi a disposizione del potere di turno, come fecero con il fascismo e non mi risulta che ci fu qualcuno che dissentì. Nell’Università ci furono dodici professori che dissentirono, nella magistratura nessuno. Furono molto zelanti anche con l’adesione ai Tribunali Speciali. Nessuno ha ricordato, nè tantomeno l’ha fatto il Presidente, delle migliaia di vittime della magistratura. Ogni tanto quando conviene alla politica, vengono ricordati i fatti più eclatanti come quello di Tortora. Tutti i giorni ci sono vittime da parte della corporazione dei giudici, anche con suicidi, famiglie distrutte ed economie rovinate. Ma viene tutto coperto dal loro potere di censura e dall’omertà istituzionale. I magistrati non pagano mai per i loro misfatti. Hanno la certezza dell’impunità assoluta, pertanto parlare i una dittatura  giudiziaria non è campato in aria. L’evidenza dei fatti non si può smentire.  –  5/07/2011

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Il capo dei Salesiani olandesi, padre Herman Spranck, ha dichiarato che non condanna la pedofilia. Un’affermazione che meritava la levata di scudi da parte della Chiesa, e ampia risonanza da parte dei media. Invece silenzio, solo un piccolo trafiletto di 7 cm. per 4 cm. La censura del potere della Chiesa è molto forte, pertanto i proclami contro la pedofilia sono chiacchiere al vento, se il capo di un ordine molto importante può dire impunemente una cosa così grave.  –  6/07/2011

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Il popolo della Val di Susa protesta da tanti anni per un’opera che ritengono devastante per la loro Valle. Siccome si è arrivati al punto che se non iniziano i lavori, l’Italia perde 600 milioni di euro dell’Unione Europea, allora lo Stato si è mosso con la forza e con il fango mediatico. Hanno usato la forza della polizia in modo pesante, e il fango mediatico, etichettandoli terroristi. Un linguaggio indegno e infame. I media, con il loro servilismo stanno preparando il terreno per un altro G8. Tutti i fermati vengono massacrati di botte. A parte le loro denunce e i referti medici, lo si vede dalle foto degli arrestati fatte vedere nei notiziari TV. La copertura dell’impunità viene dalla politica di destra e sinistra, una massa di pusillanimi edita solo a preservare il proprio potere e i propri privilegi. Secondo questi signori, il popolo dovrebbe essere un gregge di pecore e sottostare a tutte le loro decisioni, senza avere voce in capitolo. Dovrebbero spiegare alla gente, perchè devastare una Valle e la vita dei suoi abitanti, per una infrastruttura che serve solo gli imprenditori, che a loro volta mirano ai 17 miliardi che servono per finanziare l’opera, che poi si triplicheranno. Quando poi questo governo non fa che tagliare servizi per la comunità (l’ultimo taglio  è di cinque miliardi), sembra pi una prepotenza estorsiva he un intervento dello Stato per il bene comune. Un amico che lotta in Val di Susa, mi ha mandato queste foto che vengono dal Kurdistan “la solidarietà non ha confini”. I Kurdi sono un popolo he ammiro molto . Sanno bene cosa significa la repressione e la lotta.  –  7/07/2011

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Hanno fatto un  blitz a Napoli, arrestando alcune persone. Tra gli inquisiti c’era il capo della mobile di Napoli, ritenuto un eroe per gli arresti di latitanti fatti in passato. Gli stavano facendo anche un film, bloccato dopo questa inchiesta. Lui non è stato trasferito, ma trasferito alla Criminalpol di Roma. Il Ministro degli Interni e il Capo della polizia si sono subito affrettati a difenderlo, credo anche senza sapere i fatti. Le accuse di un pentito, le intercettazioni e i fatti accertati, lasciano pochi dubbi all’immaginazione, anche sei fatti rappresentati ai giornalisti vanno presi con le pinze, essendo che fanno dei ricami per vendere i quotidiani, pertanto solo la verifica di un processo può stabilire bene  i fatti. Quello che non riesco a capire è perchè ci sono sempre di mezzo distinzioni. Il popolino viene sempre arrestato, e questi signori vengono trasferiti, o al massimo sospesi. Il suo amico, con cui avrebbe commesso questi reati, è stato arrestato insieme alla moglie. Due pesi e due misure. Ma ormai in Italia non è una novità.  –  8/07/2011

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L’amico Gianfranco di Parma mi ha scritto una lettera molto bella. Voleva studiare per corrispondenza il Vangelo di Giovanni. Ma siccome non sono molto portato per questi studi teologici, lui ha capito  e mi ha scritto “tutti noi abbiamo la presunzione di pensare che tutto ciò che ci piace deve piacere anche agli altri”. E che questo sia un errore, lo ricorda quel bellissimo aforisma di Oscar Wilde “non fare agli altri quello che non vorresti fatto a te (Gesù), ma anche non fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te, potrebbero avere gusti diversi”…. “Penso comunque che il tema della libertà sia fondamentale per tutti gli esseri umani, e sono convinto che la parte migliore di te non può essere imprigionata. Tu hai fatto l’esperienza del tuo spirito libero che, liberamente, indirizza intelligenza, volontà e affettività. Il tuo spirito studia, liberamente si arricchisce, si confronta e nella libertà, cresce”. Queste parole mi hanno fatto molto piacere. Mi mancano i colloqui con lui. Un uomo di grande cultura e di immensa umanità, che stimo e ammiro molto.  –  9/07/2011

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Mi ha scritto Luciana da Parma. Come Gianfranco fanno volontariato nel carcere di Parma, dove li ho conosciuti. Aiuta i detenuti per le pensioni, disoccupazione, ecc. Mi ha informato che presto il Direttore del carcere di Parma andrà via. Sarà promosso e trasferito al Ministero. L’impressione è che promuovono tutti i Direttori che sono  rigidi, che limitano e opprimono i detenuti. Tempo fa lessi e scrissi della promozione dell’ex Direttore dell’Ucciardone di Palermo. Ora riesco a comprendere l’immobilismo del Ministero, e la delega totale alle singole carceri. Ciò accadrà fino a quando il Ministero sarà solo un luogo di potere degli estremisti. Luciana è una grande donna, ci facevamo lunghe chiacchierate, alimentava in me la fiducia nella società, in lei vedevo il mondo come desideravo che fosse. Ammiro la sua convinzione in ciò che fa. Nutro una profonda e sincera amicizia nei suoi confronti.  –  10/07/2011

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Leggo che il governatore della Sicilia, Lombardo, ha proposto l’abolizione delle province siciliane, dopo l’indecoroso comportamente tenuto in Parlamento con la votazione contraria del PDL e della Lega, e con l’ostruzione del PD. Il PDL, la Lega e il PD, in campagna elettorale avevano strombazzato ai quattro venti he avrebbero abolito le province. L’avevano messo anche nei loro programmi. IDV e UDC avevano presentato una legge per l’abolizione delle province italiane. Il PD aveva l’occasione sia di tagliare i costi della politica, e sia di sconfiggere il governo materialmente e moralmente. Invece, in modo vergognoso si è astenuto. Sarebbe veramente un evento se la Sicilia facesse questa riforma, danto l’esempio. La casta politica dice di volere fare, ma nei fatti non vuole fare niente. Questa politica non vuole fare riforme, sono lo slogan elettorali. Mirano solo a conservare poteri e privilegi.  –  11/07/2011

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Tempo fa avevo visto la pubblicità di un film.. “Ipazia”.. su una TV, poi non l’ho più visto. Mi è capitato tra le mani un articolo che commentava il film, e un testo teatrale. Non avevo mai sentito parlare di Ipazia, neanche letto qualcosa in un libro. Un personaggio cancellato dalla storia per volere della Chiesa. Ipazia è stata la prima scienziata della storia. Una matematica eccellente, e con un cultura vastissima. Era una donna che, già a quei tempi, riteneva che la ragione dovesse prevalere sull’oscurantismo religioso e le ideologie di qualsiasi genere. Questi ragionamenti visti bene, principalmente dai fanatici religiosi. Il vescovo Cirillo di Alessandria d’Egitto l’aveva attaccata in ogni modo, fomentò la gente contro di lei, e i fanatici cristiani la uccisero e ne bruciarono il corpo per farlo sparire. Il vescovo dichiarò pubblicamente che Ipazia era sana e salva ad Atene, mentendo spudoratamente perchè era stato il mandante morale dell’assassinio e sapeva della sua uccisione e sparizione. Con tutto ciò, questo vescovo fondamentalista venne dichiarato santo nell’ottocento dalla Chiesa. Ipazia fu uccisa nel 415 D.C., per sedici secoli è stata fatta dimenticare dal potere religioso, ma la storia l’ha fatta risuscitare, facendo giustizia e ridandole il posto che merita nell’Olimpo dei grandi.  –  12/07/2011

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Avevo letto già su Wired (una rivista a cui sono abbonato, e che ritengo piena di idee per le nuove tecnologie, principalmente per quanto riguarda l’informatica e internet) questa notizia. Leggo su un quotidiano che il “Movimento a cinque stelle” installa, con poche spese, l’accesso a internet gratuitamente. Ritengo questi ragazzi degli eroi, perchè la rete deve essere gratuita per tutti. Come una volta c’era il telefono fisso  in ogni cosa, così dovrebbe essere oggi con internet. Se ciò fosse fatto, lo Stato risparmierebbe miliardi di euro, perché tutti i cittadini potrebbero fare quasi tutto da casa, dai certificati negli uffici pubblici alle prenotazioni sanitarie.. banche, poste, ecc. Ma principalmente, si risparmierebbero milioni di ore di lavoro, che si sprecano nelle file per accedere ai vari uffici. Questo enorme progresso viene frenato dalle multinazionali del settore, perchè guadagnano tanti miliari di euro. Se l’accesso a internet fosse gratuito, andrebbero in rovina.  –  13/07/2011

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Questa maggioranza di governo per tenersi stretta la Chiesa, si allinea a tutti i diktat del Vaticano, solo per mero opportunismo, mirando esclusivamente ai voti che controllano le gerarchie ecclesiastiche. Stanno discutendo la legge sul testamento biologico. Deve essere una mostruosità, perchè hanno tolto ogni diritto  di decisione sulla  nostra vita. Neanche i dottori possono farlo. Sembra di essere tornati agli anni bui del Medioevo. Mina Welby, vedova di Piergiorgio Welby, ha dichiarato che è inorridita di fronte al mostro che stanno emanando. Si è detta subito pronta a a raccogliere le firme per un referendum, supportata dall’Associazione Luca Coscioni. La libertà di scelta è un diritto, e nessun dogma religioso o politico può soffocarla. Il ministro Alfano è ora segretario del PDL. Ha dichiarato che è una legge moderna, la migliore in Europa. Questo ha la faccia di bronzo peggiore del suo padrone. I referendum devono diventare l’espressione della libertà popolare contro la cricca della casta politica.  –  14/07/2011

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Mi ha sempre affascinato il caso di Ettore Majorana, uno dei ragazzi di via Panisperna. Così erano chiamati un gruppo di giovani fisici italiani, ritenuti i più brillanti dell’epoca. Majorana era il genio del gruppo; lo ha sempre riconosciuto Enrico Fermi, anche lui del gruppo, ma diventato il più famoso, sia per il Nobel avuto nel 1938, e sia per avere partecipato al progetto per la bomba atomica in America, durante la Seconda guerra mondiale. Ettore Majorana scomparve nel 1938 sul traghetto Napoli-Palermo. La tesi è sempre stata il suicidio. Recentemente è stata aperta un’inchiesta, perchè un ex ispettore di polizia ha dichiarato di averlo incastrato in Venezuela e ha prodotto una foto insieme a lui. Tante persone lo avrebbero visto tra l’Argentina e il Venezuela. Non credo che tutti abbiano avuto delle allucinazioni. Personalmente credo che se ne sia andato in Sud America, anche se non immagino il vero motivo, essendo che ne sono stati immaginati tanti.  15/07/2011

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Ho finito di leggere il libro di Alfredo. Una fotografia dei momenti, delle cose e dei pensieri più belli che l’hanno colpito durante il percorso della sua vita. Il titolo “Si viene per dare” è molto significativo, perchè se ognuno di noi avesse presente, durante il percorso della vita, questo concetto, ci sarebbero meno comportamenti egoistici e più azioni altruiste, come è giusto che sia in una comunità, un villaggio, una città o nel mondo intero. Ognuno di noi si può rispecchiare nel libro, troverà un pò di se stesso, di ciò che fu e di ciò che poteva essere, di ciò che è  e non è stato. Un mare dove c’è posto per tutti per fare il bagno.

Tra i tanti capitoli che ho apprezzato, c’è quello a pag. 185 sulla Resistenza Umana (come “Regressisti”).. a pag. 213.. ne potrei citare tanti dei capitoli del libro, da Baggio al frate guardiano.. alle canzoni, ecc. Credo anche io, che abbiamo perso quella sensibilità dello spirito, che alimenta l’empatia con tutti i viventi di questo pianeta. Se tutti avessimo l’equilibrio e la pace dell’anima di Alberto Cantoni (sciamano, si parla di lui in una parte del libro), la terra sarebbe il Paradiso che tanti hanno descritto. La “dedizione totale” a ciò che ci si preffigge, porterà un giorno Alessio (Alessio Tavecchio, ragazzo entrato in coma e risvegliatosi compretalmente paralizzato nell’uso delle gambe) a tornare a camminare con le proprie gambe, con la stessa forza di David (altro personaggio di cui si parla nel libro, come Alessio) che gli anziani della sua tribù buttarono in acqua per richiamare il suo spirito. Carmelo (Carmelo Musumeci, in un capitoletto si parla anche di lui) è sempre una novità. Ogni volta che lo leggo provo emozioni diverse. Riesce sempre a centrare il punto delle cose, senza “se” di sottomissioni o “ma” di condizionamenti del sistema.

ll pezzo del grande saggio indiano Patanjali (uno dei più grandi saggi della storia dello Yoga), tratto dalla sua opera, “Yoga Sutra” è magnifico:

“Quando sei ispirato da un grane proposito, da qualche progetto straordinario, tutti i tuoi pensieri oltrepassano i loro confini. La tua mente trascende le limitazioni, la coscienza si espande in ogni direzione e ti ritrovi in un nuovo, grande mondo meraviglioso. Le forze, le facoltà, i talenti addormentati si ridestano, ed ecco che diventi una persona molto, molto più grane di quello che avevi osato sognare”.

Mi piace molto, perchè anche io penso che siamo noi stessi a porci dei limiti, limiti che ci tarpano le ali.. quando invece dovremmo volare sempre. Caro Alfredo hai scritto un bel libro. Hai tempi e la sensibilità giusta per proseguire su questo percorso. Ti auguro il successo che meriti, ma principalmente che la tua anima continui a volare.  –  16/07/2011

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Mi sono reso conto che  a volte, senza volerlo, con espressioni datate nel tempo, si può offendere le persone e passare per razzista. Mentre discutevo con l’amico Rocco del dentista che deve venirci a fare visita, gli chiedevo di sapere il giorno in cui veniva, siccome lui prolungava il discorso con tanti perchè.. per mettere fine a tante risposte gli ho detto.. “per non farci trovare impreparati e presentarci come degli zingari”. Vicino a me c’era Fiore, si è risentito. Gli ho spiegato che non c’era da parte mia nessun senso offensivo, anche perchè sono cresciuto con loro, ne conosco tanti, ho alcuni amici, ho avuto coimputati e una famiglia è ancora mia vicina di casa. Con calma, riflettendo sull’accaduto, ho pensato che alcune  affermazioni di uso quotidiano, che si perdono nella notte dei tempi, sono state coniate per un pregiudizio ancestrale contro gli zingari, come è accaduto per gli ebrei. E anche se vengono usate senza cattiveria, sono sempre offensive. Dovremmo coltivare il nostro linguaggio, e pulirlo da certe stupide espressioni. Una parola può offendere, ma maggiormente ferire l’animo, anche se detta in buona fede, contribuendo a creare, nell’immaginario di chi la riceve, l’impressione di avere di fronte una persona diversa da quella che è realmente. Il pregiudizio contro gli zingari è ancora vivo. In alcune occasioni mi sono trovato  difenderli perchè ancora esistono retaggi medioevali, ma  ho anche capito che è l’ignoranza di non conoscere che alimenta il pregiudizio. Sono molto dispiaciuto dell’accaduto, perchè comprendo  che Fiore e suo figlio penseranno che abbia dei pregiudizi, quando invece si tratta di pensieri lontani da me anni luce. Ho dei ricordi piacevoli delle storie avute con ragazze zingare, quando abitavo in un rione dove eravamo pari famiglie. Uno dei miei nipoti, Antonio, il figlio di  mio fratello, frutto di una relazione con una ragazza zingare, si è sposato e ha due figli, pertanto ho un nipote e due pronipoti zingari.. come potrei avere pregiudizi? Da oggi in poi, non solo controllerò il mio linguaggio, ma mi adopererò per ripulirlo da riferimenti di qualsiasi tipo che possano offendere.  –  17/07/2011

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Mi è capitato tra le mani uno scritto sulla sentenza della Corte Costituzionale della Germania, in merito ad aveer un posto letto detentivo che non lea la dignità delle persone o, in caso contrario, scarcerarle. Menziona ciò che hanno fatto i norvegesi 25 anni fa. Fanno scontare la pena quando si libera il posto letto. Si potrebbe fare anche in Italia, invece di fare le sceneggiate cinematografiche di andare a prendere a casa le persone che aspettano con lo zaino pronto per il carcere. Come si dovrebbe fare anche con la carcerazione preventiva. La Costituzione sancisce che solo quano la sentenza è definitiva si è colpevoli. Allora, perchè bisogna anticipare la carcerazione senza sapere se si viene condannati? Basterebbero queste due cose per sfoltire del 70% le carceri, ma la politica non vuole. Le interessano che le cose rimangano come sono, così possono attingere nei loro discorsi politici e usarli demagogicamente a 360 gradi. Allego lo scritto, perchè è interessante e meritevole di essere letto:

“La Corte Costituzionale tedesca, con una sentenza storica, obbliga le autorità penitenziarie del Paese, a rilasciare  un detenuto, qualora non siano in grado di assicurare una prigionia rispettosa dei diritti umani fondamentali. Si tratta di una decisione giudiziaria che rovescia una giurisprudenza precedente molto più cauta e che, nella gerarchia dei valori costituzionali, ritiene di anteporre il valore della dignità umana a quello della sicurezza. Il caso riguardava un detenuto originario del Nord-Reno Westfalia. Costui era stato rinchiuso durante la sua carcerazione, per 23 ore su 24, in una cella di 8 metri quadri, con annessa toilette non separata da alcun muro divisorio. Il detenuto doveva condividere lo spazio con un’altra persona. Per cui ognuno di loro aveva a disposizione solo 4 metri quadri, bagno compreso. In quelle condizioni c’era stato 151 giorni. Gli era consentito farsi la doccia solo 2 volte alla settimana. Inoltre, la persona con cui condivideva la cella era un fumatore e ciò, a dire della Corte, aggravava la qualità della vita. Il sistema penitenziario tedesco è organizzato su base federale. La Regione – alla quale egli aveva fatto ricorso – gli aveva dato torto. La Corte Costituzionale federale, invece, lo scorso 9 marzo, gli ha dato ragione. Secondo i giudici supremi tedeschi non si può vivere in meno di 6-7 metri quadri. Se lo Stato non è in grado di assicurare una simile minima condizione detentiva, allora dovrà in extrema ratio, rinunciare alla punizione e liberare i detenuti in surplus rispetto agli spazi disponibili. Di conseguenza, i detenuti che vivono in condizioni simili a quelle descritte, potrebbero richiedere l’interruzione, oppure il reinvio della pena. La decisione tedesca – più radicale nei contenuti rispetto ad analoghe prese di posizione di corti nazionali di altri paesi – di fatto apre la via alle liste di attesa penitenziarie che già sono state realizzate in altri paesi del Nord Europa.

