Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

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Posti letto in carcere: la matematica fai da te

carceri-cella-affollata

Il nostro Carmelo sa essere molto sintetico ed efficace.

In questo pezzo parla del balletto -a livello comunicativo. dei posti letto in carcere.

Carmelo, nel corso di questo pezzo, tira fuori una di quelle frasi che andrebbero lette ovunque:

“Se e carceri non scoppiano, e i detenuti preferiscono ammazzarsi piuttosto che spaccare tutto come facevano nel passato, è merito della crescita interiore dei detenuti, o forse della loro rassegnazione, o, quasi certamente, della quantità di psicofarmaci e tranquillanti che vengono erogati.”

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L’Italia è veramente uno strano paese dove la matematica non è una scienze esatta.

E nei carceri italiani si usa la matematica fai da te.

A secondo del governo di destra, di centro o di sinistra, e il ministro della giustizia che lo rappresenta, i posti letti in carcere aumentano e diminuiscono come per magia.

Fino a poco tempo fa i posti letto erano 38.000 (Fonte: Associazione Antigone,  confermati dall’allora Ministra della Giustizia, Annamaria Cancellieri).

Dopo qualche mese i posti letto erano diventati 43.000 (Fonte dall’inchiesta di “Reporter”per Rai 3).

E con meraviglia l’altro giorno ho letto che i numeri dei posti letto erano di nuovo cambiati: “(…) I dati, aggiornati al 31 luglio,  del Ministro della Giustizia indicano nei 204 penitenziari 54.414 detenuti a fronte di 49.402 posti”(Fonte: Il Gazzettino,   domenica 3 agosto 2014)

Penso che neppure Gesù riuscirebbe a moltiplicare i posti letto come fanno i funzionari del Dipartimento Amministrativo Penitenziario.

Credo che gli italiani siano famosi nel mondo per la loro creatività ma penso che negli ultimi tempi la maggioranza dei posti letto in carcere si siano moltiplicati facendo diventare doppie le celle singole e quintuple quelle triple.

Bugie e semplificazioni sul carcere se ne sentono tante e ancora l’altro giorno ho letto “Detenuto suicida con la bombola a gas Il sindacato degli agenti di Polizia ha chiesto che siano vietate”.

Come se uno non si potesse suicidare impiccandosi con le lenzuola, o con le maniche di una camicia.

E come proporre di non costruire più automobili perché nelle strade italiane ci sono troppi decessi per incidenti di macchine.

Se si levassero i fornellini a gas nelle prigioni come farebbero i detenuti a mangiare?

Non lo sa il sindacato degli agenti della Polizia penitenziaria che il cibo che passa l’Amministrazione dell’istituto non basterebbe neppure per i topi che vivono in carcere?

Quante cose inesatte si dicono e si leggono sul carcere, ma è normale perché parlano tutti fuorché i carcerati.

Sempre l’altro giorno sull’ultimo suicidio che è accaduto nel carcere di Padova, ho letto che il segretario generale del sindacato autonomo di Polizia penitenziaria denuncia carenze negli organici: “Come può un solo agente controllare 80 o 100 detenuti?”.

A parte che sono i detenuti che controllano la Polizia penitenziaria-perché non potrebbe essere altrimenti- come farebbe un solo agente da solo a controllare ottanta o cento detenuti senza l’aiuto e il consenso degli stessi prigionieri?

Se e carceri non scoppiano, e i detenuti preferiscono ammazzarsi piuttosto che spaccare tutto come facevano nel passato, è merito della crescita interiore dei detenuti, o forse della loro rassegnazione, o, quasi certamente, della quantità di psicofarmaci e tranquillanti che vengono erogati.

E trovo di pessimo gusto approfittare dei morti ammazzati di carcere per chiedere miglioramenti sindacali di organico e finanziari.

Noi non abbiamo bisogno di agenti penitenziari piuttosto abbiamo necessità di educatori, psicologi, magistrati di sorveglianza e di pene alternative.

Ricordo a proposito che per i detenuti che scontano l’intera pena la recidiva sale al 70%,  invece per chi sconta pene alternative al carcere la recidiva non supera il 12%.

Solo così aumenterebbero realmente i posti letto e diminuirebbero i detenuti nelle  carceri italiane,  non certo con la matematica fai da te.

Carmelo Musumeci

Carcere di Padova, agosto 2014

Forse è finita l’attesa, arriveranno le risposte alle richieste dei detenuti?… Angelo Meneghetti

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Pubblico oggi un pezzo di Angelo Meneghetti, detenuto a Padova.

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Si apprende in questi giorni che ci sarà un miglioramento anche nei tribunali di sorveglianza. Il CSM, in via eccezionale, destinerà alla magistratura di sorveglianza anche i giudici di prima nomina. Penso che la maggior parte dei detenuti, apprendendo questa notizia, avrà un sospiro di sollievo, e forse quella minima parte di speranza rimasta non morirà.

In questi ultimi tempi ci sono diverse lamentele da parte di molti reclusi della casa di reclusione di Padova, perché alle loro richieste di permessi premio, non ricevono una risposta, “positiva o negativa”, in tempi brevi. Addirittura si attende più di un anno e, a volte, dopo un così interminabile tempo, ti arriva una risposta negativa, perché non è aggiornata la sintesi e non si riesce a capire di chi sia la negligenza. Se è dell’area pedagogica o del magistrato di sorveglianza, “perché leggendo diversi rigetti dei permessi premio sembra di assistere al classico scarica barile”. Penso che, quando un detenuto ha una condotta regolare e partecipa alle attività trattamentali, e la sua condotta sia priva di rapporti disciplinari, non si riesce capire la negligenza ad applicare alla lettera l’Ordinamento Penitenziario, in modo che, quando un detenuto si trova nei termini dei benefici, possa accedervi senza troppi paletti che, di fatto, rendono difficile l’applicazione.

Ovviamente dimenticavo che, diverse volte i detenuti si sentono rispondere “a parole” che si tratti del sovraffollamento. E, con questa scusante, la maggior parte dei detenuti sono costretti a scontare fino all’ultimo giorno la loro pena. Vedremo se, con l’arrivo di qualche magistrato di sorveglianza in più, la legge Gozzini sarà applicata come impone l’ordinamento penitenziario, in modo così da far funzionare correttamente il carcere di Padova. Essendo una casa di reclusione, il suo corretto funzionamento dovrebbe rilevarsi dalla situazione di quei detenuti che scontano una pena lunga, e specialmente di chi non ha un fine pena, gli “ergastolani”.

Basterebbe usare il buon senso e capire che i permessi premio sono un percorso necessario, non solo per chi è rinchiuso, ma soprattutto per i famigliari che sono in attesa di accogliere “Il figlio, il marito o il compagno”. Oggi anche i famigliari dei detenuti si sentono presi in giro dal modo burocratico in cui sono concessi i benefici. Tutto ciò è anche causa del frantumarsi delle famiglie.

In questi ultimi anni, il nostro Paese ha risentito molto dell’enorme crisi economica, e questo si vede anche all’interno di una galera. Non c’è lavoro per i cittadini, ma non c’è lavoro neanche dentro il carcere. Qui ci sono quasi 500 detenuti che non fanno niente dalla mattina alla sera, imbottiti di psicofarmaci in modo da non dare fastidio, e sono dimenticati da chi dovrebbe un domani reinserirli nella società. E poi viene chiesta loro una riflessione critica!

Non ci resta che sperare che,  con l’arrivo di qualche magistrato di sorveglianza in più, ritorni in questi luoghi di degrado equilibrio e umanità, se veramente vogliamo far capire in Europa che l’Italia è un paese democratico e civile.

Casa di reclusione Padova, 05-08-2014

Angelo Meneghetti

Il tempo… di Tommaso Amato

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Ecco una poesia -segnata da malinconia- di Tommaso Amato detenuto a Spoleto.

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IL TEMPO

Attendere un momento che non arriva mai,

è come coltivare un arbusto che non produce frutti.

Così come il contadino aspetta invano una raccolta che non arriva mai.

Allo stesso modo, l’ergastolano indugia inutilmente nell’attendere i raccolti.

Perché zappa un terreno che non germoglia mai.

Spoleto  07-08-2014

Il condannato a vita

Tommaso Amato

Diario di Pasquale De Feo- 22 maggio – 21 giugno

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Pubblico oggi un’altro dei diari mensili di Pasquale De Feo -detenuto a Catanzaro- che si erano accumulati nel corso dei mesi e che stiamo recuperando grazie alla nostra nuova collaboratrice Francesca Virdis.

Il diario di Pasquale è uno dei momenti più importante in assoluto di questo Blog.

Come già fatto in tanti casi, voglio riportare alcune citazioni del diario che leggerete.

Fa pensare ciò che Pasquale scrive in questo passaggio:

Stamane è stato scarcerato Antonio dopo 13 anni di carcere e nella sezione AS-2 (politici) di fronte alla nostra è uscito Alfredo dopo 7 anni di carcere, entrambi hanno scontato fino all’ultimo giorno. Ad Antonio qualche settimana fa gli era stato rigettato un permesso premio, perché l’area educativa aveva dato parere sfavorevole; forse non era ancora maturo per uscire, mancavano una decina di giorni, sic. Da quando sono qui a Catanzaro ho visto uscire i reclusi solo a fine pena.” (23 maggio)

Fa pensare che un detenuto che era arrivato a poche settimane della conclusione della sua pena, abbia avuto rigettata la richiesta di permesso, perché l’aria educativa avrebbe dato parere sfavorevole. Sarebbe utile approfondire la questione.

Sempre il 23 maggio, Pasquale scrive:

Ricordo una quindicina d’anni fa un magistrato di sorveglianza che mi chiamò per una cosa che adesso neanche ricordo, colsi l’occasione per chiedergli di avere un permesso per andare a fare visita ai miei genitori, mi rispose in modo franco e diretto: “non mi chieda benefici di qualsiasi genere perché non gliene do, non la conosco e dalle carte risulta pericoloso, non c’è nessun motivo che debba prendermi la responsabilità per lei, pertanto non mi presenti niente, la risposta glie l’ho data già”.

No comment…

In un altro passaggio Pasquale scrive una cosa molto commuovente, che tocca profondamente il cuore.

“Oggi sono 13 anni che mia madre se n’è andata con un ictus, un dolore sempre vivo che il tempo ha reso più profondo, ancora oggi non riesco a tenere la sua foto perché rivederla è una sofferenza così forte che diviene dolore anche fisico. La vita continua ma è difficile dimenticare, l’amore materno ti entra dentro e non abbandonerà mai più il tuo cuore, come le querce che si ancorano al suolo e solo un evento traumatico può sradicare. Mi è difficile credere alla volontà di Dio, una persona buona come lei quale male avrebbe fatto per meritare un simile castigo? Nessuno, perché era amata e rispettata da tutti per la sua dolcezza, la sua  bontà e generosità. La vedo mentre mi guarda e mi sorride, quel sorriso speciale che aveva solo lei, quella voce che aveva solo per noi figli. Mi auguro che ci sia l’aldilà e che lei stia bene, sono sicuro che tutto quello che potrebbe fare per noi lo farebbe, e ogni tanto non ci farà mancare una sua carezza. Sarai sempre nei nostri cuori e per questo vivrai in eterno.” (27 maggio)

Concludo con una citazione che è davvero suggestiva:

In tanti libri e in alcuni articoli di giornale ho letto spesso della lingua franca che si parla nei porti, principalmente nel Mediterraneo. Un miscuglio di parole che nei secoli hanno creato una lingua che si parla ancora oggi. Riflettendo ho pensato che questa lingua è uguale a quella delle carceri, spesso nelle sezioni ci sono tanti dialetti meridionali, molti anche dopo tanti anni parlano ancora il loro dialetto, spesso così stretto che sono difficili da capire. Con il tempo questi dialetti si aprono e molte parole sono acquisite dalla comunità, alla fine tutti capiscono tutti, anche parlando nel proprio dialetto, in un certo senso anche la nostra è una lingua franca… La gente alla fine si capisce sempre in tutto, sono la politica, la religione ed il potere che complicano tutto e creano odio e rancore.” (3 giugno)

Vi lascio adesso al diario integrale di Pasquale De Feo.. mese di giugno.

