Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Le società segrete (seconda parte)… di Fabio Falbo

Societas

Fabio Falbo -attualmente detenuto a Rebibbia- ci ha inviato quello che è, in sostanza, un suo saggio sulle società segrete.

Alcuni giorni fa ho pubblicato la prima parte (vai al link.. 

http://urladalsilenzio.wordpress.com/2014/06/17/le-societa-segrete-prima-parte-di-fabio-falbo/).

Oggi pubblico la seconda parte.

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-Con l’iniziazione, l’essere “si realizza” dunque in un modo “autentico”, fa passare le sue possibilità latenti dalla potenza all’atto. Una volta ricevuta, l’iniziazione diventa “permanente”, resta cioè uno stato acquisito una volta per tutte che niente può cancellare. E’ così che per René Guenon, è assurdo parlare di un ex massone, perché, la qualità di massone è inamovibile. Gli inglesi designano del resto un massone escluso o dimissionario con l’espressione “unattached mason”.

Ma gli autori si affrettano ad aggiungere che occorre che l’iniziazione sia stata reale.

-Infine, l’iniziazione non è un processo passivo, ma qualche cosa di essenzialmente attivo, che resta semplice virtualità se l’individuo non vi coopera con tutto il suo il suo essere. In questo modo i teorici della massoneria spiegano la mediocrità in cui rimangono alcuni fratelli, anche dopo la loro iniziazione: “Non penetrerete nello stato massonico se non avrete trovato voi stessi”, diceva O. Wirth massone doc.

Tutto sommato il processo iniziatico è triplice:
Attitudine attinente all’individuo.

Impregnazione del subosciente.

Lavoro di “realizzazione” che l’individuo deve compiere.

I riti iniziatici sono essenzialmente delle “prove”, fisiche e morali, che mirano ad agire sulla psiche dell’individuo.

Essi svolgono talvolta in pubblico (per esempio i riti che segnano il passaggio dall’obsolescenza all’età adulta presso i popoli primitivi), ma, più spesso, in segreto: i riti iniziatici praticati dalle società segrete sono, per definizione, dei “misteri” che il neofita si impegna con giuramento a non rilevare mai ai profani.

-I riti iniziatici hanno inoltre una efficacia inerente, che non dipende da ciò che vale l’individuo che la compie: è la funzione che conta e e non chi la compie (parimenti, i “sacramenti” religiosi non dipendono dal valore morale del prete che li amministra).

D’altra parte, debbono essere osservati sin nei minimi particolari, altrimenti nessun risultato effettivo può essere ottenuto. Ma, differenza capitale, all’inverso del battesimo cristiano, per esempio, operante quali che siano le disposizioni del neofita, il rito iniziatico rimane senza efficacia se non è conferito ad un individuo iniziabile, suscettibile cioè di essere iniziato. 

Infine, essi fanno sempre appello al simbolismo: qualsiasi rito possiede del resto un senso simbolico in tutti i suoi elementi costitutivi, senso che soltanto gli iniziati sono capaci di interpretare, almeno in linea di principio; e, inversamente, “qualunque simbolo produce, per colui che lo medita con le disposizioni necessarie, degli effetti rigorosamente paragonabili a quelli dei riti” a detta di R. Guenon.

Per questa via l’iniziazione conduce verso la conoscenza.

TERZO- La gerarchia iniziatica: mentre il “mistico” perviene di colpo alla pienezza dell’intuizione, l’iniziato acquista la conoscenza solo progressivamente: la “via iniziatica” è, si dice spesso, “attiva”, “lunga” e “laboriosa” per l’individuo che affronta.

Dove l’esistenza d’una gerarchia in tutte le organizzazioni iniziatiche. I diversi “gradi” segnano le tappe successive dell’iniziazione, i gradi relativi di perfezione ai quali gli iniziati sono pervenuti.

Una vera organizzazione, spesso molto complicata, presiede alla scelta degli adepti e al rispetto delle tradizioni. Una gradazione minuziosa viene osservata nell’esecuzione dei riti e nella loro progressiva rivelazione agli affiliati.

INIZIAZIONE ED ESOTERISMO

La parola “esoterismo” viene dal greco “eisotheo” (letteralmente “faccio entrare”) ed il significato del termine balza immediatamente, dall’etimologia “fare entrare” significa aprire una porta, offrire agli uomini del di fuori di penetrare nell’interno; simbolicamente, significa rivelare una verità nascosta, un significato occulto.

Tutti questi significati sono invero contenuti in questa parola che equivale esattamente a dottrina segreta, una spiegazione del mondo rivelata a dottrina segreta, una spiegazione del mondo rivelata in seno ad un’assemblea scelta, isolata dall’esterno e dalla folla, e molto spesso da bocca ad orecchio.

J. Marques-Rivère: “Abbiamo visto che l’iniziazione non è in se stessa conoscenza, e che i diversi ‘misteri’ non sono mai consistiti nell’esecuzione dogmatica d’una dottrina, ma in serie di riti e di operazioni destinate a dare all’individuo la sensazione di una mente, seguita da una resurrezione, da una “nuova nascita”.

Attraverso la sorprendete plasticità dei simboli utilizzati per i diversi rituali, cerimonie, tecniche, leggende sacre e rappresentazioni iniziatiche, si può tuttavia ritrovare tutta una serie di temi che sottendono i riti e le prove nella maggior parte dei misteri, temi impliciti, variabili sebbene molto vicini gli uni agli altri, e dei quali si può fare una specie di fenomenologia. 

Ciò che si deve notare è che tutte le iniziazioni cominciano con un “viaggio” nelle tenebre, durante il quale scene terrificanti sono offerte agli occhi dell’aspirante, diverse prove gli sono applicate, destinate a dargli la sensazione che egli muore.

“L’anima, al momento della morte”, diceva già Plutarco, “prova la stessa impressione di coloro che sono iniziati ai grandi misteri. Dapprima sono corse a caso, penose svolte, marce inquietanti e senza fine attraverso le tenebre. Poi, prima della fine, il terrore raggiunge il culmine; il brivido, il tremore, il sudore freddo, lo spavento”.

L’impressione di morte è ottenuta con metodi più o meno brutali, con sistemi estremamente diversi; ma esiste sempre.

E’ seguita quasi immediatamente da un risalire verso la luce, da un’illuminazione brusca; come dice ugualmente Plutarco, “Ma in seguito una luce meravigliosa s’offre allo sguardo, si passa in luoghi puri e in praterie ove echeggiano le voci e le danze; parole sacre, apparizioni divine ispirano il rispetto religioso.

Allora l’uomo, da quel momento perfetto ed iniziato, divenuto libero senza costrizione, celebra i misteri.

Questo schema fondamentale “discesa”, quindi “risalita”, espresso in una moltitudine di simboli diversi ma analoghi, può applicarsi a un gran numero di miti e di credenze.

Nei lavori di P. Gordon e G. Persigout si trovano notevoli tentativi per ricercare il significato ultimo del processo iniziatico; ecco due interpretazioni complementari: le fasi dell’iniziazione riprodurrebbero simbolicamente quelle del processo cosmogonico, “nascita dell’universo”, l’organizzazione del caos per mezzo della luce; sarebbe anche una specie di rigenerazione fittizia dell’essere, di reintegrazione nelle prerogative che l’umanità ha perduto con la caduta adamica; con l’iniziazione, gli “iniziati” sarebbero ricollocati nelle condizioni volute per raggiungere la conoscenza perfetta.

L’iniziazione completa sarebbe insieme, secondo G. Persigout:

-Purificazione dell’essere, che muore ai suoi desideri profani per divenire una creatura perfetta: è la “grande opera spirituale” degli alchimisti.

-Illuminazione, che dà il modo di ritrovare la “parola perduta”, di pervenire alla conoscenza che in nostri antenati hanno perduto. 

-Reintegrazione simbolica nei privilegi che l’individuo possedeva all’origine, prima della caduta.

Se le molteplici forme d’iniziazione offrono, ognuna, una interpretazione distinta dallo schema “discesa-risalita”, “morte-risurrezione”, vi è un tema sul quale sono tutte d’accordo. E’ quello della saggezza perduta: “I riflessi della conoscenza”, scrive G. Persigout, “brillano nel cuore degli uomini, ma sotto gli aspetti  d’uno specchio spezzato, la cui deformazione si accresce per il fatto che quei pezzi sparsi sono presi ognuno come un tutto”.

Donde l’idea tante volte espressa di una tradizione segreta, trasmessa in differenti epoche e sotto forme diverse a tutta una serie di rivelatori successivi, di modo che tutte le religioni promanerebbero, in fondo, dalla stessa fonte.

 

 

 

 

 

Claudio Lazzari- morto in carcere per non avere avuto le cure necessarie?

Tutner

Questa non è una vicenda di cui ci siamo occupati noi.

Eravamo all’oscuro della morte di questo detenuto, e del percorso di non-cura che l’aveva preceduta.

Ci hanno segnato oggi un pezzo di Francesco Oliva su questa vicenda, pubblicato sul Corriere Salentino (

http://www.corrieresalentino.it/2014/08/detenuto-malato-muore-per-non-aver-avuto-le-necessarie-cure-in-carcere-scatta-linchiesta/) e abbiamo voluto condividere questo pezzo anche su questo Blog.

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FRIGOLE (Lecce) – Un approccio terapeutico che avrebbe causato la sofferenza e la morte di Claudio Lazzari al quale se gli fosse stato consentito di ottenere gli arresti domiciliari e di potersi alimentare come sempre aveva fatto dopo un intervento chirurgico di diversione bilio pancreatica non avrebbe sviluppato quel decadimento fisico e quella progressiva ed inevitabile involuzione che ne hanno poi determinato il decesso. Sono i dubbi e gli interrogativi contenuti in una denuncia presentata dall’avvocato Ladislao Massari per conto della moglie del 45enne residente a Frigole deceduto dopo una lunga detenzione il 21 luglio scorso.

