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23
mag
13

L’altra riva della notte… di Ridha Chtorou

mistic

Ridha Chtorou…

Sapete non saprei davvero parlarvi di lui.. perché ci vorrebbero troppe parole.. e forse, forse alla fin fine non so veramente nulla di lui.

Il suo primo testo che pubblicai risale a più di tre anni fa, agli albori del Blog.. 9 settembre 2009 (vai al link.. http://urladalsilenzio.wordpress.com/2009/09/09/lamore-trovera-la-strada/). Quel testo non me lo aveva inviato Ridha, ancora non ci eravamo mai scritti. Ma lo avevo trovato in una rivista, e ne venni folgorato.

Sapevo solo che questo Ridha Chtorou era detenuto a Sollicciano e che era di origini straniere.

Poi gli scrissi e ci fu una corrispondenza. Dopo qualche anno fu scarcerato dal carcere di Sollicciano, e poi fu di  nuovo riportato in galera -sempre a Sollicciano- prima di essere, in data recentissima, scarcerato un’altra volta.

Di dettagli sulla sua vita ne so pochissimi. Non saprei neanche dirvi se Ridha Chtorou è il suo vero nome o un nome d’arte.

In carcere ha vissuto momenti interiori radicali, che potremmo definire.. mistici. Alcune sue poesie risuonano di questa tensione di un’anima che ha conosciuto notti oscure e catarsi.. tanto che spesso l’ho definito “un mistico vestito da carcerato”.

Dopo questa sua recentissima liberazione.. ci ha inviato due poesie.. oggi ne pubblico una.

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L’ALTRA RIVA DELLA NOTTE

ti era vietato di udire 
nei battiti d’un cuore paziente
la formula nascosta 
della tua stessa vita
ti era vietato di fare si
che vento e pioggerella, siano cortesi
con un illusione, resa fantasma
del taglio con la falce della luna 
ti era vietato guardare della fogna
una probabile visione del mondo
forse la ribellione sta nel guardare una rosa 
finché gli occhi non siano consumati
ora s’è fatta l’ora dell’oracolo 
che smuove menti e cuori, col suo culto
che tremuta l’insulto reso alla dea
in una musica amica, d’armonia e d’amore 
te specie di spoglia, col fiato sospeso
ascolta il sibiglia dei venti d’amore
un canto che brucia dentro come il fuoco
ch’illumina le lume
per gli eredi del verde futuro
non dire ciò che è, ma ciò che sente
non l’essere, ma solo il diventare 
esprime il canto col patire
istante reale, che creano la vita
ferma il declino del verbo amare 
confinato nel regno del ricordo
disegna il moto e fanne nuovo il canto
che trapassa il verbo nell’andare al cuore rinato
E ADESSO ANDATE
sull’altra riva della notte
ove l’amore è possibile
ove la solitudine non è più sola
ove penetri nel profondo paradiso
e con un energica mano
scrolla il cuore dell’anima e SPLENDE ./.

 

22
mag
13

L’inizio dell’internamento dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna.

astrattos

Pubblico oggi un interessante testo della nostra Maria Chiara Sicari, su una questione che non è di dettaglio,  e che investe anche, ma non solo, il piano simbolo del senso del’opera degli assistenti sociali penitenziari.

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L’inizio dell’internamento dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna


È iniziato. In Sicilia, precisamente l’Uepe di Messina, sta per essere internato nella Casa Circondariale di Gazzi.
Gli uffici Epe sono preposti al reinserimento del condannato nella società attraverso le misure alternative al carcere.
Statistiche riportano che il 18% dei soggetti che sono stati ammessi all’esecuzione penale esterna torna a delinquere e, in opposizione, al 79% di coloro che hanno scontato tutta la condanna dentro le mura dei penitenziari.
Gli operatori degli Uepe, cioè gli assistenti sociali penitenziari, hanno il compito di occuparsi “dell’esterno”, di tutto quello che ruota attorno al soggetto e al terzo settore per la messa in rete nel percorso di reinserimento del condannato.
Il significato degli Uepe , se internati, verrà inevitabilmente a cambiare.
Alcuni anni fa si iniziò con la sostituzione del nome: da CSSA – Centro Servizio Sociale Adulti – a UEPE perdendo, così, il valore della parola “Sociale” all’interno di un Servizio preposto a questo.
Accompagnare il condannato in un percorso di reinserimento è possibile solo se viene svolto completamente fuori e lontano dall’istituzione carceraria che lo ha privato, per un periodo, della libertà e della possibilità di scelta (quale elemento essenziale per la vita “esterna”).
Le misure alternative costituiscono una prospettiva di uscita per il soggetto recluso e, un totale sconto della pena in regime extramurario per quelle persone condannate che non varcano il carcere.
Anche se la futura ubicazione dell’Uepe di Messina sarà “fuori le mura di cinta”, è comunque vicino all’istituzione della reclusione. Il reinserimento si svolge fuori, non dentro l’istituzione totale, quale il carcere.
Il settore penitenziario e della giustizia penale è completamente immerso nei disagi della società: l’unicità della persona, la dignità, le problematiche familiari, alloggiative, lavorative e, anche, in materia di sicurezza sociale.
Bisogna concedere più misure alternative, in particolar modo l’affidamento in prova al servizio sociale, in assoluto la migliore per il reinserimento in società attraverso un percorso dominato dall’attività lavorativa e dal “riallaccio” dei legami familiari e sociali con il sostegno degli operatori penitenziari esterni.
Il valore degli Uepe è quello “dell’esterno” ed è importante mantenerlo tale, affinché il significato del reinserimento nel tessuto sociale resti letteralmente tale.