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LA CIVILTA’ SCANDINAVA
In Svezia reputano che dopo dieci anni di carcere la pena detentiva comincia non solo a non servire più, ma anche ad assumere valore negativo nel distruggere la persona, invece che aiutarla a ricostruirsi.
Questo pensiero riguarda tutti i paesi del nord Europa, non sarà un caso che i fenomeni di illegalità siano molto bassi, come anche la recidiva, credo che dove la prevenzione prevalga sulla repressione forsennata si ottengano questi risultati.
In Italia tutto è improntato sulla repressione, la carcerazione ed il buttare la chiave. Non sanano il degrado sociale, pertanto di “carne da cannone” ce n’è sempre a volontà, e questo girone dantesco non finisce mai. Ciò che vogliono i poteri che hanno bisogno di un mostro sempre a portata di mano per i loro proclami.
Stamane ho letto che il ministro della giustizia ha detto che deve regolarizzare i lobbisti, emanare una legge per la corruzione, auto-riciclaggio, il falso in bilancio ed altre cose, in questo ci ha infilato l’aggravio di pena per l’associazione mafiosa fino a 15 anni, qualcuno dovrebbe dirgli che questo reato non reato con le aggravanti arriva quasi fino a 30 anni. Invece di risolvere i problemi fanno sempre la stessa cosa, innalzare le pene per buttare fumo negli occhi alla gente. Non basta che abbiamo le pene più alte d’Europa?
Anche 30 anni di carcere scontati non gli bastano, perché l’interesse è distruggere l’individuo, non recuperarlo.
Con questi manigoldi non possiamo mai neanche sperare di arrivare al 50% della civiltà Scandinava.
22-05-2014
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SCARCERAZIONE
Stamane è stato scarcerato Antonio dopo 13 anni di carcere e nella sezione AS-2 (politici) di fronte alla nostra è uscito Alfredo dopo 7 anni di carcere, entrambi hanno scontato fino all’ultimo giorno.
Ad Antonio qualche settimana fa gli era stato rigettato un permesso premio, perché l’area educativa aveva dato parere sfavorevole; forse non era ancora maturo per uscire, mancavano una decina di giorni, sic.
Da quando sono qui a Catanzaro ho visto uscire i reclusi solo a fine pena.
Quando sento i funzionari parlare in TV o leggo interviste sui quotidiani, l’impressione che possono avere i cittadini è che escono con tutti i benefici, nessuno sconta la sua pena per intero, poi ci sono certi mascalzoni di politici e Savonarola che invocano la certezza della pena, che è una delle poche cose certe, ma lo stesso l’usano come arma politica.
Ricordo una quindicina d’anni fa un magistrato di sorveglianza che mi chiamò per una cosa che adesso neanche ricordo, colsi l’occasione per chiedergli di avere un permesso per andare a fare visita ai miei genitori, mi rispose in modo franco e diretto: “non mi chieda benefici di qualsiasi genere perché non gliene do, non la conosco e dalle carte risulta pericoloso, non c’è nessun motivo che debba prendermi la responsabilità per lei, pertanto non mi presenti niente, la risposta glie l’ho data già”. Lo ringraziai per la sua sincerità e serietà.
Purtroppo c’è sempre quel lumicino di speranza che abbaglia i detenuti, ma è una presa in giro, un gioco perverso e disumano, che l’abitudine ha reso “normalità”.
23-05-2014
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PATATINE FRITTE
Ero convinto che le patatine fritte erano state inventate dagli americani, anche perché i grandi colossi erano tutti negli USA, dai Fast Food alle multinazionali del settore.
Leggendo la rivista Wired ho trovato un articolo che capovolge questa errata convinzione che avevo.
I Valloni in Belgio adoravano friggere i latterini che pescavano nel fiume Mose, quando l’inverno si ghiacciava, avevano trovato il modo di sopperire alla possibilità di pescare, tagliavano le patate in strisce sottilissime e le doravano in padella.
I marines al ritorno dal fronte dopo la guerra portarono questa tradizione in America, ed erroneamente la chiamarono french fries, avendo appreso questo piatto in Belgio e non in Francia.
Fu Mac Donald’s a farlo diventare un fenomeno planetario, oggi non c’è posto nel mondo dove non conoscano le patatine fritte.
Le idee possono essere di chiunque, non c’è bisogno di essere uno scienziato, ma al tempo del mercato e di chi le sa realizzare e sfruttare.
24-05-2014
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DINOSAURI
Hanno trovato il dinosauro più grande del mondo, in Argentina nella regione della Patagonia, che è una specie di cimitero a cielo aperto.
Questo gigante della preistoria era lungo quaranta metri, venti metri di altezza per 77 tonnellate di peso.
I paleontologi che ne hanno trovato i resti, hanno dichiarato che potrebbe trattarsi dell’animale più grande mai apparso sulla terra.
Credo che nella tundra siberiana, dove hanno trovato un mammut, potrebbero trovare anche un dinosauro intero ibernato nei ghiacciai perenni, sarebbe una scoperta fantastica per tutti gli scienziati del mondo.
25-05-2014
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LA DISINFORMAZIONE…IGNORANTE E SETTARIA
Qualche settimana fa il quotidiano Repubblica ha concesso un’intera pagina al savonarolo Roberto Saviano, si è smesso a spiegare i soprannomi di alcuni personaggi ritenuti boss. L’articolo era improntato su Gennaro De Tommasi, soprannominato “a carogna”.
Conosco alcune di queste persone che ha citato Saviano, ha detto un sacco di fesserie sull’origine dei soprannomi, credo che se li sia inventati tutti di sana pianta, perché di alcuni soprannomi ne conosco l’origine, uno di loro stava qui ed è uscito a fine pena.
Non si smentisce Saviano nel romanzare la realtà, d’altronde glie lo ha chiesto lo stesso quotidiano.
Ricordo che uno scrittore milanese era stato chiamato da Repubblica per assumerlo, quando gli dissero che doveva romanzare la cronaca, salutò e se ne andò, invece Saviano non ha questi scrupoli, lui basta che lo paghino è pronto a scrivere qualsiasi nefandezza che il padrone vuole.
Oggi sulla rivista “Venerdì” che esce con Repubblica, mi soffermo a leggere la rubrica di Enrico Deraglio, questo signore lo ricordo quando faceva TV, non mi piaceva allora perché troppo settario, figuriamoci adesso che mi da l’impressione di essere anche un po’ razzista.
Menzionando Gennaro De Tommasi soprannominato “a carogna”, nel suo articolo sui tifosi così scrive: “tale Gennaro Esposito detto appunto Genny la carogna pare per una certa malvagità di quando era giovane”.
Scrive un articolo e non si informa neanche come si chiama questo signore, nel suo razzismo strisciante è convinto che a Napoli si chiamino tutti Esposito. Il soprannome di Gennaro De Tommasi proviene dal padre e non perché fosse malvagio quando era giovane.
Se i giornalisti di Repubblica scrivono così le notizie, bisogna prendere con le pinze tutto ciò che scrivono, il dubbio è d’obbligo.
26-05-2014
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DIFFICILE DA DIMENTICARE
Oggi sono 13 anni che mia madre se n’è andata con un ictus, un dolore sempre vivo che il tempo ha reso più profondo, ancora oggi non riesco a tenere la sua foto perché rivederla è una sofferenza così forte che diviene dolore anche fisico.
La vita continua ma è difficile dimenticare, l’amore materno ti entra dentro e non abbandonerà mai più il tuo cuore, come le querce che si ancorano al suolo e solo un evento traumatico può sradicare.
Mi è difficile credere alla volontà di Dio, una persona buona come lei quale male avrebbe fatto per meritare un simile castigo? Nessuno, perché era amata e rispettata da tutti per la sua dolcezza, la sua bontà e generosità.
La vedo mentre mi guarda e mi sorride, quel sorriso speciale che aveva solo lei, quella voce che aveva solo per noi figli.
Mi auguro che ci sia l’aldilà e che lei stia bene, sono sicuro che tutto quello che potrebbe fare per noi lo farebbe, e ogni tanto non ci farà mancare una sua carezza.
Sarai sempre nei nostri cuori e per questo vivrai in eterno.
27-05-2014
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L’IPOCRISIA…ISTITUZIONALE
Ho aspettato qualche settimana prima di redarre questo scritto, perché volevo vedere se i notiziari o i quotidiani avrebbero dato la notizia, ma fino ad oggi non ho letto né sentito niente dai TG, neanche quelli sportivi.
L’ultima di campionato Genoa-Roma, vinta dalla squadra ligure per uno a zero, gli ultras del Genoa hanno indossato una maglietta nera come quella di Gennaro De Tommasi a Roma, ma invece di scriverci sopra Speziale libero, hanno scritto Scajola libero. Nessuno ha riportato la notizia, censura totale.
I tifosi hanno detto che la loro protesta è per la libertà d’espressione, ora possono diffidarci tutti.
Una scritta su una maglietta con niente di offensivo non può essere oggetto di discriminazioni e diffide, se fosse così lo dovevano essere anche quei ministri e parlamentari che sulle scale del Tribunale di Milano inneggiavano a Berlusconi con una maglietta in suo favore. Come anche le gazzarre con manette, insulti ed aggressioni in Parlamento, E’ troppo facile prendersela con Gennaro De Tommasi, un ultras è facile da mostrificare e mettere alla gogna.
Abbiamo una classe politica così miserabile che ha inquinato ogni cosa.
28-05-2014
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GLI AMICI DEGLI AMICI
Apprendo una notizia che può sembrare normale routine, ma questa non lo è perché nasconde il mercimonio che si è instaurato nelle istituzioni.
L’ENI è la multinazionale italiana con una partecipazione dello Stato, che incarna la corruzione e l’illecito come sistema; il suo fondatore Enrico Mattei gli diede quest’anima, lui stesso affermava che usava i partiti politici come un taxi, alla fine della corsa pagava e andava via.
Credo che sia anche il più grande evasore del paese, non solo il più grande corruttore.
L’ex direttore di Equitalia Attilio Befera, finito il suo mandato, è stato assunto dall’ENI nell’organismo di vigilanza come componente esterno con funzione di presidente.
Questo signore si è accanito nei confronti dei poveri cristi, ha sulla coscienza tanti suicidi di cittadini portati all’esasperazione, ha rovinato migliaia di famiglie, ha fatto chiudere centinaia di migliaia di piccole aziende, come un bulldozer spianava chiunque entrasse nel suo mirino, cosa singolare non entravano mai i politici e i potenti, senza parlare delle grandi multinazionali come l’ENI, la FIAT, MEDIOBANCA, le banche, etc..
Cosa strana quando ha finito il suo mandato aveva già il posto assicurato con l’ENI, forse è investito da una luce divina oppure è unto dal signore, sic.
29-05-2014
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L’ARROGANZA DEGLI AYATOLLAH DELL’ANTIMAFIA
Il presidente della regione Sicilia Rosario Crocetta è totalmente imprigionato dal delirio di onnipotenza da ritenersi al di sopra di tutti. Accusa chiunque non sia in linea con il suo pensiero di mafiosità. Sembra di rivivere i tempi dell’inquisizione, c’erano i puri e gli eretici. Credo che Crocetta ne avrebbe mandati sul rogo a migliaia di eretici.
Il PD ha candidato il professore Giovanni Fiandaca per le europee; Crocetta ha candidato la sua segretaria Michela Stancheris che non è stata eletta, come anche Fiandaca.
Durante la campagna elettorale non ha usato mezzi termini, anzi è stato di una volgarità miserabile, ha fatto di tutto per fare eleggere la sua segretaria.
Il professore Fiandaca ha risposto con durezza a Crocetta e dicendo cose che in tanti pensano ma hanno paura di dire: “non credo che Crocetta o qualche ayatollah dell’antimafia possano darmi lezioni di antimafia. Ho stigmatizzato il prevalere di un’antimafia simbolica, usata come strumento per fare carriera politica o fare affari. Il suo è totalitarismo staliniano. Quella del PD non può essere l’antimafia di Crocetta, di Lumia, di Ingroia e di Cardinale”.
Il voto ha dato la sua risposta, ora mi auguro che gli tolgano la presidenza della regione, perché non la merita, pensa solo al suo potere, come d’altronde i suoi sodali nominati.
30-05-2014
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LA CONOSCENZA E’ INFINITA
Certe notizie sembrano inverosimili, la scienza ci ha insegnato che nulla diventa impossibile, e tutte le teorie nel tempo diventano realtà certificata.
In tante letture non avevo mai appreso che i fotoni della luce si potevano trasformare in materia.
Nel 1934 due fisici americani descrissero il processo che trasforma la luce in materia, ma scrissero che non si poteva osservare in laboratorio con un esperimento, non ebbero la lungimiranza nel futuro della tecnologia.
Oggi questo è possibile ed i fisici inglesi e tedeschi hanno lanciato la sfida, entro un anno con i laboratori e le tecnologie attuali a chi arriva prima al traguardo.
Credo che se questa trasformazione si potesse fare su scala industriale sarebbe una rivoluzione storica perché sarebbe una nuova era.
Sono convinto che siamo solo alla lettera A in quanto a scoperte della fisica, alla fine del prossimo secolo la vita cambierà con l’evoluzione che verrà.
31-05-2014
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FOTO CHE COLPISCONO AL CUORE
Non posso dimenticare le foto della settimana scorsa che ho visto sui quotidiani, si trattava di bambini siriani con un cartello in mano, nelle carceri egiziane, dove erano stati rinchiusi insieme alle loro famiglie.
A milioni stanno fuggendo dalla Siria, che dal regime di Assad e chi dai fondamentalisti islamici, cercano di imbarcarsi per l’Europa, ma purtroppo sono alla mercede di tutti, dai governi, polizie, scafisti, etc..
C’è una foto di una bambina di pochi mesi con scritto “non siamo criminali, abbiamo bisogno di un corridoio umanitario”.
Una bambina di 5-6 anni ha un cartello “siamo anche noi esseri umani”.
Quello che fa rabbia è che l’Unione Europea non sta facendo niente. Quando si tratta di bombardare sono tutti uniti, forse perché gli americani lo impongono.
E’ una vergogna per tutta l’Italia che si trova a quattro passi dal Medio Oriente, ma ancora di più per la civile Europa.
01-06-2014
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IL TOPO CON I BAFFI
In politica quando si cade in disgrazia sembra di assistere a uno sciacallaggio come si vedono nella savana quando un animale malato o ferito viene assalito da tutti per cibarsene.
Così sta succedendo con l’ex ministro Scajola, non parliamo del partito di Repubblica che sta scrivendo di tutto e di più, sembra di leggere una telenovela, adesso la stanno condendo con la salsa piccante del sesso.
Quello che mi ha meravigliato è stato quel sorcio con i baffi dell’ex ministro Maroni, ha dichiarato che lui aveva scritto una lettera a Scajola per informarlo che Biagi (ucciso poi dalle Brigate Rosse) aveva bisogno della scorta. Quella lettera non è stata mai mandata. L’indagine dell’epoca accertò che la lettera non fu mai spedita, fu scritta dieci minuti dopo la morte di Biagi.
Per seguire l’onda mediatica del clamore dell’arresto di Scajola non ha indugiato un attimo, pur sapendo che era stato già sbugiardato all’epoca, ma ne ha approfittato per le elezioni europee.
Questi sono i manigoldi che ci governano, e li votiamo pure.
02-06-2014
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LINGUA FRANCA
In tanti libri e in alcuni articoli di giornale ho letto spesso della lingua franca che si parla nei porti, principalmente nel Mediterraneo. Un miscuglio di parole che nei secoli hanno creato una lingua che si parla ancora oggi.
Riflettendo ho pensato che questa lingua è uguale a quella delle carceri, spesso nelle sezioni ci sono tanti dialetti meridionali, molti anche dopo tanti anni parlano ancora il loro dialetto, spesso così stretto che sono difficili da capire.
Con il tempo questi dialetti si aprono e molte parole sono acquisite dalla comunità, alla fine tutti capiscono tutti, anche parlando nel proprio dialetto, in un certo senso anche la nostra è una lingua franca…
La gente alla fine si capisce sempre in tutto, sono la politica, la religione ed il potere che complicano tutto e creano odio e rancore.
03-06-2014
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LA CENSURA SETTARIA SU SAVIANO
Ogni tanto esce qualche notizia in sordina sullo scopiazzamento del libro di Saviano “Gomorra”, dove viene condannato a pagare risarcimenti.
Oggi ho letto una notizia sulla condanna che Roberto Saviano ha ricevuto dalla sezione civile della Corte di Appello di Milano, una condanna per diffamazione nei confronti di Enzo Boccolato e al risarcimento di 30.000 euro.
Nel libro Gomorra veniva riportato che il Boccolato era un trafficante internazionale di droga al servizio di un clan della camorra.
Credo che lui avesse appreso la notizia nel campo della procura e come è suo costume ritiene che le ipotesi di qualche PM sono una sorta di condanna definitiva, e pertanto si sente in diritto di poter diffamate chiunque.
Tanta gente diffamata nel suo libro, se l’avesse denunciato, avrebbe accumulato una lunga sfilza di carichi pendenti.
Ormai ne hanno fatto un’icona, ed è entrato a far parte del partito di Repubblica, pertanto è diventato una sorta d’intoccabile.
04-06-2014
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LA LADRONERIA NORDICA
Negli ultimi tempi si assiste alla rapacità tosco-padana in modo evidente, forse dall’alto hanno dato il via togliendo le protezioni che lo Stato concede da 150 anni agli antenati dei saccheggiatori dell’ex Regno delle Due Sicilie.
In poco tempo sono saltate fuori corruzioni e tangenti dall’Expo a Milano, al Mose di Venezia e ai banchieri genovesi che hanno svuotato la cassaforte di Genova.
Questo sistema non è nuovo, la politica lo ha creato per foraggiarsi, oggi in mancanza di partiti le ruberie sono più a titolo personale.
Ma il paragone che mi viene spontaneo è quello di pensare se queste cose fossero successe al Sud, mi immagino i titoloni mediatici ed i Savonarola ad aizzare la gente, sarebbe fatto passare tutto per mafia, perché nel Sud sono tutti sporchi, brutti e cattivi, pertanto il pregiudizio razziale precede ogni giudizio.
Tutti i grandi scandali sono sempre successi nel settentrione, ma chi sono i ladri? I meridionali.
Nel passato gli è quasi sempre andata bene, a parte qualche inciampo, tanto c’era il meridione che faceva da paravento come “mostro”.
Oggi cosa si inventeranno?
05-06-2014
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SOPRAVVISSUTI
Stanno bucherellando l’Adriatico per cercare il petrolio ed il gas, un mare chiuso che se succedesse qualche incidente inquinerebbe le coste italiana e balcanica.
La cosa grave è che stanno estraendo tutti gli idrocarburi che ci sono, basterebbero per cinquanta giorni, in termini di approvvigionamento sono niente in confronto ai pericoli che ci potrebbero essere.
L’Adriatico in termini di turismo ha un fatturato importante che contribuisce in modo rilevante al PIL di entrambe le sponde, principalmente quello italiano, ma con tutto ciò l’ENI per i suoi interessi strategici di giochi di alleanze, contribuisce con i suoi giannizzeri in parlamento a far concedere licenze a tutti.
La migliore cosa da fare è di inserire nella Costituzione il divieto nei nostri mari di concedere permessi per ricerche petrolifere.
06-06-2014
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LE ALGHE AIUTERANNO IL NOSTRO FUTURO
Con questo ritmo di inquinamento il mondo non può andare avanti, bisogna accantonare i combustibili fossili, ormai è diventato evidente a tutti che di questo passo il clima impazzirà, lo si nota già ore con gli uragani, i tornado, la siccità, che stanno sconvolgendo le normali stagioni e tanti territori nel mondo.
Il professor Douglas C. Elliot, ricercatore in chimica e biologia al Pacific Northwest National Laboratori di Richland, centro di ricerca del dipartimento dell’energia americano, autore di oltre 60 studi su metodi alternativi per ricavare energia, ispirandosi alla pentola a pressione ha messo a punto un procedimento rivoluzionario per trasformare rapidamente e a basso costo le alghe in petrolio.
Le alghe sono e saranno sempre più abbondanti nei mari, per effetto del cambiamento climatico.
I combustibili fossili saranno destinati a finire, ma i loro danni sono enormi già oggi.
Tutti gli scienziati del mondo sono anni che cercano di trovare un’alternativa al petrolio, anche se sabotati dalle multinazionali del petrolio, le ricerche sono sempre andate avanti.
Il procedimento è molto semplice, in una specie di pentola a pressione, con una temperatura di 350 gradi e una pressione analoga a quella naturale che portano alla formazione del petrolio, dopo 30 minuti si ottiene petrolio greggio, in una qualità già pronta per la raffineria, gli scarti di acqua, fosforo, azoto e potassio possono essere utilizzati come fertilizzanti per nuove alghe.
Si ottiene petrolio vegetale in mezzora invece che in milioni di anni, un sistema economico e veloce, il costo non può ancora competere con i combustibili fossili, perché costa un euro al litro il carburante che si estrae.
Il professore afferma che il sistema si può migliorare ancora, e con lievi modifiche si può applicare a qualsiasi tipo di biomassa umida, anche alla spazzatura umida e ai rifiuti organici delle fogne.
Il carburante alla pompa costa più di un litro, pertanto basterebbe che gli Stati non mettessero tasse sul carburante che si potrebbero eliminare i combustibili fossili, in più riciclare sia la spazzatura umida che gli scarichi fognari.
Credo che per il cambiamento c’è bisogno solo di volontà politica e gli Stati non siano più servi delle multinazionali.
08-06-2014
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IL MONDO TACE E NON VEDE
In Israele i detenuti palestinesi stanno facendo lo sciopero della fame per protestare contro i metodi di arresto senza imputazione.
I palestinesi vengono arrestati anche per un sospetto o indicazione scritta di un ufficiale dell’esercito, e classificati “detenuti amministrativi”, non sono accusati di nessun reato ma li possono tenere in carcere a tempo indeterminato, ci sono persone da anni in queste condizioni.