I fatti hanno inizio nel lontano 1997 quando l’uomo viene sottoposto ad un intervento chirurgico di “diversione bilio-pancreatica” presso il Policlinico Gemelli di Roma al fine di porre rimedio ad una grave forma di obesità in una persona ad alto rischio cardiovascolare. Come tutti i pazienti sottopostisi ad una simile operazione anche Lazzari successivamente seguì una dieta alimentare molto ricca di proteine e carboidrati, provvedendo ad assumere costantemente integratori alimentari ed a sottoporsi a controlli clinici e di laboratorio periodici.

L’esperienza carceraria inizia il 4 ottobre del 2011 quando Lazzari è destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito della nota operazione “Augusta”. All’ingresso presso la casa circondariale di Lecce veniva annotato nella “visita medica di primo ingresso” che il detenuto risultava essere stato sottoposto ad intervento chirurgico di diversione bilio-pancreatica nel 1997.

 

Nel febbraio dell’anno successivo Lazzari venne sottoposto ad una visita specialistica richiesta dalla difesa, affidata al dottore Francesco Faggiano, medico legale, che rilevava come si fosse ridotto il peso corporeo del detenuto “a causa della incongrua dieta alimentare” e segnalava la necessità di una “dieta ipercalorica ed iperproteica”. Per un anno, per come potrà facilmente evincersi dalla lettura del diario clinico, i controlli medici specialistici e le analisi del sangue sarebbero divenuti saltuari ed episodici, laddove il rigoroso monitoraggio delle stesse era stato più volte sollecitato e prescritto dagli stessi sanitari che avevano visitato il Lazzari nella casa circondariale di Lecce.

E’ nell’estate di un anno fa, a distanza dunque di quasi due anni dall’ingresso in carcere, che la situazione sarebbe precipitata in modo del tutto irrimediabile, ma nella piena prevedibilità legata alla totale ed assoluta inadeguatezza dell’approccio terapeutico alle patologie del detenuto ed alla sua necessità di alimentarsi seguendo una dieta ricca di proteine e carboidrati. Dopo una serie di ricoveri e di richieste di scarcerazione rigettate dal Tribunale e di perizie medico legali, il gip Giovanni Gallo nel novembre scorso dispose finalmente l’attenuazione della misura cautelare con il riconoscimento degli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori accogliendo il ricorso dell’avvocato Massari che parlava di una persona sofferente, costretta su una sedia a rotelle, dimagrita in modo impressionante e che è sottoposto ad una detenzione degradante e tramutatasi in tortura”.

In casa dei genitori, però, rimase solo per pochi giorni perché venne immediatamente ricoverato presso l’Ospedale Vito Fazzi. Tale degenza durò più di un mese e mezzo e venne riconosciuto invalido con totale e permanente invalidità lavorativa 100% e con necessità di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani: ulteriore tappa verso un decadimento fisico drammatico e che avrebbe avuto inizio proprio nel corso della carcerazione presso la casa circondariale di Lecce. Lentamente, però, il corpo del 48enne si sarebbe deperito in un viaggio senza ritorno e dopo un ulteriore ed ennesimo ricovero e immani sofferenze Claudio Lazzari morì il 21 luglio scorso.

Francesco Oliva

L’indennizzo giornaliero ai reclusi… di Angelo Meneghetti

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In questo pezzo, Angelo Meneghetti -detenuto a Padova- parla del decreto del 26 giugno che stabilisce, per i detenuti costretti a vivere in condizioni non idonee, un abbuono di un giorno ogni dieci giorni. Angelo, fa capire, per chi non lo avesse ancora capito che, una misura di questo genere è praticamente nulla per chi ha l’ergastolo.

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In questi giorni è stato approvato il “decreto legge 26 giugno 2014, n. 92″, e convertito in via definitiva al Senato. Qualche parlamentare l’ha battezzato l’ennesimo decreto “svuota carceri”, ed io, da detenuto, non riesco a capire quale carceri si siano svuotate. Mi ritrovo a scontare una “pena mostruosa, e cioè l’ergastolo”, presso la casa di reclusione di Padova, in una situazione di sovraffollamento. E, oltretutto, le istituzioni stanno violando l’art. 22 c.p. che dice:

“La pena dell’ergastolo  è perpetua, ed è scontata in uno degli stabilimenti a ciò destinati, con l’obbligo del lavoro e con l’isolamento notturno. Il condannato all’ergastolo può essere ammesso al lavoro all’aperto. “

Vi scrivo tutto questo per portarvi a conoscenza che, se questo nuovo decreto riguarda un risarcimento per la violazione della Convenzione sui diritti dell’uomo, attuata, nello specifico, nell’ambito della situazione delle carceri italiane, nelle quali, fino ad oggi, i detenuti sono obbligati a vivere in modo degradante, inumano. Ogni giorno a causa del sovraffollamento è come vivere una tortura quotidiana; vedi sentenza “Torreggiani” della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per la situazione delle carceri. Dunque, per chi è obbligato a vivere in queste condizioni, è previsto un abbuono di un giorno ogni dieci passati in celle sovraffollate. Il problema reale è che, avendo un fine pena 99/99/9999, e cioè la condanna all’ergastolo, “quindi senza un fine pena”, la riduzione della pena detentiva è, in questo caso, impossibile da attuare.

Agli ergastolani è concessa la c.d. liberazione anticipata -art. 54 dell’ordinamento penitenziario- per buona condotta, ma ovviamente è una riduzione di pena irreale, non essendoci, come detto, un fine pena. Secondo le ultime statistiche, ci sono 1580 ergastolani nelle carceri italiane. Siamo tanti. Dovete pensare che un ergastolano resta detenuto per sempre, fino al suo ultimo respiro. Esiste la liberazione condizionale, che obbliga a una firma quotidiana presso le forze dell’ordine. Non sei libero; sei sempre prigioniero.

L’ergastolo in Italia esiste veramente. Poi c’è anche quello ostativo, per via del quale si è condannati a morire dentro una cella salvo che non si collabori con la giustizia, mettendo un altro al posto proprio. A essere sincero, anche quest’ultimo decreto legge, per gli ergastolani è l’ennesima beffa.

Casa di reclusione di Padova,  04-08-2014

Angelo Meneghetti

Petizione tra i detenuti per la riconferma del dott. Salvo Fleres come Garante- Carcere Pagliarelli (seconda raccolta)

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Come sanno i lettori di questo Blog, fin dall’inizio abbiamo sostenuto la petizione che chiedeva la riconferma del dott. Salvo Fleres come Garante per i dritti dei detenuti della regione Sicilia. Abbiamo, di volta in volta, pubblicato le firme che giungevano dalle varie carceri (soprattutto siciliane), ma non solo. 

Cito una parte del post nel quale, l’11 gennaio, parlammo per la prima volta di questa petizione. Lo cito per fare comprendere il “senso” di questa raccolta firme.

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“Salvo Fleres è una di quelle (non troppo numerose) persone che non si sono riempite solo la bocca parlando di carcere, ma che hanno messo in gioco se stesse, con impegno costante, e senza guardare in faccia a nessuno. Per persone come Salvo Fleres non esistono carceri “amici”, non esistono sezioni “off limits”, non esistono detenuti “figli di nessuno” e detenuti “figli di papà”.

Nella sua azione non si è risparmiato.. e i detenuti della Sicilia e i loro famigliari se lo sono visti vicino.

Durante il suo mandato (come emerge anche nell’intervista), ha avuto una parte del suo ufficio contro nel tentativo di ostacolare la sua azione e di coloro che collaboravano autenticamente con lui. Quella stagione passò e ripresero le attività dell’ufficio. Ma il 3 agosto il mandato di Salvo Fleres è scaduto, e il regime di “prorogatio” che consente di continuare, per altri 40 giorni, l’attività di Garante, è scaduto il 16 settembre. Da quella data la Sicilia è priva di Garante con grave danno nei confronti dei detenuti, le cui lettere si accumulano sui tavoli dell’ufficio del Garante senza poter ricevere risposta (si è parlato di questo in un altro articolo che abbiamo dedicato all’argomento (vai al link.. http://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/11/03/la-sicilia-da-mesi-senza-garante-intervista-a-gloria-cammarata/).

Siamo arrivati alla fine di febbraio e la Sicilia continua a restare senza Garante.

Tra i detenuti dell’isola ha cominciato a girare una petizione per chiedere la riconferma di Salvo Fleres come Garante per i diritti dei detenuti.

Questo è il testo della petizione:

“In questi sette anni di attività abbiamo  visto l’impegno costante per i diritti dei detenuti del dottor Salvo Fleres. Da mesi il suo mandato è scaduto, e la Sicilia è senza Garante. Le nostre lettere si accumulano presso l’ufficio del Garante, ma nessuno può risponderci. Tutto questo rende più drammatica la nostra situazione.Noi chiediamo al Presidente della Regione Sicilia che vi sia al più presto la nomina di un Garante e chiediamo che possa essere riconfermato il dott. Salvo Fleres di cui abbiamo toccato con mano capacità e impegno.”

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Ecco adesso l’elenco delle firme raccolte nel carcere Pagliarelli di Palermo. Dal carcere Pagliarelli c’erano già arrivata un’ampia raccolta di firme (vai al link..  

http://urladalsilenzio.wordpress.com/2014/02/27/petizione-tra-i-detenuti-per-la-riconferma-del-dott-salvo-fleres-come-garante-carcere-pagliarelli-palermo/). Oggi pubblico altre firme che ci sono giunte recentemente.