Maria Chiara Sicari

21
mag
13

Le figlie degli Uomini Ombra scrivono ai loro padri

Figlias

Oggi pubblichiamo qualcosa di delicato, intimo.

Le lettere di due figlie di due nostri cari amici…

Carmelo Musumeci.. da sempre la figura di riferimento degli ergastolani, in Italia.. detenuto a Padova.

E Giovanni Zito, da poco trasferito anche lui a Padova.

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Quando sua figlia lo andava a trovare in carcere e la abbracciava gli rimaneva l’odore del suo amore per alcuni giorni. (Fonte: “Gli Uomini Ombra” di Carmelo Musumeci, Gabrielli Editori).

Anche gli ergastolani, a volte, possono essere dei buoni padri. Queste due lettere lo possono dimostrare.

La storia di Adele e del suo papà.

C’era una volta, in un tempo lontano, un giovane ragazzo dall’amore profano. Bello, alto e aitante. Aveva gli occhi dallo sguardo affascinante. Bello negli occhi e tenero nel cuore. Ben presto cambiò per  un enorme dolore. Nel tempo anteprima della sua gioventù, Dio gli diede una grande virtù, una bimba bellissima, con un destino crudele, crescere senza il babbo, si chiamava “Adele”. E così iniziò un cammino impetuoso, pieno di ostacoli e molto affannoso sia per la piccola che il povero papà, che vedeva la sua bimba sempre più in là. Il tempo passa, il giovane diventa uomo, senza una meta, restando da solo. Più volte seppe amare, ma furono amori che lo fecero dannare! Pensava spesso alla sua bambina… “Chissà com’è? Non è più piccina… Ora è una donna con una famiglia. Chissà se mi accoglie ancora mia figlia???”. Pensò l’uomo. Ma la bimba, ormai donna, accettò l’uomo con la sua condanna. Gli presenta i nipoti e parla loro di giorni felici. Ora il ragazzo, ormai nonno, legge le fiabe, a volte un racconto… Parlano di un uomo che nella sua vita ha visto di tutto e non pensa sia finita, l’infanzia della figlia di cui non ha goduto, ai nipoti si presenta a cuor nudo! Pentito del tempo che le fu strappato via, impara che da lontano si può ancor volare via!!!

Ti bacio il cuore, tua figlia Adele.

Caro papà,

lo so, è una vita che non ti scrivo, ma ogni volta che inizio una lettera per te non riesco mai a finirla perché mi viene troppo da piangere… questo non vuol dire che non ti penso perché mi manchi veramente tantissimo. Vorrei solo che tu sapessi che io non mi ritengo una ragazza sfortunata, ma anzi sono veramente felice di avere un padre come te perché non mi hai mai fatto mancare niente di cui avevo bisogno e mi hai sempre fatto sentire tanto amata. L’unico motivo che mi fa stare male è il sapere che tu stai male perché non posso accettare che una persona meravigliosa come te debba passare tutta la sua vita in carcere. Ho passato gli ultimi anni della mia vita sperando di trovare qualcosa sul tuo passato per sapere chi sei realmente, ma quando casualmente ho trovato tutto, non ho letto quasi niente, perché mi sono resa conto che sono l’unica che ti conosceva realmente per quello che sei, e non m’importa di tutti gli errori che hai commesso in passato, perché non cambiano la persona speciale che sei. Sono tanta fiera di te e non mi sono mai vergognata di avere il papà in carcere, ma e qualcuno non lo dico è solo perché non vorrei mai che ti giudicassero senza prima conoscerti. Tu e la mamma siete dei genitori fantastici e se oggi sono quello che sono lo devo sicuramente a voi, ma se mi sono laureata lo devo solo a te perché sei tu che mi hai dato la forza di studiare, con il tuo sogno di avere una figlia all’università.

Ti amo, tua figlia Barbara.