Questi detenuti hanno iniziato uno sciopero della fame dal 24 aprile, sono 46 giorni, con il supporto dei familiari e delle associazioni per i diritti umani.
Il governo di Benjamin Netanyahu sollecita la Knesset (parlamento israeliano) a varare una legge per l’alimentazione forzata, essendo che i reclusi palestinesi ricoverati in ospedale rifiutano lo stesso il cibo.
L’associazione dei medici d’Israele è contraria alla legge perché ritiene l’alimentazione forzata una tortura, e hanno detto che non si presteranno a questa pratica.
La paura del premier è che non vuole un Bobby Sands palestinese, perché se uno solo dei prigionieri muore si scatenerà un’intifada dagli esiti disastrosi.
Un deputato palestinese in detenzione amministrativa da 4 anni ha fatto sapere alla moglie che questa è “l’intifada della fame”, sarà a oltranza perché vogliono mettere fine una volta per tutte alle loro sofferenze.
Gli israeliani hanno dimenticato quello che è successo appena 70 anni fa al loro popolo, la SHOAH che hanno subito non li legittima ad usare gli stessi metodi dei nazisti. Hanno ridotto i territori palestinesi a una grande prigione, come avevano fatto i tedeschi a Varsavia quando crearono una grande prigione con il ghetto di Varsavia.
Gli americani, gli europei e tutto il mondo guardano e non dicono niente, come fecero quando i nazisti massacrarono milioni di persone tra cui 6 milioni di ebrei. Il loro silenzio è complice. E’ una vergogna.
09-06-2014
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SUPERARE LA GREEN ECONOMY
L’imprenditore belga Gunter Pauli, autore del libro “Blue economy: 10 anni di innovazioni, 100 milioni di posti di lavoro”, l’Edizione Ambiente ne ha stampato una nuova edizione.
Il libro è dedicato alle iniziative imprenditoriali altamente sostenibili, perché ispirate ai sistemi biologici.
Questo sistema funziona a cascata, sfrutta gli scarti degli altri che a loro volta produrranno altri scarti e così via, grazie ai raffinati meccanismi fisico-chimici usati dagli esseri viventi, e si ottengono senza che vengano usate energie fossili e materie prime non rinnovabili.
Inoltre, a differenza della Green Economy, quella Blue è economicamente competitiva, generando profitto da più beni e servizi prodotti allo stesso tempo.
Un esempio di Blue Economy è il sistema ideato al centro Songhai, in Benin, e poi esportato in tutta l’Africa e ora anche in Europa, per smaltire i resti della macellazione si fanno consumare alle larve di mosca, evitando il costoso incenerimento. Le larve vengono raccolte a quintali, sono un ottimo mangime per i pesci e gli uccelli di allevamento. Se ne possono estrarre anche enzimi per uso medico.
Seguendo la natura un rifiuto si trasforma così in prodotti di valore e risparmio energetico.
A Taiwan sono riusciti a produrre carta da plastica riciclata e scarti di roccia da cave e miniere, l’hanno chiamata “stone paper”, è di ottima qualità, smaltisce rifiuti problematici e risparmia la vita di milioni di alberi. Viene prodotta già industrialmente in milioni di tonnellate.
Con i fondi di caffè hanno attivato la coltivazione di funghi, che ha rivoluzionato il mercato. Quello che resta dopo la coltivazione è un buon concime.
In Sardegna la Novamont crea bioplastiche dal cardo.
Con la Blue Economy si possono superare le mezze misure della Green Economy, che anche se risolve un problema ne crea un altro.
Il ciclo sarà completo quando tutti i rifiuti saranno utilizzati come materie per altri prodotti, a quel punto non ci saranno più scarti ma risorse da utilizzare.
10-06-2014
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BIG POPE
Ho finito di leggere il libro di Papa Francesco “Evangelii gaudium” – Esortazione apostolica. Edizioni San Paolo s.r.l. con l’introduzione di Mons. Marcello Semeraro.
Avevo letto che il Papa si era fatto prete a 33 anni, prima aveva vissuto una vita normale con una fidanzata, al momento si sposarsi preferì dedicare la sua vita a Gesù. Questo fa capire che conosce il mondo reale nella sua quotidianità.
Quando era cardinale a Buenos Aires aveva soppresso tutti i privilegi del suo status, la macchina con l’autista e gli appartamenti a lui designati, accontentandosi di viaggiare in tram e di una stanza nel complesso della cattedrale.
Visitava i quartieri poveri, si dava da fare per aiutarli, insomma faceva tutto quello che un normale cardinale non fa.
Nel suo libro non ho trovato solo teologia portata all’eccesso, come trovai nel libro su Gesù di Nazareth scritto dal Papa pensionato Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, ma mischiando le due cose, abbraccia la teologia e tutto ciò che riguarda la vita sociale delle popolazioni, e non manca di bacchettare gli squali della finanza, la corruzione della politica, l’inquinamento in tutto il mondo, la perdita di lavoro di milioni di persone, etc., qualcuno che volesse attaccarlo potrebbe accusarlo di essere un comunista o qualcosa del genere.
Crede che il suo impegno sia anche dovuto all’influsso della Teologia della Liberazione, che era molto vicina al popolo e contro i poteri che negavano la giustizia sociale, nata nel Sudamerica e condannata dalla Chiesa dagli ultimi due papi Wojtyla e Ratzinger.
Credenti o non credenti e di qualsiasi credo politico bisogna per forza essere d’accordo con lui su quello che ha scritto e come l’ha scritto.
Ora comprendo l’atteggiamento avuto nei confronti dei politici italiani quando ha letto la messa per loro, li ha bistrattati in tutti i modi, non li ha salutati sia all’entrata e sia all’uscita, e durante l’omelia li ha bastonati per bene.
Ha scritto che il Papa non possiede il monopolio dell’interpretazione della realtà sociale o della proposta di soluzioni per i problemi contemporanei, ma le sue parole sono scomode per questo sistema, perché dà forza ai suoi richiami sulla giustizia sociale.
L’iniquità è la radice dei mali sociali, non è più possibile confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato, un’ideologia estrema che con il suo capitalismo ha creato milioni di derelitti, una piccola parte del mondo vive nell’opulenza e la maggioranza muore per disagi vari tra cui anche la denutrizione.
La pace sociale non può essere una mera assenza di violenza ottenuta mediante l’imposizione di una parte sopra le altre. La dignità della persona umana ed il bene comune stanno al di sopra della tranquillità di alcuni che non vogliono rinunciare ai loro privilegi.
Si reclama maggior sicurezza. Ma fino a quando non si eliminano l’esclusione e l’iniquità nella società sarà impossibile sradicare la violenza. Si accusano della violenza i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di opportunità la violenza diventa una forma di sfogo.
Abbandonare nella periferia del mondo una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligenze che possono assicurare illimitatamente la tranquillità. Ciò non accade soltanto perché l’iniquità provoca la reazione violenta di quanti sono esclusi dal sistema, bensì perché il sistema sociale ed economico è ingiusto alla radice.
Incolpare i poveri e i paesi poveri dei propri mali, generalizzando, pretendendo di trovare la soluzione in una “educazione” che li trasformi in esseri addomesticati ed inoffensivi, è allo stesso tempo crudele ed arrogante.
Fino a quando le condizioni di uno sviluppo sostenibile ed equilibrato che includa tutti e in modo pacifico non si realizzeranno, non ci saranno i presupposti di pace e armonia nel mondo.
Chiede che venga riformata la finanza, che ci sia un ripensamento su come stiamo rovinando il pianeta con l’inquinamento e la devastazione selvaggia per il profitto, l’economia non può più continuare a d usare rimedi che sono un veleno, tutto ciò scorre sotto gli occhi di tutti a causa di una complicità comoda e muta.
Concludo con alcuni richiami che posso fare miei, o meglio dire di tutti gli ergastolani: “l’uomo non può vivere nella speranza, la sua vita condannata all’insignificanza diventerebbe insopportabile”.
Noi ergastolani viviamo senza speranza, imposta in modo arrogante come se un Dio superiore si accanisse nei confronti di figli di un Dio minore, sono convinti di lottare a vincere il male con altro male sia la soluzione, ma Papa Francesco dice che il male si vince con il bene, senza stancarsi di fare il bene.
Con i mezzi illegali non si sconfigge l’illegalità.
Credo che se questo Papa rimane tra noi altri dieci anni riuscirà a cambiare tante cose ed il mondo non sarà più come prima.
11-06-2014
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IL SORPASSO…ORA IL TRAGUARDO
La notizia è importante, ma come spesso accade in questo paese, quando tocchi gli interessi dell’Eni, la complicità trasversale dei poteri fa muro in sua difesa.
Premesso che ancora oggi non c’è un piano programmatico per il futuro dell’energia, tutto cammina secondo il ras politico di turno; ora hanno concesso licenze per bucherellare un po’ tutti i nostri mari. L’unico nostro petrolio è il turismo, insieme ai monumenti d’arte, e questi per fare gli interessi delle multinazionali vanno diritti per la loro strada…di business.
Per la fine dell’anno ci sarà il sorpasso delle rinnovabili sui combustibili fossili, anche se hanno cercato di rallentarle, vanno avanti lo stesso.
Se il governo facesse un piano nel tempo per eliminare tutta l’energia fossile, credo che in dieci anni le rinnovabili arriverebbero al 100%. Questo ci aprirebbe un mercato mondiale sconfinato, perché se possiamo noi, una delle sette potenze industriali del mondo, potranno farlo tutti.
La questione è solo politica, ma ahimè, abbiamo una classe politica tra le più corrotte del mondo e questo rende difficile che non ascoltino le sirene corruttive delle multinazionali del petrolio.
12-06-2014
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CUCULO
Questo uccello ha un comportamento molto singolare, mette le sue uova nei nidi di altre specie, siccome sono di stazza più grande, alla fine i pulcini di cuculo buttano fuori quelli della specie dove sono ospiti e crescono a spese dei padroni del nido, credendo che stanno allevando il loro pulcino.
Un ricercatore ha studiato ed è arrivato alla conclusione che i cuculi macchiati non sono irriconoscenti, perché contribuiscono a tenere lontano i predatori, emanano un odore pestilenziale capace di tenere lontano qualsiasi intruso con cattive intenzioni.
Il ricercatore ha fatto delle prove portando i pulcini dei cuculi in altri nidi, ovunque arrivano gli attacchi scemavano.
Dalla natura c’è sempre da imparare.
13-06-2014
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STRAORDINARIA GENTILEZZA
Due coniugi in viaggio in Francia, all’aeroporto di Parigi hanno trovato la valigia gravemente danneggiata. All’ufficio dell’Air France il personale gentile ed efficiente sostituisce la valigia sfondata con una nuova di uguale foggia e misura, ed in un locale appartato gli fanno trasferire gli effetti personali nella nuova valigia.
Nella valigia c’erano un paio di occhiali da vista rotti, l’addetta li informa che rientrati in Italia possono comprarne dei nuovi e che saranno risarciti.
Tornati in Italia, dopo l’acquisto, fanno una semplice telefonata al numero che all’aeroporto di Parigi gli hanno dato, indicata la spesa sostenuta, nel giro di pochi giorni gli sono stati accreditati sul loro conto, senza chiedere nemmeno lo scontrino.
Questi comportamenti ce li sogniamo nei nostri aeroporti.
Ricordo che Berlusconi fece il diavolo a quattro quando Alitalia doveva fare la società con Air France e la compagnia olandese, per creare una compagnia di livello mondiale per tenere testa a quelle americane, forse fece un piacere al suo amico Bush.
Il motivo stupido era che non si poteva intaccare l’italianità di Alitalia, in un mondo globalizzato e dove le sue aziende hanno tanti soci stranieri, eppure riuscì a fare passare questa stronzata come un fatto politico.
Oggi andiamo elemosinando un socio che non faccia fallire Alitalia, gli arabi, dopo che ci siamo messi a pecoroni, ci hanno fatto la grazia di accettare le loro dure condizioni.
14-06-2014
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LA FORZA DELLE MULTINAZIONALI
L’Unione Europea non ha trovato un accordo riguardo gli OGM, alla fine ha deciso che ogni singolo stato deciderà se coltivarli.
Per adesso sono solo 8 paesi su 28 quelli che coltivano OGM, ma con questa decisione favorevole vengono consegnati i paesi più deboli in mano alle multinazionali, questo dimostra che hanno potere di lobby in seno al Parlamento Europeo, con il tempo ed il loro potere economico riusciranno a creare una parte europea favorevole da spaccare l’Unione Europea.
L’Italia, per evitare problemi di questo genere, dovrebbe mettere nella Costituzione il divieto di coltivare gli OGM, in più dovrebbe vietare di fare entrare nel paese prodotti OGM di qualsiasi fattura, confezionati e non, anche quelli per l’alimentazione animale.
Le multinazionali non sono stupide, hanno rovinato l’Africa creando monocolture per centinaia di migliaia di ettari di terreno, fino a quando non sono diventati aridi e improduttivi.
In Europa sono agevolati perché ci sono tutte le infrastrutture necessarie, cosa che non c’erano in Africa ed Asia, pertanto spendono di meno e guadagnano di più.
Bisognerebbe cacciarle da tutti i paesi ed impedirgli di brevettare le sementi che hanno usato per secoli i contadini.
15-06-2014
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ALLE PROCURE MANCA IL PUDORE
Ho aspettato qualche giorno prima di scrivere di nuovo di questo vergognoso episodio, speravo che qualcuno intervenisse, invece tutti hanno fatto finta di niente.
Il nuovo PM di Varese Felice Isnardi, che aveva preso in mano l’omicidio di Giuseppe Uva commesso da sette tra carabinieri e poliziotti, aveva chiesto l’imputazione di omicidio preterintenzionale ed altri reati, ma sull’udienza preliminare il PM con un “coup de thèatre” ha chiesto il proscioglimento per l’omicidio. E’ palese che era stato tutto preparato prima, hanno fatto tranquillizzare i media e la difesa, e poi gli hanno dato il colpo di grazia.
La motivazione è che le botte non sono state provate, l’arroganza del loro potere non ha limiti, ci sono le foto che evidenziano il martirio che ha subito Uva, c’è il testimone che si trovava in caserma, la sua telefonata che chiama l’ambulanza per le botte che gli stavano dando, quando vogliono non bastano. Ad un povero cristo gli avrebbero dato l’ergastolo.
La sorella di Cucchi ha dichiarato che è una barzelletta. L’altro giorno a TV mattino Rai Uno, la sorella di Uva si sfogò e disse che era una vergogna che nessuno interveniva, né il governo e né il CSM; questo organo interviene solo quando toccano un loro privilegio e subito gridano che è un attentato alla loro “indipendenza”.
Mi auguro che Renzi faccia qualcosa contro questo potere fuori controllo e li faccia rientrare nella legalità.
16-06-2014
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LA GIUSTIZIA…PER ALCUNI E’ PIU’ UGUALE
Alcuni anni fa c’era un prete che non perdeva occasione per andare in TV a tuonare contro la mafia, faceva di tutto per attirare l’attenzione dei media, ricordo che fece bruciare un mucchio di pistole giocattolo davanti al carcere dell’Ucciardone a Palermo.
All’improvviso scomparve dalla circolazione, fu inquisito per pedofilia, la sua difesa era che la mafia aveva creato questa accusa per vendicarsi della sua opera antimafia.
Don Turturro è stato condannato in tutti i gradi di giudizio, i bambini oggi adulti, hanno sempre confermato le loro accuse.
La cosa strana è che non è stato mai sospeso dalla Chiesa, è stato mandato fuori Palermo dalla magistratura, finita la misura di sicurezza è ritornato a Palermo, con un incarico conferitogli dal vescovo, oggi la condanna è definitiva, si trova a Palermo ed è in attesa che i giudici decidano la sua sorte. Gli avvocati sperano che venga messo in affidamento ai servizi sociali.
Sono convinto che il Papa non ne sa niente, non avrebbe permesso che un figuro simile continuasse a rimanere nella Chiesa.
17-06-2014
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NONOSTANTE TUTTO…CONTINUANO
Ormai questi episodi succedono tutti i giorni nelle varie caserme delle varie polizie, spesso sfociano in omicidio, ma l’omertà corporativa di chi rappresenta le istituzioni e spesso anche dei media, tutto passa in silenzio.
A Napoli è successo un episodio, un senegalese è stato picchiato dopo un fermo della Guardia di Finanza, portato in ospedale e alle successive dimissioni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
La motivazione delle ferite è stata giustificata da parte della Guardia di Finanza come autolesionismo.
La comunità senegalese ha protestato in modo particolare, è andata nella galleria Umberto I di Napoli, si sono seduti per terra con un grosso striscione “SIAMO TUTTI AUTOLESIONISTI”.
Senza la legge della tortura queste infamie continueranno a succedere quotidianamente, in più dopo bastonati arrestano per resistenza a pubblico ufficiale.
La legge per inserire la tortura nel codice penale è in discussione al parlamento, speriamo che dopo 25 anni sia la volta buona, in modo da mettere un freno a questi abusi di potere.
18-06-2014
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GLI EROI…DELLA PROCURA DI TORINO
Lo scrittore Erri De Luca è stato inquisito dalla procura di Torino perché in una sua intervista ha detto che la TAV va sabotata.
Erri De Luca è considerato il poeta operaio, non ho mai letto nessuno dei suoi libri, ma dalle sue interviste, da quello che dice mi piace, quando avrò l’occasione leggerò i suoi libri.
Fermo nel suo proposito che la TAV è un’opera inutile ha dichiarato che difende la sua libertà di parola e non chiede di essere assolto.
Qualche giorno addietro ho sentito due PM di Torino elucubrare in TV la fondatezza delle accuse da loro emanate, chi conosce i PM come me comprende che hanno costruito un procedimento fondato sul nulla.
Lancia delle accuse alla procura di Torino che sono molto fondate: “c’è immunità o impunità, mentre si vuole intimidire l’opinione pubblica, sono troppo impegnati a perseguitare il movimento No TAV. Ci sono mille procedimenti giudiziari a loro carico, evidentemente trascurano i piani alti.
Sarebbe singolare che fenomeni di corruzione, che questa malversazione di denaro pubblico, questo sistema di appalti pilotati e di uomini corrotti che ha mosso Expo e Mose non riguardi anche la TAV. Ma qui si gode di una certa immunità, di impunità, perché i magistrati si occupano di altro.
Il sistema usato per inquisirlo, detto dallo stesso scrittore, è un trucchetto sofistico che veniva usato già nella scolastica medievale. La teoria del: “Post hoc ergo propter hoc” significa: “dopo di questo e perciò in conseguenza di questo”. Mettono in relazione casuale due eventi che hanno solo una relazione temporale.
Vogliono intimidire l’opinione pubblica e la libertà di espressione della parola condannandolo penalmente. Loro credono che scoraggiando lui scoraggeranno altri cento.
E’ ammirevole, e diversamente dai politici, lui difende la sua libertà di parola e la difende a costo anche della sua libertà.
Tempo fa scrissi nel diario di un evento che era successo in Val di Susa, quando ci fu la certezza che l’opera si sarebbe fatta, gli uomini delle Coop Rosse presero possesso delle sezioni del partito PD, semplicemente per imporre il sistema di corruzione che viene applicato in tutte le grandi opere, con destra e sinistra che con le imprese si spartiscono gli appalti.
I magistrati si impegnano nella difesa, non del popolo, in cui in loro nome amministrano la giustizia ed emanano condanne, ma di chi detiene il potere.
19-06-2014
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EUTANASIA
Il medico Giuseppe Maria Saba di 87 anni, anestesista e rianimatore, docente per anni nella sua specialità all’Università di Cagliari ed alla Sapienza di Roma poi, ha dichiarato in un’intervista all’Unione Sarda di aver aiutato a morire un centinaio di persone.
Alla domanda perché l’abbia detto solo ora, ha risposto che non ce la faceva più, ed è insopportabile questo silenzio su una cosa che tutti sanno e nessuno dice niente.
Prolungare dolori insopportabili, che non porteranno mai ad una guarigione, è una deliberata crudeltà. Nel 1982 aveva rilasciato un’altra intervista in cui raccontava di aver aiutato suo padre ad andarsene, tempo dopo anche sua sorella.
Ha un accordo con la moglie, di aiutarlo a praticarsi l’auto-eutanasia.
Leggere che persone che se lo possono permettere di andare in Svizzera per farsi praticare l’eutanasia, quando potrebbero farlo a casa o vicino casa circondati dall’affetto dei familiari.
Siamo in un paese laico ma nei fatti su alcuni punti è il Vaticano a decidere, persino il Parlamento eletto dal popolo si mette a pecoroni.
Sono per l’eutanasia e se un giorno dovessi trovarmi nella situazione in cui l’unica via è praticarla lo farò, mi auguro di trovarmi nelle condizioni di poterlo fare senza usare mezzi rozzi.
20-06-2014
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LA CINA CI MERAVIGLIA SEMPRE
In Cina il partito comunista al potere ha deciso che c’è bisogno di più terra per l’agricoltura e, siccome intendono sollecitare economicamente l’interno del paese, affinché mantenga il passo con il resto della nazione, hanno deciso di spianare 700 montagne per creare 250 Km quadrati di terre pianeggianti.
Il governo dice che per costruire il futuro occorrono terra e spazio, allora giù tutto ciò che lo impedisce.
Hanno già iniziato a farlo; in Mongolia hanno spianato una montagna per allargare un centro commerciale.
In altri luoghi stanno provvedendo a farlo, ma alcuni scienziati cinesi avvertono che sarà una catastrofe, per sovvertimento dell’ordine naturale costruito in milioni di anni.
Ormai la Cina non stupisce più, qualunque cosa fa.
21-06-2014