Caleca Santo

Alibrandi Ivan

Battaglia Salvatore

Testa Luciano

Celano Salvatore

Celano Giuseppe

Cavallaro Giuseppe

Crisafulli Giuseppe

Nucatola Bernanrdo

Amendola Carmelo

Marchese Gianluca

Buscetti Nicolò

Giuffré Antonino

Germanelli Giuseppe

firma non leggibile

Felice Gaetano

Dragos Ionut Andries

Zaharia Karol Mugurel

firma non leggibile

firma non leggibile

Cacocciola Aiello

Nunnar GIovanni

firma non leggibile

Marrone Giuseppe

Ficarotta Pietro

Levoi Salvatore

Papa Mauro

Dauguanno Luigi

Savoca Francesco

Cotugno Giuseppe

Nasta Capello

Aiello Cristian 

Grillo Gaetano

De Luca Santo

Pietro Urso

Lovoi Salvatore

firma non leggibile

firma non leggibile

Sencilli Paolo

Aloisio Francesco

Milazzo Tindaro

Ferruggia Giuseppe

Gabsi Wissem

Shieamatam Issam

Sancilles Antonino

Ciaramitaro Antonino

Ingrassia Girolamo

Benfante Giuseppe

Bonasera Antonino 

La Malfa Gino

Pizzo Salvatore

Chimento Simone

Genovese Vincenzo

Vincenzo Randazzo

firma non leggibile

Portogallo Giovanni

Lo Piccolo Giosué

Arcoraci Luigi

firma non leggibile

Grillo Francesco

Ragonese Carmelo

Mantegna Giuseppe

Bagli Giovanni

Meli Roberto

Giuseppe Palermo

Sebastiano Messina

Spartà Francesco

Estratti.. dal Pagliarelli

Pagliarellis

Mi ha scritto un detenuto del carcere Pagliarelli di Palermo.

voglio riportare un estratto della sua lettera in cui accenna ad alcune situazioni che si vivono al Pagliarelli, tra cui la vergognosa situazione sanitaria, ceh caratterizza la maggior parte delle carceri italiane.

Non metto il suo nome, perché ancora devo ricevere la sua autorizzazione all’inserimento del nome.

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“Circa il carcere Pagliarelli in cui mi trovo, posso menzionare qualcosa:

Ci è stato proibito di avere contatto con i nostri figli ancora in tenera età ai colloqui, nonché per un breve saluto all’inizio e alla fine dello steso, nonostante sia proibito il vetro di separazione e il muro tra detenuti e famigliari.

Ci viene data solo tre volte a settimana la possibilità di poterci fare la doccia, visto che le celle ne sono sprovviste. 

Siamo in assoluto abbandono sanitario, perché solo un giorno ogni due settimane c’è la possibilità di potere essere ricevuti dal medico, e bisogna essere fortunati che il medico quel giorno sia di servizio, perché è un turnista.

Adesso mi fermo perché te ne potrei raccontare altre cento..”

Posti letto in carcere: la matematica fai da te… di Carmelo Musumeci

carceri-cella-affollata

Il nostro Carmelo sa essere molto sintetico ed efficace.

In questo pezzo parla del balletto -a livello comunicativo. dei posti letto in carcere.

Carmelo, nel corso di questo pezzo, tira fuori una di quelle frasi che andrebbero lette ovunque:

“Se e carceri non scoppiano, e i detenuti preferiscono ammazzarsi piuttosto che spaccare tutto come facevano nel passato, è merito della crescita interiore dei detenuti, o forse della loro rassegnazione, o, quasi certamente, della quantità di psicofarmaci e tranquillanti che vengono erogati.”

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L’Italia è veramente uno strano paese dove la matematica non è una scienze esatta.

E nei carceri italiani si usa la matematica fai da te.

A secondo del governo di destra, di centro o di sinistra, e il ministro della giustizia che lo rappresenta, i posti letti in carcere aumentano e diminuiscono come per magia.

Fino a poco tempo fa i posti letto erano 38.000 (Fonte: Associazione Antigone,  confermati dall’allora Ministra della Giustizia, Annamaria Cancellieri).

Dopo qualche mese i posti letto erano diventati 43.000 (Fonte dall’inchiesta di “Reporter”per Rai 3).

E con meraviglia l’altro giorno ho letto che i numeri dei posti letto erano di nuovo cambiati: “(…) I dati, aggiornati al 31 luglio,  del Ministro della Giustizia indicano nei 204 penitenziari 54.414 detenuti a fronte di 49.402 posti”(Fonte: Il Gazzettino,   domenica 3 agosto 2014)

Penso che neppure Gesù riuscirebbe a moltiplicare i posti letto come fanno i funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario.

Credo che gli italiani siano famosi nel mondo per la loro creatività ma penso che negli ultimi tempi la maggioranza dei posti letto in carcere si siano moltiplicati facendo diventare doppie le celle singole e quintuple quelle triple.

Bugie e semplificazioni sul carcere se ne sentono tante e ancora l’altro giorno ho letto “Detenuto suicida con la bombola a gas Il sindacato degli agenti di Polizia ha chiesto che siano vietate”.

Come se uno non si potesse suicidare impiccandosi con le lenzuola, o con le maniche di una camicia.

E come proporre di non costruire più automobili perché nelle strade italiane ci sono troppi decessi per incidenti di macchine.

Se si levassero i fornellini a gas nelle prigioni come farebbero i detenuti a mangiare?

Non lo sa il sindacato degli agenti della Polizia penitenziaria che il cibo che passa l’Amministrazione dell’istituto non basterebbe neppure per i topi che vivono in carcere?

Quante cose inesatte si dicono e si leggono sul carcere, ma è normale perché parlano tutti fuorché i carcerati.

Sempre l’altro giorno sull’ultimo suicidio che è accaduto nel carcere di Padova, ho letto che il segretario generale del sindacato autonomo di Polizia penitenziaria denuncia carenze negli organici: “Come può un solo agente controllare 80 o 100 detenuti?”.

A parte che sono i detenuti che controllano la Polizia penitenziaria-perché non potrebbe essere altrimenti- come farebbe un solo agente da solo a controllare ottanta o cento detenuti senza l’aiuto e il consenso degli stessi prigionieri?

Se e carceri non scoppiano, e i detenuti preferiscono ammazzarsi piuttosto che spaccare tutto come facevano nel passato, è merito della crescita interiore dei detenuti, o forse della loro rassegnazione, o, quasi certamente, della quantità di psicofarmaci e tranquillanti che vengono erogati.

E trovo di pessimo gusto approfittare dei morti ammazzati di carcere per chiedere miglioramenti sindacali di organico e finanziari.

Noi non abbiamo bisogno di agenti penitenziari piuttosto abbiamo necessità di educatori, psicologi, magistrati di sorveglianza e di pene alternative.

Ricordo a proposito che per i detenuti che scontano l’intera pena la recidiva sale al 70%,  invece per chi sconta pene alternative al carcere la recidiva non supera il 12%.

Solo così aumenterebbero realmente i posti letto e diminuirebbero i detenuti nelle  carceri italiane,  non certo con la matematica fai da te.

Carmelo Musumeci

Carcere di Padova, agosto 2014

Forse è finita l’attesa, arriveranno le risposte alle richieste dei detenuti?… Angelo Meneghetti

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Pubblico oggi un pezzo di Angelo Meneghetti, detenuto a Padova.

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Si apprende in questi giorni che ci sarà un miglioramento anche nei tribunali di sorveglianza. Il CSM, in via eccezionale, destinerà alla magistratura di sorveglianza anche i giudici di prima nomina. Penso che la maggior parte dei detenuti, apprendendo questa notizia, avrà un sospiro di sollievo, e forse quella minima parte di speranza rimasta non morirà.

In questi ultimi tempi ci sono diverse lamentele da parte di molti reclusi della casa di reclusione di Padova, perché alle loro richieste di permessi premio, non ricevono una risposta, “positiva o negativa”, in tempi brevi. Addirittura si attende più di un anno e, a volte, dopo un così interminabile tempo, ti arriva una risposta negativa, perché non è aggiornata la sintesi e non si riesce a capire di chi sia la negligenza. Se è dell’area pedagogica o del magistrato di sorveglianza, “perché leggendo diversi rigetti dei permessi premio sembra di assistere al classico scarica barile”. Penso che, quando un detenuto ha una condotta regolare e partecipa alle attività trattamentali, e la sua condotta sia priva di rapporti disciplinari, non si riesce capire la negligenza ad applicare alla lettera l’Ordinamento Penitenziario, in modo che, quando un detenuto si trova nei termini dei benefici, possa accedervi senza troppi paletti che, di fatto, rendono difficile l’applicazione.

Ovviamente dimenticavo che, diverse volte i detenuti si sentono rispondere “a parole” che si tratti del sovraffollamento. E, con questa scusante, la maggior parte dei detenuti sono costretti a scontare fino all’ultimo giorno la loro pena. Vedremo se, con l’arrivo di qualche magistrato di sorveglianza in più, la legge Gozzini sarà applicata come impone l’ordinamento penitenziario, in modo così da far funzionare correttamente il carcere di Padova. Essendo una casa di reclusione, il suo corretto funzionamento dovrebbe rilevarsi dalla situazione di quei detenuti che scontano una pena lunga, e specialmente di chi non ha un fine pena, gli “ergastolani”.

Basterebbe usare il buon senso e capire che i permessi premio sono un percorso necessario, non solo per chi è rinchiuso, ma soprattutto per i famigliari che sono in attesa di accogliere “Il figlio, il marito o il compagno”. Oggi anche i famigliari dei detenuti si sentono presi in giro dal modo burocratico in cui sono concessi i benefici. Tutto ciò è anche causa del frantumarsi delle famiglie.

In questi ultimi anni, il nostro Paese ha risentito molto dell’enorme crisi economica, e questo si vede anche all’interno di una galera. Non c’è lavoro per i cittadini, ma non c’è lavoro neanche dentro il carcere. Qui ci sono quasi 500 detenuti che non fanno niente dalla mattina alla sera, imbottiti di psicofarmaci in modo da non dare fastidio, e sono dimenticati da chi dovrebbe un domani reinserirli nella società. E poi viene chiesta loro una riflessione critica!

Non ci resta che sperare che,  con l’arrivo di qualche magistrato di sorveglianza in più, ritorni in questi luoghi di degrado equilibrio e umanità, se veramente vogliamo far capire in Europa che l’Italia è un paese democratico e civile.

Casa di reclusione Padova, 05-08-2014

Angelo Meneghetti

Il tempo… di Tommaso Amato

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Ecco una poesia -segnata da malinconia- di Tommaso Amato detenuto a Spoleto.

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IL TEMPO

Attendere un momento che non arriva mai,

è come coltivare un arbusto che non produce frutti.

Così come il contadino aspetta invano una raccolta che non arriva mai.