I papà ombra, Giovanni Zito e Carmelo Musumeci

Carcere Padova maggio 2013

20
mag
13

Mia amatissima moglie… di Antonio Capasso

Cuore

L’11 marzo abbiamo conosciuto un nuovo amico del Blog, Antonio Capasso detenuto a Nuoro (vai al link.. http://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/03/11/un-nuovo-amico-ci-scrive-antonio-capasso/).

Oggi pubblico tre sue brani pieni di sentimento dedicati alla moglie.

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19  MAGGIO 2013

BUON COMPLEANNO AMORE MIO!

Mia amatissima moglie adorata: 

Quando al calar del giorno la notte prenderà l posto del dì e le miglie e miglie di stelle brilleranno nel firmamento, mi aggrapperò con forza alla luce di una delle tante e, salito al cielo tra gli spazi infiniti e senza tempo dell’universo, ti scriverò: “Amore mio, ti amo e ti amerò per sempre!”. La serenità e l’amorevolezza che ti hanno così accompagnata finora, siano sempre- sempre più grandiose! Oggi compi gli anni, e a guardarti, giovincella mia cara, non si direbbe… sei una donna super straordinaria… meravigliosa, non oso immaginare una vita senza te! Auguri di buon compleanno, tesoro e amore mio di moglie!

Con immutabile amore, tuo sempre affimatissimo marito.

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BUON ONOMASTICO TESORO MIO!

Amore mio di moglie amata:

Non potrei condividere con te questo giorno speciale del tuo onomastico, ma sappi però che ti sarò comunque vicino con il cuore… non riesco a trovare le parole in questo momento , quelle giuste, per esprimere tutto quello che rappresenti per me nella vita; sei una dolcissima presenza che riempie le mie giornate, questo sei per me.. Sei preziosa e insostituibile. Sei per me molto importante, lo sai! Sei ciò che di più bello mi potesse donare; grazie per tutto quello che fai per me, e non per me soltanto, sacrificamente…! Ci meritiamo l’amorevole eternità, perché i nostri cuori si amano all’unisono.. Con te trascorro istanti di armonia e felicità. Ad ogni momento  imparo ad essere più che riconoscente e grato. Sono l’uomo più felice del mondo, perché ho te al mio fianco che mi ami e mi coccoli con il tuo amore… sono super orgoglioso e fiero di averti sposato. Grazie… grazie ancora per il tuo amore, per la tua pazienza e la tua complicità affettiva che costantemente e sempre mi manifesti! Pertanto nel giorno del tuo onomastico, è con grande gaiezza e delizia che ti elogio amorevoli auguroni accompagnato da un regalo colmo d’amore e fierezza! Ti amo da vivere. Buon onomastico tesoro mio!

Con tutta l’autorevolezza che posso, tuo adorato marito.

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MESSAGGIO D’AMORE PER LA MIA ADORATA!

IL CUORE MIO ALLA MIA CARA MOGLIE:

Non devo aspettare “San Valentino – festa degli innamorati” per dirti che ti amo più della mia stessa vita! Se è vero che l’amore è fonte di ogni felicità, l’amore che ho per e mi ha reso l’uomo più felice del mondo. Il 14 febbraio è ancora lontano, ma non così lontano da non dichiararti che sei l’unica donna che avrà sempre un posto di primo piano nella mia vita. E’ impossibile esprimere con la penna tutto l’amore che provo per te. Spero comunque, faccia parte delle tue sensazioni più profonde! Perdonami se non sono sempre quello che tu vorresti. Una cosa però è certa… “sono profondamente innamorato di te!”. Anche il mare diventa una goccia se lo paragono all’amore che provo per te. Mi manca il tuo camminare sicuro al mio fianco. Mi mancano il tuo viso angelico, le tue mani di fata, gli occhi bellissimi. Mi manca quel lieve sorriso  che mi infonde serenità. Ogni cosa che mi circonda mi parla di te. Spero che per “San Valentino” tornerai a prendere quel mio pensiero d’amore che già ti ho comprato da tempo! Non preoccuparti, il mio amore per te non è il capriccio di un momento, bensì la sicurezza di avere trovato una persona che mi farà felice per la vita! Sento già che il tuo amore sarà la coperta che riscalderà il mio inverno e la mia gaiezza che rallegrerà la mia estate. Già da ora ti auguro “buon San Valentino”, amore mio di moglie adorata! Un baciottolone calorosissimo! Te lo meriti davvero! 

Con profonda gratitudine e perenne amorosità, tuo offimo caro marito.

Tonino Capasso

19
mag
13

Adesioni a “10 minuti per la libertà”- carcere di Fossombrone

palis

Il 20 aprile ho dato per la prima volta notizia della campagna “dieci minuti per la libertà” (http://urladalsilenzio.wordpress.com/2013/04/20/iniziativa-10-minuti-per-la-liberta/).