Sogni… di Alessandro Rodà

Freee

Oggi pubblico un testo di Alessandro Rodà, detenuto a Tempio Pausania.

Questo testo parla dei sogni che si fanno in carcere.

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Sogni

Dentro il carcere si fanno sogni cupi, forse  sono i desideri nascosti nel subconscio che vogliono esprimersi, richiamando alla coscienza i piaceri passati.

Sono i sogni erotici i più frequenti ed è normale, perché quello dell’erotismo è un aspetto fondamentale della natura umana e poterlo esprimere, almento durante il sonno, ci fa vivere meglio.

Nella notte i sogni riproducono i pensieri fatti quando si è svegli.

Quando si dorme, chi tiene il timone è l’inconscio che ci fa navigare fino ai fondali dell’anima, è padrone assoluto.

Dentro il carcere un sogno ricorrente è quello della morte e, appena ci si sveglia, si avverte un senso di smarrimento, fino a riacquistare piena coscienza di sé.

Si fanno anche sogni inspiegabili, irrealizzabili, forse perché il subconscio è un labirinto oscuro, soprattutto se si vive da carcerati. Anche se apparentemente sembriamo psicologicamente calmi, quando un essere umano è rinchiuso e privato di ogni gioia e di ogni valvola di sfogo, egli tende a chiudersi in sé stesso sbarrando le porte dell’anima, senza lasciare alcuno spiraglio.

Fuori dal carcere si sogna di meno e soprattutto si fanno sogni più sereni, con un’alternanza di buio e luce, magari anche di disperazione ma anche di speranza che squarcia il buio e illumina i desideri.

A volte, da carcerati o da liberi, si fanno dei sogni che, vuoi per pudore, vuoi per altri motivi, non si possono raccontare; rimangono dentro di noi e ce li portiamo appresso come segreti relegati in un angolo di quel magazzino pieno di tutto che è il nostro inconscio dove ci deve essere anche un piccolo spazio per l’intimità più assoluta.

 

 

Le vignette di Ivano Ferrari

Ecco altre vignette di Ivano Ferrari.

Ivanos...23

Le società segrete (prima parte)… di Fabio Falbo

Societas

Dopo tanto tempo mi è giunta una lettera di Fabio Falbo, di cui attualmente pubblicammo diversi testi, e che attualmente è detenuto nel carcere di Rebibbia.

Fabio è un grande appassionato di temi di “frontiera”, come il potere occulto, i simbolismi, l’esoterismo.

Nell’ultima lettera che mi ha inviato, è presente un suo studio sulle società segrete.

E’ uno studio corposo che pubblicherò diviso in parti.

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Nessun problema  ha sollevato maggiori e appassionate controversie dello studio dei gruppi qualificati “società segrete”.

Ma, come è facile notare, in tutte le epoche sono stati assimilati a “società segrete” i gruppi più disparati: intere popolazioni, per esempio gli ebrei, si è voluto agissero nell’ombra; allo stesso modo è stata attribuita a taluni ordini religiosi, come quello dei gesuiti, ogni specie di mine sotterranee.

Poiché dunque l’espressione è stata usata a dritto e rovescio, occorrerà, all’inizio di un lavoro su tale argomento, definire il più esattamente possibile  che cose bisogna intendere  con queste due parole.

Prima di ogni altra cosa va notato che tutti i gruppi  che hanno cercato di sottrarsi alla pubblica attenzione e non costituirono necessariamente delle “società segrete”.

Così, i membri di talune organizzazioni, tutt’altro che clandestine, sono stati  obbligati, in tempi di persecuzione, a costituire momentaneamente gruppi che presentano talune analogie esteriori con le società segrete a mo’ di esempi: chiesa cattolica nell’impero romano; protestanti francesi dopo la revoca dell’editto di Nantes.

D’altra parte, tutte le organizzazioni di tipo ufficiale e governativo, che sono talvolta considerate come “società segrete”, escono dal quadro del presente lavoro: l’inquisizione, con la sua temibile presenza ed i suoi numerosi affiliati e delatori, non costituiva una società segreta, anche se l’attività di taluni dei suoi membri era clandestina e misteriosa.

-Possiamo, seguendo la classificazione di A. Lantone, distinguere:

1)Le società segrete “politiche” che sono: associazioni che cercano di dissimulare la loro attività, o, almeno, il nome dei loro membri, la cui azione è diretta sia in margine agli organismi ufficiali “tali è il caso delle società a scopo giustiziere, sia, più spesso, contro il potere esistente tali società politiche propriamente dette”.

Questi gruppi, per quanto organizzati e gerarchizzati, hanno la caratteristica  della durata limitata: “una società segreta dura in quanto il suo obiettivo domina il tempo”.

Se l’obiettivo è politico, esso cessa forzatamente col cessare della causa che lo ha fatto nascere.

2) Le società segrete “iniziatiche” sono: società che non cercano in alcun modo di dissimulare la propria esistenza (salvo quando sono perseguitate); le loro leggi, la loro storia, i luoghi di riunione, le dottrine, oggi spesso anche i nomi dei loro aderenti non sono un mistero per alcuno.

Quei gruppi conservano veramente “segrete” le loro cerimonie, alle quali il “profano” non può assistere e i segni di riconoscimento, che permettono agli affilati di riconoscersi.

Ciò che li differenzia da una società segreta “chiusa” è che essi conferiscono ai loro affiliati una “iniziazione”, hanno dei riti più o meno complicati, celebrano una specie di culto.

Tuttavia la distinzione è molto difficile in taluni casi: così, i membri di autentiche organizzazioni iniziatiche hanno approfittato del segreto delle riunioni per abbandonarsi ad attività politiche; d’altra parte, alcuni gruppi con scopi puramente temporali hanno, d’altra parte, alcuni gruppi con scopi puramente temporali hanno d’altra parte, alcuni gruppi con scopi puramente temporali hanno sentito il bisogno di adottare una gerarchia e riti analoghi a quelli delle società iniziatiche.

Vediamo ora che cosa gli affiliati intendono per iniziazione, perché questa parola, a forza di essere aureolata da un prestigio misterioso, ha finito col perdere qualsiasi senso preciso nel linguaggio popolare.

L’iniziazione con i suoi caratteri e scopi in linea generale può definirsi: un processo destinato a realizzare psicologicamente nell’individuo il passaggio da uno stato, reputato interiore, dell’essere, ad uno stato superiore, la trasformazione del “profano” in “iniziato”.

Con una serie di atti simbolici, di prove morali e fisiche, si tratta di dare all’individuo la sensazione che egli “muore” per “rinascere” a una nuova vita (donde l’espressione frequentemente impiegata di “seconda nascita”). Per essere precisi si possono distinguere tre elementi complementari:

1°-L’iniziazione propriamente detta, l’introduzione in un mondo “superiore”, in uno stato psichico “più perfetto” dello stato profano. Al limite estremo, l’iniziazione diventerebbe una vera “deificazione”. Il suo scopo sarebbe allora di condurre l’essere “al di là di qualsiasi sto condizionato”.

René Guenon scrive: “Non si tratta più di comunicare con altri esseri, ma di raggiungere e attuare noi stessi un tale stato sovra individuale, non già, ben inteso, in quanto individuo umano, il che sarebbe assurdo, ma in quanto l’essere che si manifesta come individuo umano in un certo stato ha anche in sé le possibilità di tutti con gli altri stati”.

Essa è intesa, dunque, come una realizzazione puramente materiale dell’essere umano, la realizzazione di una possibilità che l’individuo  aveva in sé allo stato virtuale; ad esempio i “riti di passaggio” nelle società primitive “realizzano” il mutamento dall’infanzia all’età adulta; ma l’adulto è “in potenza” nel ragazzo. Ecco ora quali sono le caratteristiche generali dell’iniziazione così intesa:

-Anzitutto il “profano”, per poter essere “iniziato”, deve essere provvisto di talune disposizioni: gli autori insistono spesso sulle attitudini naturali che caratterizzano “l’iniziabile”; attitudini senza le quali i riti resterebbero lettera morta.

-Ma l’individuo non può “iniziarsi” da solo (del resto “iniziato” viene dal latino “initium”, <<principio>> e, per estensione <<entrata>>.

L’iniziato è colui che è “messo sul cammino”.

Appunto in questo l’iniziato si distingue dal “mistico”, che è, il più spesso un isolato, “irregolare”: L’individuo non può essere “iniziato” che da una organizzazione “iniziata” (donde il carattere sociale dell’iniziazione).

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, non è una dottrina propriamente detta quella che l’organizzazione insegna al nuovo affiliato; essa si limita trasmettergli una “influenza spirituale”.

Gli adepti hanno abbondantemente sviluppato il carattere “incomunicabile al profano” dell’iniziazione, perché in quest’ultima si tratta di stati; ciò che può essere fornito dal di fuori, a questo riguardo è, insomma, un aiuto, un appoggio che facilitano grandemente il lavoro da compiere, e anche un controllo che scarta gli ostacoli ed i pericoli che possono presentarsi.

Il “segreto iniziatico” è, per natura, “inesprimibile” e solo l’iniziazione può dare accesso alla conoscenza.

Già Aristotele scriveva, parlando dei misteri di Eleusi, “Non imparare, ma provare”: nei misteri non si apprendeva una dottrina segreta, ma si provano dei sentimenti.

Il “segreto iniziatico” è veramente incomunicabile, perché ognuno “personalizza” in qualche modo i dati del simbolismo tradizionale dei riti. E’ così che gli scrittori di cose massoniche possono sostenere, senza paradosso, sebbene i “profani” conoscano i loro riti sino agli ultimi particolari, che il “segreto massonico” non si è tuttavia potuto  penetrare e non può esserlo.

Nei nostri misteri scrisse il massone G. Persigout, “non vi è altro segreto che quello che risiede nell’inviolabile asilo delle parole. Il meccanismo psicologico, per mezzo del quale operano le diverse “prove” terrificanti o strane, che si incontrano in tutte le società segrete di misteri e che sembrano assurde a chi le studia in modo superficiale, è ancora scarsamente sconosciuto; ecco, a tal proposito, la teoria di un massone eminente J. Boucher: “i riti agiscono impregnando il subcosciente cui danno una potenza ed una efficienza reali”.

Poesia di Tommaso Amato

Poesias

Tramite la nostra Alessandra Lucini, ci giunge questa poesia di Tommaso Amato, detenuto a Spoleto

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Attendere un momento che non arriva mai,

è come coltivare un arbusto che non produce frutti.

Così come: il contadino aspetta invano una raccolta che non arriva mai. 

Allo stesso modo l’ergastolano indugia inutilmente nell’attendere i raccolti.

Perché zappa un terreno che non germoglia mai.

Spoleto 07-08-2014

Tommaso Amato

 

 

Diario di Pasquale De Feo- 22 marzo – 21 aprile

diario11[1]

Pubblico oggi il diario mensile di Pasquale De Feo, relativo al mese di aprile.

Come sapete, alcuni dei diari mensili di Pasquale si erano accumulati perché la persona che ci aiutava, trascrivendoli, non ha potuto più fare questo servizio. 

Adesso, grazie alla collaborazione con Francesca Virdis, stiamo recuperando alcuni dei precedenti diari non pubblicati.

Questo è il diario del mese di aprile.

Prima di lasciarvi alla lettura di esso, una citazione, di uno dei momenti esistenziali del nostro Pasquale:

“I DUBBI DELLA VITA
Quando arrivi verso i cinquant’anni inizi ad avere alcune certezze, cresce la sete di conoscenza, che in se alimenta più dubbi, perché rileggendo la storia e valutando gli errori del passato, si trovano gli spunti per iniziare ad avere poche certezze ma tanti dubbi.
Dalla notte dei tempi è chiamata esperienza, ma credo che sia l’evoluzione dei nostri errori, la vita è la nostra maestra, nessuno può insegnarci meglio di lei, ma come ogni cosa c’è bisogno del suo tempo, perché per metabolizzare gli errori e le sue correzioni dobbiamo masticarle e deglutirle bene.
Se tutto fosse pianificato, dove ogni nostro comportamento è già deciso, sarebbe un’esistenza sciapa, viceversa gli errori e gli ostacoli sono il sale della vita, ci danno quell’energia che ci rende persone con le nostre virtù ed i nostri difetti.
Forse è proprio questo che ci rende unici tra i mammiferi di questo pianeta. (27 aprile)”.

Vi lascio al diario di Pasquale De Feo, mese di aprile.