Allo stesso modo, l’ergastolano indugia inutilmente nell’attendere i raccolti.

Perché zappa un terreno che non germoglia mai.

Spoleto  07-08-2014

Il condannato a vita

Tommaso Amato

Diario di Pasquale De Feo- 22 maggio – 21 giugno

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Pubblico oggi un’altro dei diari mensili di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- che si erano accumulati nel corso dei mesi e che stiamo recuperando grazie alla nostra nuova collaboratrice Francesca Virdis.

Il diario di Pasquale è uno dei momenti più importante in assoluto di questo Blog.

Come già fatto in tanti casi, voglio riportare alcune citazioni del diario che leggerete.

Fa pensare ciò che Pasquale scrive in questo passaggio:

Stamane è stato scarcerato Antonio dopo 13 anni di carcere e nella sezione AS-2 (politici) di fronte alla nostra è uscito Alfredo dopo 7 anni di carcere, entrambi hanno scontato fino all’ultimo giorno. Ad Antonio qualche settimana fa gli era stato rigettato un permesso premio, perché l’area educativa aveva dato parere sfavorevole; forse non era ancora maturo per uscire, mancavano una decina di giorni, sic. Da quando sono qui a Catanzaro ho visto uscire i reclusi solo a fine pena.” (23 maggio)

Fa pensare che un detenuto che era arrivato a poche settimane della conclusione della sua pena, abbia avuto rigettata la richiesta di permesso, perché l’aria educativa avrebbe dato parere sfavorevole. Sarebbe utile approfondire la questione.

Sempre il 23 maggio, Pasquale scrive:

Ricordo una quindicina d’anni fa un magistrato di sorveglianza che mi chiamò per una cosa che adesso neanche ricordo, colsi l’occasione per chiedergli di avere un permesso per andare a fare visita ai miei genitori, mi rispose in modo franco e diretto: “non mi chieda benefici di qualsiasi genere perché non gliene do, non la conosco e dalle carte risulta pericoloso, non c’è nessun motivo che debba prendermi la responsabilità per lei, pertanto non mi presenti niente, la risposta glie l’ho data già”.

No comment…

In un altro passaggio Pasquale scrive una cosa molto commuovente, che tocca profondamente il cuore.

“Oggi sono 13 anni che mia madre se n’è andata con un ictus, un dolore sempre vivo che il tempo ha reso più profondo, ancora oggi non riesco a tenere la sua foto perché rivederla è una sofferenza così forte che diviene dolore anche fisico. La vita continua ma è difficile dimenticare, l’amore materno ti entra dentro e non abbandonerà mai più il tuo cuore, come le querce che si ancorano al suolo e solo un evento traumatico può sradicare. Mi è difficile credere alla volontà di Dio, una persona buona come lei quale male avrebbe fatto per meritare un simile castigo? Nessuno, perché era amata e rispettata da tutti per la sua dolcezza, la sua  bontà e generosità. La vedo mentre mi guarda e mi sorride, quel sorriso speciale che aveva solo lei, quella voce che aveva solo per noi figli. Mi auguro che ci sia l’aldilà e che lei stia bene, sono sicuro che tutto quello che potrebbe fare per noi lo farebbe, e ogni tanto non ci farà mancare una sua carezza. Sarai sempre nei nostri cuori e per questo vivrai in eterno.” (27 maggio)

Concludo con una citazione che è davvero suggestiva:

In tanti libri e in alcuni articoli di giornale ho letto spesso della lingua franca che si parla nei porti, principalmente nel Mediterraneo. Un miscuglio di parole che nei secoli hanno creato una lingua che si parla ancora oggi. Riflettendo ho pensato che questa lingua è uguale a quella delle carceri, spesso nelle sezioni ci sono tanti dialetti meridionali, molti anche dopo tanti anni parlano ancora il loro dialetto, spesso così stretto che sono difficili da capire. Con il tempo questi dialetti si aprono e molte parole sono acquisite dalla comunità, alla fine tutti capiscono tutti, anche parlando nel proprio dialetto, in un certo senso anche la nostra è una lingua franca… La gente alla fine si capisce sempre in tutto, sono la politica, la religione ed il potere che complicano tutto e creano odio e rancore.” (3 giugno)

Vi lascio adesso al diario integrale di Pasquale De Feo.. mese di giugno.