Il governo norvegese, oramai 25 anni fa, così intitolò il piano di edilizia penitenziaria “ridurre le attese per scontare la pena”. Era ovvio, per il governo scandinavo, non incarcerare persone alle quali non potesse essere assicurato  un posto letto. Le liste di attesa per i detenuti sono un’invenzione norvegese. Se non c’è posto in carcere si aspetta a casa che il posto si liberi.

Poi sono arrivati il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e la Corte europea dei diritti dell’uomo a fissare gli standard ineludibili di vita penitenziaria, tra cui metri quadri che ogni detenuto deve avere a disposizione affinchè lo Stato non incorra in trattamenti umani e degradanti. I giudici di Strasburgo hanno, nel luglio 2009, condannato l’Italia perchè, nel caso Sulejmanovic (detenuto di origine bosniaca) aveva costretto un prigioniero a vivere in meno di 3 metri quadri, e ciò, secondo i giudici europei, costituisce una ipotesi di violazione dell’art. 3 della Convenzione sui diritti umani del 1950 che proibisce la tortura. Da allora, centinaia sono stati i ricorsi presentati alla Corte, che da un momento all’altro dovrebbe iniziare a decidere al riguardo.

 D’altronde la Germania – ove è stata presa una decisione che può ben essere definita epocale – ha un tasso di affollamento inferiore al 90%, ossia ha più posti letto che detenuti. L’Italia è messa molto peggio: ha un tasso di affollamento che supera il 150%. In Europa siamo superati sono da Bulgaria e Cipro. Anche per questo è stata avviata dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, presieduta da Pietro Mercenaro, una indagine conoscitiva sula situazione delle carceri in Italia. Martedì scorso sono iniziate la audizioni.”   –  18/07/2011

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Oggi, sentendo in TV uno dei predicatori di odio, che, come al solito, nei suoi discorsi dispensava odio a piene mani senza  mai dare la soluzione a un problema.. per risolvere un degrato ambientale, sociale e di sviluppo. Forse neanche ci pensano, perchè, se si risolvono questi problemi, cosa fanno poi questi profeti della sofferenza? Pertanto non vogliono che venga sanato nessun problema. Mentre ascoltavo e pensavo a queste cose, mi è venuta in mente una frase che ho letto nel libro di Alfredo, “Si viene per dare”, che ho finito di leggere due giorni fa. Ricordo anche la pagina, 210. La frase diceva… “chiunque parla solo di degrado e di desolazione, anche  se lo fa a fin di bene, è al servizio del degrado e della desolazione”. Ogni problema ha una soluzione. Basta avere il coraggio di trovarla. In questo caso possiamo dire.. se si ha la volontà e l’interesse di trovarla.  –  19/07/2011

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La vendetta di un precario che ha lavorato 15 anni in Parlamento, sta facendo molto rumore su facebook, sta svelando tutti i privilegi e le ruberie varie che commettono i parlamentari. alle lettere anonime che si scrivono per avere l’auto blu con la scorta, alle denunce di furti di oggetti di lusso, perchè beneficiano di una assicurazione con rimborso integrale.. voli aerei gratuiti, bollette telefoniche, e tante altre meschinità. Ormai hanno perso il senso della vergogna. Sono capaci di tutto e vivono lontani dal paese reale. Vivono di politica un milione e trecentomila persone. Credo che non ci siano eguali nel mondo. Bisognerebbe tagliarne più della metà. Ma come finisce la bufera, tutto tornerà come prima. Solo la piazza può sovvertire questa illegalità legalizzata, perchè ormai l’inquinamento  canagliesco non è solo nei piani alti, ma in tutti gli strati delle istituzioni. Nell’ottica generale siamo noi i delinquenti che inquinano la società e bloccano lo sviluppo del Paese. Mi auguro che la gente si svegli e faccia piazza pulita di questi mascalzoni.  20/07/2011

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Li chiamano gli angeli della monnezza. Tramite la rete si sono passati la voce e stanno pulendo Napoli. Si chiamano CLEANAP. Si danno appuntamento nel luogo che vogliono pulire, una piazza o una strada, e, armati di guanti, scope e spugne, lavano per bene il posto scelto. Ciò ha contribuito a fare partire anche la raccolta differenziata. Non è la gente che non vuole fare le cose, ma sono le amministrazioni che non sono capaci, e, per corruttele varie, creano queste situazioni. L’amministrazione di Salerno, distante 50 km, nel giro di pochi mesi, ha fatto diventare Salerno una delle città più pulite d’Italia. La gente risponde sempre bene, quando i politici sono seri, onesti e capaci.  –  21/07/2011

 

Diario di Pasquale De Feo 23 marzo/21 aprile

Eccoci con uno dei momenti cardinali di questo Blog. Il diario mensile di Pasquale De Feo (attualmente detenuto a Catanzaro). Una occasione ricchissima.. che seppure inserita “formalmente” in un post, ne vale decine. E dove si spazia nel più ampio spettro possibile di argomenti, andando ben oltre le dinamiche strictu sensu carcerarie. Per ritrovarci dinanzi a un Uomo di fronte al mondo e alla vita, pur se in carcere. E’ un Uomo in carcere che si rapporta al mondo e alla vita quello che noi vediamo.  E certamente il contesto in cui opera si sente, ma si sente anche la vibrante curiosità, la libertà mentale, la volontà di espansione.  Naturalmene sui vari punti si può concordare o meno su quanto Pasquale dice, ma c’è sempre l’occasione che egli offre di un pensiero diverso, di conoscenze spesso poco “ortodosse” e stimolanti e quelli di un’etica che vuole avere voce.

Il diario di Pasquale è tutto interessante. Vi segnalo solo alcuni momenti..

Quando Pasquale parla della bella iniziativa intrapresa dal carcere di Catanzaro, di mettere in contatto detenuti con studenti delle scuole superiori..

Tramite la scuola di geometra che frequento da uditore, con i professori è stato creato un contatto con gli studenti fuori, scrivendo una lettera. Oggi mi hanno consegnato tre lettere di risposta di altrettanti studenti, Emanuele, Giiuseppe e Pietro. Mentre leggevo mi sono emozionato, credo sia dovuto al peso che hanno dato al contenuto del mio scritto. Mi ha fatto piacere e ha suscitato anche il mio orgoglio. Risponderò ai tre ragazzi, con l’augurio  che le mie parole possano essere utili. ”  (25 marzo)

Molto interessante è quando Pasquale si sofferma sulla vicenda del computer che gli è stato formalmente negato, insieme alla stampante. Pasquale dice:

“L’educatrice in via informale mi ha fatto capire che mi verrà rigettata la mia richiesta di ritirare computer e stampante dal magazzino e poterli usare. Pochi giorni fa hanno dato il computer al mio compagno di sezione Claudio, nella sua cella. Lui è iscritto come me all’Università. Pertanto hanno creato una discriminazione. Mi hanno fatto aspettare un anno per rispondermi no. Il mondo va avanti, ma qui a Catanzaro sembra come il libro di Primo Levi, “Cristo si è fermato a Eboli”. Il 21 gennaio 2011 il Ministero ha emanato una circolare per aprire al mondo esterno  sia le carceri sia le menti di chi li dirige, sottolineando con chiarezza che non è più accettabile legitimare limitazioni, restrizioni e divieti in nome del “totem” sicurezza. Con tutto ciò qui niente è cambiato, come se la circolare non fosse mai stata emanata.”

Perchè a un compagno di sezione è stato concesso il computer e non a Pasquale? E soprattutto perchè si deve essere così restrittivi nella concessione del’utilizzo del computer? Perchè sembra che invece di agevolare crescita e reinserimento, li si ostacoli, privando e limitando mezzi importante, che hanno un impatto potente nel percorso di molti detenuti. Sempre su questo tema, Pasquale ritorna in un momento successivo, quando dice:

“Qui a Catanzaro siamo ancora all’anno zero. Purtroppo non è colpa della Direttrice che vuole modernizzare il carcere, ma c’è un blocco di potere formato da un gruppo della polizia penitenziaria che mantiene il carcere nell’immobilismo medioevale, che ritiene sia un lusso dare ai detenuti il computer e la stampante, e con la tipica mentalità medioevale ritengono che tutto sia sospetto, pertanto i detenuti devono fare solo i galeotti, e quello che hanno è già troppo. Qualcuno dovrebbe dire loro che siamo nel terzo millennio e che il computer e la stampante non sono bombe, ma strumenti pedagogici per il trattamento rieducativo. Mi chiedo dov’è il D.A.P., dov’è il Provveditorato e dov’è la Magistratura di Sorveglianza.. sono latitanti. “

In pratica Pasquale asserisce (e non è la prima volta) che nel carcere di Catanzaro sussite un blocco di potere che impedisce qualunque cambiamento.

In un altro momento Pasquale allude a una importante decisione della Corte Costituzionale tedesca..

“La Corte Costituzionale della Germania ha emanato una sentenza storica. Ha stabilito che lo Stato ha l’obbligo di assicurare una prigione decorosa con almeno 6-7 metri quadrati di spazio per ogni detenuto, in modo da scontare la pena con dignità.” (8 aprile)

Emblematico è quando Pasquale richiama la vicenda, nota a non a molti, di Carlo Saturno.. ragazzo “suicida” in carcere.. o “suicidato”. Pasquale dice:

“Avevo già sentito la notizia nei TG, ma leggendo i quotidiani mi sono convinto che il suo suicidio è molto sospetto. Carlo Saturno, un ragazzo di 22 anni, è stato trovato impiccato nel carcere di Bari. Nel 2006, quando era detenuto nel carcere minorile di Lecce, aveva denunciato nove agenti per maltrattamenti e vessazioni. Doveva testimoniare al processo a giorni. Con la sua morte è stato rinvito.. e a breve andrà in prescrizione. La sorella ha dichiarato in TV che gli aveva scritto qualche giorno prima, informandolo che aveva paura, e lei non credeva al suicidio del fratello perchè era alto 1,75 e non poteva impiccarsi alla cuccetta del letto, essendo la stessa altezza. Ogni tanto episodi simili hanno risonanza mediatica, ma la maggioranza di questi eventi passa sotto silenzio. Negli ultimi dieci hanno ha ucciso più persone il sistema penitenziario che tutta la criminalità d’Italia. ”  (10/04/2011)

Insomma.. Carlo Saturno denuncia nove agenti per maltrattamenti e vessazioni.. e a pochi giorni dal processo.. lo trovano impiccato. Che strana coincidenza temporale? Guarda tu che “caso”… davvero singolare..

Molto inquietante è poi la vicenda che riguarda l’ex prefetto di Napoli, che è stato per tre anni anche Commisario nazionale antiracket e antiusura, e in sostanza avrebbe abusato del suo ruolo per chiedere prestazioni sessuali a sventurate che avevano bisogno del sostegno del fondo nazionale antiusura. Insomma.. la Mafia prende appunti.. difficile (se tutto è vero) trovare un tale così efficace modello di prassi mafiosa.

Alla fine del diario, Pasquale riporta i termini del botta e risposta che ha visto da una parte il Procuratore di Torino Bruno Tinti e dall’altra  la Comunità Papa Giovanni XIII (troverete tutto alla fine del post).

Ma voglio concludere questa premessa al diario con un passaggio emotivamente intenso e lirico, una bella immagine, un pò come certe rondini che strappano un sorrisi anche a un cielo grigio cemento.

“Tutti i mercoledì, tra le ore 7 e le ore 8 di mattina, sento gridare un bambino di circa 10-12 anni, chiama suo padre per salutarlo, nell’attesa di vederlo al colloquio. Ormai tutti i mercoledì aspetto che chiami suo padre. E’ diventata una voce familiare. Nel suo grido c’è tutto l’amore di un bambino per suo padre. Provo a immaginare la felicità del genitore quando sente la voce del figlio. Lui è un bambino fortunato, può vedere il genitore tutte le settimane. Ci sono genitori che per anni non vedono i loro figli, perchè trasferiti a centinaia di chilometri lontano da casa, e per motivi economici i familiari non possono portare i bambini in visita al padre. ”   (6/4/2011)

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo.. mese di aprile.

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L’ex prefetto di Napoli, che per tre anni, dal 2003 al 2006, è stato Commissario nazionale antiracket e antiusura, abusava del suo ruolo per chiedere prestazioni sessuali, anche da minorenni. Addiirittura una l’avrebbero drogata per approfittarne. A molte donne per farle accedere al fondo antiracket e antiusura le ricattava chiedendo sesso. Come al solito, persone del genere vanno agli arresti domiciali, mentre tanti poveri cristi , malati e anziani, vengono abbandonati nelle carceri anche con piccole pene e poco carcere da scontare. ”  15/04/2011


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Stamane in TV alla trasmissione “Bontà loro” di Maurizio Costanzo, gli ospiti erano i parlamentari Gasparri del PDL e Bianco del PD. La solita retorica, ormai ci campano e si rifanno la verginità, come se noi detenuti fossimo gli artefici dei problemi italiani, quando sono loro i maggiori  responsabili delle condizioni morali e materiali in cui versa l’Italia. Gasparri si vontava che la sua parte politica ha ristretto il 41 bis, segregandoli per sempre. Questa parola “segregare” mi ha dato una sensazione di nausea, perchè mi ha fatto pensare all’inquisizione e all’apartheid dei governi razzisti. Ormai è diventato normale e nessuno ne risente e né si indegna che in Italia ci sia la segregazione con la tortura. Dalla culla del diritto siamo finiti alla farsa del diritto. Ma ormai, essendo defunto, possiamo dire il cimitero del diritto.  –  23/03/2011

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L’ onorevole Formisoni del PD ha  fatto una interrogazione parlamentare sugli O.P.G. Nel discorso citava la trasmissione di domenica 20 marzo su Rai Tre “Presadiretta” sugli O.P.G.  e diceva al Ministro della Sanità Fazio se l’aveva vista e se ha provato vergogna per le barbare condizioni in cui vivevano i ricoverati, trattati peggio delle  bestie. Il Ministro ha risposto con frasi di circostanza, rinviando la soluzione del problema all’annno prossimo, lo stesso che rinviarlo alle calende greche. Ho visto la trasmissione, qualcosa di aberrante e sconvolgente, mai visto e sentito qualcosa del genere in 30 anni di carcere. Franco Basaglia aveva portato la civiltà in questi luoghi, questi barbari dei politici hanno riportato indietro le lancette del tempo. Hazel-Thompson diceva “una nazione non dovrebbe essere  giudicata sulla base di come tratta i suoi cittadini migliori, ma i suoi cittadini di basso rango. –  24/03/2011

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Tramite la scuola di geometra che frequento da uditore, con i professori è stato creato un contatto con gli studenti fuori, scrivendo una lettera. Oggi mi hanno consegnato tre lettere di risposta di altrettanti studenti, Emanuele, Giiuseppe e Pietro. Mentre leggevo mi sono emozionato, credo sia dovuto al peso che hanno dato al contenuto del mio scritto. Mi ha fatto piacere e ha suscitato anche il mio orgoglio. Risponderò ai tre ragazzi, con l’augurio  che le mie parole possano essere utili. Questo è un modo di interagire tra i detenuti e la società, affinché  le mura del carcere non delimitino due mondi, ma un solo mondo con una sola società. Il carcere non deve essere né sentirsi un corpo estraneo della società, ma parte integrante. Pertanto i contatti con la società devono essere agevolati con molteplici inaziative, che in futuro aiuteranno più facilmente l’inserimento nella comunità.  –  25/03/2011

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Bersani, il segretario del PD, in TV si ostina a difendere i PM con motivazioni assurde. A chi gli faceva notare che tutte le professioni pagano se sbagliano.. avvoati, ecc… perchè i PM e i magistrati in generale non debbono pagare? Ha risposto che se un magistrato sbaglia c’è la Cassazione. Qualcuno dei suoi dovrebbe insegnargli che la Cassazione non c’entra niente. Certi politici sono di una ignoranza abissale, hanno imparato a memoria una trentina di rsiposte e su quelle fanno affidamento per rispondere su tutto. I magistrati hanno approfittato di un vuoto politico per inserirsi nel potere reale del Paese. Con il tempo ne hanno abusato in modo sproporzionato, instaurando una sorta di dittatura delle toghe, che è la peggiore che si possa immaginare, e tengono il Paese in subbuglio. La maggioranza del Paese, giustamente, non si fida più dei magistrati. La difesa partigiana da parte del centrosinistra consegnerà di nuovo il Paese nelle mani di Berlusconi, fra due anni. “Che amarezza”, citando uno dei fratelli Cesaroni.  –  26/03/2011

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In Germania stanno discutendo una legge per proibire la marcatura a fuoco dei cavalli. Sono tutti d’accordo, tranne la lobby degli allevatori di cavalli. In Europa c’è una legge che protegge gli animali da trattamenti crudeli. Nessuno pensa che anche noi detenuti avremmo bisogno di qualche figura delle istituzioni che ci tuteli. Paradossalmente abbiamo un garante a Strasburgo per tutelare tutti i cittadini europei, inclusi anche i detenuti, ma nel nostro Paese non c’è nessuna figura che ci tuteli.  –  27/03/2011

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Mentre vedevo la TV, su un canale hanno parlato di Mandela, una persona che ammiro molto. Mi è venuto in mente che la settimana scorsa la figlia di Mandela ha presentato su Rai Tre un libro  sul Padre “Io, Nelson Mandela”. Mandela ha  scontato 27 anni di carcere, molto duri, come il nostro 41 bis. Ha subito torture, discriminazioni e oppressioni in ogni senso, ma con tutto ciò ha tenuto duro e fermo nella sua lotta per la libertà, l’uguaglianza e la democrazia. Quando è stato scarcerato ha dimostrato tuta la sua grandezza. Non ha fatto prevalere l’odio e la vendetta, ma l’amore, la pace e la riconciliazione tra i sudafricani. I suoi discorsi, come alcune citazioni,  rimarranno nel tempo della storia.

“Tutti gli esseri umani possono cambiare”. L’ha dimostrato instaurando il Tribunale per la riconciliazione nazionale. Tutte  le persone che appoggiavano l’apartheid e ne facevno parte come forze repressive, raccontavano quello che avevano fatto e non venivano incriminate.  Ha evitato una guerra civile che avrebbe creato un odio che si sarebbe radicato e tramandato alle future generazioni. Ha  puntato sull perseone. “Nessun uomo nasce con l’odio innato nei confronti di una razza o di una religione. La gente  impara ad odiare, ma se può imparare l’odio , può apprendere anche l’amore, perchè questo è un sentimento assai più naturale del suo opposto”. E ha ragione. Nessuno viene al mondo  con l’odio. Ce lo trasmettono , ma può essere sanato con la consocenza, il dialogo e il rispetto per il prossimo.  In un altro suo discorso dice “il perdono è un’arma potente, perchè libera l’animo e fa sentire padroni del proprio destino”. Quando si odia si è prigionieri di queso sentimento distruttivo. Perdonare ci libera da questa prigione. 