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HURRICANE
E’ morto a 74 anni Rubin Carter soprannominato “Hurricane” nella sua casa di Toronto. Il pugile, che venne accusato nel 1969 di tre omicidi e nel 1975 fu condannato all’ergastolo, passò 19 anni in carcere, prima che venisse riconosciuta la sua innocenza nel 1988 e scarcerato. Si stabilì in Canada a Toronto dove ha lottato contro il razzismo ed il sistema giudiziario americano, fino a ieri che è venuto a mancare consumato da un cancro alla prostata.
Una settimana prima di morire, ad un conoscente che era andato a trovarlo, aveva detto: “la morte sta arrivando. Sono pronto. E’ il momento giusto, perché mi sento positivo fino alla fine”.
Sarà cremato, senza cerimonia funebre o memoriali.
L’arresto e l’accusa furono il frutto del pregiudizio razzista da parte della polizia e della giustizia americana.
Scrisse un libro “The Sixteenth Round” per far conoscere la sua storia, creò un movimento di opinione in suo favore, tanti artisti si schierarono dalla sua parte, e Bob Dylan scrisse una canzone che consegnò Hurricane alla celebrità planetaria.
Una strofa della canzone recita: “Questa è la storia di Hurricane, ma non sarà finita fino a quando non ripuliranno il suo nome e gli restituiranno il tempo che ha perduto per averlo messo in una cella di una prigione, ma una volta avrebbe potuto essere campione del mondo”.
Ne l 1999 fu girato il film autobiografico del regista Norman Jewison con il titolo “Hurricane” – Il grido dell’innocenza, l’attore che lo impersonò fu Denzel Washington che vinse l’Orso d’Argento al Festival di Berlino.
L’attore ha dichiarato: “Rubin era amore. Prego per lui. Ha condotto una battaglia senza sosta contro le ingiustizie. Riposa in pace, Hurricane. Come dicesti un giorno, hanno incarcerato il tuo corpo ma mai la tua mente”.
Dopo la sua scarcerazione, unico nella storia, gli fu riconosciuto il titolo di campione del mondo con la consegna della cintura. Se non fosse andato in carcere lo sarebbe diventato, come ha dichiarato il campione italiano di quegli anni Nino Benvenuti.
Ho visto il film in TV, ed è bellissimo. Avrei tanto desiderato leggere il libro ma non sono mai riuscito a trovarlo.
La storia ha sanato l’ingiustizia di cui è stato vittima, consegnando un eroe alle future generazioni e alla gogna perpetua carnefici razzisti che hanno usato il loro potere per infliggere sofferenze esclusivamente per il colore della pelle.
22-04-2014
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CERASO
Ho finto di leggere il libro su uno dei paesi del Cilento, “Ceraso” e le sue frazioni (Massascusa, San Biase, Santa Barbara, Petrosa, Metoio) curato da Amedeo La Greca, Edizioni del CENTRO DI PROMOZIONE CULTURALE PER IL CILENTO.
Il libro è stato finanziato interamente dal comune di Ceraso.
Riporta per sommi capi la storia del paese e di conseguenza abbraccia anche un po’ tutte le vicende del Cilento. Il principe San Severino con la sua famiglia ha scritto un buon pezzo di storia della Lucania, ma tanti altri personaggi e popoli, dai greci ai romani, ognuno ha lasciato il segno.
Ho trovato due notizie molto singolari, la prima riguarda il nome Italia da dove deriva: nel V secolo A.C. La zona tra il fiume Sele, situato nelle vicinanze di Paestum in provincia di Salerno (paese famoso per i suoi templi) e il fiume Lao in provincia di Cosenza (non sono riuscito a trovarlo, credo che nei secoli abbia cambiato nome), questa zona veniva chiamata “Italia”.
In un altro libro avevo trovato che il nome Italia deriva dalla Calabria, nella lingua antica significava “vitelli al pascolo liberi”
La seconda notizia riguarda gli antenati di mia nonna, lei si chiamava Lancilotti di cognome, nel libro è riportato che questa famiglia aristocratica era ricchissima a abitava a Ceraso, una discendente si sposò con il barone di Perito Carlo Antonio Mastrogiovanni, il paese del nonno e della nonna. Una delle sue figlie, mia zia Nicolina, sorella di mio padre (ancora in vita, 86 anni), ha sposato un Mastrogiovanni, ora ho quattro cugini che si chiamano Mastrogiovanni, quando sono stato in permesso ho visto Carmine, un grande lavoratore e bravo ragazzo.
L’unica nota dolente è che il passaggio dai Borboni ai Savoia passa in cavalleria sorvolando su tutte le nefandezze che hanno commesso i piemontesi. Addirittura due fratelli genovesi di cognome Ravera, Antonio e Giovanni, aprono una fabbrica per sfruttare le foreste di castagne per estrarre il tannino. Il curatore del libro così scrive “Grazie alla loro lungimiranza sic.”. Quando non è altro che l’inizio del colonialismo tosco-padano.
Su un altro punto sorvola il curatore, riguardo l’immigrazione, la fa apparire come un fattore naturale, senza specificare che prima del 1860, nel Meridione non esisteva l’immigrazione, viceversa era ben presente nel Nord Italia. I Savoia, con il deserto di miseria che crearono, costrinsero milioni di meridionali ad emigrare. C’era un detto “O brigante o emigrante”.
A parte queste mancanze che sicuramente sono fatte perché un ente istituzionale non può scrivere queste verità storiche e deve attenersi alla favoletta risorgimentale che insegnano a scuola, nell’insieme è scritto bene e ci sono tante notizie fino ai giorni nostri su Ceraso e sul Cilento.
23-04-2014
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IL REGIME DI ISOLAMENTO DEL 14 BIS
Da qualche giorno hanno dato l’art. 14 bis a Francesco Annunziata per via di una discussione con l’agente che monta di servizio nella scuola.
Si è fatto portare in ospedale e ha postato la sua foto con l’occhio nero in rete, come un martire che si è immolato, ora si prenderà tanti giorni di riposo con la scusa che questo evento gli ha causato problemi psicologici.
Mentre Nellino che avrebbe reagito a una aggressione (tutto è filmato dalla telecamera) ne pagherà tutte le conseguenze esclusivamente perché detenuto, lui è praticante di Judo, pertanto se gli voleva fare male a quest’ora sarebbe ancora in ospedale.
Aveva scontato 15 giorni di cella per la punizione del rapporto disciplinare, ma si vede che non è bastato, perché i sindacati della Polizia Penitenziaria hanno fatto pressioni affinché gli venisse dato l’isolamento particolare del 14 bis e chiedono anche che venga trasferito, mi auguro che la Direttrice non permetta che alle due punizioni si aggiunga la terza che sarebbe più devastante, perché dopo sette anni qui a Catanzaro dovrebbe ricominciare di uovo da zero ogni cosa, con problemi in ogni campo, iniziando dalla lontananza dei familiari, dall’università e dal percorso trattamentale.
Mi auguro che nei prossimi giorni lo riportino in sezione e gli facciano scontare qui il 14 bis, in modo che possa continuare il suo percorso intrapreso per un futuro reinserimento nella società.
24-04-2014
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FESTA DELLA LIBERAZIONE
Ogni anno in questo giorno c’è la festa della liberazione dal fascismo, giusto festeggiare per la fine della dittatura, ma per il resto non credo che ci sia da festeggiare.
Di questo evento si è appropriato il partito comunista come unica voce, cosa non vera, perché le formazioni partigiane furono molte e di varia natura.
Senza dimenticare che fino al 1941 i comunisti non fecero niente perché rispettavano il famigerato trattato Molotov-Ribbentrop firmato a Mosca il 23 agosto 1939, patto di non aggressione tra nazisti e sovietici, (o forse meglio dire tra Hitler e Stalin) con un protocollo segreto in cui si spartivano la Polonia e i tedeschi davano mano libera ai sovietici contro la Finlandia e i paesi Baltici.
Dopo l’invasione tedesca dell’unione sovietica nel 1941, Togliatti da Mosca dove era rifugiato, diede il via libera ai comunisti italiani a intraprendere azioni contro il fascismo che aveva mandato un’armata al fianco di Hitler.
I partigiani comunisti si macchiarono di crimini efferati; come ha descritto nei suoi libri Pansa, sia durante la guerra partigiana e sia dopo la fine della guerra dal 1945 al 1948.
Inoltre, senza gli anglo americani l’Italia non sarebbe stata né liberata dal fascismo e né dagli occupanti tedeschi.
Quello che non si dice e si censura è che, liberati dal fascismo siamo caduti sotto la dominazione straniera degli americani, hanno tante basi sul territorio nazionale, fanno quello che vogliono e decidono la politica italiana. La CIA, quando succede qualcosa che va contro gli interessi dell’occupazione Yankee, usa metodi violenti adoperando gli interlocutori più idonei sulla piazza, un metodo collaudato dalla fine della guerra fino ai giorni nostri.
Quando un paese è sotto occupazione, festeggiare la liberazione, somiglia a un eufemismo per nascondere la realtà.
25-04-2014
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ASILO POLITICO
Ricordo che si sprecavano le pagine dei quotidiani e i minuti dei notiziari per scrivere e parlare dello squallido episodio di cui il Ministro degli Interni Alfano era stato protagonista, riguardo la deportazione di Alma Shalabayeva e la sua figlia di sei anni Alua, moglie e figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov.
L’ex ministro degli esteri Bonino ha lavorato molto bene per riportarle in Italia, l’aveva detto in TV in una intervista, e ci riuscì.
E’ notizia di qualche giorno, su un piccolo articolo sul quotidiano La Repubblica, che alla moglie e alla bambina è stato concesso asilo politico.
Sarebbe stata una notizia di prima pagina a caratteri cubitali, invece è stata data come per nasconderla. La censura deriva dal fatto che Alfano è alleato del PD nel governo, e non bisogna ricordare alla gente le nefandezze di questo “cortigiano”, anche perché il Vaticano l’ha scelto per sostituire Berlusconi come suo interlocutore e pertanto non vogliono irritare le gerarchie ecclesiastiche.
Quando il partito di Repubblica si erge a depositario della verità, è una menzogna perché è difficile trovare quotidiani e riviste più settarie di Repubblica e l’Espresso.
26-04-2014
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I DUBBI DELLA VITA
Quando arrivi verso i cinquant’anni inizi ad avere alcune certezze, cresce la sete di conoscenza, che in se alimenta più dubbi, perché rileggendo la storia e valutando gli errori del passato, si trovano gli spunti per iniziare ad avere poche certezze ma tanti dubbi.
Dalla notte dei tempi è chiamata esperienza, ma credo che sia l’evoluzione dei nostri errori, la vita è la nostra maestra, nessuno può insegnarci meglio di lei, ma come ogni cosa c’è bisogno del suo tempo, perché per metabolizzare gli errori e le sue correzioni dobbiamo masticarle e deglutirle bene.
Se tutto fosse pianificato, dove ogni nostro comportamento è già deciso, sarebbe un’esistenza sciapa, viceversa gli errori e gli ostacoli sono il sale della vita, ci danno quell’energia che ci rende persone con le nostre virtù ed i nostri difetti.
Forse è proprio questo che ci rende unici tra i mammiferi di questo pianeta.
27-04-2014
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TOTU SA BERIDADI
Ho finito di leggere la biografia di Mario Trudu “Totu sa beridadi” (tutta la verità) Cronaca di un sequestro.
L’ha scritta molto bene, raccontando le enormi ingiustizie ed i soprusi nelle carceri di cui è stato vittima.
Il procuratore Lombardini che si suicidò quando fu messo alle strette con il sequestro Melis, ha rovinato anche Mario ed i suoi coimputati, li ha scelti come colpevoli di un sequestro di persona e li ha fatti condannare a 30 anni di carcere.
Come succede in questi casi, l’odio per l’ingiustizia subita porta a reagire in modo errato, perché l’odio è irrazionale e cieco, così è capitato a Mario, che da innocente è passato dall’altra parte facendo un sequestro e per sua sfortuna l’ostaggio è morto ed è stato condannato all’ergastolo.
Racconta ciò che era da ragazzo e quella che era la sua passione, allevare animali, pecore, capre e vacche, ma il destino ha tarpato le sue ali, per colpa di una bestia feroce come Lombardini, che approfittando del suo potere ha reso l’ingiustizia la normalità.
Tutti i sardi che ho incontrato in carcere mi hanno parlato sempre male di questo Lombardini, raccontandomi fatti sconvolgenti, talmente era la paura che aveva instillato, che nessuno si permetteva di ostacolarlo, gli avvocati erano stati terrorizzati, le forze di polizia erano diventate suoi complici e i vertici della magistratura non vedevano. Quello che era paradossale è che intimoriva anche le famiglie dei sequestratori.
Posso immaginare l’odio che lo ha accompagnato per tanti anni, diventa il tuo pane quotidiano e arrivi al punto che non riesci a vivere senza; come lo stupido lo è 24 ore al giorno, così l’odio non smette di tormentarti 24 ore al giorno. Con il tempo ti distrugge se non riesci a controllarlo e imprigionarlo nel profondo del tuo animo.
Ieri erano i singoli PM o i vecchi Giudici Istruttori a fare delle mostruosità processuali, se prove se le inventavano, facevano come il Cardinale Richelieu. “Datemi due parole di un innocente e ne farò un colpevole”. Oppure: “Datemi una legge e io l’applicherò come e contro chi voglio”.
Oggi è tutto organizzato con un sistema che può rendere colpevole qualsiasi innocente, hanno migliaia di pentiti che possono usare, hanno l’art. 416 bis (associazione mafiosa) che gli consente di arrestare chiunque, basta la parola di un pentito e si viene rovinati con anni di carcere ed il sequestro dei beni.
Dopo quasi 35 anni di carcere, non solo non lo fanno uscire con un beneficio, per colpa del famigerato 4 bis, ma il ministero gli ha concesso i colloqui in Sardegna con la famiglia a patto che paghi lui tutto, viaggio e scorta, una presa in giro, dove li prende i circa 10.000 euro che occorrono per andare nel carcere vicino a casa? Dopo 35 anni di carcere si è già fortunati se si ha una famiglia che ti segue ancora o meglio se sono ancora vivi dopo tanti anni.
Sono del parere che libri simili ne dovrebbero essere scritti tanti altri, affinché la società civile sia a conoscenza della stortura del potere dell’apparato repressivo.
Come il “massacro di Sassari” che lui menziona nel libro con la testimonianza di un detenuto che subì per un mese le torture degli agenti. Credo che sarebbe un’ottima cosa scrivere un libro sui fatti di Sassari.
Gli auguro di cuore di continuare ad avere la determinazione che l’ha sorretto fino ad oggi, rivedrà il paradiso che ha nel cuore e la sua anima tornerà a volare sui suoi monti in Sardegna.
28-04-2014
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LA DISINFORMAZIONE
Ho visto una trasmissione a Rai Tre sulla grande distribuzione ortofrutticola in Italia, l’hanno denominata “agro-mafie”.
Ormai questa parola la usano per ogni cosa, come se in ogni rivolo dell’economia ci fosse mafia.
Il gioco è semplice, si crea allarmismo per calamitare l’attenzione della gente sul mostro mafia, affinché chi detiene il potere nel settore possa continuare a farlo impunemente, tanto c’è il mostro della criminalità mafiosa a cui addossare ogni cosa.
Mi viene in mente di fare un esempio per meglio esternare il mio pensiero; la ditta Berselli dal 1930 ha il monopolio della fornitura nelle carceri per il vitto dei detenuti e la vendita dei prodotti ai detenuti (cibo, cartoleria, igiene personale e della cella, bolli, sigarette, etc.), è un sistema estorsivo perché impongono i prezzi e i prodotti che vogliono, nessuno interviene per tutelare i detenuti, intervengono quando i detenuti protestano, e solo a favore della ditta e contro i detenuti, è palese che hanno santi in paradiso a Roma con il pagamento di tangenti.
Nella grande distribuzione le grandi ditte del Nord hanno avuto sempre il monopolio, estorcendo e distruggendo chi non si allineava, il Meridione doveva obbedire e tacere, come al solito mai un intervento, oggi che le ditte del Sud con la rete iniziano a vendere i loro prodotti direttamente all’estero e non attraverso le mafie del Nord, sia quella rossa con le Coop o quella bianca che una volta era nell’area democristiana, oggi frammentata tra Forza Italia e la Lega, ecco che improvvisamente fanno apparire l’odore ed il sospetto che la mafia abbia il monopolio della distribuzione della frutta e della verdura.
Quando fanno queste operazioni chiamano sempre qualche maestro del settore, per questo motivo hanno chiamato Giancarlo Caselli, e lui subito ha creato un’architettura tipo processuale.
La gente in buona fede crede quello che propinano in TV, invece non fanno altro che difendere esclusivamente i padroni del Nord con la creazione di una realtà funzionale ai loro interessi.
Le più grandi ruberie del passato, del presente e così sarà anche del futuro, sono successe sempre al Nord, cito solo le più recenti: “Parmalat, l’ospedale San Raffaele a Milano, e quella che le ha superate tutte, lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena, si parla di 21 miliardi di euro ma credo che siano almeno il doppio”.
Nei giorni scorsi Beppe Grillo andando a Siena all’assemblea dei soci del Monte dei Paschi, dove c’erano migliaia di persone, ha detto che questo è lo scandalo del secolo e la mafia è qui non a Palermo. Eppure c’è una censura a dir poco allucinante, questo succede perché non riguarda solo la sinistra che ha controllato la banca dal dopoguerra, ma hanno lucrato negli ultimi vent’anni anche i berlusconiani, allora hanno interesse entrambi gli schieramenti a soffocare la notizia, d’altronde l’hanno fatto anche con il San Raffaele.
Lascio solo immaginare se queste ruberie fossero successe al sud, gli scandali sarebbero diventati per forza mafiosi.
Alla fine noi meridionali dobbiamo apparire sempre brutti, sporchi e cattivi, affinché tutto continui ad andare avanti con questo sistema e nulla deve cambiare.
La colpa è della politica meridionale, che si accontenta di essere kapò dei servi con le briciole che i padroni gli elemosinano, invece che fare gli interessi del loro popolo.
29-04-2014
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CONTINUA L’ODISSEA ALDROVANDI
Il SAP, il secondo sindacato di polizia italiano di orientamento politico di destra, ha fatto qualcosa di vergognoso, in un loro convegno con 400 delegati hanno applaudito per cinque minuti tre dei quattro poliziotti che hanno assassinato Federico Aldrovandi, il diciottenne di Ferrara durante un fermo mentre rientrava a casa a piedi.
La madre di Federico, Patrizia Moretti, ha dichiarato che è stata una cosa abominevole, fare un’ovazione a degli assassini certificati da una sentenza: “Sono eversivi e mi fanno paura e ribrezzo”.
Unanime lo sdegno suscitato da tutti, dal Presidente del Consiglio Renzi che ha telefonato alla signora Patrizia Moretti comunicandogli il suo sdegno e la vicinanza del governo.
Il Presidente della Repubblica ha dichiarato che gli applausi sono stati una cosa indegna e gli ha scritto una lettera.