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LA CIVILTA’ SCANDINAVA
In Svezia reputano che dopo dieci anni di carcere la pena detentiva comincia non solo a non servire più, ma anche ad assumere valore negativo nel distruggere la persona, invece che aiutarla a ricostruirsi.
Questo pensiero riguarda tutti i paesi del nord Europa, non sarà un caso che i fenomeni di illegalità siano molto bassi, come anche la recidiva, credo che dove la prevenzione prevalga sulla repressione forsennata si ottengano questi risultati.
In Italia tutto è improntato sulla repressione, la carcerazione ed il buttare la chiave. Non sanano il degrado sociale, pertanto di “carne da cannone” ce n’è sempre a volontà, e questo girone dantesco non finisce mai. Ciò che vogliono i poteri che hanno bisogno di un mostro sempre a portata di mano per i loro proclami.
Stamane ho letto che il ministro della giustizia ha detto che deve regolarizzare i lobbisti, emanare una legge per la corruzione, auto-riciclaggio, il falso in bilancio ed altre cose, in questo ci ha infilato l’aggravio di pena per l’associazione mafiosa fino a 15 anni, qualcuno dovrebbe dirgli che questo reato non reato con le aggravanti arriva quasi fino a 30 anni. Invece di risolvere i problemi fanno sempre la stessa cosa, innalzare le pene per buttare fumo negli occhi alla gente. Non basta che abbiamo le pene più alte d’Europa?
Anche 30 anni di carcere scontati non gli bastano, perché l’interesse è distruggere l’individuo, non recuperarlo.
Con questi manigoldi non possiamo mai neanche sperare di arrivare al 50% della civiltà Scandinava.
22-05-2014
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SCARCERAZIONE
Stamane è stato scarcerato Antonio dopo 13 anni di carcere e nella sezione AS-2 (politici) di fronte alla nostra è uscito Alfredo dopo 7 anni di carcere, entrambi hanno scontato fino all’ultimo giorno.
Ad Antonio qualche settimana fa gli era stato rigettato un permesso premio, perché l’area educativa aveva dato parere sfavorevole; forse non era ancora maturo per uscire, mancavano una decina di giorni, sic.
Da quando sono qui a Catanzaro ho visto uscire i reclusi solo a fine pena.
Quando sento i funzionari parlare in TV o leggo interviste sui quotidiani, l’impressione che possono avere i cittadini è che escono con tutti i benefici, nessuno sconta la sua pena per intero, poi ci sono certi mascalzoni di politici e Savonarola che invocano la certezza della pena, che è una delle poche cose certe, ma lo stesso l’usano come arma politica.
Ricordo una quindicina d’anni fa un magistrato di sorveglianza che mi chiamò per una cosa che adesso neanche ricordo, colsi l’occasione per chiedergli di avere un permesso per andare a fare visita ai miei genitori, mi rispose in modo franco e diretto: “non mi chieda benefici di qualsiasi genere perché non gliene do, non la conosco e dalle carte risulta pericoloso, non c’è nessun motivo che debba prendermi la responsabilità per lei, pertanto non mi presenti niente, la risposta glie l’ho data già”. Lo ringraziai per la sua sincerità e serietà.
Purtroppo c’è sempre quel lumicino di speranza che abbaglia i detenuti, ma è una presa in giro, un gioco perverso e disumano, che l’abitudine ha reso “normalità”.
23-05-2014
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PATATINE FRITTE
Ero convinto che le patatine fritte erano state inventate dagli americani, anche perché i grandi colossi erano tutti negli USA, dai Fast Food alle multinazionali del settore.
Leggendo la rivista Wired ho trovato un articolo che capovolge questa errata convinzione che avevo.
I Valloni in Belgio adoravano friggere i latterini che pescavano nel fiume Mose, quando l’inverno si ghiacciava, avevano trovato il modo di sopperire alla possibilità di pescare, tagliavano le patate in strisce sottilissime e le doravano in padella.
I marines al ritorno dal fronte dopo la guerra portarono questa tradizione in America, ed erroneamente la chiamarono french fries, avendo appreso questo piatto in Belgio e non in Francia.
Fu Mac Donald’s a farlo diventare un fenomeno planetario, oggi non c’è posto nel mondo dove non conoscano le patatine fritte.
Le idee possono essere di chiunque, non c’è bisogno di essere uno scienziato, ma al tempo del mercato e di chi le sa realizzare e sfruttare.
24-05-2014
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DINOSAURI
Hanno trovato il dinosauro più grande del mondo, in Argentina nella regione della Patagonia, che è una specie di cimitero a cielo aperto.
Questo gigante della preistoria era lungo quaranta metri, venti metri di altezza per 77 tonnellate di peso.
I paleontologi che ne hanno trovato i resti, hanno dichiarato che potrebbe trattarsi dell’animale più grande mai apparso sulla terra.
Credo che nella tundra siberiana, dove hanno trovato un mammut, potrebbero trovare anche un dinosauro intero ibernato nei ghiacciai perenni, sarebbe una scoperta fantastica per tutti gli scienziati del mondo.
25-05-2014
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LA DISINFORMAZIONE…IGNORANTE E SETTARIA
Qualche settimana fa il quotidiano Repubblica ha concesso un’intera pagina al savonarolo Roberto Saviano, si è smesso a spiegare i soprannomi di alcuni personaggi ritenuti boss. L’articolo era improntato su Gennaro De Tommasi, soprannominato “a carogna”.
Conosco alcune di queste persone che ha citato Saviano, ha detto un sacco di fesserie sull’origine dei soprannomi, credo che se li sia inventati tutti di sana pianta, perché di alcuni soprannomi ne conosco l’origine, uno di loro stava qui ed è uscito a fine pena.
Non si smentisce Saviano nel romanzare la realtà, d’altronde glie lo ha chiesto lo stesso quotidiano.
Ricordo che uno scrittore milanese era stato chiamato da Repubblica per assumerlo, quando gli dissero che doveva romanzare la cronaca, salutò e se ne andò, invece Saviano non ha questi scrupoli, lui basta che lo paghino è pronto a scrivere qualsiasi nefandezza che il padrone vuole.
Oggi sulla rivista “Venerdì” che esce con Repubblica, mi soffermo a leggere la rubrica di Enrico Deraglio, questo signore lo ricordo quando faceva TV, non mi piaceva allora perché troppo settario, figuriamoci adesso che mi da l’impressione di essere anche un po’ razzista.
Menzionando Gennaro De Tommasi soprannominato “a carogna”, nel suo articolo sui tifosi così scrive: “tale Gennaro Esposito detto appunto Genny la carogna pare per una certa malvagità di quando era giovane”.
Scrive un articolo e non si informa neanche come si chiama questo signore, nel suo razzismo strisciante è convinto che a Napoli si chiamino tutti Esposito. Il soprannome di Gennaro De Tommasi proviene dal padre e non perché fosse malvagio quando era giovane.
Se i giornalisti di Repubblica scrivono così le notizie, bisogna prendere con le pinze tutto ciò che scrivono, il dubbio è d’obbligo.
26-05-2014
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DIFFICILE DA DIMENTICARE
Oggi sono 13 anni che mia madre se n’è andata con un ictus, un dolore sempre vivo che il tempo ha reso più profondo, ancora oggi non riesco a tenere la sua foto perché rivederla è una sofferenza così forte che diviene dolore anche fisico.
La vita continua ma è difficile dimenticare, l’amore materno ti entra dentro e non abbandonerà mai più il tuo cuore, come le querce che si ancorano al suolo e solo un evento traumatico può sradicare.
Mi è difficile credere alla volontà di Dio, una persona buona come lei quale male avrebbe fatto per meritare un simile castigo? Nessuno, perché era amata e rispettata da tutti per la sua dolcezza, la sua bontà e generosità.
La vedo mentre mi guarda e mi sorride, quel sorriso speciale che aveva solo lei, quella voce che aveva solo per noi figli.
Mi auguro che ci sia l’aldilà e che lei stia bene, sono sicuro che tutto quello che potrebbe fare per noi lo farebbe, e ogni tanto non ci farà mancare una sua carezza.
Sarai sempre nei nostri cuori e per questo vivrai in eterno.
27-05-2014
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L’IPOCRISIA…ISTITUZIONALE
Ho aspettato qualche settimana prima di redarre questo scritto, perché volevo vedere se i notiziari o i quotidiani avrebbero dato la notizia, ma fino ad oggi non ho letto né sentito niente dai TG, neanche quelli sportivi.
L’ultima di campionato Genoa-Roma, vinta dalla squadra ligure per uno a zero, gli ultras del Genoa hanno indossato una maglietta nera come quella di Gennaro De Tommasi a Roma, ma invece di scriverci sopra Speziale libero, hanno scritto Scajola libero. Nessuno ha riportato la notizia, censura totale.
I tifosi hanno detto che la loro protesta è per la libertà d’espressione, ora possono diffidarci tutti.
Una scritta su una maglietta con niente di offensivo non può essere oggetto di discriminazioni e diffide, se fosse così lo dovevano essere anche quei ministri e parlamentari che sulle scale del Tribunale di Milano inneggiavano a Berlusconi con una maglietta in suo favore. Come anche le gazzarre con manette, insulti ed aggressioni in Parlamento, E’ troppo facile prendersela con Gennaro De Tommasi, un ultras è facile da mostrificare e mettere alla gogna.
Abbiamo una classe politica così miserabile che ha inquinato ogni cosa.
28-05-2014
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GLI AMICI DEGLI AMICI
Apprendo una notizia che può sembrare normale routine, ma questa non lo è perché nasconde il mercimonio che si è instaurato nelle istituzioni.
L’ENI è la multinazionale italiana con una partecipazione dello Stato, che incarna la corruzione e l’illecito come sistema; il suo fondatore Enrico Mattei gli diede quest’anima, lui stesso affermava che usava i partiti politici come un taxi, alla fine della corsa pagava e andava via.
Credo che sia anche il più grande evasore del paese, non solo il più grande corruttore.
L’ex direttore di Equitalia Attilio Befera, finito il suo mandato, è stato assunto dall’ENI nell’organismo di vigilanza come componente esterno con funzione di presidente.
Questo signore si è accanito nei confronti dei poveri cristi, ha sulla coscienza tanti suicidi di cittadini portati all’esasperazione, ha rovinato migliaia di famiglie, ha fatto chiudere centinaia di migliaia di piccole aziende, come un bulldozer spianava chiunque entrasse nel suo mirino, cosa singolare non entravano mai i politici e i potenti, senza parlare delle grandi multinazionali come l’ENI, la FIAT, MEDIOBANCA, le banche, etc..
Cosa strana quando ha finito il suo mandato aveva già il posto assicurato con l’ENI, forse è investito da una luce divina oppure è unto dal signore, sic.
29-05-2014
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L’ARROGANZA DEGLI AYATOLLAH DELL’ANTIMAFIA
Il presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta è totalmente imprigionato dal delirio di onnipotenza da ritenersi al di sopra di tutti. Accusa chiunque non sia in linea con il suo pensiero di mafiosità. Sembra di rivivere i tempi dell’inquisizione, c’erano i puri e gli eretici. Credo che Crocetta ne avrebbe mandati sul rogo a migliaia di eretici.
Il PD ha candidato il professore Giovanni Fiandaca per le europee; Crocetta ha candidato la sua segretaria Michela Stancheris che non è stata eletta, come anche Fiandaca.
Durante la campagna elettorale non ha usato mezzi termini, anzi è stato di una volgarità miserabile, ha fatto di tutto per fare eleggere la sua segretaria.
Il professore Fiandaca ha risposto con durezza a Crocetta e dicendo cose che in tanti pensano ma hanno paura di dire: “non credo che Crocetta o qualche ayatollah dell’antimafia possano darmi lezioni di antimafia. Ho stigmatizzato il prevalere di un’antimafia simbolica, usata come strumento per fare carriera politica o fare affari. Il suo è totalitarismo staliniano. Quella del PD non può essere l’antimafia di Crocetta, di Lumia, di Ingroia e di Cardinale”.
Il voto ha dato la sua risposta, ora mi auguro che gli tolgano la presidenza della regione, perché non la merita, pensa solo al suo potere, come d’altronde i suoi sodali nominati.
30-05-2014
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LA CONOSCENZA E’ INFINITA
Certe notizie sembrano inverosimili, la scienza ci ha insegnato che nulla diventa impossibile, e tutte le teorie nel tempo diventano realtà certificata.
In tante letture non avevo mai appreso che i fotoni della luce si potevano trasformare in materia.
Nel 1934 due fisici americani descrissero il processo che trasforma la luce in materia, ma scrissero che non si poteva osservare in laboratorio con un esperimento, non ebbero la lungimiranza nel futuro della tecnologia.
Oggi questo è possibile ed i fisici inglesi e tedeschi hanno lanciato la sfida, entro un anno con i laboratori e le tecnologie attuali a chi arriva prima al traguardo.
Credo che se questa trasformazione si potesse fare su scala industriale sarebbe una rivoluzione storica perché sarebbe una nuova era.
Sono convinto che siamo solo alla lettera A in quanto a scoperte della fisica, alla fine del prossimo secolo la vita cambierà con l’evoluzione che verrà.
31-05-2014
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FOTO CHE COLPISCONO AL CUORE
Non posso dimenticare le foto della settimana scorsa che ho visto sui quotidiani, si trattava di bambini siriani con un cartello in mano, nelle carceri egiziane, dove erano stati rinchiusi insieme alle loro famiglie.
A milioni stanno fuggendo dalla Siria, che dal regime di Assad e chi dai fondamentalisti islamici, cercano di imbarcarsi per l’Europa, ma purtroppo sono alla mercede di tutti, dai governi, polizie, scafisti, etc..
C’è una foto di una bambina di pochi mesi con scritto “non siamo criminali, abbiamo bisogno di un corridoio umanitario”.
Una bambina di 5-6 anni ha un cartello “siamo anche noi esseri umani”.
Quello che fa rabbia è che l’Unione Europea non sta facendo niente. Quando si tratta di bombardare sono tutti uniti, forse perché gli americani lo impongono.
E’ una vergogna per tutta l’Italia che si trova a quattro passi dal Medio Oriente, ma ancora di più per la civile Europa.
01-06-2014
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IL TOPO CON I BAFFI
In politica quando si cade in disgrazia sembra di assistere a uno sciacallaggio come si vedono nella savana quando un animale malato o ferito viene assalito da tutti per cibarsene.
Così sta succedendo con l’ex ministro Scajola, non parliamo del partito di Repubblica che sta scrivendo di tutto e di più, sembra di leggere una telenovela, adesso la stanno condendo con la salsa piccante del sesso.