Questa iniziativa è stata ideata dai nostri amici detenuti del carcere di Catanzaro.

Prenderà il via dal primo settembre 2013.

I detenuti che aderiranno si impegneranno a mettere in atto una sosta di 10 minuti alle ore 11.00 di ogni giorno, in qualunque luogo del carcere si troveranno (passeggi, colloqui, attività lavorative, corridoi, ecc.), fino a quando non verrà modificato l’art. 4 bis OP che impedisce il reinserimento sociale anche di chi è meritevole e vanifica l’opera trattamentale degli operatori penitenziari, contribuendo a provocare sovraffollamento e recidiva.

Abbiamo iniziato a pubblicare, di volta in volta, le liste di detenuti aderenti che ci stanno giungendo dalle varie carceri.

Questa è la lista dei detenuti che ci è arrivata dal carcere Fossombrone.

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Eugenio Pesce

Antonio Villella

Francesco Gullì

Francesco Santolla

Antonino Ficaro

Paolo Milone

Luigi Visone

Valerio Tricarico

Francesco Cavaliere

Salvatore…. (cognome non comprensibile)

nome non comprensibile

Giuseppe Muologiu

Bruno Franzese

Salvatore Racise

Salvatore Riccio

Carlo Alberto Balesi

Angelo Pezzullo

Antonio Marigliano

Domenico Cianciaruso

Luigi Esposito

Enrico Bianco

Pietro Pianese

Roberto Micolosi

Rosario Russo

Salvatore Puglisi

Di Maio Fiorentino

Ciro Russo

Giovanni Giorgi 

Wang Huai Yue

Francesco Frizzero Francesco

Salvatore Frazzalari

nome non comprensibile

Orazio Restifo Pilato

Maurizio Consoli

nome non comprensibile

Fabiano Meneghetti

Carmelo Privisera

Marco Ciavarrella

Massimiliano Santaniello

Giuseppe Longuitano

Antonio Malacrino

nome non comprensibile

Vincenzo Minardi

Ernesto Deluca

Giuseppe Strambini

Ugo Antonio Rubno

Nicola Balzano

Pietro Di Pasquale

Francesco De Gregorio

Antonio Cementano

Giacinto Rotundo

Antonio Serio

Francesco Di Matteo.

Biagio Crisafulli

Antonio Tarantini 

Klodjan Ndoj

Massimiliano Margiotta Casanuci

Vincenzo Spezia

Mustafa Toney Mutaf

Antonio Cutelle

Andrea Russo

Antonio Tafuro

nome non comprensibile

Giuseppe Frisenda

Damiano Mazzoca

Pasquale Primavera

Carmelo Fiorentino

Francesco Trimboli

Mario Stramondo

Luigi Ingerito

Vito Casciola

Cosimo De Donatis

Rosario Dammagio

Pasquale Morabito

Alfredo Sperandio

Angelo Grazioso

 

 

 

 

 

 

 

 

18
mag
13

Diario di Pasquale De Feo- 22 febbraio – 21 marzo

diario11[1]

Pubblico oggi il Diario mensile di Pasquale De Feo per il mese di marzo.

Presto pubblicheremo anche quello di aprile.

Quello di Pasquale rappresenta uno dei momenti più preziosi di questo Blog.

Ogni mese trascrive, giorno per giorno, le sue emozioni, le sue impressioni, le sue indignazioni, le sue rabbie, le sue visioni, le sue malinconie, le sue curiosità, i suoi sogni; regalandoci così, mese per mese, un piccolo prezioso libro.

Oggi farò solo una citazione dal diario, prima di lasciarvi alla lettura integrale:

“Giuseppe Gullotta che ha trascorso 22 anni in carcere e un calvario di oltre 36 anni, per essere stato accusato degli omicidi di due carabinieri nella caserma di Alcamo Marina nel 1976. Assolto in via definitiva il 13 febbraio 2012 dalla Corte D’Appello di Reggio Calabria. Nel 1976 all’età di 18 anni, fu prelevato e torturato dai carabinieri per una notte intera, gli fecero confessare il reato, il giorno dopo ritrattò davanti ai Pm, ma come al solito non fu creduto. Nel 2007 dopo oltre 30 anni, il carabiniere Olino che aveva partecipato alle torture, confessò tutto, e il Gullotta ottenne la revisione e l’assoluzione nel 2012. Il suo avvocato ha chiesto un risarcimento di 69 milioni di euro e ha fatto ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per le torture subite dai carabinieri per costringerlo ad autoaccusarsi del reato che non aveva commesso. Il regista delle torture fu il colonnello Russo dei carabinieri, che da lì a qualche anno fu ucciso a Corleone, e per la sua morte furono accusati tre innocenti che trascorsero 22anni in carcere, scagionati da alcuni pentiti. Le tragedie hanno sempre un filo conduttore. Quello che è grave, è che nessuna procura ha aperto un’inchiesta, per questo motivo l’avvocato si è rivolto a Strasburgo, perché ritiene giustamente che le torture e il dolo dei giudici nel condannare Gullotta, sia stato un vero e proprio complotto. Gullotta è stato fortunato, perché crisi di coscienza come il carabiniere Olino sono rare, e di innocenti che marciscono in galera sono molti, come sono molti i Pm che fanno carriera su queste tragedie. (27  febbraio)”