Il Capo della Polizia ha ricevuto la signora Moretti per dimostrargli tutto il suo cordoglio come padre e lo sdegno per l’accaduto ritenendolo un fatto gravissimo, purtroppo gli ha comunicato che non può cacciarli perché con il reato colposo non li può licenziare.
Anche se per la prima volta, persino il Ministro degli Interni Alfano ha ritenuto che è stato indecoroso perché è stata offesa la memoria di Federico, per questo motivo ha cancellato l’incontro che aveva con il SAP.
I due Presidenti del Parlamento hanno manifestato anche loro lo sdegno per questo fatto inaccettabile.
Il governo prenderà provvedimento per evitare questi abusi con nuove regole d’ingaggio, speriamo che non siano solo proclami e finalmente si faccia qualcosa per mettere un freno all’arbitrio delle polizie.
Il reato di tortura frenerà questi signori che credono di essere onnipotenti con il dono dell’impunità. Fino a quando non si cancellerà nel loro regolamento che norma che con il reato colposo non li si può licenziare, nulla cambierà. Come anche le procure che sono complici di questi orrori, perché cercano sempre di insabbiare o quando non possono si regolano con il reato colposo.
A Los Angeles negli USA la popolazione scese in piazza contro la polizia e così finirono gli abusi e gli omicidi degli agenti.
L’unica censura al fatto riguarda la non menzione dei politici che c’erano nella sala in prima fila, Gasparri, Laura Comi, e altri che nelle foto non si vedono.
30-04-2014
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LA TRIPLICE…ANOMALIA SINDACALE
Oggi è il primo maggio, in tutto il mondo si festeggia essendo la festa dei lavoratori.
In Italia è diventata una festa di piazza, aiuta a sopravvivere sia la ricorrenza che i sindacati, più per inerzia della politica che per convinzione. Credo che siano dei partiti senza passare attraverso il voto, e ognuno di loro rappresenta un’area politica.
La triplice sindacale che rappresenta appena il 20% degli operai, ma imperversa nel parlamento e nei partiti, è stanca e ha stancato, anche perché è consapevole che il suo tempo è finito e che il futuro non gli appartiene.
Per adesso cerca di limitare le perdite e i danni al suo potere facendo finta che non succede niente e sperando di non invecchiare troppo per una resurrezione futura.
I sindacati sono ancora fermi all’onnipotenza degli anni passati e credono che ciò sia all’infinito.
Mai che hanno fatto autocritica su tanti errori che hanno commesso, dovunque sono entrati hanno fatto più sfracelli della politica, con tutto ciò continuano nel delirio di onnipotenza.
Per natura un sindacato dovrebbe rappresentare tutti i cittadini lavoratori senza escludere nessuno, invece questi signori rappresentano solo se stessi e quelli a cui estorcono la quota sindacale dallo stipendio.
Oltre vent’anni fa fu fatto un referendum che passò con il 90% dei votanti, per abolire il prelievo automatico sullo stipendio della quota sindacale; essendo parte del sistema di potere, sono riusciti a non farlo mai applicare,e come un racket i sindacati continuano a prendersi il pizzo dagli operai.
Credo che i sindacati attuali debbano essere azzerati e ricreare qualcosa di moderno che tuteli tutti i cittadini in età lavorativa, occupati e disoccupati.
01-05-2014
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LA STRAGE CONTINUA
Dopo due mesi la procura di Firenze si è decisa ad aprire un’inchiesta ed accusare quattro carabinieri e cinque paramedici per omicidio preterintenzionale.
Il 3 Marzo un uomo di quarant’anni in preda alla paura di chiamare i carabinieri perché vogliono sparargli, avendo lasciato telefonino e portafoglio sul taxi, ne prende uno a un pizzaiolo per telefonare, vengono chiamati i carabinieri perché c’è bisogno di aiuto per un uomo che lo chiede, arrivano e invece che aiutarlo si accaniscono contro il malcapitato, lo ammanettano e lo stendono a terra, gli si mettono addosso tutti e quattro e lo prendono a calci, alla fine muore, presumibilmente per asfissia o collasso.
Somiglia tanto all’omicidio di Aldrovandi, Ferulli e tanti ignoti cittadini martiri delle polizie.
Riccardo Magherini ha avuto una crisi di panico e gridava in strada di essere aiutato perché volevano sparargli, facilmente ciò è dovuto a un’assunzione di cocaina, decine di testimoni hanno assistito all’evento e imprecando contro i carabinieri per l’eccessivo uso della forza, hanno filmato l’omicidio e si sentono le grida del Magherini “aiuto, aiuto sto morendo”, le sue ultime parole che ha detto a un testimone, che diceva ai carabinieri di smetterla: “scrivete la mia storia”, credo che in quel momento ha capito che stava morendo.
I carabinieri invece di ascoltare il testimone che gli diceva di finirla, in modo intimidatorio gli chiedevano i documenti.
Il PM dell’inchiesta, prima ha detto che il Magherini aveva subito percosse e poi l’ha negato, comunque se non avesse avuto risonanza mediatica facilmente avrebbero insabbiato tutto, ma siccome il padre è stato un calciatore del Milan, Lazio e Palermo, e nel quartiere dove è successo il fatto e dove abita la famiglia sono conosciuti, su richiesta del fratello hanno tutti aderito alla sua richiesta di testimoniare per fare emergere la verità, con la conferenza stampa del senatore Manconi, finalmente dopo due mesi si sono decisi ad aprire un’inchiesta e inquisire i responsabili.
Uno dei carabinieri che è soprannominato “pistolero” sul profilo di Facebook, aveva già scritto che per l’intervento c’era scappato il morto, ho sintetizzato ma la frase era vanteria per quello che era successo.
Se non fanno pulizia di questi esaltati, di morti se ne conteranno ancora molti.
02-05-2014
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WILBUR SMITH
Ho finito di leggere il penultimo romanzo di Wilbur Smith “ La legge del deserto”, Editore TEA (Tascabili degli Editori Associati).
Come con gli altri suoi libri l’ho bevuto tutto d’un fiato.
Credo che sia il più grande romanziere di avventura della nostra epoca, riesce a catapultare il lettore nella storia e immedesimarsi nei personaggi.
Ho letto quasi tutti i suoi libri, me ne manca qualcuno, non c’è ne stato uno che non mi abbia fatto rivivere come in un film l’avventura che raccontava.
Ricordo che il primo libro che lessi fu “Il potere della spada”, rimasi folgorato e mi adoperai a trovare gli altri da leggere. Avventure che ti rapiscono con l’impressione di viverle di persona.
Conosco tante cose dell’Africa perché le ho apprese dai suoi libri, siccome è nato nell’ex Rodesia attuale Zambia, ciò che racconta sulla fauna, flora e le tante tribù che popolano l’Africa del Sud è per esperienza diretta.
Possa il destino contribuire a farlo continuare a scrivere tanti romanzi per tanti anni ancora.
03-05-2014
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COPPA ITALIA
Ieri è stata una bella serata, il Napoli ha vinto la Coppa Italia, è stata una bella partita, con una bella doppietta di Insigne, con Prandelli in Tribuna credo si sia guadagnato un posto per il Mondiale.
Nel secondo tempo le cose si sono messe male, sia perché la Fiorentina ha giocato meglio e sia perché il Napoli è rimasto in dieci con l’espulsione di un giocatore, ma alla fine Martens che non delude mai quando gioca ha segnato il terzo gol chiudendo la partita.
Un solo trofeo quest’anno, ma ci siamo fatti onore in ogni competizione, siamo usciti dalla Champions con 12 punti, non era mai successo, nell’Europa League siamo usciti ai quarti, in campionato siamo arrivati terzi; come primo anno dell’allenatore Benitez è soddisfacente, l’anno prossimo vinceremo qualcosa di più.
Le squadre si costruiscono formando le basi solide per il futuro, credo che in questo De Laurentiis ha fatto un lavoro meraviglioso.
L’unica nota dolente sono stati gli ultras, come sempre, un romanista ha sparato a tre tifosi napoletani, uno è grave, persone del genere hanno le pigne in testa, le partite dovrebbero vedersele a casa, così non fanno danni e sono tranquilli tutti, anche le persone che vanno allo stadio.
04-05-2014
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LE STRAGI DIMENTICATE
Nei giorni scorsi sui quotidiani si dava ampio risalto alla decisione del Governo sull’apertura degli archivi sul segreto di Stato per le stragi che hanno insanguinato l’Italia, anche se leggo che saranno i servizi segreti a decidere quali documenti passare a chi li chiede, mi sembra una cosa singolare, dare la facoltà ai servizi segreti di decidere quando sono stati proprio loro a provocare la maggior parte delle stragi, molto spesso dietro input degli americani.
Comunque la mia considerazione non riguarda questo punto, ma un altro, sarebbe la strage di Portella delle Ginestre, viene citata in ogni occasione essendo la prima strage di Stato dalla nascita di questa Repubblica.
Ricordo che dai quotidiani appresi che gli atti di quella strage erano stati segretati per trent’anni, allo scadere furono segretati fino al 2017, pertanto mancano tre anni.
Nei notiziari e sui quotidiani non ho letto una sola parola su quella strage, hanno nominato solo otto stragi (Piazza della Loggia, Ustica, Piazza Fontana, Stazione di Bologna, Rapido 904, Italicus, Gioia Tauro, Peteano), quelle degli ultimi quarant’anni.
A parte sarebbe stato molto meglio se avessero autorizzato alla pubblicazione di tutti i segreti di Stato dalla fine della guerra sino ad oggi, così non avrebbero lasciato nessuna strage fuori, ma anche episodi coperti con il segreto di Stato.
Le cose in Italia vengono fatte sempre a metà, mai che siano chiare e radicali.
05-05-2014
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IMPARARE DALLA NATURA
Una volta lessi su una rivista che studiando la natura si troverebbero tutte le soluzioni ai problemi che affliggono il mondo, credo che avessero ragione perché c’è del vero in questa affermazione.
Giuseppe, un mio amico testimone di Geova, mi manda due riviste della sua religione che escono mensilmente.
Ho trovato un articolo sulle farfalle molto particolare, non avevo mai pensato a come facessero a tenere le ali pulite, essendo molto delicate, come dice lo scritto basta un granello di polvere o un po’ di umidità per appesantirne il volo, invece non hanno di questi problemi perché hanno sempre le ali pulite e asciutte.
L’Università Statale dell’Ohio ha scoperto che anche se a occhio nudo sembrano lisce non lo sono, al microscopio hanno visto che le ali sono formate da scaglie sovrapposte come le tegole sui tetti con all’interno delle scanalatura che fanno scivolare polvere e acqua.
Gli ingegneri cercano di imitare questo sistema per realizzare rivestimenti autopulenti ad alta tecnologia che potrebbero trovare applicazione in campo industriale e medico.
Un ricercatore tale Bharat Bhashan dice “la natura è piena di meraviglie ingegneristiche, a livello microscopico e macroscopico, che da secoli ispirano l’uomo”.
Ha ragione perché imitando la natura la scienza ha fatto molti passi avanti, come volare, Leonardo da Vinci guardando gli uccelli pensava come l’uomo potesse fare lo stesso.
Tempo fa lessi, non ricordo dove, che anche il fiore di loto ha la proprietà di mantenersi pulito, e gli scienziati olandesi stavano cercando di replicarne il sistema.
La natura ha dato tante idee ai ricercatori, come quello che stanno facendo adesso, lo studio della fotosintesi per replicarla artificialmente per la produzione di energia rinnovabile.
Con tutto ciò c’è poco rispetto della natura.
06-05-2014
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LADRI DI SEQUOIE
In America, nello stato della California, stanno prendendo provvedimenti perché i ladri di sequoie
stanno danneggiando gli alberi dei parchi.
In origine l’antica area era di 800.0000 ettari di foresta di sequoie, oggi sono ridotti a 34.000 ettari.
I bracconieri si introducono nel parco per rubare la radica, la parte dove nascono i germogli, il clone della sequoia prima che gli alberi muoiano, rovinano la pianta.
Gli americani pensavano che i ladri di legname esistessero solo in Brasile e in alcuni paesi africani, hanno scoperto che li hanno anche in casa, e per cercare di contrastarli la sera chiudono i parchi così impediscono che possano usare le strade principali, ma essendo pochi i Ranger dei parchi, non riescono a far fronte a questi bracconieri.
Questo scempio succede perché il legno della sequoia costa molto e le sanzioni sono multe di poco conto.
La sequoia è sempre verde, vive circa 2000 anni, ma ce ne sono alcune che arrivano fino a 4000 anni, quando muoiono controllano l’età, molte erano già lì quando arrivò Cristoforo Colombo, e alcune quando era vivo Gesù Cristo.
07-05-2014
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VERGOGNOSO
Domenica sera prima della partita di Coppa Italia, i tifosi romanisti hanno teso un agguato ai tifosi napoletani, la partita era Napoli-Fiorentina, pertanto i tifosi giallorossi non c’entravano nulla con la partita.
Hanno buttato bombe carta contro i pullman dei tifosi dove c’erano donne e bambini, alla reazione dei napoletani i tifosi romanisti hanno sparato ferendo tre tifosi, due non gravi e uno molto grave.
Il tifoso è stato sottoposto a due operazioni per asportargli il proiettile che gli ha spezzato una vertebra e un pezzo di intestino che stava andando in necrosi.
La madre del ragazzo, la sera stessa ha dichiarato in TV che lei non portava odio nel cuore e aveva già perdonato chi aveva sparato, ha precisato che gli ha dato fastidio che parlavano del figlio come di un camorrista, ha ribadito che è un bravo ragazzo e che la sua è una famiglia perbene come lo sono il 99% delle famiglie di Scampia.
Le parole sono degne di ammirazione, ma la serenità con cui le ha esternate e la dignità del suo contegno dimostravano una pace interiore che solo chi vive in armonia con il mondo che la circonda può avere.
Il Presidente De Laurentiis ha elogiato con ammirazione il comportamento della signora, mettendosi a completa disposizione della famiglia.
In questi giorni invece tutti i notiziari parlano di ciò che è successo, ma invece di riportare il contegno della madre e di come si sono svolti realmente i fatti, per coprire le negligenze del servizio d’ordine e le colpe del questore e del ministro degli Interni, non hanno fatto altro che rimarcare il soprannome del capo ultrà del Napoli Gennaro De Tommasi “a carogna”, rimarcando in modo da creare una specie di mostro, tutta l’informazione è stata improntata sul suo soprannome come fosse una belva e tutto ciò che è successo fosse colpa sua, una campagna denigratoria vergognosa, quel razzismo strisciante che è ormai normalità.
Mistificare i fatti per coprire la realtà è crearne una funzionale a chi governa. La tesi che Gennaro De Tommasi abbia discusso con Hamsik per dare l’ok affinché si giocasse la partita è veramente vergognosa perché è una grande menzogna. I media sono sempre responsabili con il loro servilismo, nessun notiziario o quotidiano ha detto che le due squadre d’accordo con tutti, politici compresi, hanno mandato i capitani a parlare con i capi tifosi, quelli del Napoli e quelli della Fiorentina, invece hanno mistificato solo l’episodio a senso unico contro i napoletani. Inoltre hanno strumentalizzato la maglietta di Gennaro De Tommasi su cui c’era scritto “Speziale libero”, ne hanno fatto un evento di sicurezza nazionale, come se ritenere un ragazzo innocente sia una cosa di cui vergognarsi.
Speziale era un ragazzo di 17 anni che durante uno scontro di tifosi, fu accusato di aver causato la morte di un ispettore di polizia. Avendo seguito un po’ la cosa, credo anche io che fu scelto come colpevole. La Cassazione annullò il mandato di cattura. In promo grado fu assolto, in appello fu condannato, violando la legge Pecorella che non prevedeva un secondo giudizio con l’assoluzione in primo grado. Il ragazzo si è sempre protestato innocente e non c’erano prove contro di lui, anzi i poliziotti lo scagionavano, come i RIS di Parma, e un poliziotto aveva affermato che mentre faceva retromarcia con il furgone sentì una botta e guardando vide Raciti.
Seppur minorenne è stato condannato a 8 anni. Se fosse morto lui, il poliziotto al massimo sarebbe stato condannato per omicidio colposo, questa è la disparità della giustizia, altro che uguale per tutti. La famiglia ha presentato un’istanza di revisione.
La vedova Raciti, chiamata dai media, come la maggior parte di quelli che facendo parte di un corpo dello Stato, ha approfittato subito dell’occasione, sindacando e diffamando Speziale e la sua famiglia, il padre ha presentato una querela per diffamazione nei suoi confronti, ha fatto bene.
Il Governo, con Renzi in testa, ha fatto la sceneggiata sulla maglietta, non mi risulta che la stragrande maggioranza dei politici abbia inneggiato all’innocenza qualcuno abbia subito la gogna mediatica. Quanti ce ne sono che inneggiano a Berlusconi innocente? La verità è che un poliziotto vale più di un semplice cittadino.
Lo zio del ragazzo in ospedale, ha dichiarato che se fosse serio il questore di Roma dovrebbe dimettersi, perché non ha fatto altro che mistificare la realtà, ha detto lo zio che Gennaro De Tommasi quando è accorso sul luogo della sparatoria è stato lui a cercare la polizia per far soccorrere i feriti, pertanto lui con tutta la famiglia lo ringraziava, inoltre i tifosi hanno fatto una colletta e il De Tommasi li ha portati alla madre del ragazzo, hanno aperto un sito per raccogliere le testimonianze e ristabilire la verità.
Hanno intervistato tanti tifosi, tutti si sono lamentati di come hanno indirizzato la campagna mediatica sulla maglietta di Gennaro De Tommasi e sui tifosi napoletani.
Tutti i notiziari e i quotidiani hanno tagliato subito le parole dette dalla madre del ragazzo la sera del fatto: “gli ha dato fastidio che parlavano del figlio come di un camorrista, ha ribadito che è un bravo ragazzo e che la sua famiglia è una famiglia perbene, come lo sono il 99% delle famiglie di Scampia”.
Credo che ciò sia dovuto al fatto che, per colpa di Saviano, ormai Scampia sia diventato sinonimo di una favelas senza legge, i luoghi comuni come i pregiudizi una volta creati è molto difficile eliminarli.
Un uomo sui 55-60 anni intervistato ha detto “perché veniamo trattati sempre così male, non siamo italiani come gli altri?”. Se mi fossi trovato lì, gli avrei risposto che noi indigeni napoletani o meridionali non siamo cittadini come gli altri, ma essendo colonizzatati siamo diventati e dobbiamo sempre apparire “brutti, sporchi e cattivi”.
Ieri alla trasmissione Tiki Taka un giornalista napoletano ha risposto a tutti nello studio, tra cui il capo della Lega Salvini: “sono 160 anni che ci state rompendo i coglioni”. Condivido pienamente.
Ha detto anche che i napoletani sono esasperati, e tutte queste accuse non fanno che alimentare rabbia e odio contro lo Stato visto come oppressore.