Quello che mi ha meravigliato è stato quel sorcio con i baffi dell’ex ministro Maroni, ha dichiarato che lui aveva scritto una lettera a Scajola per informarlo che Biagi (ucciso poi dalle Brigate Rosse) aveva bisogno della scorta. Quella lettera non è stata mai mandata. L’indagine dell’epoca accertò che la lettera non fu mai spedita, fu scritta dieci minuti dopo la morte di Biagi.
Per seguire l’onda mediatica del clamore dell’arresto di Scajola non ha indugiato un attimo, pur sapendo che era stato già sbugiardato all’epoca, ma ne ha approfittato per le elezioni europee.
Questi sono i manigoldi che ci governano, e li votiamo pure.
02-06-2014
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LINGUA FRANCA
In tanti libri e in alcuni articoli di giornale ho letto spesso della lingua franca che si parla nei porti, principalmente nel Mediterraneo. Un miscuglio di parole che nei secoli hanno creato una lingua che si parla ancora oggi.
Riflettendo ho pensato che questa lingua è uguale a quella delle carceri, spesso nelle sezioni ci sono tanti dialetti meridionali, molti anche dopo tanti anni parlano ancora il loro dialetto, spesso così stretto che sono difficili da capire.
Con il tempo questi dialetti si aprono e molte parole sono acquisite dalla comunità, alla fine tutti capiscono tutti, anche parlando nel proprio dialetto, in un certo senso anche la nostra è una lingua franca…
La gente alla fine si capisce sempre in tutto, sono la politica, la religione ed il potere che complicano tutto e creano odio e rancore.
03-06-2014
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LA CENSURA SETTARIA SU SAVIANO
Ogni tanto esce qualche notizia in sordina sullo scopiazzamento del libro di Saviano “Gomorra”, dove viene condannato a pagare risarcimenti.
Oggi ho letto una notizia sulla condanna che Roberto Saviano ha ricevuto dalla sezione civile della Corte di Appello di Milano, una condanna per diffamazione nei confronti di Enzo Boccolato e al risarcimento di 30.000 euro.
Nel libro Gomorra veniva riportato che il Boccolato era un trafficante internazionale di droga al servizio di un clan della camorra.
Credo che lui avesse appreso la notizia nel campo della procura e come è suo costume ritiene che le ipotesi di qualche PM sono una sorta di condanna definitiva, e pertanto si sente in diritto di poter diffamate chiunque.
Tanta gente diffamata nel suo libro, se l’avesse denunciato, avrebbe accumulato una lunga sfilza di carichi pendenti.
Ormai ne hanno fatto un’icona, ed è entrato a far parte del partito di Repubblica, pertanto è diventato una sorta d’intoccabile.
04-06-2014
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LA LADRONERIA NORDICA
Negli ultimi tempi si assiste alla rapacità tosco-padana in modo evidente, forse dall’alto hanno dato il via togliendo le protezioni che lo Stato concede da 150 anni agli antenati dei saccheggiatori dell’ex Regno delle Due Sicilie.
In poco tempo sono saltate fuori corruzioni e tangenti dall’Expo a Milano, al Mose di Venezia e ai banchieri genovesi che hanno svuotato la cassaforte di Genova.
Questo sistema non è nuovo, la politica lo ha creato per foraggiarsi, oggi in mancanza di partiti le ruberie sono più a titolo personale.
Ma il paragone che mi viene spontaneo è quello di pensare se queste cose fossero successe al Sud, mi immagino i titoloni mediatici ed i Savonarola ad aizzare la gente, sarebbe fatto passare tutto per mafia, perché nel Sud sono tutti sporchi, brutti e cattivi, pertanto il pregiudizio razziale precede ogni giudizio.
Tutti i grandi scandali sono sempre successi nel settentrione, ma chi sono i ladri? I meridionali.
Nel passato gli è quasi sempre andata bene, a parte qualche inciampo, tanto c’era il meridione che faceva da paravento come “mostro”.
Oggi cosa si inventeranno?
05-06-2014
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SOPRAVVISSUTI
Stanno bucherellando l’Adriatico per cercare il petrolio ed il gas, un mare chiuso che se succedesse qualche incidente inquinerebbe le coste italiana e balcanica.
La cosa grave è che stanno estraendo tutti gli idrocarburi che ci sono, basterebbero per cinquanta giorni, in termini di approvvigionamento sono niente in confronto ai pericoli che ci potrebbero essere.
L’Adriatico in termini di turismo ha un fatturato importante che contribuisce in modo rilevante al PIL di entrambe le sponde, principalmente quello italiano, ma con tutto ciò l’ENI per i suoi interessi strategici di giochi di alleanze, contribuisce con i suoi giannizzeri in parlamento a far concedere licenze a tutti.
La migliore cosa da fare è di inserire nella Costituzione il divieto nei nostri mari di concedere permessi per ricerche petrolifere.
06-06-2014
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LE ALGHE AIUTERANNO IL NOSTRO FUTURO
Con questo ritmo di inquinamento il mondo non può andare avanti, bisogna accantonare i combustibili fossili, ormai è diventato evidente a tutti che di questo passo il clima impazzirà, lo si nota già ore con gli uragani, i tornado, la siccità, che stanno sconvolgendo le normali stagioni e tanti territori nel mondo.
Il professor Douglas C. Elliot, ricercatore in chimica e biologia al Pacific Northwest National Laboratori di Richland, centro di ricerca del dipartimento dell’energia americano, autore di oltre 60 studi su metodi alternativi per ricavare energia, ispirandosi alla pentola a pressione ha messo a punto un procedimento rivoluzionario per trasformare rapidamente e a basso costo le alghe in petrolio.
Le alghe sono e saranno sempre più abbondanti nei mari, per effetto del cambiamento climatico.
I combustibili fossili saranno destinati a finire, ma i loro danni sono enormi già oggi.
Tutti gli scienziati del mondo sono anni che cercano di trovare un’alternativa al petrolio, anche se sabotati dalle multinazionali del petrolio, le ricerche sono sempre andate avanti.
Il procedimento è molto semplice, in una specie di pentola a pressione, con una temperatura di 350 gradi e una pressione analoga a quella naturale che portano alla formazione del petrolio, dopo 30 minuti si ottiene petrolio greggio, in una qualità già pronta per la raffineria, gli scarti di acqua, fosforo, azoto e potassio possono essere utilizzati come fertilizzanti per nuove alghe.
Si ottiene petrolio vegetale in mezzora invece che in milioni di anni, un sistema economico e veloce, il costo non può ancora competere con i combustibili fossili, perché costa un euro al litro il carburante che si estrae.
Il professore afferma che il sistema si può migliorare ancora, e con lievi modifiche si può applicare a qualsiasi tipo di biomassa umida, anche alla spazzatura umida e ai rifiuti organici delle fogne.
Il carburante alla pompa costa più di un litro, pertanto basterebbe che gli Stati non mettessero tasse sul carburante che si potrebbero eliminare i combustibili fossili, in più riciclare sia la spazzatura umida che gli scarichi fognari.
Credo che per il cambiamento c’è bisogno solo di volontà politica e gli Stati non siano più servi delle multinazionali.
08-06-2014
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IL MONDO TACE E NON VEDE
In Israele i detenuti palestinesi stanno facendo lo sciopero della fame per protestare contro i metodi di arresto senza imputazione.
I palestinesi vengono arrestati anche per un sospetto o indicazione scritta di un ufficiale dell’esercito, e classificati “detenuti amministrativi”, non sono accusati di nessun reato ma li possono tenere in carcere a tempo indeterminato, ci sono persone da anni in queste condizioni.
Questi detenuti hanno iniziato uno sciopero della fame dal 24 aprile, sono 46 giorni, con il supporto dei familiari e delle associazioni per i diritti umani.
Il governo di Benjamin Netanyahu sollecita la Knesset (parlamento israeliano) a varare una legge per l’alimentazione forzata, essendo che i reclusi palestinesi ricoverati in ospedale rifiutano lo stesso il cibo.
L’associazione dei medici d’Israele è contraria alla legge perché ritiene l’alimentazione forzata una tortura, e hanno detto che non si presteranno a questa pratica.
La paura del premier è che non vuole un Bobby Sands palestinese, perché se uno solo dei prigionieri muore si scatenerà un’intifada dagli esiti disastrosi.
Un deputato palestinese in detenzione amministrativa da 4 anni ha fatto sapere alla moglie che questa è “l’intifada della fame”, sarà a oltranza perché vogliono mettere fine una volta per tutte alle loro sofferenze.
Gli israeliani hanno dimenticato quello che è successo appena 70 anni fa al loro popolo, la SHOAH che hanno subito non li legittima ad usare gli stessi metodi dei nazisti. Hanno ridotto i territori palestinesi a una grande prigione, come avevano fatto i tedeschi a Varsavia quando crearono una grande prigione con il ghetto di Varsavia.
Gli americani, gli europei e tutto il mondo guardano e non dicono niente, come fecero quando i nazisti massacrarono milioni di persone tra cui 6 milioni di ebrei. Il loro silenzio è complice. E’ una vergogna.
09-06-2014
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SUPERARE LA GREEN ECONOMY
L’imprenditore belga Gunter Pauli, autore del libro “Blue economy: 10 anni di innovazioni, 100 milioni di posti di lavoro”, l’Edizione Ambiente ne ha stampato una nuova edizione.
Il libro è dedicato alle iniziative imprenditoriali altamente sostenibili, perché ispirate ai sistemi biologici.
Questo sistema funziona a cascata, sfrutta gli scarti degli altri che a loro volta produrranno altri scarti e così via, grazie ai raffinati meccanismi fisico-chimici usati dagli esseri viventi, e si ottengono senza che vengano usate energie fossili e materie prime non rinnovabili.
Inoltre, a differenza della Green Economy, quella Blue è economicamente competitiva, generando profitto da più beni e servizi prodotti allo stesso tempo.
Un esempio di Blue Economy è il sistema ideato al centro Songhai, in Benin, e poi esportato in tutta l’Africa e ora anche in Europa, per smaltire i resti della macellazione si fanno consumare alle larve di mosca, evitando il costoso incenerimento. Le larve vengono raccolte a quintali, sono un ottimo mangime per i pesci e gli uccelli di allevamento. Se ne possono estrarre anche enzimi per uso medico.
Seguendo la natura un rifiuto si trasforma così in prodotti di valore e risparmio energetico.
A Taiwan sono riusciti a produrre carta da plastica riciclata e scarti di roccia da cave e miniere, l’hanno chiamata “stone paper”, è di ottima qualità, smaltisce rifiuti problematici e risparmia la vita di milioni di alberi. Viene prodotta già industrialmente in milioni di tonnellate.
Con i fondi di caffè hanno attivato la coltivazione di funghi, che ha rivoluzionato il mercato. Quello che resta dopo la coltivazione è un buon concime.
In Sardegna la Novamont crea bioplastiche dal cardo.
Con la Blue Economy si possono superare le mezze misure della Green Economy, che anche se risolve un problema ne crea un altro.
Il ciclo sarà completo quando tutti i rifiuti saranno utilizzati come materie per altri prodotti, a quel punto non ci saranno più scarti ma risorse da utilizzare.
10-06-2014
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BIG POPE
Ho finito di leggere il libro di Papa Francesco “Evangelii gaudium” – Esortazione apostolica. Edizioni San Paolo s.r.l. con l’introduzione di Mons. Marcello Semeraro.
Avevo letto che il Papa si era fatto prete a 33 anni, prima aveva vissuto una vita normale con una fidanzata, al momento si sposarsi preferì dedicare la sua vita a Gesù. Questo fa capire che conosce il mondo reale nella sua quotidianità.
Quando era cardinale a Buenos Aires aveva soppresso tutti i privilegi del suo status, la macchina con l’autista e gli appartamenti a lui designati, accontentandosi di viaggiare in tram e di una stanza nel complesso della cattedrale.
Visitava i quartieri poveri, si dava da fare per aiutarli, insomma faceva tutto quello che un normale cardinale non fa.
Nel suo libro non ho trovato solo teologia portata all’eccesso, come trovai nel libro su Gesù di Nazareth scritto dal Papa pensionato Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, ma mischiando le due cose, abbraccia la teologia e tutto ciò che riguarda la vita sociale delle popolazioni, e non manca di bacchettare gli squali della finanza, la corruzione della politica, l’inquinamento in tutto il mondo, la perdita di lavoro di milioni di persone, etc., qualcuno che volesse attaccarlo potrebbe accusarlo di essere un comunista o qualcosa del genere.
Crede che il suo impegno sia anche dovuto all’influsso della Teologia della Liberazione, che era molto vicina al popolo e contro i poteri che negavano la giustizia sociale, nata nel Sudamerica e condannata dalla Chiesa dagli ultimi due papi Wojtyla e Ratzinger.
Credenti o non credenti e di qualsiasi credo politico bisogna per forza essere d’accordo con lui su quello che ha scritto e come l’ha scritto.
Ora comprendo l’atteggiamento avuto nei confronti dei politici italiani quando ha letto la messa per loro, li ha bistrattati in tutti i modi, non li ha salutati sia all’entrata e sia all’uscita, e durante l’omelia li ha bastonati per bene.
Ha scritto che il Papa non possiede il monopolio dell’interpretazione della realtà sociale o della proposta di soluzioni per i problemi contemporanei, ma le sue parole sono scomode per questo sistema, perché dà forza ai suoi richiami sulla giustizia sociale.
L’iniquità è la radice dei mali sociali, non è più possibile confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato, un’ideologia estrema che con il suo capitalismo ha creato milioni di derelitti, una piccola parte del mondo vive nell’opulenza e la maggioranza muore per disagi vari tra cui anche la denutrizione.
La pace sociale non può essere una mera assenza di violenza ottenuta mediante l’imposizione di una parte sopra le altre. La dignità della persona umana ed il bene comune stanno al di sopra della tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi.
Si reclama maggior sicurezza. Ma fino a quando non si eliminano l’esclusione e l’iniquità nella società sarà impossibile sradicare la violenza. Si accusano della violenza i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di opportunità la violenza diventa una forma di sfogo.
Abbandonare nella periferia del mondo una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligenze che possono assicurare illimitatamente la tranquillità. Ciò non accade soltanto perché l’iniquità provoca la reazione violenta di quanti sono esclusi dal sistema, bensì perché il sistema sociale ed economico è ingiusto alla radice.
Incolpare i poveri e i paesi poveri dei propri mali, generalizzando, pretendendo di trovare la soluzione in una “educazione” che li trasformi in esseri addomesticati ed inoffensivi, è allo stesso tempo crudele ed arrogante.