Se i nostri politici  lo avessero come esempio si comporterebbero  sicuramente più onestamente. I profeti che predicano odio sotto l’ombrello del circolo giustizialista dovrebbero prendere anche loro esempio, predicando amore e diritti uguali per tuti. I gradi uomi pensano e agiscono per il bene della comunità e delle future generazioni. I piccoli uomini si soffermano sui loro meschini interessi.  –  28/03/2011

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L’educatrice in via informale mi ha fatto capire che mi verrà rigettata la mia richiesta di ritirare computer e stampante dal magazzino e poterli usare. Pochi giornni fa hanno dato il computer al mio compagno di sezione Claudio, nella sua cella. Lui è iscritto come me all’Università. Pertanto hanno creato una discriminazione. Mi hanno fatto aspettare un anno per rispondermi no. Il mondo va avanti, ma qui a Catanzaro sembra come il libro di Primo Levi, “Cristo si è fermato a Eboli”. Il 21 gennaio 2011 il Ministero ha emanato una circolare per aprire al mondo esterno  sia le carceri sia le menti di chi li dirige, sottolineando con chiarezza che non è più accettabile legitimare limitazioni, restrizioni e divieti in nome del “totem” sicurezza. Con tutto ciò qui niente è cambiato, come se la circolare non fosse mai stata emanata. Non riescono a comprendere che il computer è un formidabile strumento pedagogico per il trattamento di recupero-rieducazione e reinserimento. Come fanno ad essere così miopi è un mistero.  Se oggi scrivo e la mai curiosità culturale è aperta a 360 gradi lo devo al computer e alla stampante.

Una frase dell’educatrice mi è rimasta impressa “con la penna scrive così tanto, figuariamoci con il computer cosa può combinare”. Non penso e non voglio pensare che sia questo il motivo reale del diniego  del computer e della stampante. Sarebbe assurdo, e in più si tratterebbe di una politica molto ma molto limitata nell’ottica rieducativa. Ho inviato subito reclamo al Ministero e domani tramite l’Ufficio Matricola o modello IP1 presento reclamo al Magistrato di Sorveglianza e un esposto denuncia alla Procura di Catanzaro. Mi auguro che qualcuno intervenga per sanare questa anomalia.  –  29/03/2011

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Come arrivano i primi tepori di primavera iniziano a uscire tanti scarafaggi. Ce ne sono tanti, sembra che ci sia una fabbrica che li sforni a getto continuo. Dai notiziari sulla rivolta in Libia non fanno altro che ridimensionare tutti questi ragazzi che si sono rivoltati; addirittura etichettandoli come un’armata brancaleone.  Con i raid aerei erano riusciti ad arrivare a pochi km da Sirte, la città natale di Gheddafi, e della sua tribù, ma nel volere dare la spallata  per entrare a Sirte, gli aerei dell’alleanza  non li hanno aiutati, consentendo alle truppe di Gheddafi di respingerli e fargli perdere alcune città che avevano conquistato in questi ultimi giorni.  Ho l’impressione che vogliono costringere i rivoltori a chiedere l’aiuto dell’alleanza con truppe di terra, in modo da entrare e controllare il paese quando tutto sarà finito. Non si spigano alcuni atteggiamenti. Hanno aspettato che Gheddafi arrivasse a Bengasi per intervenire. Adesso non gli danno il giusto supporto per fare proseguire gli insorti, inoltre non li riforniscono di armi, e siccome hanno solo armi leggere, contro le armi pesanti e i carri armati possono fare ben poco, anche perchè la Libia è un deserto pianeggiante. Dove c’è l’interesse, principalmente il petrolio, si gioca sempre sporco.  –  30/03/2011

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La trasmissione Forum su Canale 5 e Retequattro di Mediaset, condotta da Rita Dalla Chiesa, ha usato una delle causa per fare uno spot a Berlusconi, Bertolaso e il suo governo. Una signora che recitava la parte di una terremotata… le hanno fatto dire che in Abruzzo tutto è stato ricostruito, le attività sono aperte e chi non vuole rientrare nelle abitazioni è perchè sta bene negli alberghi. Rita Dall Chiesa, per non venire meno al suo servilismo,  ha osannato Bertolaso e indirettamente Berlusconi. Un atto vergognoso e spregevole.. speculare sulle sofferenze e i dolori dei terremotati, facendone uno spot elettorale. Fosse almeno vero, invece tutto è in alto mare. All’Aquila non ci sono le macerie perchè le ha rimossse la popolazione con un atto di ribellione. Addirittura il sindaco si è dimesso perchè alle chiacchiere di Berlusconi e Bertolaso non sono seguiti i fatti. Ormai il metodo dei proclami è cosnolidato. Funziona bene, perchè c’è un servilismo mediatico che fa da supporto, e quando le luci mediatiche si spengono  fanno di tutto per non farle accendere. Anche ieri Berlusconi è andato a fare un altro dei suoi proclami. Lo ha fatto a Lampedusa. Alcuni residenti hanno detto che se mantiene il 10% delle promesse ne saranno contenti. Ormai iniziano a conoscerlo un pò tutti.  –  31/03/2011.

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Nella trsmissione Annozero su Rai Due condotta da Santoro discutevano del processo breve. Non la guardavo, ma ci sono finito facendo zapping. Non piace Santoro, troppo settario. Non parliamo di Travaglio, un giustizialista della peggiore specie. Ho sentito  il  capogruppo PDL alla Camera, On. Cicchitto, che spiegava la riforma del cosiddetto processo breve. Hanno ridotto i tempi dei processi a sei anni e mezzo, sette anni e mezzo e undici anni e mezzo.  Ho pensato, quando ho sentito i termini, che hanno sbagliato norme alla riforma.. dovevano chiamarlo  processo lungo e non processo breve. Questi signori giustizialisti e la sinistra che per odio verso Berlusconi gli va dietro non si rendono conto che parlano di tanti anni per un processo, e che per la maggioranza delle persone si tratta anche di anni di carcere. Il processo non è un’entità astratta. A ogni processo corrispondo persone e le soffferenze del carcere, ma la foga giustizialista li acceca. Nella Costituzione non è sancito che si deve scontare la carcerazione anticipata. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha bacchettato tante volte l’Italia per i processi troppo lunghi. I processi devono avere dei tempi umanamente accettabili. Anche quelli del processo breve sono lunghi. La sinistra continua a difendere le rendite di potere e di privilegi dei magistrati. In questo modo fanno un regalo a Berlusconi che continuerà a vincere.  –  1/4/2011

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Ascoltavo la rassegna stampa  e una notizia mi è rimasta  impressa. Davano l’entità delle pensioni di alcuni politici. Giuliano Amato percepisce 31.000 euro di pensione al mese. Quando era Presidente del Consiglio, per mettere a posto i conti pubblici, tagliò tutte le pensioni, anche le minime che non superano le 500 euro al mese. Credo che non c’è bisogno di commenti. Inoltre prende anche uno stipendio come Presidente della Treccani, se non vado errato. Romano Prodi ha confessato che prende tre pensioni al mese. Walter Veltroni prende una pensione di 5500 euro al mese, avendo maturato la pensione di parlamentare, ma allo stesso tempo prende anche lo stipendio perchè eletto alla Camera. Clemente Mastella quando maturerà la pensione, ne prenderà cinque di pensioni. Lo ha dichiarato lui stesso. D’Antona, ex sindacalista, prende la pensione come medico specialista all’ospedale di Palermo. I medici dell’ospedale dissero che in 30 anni non l’avevano mai visto. Ora fa il Parlamentare e prende uno stipendio. Un consigliere regionale prende circa 3000 euro al giorno di pensione e sono 90000 al mese. Potrei elencarne ancora tanti che vivono come parassiti succhiando il sangue dello Stato a discapito della povera gente. Ormai si è creata una sorta di aristocrazia feudale che si sente al di sopra dei comuni mortali. Sono tutti uguali, da destra a sinistra. Pensano solo a se stessi, usando i beni della comunità per i propri fini.  –  2/4/2011

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Leggendo un articolo sul festival letterario di Pordenone, mi sono soffermato sulla dichiarazione  dello scrittore olandese Cees-Nooteboom. Una sua affermazione mi ha ridato un pò di orgoglio di essere italiano.. “l’Italia  e gli italiani sono più seri dei suoi governanti”. Sono contento che l’abbia detto un europeo, ciò significa che gli italiani non sono confusi con i politici che si ritrovano. Il giudizio di uno straniero ci può dire come siamo realmento o almeno dovrebbe darci la possibilità di farcene un’idea, e non i discorsi mielosi dei nostri media asserviti a Berlusconi e ai potentati vari.  Se ci fosse stato anche qualche intellettuale italiano a fare discorsi del genere, avrebbe smosso un pò le acque stagnanti  in cui la palude politica ha ridotto tutto ciò che ha toccato. Purtroppo i nostri intellettuali sono tutti legati al potere reale, essendo che l’editoria è in mano alle poche persone che detengono il potere in Italia.  –  3/4/2011

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Dopo l’episodio dello stupro nella caserma dei carabinieri di Roma, ho letto un altro episodio analogo in Sardegna. Un carabiniere ha stuprato una donna mentre era in servizio e la donna aveva chiesto aiuto. Il realo lo ritengo il più infame, chiunque lo commetta, insieme a quello sui bambini.. ma fatto da tutori dell’ordine, in posti dove la legge e l’ordine dovrebbero essere la norma, è molto più grave. Quello che salta agli occhi è che basta avere una divisa addosso per avere una sorta di impunità e con le massime garanzie in ogni senso. Chiunque verrebbe arrestato, invece i tutori dell’ordine vengono trasferiti, o al massimo sospesi. Non solo le persone non sono uguali davanti alla legge, ma anche lo stesso reato non è uguale per tutti, dipende da chi lo commette.  –  4/4/2011

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A giugno ci sono i referendum sull’acqua e sul nucleare. Mi auguro che la gente comprenda l’importanza e vada a votare per fare fallire queste due sciagurate decisioni  di questo governo. Avendo privatizzato l’acqua, nel tempo non si vergognerebbe di commercializzare qualunque cosa.  Anche noi detenuti stiamo partecipando con le nostre firme al referendum dell’acqua. Sforzandomi ho imparato a bere l’acqua del sindaco. Qui a Catanzaro è un pò salata, ma è questione di abitudine. Prima consumavo più di una cassa d’acqua a settimana. Ho capito che era più una questione di condizionamento psicologico che un reale bisogno. L’acqua è un bisogno primario e non si può renderla un business. Metterei nella Costituzione che l’acqua non può essere privatizzata e il suo prezzo non deve incidere nel bilancio delle famiglie.  –  5/4/2011

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Tutti i mercoledì, tra le ore 7 e le ore 8 di mattina, sento gridare un bambino di circa 10-12 anni, chiama suo padre per salutarlo, nell’attesa di vederlo al colloquio. Ormai tutti i mercoledì aspetto che chiami suo padre. E’ diventata una voce familiare. Nel suo grido c’è tutto l’amore di un bambino per suo padre. Provo a immaginare la felicità del genitore quando sente la voce del figlio. Lui è un bambino fortunato, può vedee il genitore tutte le settimane. Ci sono genitori che per anni non vedono i loro figli, perchè trasferiti a centinaia di chilometri lontano da casa, e per motivi economici i familiari non possono portare i bambini in visita al padre. Anche se lo stato non vuole farlo per i genitori, perché li ritiene criminali; dovrebbe farlo per le migliaia di bambini che soffrono per non potere vedere il padre con frequenza. E questo stato psicologico riporterà ripercussioni alla loro psiche per tutta la vita. Lo Stato dovrebbe emanare una legge che consenta a tutti i detenuti di scontare la pena nella propria regione, una sorta di federalismo detentivo.  –  6/4/2011

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Oggi un bracono con 300 immigrati somali, eritrei ed etiopici (vecchie colonie italiane) sono naufragati e si sono salvati solo in 53. Sono morti tutti i bambini e, su circa 60 donne, ne sono sopravvisssute solo due. Una tragedia, e non sarà l’ultima. Otre trenta anni fa Pier Paolo Pasolini disse “folle di disperati attraverseranno su barconi improvvisati il Mediterraneo. Fu profetico, ma in ciò sta anche la grandezza degli intellettuali. Era prevedibile che le dittature non potevano fare da muro in eterno. Viceversa se avessero fatto sviluppare la democrazia e l’economia non si sarebbe avverato ciò che aveva previsto Pasolini. Credo che se l’Europa non mette insieme un programma per tutti i paesi del Mediterraneo, principalmente di sviluppo in tutti i settori, con il rispetto dei diritti e delle libertà civili, lo stato attuale sarà solo l’inizio di una invasione su larga scala. Fossi al loro posto farei lo stesso; venire in Europa ad ogni costo. Ogni essere umano sogna e aspira a una vita degna di essere vissuta.  –  7/4/2011

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La Corte Costituzionale della Germania ha emanato una sentenza storica. Ha stabilito che lo Stato ha l’obbligo di assicurare una prigione decorosa con almeno 6-7 metri quadrati di spazio per ogni detenuto, in modo da scontare la pena con dignità. In caso contrario di scarcerarli in attesa che ci sia il posto letto per scontare la pena. Priam della Corte Costituzionale tedesca furono i norvegesi, 25 anni fa, a stabilire questo principio.. di scontare la pena quando c’era il posto letto.. “ridurre le attese per scontare la pena”. Perciò  da un quarto di secolo hanno la lista di attesa delle persone che devono scontare la pena. Gli stessi aspettano a casa che si liberi un posto letto. Credo che questo principio dovrebbe valere in tutta l’Unione Europea. L’Italia, che ha un sovraffollamento che rasenta  la tortura fisica e morale, potrebbe applicare questo principio, ma immagino il circolo giustizialista. L’opposizione è forcaiola. Quello che si metterebbero a fare.. solo per sbraitare contro Berlusconi, sanza pensare minimamente alla civiltàd el principio. In Italia c’è una permanente arena politica. Sono sempre a litigare per il potere, però sono sempre d’accordo a non  toccare i loro privilegi e ad aumentarli ogni volta che ne hanno la possibilità.  –  8/4/2011

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Ho visto una trasmissione sui templi di Paestum, in provincia di Salerno, a pochi Km da casa mia. Ha spiegato la storia della nascita di questa città per mano dei greci che la chiamarono Poseidonia, con la conquista romana gli cambiarono il nome in quello attuale. Mentre spiegava faceva vedere i tempi, i muri di cinta e la planimetria della città. Comprendeva che ogni pietra rappresentava la storia e l’evoluzione del Meridiose nel periodo della Magna Grecia. Mentre guardavo riflettevo. Sono passato migliaia di volte davanti a quelle che consideravo solo pietre. Mai mi sono fermato né soffermato a pensare al grande tesoro artistico che avevo davanti  e alla fortuna di abitarci vicino. L’unica considerazione che facevo era la benedizione per le migliaia di turisti che venivano a visitarli, per i soldi che portavano, senza associare le due cose.. cultura ed economia. Non c’è dubbio che la mia ignoranza era molto profonda. Se un giorno uscirò andrò a visitarli per godermi appieno la bellezza di questo museo a cielo aperto.  –  9/4/2011

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Avevo giàs entito la notizia nei TG, ma leggendo i quotidiani mi sono convinto che il suo suicidio è molto sospetto. Carlo Saturno, un ragazzo di 22 anni, è stato trovato impiccato nel carcere di Bari. Nel 2006, quando era detenuto nel carcere minorile di Lecce, aveva denunciato nove agenti per maltrattamenti e vessazioni. Doveva testimoniare al processo a giorni. Con la sua morte è stato rinvito.. e a breve andrà in prescrizione. La sorella ha dichiarato in TV che gli aveva scritto qualche giorno prima, informandolo che aveva paura, e lei non credeva al suicidio del fratello perchè era alto 1,75 e non poteva impiccarsi alla cuccetta del letto, essendo la stessa altezz. Ogni tanto episodi simili hanno risonanza mediatica, ma la maggioranza di questi eventi passa sotto silenzio. Negli ultimi dieci hanno ha ucciso più persone il sistema penitenziario che tutta la criminalità d’Italia.  –  10/04/2011

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Questo governo, per agevolare l’onnipotente ENI, l’ENEL che è il capofila del partito nucleare e le multinazionali del petrolio e del gas,  stanno cercando di sfasciare tutto ciò che di buono  si stava facendo nel campo delle energie rinnovabili. In Sicilia, l’ex ministro Scajola e il suo successore hanno dato tante autorizzazioni a trivellare in mare e in terraferma, senza curarsi dei rischi ambientali, addirittura mentre assistevano al disastro ambientale degli Stati Uniti. Cosa strana, mentre hanno autorizzato le trivellazioni, hanno bocciato un parco off-shore eolico in Sicilia. Sarebbe stato il più grande del mondo, avrebbe prodotto l’elettricità per la popolazione di Trapani e provincia per tutto l’anno. L’Italia ha iniziato in ritardo di fronte alla Germania, la Spagna e altri Stati europei. Ci eravamo ripresi bene, costruendo un pool di imprese che ha creato migliaia di posti di lavoro nel settore della green economy, riuscendo a tenere testa alla Germania. Il governo taglia gli incentivi per bloccare questa locomotiva in corsa, per agevolare l’ENI, l’ENEL, ecc. Neanche frena sul nucleare,  a dispetto dei fatti del Giappone. In modo furbesco ha solo rinviato. Il presidente Caldoro in Campania vuole fare costruire una centrale nucleare vicino cas sua, a qualche km dai templi di Paestum (SA), conosciuti in tutto il mondo. Purtroppo una bestia simile è arrivata alla presidenza della Campania, per i disastri che ha combinato Bassolino. Mi auguro che qualcuno lo fermi e gli faccia capire che il nuclerae è solo un altro problema più grave ai problemi che già ci sono in Campania. L’ENI ha investito 10 milioni di dollari nella università americana Standford-University.. non poteva investire in una università italiana. Questi zar del petrolio non si riesce a fermarli, anche se i disastri ambientali cominciano ad essere troppo grandi. I cinesi iniziato a capirli, perchè il deserto è arrivato quasi a Pechino, e per fermarlo stano costruendo una muraglia verde con 300 milioni di piante su un territorio di 250000 km, quasi quanto il territorio italiano. Bisogna invertire la rotta e andare verso le energie rinnovabili. Non è una questione di scelta, ma è necessario per il futuro del nostro pianeta.  –  11/04/2011

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Il ministro della difesa tedesco si è dimesso perchè aveva copiato la tesi di laurea. Il ministro degli esteri giapponese si è dimesso perchè avrebbe ricevuto 2180 euro di finanziamenti in cinque anni da una signora coreana  settantenne proprietaria di una rosticceria. Per piccole cose in molti Paesi i politici  si dimettono per rispetto alla nazione e ai cittadini. In Italia se si dovessero dimettere per queste cose, il 99% dei nostri parlamentari andrebbe a casa. Leggevo che il Sottosegretario Daniela Santanché ha falsificato il suo curriculum con titoli che non ha mai avuto. Lei neanche ci pensa a dimettersi, anzi va in tv a fare la moralista giudicando e condannando tutti, principalmente la parte politica avversa. La colpa non è dei politici, ma di tutti i poteri che li sostengono, principalmente la Chiesa che li protegge e che li sostiene con il suo silenzio.  –  12/04/2011

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Un militare di leva in servizio nel 1978, dopo 33 anni ha dichiarato che, all’epoca del sequestro Moro, l’avevano messo di guardia con altri dieci uomini di fronte alla casa dove tenevano sequestrato Moro, in via Montalcini a Roma. Gli dissero che Moro era nell’appartamento a piano rialzato e che l’appartamento sopra era pieno di microfoni per sentire tutto quello che dicevano nell’appartamento sotto dov’era Moro. L’8 maggio 1978, il giorno prima della morte di Moro, gli fu dtto che la missione era finita e di dimenticare tutto quello che gli avevano detto e che aveva visto. IL 9 maggio 1978 Moro fu ucciso. Questa notizia doveva essere ripresa da tutti i notiziari, invece c’è stato silenzio da parte di tutti i media. Ho trovato la notizia su un giornale regionale. Questo dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, che Moro fu ucciso dallo Stato, che si servì delle Brigate Rosse Ora si spiega perchè tutti gli imputati del sequestro Moro sono tutti usciti. Fra 10-20 anni verà a galla che anche le stragi del 1992-1993 furono comissionate dallo Stato, però nel frattempo sono morte centinaia di persone nelle carceri, e migliaia pagano ancora per le leggi emergenziali e centinaia sono sepolti vivi nel regime di tortura del 41 bis.  –  13/04/2011