Una storia emblematica dei vertici a cui può arrivare l’ingiustizia…

La trascrizione di questo Diario, come dei due precedenti, la dobbiamo a Marina, che sta preziosamente collaborando con l’Associazione e col Blog.

Vi lascio al Diario di Pasquale De Feo… mese di marzo.. carcere di Catanzaro.

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21-02-2013

Una decina di persone hanno fatto il giro della sezione, ho riconosciuto Alfonso Fabella, quello che da vice di Coselli quando era direttore del DAP, comandò il i GOM alla caserma di Balzaneto durante il G8 di Genova nel 2001, tristemente famosa nel mondo per le torture inflitte ai manifestanti per tutto il periodo del G8, la cosiddetta macelleria messicana, l’ha certificato anche la cassazione.

E’di qualche mese fa la notizia che i manifestanti di tutto il mondo hanno fatto ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per chiedere giustizia, essendo che in Italia vergognosamente non l’hanno avuta.

I GOM (Gruppo Operativo Mobile) fanno parte della polizia penitenziaria in servizio nei regimi di tortura del 41bis.

Credo che all’epoca per motivi di opportunità fu allontanato dal DAP, ora fa parte dell’ufficio ispettivo, così ho letto da qualche parte.

E’singolare che funzionari quando commettono reati per lo Stato, un posto dove collocarli lo si trova sempre. Lascio immaginare quale controllo potrà esercitare chi è stato uno dei fautori della macelleria messicana nella caserma di Bolzaneto al G8 di Genova nel 2001.

Poveri detenuti.La tutela dei loro diritti da chi deve essere esercitata.

Vederlo in sezione l’ho ritenuto una normale ispezione di routine, sono andati in tutte le sezioni.

Ieri sera a Rai 3 Tg regionale, danno la sua intervista in una scuola di Cosenza, dove era andato a pubblicizzare il suo libro.

Quando i fatti privati ”conciliano” con quelli pubblici, forse è meglio dire che i fatti pubblici e quelli privati diventano la stessa cosa, e poi in ogni occasione compare la parola legalità, vogliono passare per gli unici paladini della legalità, ma quella degli altri, loro sono al di sopra di tutto, hanno l’aureola dell’impunità per diritto divino.

A quelli come lui è permesso tutto perchè fanno parte dell’apparato della repressione.

 

22-02-2013

Non ricordo in quale canale ho ascoltato un’intervista di Bobo Craxi,il figlio di Bettino Craxi.

Ha detto una cosa che mi ha molto meravigliato,non avendola mai sentita dagli altri politici, credo perchè fedeli servitori dei padroni del Paese.

Ha detto ”Stiamo attenti perchè la ribellione degli altri paesi del medio oriente, la cosiddetta primavera araba, può succedere anche nel meridione d’Italia”.

Se nel sud avessimo qualche politico degno di questo nome, informerebbe la gente della schiavitù di cui siamo vittime senza saperlo, avendo nel tempo assuefatto la condizione di iloti.

Ribellarsi è l’unica strada, i colonizzatori non molleranno mai la presa, ogni volta che hanno paura usano lo stesso metodo, come quello delle bombe del 92-94, che gli ha consentito la creazione di un mastodontico apparato repressivo, con la scusa della lotta alla mafia. Questo sistema messo in piedi, fa buona guardia, e in caso di ribellione sono pronti per schiacciarle con le famigerate leggi emergenziali; d’altronde il genocidio nel sud non lo legalizzarono con la legge PICA? E’ democrazia questa?

 

23-02-2013

 

Un agente, che dal suo attegiamento evidenziava i suoi trascorsi passati e presenti, credo anche del futuro, di prestare servizio, nei regimi di tortura del 41bis. In occasione dell’applicazione di questo infame strumento medioevale a Davide Emmannello, ha sfoggiato tutta la retorica dogmatica del partito dell’antimafia, mi sembrava di sentire quelle persone imbevute di ideologie, nazionalismi, religione ecc.., macchine perfette del potere.

Gli ho spiegato che il regime di tortura del 41bis è internazionalmente riconosciuto come tortura, e gli agenti che ci fanno servizio sono costretti dallo stato a fare gli aguzzini, ha riconosciuto che effettivamente gli fanno fare un lavoro sporco che violenta la coscenza ed è contrario al senso umano della pena come stabilisce la Costituzione.