Fino a quando le condizioni di uno sviluppo sostenibile ed equilibrato che includa tutti e in modo pacifico non si realizzeranno, non ci saranno i presupposti di pace e armonia nel mondo.
Chiede che venga riformata la finanza, che ci sia un ripensamento su come stiamo rovinando il pianeta con l’inquinamento e la devastazione selvaggia per il profitto, l’economia non può più continuare a d usare rimedi che sono un veleno, tutto ciò scorre sotto gli occhi di tutti a causa di una complicità comoda e muta.
Concludo con alcuni richiami che posso fare miei, o meglio dire di tutti gli ergastolani: “l’uomo non può vivere nella speranza, la sua vita condannata all’insignificanza diventerebbe insopportabile”.
Noi ergastolani viviamo senza speranza, imposta in modo arrogante come se un Dio superiore si accanisse nei confronti di figli di un Dio minore, sono convinti di lottare a vincere il male con altro male sia la soluzione, ma Papa Francesco dice che il male si vince con il bene, senza stancarsi di fare il bene.
Con i mezzi illegali non si sconfigge l’illegalità.
Credo che se questo Papa rimane tra noi altri dieci anni riuscirà a cambiare tante cose ed il mondo non sarà più come prima.
11-06-2014
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IL SORPASSO…ORA IL TRAGUARDO
La notizia è importante, ma come spesso accade in questo paese, quando tocchi gli interessi dell’Eni, la complicità trasversale dei poteri fa muro in sua difesa.
Premesso che ancora oggi non c’è un piano programmatico per il futuro dell’energia, tutto cammina secondo il ras politico di turno; ora hanno concesso licenze per bucherellare un po’ tutti i nostri mari. L’unico nostro petrolio è il turismo, insieme ai monumenti d’arte, e questi per fare gli interessi delle multinazionali vanno diritti per la loro strada…di business.
Per la fine dell’anno ci sarà il sorpasso delle rinnovabili sui combustibili fossili, anche se hanno cercato di rallentarle, vanno avanti lo stesso.
Se il governo facesse un piano nel tempo per eliminare tutta l’energia fossile, credo che in dieci anni le rinnovabili arriverebbero al 100%. Questo ci aprirebbe un mercato mondiale sconfinato, perché se possiamo noi, una delle sette potenze industriali del mondo, potranno farlo tutti.
La questione è solo politica, ma ahimè, abbiamo una classe politica tra le più corrotte del mondo e questo rende difficile che non ascoltino le sirene corruttive delle multinazionali del petrolio.
12-06-2014
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CUCULO
Questo uccello ha un comportamento molto singolare, mette le sue uova nei nidi di altre specie, siccome sono di stazza più grande, alla fine i pulcini di cuculo buttano fuori quelli della specie dove sono ospiti e crescono a spese dei padroni del nido, credendo che stanno allevando il loro pulcino.
Un ricercatore ha studiato ed è arrivato alla conclusione che i cuculi macchiati non sono irriconoscenti, perché contribuiscono a tenere lontano i predatori, emanano un odore pestilenziale capace di tenere lontano qualsiasi intruso con cattive intenzioni.
Il ricercatore ha fatto delle prove portando i pulcini dei cuculi in altri nidi, ovunque arrivano gli attacchi scemavano.
Dalla natura c’è sempre da imparare.
13-06-2014
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STRAORDINARIA GENTILEZZA
Due coniugi in viaggio in Francia, all’aeroporto di Parigi hanno trovato la valigia gravemente danneggiata. All’ufficio dell’Air France il personale gentile ed efficiente sostituisce la valigia sfondata con una nuova di uguale foggia e misura, ed in un locale appartato gli fanno trasferire gli effetti personali nella nuova valigia.
Nella valigia c’erano un paio di occhiali da vista rotti, l’addetta li informa che rientrati in Italia possono comprarne dei nuovi e che saranno risarciti.
Tornati in Italia, dopo l’acquisto, fanno una semplice telefonata al numero che all’aeroporto di Parigi gli hanno dato, indicata la spesa sostenuta, nel giro di pochi giorni gli sono stati accreditati sul loro conto, senza chiedere nemmeno lo scontrino.
Questi comportamenti ce li sogniamo nei nostri aeroporti.
Ricordo che Berlusconi fece il diavolo a quattro quando Alitalia doveva fare la società con Air France e la compagnia olandese, per creare una compagnia di livello mondiale per tenere testa a quelle americane, forse fece un piacere al suo amico Bush.
Il motivo stupido era che non si poteva intaccare l’italianità di Alitalia, in un mondo globalizzato e dove le sue aziende hanno tanti soci stranieri, eppure riuscì a fare passare questa stronzata come un fatto politico.
Oggi andiamo elemosinando un socio che non faccia fallire Alitalia, gli arabi, dopo che ci siamo messi a pecoroni, ci hanno fatto la grazia di accettare le loro dure condizioni.
14-06-2014
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LA FORZA DELLE MULTINAZIONALI
L’Unione Europea non ha trovato un accordo riguardo gli OGM, alla fine ha deciso che ogni singolo stato deciderà se coltivarli.
Per adesso sono solo 8 paesi su 28 quelli che coltivano OGM, ma con questa decisione favorevole vengono consegnati i paesi più deboli in mano alle multinazionali, questo dimostra che hanno potere di lobby in seno al Parlamento Europeo, con il tempo ed il loro potere economico riusciranno a creare una parte europea favorevole da spaccare l’Unione Europea.
L’Italia, per evitare problemi di questo genere, dovrebbe mettere nella Costituzione il divieto di coltivare gli OGM, in più dovrebbe vietare di fare entrare nel paese prodotti OGM di qualsiasi fattura, confezionati e non, anche quelli per l’alimentazione animale.
Le multinazionali non sono stupide, hanno rovinato l’Africa creando monocolture per centinaia di migliaia di ettari di terreno, fino a quando non sono diventati aridi e improduttivi.
In Europa sono agevolati perché ci sono tutte le infrastrutture necessarie, cosa che non c’erano in Africa ed Asia, pertanto spendono di meno e guadagnano di più.
Bisognerebbe cacciarle da tutti i paesi ed impedirgli di brevettare le sementi che hanno usato per secoli i contadini.
15-06-2014
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ALLE PROCURE MANCA IL PUDORE
Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere di nuovo di questo vergognoso episodio, speravo che qualcuno intervenisse, invece tutti hanno fatto finta di niente.
Il nuovo PM di Varese Felice Isnardi, che aveva preso in mano l’omicidio di Giuseppe Uva commesso da sette tra carabinieri e poliziotti, aveva chiesto l’imputazione di omicidio preterintenzionale ed altri reati, ma sull’udienza preliminare il PM con un “coup de thèatre” ha chiesto il proscioglimento per l’omicidio. E’ palese che era stato tutto preparato prima, hanno fatto tranquillizzare i media e la difesa, e poi gli hanno dato il colpo di grazia.
La motivazione è che le botte non sono state provate, l’arroganza del loro potere non ha limiti, ci sono le foto che evidenziano il martirio che ha subito Uva, c’è il testimone che si trovava in caserma, la sua telefonata che chiama l’ambulanza per le botte che gli stavano dando, quando vogliono non bastano. Ad un povero cristo gli avrebbero dato l’ergastolo.
La sorella di Cucchi ha dichiarato che è una barzelletta. L’altro giorno a TV mattino Rai Uno, la sorella di Uva si sfogò e disse che era una vergogna che nessuno interveniva, né il governo e né il CSM; questo organo interviene solo quando toccano un loro privilegio e subito gridano che è un attentato alla loro “indipendenza”.
Mi auguro che Renzi faccia qualcosa contro questo potere fuori controllo e li faccia rientrare nella legalità.
16-06-2014
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LA GIUSTIZIA…PER ALCUNI E’ PIU’ UGUALE
Alcuni anni fa c’era un prete che non perdeva occasione per andare in TV a tuonare contro la mafia, faceva di tutto per attirare l’attenzione dei media, ricordo che fece bruciare un mucchio di pistole giocattolo davanti al carcere dell’Ucciardone a Palermo.
All’improvviso scomparve dalla circolazione, fu inquisito per pedofilia, la sua difesa era che la mafia aveva creato questa accusa per vendicarsi della sua opera antimafia.
Don Turturro è stato condannato in tutti i gradi di giudizio, i bambini oggi adulti, hanno sempre confermato le loro accuse.
La cosa strana è che non è stato mai sospeso dalla Chiesa, è stato mandato fuori Palermo dalla magistratura, finita la misura di sicurezza è ritornato a Palermo, con un incarico conferitogli dal vescovo, oggi la condanna è definitiva, si trova a Palermo ed è in attesa che i giudici decidano la sua sorte. Gli avvocati sperano che venga messo in affidamento ai servizi sociali.
Sono convinto che il Papa non ne sa niente, non avrebbe permesso che un figuro simile continuasse a rimanere nella Chiesa.
17-06-2014
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NONOSTANTE TUTTO…CONTINUANO
Ormai questi episodi succedono tutti i giorni nelle varie caserme delle varie polizie, spesso sfociano in omicidio, ma l’omertà corporativa di chi rappresenta le istituzioni e spesso anche dei media, tutto passa in silenzio.
A Napoli è successo un episodio, un senegalese è stato picchiato dopo un fermo della Guardia di Finanza, portato in ospedale e alle successive dimissioni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
La motivazione delle ferite è stata giustificata da parte della Guardia di Finanza come autolesionismo.
La comunità senegalese ha protestato in modo particolare, è andata nella galleria Umberto I di Napoli, si sono seduti per terra con un grosso striscione “SIAMO TUTTI AUTOLESIONISTI”.
Senza la legge della tortura queste infamie continueranno a succedere quotidianamente, in più dopo bastonati arrestano per resistenza a pubblico ufficiale.
La legge per inserire la tortura nel codice penale è in discussione al parlamento, speriamo che dopo 25 anni sia la volta buona, in modo da mettere un freno a questi abusi di potere.
18-06-2014
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GLI EROI…DELLA PROCURA DI TORINO
Lo scrittore Erri De Luca è stato inquisito dalla procura di Torino perché in una sua intervista ha detto che la TAV va sabotata.
Erri De Luca è considerato il poeta operaio, non ho mai letto nessuno dei suoi libri, ma dalle sue interviste, da quello che dice mi piace, quando avrò l’occasione leggerò i suoi libri.
Fermo nel suo proposito che la TAV è un’opera inutile ha dichiarato che difende la sua libertà di parola e non chiede di essere assolto.
Qualche giorno addietro ho sentito due PM di Torino elucubrare in TV la fondatezza delle accuse da loro emanate, chi conosce i PM come me comprende che hanno costruito un procedimento fondato sul nulla.
Lancia delle accuse alla procura di Torino che sono molto fondate: “c’è immunità o impunità, mentre si vuole intimidire l’opinione pubblica, sono troppo impegnati a perseguitare il movimento No TAV. Ci sono mille procedimenti giudiziari a loro carico, evidentemente trascurano i piani alti.
Sarebbe singolare che fenomeni di corruzione, che questa malversazione di denaro pubblico, questo sistema di appalti pilotati e di uomini corrotti che ha mosso Expo e Mose non riguardi anche la TAV. Ma qui si gode di una certa immunità, di impunità, perché i magistrati si occupano di altro.
Il sistema usato per inquisirlo, detto dallo stesso scrittore, è un trucchetto sofistico che veniva usato già nella scolastica medievale. La teoria del: “Post hoc ergo propter hoc” significa: “dopo di questo e perciò in conseguenza di questo”. Mettono in relazione casuale due eventi che hanno solo una relazione temporale.
Vogliono intimidire l’opinione pubblica e la libertà di espressione della parola condannandolo penalmente. Loro credono che scoraggiando lui scoraggeranno altri cento.
E’ ammirevole, e diversamente dai politici, lui difende la sua libertà di parola e la difende a costo anche della sua libertà.
Tempo fa scrissi nel diario di un evento che era successo in Val di Susa, quando ci fu la certezza che l’opera si sarebbe fatta, gli uomini delle Coop Rosse presero possesso delle sezioni del partito PD, semplicemente per imporre il sistema di corruzione che viene applicato in tutte le grandi opere, con destra e sinistra che con le imprese si spartiscono gli appalti.
I magistrati si impegnano nella difesa, non del popolo, in cui in loro nome amministrano la giustizia ed emanano condanne, ma di chi detiene il potere.
19-06-2014
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EUTANASIA
Il medico Giuseppe Maria Saba di 87 anni, anestesista e rianimatore, docente per anni nella sua specialità all’Università di Cagliari ed alla Sapienza di Roma poi, ha dichiarato in un’intervista all’Unione Sarda di aver aiutato a morire un centinaio di persone.
Alla domanda perché l’abbia detto solo ora, ha risposto che non ce la faceva più, ed è insopportabile questo silenzio su una cosa che tutti sanno e nessuno dice niente.
Prolungare dolori insopportabili, che non porteranno mai ad una guarigione, è una deliberata crudeltà. Nel 1982 aveva rilasciato un’altra intervista in cui raccontava di aver aiutato suo padre ad andarsene, tempo dopo anche sua sorella.
Ha un accordo con la moglie, di aiutarlo a praticarsi l’auto-eutanasia.
Leggere che persone che se lo possono permettere di andare in Svizzera per farsi praticare l’eutanasia, quando potrebbero farlo a casa o vicino casa circondati dall’affetto dei familiari.
Siamo in un paese laico ma nei fatti su alcuni punti è il Vaticano a decidere, persino il Parlamento eletto dal popolo si mette a pecoroni.
Sono per l’eutanasia e se un giorno dovessi trovarmi nella situazione in cui l’unica via è praticarla lo farò, mi auguro di trovarmi nelle condizioni di poterlo fare senza usare mezzi rozzi.
20-06-2014
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LA CINA CI MERAVIGLIA SEMPRE
In Cina il partito comunista al potere ha deciso che c’è bisogno di più terra per l’agricoltura e, siccome intendono sollecitare economicamente l’interno del paese, affinché mantenga il passo con il resto della nazione, hanno deciso di spianare 700 montagne per creare 250 Km quadrati di terre pianeggianti.
Il governo dice che per costruire il futuro occorrono terra e spazio, allora giù tutto ciò che lo impedisce.
Hanno già iniziato a farlo; in Mongolia hanno spianato una montagna per allargare un centro commerciale.
In altri luoghi stanno provvedendo a farlo, ma alcuni scienziati cinesi avvertono che sarà una catastrofe, per sovvertimento dell’ordine naturale costruito in milioni di anni.
Ormai la Cina non stupisce più, qualunque cosa fa.
21-06-2014