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In passato avevo letto che sul periodo dal 1860 al 1870 c’era il segreto di Stato. Mi pareva una cosa strana che, dopo tanti anni,  tenevano il segreto sul periodo dell’unificazione d’Italia. Leggo su un quotidiano che la consigliera regionale della Campania, Anita Sala, ha preparato un’ordine del giorno che è stato approvato dal Consiglio Regionale, dove la giunta del presidente Caldoro dovrà battersi perchè venga tolto il segreto di Stato sui fatti dell’Unità d’Italia relativi al Mezzogiorno, racchiusi in 150000 documenti. Se dopo 150 anni c’è ancora il segreto di Stato sulla nostra storia, come si può sperare che venga tolto sui fati recenti dalle stragi degli anni ’70 a Moro, alle stragi degli anni ’90. Credo che il problema è che siamo nati male e che tutti gli errori di allora si sono ripetuti nel tempo.  –  14/04/2011

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L’ex prefetto di Napoli, che per tre anni, dal 2003 al 2006, è stato Commissario nazionale antiracket e antiusura, abusava del suo ruolo per chiedere prestazioni sessuali, anche da minorenni. Addiirittura una l’avrebbero drogata per approfittarne. A molte donne per farle accedere al fondo antiracket e antiusura le ricattava chiedendo sesso. Come al solito, persone del genere vanno agli arresti domiciali, mentre tanti poveri cristi , malati e anziani, vengono abbandonati nelle carceri anche con piccole pene e poco carcere da scontare.  –  15/04/2011

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E’ uscito dopo 17 anni di carcere, a fine pena, Nicola Grande. Era detenuto con me a Parma, ed era qui a Catanzaro per un processo. L’On. Angela Napoli, come al solito, per mettersi in mostra, è capace di inventarsi qualsiasi menzogna. Ha palesato favori e sospett su tutti, per essere stato scarcerato prima. Ciò dimostra che non si è neanche informata. In caso contrario avrebbe saputo che è uscito a fine pena , ed è stato assolto su altri processi. Per avere visibilità mediatica infanga senza crearsi problemi, sicura dell’impunità. Questi emeriti giustizialisti di mestiere concepiscono la società metà un giardino e l’altra metà da giudicare e condannare. Loro in cima, affiancati dalle procure a dare il giudizio su ciò che è bene e ciò che è male. Una dittatura dei giudici è la peggiore immaginabile, con i giustizialisti come ceto politico. Nessuna dittatura potrebbe essere paragonata ad una oscurità del genere.  –  16/04/2011

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Al festival del giornalismo Roberto Saviano ha dichiarato che quando ti opponi al potere criminale, vieni delegitimano. L’arroganza di questo signore è sconfinata. Confonde le sue castronerie, che gli sono state fatte notare, per attacchi di delegittimazione della criminalità. Si difende con lo stesso metodo di Berlusconi. Mentre parlava della macchina del fango e come fermarla.. dovrebbe spiegarlo, perchè lui è un maestro in questo campo. Infanga a 360 gradi, senza preoccuparsi di tutte le sofferenze che infligge e il nome delle persone che rovina, seguendo la scia delle procure e del circolo giustizialista a cui appartiene. La mia impressione è che si sente al di sopra del popolino, pertanto ritiene di avere il diritto di potere sindacare su tutto e tutti senza preoccuparsi del male che causa. Poteva usare questo suo potere mediatico per aiutare la sua gente, ma ha ritenuto più conveniente, per potere e ricchezza, di fare il predicatore di odio.  –  17/04/2011

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Il sogno è svanito. Il Napoli ha perso in casa con l’Udinese. Sarà difficilissimo riprendere sei punti di distacco dal Milan. I sogni ti danno quel benessere emotivo che ti fa stare bene, anche se ci sono quelli che ti coinvolgono di più, e quelli che sono limitati, per loro natura. Credo che in carcere la pena più infame sia quella di non potere coltivare grandi sogni.  –  18/04/2011

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Leggo su un quotidiano che lo staff di Salvatore Cuffaro, ex Presidente della Regione Sicilia, gli ha aperto una pagina su facebook, e questo gli consente di continuare ad avere solidarietà dai suoi sostenitori che lo votano. Ritengo che sia bello, ma anche giusto, perchè una persona, anche se detenuta (sta scontando sette anni per favoreggiamento a Cosa Nostra) non deve perdere la sua cittadinanza in seno alla comunità, partecipando alla vita sociale nei limiti consentiti, ed essere attivo nelle dinamiche della società. La notizia che mi ha colpito è che nell’articolo si menziona che Cuffaro, nel carcere di Rebibbia dove è detenuto, ha il computer portatile in cella. E’ un fatto normale, perchè ci sono tutte le autorizzazione dal 2000, sia ministeriali e sia nel Regolamento di Esecuzione.

Qui a Catanzaro siamo ancora all’anno zero. Purtroppo non è colpa della Direttrice che vuole modernizzare il carcere, ma c’è un blocco di potere formato da un gruppo della polizia penitenziaria che mantiene il carcere nell’immobilismo medioevale, che ritiene sia un lusso dare ai detenuti il computer e la stampante, e con la tipica mentalità medioevale ritengono che tutto sia sospetto, pertanto i detenuti devono fare solo i galeotti, e quello che hanno è già troppo. Qualcuno dovrebbe dire loro che siamo nel terzo millennio e che il computer e la stampante non sono bombe, ma strumenti pedagogici per il trattamento rieducativo. Mi chiedo dov’è il D.A.P., dov’è il Provveditorato e dov’è la Magistratura di Sorveglianza.. sono latitanti.  –  19/04/2011

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Il direttore del TG di Italia 1 (Mediaset), Mario Giordano, ha scitto un libro sulle pensioni d’oro, con scandalosi dati.. dal consigliere regionale siciliano che prende 9000 euro di pensione al mese, a quella di Giuliano Amato che ne prende solo un terzo, 31000 euro; poverino, chissà come arriva a fine mese il Dottor Sottile. La cosa che non mi è piaciuta è che chiedeva a gran voce che venisse approvata una legge per abolire  le pensioni sociali per chi fosse stato condannato per reati mafiosi. Un reato del genere può essere anceh un furto, una piccola truffa. ecc.; basta che gli venga applicata l’aggravante dell’art. 7. L’appellativo mafioso non è una sorta di titolo nobiliare, ma sono alcuni reati. L’applicazione el citato aggravante dell’art. 7, che comporta l’entrata nel famigerato art. 4 bis Ordinamento Penitenziario, e si diventa mafiosi a tutti gli effetti, senza bisogno di battesi o altro. Siamo tutti cittadini della Repubblica italiana, con il diritto di uguaglianza senza distinzioni, come recita l’art. 3 della Costituzione. Pertanto questa  stupida crociata per vendere qualche libro in più è razzista e miserabile. I cittadini che commettono un reato vengono giudicati e, se riconosciuti colpevoli, condannati a scontare la pena in carcere, ma non perdono i loro diritti civili. Qualcuno dovrebbe informare il signor Giordano. Il sistema pensionistico italiano è scandaloso. Gli operai lavorano 40  anni per prendere una pensione da fame, mentre ai politici bastano 30 mesi prendere una pensione molto lauta. Poi ci sono le classi privilegiate che hanno i fondi pensione privati e non versano i contributi all’INPS, tra cui i giornalisti, la categoria del direttore Mario Giordano.  –  20/04/2011

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Il Procuratore del Tribunale di Torino, Bruno Tinti, ha rilasciato un’intervista a “Il Fatto quotidiano”. E’ inutile commentarlo. Si commenta da sè. La allego integralmente alla risposta della Comunità Papa Giovanni XXIII. Credo che ci vorrebbero test periodici per i magistrati, sia di valutazione psichiatrica e sia per valutare il grado di conoscenza del diritto e le leggi italiane. Lascio la valutazione dell’articolo a chi lo legge.  –  21/04/2011

La Comunità Papa Giovanni XXIII risponde all’articolo del Procuratore di Torino sull’ergastolo

Rimini, 1 aprile – Dott. Tinti, con i suo dati imparziali e irreali fa sembrare l’ergastolo una pena necessaria, mentre la stessa è stata abolita da Paesi che noi consideriamo meno civili, Brasile compreso.

Il Fatto Quotidiano, 27 febbraio 2011
B&C hanno fatto una legge che impedisce il rito abbreviato per i delitti puniti con l’ergastolo. Questa volta non si può dire che vogliano salvare il loro capo: non pare che B. abbia commesso delitti di questo tipo: corruzione, falsi in bilancio e frodi fiscali sì; forse concussione e prostituzione minorile pure; ma assassinii pare di no. Quindi la legge dovrebbe avere un suo perché. E, in effetti, ce l’ha. I cultori del luogo comune si riempiono la bocca con la “ferocia” delle pene detentive: Tizio è stato condannato a 10, 15, 20 anni di prigione: orrore! E, per l’ergastolo: “Fine pena mai!”, cosa indegna di uomini civili! Stupidaggini. Le pene detentive, in Italia, non sono mai quelle che sembrano. 30 anni di prigione, in concreto, sono circa 8 anni e 7 mesi. Capisco che pensate sia una balla, ma vi giuro che è proprio così. Nel nostro ordinamento vi sono 4 straordinari istituti: la legge Gozzini, i permessi premio, la semilibertà e l’affidamento in prova al servizio sociale.

Secondo la legge Gozzini, ogni anno di prigione vale 9 mesi perché, ogni anno, 3 mesi vengono abbuonati. Non è proprio automatico; bisogna che il detenuto non abbia fatto casino. Avete capito bene: non deve aver tenuto una buona condotta, aver fatto opere di bene, essersi adoperato nell’interesse della comunità carceraria o cose del genere. No, basta che non abbia piantato grane. Se non rompe, gli regalano 3 mesi ogni anno.
I permessi premio si possono dare nella misura massima di 1 mese e mezzo all’anno; e di fatto così avviene. Quindi ogni anno di prigione in realtà sono 7 mesi e mezzo.

Dopo 15 anni il condannato può avere la semilibertà: di giorno va a lavorare e la notte torna in carcere. Solo che questi 15 anni, in concreto, sono 11 anni e 7 mesi per via di Gozzini e permessi premio. Sicché, dopo 11 anni e 7 mesi, un condannato a 30 anni di galera in prigione ci torna per dormire!

Ma non basta: quando gli mancano 3 anni per finire la pena, anche la semilibertà viene eliminata e il nostro galeotto viene affidato in prova al servizio sociale. Insomma, e fidatevi dei calcoli, uno che è condannato a 30 anni di galera, in realtà fa 8 anni e 7 mesi circa.
Ora, succede che, se un imputato di omicidio o di qualche altro delitto che prevede l’ergastolo chiede il giudizio abbreviato, per una serie di motivi che non sto a spiegare, può essere condannato, al massimo, a 30 anni di galera. Che, come si è visto, sono in realtà 8 anni e 7 mesi. Mentre, se fosse processato con il giudizio ordinario e si beccasse l’ergastolo, farebbe almeno 15 anni e 4 mesi circa. Eh, proprio così: perché anche per l’ergastolo valgono tutti quei benefici che ho elencato più sopra; solo che i calcoli sono un po’ diversi. Insomma, con la legge voluta da B&C , i peggiori delinquenti almeno un po’ di galera (un po’, altro che “fine pena mai”) se la fanno. Il che mi pare cosa buona e giusta.

Chi ha votato con B&C? Idv. E ha fatto bene perché una proposta buona, ovviamente, non diventa cattiva perché la fa uno cattivo. E chi ha votato contro? Il Pd. E ha fatto male, perché non è così che si fa opposizione. Soprattutto quando, mentre era al governo, si è “dimenticato” di abrogare la legge sul falso in bilancio e di farne una sul conflitto di interessi.

Bruno Tinti (Procuratore del Tribunale di Torino)

- Ci rivolgiamo a lei, Dott Tinti: noi siamo dei semplici volontari carcerari, ma il carcere lo conosciamo bene, perchè ce lo facciamo almeno un giorno tutte le settimane. Abbiamo un  Servizo Carcere e  da anni appoggiamo la lotta degli ergastolani per l’abolizione di questa pena disumana. Già nel 2007 il nostro fondatore, Don Oreste Benzi, dopo aver incontrato gli ergastolani di Spoleto, decine e decine di uomini in carcere ininterrottamente da 20-30 e senza prospettive di uscire, affermava che questa pena priva di qualsiasi speranza e prospettiva, risulta crudele e degradante. 

Lei dice testualmente: Ergastolo, “Fine pena mai”, cosa indegna di uomini civili!  Stupidaggini. Le pene detentive, in Italia, non sono mai quelle che sembrano. 30 anni di prigione, in concreto, sono circa 8 anni e 7 mesi. Capisco che pensate sia una balla, ma vi giuro che è proprio così.  

Dott. Tinti, noi incontriamo ogni settimana decine e decine di persone condannate all’ergastolo, senza speranza, ostative ai benefici penitenziari, persone che sono in carcere dal 1979, ragazzi di 40 anni che sono stati condannati all’ergastolo a 18 anni e che non sono mai usciti, neanche per il funerale del padre. Ragazzi che hanno vissuto più tempo della loro vita in carcere che fuori, persone che l’ ergastolo se lo vivono sulla propria pelle, giorno dopo giorno, anno dopo anno, da decenni. Noi li incontriamo: sono sempre lì, estate, inverno, Natale e Pasqua: non escono di giorno, come dice lei  e non hanno la cella del carcere come letto dove rientrare per dormire, ce l’hanno come tomba. Noi vediamo il tempo scorrere sui loro volti, settimana dopo settimana, e lasciare solchi profondi.   E non è, come lei sostiene, che non escono perchè hanno piantato grane, o rompono. No, molti di loro   nella riflessione e nella sofferenza, sono arrivati ad  una revisione  interiore sugli errori del passato, hanno studiato,  tutto questo nonostante  un sistema carcerario che per le condizioni in cui è ridotto costringe a beffa l’articolo 27 della Costituzione che sancisce che le pene devono tendere alla rieducazione.

Dott. Tinti, lei è una persona esperta e  quindi il cittadino comune che l’ha letta in quell’articolo è autorizzato a pensare che la sua sia una fonte attendibile, ma allora, se fosse vero quello che lei afferma,  e cioè che con la legge Gozzini tutti escono  al massimo  dopo 8 anni e pochi mesi, e perciò lei auspica l’approvazione di una legge che prevede che gli ergastolani facciano  almeno 15 anni,  perché allora in Italia ci sono più di 100 ergastolani che hanno alle spalle più di 26 anni di detenzione, il limite previsto per accedere alla libertà condizionale? La metà di questi 100 ha addirittura superato i trent’anni di detenzione.
Al 31 dicembre 2010 gli ergastolani in Italia erano oltre 1.500: quadruplicati negli ultimi sedici anni, mentre la popolazione “comune” detenuta è “solamente” raddoppiata.
Se tutti uscissero, come sostiene lei,  non potremmo  certo avere oggi  1.512 condannati a quella che di fatto invece  è una pena di morte mascherata.

Lei dice ancora:  “Dopo 15 anni il condannato può avere la semilibertà: di giorno va  a lavorare  e la notte torna in carcere”, ma lo sa che i dati ufficiali del Ministero della Giustizia dicono che al 31 dicembre 2010 i detenuti presenti nelle carcere italiani erano  67.961 e quelli in semilibertà poco più di 900? E di questi solo 29 sono ergastolani?  29 su 1.512, a fronte di quasi 100 in detenzione da oltre 26 anni: non sembra anche a lei questo un Paese dove esiste, eccome, la certezza della pena?

Dott. Tinti, con i suo dati imparziali e irreali fa sembrare l’ergastolo una pena necessaria, mentre la stessa è stata abolita da Paesi che noi consideriamo meno civili, Brasile compreso.  Secondo il Sipp sono stati 18 gli ergastolani suicidatesi nel 2010, ma non vogliano discutere solo a suon di dati: noi la invitiamo a venire con noi. Venga con noi un giorno ad incontrare gli ergastolani, noi le proproniamo volti, corpi ingabbiati e storie vere. Saranno loro a parlare, non i nostri numeri. Venga con noi una giornata, poi riparleremo di ergastolo. Oppure ci dica qual’è il suo Tribunale che fa scontare un ergastolo con  8 anni e pochi mesi: avremmo centinaia di detenuti pronti a trasferirsi.
Nella rivista “Ristretti Orizzonti” anno 12, numero 3 maggio-giugno 2010, pag. 34, e Paolo Canevelli, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Perugia rilascia questa dichiarazione:
(…) Per finire, e qui mi allaccio ai progetti di riforma del Codice penale, non so se i tempi sono maturi, ma anche una riflessione sull’ergastolo forse bisognerà pure farla, perché l’ergastolo, è vero che ha all’interno dell’Ordinamento dei correttivi possibili, con le misure come la liberazione condizionale e altro, ma ci sono moltissimi detenuti oggi in Italia che prendono l’ergastolo, tutti per reati ostativi, e sono praticamente persone condannate a morire in carcere.

Anche su questo, forse, una qualche iniziativa cauta di apertura credo che vada presa, perché non possiamo, in un sistema costituzionale che prevede la rieducazione, che prevede il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, lasciare questa pena perpetua, che per certe categorie di autori di reato è assolutamente certa, nel senso che non ci sono spazi possibili per diverse vie di uscita. (Roma 28 maggio 2010, intervento al Convegno Carceri 2010: il limite penale ed il senso di umanità).

Aldo Moro nelle sue lezione universitarie avvertiva gli studenti, ma forse anche il legislatore e i politici:
«Ricordatevi che la pena non è la passionale e smodata vendetta dei privati: è la risposta calibrata dell’ordinamento giuridico e, quindi, ha tutta la misura propria degli interventi del potere sociale, che non possono abbandonarsi ad istinti di reazione e di vendetta, ma devono essere pacatamente commisurati alla necessità, rigorosamente alla necessità, di dare al reato una risposta quale si esprime in una pena giusta».

Il Responsabile Generale

Diario di Pasquale De Feo 22 gennaio – 21 febbraio

Eccoci oggi con uno degli appuntamenti che sono diventati un classico su questo Blog. Il diario mensile che Pasquale De Feo (attualmente detenuto a Catanzaro) ci invia. Questo appuntamento mensile con Pasquale De Feo è nato da una intuizione di Carmelo Musumeci.

Pasquale condivide uno squarcio del suo mondo, del suo giorno per giono, con noi. E sebbene si parla, come è inevitabile e giusto, tanto di ciò che attiene alla realtà del carcere, lo sguardo di Pasquale spazia con un respiro ampio.. offrendo la dimensione di un uomo che è in ricerca, che vuole costantemente crescere, imparare e migliorarsi.. e che ha riflessioni importanti da fare, e da condividere.

In questa “puntata” si va dalla rievocazione delle leggi razziali alla grande tematica delle energie alternative, di cui Pasquale è un appassionato. Dai crimini delle Foibe, colpevolmente tenuti sotto silenzio per cinquant’anni (con la complicità anche di peronaggi cinici come Togliatti), alla pratica costante di manipolazione dei media, imperterriti nel coltivare i peggiori istinti forcaioli; istinti strumentalizzati anche da politici senza scrupoli. Dalla guerra in Somalia, al caso Cesare Battisti, e alla necessità di voltare finalmente pagina e chiudere la stagione degli anni di piombo.

E’ come sempre tutto da leggere ciò che Pasquale ci invia, ma prima di lasciarvi al suo diario di gennaio, voglio citare due passaggi.