Lo stato ricompensa per invogliare gli agenti con regali vari sullo stipendio, sulla pensione e sulla scelta della sede dopo prestato questo servizio.

Poi ha parlato di stato e antistato, come una guerra, una sorta di crociata.

Gli ho spiegato che le persone delinquono per miseria, non avendo altre opportunità per guadagnare e la speranza di un’affermazione sociale con il benessere economico, nessuno lo fa per mettersi contro lo stato, non ce n’è motivo, non si guadagna e ci si può solo perdere in ogni senso.

Questa retorica è servita a creare un potere parallelo allo stato fino a condizionarlo con la scusa della lotta alla mafia, una sorta di P2, diventando nei fatti un vero antistato.

Su questo punto è rimasto fermo sulle sue posizioni, ma credo più per orgoglio. Mi auguro di averlo aiutato a riflettere.

L’errore delle persone è di non fermarsi a riflettere; quando si lasciano trasportare dalla corrente del fiume iniziano le barbarie.

 

24-02-2013

 

Emilio Quintieri del partito radicale dopo la sua visita insieme al Senatore Ferrero qui a Catanzaro, è stato arrestato, gli ho scritto questa cartolina al carcere di Cosenza per esternargli la mia solidarietà.

“Le procure speciali hanno fatto un’altra vittima, e sono migliaia ogni anno.

Persone come te che disturbano l’apparato della repressione, si devono aspettare anche queste azioni per metterli a tacere.

Lo stato colonialista dà carta bianca ai suoi ascari nella colonia meridionale.

Questo evento ti convincerà che di tre cose ha bisogno il meridione: libertà, parità dei diritti sociali ed economici e lo smantellamento dello stato di polizia che limita le libertà civili e il progresso.

La magistratura si adopera in funzione dei padroni del Paese per tenere a bada gli iloti dell’ex regno delle Due Sicilie.

Ti auguro di ritornare presto tra i tuoi cari, ma anche di essere eletto in Parlamento per continuare le battaglie di civiltà.

 

25-02-2013

 

I risultati delle elezioni sono evidenti, i partiti votati dai detenuti non sono passati sotto la scure del “porcellum”, una legge che poteva essere partorita solo dalla mente di Berlusconi e i leghisti.

L’unica nota lieta è che i grillini sono il primo partito del Paese ma non possono governare per via della legge elettorale, almeno senza di loro nessuno potrà prendere decisioni, già questo è un ottimo risultato.

Mi auguro che Grillo imporrà tutte le leggi che ha detto nei suoi comizi; dalla legge elettorale, quelle delle pensioni, il reddito di cittadinanza ecc., ma principalmente la trasparenza assoluta mettendo tutto in rete.

Sarà dura per i grillini, sono giovani e l’entusiasmo non gli manca.

 

26-02-2013

 

Giuseppe Gullotta che ha trascorso 22 anni in carcere e un calvario di oltre 36 anni, per essere stato accusato degli omicidi di due carabinieri nella caserma di Alcamo Marina nel 1976.

Assolto in via definitiva il 13 febbraio 2012 dalla Corte D’Appello di Reggio Calabria.

Nel 1976 all’età di 18 anni, fu prelevato e torturato dai carabinieri per una notte intera, gli fecero confessare il reato, il giorno dopo ritrattò davanti ai Pm, ma come al solito non fu creduto.

Nel 2007 dopo oltre 30 anni, il carabiniere Olino che aveva partecipato alle torture, confessò tutto, e il Gullotta ottenne la revisione e l’assoluzione nel 2012.

Il suo avvocato ha chiesto un risarcimento di 69 milioni di euro e ha fatto ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per le torture subite dai carabinieri per costringerlo ad autoaccusarsi del reato che non aveva commesso.

Il regista delle torture fu il colonnello Russo dei carabinieri, che da lì a qualche anno fu ucciso a Corleone, e per la sua morte furono accusati tre innocenti che trascorsero 22anni in carcere, scagionati da alcuni pentiti.

Le tragedie hanno sempre un filo conduttore. Quello che è grave, è che nessuna procura ha aperto un’inchiesta, per questo motivo l’avvocato si è rivolto a Strasburgo, perché ritiene giustamente che le torture e il dolo dei giudici nel condannare Gullotta, sia stato un vero e proprio complotto. Gullotta è stato fortunato, perché crisi di coscienza come il carabiniere Olino sono rare, e di innocenti che marciscono in galera sono molti, come sono molti i Pm che fanno carriera su queste tragedie.

 

27-02-2013

 

Il 22 febbraio avevo descritto la passeggiata di una decina di persone in sezione, avevo riconosciuto Alfonso Sabella, sbagliandomi avevo scritto che faceva parte dell’ufficio ispettivo del DAP, avevo sbagliato perché è un altro Pm antimafia.