08-05-2014
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LA SOLIDARIETA’
Un manager svizzero Roland Decovert di 49 anni che guidava la multinazionale Nestlè in Cina, dove quest’anno è stato premiato come “Businnesman cinese dell’anno” con un fatturato di 4 miliardi di euro e 55mila dipendenti, ha deciso di lasciare l’incarico per imbarcarsi per l’Africa con la sua famiglia su una nave ospedale per fare volontariato.
La nave ospedale “Africa Mercy” era un traghetto danese, fa parte dell’ONG “Mercy Ships”, vi lavorano a bordo pediatri, oncologi, chirurghi ed infermieri. Hanno curato due milioni e mezzo di persone in oltre 70 paesi, vi lavorano ogni anno 1600 volontari.
Lascia il suo attico di 500 metri quadrati a Pechino, per una cabina di 60 metri quadrati, oltretutto dovrà pagare l’affitto di 600 franchi al mese.
Ha motivato la sua scelta con il principio secondo cui “quello che ti viene dato dalla società puoi restituirlo attraverso il patrimonio che hai accumulato”.
Se tutti i manager o gli imprenditori di successo ragionassero così, ci sarebbe più giustizia sociale nel mondo, perché si ridistribuirebbe di nuovo la ricchezza accumulata da poche persone.
09-05-2014
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INFINITO…
Leggendo un appunto che avevo preso sull’universo e le sue distanze, mi è venuto in mente Albert Einstein, che una volta disse che le due cose erano infinite, la stupidità e l’universo, anche se sulla seconda aveva qualche dubbio.
La stupidità è infinita perché non c’è miglioramento e inoltre non riposa, è 24 ore al giorno in eternum.
L’universo ha delle distanze enormi, difficili anche da metabolizzare, perché hanno scoperto circa 100 miliardi di galassie.
La mostra galassia è la Via Lattea e la luce impiega 100mila anni per andare da un capo all’altro, percorrendo ogni anno 9500 miliardi di Km., distanze enormi.
La Via Lattea è composta a sua volta da centinaia di miliardi di stelle come il sole, la stella più vicina è Alfa Centauri. Che è a 40.850 miliardi di Km di distanza.
Con queste distanze, possiamo dire che noi siamo ancora all’età della pietra, non avendo percorso neanche lo spazio della nostra stella, conosciamo i pianeti con i telescopi, per adesso siamo andati sulla luna, il nostro satellite.
Fra cinque miliardi di anni la nostra stella collasserà e la terra sarà distrutta, pertanto dobbiamo trovarci per forza un altro pianeta intorno ai miliardi di stelle della galassia.
Deve essere affascinate studiare astrofisica, anche se di fronte a questa immensità possiamo definirci un piccolo formicaio.
Non c’è bisogno neanche di avere dubbi che non ci siano altre forme di vita nell’universo, non siamo soli, con buona pace della religione e degli scettici.
10-05-2014
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FINALMENTE
Il consigliere provinciale di Lecce Tonino Rosato ha scritto su un post pubblicato su Facebook: “sia tolta la scorta a Roberto Saviano”.
Gli strali della sinistra non si sono fatti attendere, come ogni volta che toccano una delle sue icone-fantoccio. Sono contento che ci sia un politico che dice quello che pensa ma credo che rispecchia il pensiero di milioni di persone, purtroppo la protezione di tutto l’apparato di sinistra con in testa la setta di Repubblica, lo preserva da ogni attacco e da ogni contraddittorio in TV in modo che nessuno gli possa dire la verità in faccia.
Quello che ha scritto Rosato è da leggere “sarebbe interessante computare quanto ci costa questo tizio, in raffronto a ciò che hanno ottenuto i suoi lavori. Ha scopiazzato altri e sul suo libro si è fatto un film. I sinistrati dicono che grazie a lui parecchi intrighi di mafia sono emersi, i “tecnici” dicono che ha solo guadagnato soldi, mentre i maliziosi osano che sia soltanto un furbo senza gratitudine. Sono anni ormai che gode di una scorta a spese dello Stato, in un momento dove i paesi morti “uccidono” la società. Anzitutto quelli che pretendono di curarla e finiscono per diventare parte cospicua della malattia.
In risposta ad una presa di posizione di Saviano sulle forze dell’ordine: “E’ immorale e indecente colpire gli uomini delle forze dell’ordine”, Rosato ha proseguito, non capisco perché non gli levano la scorta.
Che abbia scopiazzato nel libro di Gomorra è un fatto accertato con sentenza di un tribunale, condannato anche a risarcire i furti di interi scritti inseriti nel suo libro.
Il suo secondo libro è un insieme di informazioni che le varie DDA gli hanno passato sotto banco, alla fine niente di suo è stato creato dal suo cervello.
Ha reso Scampia agli occhi del mondo una sorta di favelas. Sono convinto che se andasse in giro per Napoli o Caserta neanche lo guarderebbero. La scorta gli serve per essere personaggio, uno status symbol, senza non sarebbe più nessuno, a parte per Fabio Fazio.
11-05-2014
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LE SORPRESE BOTANICHE
Non si finisce mai di sapere dei tesori di questo paese, ogni tanto ne scopro qualcuno che mi stupisce.
Mentre leggevo un quotidiano ho trovato una pagina intera che parlava della flora della Sicilia, con mia enorme meraviglia ci sono 300 specie di piante che nel mondo si trovano solo in questa regione.
In un territorio circoscritto come quello siciliano, si può pensare che ci siano alcune piante o arbusti che si trovano solo in questo luogo, ma mai pensare così tante specie uniche nel loro genere.
C’è l’abete dei Nebrodi che era stato dato per estinto nell’800 ma i pastori della zona lo avvistarono e oggi le piante sono sorvegliate speciali. Come la betulla che diversamente da quelle siberiane è diventata resistente non solo al freddo ma anche al caldo.
Come non si finisce mai di imparare così e lo stesso per la conoscenza.
12-05-2014
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SENZA VERGOGNA
Un signore scrive una lettera al quotidiano Repubblica per esporre un gesto che vede quotidianamente nei TG, quando fanno vedere gli arrestati mentre vengono fatti salire in macchina, c’è sempre un poliziotto o carabiniere che mette la mano in testa al fermato e con forza la spinge all’interno dell’auto, non ne ha mai capito la ragione.
Mentre vedeva l’arresto dell’ex ministro Scajola, quando è salito in auto gli hanno risparmiato il gesto della mano in testa. Il signore gli chiedeva ironicamente se l’agente della DIA era di animo sensibile. O forse sarà stato l’impeccabile abito blu.
Se questo gesto non è contemplato in nessun regolamento perché non risparmiarlo a tutti? La sua considerazione è corretta e giusta.
Il giorno dopo risponde alla lettera il signor Alessandro Loppi, facilmente un poliziotto o un carabiniere, che spiega il motivo di quel gesto. Gli si mette la mano in testa per proteggerlo affinché non sbatta la testa. Banale premura aggiunge. Non averlo fatto a Scajola paradossalmente è stata una negligenza. A questo signore dovrebbero dare il Nobel per la gentilezza, sic.
Questa risposta dimostra tutta la tracotanza di questi soggetti; il G8 di Genova nel 2001 non è stato l’apice ma l’inizio di un modo di vedere e di comportarsi delle varie polizie.
Questo signore crede che i cittadini abbiano l’anello al naso e non capiscano che quel gesto è solo un’inutile umiliazione tipica degli stati di polizia.
Mi auguro che il reato di tortura faccia finire queste arroganze dentro e fuori le caserme delle varie polizie.
13-05-2014
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TANGENTOPOLI…QUOTIDIANA
Con gli arresti per l’Expo di Milano, tanti a dire che è tangentopoli bis; Di Pietro subito a metterci il suo carico da dieci, dimenticando le sue ruberie.
Primo Greganti, il famoso compagno G, che coordinava gli appalti e le tangenti del PDS del 1992 e oggi si chiama PD, ma non è cambiato niente, oggi lo chiamano mediatore per indirizzare gli appalti verso le cooperative rosse.
Ma, a prescindere Greganti e Frigerio (coordinava le tangenti per la democrazia cristiana nel 1992), quello che non dicono i media è che negli ultimi vent’anni niente è cambiato, anzi è peggiorato perché se una volta la maggioranza delle tangenti erano per il partito, oggi si sono invertite le parti e prevale l’arricchimento personale.
Tutto ciò è stato possibile perché hanno alzato una cortina fumogena con la scusa della lotta alla mafia, e hanno potuto continuare quotidianamente a rubare impunemente, cosa che continuano ancora, ritenendo che gli arresti sono incidenti di percorso.
Immagino se fosse successo a Napoli, Palermo o Reggio Calabria, si sprecavano i collegamenti con una delle mafia, e le accuse che nel Meridione non si può fare niente.
14-05-2014
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ELIMINATO IL MEDICO FINITA LA PACE
Avendo fatto fuori Berlusconi dopo tanti anni di persecuzione giudiziaria, perso il nemico comune che li teneva uniti, ora iniziano a scannarsi tra di loro e saltano fuori le magagne.
La procura di Milano, con l’eliminazione politica di Berlusconi ha perso il punto di riferimento dove usare tutta l’artiglieria, ora iniziano a farsi guerra tra di loro ed escono fuori gli abusi che hanno commesso.
Il vice capo procuratore accusa il capo procuratore che è un dittatore e che ha dato procedimenti alla Boccassini in violazione delle norme.
Il capo procuratore accusa il vice di aver ostacolato indagini, etc.. Lui risponde che sono menzogne.
La Boccassini strepita che era sua competenza perché il procedimento di Berlusconi aveva attraversato una sua indagine.
Sono intervenuti altri magistrati a favore di uno o dell’altro.
Tutti e tre si sono appellati al CSM, che condannerà il più debole, che è il vice capo procuratore, oppure calmata la bufera, farà risultare che è un nulla di fatto. Tra di loro alla fine trovano sempre un accordo che soddisfi le parti, il CSM sta lì per questo.
Ormai la magistratura e principalmente le procure, sono diventati una casta talmente potente che nessuno osa contrastarli.
In tanti si augurano che Renzi, tra le tante riforme, faccia anche quella della magistratura.
15-05-2014
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LE SORPRESE PAPALI
Ormai con questo Papa non mi meraviglio più di niente, ha dichiarato che i sacramenti devono essere dati a tutti, anche ai marziani: “chi siamo noi per chiudere le porte dello Spirito Santo?”.
Lo Spirito Santo è quello che fa andare la Chiesa più avanti oltre i limiti.
Ha tuonato contro i preti affaristi, orgogliosi e vanitosi, che fanno le cose solamente per soldi e interesse.
Ha aggiunto che è un’enorme sofferenza, quando si chiama una parrocchia e risponde la segreteria telefonica, come si può essere al servizio del popolo, senza neanche sentirlo?
Sullo stesso tema mi ha scritto Carmelo Musumeci, informandomi che nell’occasione della beatificazione di Don Oreste Benzi, che si svolge a Roma il 29 novembre 2014, il Papa l’ha invitato per un’udienza privata. Credo che sia la prima volta nella storia.
Ogni giorno si pronuncia su argomenti che erano decenni che i cattolici aspettavano un Papa che lo facesse, pertanto onore a questo Papa che sta scardinando tanti tabù.
L’unico problema è che la Curia, insieme al gruppo conservatore della Chiesa, non gli sta facilitando le cose, speriamo che il rallentamento da loro operato non sia una strategia nell’attesa che muoia, essendo che fra qualche anno arriverà agli ottant’anni.
16-05-2014
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OMBRE…ENERGETICHE
Ci sono cose che diventano fumose con l’aiuto dei media, quando ciò accade significa che i poteri di qualche casta sta facendo affari…poco puliti.
Leggo su una rivista che in Italia la potenza installata di energia elettrica è di 130mila MW, la maggiore richiesta di energia non supera i 55mila KW, la richiesta ordinaria di energia non supera le 40mila MW, la potenza installata di energia rinnovabile è di 25mila MW.
Se questi numeri sono esatti, essendo che mi attengo a quello che leggo e non posso verificare, c’è qualcosa di poco pulito, perché ci sono un surplus di centrali che producono quasi tre volte l’energia che si consuma, per quale motivo? Chi sono i beneficiari? De Benedetti a Savona ha tenuto fino a qualche mese fa una centrale a carbone che ha ucciso più di cento persone con l’inquinamento.
Come lui ce ne saranno tanti, perché l’ENI deve vendere gas e petrolio e tenere in piedi la ragnatela di amici che da parassiti vivono sulle spalle del paese e gli garantiscono l’impunità.
Se le rinnovabili sono diventate oltre il 50% nella produzione di energie, perché non si fa lo sforzo di arrivare al 100% in modo di affrancare l’Italia dagli idrocarburi? Anche perché sarebbe tutto pagato dai cittadini nella loro bolletta, cosa che succede anche adesso.
La corruzione non si riduce alla mazzetta, ma a tenere in piedi mastodontici apparato obsoleti, affinché sempre la stessa area di soggetti si arricchisce e uccide sulle spalle della popolazione.
17-05-2014
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IL PASSATO RITORNA SEMPRE
Leggo un articolo che parla di un referendum in un paese della Spagna per cambiare il nome, il motivo è che hanno un nome brutto o barbaro, si chiama Matajudìos “uccidi gli ebrei”, fu ribattezzato così durante l’inquisizione.
Durante il regno di Ferdinando II il cattolico e Isabella I di Castiglia fu instaurato il terrore con l’inquisizione, il più famoso inquisitore fu Tomàs De Torquemada, che fece calare l’oscurità su tutta la Spagna, oggi la chiameremmo pulizia etnica, in quel caso fu religiosa, gli ebrei e i musulmani che non si convertirono dovettero fuggire ma a migliaia furono torturati e bruciati nei roghi di piazza. Una pagina nera della storia cristiana.
Fa bene il sindaco di questo paese a indire un referendum per cambiare un nome che si può definire infame senza esagerare.
Anche in Italia abbiamo un paese in provincia di Barletta-Andria-Trani, che oggi si chiama Margherita di Savoia, ma che fino all’inizio del 900 si chiamava Salina, fu cambiato perché un cuoco con un coltellino attentò alla vita di Vittorio Emanuele di Savoia. Lui lo fecero impazzire nelle carceri, e dietro intercessione di un parlamentare dopo 30 anni passò gli ultimi 2 anni in manicomio, mentre la madre e la sorella dello sventurato furono rinchiuse in manicomio fino alla loro morte, la loro casa rasa al suolo. I Savoia non avevano niente da invidiare alla ferocia di Torquemada.
18-05-2014
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LA CORRUZIONE CANCRO DEL PAESE
Leggo una lettera scritta da un signore di Reggio Emilia, Giuseppe Carbone, lui afferma che la mamma di tutta la corruzione sono gli appalti pubblici e che la migliore soluzione per interrompere questo marcio purulento bisognerebbe fare le estrazioni per gli appalti.
Credo che ci sia un fondo di verità, anche se ci sono altre forme di corruzione, ma questa è una delle maggiori.
Anche con l’estrazione troverebbero come aggirare la cosa, ci sono tanti modi truffaldini, inoltre con l’aiuto della politica troverebbero il modo come superare ogni cosa.
Il grande inquisitore Di Pietro, quando fu nominato ministro dei lavori pubblici, si dimise subito poco dopo, senza spiegarne il motivo, a parte le solite chiacchiere in politichese.
Ci sono poche società che per diritto divino hanno tutti gli appalti importanti dello Stato, poi li passano in subappalti su subappalti. Tutto è alla luce del sole ma nessuno fa niente, perché tutte le caste ne traggono benefici con parcelle, consulenze, etc..
Ricordo che leggendo il libro “I peggiori 150 anni della nostra storia” – L’unificazione come origine del sottosviluppo del Sud, di Gennaro De Crescenzo, trovai delle cose in merito che sono attuali ancora oggi. Gli appalti venivano frazionati in tanti piccoli appalti, lavoravano centinaia di piccole ditte e non c’erano i cannibali che sfruttavano e corrompevano tutto e tutti come oggi con appalti miliardari.
C’è un passaggio del libro che merita di essere citato: “Eravamo in possesso dei migliori ordinamenti amministrativi, che fossero eccellenti e anche superiori ai francesi, lo hanno dimostrato parecchi nostri scrittori, né lo contrastano i francesi stessi.
Nessun ministro ebbe mai voce di ladro. I capi della tesoreria per decenni maneggiarono centinaia di milioni di ducati, nessuno rimase macchiato, ne tanto meno i molti amministratori delle provincie, usciti poveri morendo lasciavano alle famiglie solo una onorata povertà.
Comparandoli a quelli di oggi, non ce n’è uno che non esca arricchito, dai politici, ministri, amministratori, magistrati e tutta la burocrazia istituzionale.
19-05-2014
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GUERRA ALLE PIANTE
L’Unione Europea sta studiando come contrastare tante piante che stanno infestando l’Europa.
Per vari motivi vengono importate piante da altri continenti, con il tempo queste si dimostrano pericolose per la flora europea, perché prendono il sopravvento occupando i territori e distruggendo quella locale.
Alcune sono anche pericolose per la salute, addirittura ce n’è una che danneggia i monumenti e le tubature, un’altra toglie ossigeno ai fiumi facendo morire i pesci, e altre con fattori diversi.
Stanno mettendo in cantiere una black list per vietare dal 2015 l’importazione di qualsiasi tipo di piante che sia pericolosa per la flora del continente.
Credo che facciano bene, ma dovrebbero farlo anche con gli animai, perché ci sono quelli che hanno occupato il territorio della fauna originaria scacciando e uccidendo quella autoctona.
20-05-2014
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OGNI TANTO UNA BELLA NOTIZIA
Mi ha scritto Carmelo Musumeci informandomi che è stato declassificato e dalla sezione AS-1 è stato spostato nella sezione universitaria sempre del carcere di Padova.
Conosco quella sezione perché me l’ha descritta Bastiano circa due anni fa. Hanno tutte le agevolazioni, sono detenuti comuni “media sicurezza”.
Hanno anche accesso a internet controllato, si può dire che stanno come nelle carceri norvegesi “la pena consiste solo nella privazione della libertà”.
Sono felice per lui, lo merita come amico, come uomo e come compagno di lotta.
Pensare a lui e Bastiano insieme, mi viene in mente quando stavamo a Sulmona e la direttrice era la fu Armide Miserere (si suicidò), si era inventata la conta notturna, venivano a mezzanotte e alle sei del mattino, non si riusciva a dormire, ci mettemmo a battere alle due di notte, dopo una settimana fecero irruzione nella sezione e presero me, Carmelo e Bastiano e ci portarono alle celle, facilmente qualcuno ci indicò nei promotori della protesta. All’epoca ci ritenevano ribelli, facinorosi, istigatori, etc., sarebbe bello ritrovarci di nuovo tutti e tre.
Gli auguro tutto il bene che desidera.
21-05-2014