Uno è quello in cui rievoca la oscura stagione del supercarcere dell’Asinara, vissuta personalmente anche dallo stesso Pasquale. Passaggio nato dalla riflessione sulla vita e l’opera del grande scrittore dissidente russo Solzenicyn che passò anni nei famigerai Gulag sovietici:

Solzenicyn, il premio nobel russo, ricordava ogni anno il giorno dell’arresto.. il 9 febbraio 1945.. per avere criticato Stalin, passò otto anni nei Gulag. Il 9 febbraio di ogni annno lo ricordava mangiando lo stesso cibo che gli davano nel Gulag.. un tozzo di pane raffermo, un bicchiere d’acqua e una speciale zuppa di latte senza latte. Diceva alla mogllie che per ricordare le sofferenze umane bisognava riviverle. Scrisse “Arcipelgao Gulag”,e per questo fu espulso dall’Unione Sovietica.

Leggendo ciò  mi è venuto in  mente che quando ero all’Asinara, nel 1992, sottoposto al regime di tortura del 41bis, subivamo la fame, la sete, il freddo, una doccia settimanale di pochi minuti, niente corrispondenza, a parte con i familiari più stretti, e tante altre repressioni e vessazioni. Ci dicevamo tra di noi.. “quando lo racconteremo non ci crederanno”. Anche Solzenicyn non fu creduto da milioni di comunisti nel mondo, quando raccontò l’orrore dei Gulag, perchè era smentito dallo Stato Sovietico. Oggi sappiamo che era tutto vero.”

E poi un bellissimo passaggio sulla libertà mentale, che nessuno può togliere ad un essere umano, che consente di sentire il proprio spirito libero, anche se circondati da mura, ostacoli e limitazioni.

Credo che la vera prigione sia nella testa delle persone più che nella delimitazione fisica. Il carcere psicologico è devastante perchè impedisce di vedere al di là dell’orizzonte che ci siamo o ci hanno costruito, e pertanto il mondo diventa molto piccolo. La restrizione fisica non limita i pensieri, perchè non è possibile mettere le manette alla mente. Mi concentro su tutto quello che posso fare e non sui limiti che la mia consapevolezza mi pone. Viaggio spaziando nell’universo del mio cervello, dove non ci sono mura e cancelli, niente mi è precluso, ed esaudisco ogni desiderio. La libertà mentale è più importante del recinto che ti impongono.  –  2/02/2011″

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo per il mese di gennaio.

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Sentire i vari Alfano, Fede, Berlusconi, Casellati, Gasparri, ecc… dire che le Procure violano le leggi, la Costituzione, i diritti, ecc, che ormai siamo in uno stato di polizia, la dittatura dei P.M., ecc. Penso che questi signori dovrebbero vergognarsi, per rifarsi una verginità hanno fatto leggi infami e miserabili che ora si ritociono anche contro di loro. Hanno ristretto tutto in carcere, principalmente nel regime di tortura del 41 bis. Non hanno potuto togliergli l’ora d’aria. Se potevano l’avrebbero fatto.

Sentire Berlusconi lamentarsi che le persone indagate sono state trattenute una giornata senza contatti con nessuno, e perquisizioni senza rispetto nelle abitazioni, buttando tutto all’aria e sequestrando telefonini, computer, soldi, ecc., come se fosse un’operazione Antimafia. Qualcuno dovrebbe dirgli che quando le forze dell’ordine vanno a casa delle persone (comuni) fanno lo stesso, e se non gli aprono subito la porta, la butano giù. In un’operazione di polizia, con qualunque titolo venga nominata, si possono fare. Viceversa se tocca a Berlusconi e ai suoi amici, non si rispetterebbere i diritti e si sovvertirebbe la democrazia. Questo signore ha una visuale della realtà molto distorta, che credo gli venga dalla sua corte che lo consiglia e gli fa apparire un mondo a misura delle sue passioni.   22-01-2011

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In questi giorni, in tutti i canali TV e nei quotidiani non si parla altro che dei vizi di Berlusconi, o forse e meglio dire della sua vita goderecci, e che i PM li hanno trasformati in reati. Berlusconi è potente e non riesce a difendersi dai PM, pensate a un semplice cittadino come potrebbe difendersi contro lo strapotere delle procure. Ormai da circa un ventennio i PM sono usciti dall’alveo costituzionale, hanno costruito un potere abnorme, supportato da un gruppo di potere composto da politici, media, personaggi vari, e siccome si ritengono gli unici depositari della verità, nessuno può contrastarli, perchè finirebbe nel tritacarne mediatico giudiziario.

Il maggiore responsaile di questo stato di cose è il PD (Partito Democratico), perchè non riesce a troncare questo legame incestuoso con i PM e una parte della magistratura. Sono convinti che senza vincere le elezioni, i PM gli consegneranno il Paese. Le procure da parte loro ne hanno approfittato e hanno instaurato una dittatura giudiziaria. Per questo motivo, anche se è un mascalzone, Berlusconi vincerà di nuovo alle prossime elezioni.   23-01-2011

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I notiziari hanno dato grande enfasi per l’arresto di un centinaio di presunti mafiosi negli U.S.A. da parte dell’ F.B.I., ritenendolo la più grande operazione nella storia. Mi domando, ma i giornalisti italiani hanno una memoria così corta? In Italia sono 30 anni, che con la famigerata legge Andreotti del 1982, il reato di cui al 416 bis, che blitz di queste dimensioni sono la normalità.

Ricordo nel 1983, in Campania ci fu un bliz di 800 persone; nello stesso anno anche io fui colpito da un bliz di altre 200 persone. Nel tempo ce ne sono stati migliaia, da Palermo a Milano. L’ultimo qui in Calabria di 300 persone. Chi capita in questi calderoni, è un miracolato se riesce a dimostrare la sua innocenza.   24-01-2011

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Bruno Contrada ha discusso la liberazione anticipata, gli è stata rigettata perchè non ha collaborato. E’ singolare che non si prenda minimamente in considerazione  che una persona possa essere innocente. Ormai sembra di essere nella ex Germania dell’Est. Chi collaborava con la Stasi (servizi segreti) era un ottimo cittadino, chi non collaborava diventava un pericoloso sovversivo d reprimere e da escludere dalla società. Bruno Contrada ha lavorato per 30 anni nella polizia, e prima dell’arresto, in via gerarchica, era il numero 3 dei servizi segreti. Se a uno come lui non danno un beneficio penitenziario, lascio immaginare se possono dare qualcosa ai tanti poveri Cristi che sono nelle carceri.   23-01-2011

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Oggi un compagno, qui con me, ha realizzato una sua idea, che avevo subito abbracciato quando me ne parlò. Ha fatto uno stampato d divulgare tra i carcerati e da spedire all’ambasciata brasiliana, per solidarizzare con il Presidente Lula e il Brasile, per giusta decisione che ha preso, di non estradare Battisti. Se lo portano in Italia, sarebbe condannato a morte e alla tortura. Lo seppellirebbero vivo nel regime di tortura del 41 bis fino alla fine dei suoi giorni. Una pena di morte diluita nel tempo, con la tortura quotidian. Inoltre si chiede all’ambasciatore brasiliano di informare le diplomazie francesi e inglesi affinché intervengano, come fecero nel 1865, per moderare la repressione dello Stato italiano nei confronti dei cittadini meridionali e ristabilire il rispetto dei diritti umani, civili e politici. C’è un’omertà criminale che è coperta con la dicitura di Stato democratico e civile.   26-01-2011

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Oggi è il mio compleanno, compio 50 anni, ma è anche il giorno della memoria, l’olocausto degli ebrei da parte dei nazisti. Un popolo (gli ebrei) che ammiro, perchè ha reagito sempre a tutte le persecuzioni, sopravvivendo.  In millenni di distruzioni, genocidi e deportazioni, non hanno perso la loro identità, la loro lingua e le loro leggi. Hanno fatto di ogni posto del mondo in cui sono andati la loro terra promessa. Ogni popolo sradicato dalla propria terra è scomparso. Gli  Ebrei, con il loro libro (la Bibbia) sono stati più forti di chiunque altro. Onore a questo popolo che è degno di ammirazione e rispetto.   –  27/01/2011

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A Firenze, un’insegnante ha detto ai suoi alunni, facendo finta di leggere una circoalre ministeriale, che entro il 15 aprile, dovevano portare il certificato di nascita e di residenza, anche quello dei genitori e dei nonni, perchè chi non era nato a Firenze e in Toscana, da settembre non poteva più frequentare la scuola. I ragazzi erano increduli e allibiti alla notizia. E’ subentrata la disperazione e la rabbia per una legge così ingiusta. Dopo una mezz’ora, l’insegnante ha detto loro la verità, che si trattava di una finzione, ma l’aveva fatto per fargli capire cosa avevano provato i ragazzi ebrei nelle scuole, con le leggi razziali del 1938. Cred che i ragazzi non dimenticheranno mai più il 27 gennaio, giorno della memoria dell’Olocausto nazista, e capiranno quanto sia infame e miserabile qualunque razzismo.  –  28/01/2011

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Oggi tutti i TG hanno dato la notizia dell’apertura dell’anno giudiziario. Mi sembra una riunione con vestiti d’epoca. Dicono sempre le stesse cose: confermare il loro potere spropositato e attaccare tutti quelli che non osano riconoscere la loro dittatura e vogliono intaccare i loro privilegi.

Gli avvocati hano indetto uno sciopero per protetare contro l’immobilismo  politico sulle riforme non fatte della giustizia. Non parteciperanno alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, ritendendolo un rituale ottocentesco, che continua a relegare gli avvocati in posizione gregaria. Tutti i magistrati che hanno aperto l’anno giudiziaria, hanno detto che si pagano troppi indennizzi. Quest’anno sono stati circa un centinaio, ma i tempi di pagamento sono lunghi, e anche su questo è dovuta intervenire la Corte Eurpea dei Diritti dell’Uomo, condannando l’Italia.

Un filosofo greco diceva che “la soluzione di un problema è all’interno del problema stesso”. In questo caso il problema sono i magistrati, e fno a quando non verrà fatta una riforma radicale, che riporterà gli stessi nel ruolo della loro reale funzione, non solo la giustizia non funzionerà, ma anche la politica non potrà governare essendo sotto ricatto. Inoltre enssun cittadino può essere sicuro di avere giustizia e di avere la forza di potersi difendere contro lo strapotere dei magistrati.  –  29/01/2011

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Totò Cuffaro ha passato la prima notte in cella, nel carcere di Rebibbia. L’on. Calogero Mannino è andato a trovarlo. Cuffaro gli ha raccontato che non era abituato al freddo del carcere, e ha patito molto il freddo della notte. Inoltre ancora doveva farsi la doccia, forse gliela facevano fare il giorno dopo. Nei giorni seguenti ai vari parlamentari che andavano a trovarlo, ha confidato che ha pianto molto durante le notti. Ha chiesto un posto di lavoro per essere impegnato. L’hanno spostato dal reparto A.S. e messo in un reparto comune, ed era in attesa di una cella singola,e di un lavoro o in biblioteca o in infermieria.

Non credo che un semplice cittadino-detenuto avrebbe avuto in pochissimi giorni tutte queste agevolazioni: essere declassificato, avere una cella singola e un lavoro, che a lui serve per occupare il tempo, mentre ai detenuti serve per guadagnare quella miseria che danno, essendo che il 99% dei detenuti è povero.

Quando era Presidente della Regione Sicilia sono stato detenuto nel carcere dell’Ucciardone, un vergogna per la civilà italiana ed europea. Ho dovuto lottare tenacemente per farmi trasferire. In tutti gli anni che è stato Presidente, on si è  mai interessato delle carceri; la stessa cosa vale per il suo padre putativo Calogero Mannino, nonostante abbia conosciuto il carcere. Sentirli lamentarsi cme fossero vittime del sistema,  quando ne fanno parte, credo si amolto sgradevole per migliaia di detenuti che subiscono da anni tanti abusi e nefandezze.  –  30/01/2011

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Solzenicyn, il premio nobel russo, ricordava ogni anno il giorno dell’arresto.. il 9 febbraio 1945.. per avere criticato Stalin, passò otto anni nei Gulag. Il 9 febbraio di ogni annno lo ricordava mangiando lo stesso cibo che gli davano nel Gulag.. un tozzo di pane raffermo, un bicchiere d’acqua e una speciale zuppa di latte senza latte. Diceva alla mogllie che per ricordare le sofferenze umane bisognava riviverle. Scrisse “Arcipelgao Gulag”,e per questo fu espulso dall’Unione Sovietica.

Leggendo ciò  mi è venuto in  mente che quando ero all’Asinara, nel 1992, sottoposto al regime di tortura del 41bis, subivamo la fame, la sete, il freddo, una doccia settimanale di pochi minuti, niente corrispondenza, a parte con i familiari più stretti, e tante altre repressioni e vessazioni. Ci dicevamo tra di noi.. “quando lo racconteremo non ci crederanno”. Anche Solzenicyn non fu creduto da milioni di comunisti nel mondo, quando raccontò l’orrore dei Gulag, perchè era smentito dallo Stato Sovietico. Oggi sappiamo che era tutto vero.

Avevo letto in un libro che un Ebreo in un campo di concentramento nazista, quando la disperazione l assaliva, rivolgendosi al cielo ripeteva un versetto della Torah, “Dio della vendetta non dimenticare”. Lo avevo preso a prestito, e lo ripetevo spesso per darmi forza. In Italia dopo quasi 20 anni, lo Stato parla ancora del regime di tortura del 41bis, come fosse una normale detenzione, mistificando la realtà. L aviolenza di Stato è più brutale di qualsiasi crimine.  31-01-2011

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Nei TG ho sentito la notizia che il figlio di John Gotti, degunto qualche anno addietro e ritenuto capo di una delle cinque famiglie di New Yok, ha proposto all’attore John Travolta di interpretare il padre nel film da lui finanziato. Si sono incontrati a cena in un ristorante, sono stati fotografati dai paparazzi, e le foto sono state pubblicate da tutti i giornali. L’attore avrebbe accettato la proposta. Neglii Stati Uniti non ha fatto nessuno scalpore, la notizia è stata data con enfasi, ma niente di più. Ricordo che quando John Gotti stava facendo il processo in tribunale, lo andarono  a trovare alcuni attori di livello mondiale, tra cui Anthony Quinn. La notizia fu trasmessa dai media, e fece il giro del mondo, ma non fece scalpore e nessuno si stracciò le vesti.

Mi sono immaginato l’evento qui in Italia. Il circolo mediatico dell’antimafia avrebbe messo su un teatrino e tutti i soggetti interessati sarebbero stati messi alla gogna e schiacciati. Ormai in Italia c’è un clima come quello degli Stati Uniti ai tempi del Maccartismo. Il senatore Mc Carthy faceva vedere sovietici e comunisti da tutte le parti. Questo gli permetteva di tenere tutti sotto scacco, perchè poteva rovinare chiunque in breve tempo. Negli U.S.A. durò pochi anni, in Italia sono circa 20 anni che va avanti. Berlusconi che è il più ricco e potente uomo che c’è in Italia, non riesce a difendersi dagli attacchi del circolo mediatico antimafia, e con fatica riesce a contenerli. Figuriamoci se un semplice cittadino può avere la forza per difendersi. Credo che tutti dovrremmo riflettere su questo strapotere, perchè limita fortemente la nostra democrazia e le nostre libertà civili.  –  1/02/2011

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Credo che la vera prigione sia nella testa delle persone più che nella delimitazione fisica. Il carcere psicologico è devastante perchè impedisce di vedere al di là dell’orizzonte che ci siamo o ci hanno costruito, e pertanto il mondo diventa molto piccolo. La restrizione fisica non limita i pensieri, perchè non è possibile mettere le manette alla mente. Mi concentro su tutto quello che posso fare e non sui limiti che la mia consapevolezza mi pone. Viaggio spaziando nell’universo del mio cervello, dove non ci sono mura e cancelli, niente mi è precluso, ed esaudisco ogni desiderio. La libertà mentale è più importante del recinto che ti impongono.  –  2/02/2011

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H letto su un quotidiano “volpe ferita spara al cacciatore”. E’ successo in Bielorussia. Il cacciatore nel prendere la volpe ferita, nel divincolarsi con una zampa, ha premuto il grilletto del fucile, ferendo il cacciatore. Ogni tanto si inverte l’ordine delle cose. Dovrebbe succedere più spesso. In ogni campo, per dare l’imput per riflettere, essendo che si riflette poco. Tutto è fatto di corsa, in modo frenetico. Anche io ho questa tendenza, ma poi mi soffermo e rifletto.. dove devo andare così di fretta? a nessuna parte. Ho tutto il tempo per fare ogni cosa. Dicono che ai detenuti, e in particolare agli ergastolani, il tempo non manca. Sembrerà strano.. non ho mai tempo sufficiente per fare tutto quello che vorei.  –  3/02/2011

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Quando ero al carcere di Parma, arrivò un detenuto del Marocco, si chiamava Mohamed El Fari. Era stato arrestato in provincia di Perugia per terrorismo islamico. Conoscendolo si trattava di una persona bravissima, buon padre di famiglia, ma poverissimo, era venuto in Italia per lavorare. Aveva la biancheria estiva quando arrivò. Anche in inverno continuò ad avere gli stessi indumenti. Non ne aveva altri. Tremava dal freddo. Con un pò di tribolazione, un pò io e un pò Padre Celso riuscimmo a fargli avere un pò di biancheria invernale. Il carcere di Parma si disinteressa di uesti problemi, e non agevola le persone che vogliono dare una mano. Ho letto che dopo avere scontato la pena per associazione terroristica è stato espulso. Avendo un pò di esperienza di carcere e di processi, sono certo che era innocente e l’espulsione è stata una grossa ingiustizia. Un povero Cristo immolato sull’altare della foga repressiva giustizialista contro gli islamici.  –  4/02/2011

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Nell’immaginario comune l’Olanda è il Paese più aperto e liberale del mondo. Ho letto che è l’unico Paese Europeo che nel 2004 ha emanato una legge che definisce l’acqua un bene pubblico. Ciò ha impedito che potesse essere privatizzata. Essere aperti non  vuole dire dare tutto in mano ai privati che pensano solo al lucro, e non al bene comune. I politici italiani dovrebbero copiarla una legge simile, ma come al solito prevale il senso predatorio e hanno emanato leggi per privatizzarla.  –  5/02/2011

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Un imprenditore canadese è andato in Somalia via Kenia come turista. Siccome erano 20 anni che i somali non ne vedevano, non ci credevano e scoppiavano a ridere quando lo diceva, come se stesse raccontando una storiella. Ricordo quando tutte le TV del mondo ripresero lo sbarco in pompa magna dei marines americani sulle spiagge della Somalia. Tutti gli scandali di torture e stragi, con la partecipazione dei soldati italiani, che successero nel periodo della loro occupazione. Gli americani credevano di fare una passeggiata, e invece dovettero ritirarsi con la coda tra le gambe, lasciando il Paese peggiore di come l’avevano trovato. In più i seguagi di Bin Laden hanno preso il sopravvento.  –  6/02/2011

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Sono un appassionato di energie rinnovabili e di tutto quello che riguarda l’ecologia. Leggo e seguo tutto quello che scrive Jeremy Rifkin, teorico della terza rivoluzione industriale. Concordo con le sue teorie, credo che la via della green economy possa produrre milioni di posti di lavoro e abbattere l’inquinamento.