Sabella è il direttore generale delle risorse, dei beni e dei servizi del DAP, un posto ancora più prestigioso. Mi viene naturale pensare che non vengono mai premiati i migliori ma i cattivi.

Lucia Castellano ex direttrice del carcere di Bollate, uno dei pochi fiori all’occhiello del Paese, non ha ricevuto nessuna promozione.

Invece tanti hanno fatto fulgide carriere essendo gli strumenti di una feroce repressione, qualcuno lo conosco anche di persona.

Il direttore che aprì il mattatoio del 41bis a Pianosa nel 1992, da molti anni è provveditorato regionale in Campania.

Il direttore di due lager, Caltanissetta prima e Ucciardone a Palermo dopo, oggi è provveditorato della regione Sicilia.

Tempo fa leggevo l’intervista di una direttrice rombo, che per i suoi meriti l’avevano mandata in Medio Oriente a insegnare la democrazia e la civiltà nelle carceri del luogo. Mi avevano raccontato i suoi metodi, pensai che al DAP non avevano di meglio da mandare a rappresentare il Paese all’estero.

Ce ne sono tanti di casi simili, ma la realtà è che il sistema è basato sulla crudeltà, che risale nel tempo, credo sia iniziato con l’unità di questo paese.

Come nelle dittature i funzionari che non si creano problemi nelle repressioni feroci scendendo a qualunque livello, viene premiata la fedeltà e la devozione con promozioni e regalie.

 

28-02-2013

 

I tg riportano la notizia che nella relazione della DNA c’è l’allarme per attentati eclatanti, tensioni sociali di piazza e il solito pericolo anarchico.

Mi vengono sempre in mente le parole di Craxi a marzo del 1992,a un mese da tangentopoli, “e ora scoppiano le bombe”. Lui conosceva bene il sistema.

Gattopardescamente in Italia tutto cambia per non cambiare niente.

I vari apparati della repressione, hanno preso il posto di quelli vecchi e agiscono con gli stessi metodi.

La gente soffre per la crisi economica e ha protestato votando Grillo, questo spaventa i padroni del Paese. Il sistema per difendere il potere ha un metodo collaudato “destabilizzare per stabilizzare”, con la repressione si alza una cartina fumogena per i latrocini più efferati.

Hanno già usato tutti gli interlocutori che conosciamo; chi sarà il prossimo strumento? Che poi sarà anche vittima sacrificale, uccisa o sepolta viva in qualche regime di tortura del 41bis.

 

 

1-03-2013

 

Su un articolo leggo che le truppe di sterminio naziste erano di tutti i paesi europei. Lo studioso inglese Cristopher Hole con il suo libro “I carnefici stranieri di Hitler”. L’Europa complice delle SS. Editore Garzanti.

Himmler riuscì a reclutare centinaia di migliaia di soldati non tedeschi nelle file delle Waffen – SS ; che accettavano di “uccidere e farsi uccidere” per il progetto di una nuova Europa delle SS.

Sul finire della guerra, venticinque divisioni su trentotto erano composti da non tedeschi, c’erano persino quindicimila musulmani bosniaci.

Provenivano da tutte le parti d’Europa; il Nord Europa, Francia,Italia,Olanda,Belgio ect., tra cui indiani, arabi,albanesi,croati,tagiki,uzbechi,ucraini,azeri e persino mongoli buddhisti.

La teoria dello studioso è che il genocidio attuato dai nazisti, non fu solo un fatto tedesco, ma fu un crimine europeo.

Nei campi di concentramento i carfici erano per la maggioranza stranieri, come scrive Daniel Goldhagen nel suo libro “I volontari carnefici di Hitler”.

Inoltre grandi massacri di ebrei furono commessi dalle milizie locali.

Un mito da sfatare è che le SS italiane erano relegate in secondo piano, invece furono parte attiva nella caccia e nello sterminio degli ebrei,

Il luogo comune “italiani brava gente” è una bufala storica.

La Norimberga dei criminali di guerra italiani, non c’è stata perché gli americani non avevano interesse a un processo del genere, perché avevano il pieno controllo e collaborazione del Paese, cosa che lo è ancora oggi.

 

2-03-2013

 

In Olanda hanno inventato la birra per i cani.

Capisco che per gli amanti degli animali e dei cani sono delle belle cose, è giusto che si pensi a loro, anche se non è naturale, essendo che la birra non è nella loro dieta. Il nostro mondo è squilibrato, perché metà del mondo muore di fame, mentre l’altra metà ha problemi per l’abbondanza di cibo, di sovrappeso e malattie contingenti. A questa parte del mondo che sopravvive più che vivere credo che pensano, mentre muoiono di fame, che l’altra metà del mondo inventa cazzate, invece di risolvere il problema della fame.