Sogni… di Alessandro Rodà

Freee

Oggi pubblico un testo di Alessandro Rodà, detenuto a Tempio Pausania.

Questo testo parla dei sogni che si fanno in carcere.

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Sogni

Dentro il carcere si fanno sogni cupi, forse  sono i desideri nascosti nel subconscio che vogliono esprimersi, richiamando alla coscienza i piaceri passati.

Sono i sogni erotici i più frequenti ed è normale, perché quello dell’erotismo è un aspetto fondamentale della natura umana e poterlo esprimere, almento durante il sonno, ci fa vivere meglio.

Nella notte i sogni riproducono i pensieri fatti quando si è svegli.

Quando si dorme, chi tiene il timone è l’inconscio che ci fa navigare fino ai fondali dell’anima, è padrone assoluto.

Dentro il carcere un sogno ricorrente è quello della morte e, appena ci si sveglia, si avverte un senso di smarrimento, fino a riacquistare piena coscienza di sé.

Si fanno anche sogni inspiegabili, irrealizzabili, forse perché il subconscio è un labirinto oscuro, soprattutto se si vive da carcerati. Anche se apparentemente sembriamo psicologicamente calmi, quando un essere umano è rinchiuso e privato di ogni gioia e di ogni valvola di sfogo, egli tende a chiudersi in sé stesso sbarrando le porte dell’anima, senza lasciare alcuno spiraglio.

Fuori dal carcere si sogna di meno e soprattutto si fanno sogni più sereni, con un’alternanza di buio e luce, magari anche di disperazione ma anche di speranza che squarcia il buio e illumina i desideri.

A volte, da carcerati o da liberi, si fanno dei sogni che, vuoi per pudore, vuoi per altri motivi, non si possono raccontare; rimangono dentro di noi e ce li portiamo appresso come segreti relegati in un angolo di quel magazzino pieno di tutto che è il nostro inconscio dove ci deve essere anche un piccolo spazio per l’intimità più assoluta.

 

 

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