Purtroppo l’economia del petrolio non ha nessuna intenzione di perdere i miliardi di dollari che guadagna. E pertanto con il suo enorme potere frena questa rivoluzione. Ma alla fine si farà, perchè è l’inquinamento che lo impone. Ogni rivoluzione  non è stata fatta perchè è mancata la materia prima, ma perchè era necessaria. Spesso vengono fuori notizie che alimentano la speranza per un futuro più ecologico e pulito. Una famiglia inglese, in un anno ha riciclato tutti i suoi rifiuti, tranne un sacchetto pieno di materiali non riciclabili. Se tutti facessero così non ci sarebbero problemi di discariche che inquinano. Un poliziotto inglese, infiltratosi per sette anni tra gli ecologisti e i noglobal d’Europa, una volta scoperto è passato con gli ecologisti. Forse ha capito che i buoni non stavano dalla parte dalla quale lavorava prima.  –  7/02/2011

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A Berlino, in Germania, durante il potere di Hitler, un libraio nascose migliaia di libri che erano stati messi all’indice dai nazisti. Rischiò la vita per la cultura. Se l’avessero scoperto, lo avrebbero subito condannato a morte. Queste sono persone da cui prendere esempio, perchè chi dà tanto valore alla cultura, farà sempre del bene all’umanità.  –  8/02/2011

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I leghisti hanno fatto una lista di proscrizione di scrittori e dei loro libri messi all’indice, con la scusa che chi firmò l’appello a favore di Battisti, non deve inquinare le menti dei veneti. Ci hanno incluso anche scrittori che non hanno firmato l’appello. Tutte le storture della storia sono iniziate in questo modo. Quello che fa impressione è il silenzio mediatic. L’indice ai libri l’hanno messo solo il  nazismo, il fascismo, il comunismo e le religioni.. poteri assoluti. Sembravano cose del passato, m la storia, se non si è vigili, si è condannati a ripeterla.  –  9/02/2011

Il capo della D.N.A., Piero Grasso, in una conferenza tenuta in una facoltà di Giurisprudenza, ha detto che i piccoli soprusi e i piccoli reati, anche se non si vedono, finiscono per inquinare le relazioni sociali. La sua riflessione è anche condivisibile, ma dovrebbe riguardare tutti, e non esserci angoli della società dove si fa finta di non vedere e, in alcuni casi, di coprire, perchè sono pezzi delle istituzioni a commettere abusi, reati e soprusi. Il Cardinale Martini afferma che “chi è orfano della casa dei diritti, difficilmente sarà figliio della casa dei doveri”.  –  10/02/2011

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Il problema carcere è diventato un gioco politico. Quello dei pochi agenti è un falso problema.Ci vorrebbero più educatori e assistenti sociali, con la sburocratizzazione da tante norme astruse che imprigionano con lacci e lacciuoli la carcerazione alternativa. Siccome questo discorso non paga, in termini di consenso, allora la tendenza della politica è di percorrere il giustizialismo e la discriminazione, per sobillare gli spiriti forcaioli che alzano le percentuali nei sondaggi. Tutto ciò si evidenzia anche nel linguaggio della politica e dei media. Si criminalizza ogni dissenso, intere categorie di persone.. e si reprime con foga i piùd eboli. Mentre per la crescente criminalitàd ei colletti bianchi ipocritamente si ricorre alla teoria della mela marcia, che dopo che è stata beccata avrebbe capito l’errore, e pertanto non si dovranno accanire perchè non lo farà più. L’equtà non c’è nei processi, né nello scontare la pena. Tutto ciò negli ultimi anni è peggiorato. La forza e il potere sono diventati gli unici strumenti di gestione della giustizia.  –  12/02/2011

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Ieri era il giorno della memoria per le stragi delle Foibe. Nel dopo guerra i comunisti italiani non si opposero e, in alcuni casi, aiutarono i partigiani di Tito contro gli italiani dell’Istria e della Dalmazia, per spargere il terrore fecero stragi e saccheggi, costringendo 350.000 italiani a scappare. L’esodo fu una pulizia etnica.

E’ palese che ci fu il consenso di Togliatti, che a sua volta ricevette l’ordine da Stalin, perchè Tito era un comunista. Togliatti non si è mai opposto alle decisioni di Stalin, anzi le condivise e partecipava con ferrea disciplina a tutti i crimini di Stalin, dale sparizioni degli esuli italiani a Mosca, dai migliaia di morti dei soldati italiani lasciati a morire di stenti nei Gulag.. su 200.000 ne rientrarono circa 16.000.. e ci furono tanti altri crimini. Se Togliatti si fosse opposto, i partigiani non avrebbero permesso non solo le stragi, ma anche la pulizia etnica e l’occupazione dell’Istria e la sua perdita per sempre.

Le Foibe sno cavità carsiche molto profonde. I partiani tetini (poi esercito jugoslavo) buttarono migliaia di italiani nelle Foibe. Quando gli italiani dell’esodo istriano passavano nelle stazioni ferroviarie, i comunisti italianii organizzarono proteste con la scusa che erano tutti fascisti. Gente spaventata e disperata, che non aveva più niente, invece di trovare una accoglienza calorosa, furono ingiuriati e insultati in tutti i modi. Togliatti doveva legittimare l’infame decisione di appoggiare le Foibe e la pulizia etnica, criminalizzando come fascisti tutti gli italiani dell’esodo. Furono messi in vari campi d’accoglienza. La povertà e l’indigenza erano di casa, essendo scappat solo con quello che potevano portare a mano. Anche se patirono la fame, nessuno dei 350.000 fu mai arrestato per furto o altro.

Per 60 anni c’è stata una censura di Stato, sia per non irritare il partito comunista (subalterno a Mosca fino alla caduta dell’Unione Sovietica nel 1989, anche con finanziamenti) e sia per non rinvangare l’infame comportamento avuto dai fascisti italiani nei confronti delle popolazioni dell’ex Jugoslavia, con molti campi di sterminio. Mussolini si era comportato come Hitler.

Ancora oggi, dopo tanti anni, non è stato fatto un film che rppresenti la realtà storica di questo tragico ed infame episodio. Il silenzio della storia è un crimine peggiore dei crimini che si vogliono coprire.  –  11/02/2011

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L’episodio di Battisti ha fatto molta notizia, e se ne è parlato e discusso molto. Negli anni ’70-’80 furono migliaia i ragazzi di destra e di sinistra che abbracciarono la lotta armata, e migliaia ripararono all’estero dopo la sconfitta da parte dello Stato. Ancora oggi in tanti sono all’estero e si sono rifatti una vita. Perseguire ancora quei ragazzi, attualmente di una certa età, tutti con più di 50 anni, è un modo vendicativo di guardare quel periodo storico.  La ribellione di quella generazione è stata politicizzata. Credevano di cambiare ils istema con le armi. Oggi capiscono che è stata una follia, ma quando si è giovani l’ideale offusca la ragione. Credo che avremmo dovuto farlo da tempo. Guardare quelle vicende con gli occhi della Storia. Continuando a stumentalizzarle, la piaga rimane sempre aperta. Pertanto  bisogna chiudere politicamente questo doloroso periodo del nostro passato, e lasciare la parola agli storici. Dopo la guerra, con il govendo di unità nazionale, Togliatti ministro della giustizia emanò un’amnistia e chiuse il tragico periodo del dopoguerra (oggi un periodo simile andrebbe davanti a un Tribunale Internazionale per i crimini contro l’umanità). Erano passati pochi anni. Noi, dopo oltre 30 anni, ancora dobbiamo farlo.  –  13/02/2011

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Ho letto su un quotidiano che due PM sono stati condannati. Uno era stato già sospeso, e l’altro era in pensione. Erano due sostituti procuratori nazionali antimafia. Quando c’erano i processi facevano incontrare tutti i pentiti in un  hotel. Una volta erano una trentina tutti insieme, e siccome c’è stato un periodo in cui due dichiarazioni convergenti erano una prova, immagino quante persone siano state condannate da innocenti, o senza nessuna prova.

A Messina è uscito tutto a galla, per l’onestà di un avvocato che ne difendeva parecchi, viceversa, in tanti altri luoghi, gli avvocati che difendevano i pentiti sono stati complici e conniventi, e migliaia di persone sono ancora in carcere con condanne lunghissime, tra cui centinaia di ergastoli.

Nessuna procura ha mai denunciato un pentito per calunnia, quando venivano colti sul fatto. C’è un avvocato nel partito di Di Pietro. Non riusciva neanche a comprarsi la macchina, girava su una Vespa 50.. con l’avvento del pentitismo è diventato ricco e potente, ed ora siede in Parlamento con l’auto blu. L’arricchimento dei pochi ha causato la sofferenza di migliaia di persone e la distruzione di centinaia di nuclei familiari.  –  14/02/2011

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Ogni giorno ci sono morti nelle carceri, suicidi, finti suicidi, malattie, anzianità, persone lasciate morire e morti sospette. Molti subiscono problemi psichiatrici, parziali e permanenti. Le condizioni nelle carceri, a dire di tutti sono incivili, degradanti, e in alcuni casi di tortura. Tutti gli addetti ai lavori dichirano che il governo deve fare qualcosa, ma non faranno niente, perchè hanno vinto le elezioni sulla sicurezza, sollecitando gli spiriti forcaioli, e intendono usare lo stesso metodo per le prossime elezioni. Il rapporto dei suicidi tra detenuti e le persone libere è di 19 a 1, con una percentuale cinque volte più alta tra i detenuti ristretti nel regime di tortura del 41bis. Le percentuali sono sproporzionate e non possono essere spiegate con la ridimensione della libertà personale. Gli spazi sono sempre più ristretti, anche con la costruzione dei nuovi padiglioni. Ciò alimenta la tensione e la disperazione che sfociano in vari modi.

A Reggo Calabria, quando l’agente del reparto dove si svolgevano i colloqui con gli avvocati, è chiamato per fare la traduzione dei detenuti, il reparto colloqui rimane chiuso, e i detenuti non possono avere colloqui con i propri avvocati. La Costituzione sancisce che al difesa è un diritto sacro e inviolabile, ma ormai nelle carceri non c’è nessunn diritto certo. Adriano Sofri ha scritto una lettera su Repubblica. Ha centrato tutti i problemi. Li conosce avendoli vissuti. Fino  a quando le carceri saranno ritenute discariche sociali, non cambierà mai niente.  –  15/02/2011

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I disoccupati di Napoli hanno scioperato per la mancanza di occupazione, e per sollecitare quei pochi soldi del sussidio per tirare avanti. Tante associazion si sono collegate tra dil oro per protesstare insieme contro i tanti problemi sociali, in modo da incidere meglio, così si sono collegati  i disoccupati, i precari, i manifestanti delle discariche di Terzigno e Chiaiano e tanti altri. La politca con tutto il codazzo che la circonda, non sapendo rispondere ai problemi che loro stessi hanno contribuito a creare e a non sapere risolvere, percorre la scorciatoia più sicura di criminalizzare ogni dissenso. A ciò si adeguano anche tutte le istituzioni dello Stato. Il questore di Napoli, per criminalizzare i disoccupati, ha dichiara che vedeva la presenza di “facce di camorristi” tra i disoccupati. E’ singolare che il viso possa esprimere una categorria. Negli anni dell’ “unificazione d’Italia” misurvano il cranio per giustificare perchè nel Meridione c’erano migliaia di briganti: “la conformazione cranica denotava una razza inferiore, ribelle e dedita a delinquere”. Ogni potere cerca in tutti i modi di stroncare ogni dissenso popolare. Vogliono dei vegetali, per poter meglio fare i loro comandi. Martin Luther King diceva che “un uomo muore quando smette di lottare contro le ingiustizie”. Pertanto lottare è vita, e non bisogna smettere mai.  –  16/02/2011

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A Cuba hanno fermato i plotoni d’esecuzione e commutate una trentina di condanne a morte alla pena di 30 anni. L’O.N.U. ha approvato una nuova risoluzione per la moratoria sulla pena di morte. 108 paesei hanno votato a favore, 41 hanno votato contro e 36 si sono astenuti. Ormai c’è una grande maggioranza per l’abolizione. I compilatori del Codice Penale francese del 28-09-1791, pur prevedendo la pena di morte (credo per motivi politici) avevano abolito l’ergastolo, ritenendolo molto più disumano, illegittimo e inaccettabile della pena capitale.  La Francia ha abolito la pena di morte molti anni fa. Tutti i paesi del mondo, a parte le dittature, si adeguano con leggi all’evoluzione dei tempi.  L’Italia, meritoria nella battaglia per l’abolizione della pena di morte, dimentica che ha in casa la pena di morte – anche se diluita nel tempo – l’ergastolo.  17/02/2011

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Dopo tanti mesi dal mio trasferimento qui a Catanzaro, ho avuto una Famiglia Cristiana tra le mani. Era di molti mesi fa.. ottobre. In tanti anni di carcere, tutti i religiosi, nelle carceri in cui sono stato, distribuivano Famiglia Cristiana, tutte le settimane a tutti i detenuti. Qui a Catanzaro non la passano a nessun detenuto, ed è la prima volta che accade. Ho scritto al vescovo per informarlo, mi ha risposto, ma nulla è cambiato.  –  18/02/2011

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In tante parole dette dai politici, traspare odio. La TV, la carta stampata.. riportano tutto ciò, e la gente lo metabolizza. Contro noi detenuti i politici alimentano un odio feroce, unicamente per un becero ritorno di consenso elettorale. Nello sfogliare alcuni appunti ho trovato una frase di Nelson Mandela. Lui sapeva cosa significasse la discriminazione, l’odio e l’oppressione del carcere. “Nessuno nasce con l’odio innato nei confronti di qualcuno o di qualcosa. La gente impara a odiare, ma se può imparare l’odio, può imparare anche l’amore, perchè questo è un sentimento assai più naturale del suo opposto”. Questi politici e i media che danno loro fiato, dovrebbero  prendere esempio da un uomo del genere, ma temo che da nani quali sono, non potranno mai imitare un gigante come Mandela.  –  19/02/2011

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Rimasto solo mentre ero nel cortile, dove prendiamo l’aria.. così è chiamato in gergo carcerario uno spazio dove poter passeggiare. Stando seduto sul tppettino dove facevo gli addominali, guardandomi intorno riflettevo: nella sezione dove sono ubicto siamo una ventina. Nelle altre sezioni sono 60-70 persone. Come farebbero a muoversi se scendessero tutti insieme? Neanche gli animali hanno così poco spazio.  –  20/02/2011

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Uun membro della Commissione per i diritti umani, lo scorso settembre ha partecipato ad un convegno sui diritti umani in Europa. Uno dei relatori era un membro della Commissione Europea contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti.  La Commissione contro la tortura visita tutte le carceri e le stazioni di polizia degli Stati dell’Unione Europe, scrivendo dei rapporti, che il Consiglio d’Europa valuta.. e poi irroga sanzioni contro gli Sti Europei che violano le norme della Convenzione sui diritti umani.

L’Italia ha il primto in tema di sanzioni per le condizioni delle carceri. Il relatore della commissione contro la tortura perende al parola e dice “abbiamo tre Paesi sotto costante controllo, per i continui abusi e le continue violazioni del divieto di tortura e trattamenti disumani e sono l’Italia, la Cecenia e la Romani”.

E’ vergognoso, ci riteniamo la culla del diritto, ma forse è meglio dire la “fossa” del diritto, essendo che siamo paragonati alla Cecenia, dove non c’è legge da 20 anni, e i diritti umani non sono neanche presi in considerazione.  –  21/02/2011

Diario di Pasquale De Feo 22 ottobre – 21 novembre

Il Diario di Pasquale De Feo.. è ormai diventato un appuntamento cardine di questo Territorio per Uomini Liberi, per Anime Libere. Libere perché le catene non hanno distrutto la spinta interiore e liberi voi, perché visitate e valutate a occhi aperti, senza incensamente e pietismi, ma neanche senza pregiudizi aprioristici.

Questo diario che Pasquale ci manda ogni mese dal carcere di Catanzaro è sempre uno spaccato, che si pone su vari livelli. Le tematiche carcerarie restano centrali, naturalmente, ma si parla anche di libri, speranze, drammi, riflessioni, rapporti umani.. E’ come un diario di bordo, fogli di carta scritti da una nave circondata dal mare. Eppure.. qualcuno scrive…

Il diario è sempre uno strumento rivelatore e terapeutico. Terapeutico anche per chi legge. Naturalmente certi diari sono di una banalità e di una pesantezza micidiale. E’ l’esatto contrario del caso di Pasquale De Feo.

E’ tutto da leggere il diario di novembre che vi trovere dinanzi tra poco (per l’esattezza dal 22 ottobre al 22 novembre) ma voglio segnalarvi alcuni passaggi in particolare.

Quando Pasquale parlando dei costi medi per ogni detenuto scrive..

 <<sul totale di 113 euro, costo medio per ogni detenuto, per posto, igiene e trattamento rieducativo, si spendono 7,36 euro, una parte irrisoria, per le cose più importanti. Il resto serve per tenere in piedi l’apparato elefantiaco del sistema penitenziario. Il 50% della cifra totale dovrebbe essere sperso per la rieducazione, i posti letto, l’igiene, il lavoro e la formazione. Ma ciò non avviene, perché il carcere è diventato un business dove attingono in tanti e a piene mani. Per questo motivo nessuno ha interesse a cambiare la situazione, e si cerca in tutti i modi di tenere alta la tensione criminalizzando i detenuti, in modo da giustificare comportamenti illeciti, e tenere nascosta la realtà. Tra cui anche questa spesa sbilanciata in favore dell’apparato mastodontico della burocrazia.>>

Ora è vero che quando si parla di costi è sempre bene tenere presente che è difficile avere un quadro chiaro e quindi le verità potrebbero essere differenti… ma se davvero delle 113 euro stanziate solo 7,36 andrebbero per il finanziamento delle esigenze essenziali, e comunque almeno il 50% sarebbero di sostentamento del complessimo meccanismo, con tutta la burocrazia al gran completo.. è legittimo porsi la domanda se si vuole veramente che il sistema sia differente e che le risorse vengano gestite in  maniera diversa… e se non è quantomeno probabile che radicali propositi di rinnovamento possano essere frenate dall’opposizione di chi, dall’attuale stato delle cose, trae vantaggi e benefici.

Poi quando racconta che il capo dei servizi segreti britannici ha dichiarato che è meglio subire un attentato che applicare la tortura. Sia o meno conseguente con queste nobili afffermazioni, resta il fatto che invece la tortura è prevista nell’ordinamento italiano.. e anzi applaudita.. sotto il nome di 41 bis.

Poi, quando scrive..

<<un amministratore con i suoi collaboratori si sono appropriati di milioni di euro della banca, procurando un danno a ITALEASE.. danno che è ricaduto sulla collettività. L’accusa è di associazione a delinquere e altri reati. La condanna più alta è stata di 5anni e mezzo, fino a scendere a un anno e 10 mesi.>>

Non vi lascia una strana sensazione? Vicende del genere sono uno dei motivi per i quali non trovo sufficiente quando si dice astrattamente “nessun carcere per tutti” e “benefici alternativi per tutti”. Il problema del nostro sistema è che non è né esclusivamente forcaiolo, né puramente lassista. Ma si tratta di un incestuosa cnnivenza tra ferocia forcaiola e garantismo peloso. Mentre piccoli criminali sono trattati come pezze da sedere  e mentre autori di crimini commessi vent’anni fa hanno passato decenni di detenzione senza speranza, e continueranno (temono) a passarli, mentre centinaia di persone sono sottoposte a carcerazioni speciali  financo tortura (41 bis).. per reati gravissimi certo, ma risalenti a decenni addietro, dei quali alcuni furono commessi nel corso di conflitti a fuoco (Il che non li rende meno bestiali e inaccettabili, ma li pone su un livello di “contesto” un minimo differene di chi colpisce persone che non erano parte di dinamiche violente.. cosa che naturalmene in molti casi è invece successa)…. chi invece non fa l’atto materiale di sparare a qualcuno o compiere un atto di riconoscibile violenza fisica (sequestro, rapina, ecc..) ma con i suoi atti manda alla deriva intere famiglie, portando danni ingenti a intere collettività..ecco.. costoro quasi sempre se la cavano con pene all’acqua di rose, come il caso descritto da Pasquale De Feo. Bene.. io ritengo invece che i crimini dei colletti bianchi debbano trovare un pò più di severità.. e di rigore. Ma questi crimini coinvolgono le elité economiche e politiche.. questo comporta una clamorosa indulgenza nell’ambito del loro trattamento processuale e giudiziario.