Vergona nel carcere di Sulmona- lettera di Raimondo Cuscusa

Mortes

Questa vicenda è assolutamente vergognosa.

Tramite la nostra Alessandra Lucini ci è giunta questa lettere di Cuscusa Raimondo, detenuto a Sulmona.
Lettera datata 31 luglio 2014

In questa lettera Raimondo denuncia qualcosa di assolutamente indegno relativo al comportamento dell’area sanitaria. Qualcosa che giustamente lui definisce “allucinante”:
Raimondo da un anno sta vivendo un incubo,

Giunto nel carcere di Sulmona ha cominciato ad avere forti dolori alla schiena. Il 2 luglio 2013 marcò visita medica, e fece presenti i dolori lancinanti che aveva alla schiena e ad entrambi i nervi sciatici. I medici di turno gli prescrissero una risonanza magnetica.
La risonanza magnetica venne effettuata presso l’ospedale Civile de L’Aquila. Da essa risultò un’ernia discale. Da subito Roberto palesò la volontà di sottoporsi ad un intervengo chirurgico. E per un anno non si è fatto nulla.
Dopodiché i giorni passavano e i dolori aumentavano. Per reggere Roberto ha dovuto chiedere punture di ogni tipo.
E’ arrivato alla situazione di essere quasi un vegetale, a non potere in bagno, né fare la doccia.

Proprio qualche notte prima di spedire questa lettera, la notte del 30 luglio, cercando in qualche modo di scendere per andare in bagno è caduto urtando lo zigomo destro sullo spigolo della tavola
A quel punto, dopo comunicazione delle guardie, viene il medico di turno. Medico che –dopo che Raimondo denunciava i suoi problemi da un anno- gli ha fatto domande quali si fanno ad un soggetto di cui non si sa nulla.
Raimondo comunque le spiega i suoi problemi, fa presente che è arrivato al punto di non potere più andare in bagno e di non riuscire a svolgere nessuna delle personali attività quotidiane. Quale è stata la geniale trovata della dottoressa? Fare in modo di attivarsi finalmente per spingere per una risoluzione reale della vicenda?

No..la dottoressa gli voleva mettere a disposizione la sedia a rotelle e un “pappagallo” per i bisogno.

Che splendido esempio di professionalità medica, di competenza, di rigore morale. Che meraviglioso esempio anche di … intelligenza ed empatia. Sono commosso da tante sublime altezza medica. Ippocrate, dopo qualche migliaio di anni, ancora si rivolta nella tomba a sentire queste storie.

Raimondo sta soffrendo le pene dell’inferno, ha bisogno di una urgente operazione.
Come lui stesso denuncia, “mi hanno fatto diventare una larva umana, un vegetale… mi hanno privato della dignità di essere e sentirmi ancora un uomo…niente non c’è verso che prendano soluzioni, costretto alla sofferenza!!!”.
L’hanno soltanto trattato da cavia farmacologica, imbottendolo di ogni sorta di antidolorifico e antinfiammatorio. Ormai è ridotto a un rottame. I suoi glutei sono ridotti ad “un ammasso fibrocistosico”. Non riesce più neanche a deambulare. E i medici si ostinano a non optare per un ricovero d’urgenza, con rischi, sempre maggiori, di un danno irreparabile.

Da quanto abbiamo capito, tutti a Sulmona sono a conoscenza di questa vicenda.
-L’area sanitaria al completo
-Il corpo penitenziario (Comandante, Ispettori, appuntati)
-Il Direttore Dott.ssa Luisa Pesante (che ha più volte ricevutole lettere e sollecitazioni da Raimondo)
-Il Magistrato di Sorveglianza

Noi, de Le Urla dal Silenzio, prendiamo questo caso sotto la nostra attenzione e diciamo subito una cosa a tutti i soggetti coinvolti, a cominciare dall’aria sanitaria.
Vi considereremo responsabili per qualunque cosa capiterà a Raimondo. Che sia un danno irreparabile, o che sia l’ennesima persona che morirà in carcere carcere, perché indegnamente non curata, perché lasciata sola in un mare di indifferenza e burocrazia.
Oggi pubblicamente vi diciamo, a futura memoria, che qualunque cosa accadrà, non si potrà dire che voi non potevate sapere. Qualunque cosa accadrà a questa persona, vi verrà chiesto conto della vostra responsabilità, sul piano morale e legale.

Ogni giorno che passa si rischiano conseguenze irreparabili. Se avete ancora coscienza morale, se siete ancora “uomini”, intervenite con estrema urgenza. Fate finalmente il vostro dovere.

Raimondo ormai oltre la stessa disperazione, scrive

“Chiedo soltanto aiuto per la mia salute, per la mia vita cara Sandra, e non meno di tutti quei compagni che a vario titolo si trovano nelle mie medesime condizioni, sì perchè il problema è di tutti…” Esigo cure mediche, eh sì, sono incazzato perchè la mia civiltà, il mio senso morale mi fa provare vergogna di essere e considerarmi uomo. Mi rivolgo alle autorità, alla politica,ai politici …volete fare qualcosa di sensibile che vada oltre la demagogia??? Diversamente vergognatevi, e muoio contento (perchè mi stanno ammazzando) di avervi detto ciò che penso e voi sicuramente non siete migliori di me, e di tante vite umane che come me stanno dall’altra parte del muro.”

Nel frattempo di ritornare su questa vicenda, vi lasciamo l’indirizzo della Direzione, in modo che possiate cominciare a inviare vostre lettere in merito alla questione. Nel qual caso, sulla parte della lettera riferita al destinatario scriverete:

ALL’ATTENZIONE DELLA

Dott.ssa Luisa Pesante

Via Lamaccio n. 2 – 67039 – Sulmona (L’Aquila)

Concludiamo esprimendo la nostra totale vicinanza a Raimonodo Cuscusa e a tutti coloro che vivono drammatiche e vergognose situazioni come la sua.

Di seguito la lettera che ci ha inviato Raimondo Cuscusa.

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SULMONA 31 LUGLIO 2014

 

Carissima Sandra,

chi ti scrive è un detenuto ristretto presso la casa circondariale di Sulmona, il mio nome è Cuscusa Raimondo e sono venuto a conoscenza dell’associazione in cui operi da un compagno detenuto (Vincenzo De Raco) che mi ha parlato di te e dell’impegno profuso per la causa e le condizioni disumane in cui versano molti detenuti come me negli istituti penitenziari del nostro paese…dico nostro, poichè nonostante tutto, nonostante provi vergogna di essere e sentirmi italiano, in fondo poi alla fine non posso fare a meno di ammettere che lo amo, sia il paese che la gente, poichè credo che ci siano anche tante buone e brave persone che non possono essere relegate generalizzate con chi (nonostante ricopra cariche istituzionali, o peggio ha prestato dei giuramenti affinchè il suo operato risulti sempre professionale, deontologico e morale, come la categoria dei medici) sotto mentite spoglie perbeniste e al di sopra della legalità; opera invece alla stregua di una vera e propria associazione per delinquere….

Cara Sandra, quello che sto cercando di dire (malgrado io con i miei trascorsi non possa considerarmi uno stinco di santo), e che qui, nell’istituto di Sulmona si rasenta l’allucinante, e quel che fa più male vedere è che è tutto alla luce del sole, avviene sotto gli occhi di tutti (ignari) ed è ottemperato anche da chi al contrario dovrebbe vigilare affinchè tutto avvenga nei limiti della legalità!!!

Ovviamente stiamo parlando di questioni sanitarie, per le quali da circa un anno sto vivendo un incubo dal quale non riesco a venire fuori, in nessun modo…ti premetto che sono stato assegnato qui, appunto, circa un anno fa e nonostante in passato avessi avuto lievi sintomi di problemi alla schiena, giunto qui ho iniziato a star male…

Giustamente, ignaro del piglio che sia i dottori, sia l’area sanitaria tutta, adottasse nei confronti dei problemi di salute, marcai visita medica il 2 luglio 2013 palesando così lancinanti dolori alla schiena e ad entrambi i nervi sciatici, al che i medici di quel turno nella semplicità più totale presdrissero una risonanza magnetica e dolorante tornai in cella…

Nel contempo passavano i giorni, e i dolori erano sempre più lancinanti e fu in quel periodo che dovetti iniziare a chiedere punture di ogni tipo, ogni giorno, fino al 29 ultimo scorso ininterrottamente …situazione umanamente impossibile soltanto ad immaginarlo, mi hanno fatto diventare un vegetale, sono arrivato a non poter andare al bagno, o fare la doccia, e ancora insistono a non prendere risoluzioni…tutti a vario titolo sono a conoscenza delle mie condizioni,, e fino a stanotte scorsa a cavallofra il 30 31 odierno all’una esatta quando sono sceso per andare in bagno, sono caduto urtando lo zigomo destro sullo spigolo della tavola…rumore…casino. L’appuntato che che accorre per sincerarsi di quanto fosse accaduto, spiegazioni e si comunica il tutto al medico di turno….il medico, in realtà una dottoressa, giunge vicino alla cella, e dopo un anno di lotte, lamentele, come se niente fosse, nella semplicità più assurda che chiedeva quali fossero i problemi… spiegatale la situazione e preso atto che ormai sono giunto ad un punto di non poter più andare in bagno, o semplicemente svolgere nessuno di quelle attività personali quotidiane voleva mettere a disposizione la sedia a rotelle (in cella entra la sedia e usiamo noi… siamo in due) e per i bisogni mi avrebbe fornito di un pappagallo….al che (e perdona anzi perdonate tutti la scurrilità) le ho risposto: “Sì così mangio , cago e piscio e dormo sul letto” ho spiegato ampiamente e gli stessi medici ne sono a conoscenza che ho bisogno di un tempestivo intervento chirurgico, poichè oltre a soffrire le pene dell’inferno, mi hanno fatto diventare una larva umana, un vegetale… mi hanno privato della dignità di essere e sentirmi ancora un uomo…niente non c’è verso che prendano soluzioni, costretto alla sofferenza!!!

Cioè proprio si sente e si ha la sensazione che ci sia una volontà ferrea di distruggerti fisicamente e psicologicamente…non a caso si sente vociferare nello stesso contesto sanitario, di un fantomatico T.M.I. (acronimo di: trattamento minimo indispensabile) da adottare nei confronti di detenuti bisognosi. cioè attenzioni vere solo per chi è in pericolo di vita e ciò implicherebbe sanzioni penali, per il resto manco a pensarlo!!!

Di fatto andando per ordine dopo che si è fatta la richiesta per la Risonanza Magnetica il 02 07 2013, la stessa mi fu espletata il 18 09 2014 presso l’ospedale Civile di L’Aquila, da questa mi fu riscontrata un ernia discale, per la quale a distanza di un anno non riesco a venirne fuori malgrado sin dal primo momento abbia palesato la volotà di sottopormi ad intervento neurochirurgico, proprio non si comprende la gravità della questione, mi si è tenuto per un intero anno sotto la somministrazione di ogni tipo di antidolorifico, antinfiammatorio e quant’altro, i glutei sono ormai ridotti a un ammasso fibrocistosico, non sono più in grado di deambulare per le più elementari necessità intimo igieniche quotidiane… ciò nonostante i medici si ostinano a non

optare per un ricovero d’urgenza, al fine di comprendere l’entità di un danno che man mano che passerà il tempo diverrà sempre più irreparabile.

Qui a Sulmona è in voga una barzelletta (è così che la considero) che vuole per forza di cose vederci considerati alla stregua dei cittadini al di fuori delle mura ..e personalmente ci starebbe …vorrei essere trattato alla stessa stregua… per i doveri ma non per i diritti, ma così non è e, se volessimo essere coerenti comprendo, noi detenuti tutti comprendiamo che in tempo di crisi bisogna essere più parsimoniosi e meno esosi, ma di fronte a una vita no, non si può essere trattati come i normali cittadini, i quali dinanzi ai tempi di una visita specialistica, un esame diagnostico, per quanto coerentemente si volesse pensare, i cittadini al di fuori delle mura hanno una possibilità di scelta, mentre noi qui siamo costretti a quell’unica alternativa, il sistema sanitario interno…ripeto, tutti sono a conoscenza di quanto accade; dall’area sanitaria al corpo penitenziario (Ispettori, comandante e appuntati tutti); nonchè il Direttore Dott.ssa Luisa Pesante alla quale più volte ho esposto le mie problematiche con lettere di sollecitazione e ad incontri visivi, fino ad arrivare al Magistrato di sorveglianza al quale personalmente ho inviato una serie di reclami caduti nel vuoto…tutti all’unisono agiscono nella più completa indifferenza, come se la cosa non riguardasse loro, o peggio che chi come me si trova e versa in condizioni di salute disastrate fingesse!!!

per far comprendere al meglio la questione (dopo tutte le lamentele e le suppliche per essere aiutato) in data 2 agosto 2014 il sottoscritto con grande sacrificio sì è trascinato alle docce della sezione (3 blu secondo piano) al che l’appuntato di turno in sezione, impietositosi chiese se si stava facendo qualcosa per trovare una soluzione, alla mia spiegazione non trovò parole. Il sottoscritto nella mattinata aveva chiesto di poter ottenere quantomeno un bastone per supportarsi nei piccoli movimenti che fanno parte delle attività igieniche e fisiologiche , ed essendo che alle 15,30 non aveva ancora ottenuto risposte, sollecitò l’appuntato in questione al fine di sapere se gli avessero mandato o no il bastone di sostegno… l’agente andò a telefonare e parlando con uno dei dottori gli fu risposto che “dovevo prenotarmi alla visita medica di lunedì 4 e fare formale richiesta aggiungendo che non c’era questa urgenza che l’agente palesava.

Quindi fermo restando che è prassi da parte delgi agenti passare ogni sera per raccogliere le richieste delle visite mediche, per poi non essere chiamati alle stesse.

A volte passano 20 giorni prima di essere chiamati alla visita, ma di fatto, al fronte di una situazione del genere il dottore in questione avrebbe dovuto quantomeno sincerarsi prima di esprimere un giudizio così nefasto, considerato poi che in questo modo ha fatto crdere all’agente ( e così al Direttore alo magistrato) che il sottoscritto stia simulando la sua patologia..

pare implicito che al fronte di tali prerogative, sia il corpo medico ad essere crefuto e non un detenuto, che dalla società è considerato un “poco di buono”in ogni sua manifestazione.

Il sottoscritto ha potuto appurare attraverso la ricezione di copia del suo diario clinico a partire da quando è giunto in istituto che nello stesso siano riportate le visite espletategli, in un modo stilato ad hoc, piccole omissioni o variazioni che possono cambiare il senso delle questioni reali…quindi gravi implicazioni penali; dove la considerazione finale è quella che: o i medici e tutto il corpo medico riescano a prendere tutti per i fondelli (Corpo Penitenziario. Direttore , Magistrato di Sorveglianza) questione che non assolve nessuno di questi a livello morale, o diversamente vi è in atto una volontà SUPERIORE, dettata e voluta dalle alte sfere col fine ultimo di distruggerci, ammazzarci nel modo più subdolo e vile, e questo è quanto succede nell’istituto di Sulmona.

Chiedo soltanto aiuto per la mia salute, per la mia vita cara Sandra, e non meno di tutti quei compagni che a vario titolo si trovano nelle mie medesime condizioni, sì perchè il problema è di tutti… un esempio stupido, in data o meglio nella prima decade di luglio. sul TGR3 passava la notizia che un detenuto eccellente della ndrangheda aveva alzato le mani ad uno di questi “signori medici… premetto che il detenuto in questione non era calabrese e che conoscendo il modus operandi dei sanitari sarà stato portato, istigato a quel tipo di reazione, ma il punto non è questo, bensì perchè far passare la notizia in quel modo proprio a cavallo di giorni in cui si era bombardati dalla notizia dei fatti di (paese che non capisco) la processione e quant’altro?? pare come se questo assolvesse i medici . la direzione sanitaria, anzi come se loro fossero la parte lesa da santificare, e il detenuto che pur non conoscendolo e pur non sapendo le sue problematiche, avrà avuto le sue buone ragioni per reagire il quel modo certamente discutibile , ma che al fronte dell’incolumità della sua sorte ha dovuto farlo!!!

Quindi la domanda è questa,” perchè tanta demagogia al fronte di questioni serie come la salvaguardia della vita… peerchè un detenuto per forza di cose, per ottenere i suoi sacrosanti diritti sanciti dalla Costituzione, come cittadino, e dall’Ord. Pen. per l’acquisito status da detenuto, deve contravvenire alle regole, perchè l’Istituzioone che ci tiene in custodia con l’intento di rieducare “recuperarci” alla fine si spende negli stessi e identici modi per cui io sto espiando la condanna? Dove sono le logiche di tutto questo che noi detenuti subiamo”

E’ mai possibile che nessuno, il popolo, non si rendano conto di quello che accae negli Istituti di pena, e che sono proprio queste le questioni che rendono le persone incattivite, tolgono ogni speranza di ravvedimento, poichè ci s’installano dosi massicce di cattiveria e veleno quotidiani tali da generare dei mostri da perseguitare (Lo stato) eroicamente a paladino del popolo.

Personalmente e consapevolmente posso dire con certezza che se dovessi essere valutato dal giudice di Sorveglianza s’esprimerebbe nei confronti del sottoscritto nel modo più negativo, per esso sono “un soggetto irrecuperabile” e tanti come me lo sono…e sono sempre e solo queste le motivazioni che fanno me e tanti come me soggetti irrecuperabili, e il Signor Giudice sarebbe bene che si mettessse una mano sulla coscienza, ricordando i veri concetti suddividono bene e male, cioè, ciò che lo ha spinto ad essere, e a ricoprire l’alta carica che ricopre, la grossa responsabilità che ha nelle mani, poichè esso certamente non ha acquisito lo status di Bene Supremo, ed io per quanto abbia potuto sbagliare (avendo fatto una rivisitazione critica sui miei trascorsi) non sono il MALE ASSOLUTO… io non voglio essere il MOSTRO DI NESSUNO, sono un uomo come tutti, soggetto a responsabilità (sto espiando la mia pena) ma ad altrettanti diritti..

Esigo cure mediche, eh sì, sono incazzato perchè la mia civiltà, il mio senso morale mi fa provare vergogna di essere e considerarmi uomo. Mi rivolgo alle autorità, alla politica,ai politici …volete fare qualcosa di sensibile che vada oltre la demagogia???

Diversamente vergognatevi, e muoio contento (perchè mi stanno ammazzando) di avervi detto ciò che penso e voi sicuramente non siete migliori di me, e di tante vite umane che come me stanno dall’altra parte del muro.

 

Nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, e delle lucidità più cruda

il detenuto

Cuscusa Raimondo

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