Poi Pasquale ritorna sul carcere di Salerno, al quale avevamo dedicato un post, dove pubblicavamo la lettera di Nellino (Franesco Annunziata, detenuto a Catanzaro) che raccontava le pratiche indegne e grottesche di cui era stato spettatore, quando si è trovato ad essere trasferito temporaneamente una settimana in quel carcere per finalità processuali (vi reinvio al link… e anzi già che ci siete mandate qualche altra lettera al Direttore Alfredo Stendardo… http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/11/03/full-metal-jacket-a-salerno/). Pasquale a tal proposito scrive..

<<Parlando con il mo amico Nellino, mi ha detto che a Salerno c’è ancora il Direttore Alfredo Stendardo. Questo Direttore era stato inquisito per i soprusi sui detenuti nel carcere di Secondigliano (NA), da cui sono scaturiti alcuni processi. Come succede sempre in questi casi, non vengono licenziati, ma trasferiti, e nel nuovo carcere usano gli stessi metodi. Avevo già sentito in passato che nel carcere di Salerno avevano adibito una stanza che chiamavano lo Zero, dove picchiavano i detenuti. I soprusi nel carcere di Salerno, sono diventati una consuetudine. Dal vietare i passaggi di oggetti da una cella all’altra come prescrive l’art. 15 Reg. di Esec., all’imporre flessioni corporali in ogni occasione, e tante altre oppressioni che sfociano nell’illecito e nella tortura. Alcune volte ho letto sui quotidiani locali le limitazioni alla libertà dei detenuti, con denunce alla Procura della Repubblica, e all’Ufficio di Sorveglianza. Ma tutto viene messo a tacere, con la complicità del D.A.P. e degli organi citati. Di questi abusi sono a conoscenza dli organi competenti, ma queso sistema  illegale, con la forza del proprio potere difende con ogni mezzo se stesso.>>

E’ interessante questo passaggio per due profili. Uno perché riconferma le voci sulle pratiche sudamericane attuate nel carcere di Salerno. Ci sono proprio delle “chicce” dell’orrido. Come la presenza di una stanza chiamata “Zero” dove sarebbero pestati (e lo sono ancora?) i detenuti.

L’altro profilo concerne direttamente il Direttore del Carcere di Salerno, Alfredo Stendardo, precedentemente inquisito per fatti concernenti soprusi sui detenuti di Secondigliano (NA); fatti da cui sono scaturiti alcuni processi. Naturalmente non possiamo avere la certezza di sapere se quelle denunce corrispondevano a piena realtà.. ma certo si tratta di vicende che devono spingere almeno a qualche riflessione.. circa la “selezione” del “personale” e l’attribuzione di cariche così importanti. Dopo vicende del genere non sarebbe opportuno che personaggi considerati implicati, per garanzia verso loro stessi e verso i detenuti fossero piuttosto  assegnati ad altro incarico, che non sia quello stesso, nello svolgimento delle cui funzioni, sono stati inquisiti e/o processati? E qualche perplessità non la suscita anche il fatto che nel carcere di Salerno, con lo stesso Direttore inquisito per soprusi sui a Secondigliano anni prima, si parli insistentemente (e si “veda”… vedi posto su citato) di pratiche illegali e arbitrarie nei confronti dei detenuti. Qui non si fanno processi.. ma si crede giusto che le persone abbiano le ìnformazioni e poi.. valutino.

Così come non si ha una valutazione a prescindere negativa dei ruoli dirigenziali in genere. Semplicemente si vuole che essi siano conformi al loro mandato funzionale. Il compito di un Direttore (ma anche di un politico, e anche del Presidente della Repubblica,ecc..) è Servire. Servire obiettivi di interesse collettivo, principi, valori e persone.. non servire se stessi.

Interessante è anche quando Pasquale De Feo dice la sua sulle ultime polemiche che hanno investito l’ex Ministro Conso che, negli anni ’90 revocò il regime del 41bis a 140 detenuti del carcere dell’Ucciardone, a Palermo. Sono sorte tante polemiche.. molti hanno parlato di un oscuro scambio Stato-Mafia, che avrebbe portato a revocare questo regime per quei detenuti. Su tale questione Pasquale scrive..

L’Ucciardone (vergogna per la civiltà italiana ed europea) non aveva una sezione fissa per il 41bis, ne aveva solo una per i transitanti del 41bis che dovevano fare i processi. Per un episodio successo all’esterno del carceere, misero un padiglione o tutto il carcere a regime di 41bis. Per un episodio analogo, nel 1993 fecero lo stesso con Secondigliano e e Poggioreale a Napoli. Dopo che i familiari dei detenuti a Napoli protestarono con manifestazioni che sfociarono in scontri con le forze dell’ordine, ru revocato. Ma non fu revocato a nessuno dei detenuti sottoposti a 41bis che si trovavao a Secondigliano e a Poggioreale per processo. Anche a Napoli non c’erano sezioni fisse di 41bis.”

Sapete cosa è interessante di queste cose? Che non si dicono. Che le informazioni vengono date filtrate. Ora.. si può pure sosteneree lo scambio Stato-Mafia per quella vicenda.. ma vengano date tutte le informazioni e poi chi sente, legge e ascolta valuterà. Temo che Pasquale abbia ragione. Il 41bis è diventato un totem intoccabile. Ci sono persone in Italia tra le alte sfere che condividono molte perplessità su questo bestiale regime.. ma tacciono.. perché schierarti contro di esso vuol dire giocarti la carriera.

E a tal proposito mi piace il passaggio finale di Pasquale.. che può essere universalizzato, al di là dello stesso riferimento concreto al 41 bis

Il coraggio  è dei pochi. Anche durante la dittatura di Mussolini furono pochi gli eroi che si opposero alle normative di oppressione e repressione che macchiavano la civiltà del nostro Paese. “

E questo mi ricorda proprio una vicenda verificatasi sotto il periodo fascista.. una vicenda che pochi ricordano. Quando il regime impose il giuramento di fedeltà al fascismo ai professori universitari.. pena la perdita della cattedra.. quanti pensate che si rifiutarono? Quanti rifiutarono la sottomissione, la vigliaccheria, il conformismo?

12!! ………………SOLO 12 PROFESSORI!

IL CORAGGIO E’ DEI POCHI. MA SONO QUEI POCHI CHE RESTANO OLTRE LA POLVERE DEL TEMPO.

PS: il Diario si conclude con il toccante colloquio che Pasquale ha avuto con la nostra amica Daniena Domenici e con il marito.

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Ieri sera a Porta a Porta, Bruno Vespa si è superato nel suo servilismo e nel disinformare gli ascoltatori. In trasmissione c’era anche il sottosegretario alla giustizia Casellati, che, come al solito, mente spudoratamente per coprire la realtà e nascondere i misfatti del suo governo.

Hanno messo in evidenza che l’ergastolo non lo sconta più nessuno; che si sconta un terzo della pena; che la legge Gozzini viene applicata a piene mani e tante altre fandonie del genere. La Casellati ha detto che in questi giorni si riunirà il Consiglio dei Ministri per ripristinare l’ergastolo, inasprire le pene e abolire i benefici per i detenuti. Sembrerebbe un monologo comico, se non fosse la realtà. Ormai è diventato uno slogan – la pena certa. In Italia una delle poche cose che funziona è proprio la pena certa. Si sconta fino all’ultimo giorno. Se i politici avessero la stessa serietà e la stessa precisione con cui i detenuti scontano la pena, gli svizzeri e i tedeschi, che non sono secondi a nessuno in serietà e precisione, verrebbero dai nostri politici a imparare. Anche noi ergastolani vorremmo la certezza della pena. La chiediamo ma non ce la danno. Come dice Alfano.. “dobbiamo morire in carcere”.

Questo governo ha tanti problemi e tanti ne causano i problemi giudiziari di Berlusconi. Tanti proclami che tutto va bene e che tutto è stato risolto; come i rifiuti a Napoli. Tanta gente che ha perso il posto di lavoro; le piccole imprese in ginocchio che sono la spina dorsale del paese. Stanno facendo una riforma della giustizia (che in molti punti condivido pienamente) che le parti in causa non vogliono. Tutti  protestono e a giusta ragione.

Cosa fanno questi “Signori”? Si inventano una repressione sui detenuti, l’ultimo anello della società, senza difese, certi che nessuno fiaterà, nemmeno per smentire tutte le menzogne che si sono inventati per alzare una cortina fumogena sui veri problemi reali del Paese. Sono dei miserabili demagoghi che non hanno nessun senso umano. —  22/10/2010

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Riportava una ricerca del Ministero della Giustizia, che gli italiani non conoscono il sistema penitenziario. Concordo con questa analisi, perché tutti i film che vedono gli italiani riguardano le carceri americane, pertanto pensano che sia lo stesso anche con quelle italiane. L’impressione è che ci sia una sorta di censura a rappresentare nei film il sistema penitenziario italiano. Negli Stati Uniti hanno fatto tanti film per mettere a nudo le ruberie, gli abusi e i soprusi del sistema. Succederà mai in Italia? Sul carcere lager del 41bis dell’isola di  Pianosa, del periodo dal 1992 al 1998, alla sua chiusura, gli americani ci avrebbero fatto una ventina di film. –   23/10/2010

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Il D.A.P. ha fatto una ricerca per capire se c’è la rieducazione nelle carceri. Il risultato è che non c’è la rieducazione. In Italia, a parte alcune carceri che hanno l’eccellenza nel  rispetto di diritti, lavoro, scuole e tutto ciò che contempla il Codice Penitenziario e le Circolari Ministeriali, il restante delle carceri, che va oltre il 95%, è fuorilegge. Credo che tutto ciò derivi anche dal fatto che le Direzioni  interpretano e applicano ciò che vogliono e i Magistrati di Sorveglianza e il D.A.P. non intervengono, essendo complici. –   24/10/2010

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Da più parti si alzano polveroni per le proteste di Terzigno a Napoli. Chi tira in ballo la camorra, chi gli anarchici; manca solo che tirino in ballo qualche potenza straniera. I politici cercano sempre dei colpevoli su cui scaricare i loro errori e le ruberie di decenni, di destra e di sinistra. Nessuno di loro, sia del governo che dell’opposizione, dicono veramente come stanno le cose. La realtà è che sono cittadini esasperati e che lottano per avere una qualità della vita normale, per loro e per il futuro dei loro figli. Credo che in Europa.. solo in Italia si aprono discariche in un Parco Nazionale come il Vesuvio, che ha visibilità mondiale, sia per ragioni storiche che per la sua bellezza. –   25/10/2010

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Il professore Veronesi ha dichiarato di non comprare gli aerei da guerra F-35, costano 5 miliardi di euro i 50 aerei per l’esercito italiano. Con questi soldi si possono costruire 5mila asili per i bambini in tutto il paese. Concordo con lui. Con tutti i miliardi che si spendono per i militari, si potrebbero fare tante cose buone. Per trovare i soldi per queste e altre spese si tagliano servizi essenziali come la scuola e la sanità. –    26/10/2010

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Immaginavo che il risarcimento alla famiglia Aldrovandi nascondesse qualcosa. L’avvocato dei poliziotti che hanno ucciso Federico Aldrovadi ha dichiarato che il risarcimento è stato effettuato in autonomia dal Ministero dell’Interno e che non è un’ammissione di responsabilità. Allora cos’è? Non credo che il Ministero abbia voluto comprare il silenzio della famiglia Aldrovandi. Non avendo fiducia, temo che un escamotage verranno assolti e ritorneranno di nuovo a fare i poliziotti. –   27/10/2010

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Mi hanno mandato due cartoline da Salerno. Le hanno fatte ancora più belle. I ricordi mi mettono in uno stato d’animo divino, peccato che durino poco. Per fortuna ci sono, perché sarebbe triste avere la mente sempre qui dentro, con la sua ripetitività e nell’appiattimento in cui siamo caduti. –   28/10/2010

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Confartigianato lancia l’allarme che ci sono molti lavori che mancano di personale. Si parla di circa il 39% delle richieste che rimangono scoperte. Si tratta di panettiei, sarti, cuochi, falegnami, pasticcieri, installatori e tanti altri. Nelle carceri vengono fatti tanti corsi, ma non c’è nessun collegamento con la realtà esterna. Si perdono tutti questi mestieri che si imparano nei corsi di formazione. I corsi vengono fatti perché ci sono soldi stanziati dall’Unione Europea, Regioni, ecc. Ma sono fini a se stessi, e non per creare personale e inserirlo nel circuito lavorativo. Ci sono un paio di carceri  che hanno corrispondenza con l’artigianato e le imprese. Sono Bollate (Milano) e Padova, e quasi tutti i detenuti lavorano e trovano lavoro quando prendono i benefici della carcerazione alternativa. Se nel resto di Italia non viene fatto, è perché non lo si vuole fare. –   29/10/2010

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Nella rassegna stampa dei TG ho letto “la Costituzione per i cani e i gatti”, mi è venuta in mente la legge penale per gli animali in generale; gli spazi che devono avere e come devono affrontare i viaggi. E’ giusto che abbiano i loro diritti perché esseri viventi. Mi chiedo, ma questi diritti non possono essere estesi anche a noi detenuti? Abolire la tortura del 41bis; abolire i pestaggi; dare gli spazi ad ogni detenut, come stabilisce la Commissione Europea per la prevenzione della tortura  e la Corte Europea dei diritti dell’uomo; nelle traduzioni viaggiare come prescrive la legge (spazio minimo, cinture di sicurezza e airbag); avere l’affettività essendo un bisogno naturale. E stabilire i nostri diritti con certezza, affinché finisca l’arbitrio e l’interpretazione delle Direzioni delle carceri. Credo che i detenuti non chiedano troppo nell’avere la stessa tutela che hanno gli animali. –    30/10/2010

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Hanno negato la perizia chiesta dalla famiglia Cucchi, che voleva stabilire che le lotte hanno contribuito alla sua morte. Mi auguro che non vada a finire a taralucci e vino, come succede in Italia negl ultimi 60 anni, quando si tratta di questi casi.  Il caso Cucchi non ha insegnato niente, perché si è ripetuto un fatto analogo, sempre a a Roma, e a Regina Coeli. Un ragazzo della stessa età – Simone la Penna – è morto nello stesso modo. Certi dell’impunità continuano come niente fosse, e di questi fatti ne succedono tutti i giorni. –   31/10/2010

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Ho finio di leggere il libro “I complici”, scritto da Lirio-Abbate e Peter Gomez, narra la lunga latitanza di Bernardo Provenzano. Parla di politici di destra e sinistra, e dalla lettura di processi e intercettazioni delineano collusioni e finanziamenti. C’è una parte che riguarda il 41bis. Ne parlano nella totale ignoranza della materia. Lontani anni luce dalla mostruosità di questo regime di tortura, ritenendo naturale l’isolamento e la tortura. Se hanno scritto dei politici, come hanno fatto del 41bis, più che delle ipotesi veritiere, è solo un romanzo fantasioso con uomini reali. –   1/11/2010

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Ho letto che, sul totale di 113 euro, costo medio per ogni detenuto, per posto, igiene e trattamento rieducativo, si spendono 7,36 euro, una parte irrisoria, per le cose più importanti. Il resto serve per tenere in piedi l’apparato elefantiaco del sistema penitenziario. Il 50% della cifra totale dovrebbe essere sperso per la rieducazione, i posti letto, l’igiene, il lavoro e la formazione. Ma ciò non avviene, perché il carcere è diventato un business dove attingono in tanti e a piene mani. Per questo motivo nessuno ha interesse a cambiare la situazione, e si cerca in tutti i modi di tenere alta la tensione criminalizzando i detenuti, in modo da giustificare comportamenti illeciti, e tenere nascosta la realtà. Tra cui anche questa spesa sbilanciata in favore dell’apparato mastodontico della burocrazia dell’amministrazione penitenziaria. –   2/11/2010

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Le statistiche dicono che si suicidano sei detenuti ogni mese. Se si conteggiano le morti sospette, diventano dieci ogni mese. Una cifra enorme. La situazione è conosciuta, ma viene occultata dal sistema, perché è una vergogna per l’Italia e l’Europa. Nel regime di tortura del 41bis la percentuale di suicidi è molto più alta di quella degli altri regimi. Credo che ciò dipende molto dal fatto che le carceri nel 90%  sono fuorilegge e che la tortura fisica e psicologica è diventata un evento naturale. Se l’Italia venisse denunciata al Tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità, non sarebbe una esagerazione. –   3/11/2010

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Ieri sera a EXIT, su La 7, parlavano dell’attentato a Borsellino. Dibattevano sulle dichiarazioni di Scarantino e Spatuzza. Discutevano come sia stato possibile che la Procura di Caltanissetta avesse dato tanto credito a Scarantino, quando la Procura di Palermo non gli dava credito neanche sui piccoli processi per furto d’auto. Si commentava che Spatuzza avesse dato riscontri alle sue dichiarazioni, e con un confronto aveva smascherato Scarantino, che poi, lo stesso, con una lettera alla sorella di Borsellino chiedeva perdono per avere accusato degli innocenti.

C’era uno dei servi di Berlusconi, il giornalista Sottile (Sottile-Padre, essendo che anche il figlio è giornalista a Mediaset) che con arroganza, come fosse il depositario della verità, asseriva che il processo era stato definito da tre gradi di giudizio, pertanto quella era la verità. Il motivo della sua difesa della verità di Scarantino è che Spatuzza accusa il suo Padrone-Berlusconi e dà una lettura dell’attentato a Borsellino, da strage di Stato. Tra tutti questi discorsi, chi accusava la Procura di Palermo, chi quella di Caltanissetta, chi accusava altri, insomma tutti accusavano tutti, secondo i propri interessi, convenienze, e affinità politiche.

Tra tutti questi discorsi è stato solo accennato a quelle 30-40 persone che stanno scoltando l’ergastolo innocentemente da 20 anni, nei processi Borsellino uno, due e ter. Il solito Sottile ha detto “ci sono poche persone in carcere con lievi pene”. Non si è smentito neanche in questo. Tante persone e famiglie rovinate dalla furia devastatrice delle Procure, dal depistaggio di stato e dalla costruzione di un falso pentito, con minaccie dai giudici, forze dell’ordine e con le torture nel lager del 41bis dell’isola di Pianosa, che a suo confronto Guantanamo era un albergo a cinque stelle. Lo Stato si è comportato come il peggiore dei criminali, e continua a farlo. –   4/11/2010

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E’ strano che questo governo con enfasi dichiara, tramite il Ministero degli Interni Maroni, che i reati sono in calo, ma ogni mese il sovraffollamento aumenta di 88 unità di detenuti. C’è qualcosa che non quadra. Se i reati diminuiscono, come mai i detenuti aumentano? Proclami e bugie sono il detenuto di questo governo. –   5/11/2010

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Il capo dei servizi segreti Britanici ha dichiarao in TV che è meglio subire un attentato che usare la tortura, perché ritiene che l’uso della tortura è ilegale e ripugnante. Sono le leggi europee e internazionali a vietarlo. In Italia sono 20 anni che continuano a torturare, anzi fanno istituzionalizzato la tortura facendo diventare legge il 41bis –   6/11/2010

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Il capo del D.A.P. a “Linea Notte” su TG3, ha difeso il sistema carcere, dicendo che va tutto bene e che siamo in linea con l’Europa. Il giornalista gli ha detto che in Italia le carceri sono dei contenitori. Lui ha risposto di no, perché lo vieta la Costituzione che pevede la rieducazione del condannato. Il giornalista ha usato questa metafora.. “il comandante della nave alla deriva tranquillizza i naufraghi da terra”. Credo che non poteva usare modo più appropriato per descrivere la situazione. Le carceri sono il nulla, hanno una sola funzione, rendere dei veri criminali chi ci entra. –   7/11/2010

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Come garante dei detenuti di Roma è stato nominato l’ispettore dei G.O.M. della Polizia Penitenziaria, Vincenzo Lo Cascio. Affermare che sono state affidate le pecore al lupo è poco, perché i G.O.M. sono stati creati per essere i custodi della tortura del 41bis, e opprimere chi ci è destinato, reprimere con la forza chi si ribella alla tortura del 41bis. Tutti quelli che fanno parte delle strutture del 41bis, gestendo un luogo di tortura, sono di conseguenza dei torturatori. –   8/11/2010

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Giovanni Fenzoni, un paio di settimane fa è diventato un uomo libero. Personalmente sono contento per lui. Quello che mi suona strano è che tutti qeulli che in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con il sequestro Moro, anche avendo molti ergastoli, come arrivano nei termini della legge Gozzini, gli viene applicato una sorta di automatismo. E’ successo anche con Mario Moretti, che è stato il capo delle Brigate Rosse, e l’ideatore del sequestro Moro. Sulla carta la legge è uguale per tutti, ma non tutti sono uguali davanti alla legge. –   9/11/2010

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Il Consiglio d’Europa ha bacchettato l’Italia per la poca efficiente giustizia, e intima di non tagliare i fondi per la giustizia. L’Italia spende più di tutti in Europa, ma la giustizia è quella che funziona di meno. Il figlio di Bossi, “la trota”, ha superato l’esame di maturità al quarto tentativo, l’ultimo in una scuola privata di Napoli. Credo abbiano premiato la costanza nei tentativi più che la sua cultura. Ora è diventato Consigliere Regionale e percepisce uno stipendio di 9 mila euro, che potrebbero bastare per lo stipendio di tre insegnanti, che danno di sicuro qualcosa alla società. Una persona del genere non credo che abbia capacità e cultura per fare qualcosa di buono per la società. 

A Roma dieci carcerati potranno uscire a lavorare come operatori ecologici, con un finanziamento della Regione. Purtroppo questi progetti rimangono sempre fini a se stessi, per dare visibilità al sistema penitenziario, e non per un programma nazionale nel lungo tempo. Per alimentare la cultura del lavoro presso i detenuti, e presso le imprese per l’assunzione dei lavoratori detenuti. –   10/11/2010

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Il garante dei detenuti nominato a Roma, Lo Cascio, si è dimesso. Ha capito che era incompatibile con il suo ruolo. Ma credo che siano state le polemiche a farlo deciedere. Mario Tuti, che lo ha conosciuto in un convegno, ha dichiarato “rieducazione e redenzione per potersi ricostruire una vita normale”.Rieducare è molto meglio che tenere migliaia di persone peggio delle bestie nelle carceri italiane. Avendo lui trascorso 30 anni in carcere, sa di cosa parla. E non questi piccoli politicanti che credono che il carcere sia un allevamento di polli. 

Ho letto che Nino Mandalà, tra le tante cose scritte nel suo blog, ha scritto che il 41bis è crudele, ed è inutile. Lui lo conosce, essendoci stato, e ancora c’è suo figlio. Il 41bis è una tortura legalizzata.

Regina Coeli non si smentisce. Un lager che infligge le torture , e spesso i detenuti non riescono a sopportare e muoiono. Tutti sanno, ma nessuno fa niente. Complicità dello Stato. –   11/11/2010

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Leggevo che un amministratore con i suoi collaboratori si sono appropriati di milioni di euro della banca, procurando un danno a ITALEASE.. danno che è ricaduto sulla collettività. L’accusa è di associazione a delinquere e altri reati. La condanna più alta è stata di 5anni e mezzo, fino a scendere a un anno e 10 mesi. Mi èvenuto in mente che ragazzi di 20 anni, per un pò di droga o perché un pentito li accusa di associazione a dlinquere, prendono 10-15 anni, come se non fossero niente. C’è una disparità nella giustizia enorme. I notabili sono salvaguardati sempre. Il popolino è calpestato sempre; anche davanti alla giustizia che dovrebbe essere uguale per tutti. –   12/11/2010

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Nei giorni scorsi ho sentito Massimo Giletti e Mara Venier affermare che i giudici e le forze dell’ordine “che tutto è lecito per arrivare alla verità”.  Una affermazione de genere non esclude la tortrua, fisica e psicologica. E’ abrerrante che a Rai Uno, due conduttori possano fare simili affermazioni. –   13/11/2010

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Parlando con il mo amico Nellino, mi ha detto che a Salerno c’è ancora il Direttore Alfredo Stendardo. Questo Direttore era stato inquisito per i soprusi sui detenuti nel carcere di Secondigliano (NA), da cui sono scaturiti alcuni processi. Come succede sempre in questi casi, non vengono licenziati, ma trasferiti, e nel nuovo carcere usano gli stessi metodi. Avevo già sentito in passato che nel carcere di Salerno avevano adibito una stanza che chiamavano lo Zero, dove picchiavano i detenuti. I soprusi nel carcere di Salerno, sono diventati una consuetudine. Dal vietare i passaggi di oggetti da una cella all’altra come prescrive l’art. 15 Reg. di Esec., all’imporre flessioni corporali in ogni occasione, e tante altre oppressioni che sfociano nell’illecito e nella tortura. Alcune volte ho letto sui quotidiani locali le limitazioni alla libertà dei detenuti, con denunce alla Procura della Repubblica, e all’Ufficio di Sorveglianza. Ma tutto viene messo a tacere, con la complicità del D.A.P. e degli organi citati. Di questi abusi sono a conoscenza dli organi competenti, ma queso sistema  illegale, con la forza del proprio potere difende con ogni mezzo se stesso. –    14/11/2010

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Anche dopo tanti anni di carcere, noi siamo sempre valutati ed etichettati dagli operatori per quello che eravamo e per i nostri reati. Quando veniamo arrestati si dovrebbe tener conto solo della persona e non del reato. Farci capire gli errori del passato e aiutarci a diventare persone migliori per il futuro. Rimanere ancorati solo al passato, credendo che non possiamo cambiare.. è.. criminale. –   15/11/2010

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Leggendo un articolo sui disabili in carcere, mi sono ricordato di quelli che visto nel carcere di Parma. C’erano un paio di sezioni per i minorati fisici. Alcune volte li vedevo nei corridoi. Senza gambe, semiparalizzai, sulle carrozzine. Mi chiedevo  perché teneresssereo persone in quelle condizioni in carcere. L’unica risposta che riuscivo a trovare era  che diventava un forte business. C’erano disabili che dovevano scontre piccole condanne o residui di pene. Ne ho incontrati alcuni nell’infermieria. See li mettevano in una struttura privata o pubblica all’esterno, il costo era meno di quello che si spende per tenerli in carcere. –   16/11/2010

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L’altra sera ho ascoltato le parole di Pierluigi Bersani, il segretario del PD, a Rai Tre da Fazio e Saviano. Diceva con enfasi “siamo  contro la pena di morte, contro la tortura, ecc.” Qualcuno dovrebbe dirgli che in Italia c’è sia la pena di morte, e sia la tortura. L’ergastolo è una pena di morte diluita nel tempo. Anche alcuni magistrati lo dichiarono. non siamo rimasti solo noi detenuti e i volontari a dirlo. Il 41bis è una tortura, non lo dichiariamo solo  noi detenuti che ci siamo stati e quelli che ci sono ancora. Lo dicono gli Stati Uniti, l’Unione Europea, e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con una sentenza. Nelle carceri italiane le condizioni sono talmente degradanti che parlare di tortura sistematica, sia nei modi che nei metodi, non è n’eresia. Non è il primo politico, e non sarà l’ultimo, a usare questi bellissimi principi per condire i propri discorsi. Ma nei fatti non sanno cosa succede nel loro Paese. –   17/11/2010

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L’80% degli italiani non ha fiducia nei partiti e nei politici che li rappresentano. Mi meraviglio che non siano al 100%, perché è sotto gli occhi di tutti l’arroganza dei loro atti, i privilegi come fosssero diritti di nascita e di natura divina, gli stipendi vergognosi per loro e  per tutta la corte dei miracoli che li circondoa. Stanno distruggendo l’Italia, n Pese con una grande economia ridotta con un debito pubblico spropositato e in tutte le classifiche mondiali; istruzione, giustizia, corruzione.. ci hanno portato dietro gli Stati del terzo mondo. Ma l’amarezza più cocente è che, dopo 30 anni che sono ancora lì, si presentano come se non avessero nessuna colpa, e anzi loro sono il rimedio a tutti i mali, quando sono loro il male di tutti i problemi del paese. –   18/11/2010

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Ho finito di leggere il libro “Terroni” di Pino Aprile. Mi è aperto davanti un mondo che non conoscevo, facendomi comprendere da dove derivano tutti i mali del Meridione e che continuano con lo stesso metodo. Quella che viene chiamata unificazione è stata una selvaggia annessione, peggiore di quelle coloniali. Ed è stata conseguita con ferro e con il fuoco. Un genocidio fisico, economico e culturale. Si presume che ci siano stati circa un milione di morti, tra stragi, rappresaglie e campi di concentramento. E con con circa 20 milioni di emigranti. Le alternative erano combattere diventando briganti o scappare emigrando. Le SS tedesche erano dei chieirchietti di fronte alle barbarie commesse da carabinieri e bersaglieri. I Piemontesi rubarono tutto ciò che poterono, portandolo al Nord. Soldi, oro, industrie, cantieri navali, terre, navi. Tutto, non lasciarono che miseria e desolazione. Non contenti ci rubarono anche la nostra storia, inculcandoci la loro cultura e facendoci metabolizzare che noi meridionali siamo inferiori a quelli del Nord. Mi viene in mente una citazione di Tacito “hanno fatto il deserto e lo hannno chiamato pace”. In questo caso lo hanno chiamato “unificazione”. La questione meridionale è iniziata dopo che i Piemontesi sono venuti a “liberarci”, anche se dopo la loro liberazione, la morte, la miseria e l’immigrazione non ci hanno abbandonati. Con modi diversi, ma usando lo stesso metodo, tutto continua affinché restiamo un malato che  non può guarire. Tutti i meridionali dovrebbero legere questo libro. –   19/11/2010

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Quando ti senti libero mentalmente, un benessere psicofisico ti invade, perché non hai più quei freni che derivano dall’ambiente in cui vivi, dalle tradizioni e dalla paura di sbagliare. Allora pensi e agisci secondo quello che ritieni giusto. Ti riterranno  n ribelle e cercheranno di isolarti e di reprimerti. Ma la convinzione è una delle più forti motivazioni, ed è difficile da opprimere. –   20/11/2010

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In questi giorni sui quotidiani e nei TG si è parlato spesso della dichiarazione dell’ex Ministro della Giustiza Giovanni Conso, di avere revocato l’art. 41bis a 140 detenuti nel carcere dell’Ucciardone di Palermo. Come al solito si mistifica la realtà, e i professionisti dell’odio come il senatore Giuseppe Lumia, ci vanno a nozze. Ormai l’antimafia con i suoi professionisti dell’odio è diventata una sorta di Stato nello Stato. Chi non è d’accordo con loro diventa il peggio di tutto; come nel medioevo dove si veniva etichettati  come eretici e messi al rogo.. oggi c’è il rogo mediatico e giudiziario. Credo che il pargone più appropriato sia quello della “liberazione” dei piemontesi, “tutti briganti e la istituzionalizzano con la legge Pica del 1863″.

L’Ucciardone (vergogna per la civiltà italiana ed europea) non aveva una sezione fissa per il 41bis, ne aveva solo una per i transitanti del 41bis che dovevano fare i processi. Per un episodio successo all’esterno del carceere, misero un padiglione o tutto il carcere a regime di 41bis. Per un episodio analogo, nel 1993 fecero lo stesso con Secondigliano e e Poggioreale a Napoli. Dopo che i familiari dei detenuti a Napoli protestarono con manifestazioni che sfociarono in scontri con le forze dell’ordine, ru revocato. Ma non fu revocato a nessuno dei detenuti sottoposti a 41bis che si trovavao a Secondigliano e a Poggioreale per processo. Anche a Napoli non c’erano sezioni fisse di 41bis.

Oggi ci stanno ricamando sopra creando architetture che neache nella fantasia hanno cittadinanza, quando la realtà è chiara e semplice. In modo arbitrario e barbaro, illegalmente sottoponevano  padiglioni o interi carceri a regime di 41bis per eventi che succedevano fuori. Lo stesso sistema delle Ss tedesche.. colpire nel mucchio senza riguardi per le leggi, la Costituzione e la civiltà. Ancora oggi per paura dei professionisti dell’antimafia nessuno ha il coraggio di dire che il 41bis è una tortura. Sono degne di ammriazione tutte le personalità che già nel 1993 chiedevano la revoca  di qeusta infame  e micidiale pratica barbarea chiamata 41bis.

Il coraggio  è dei pochi. Anche durante la dittatura di Mussolini furono pochi gli eroi che si opposero alle normative di oppressione e repressione che macchiavano la civiltà del nostro Paese. –   22/11/2010

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Ieri ho fatto colloquio con Daniela e Nino. Sono due bellissime persone, con un animo solare e per questo sono degne di tutta la mia ammirazione. Sono felice di averle conosciute anche di persona. E’ stata un’ora meravigliosa, che purtroppo è passata troppo in fretta. Da loro posso apprendere tutto ciò che l’essere umano ha di buono in sé. Nel mio futuro occuperanno un posto speciale nel mio cuore. –   21/11/2010

Lettere dal di fuori… da Sabina a Carmelo

Amici, per la rubrica “Lettere dal di fuori”, nata da una idea di Carmelo Musumeci.. pubblico oggi una lettera inviata da Sabina (di cui abbiamo già pubblicato altre due lettere) a Carmelo…

Per i temi trattati, è una lettera estremamente interessante….

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Roma 9 settembre 2010

Ciao Carmelo,

ti ringrazio per le cose che mi hai scritto nella tua lettera e per le margherite stupende che mi ha mandato Zanna Blu. Sentirmi chiamare da te Lupa Sabina mi ha commosso. E poi sono stata superfelice di ricevere tue notizie anche attraverso il diario! Vado sul sito tutti i giorni, e quando vedo che è aggiornato, mi precipito a leggerlo…

Mi dispiace tanto che non ti abbiano accettato il permesso. La trovo un’enorme ingiustizia!

Per quanto riguarda le persone che ti stanno accanto e che ci rimangono male, uno ci rimane più male se smetti di lottare! Non è vero che era meglio se non ci provavi, anche se mi rendo cono che la delusione può farlo pensare.

Mi ha fatto piacere che la mia lettera ti sia arrivata in quel momento, e ti abbia sollevato un pò il morale.

Forse già lo sai, ma eravamo in tanti a pensarti… Qui fuori siamo in tanti a volerti bene…

Conta su di me per fare una presentazione dei libri tra i miei amici!

Sono le due di notte, mi sono messa a scriverti appena rientrata a casa. Stasera sono stata alla Festa dell’Unità a Muratella, un quartiere di Roma. Mi hanno invitato perché c’era una iniziativa sul carcere, dal tipolo “entriamo in carcere”, a cui hano partecipato Ilaria Cucchi (la sorella di Stefano), Angilo Marroni, garnte dei diritti dei detenuti del Lazio, e Sandro Favi, responsabile carcere del PD.

Io ho diversi amici tra i giovani democratici (la parte giovanile del Partito Democratico). Io non sono iscritta, non ho la tessera.. perché non condivido alcune cose che dicono, mi sembra quasi che non è un partito di sinistra… sono un pò sfiduciata insomma. Si pensa ai voti e non agli ideali. Comunque a qualche iniziativa prendo parte, se l’argomento mi interessa. Soprattutto  le iniziative dei giovani democratici, forse perché li conosco personalmente, e so che loro ci credono davvero, che quello che fanno lo fanno con passione, senza tornaconti pe rsonali. Ed è per questo che, anche se non condivido tutto, mi fa piacere dare il mio appoggio.

Simone, il ragazzo a cui ho fatto leggere il tuo libro e che ora è in attesa di Zanna Blu, mi ha invitato a questa iniziativa. Angiolo Marroni e Sandro Favi non li conosco politicamente, quindi non posso dare giudizi, però basandomi su quello che hanno detto, hanno a cuore i problemi del carcere. Certo, spero che non siano state solo parole in un comizio, ma che poi seguano i fatti.

Il PD non è in prima linea con i detenuti, lo sono molto di più i radicali e Rifondazione, ma spero che qualcosa possa cambiare.

L’idea che mi sono fatta è che Angiolo Marroni conosca il carcere da vicino (..).

Hanno toccato diversi temi; la riforma della giustizia, i suicidi, il sovraffollamento, la mancanza di affettività, il reinserimento nel mondo del lavoro, la necessità di pene alternative.

E’ venuto fuori quello che noi già sappiamo, ma che per molti non è scontato, e cioé che il carcere non crea sicurezza, ma è solo propaganda!!

Sono contenta di averlo sentito dire da loro, perché di solito anche chi è di sinistra rischia di farsi condizionare dalla propaganda, e ede il carcere come qualcosa che fa sentire più sicuri. Magari non arrivano ai livelli di giustizialismo della destra, però, come dici spesso tu, il carcere fa prendere voti a destra e a sinistra.

Stasera, dati alla mano, hanno sfatato il mito dei forcaioli, dicendo che la recidiva diminuisce se è minore il tempo di carcerazioe, e, ancora di più, se in carcere non ci si va proprio, e si usano pene alternative.

Marrroni si è soffermato sull’importanza del lavoro in carcere. Lui lavora con i detenuti di tutto il Lazio, ma ha parlato soprattutto dell’Alta Sicurezza di Rebibbia. Qui i detenuti che non possono uscire dal carcere per lavorare all’esterno, lavorano dentro il carcere, ma sono pagati dalle cooperavite esterne, con un contratto come quello degli altri lavoratori.

Alla fine si è parlato di 41 bis, perché parlando dell’Alta Sicurezza, Marroni ha raccontato che molti hanno vissuto questa tortura. Io ero curiosa di sapere cosa avrebbero detto a riguardo, perché è un tema scomodo, e sono rimasta sorpresa quando ha detto chiaramente che è una tortura e andrebbe abolito! Però, appena Marroni ha finito di parlare ha preso la parola Favi e si è affrettato a dissociarsi, e a dire che è d’accordo su tutte le altre cose, ma il 41bis è un’istituzione che ha permesso di bloccare tanti criminali, quindi è importante, non si tocca, ecc.

Io mi aspettavo un discorso del genere… Il 41 bis adesso è diventato il simbolo della “brava gente”, che non vuole la mafia…

Mi è sembrato che Angiolo Marroni abbia già una sua posizione, e può permettersi di dire quello che pensa.

(..)

Sono stata contenta di esserci andata.

Domani, cioè oggi (credo nel pomeriggio!), sento alcuni ragazzi che erano all’iniziativa. Se ho capito bene, a breve ce ne sarà un’altra, e mi fa piacere tenerti informato.

Il tuo libro “l’Assassino dei sogni” contina a ricevere apprezzamenti da chi lo legge. Ogni volta sono molto orgogliosa di poter dire che conosco l’autore.

Ora ti saluto, mi si stanno chiudendo gli occhi.

Un abbraccio forte,

Sabina

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