 

3-03-2013

 

Ieri sera mentre facevo zapping, mi stavo vedendo I Borgia su la 7, mi sono soffermato sul programma le Iene su italia uno, mostrava un servizio su impiegati di un Ministero, mi sembrava quello dello sviluppo economico, che come facchini portano su carrelli i pacchi di regali all’interno del ministero.

Il giornalista con telecamera faceva domande agli impiegati e gli stessi facevano vedere chi mandava i pacchi regalo per il ministro e il suo entourage, c’erano ditte di tutta Italia, dai petroli all’energia ecc…

Era una cosa vergognosa, fatta alla luce del sole, come se fosse la cosa più normale del mondo. Quello che è tragico è che questi signori fanno anche i moralisti sulla corruzione, invece si fanno corrompere sotto gli occhi di tutti.

Questo non riguarda solo i ministeri, ma tutte le istituzioni, nessuna esclusa, anche i magistrati.

Spesso sento dire dai politici, i vari savonarola e i Pm del partito antimafia che l’unico problema che affligge il Paese e ne frena lo sviluppo e la criminalità, questi signori mentono sapendo di mentire, perché se fosse così, tanti paesi che hanno tassi di criminalità da far apparire quella nostrana come le monellerie dei bambini, non dovrebbero essere l’èlite mondiale dell’economia e dello sviluppo Usa, Brasile, Cina, Russia ecc…

Solo la città di New York ha dieci volte il tasso di reati dell’Italia e ha solo 8 milioni di abitanti.

Il vero problema sono i politici che alimentano una corruzione che ci classifica dietro i paesi africani, e che coprono con la cartina fumogena della lotta alla criminalità.

I vari savonarola che buttano fumo negli occhi alla gente alimentando un clima di caccia alle streghe e di razzismo antimeridionale, per aver un posto al sole. E’ riconosciuto da tutto il mondo che in Italia non vengono a fare investimenti per colpa della magistratura, ma principalmente delle procure che ormai sono fuori controllo istituzionale.

Se penso che un ministro tedesco si è dimesso per aver copiato la tesi di laurea, comprendo quanto sia lontano da loro l’etica dei nostri politici.

 

4-03-2013

 

 

Avevo scritto una cartolina di solidarietà a Emilio Quintieri, oggi mi è arrivata una sua lettera.

Come avevo previsto, gli hanno fatto la macchinetta perché dava fastidio a qualcuno dell’apparato repressivo.

Hanno preso un drogato e lo hanno fatto accusare. Con tutto ciò ha preso 65.000 mila voti, solo che il partito non ha superato lo sbarramento del 4% e pertanto non è stato eletto.

Ne sarei stato felice se fosse diventato deputato, per due motivi, primo che sarebbe uscito di prigione, e secondo che poteva continuare in Parlamento a lottare per i diritti di tutti.

Mi racconta nella lettera che, il carcere di Paola (CS) è invivibile, ci sono restrizioni inverosimili.

Spesso capita che in piccoli carceri il direttore di turno si sente l’onnipotenza in persona, pertanto decide le disposizioni non secondo le leggi e i regolamenti ma secondo l’interpretazione del regalo.

Ho pensato a Davide Emmannello, nel luogo dove si trova, le restrizioni di cui parla Emilio sono cento volte tante.

Auguri a Emilio di ritornare presto dai suoi cari.

 

5-03-2013

 

Ho finito di leggere il libro “Il ritorno del principe”. – Criminalità, corruzione, mafia: Il potere in Italia – . Scritto da Saverio Lodato giornalista e Roberto Scorpinato promosso nelle settimane scorse procuratore capo di Palermo, edizione TEA (Tascabili degli editori associati).

Il libro merita di essere letto, fa una rappresentazione storica, politica, sociale, culturale e giudiziaria del Paese, molto intrigante, anche se da un certo punto di vista molto settario su alcuni punti dei temi citati.

Il primo pensiero che mi è venuto mentre leggevo è che si ritiene, in base ai processi e ai pentiti, che la criminalità o mafia sia estrazione sociale popolare, lui la chiama una bassa macelleria, perché dopo gli arresti li si continua a torturare nel 41bis e caricandoli di decine di mandati di cattura fittizi, pur sapendo che, come scrive, essi sono l’ala militare – INSTRUMENTUM – REGNI – del potere che nella metafora che usa chiama “Principe”. Contiene molti punti importanti ma anche luoghi comuni, ammissioni e falsificazioni storiche della favoletta risorgimentale, che anche lui come milioni di italiani hanno metabolizzato da generazioni, con la disinformazione e l’insegnamento della menzogna all’Unità D’Italia.

Ho tratto delle conferme o delle mie intuizioni, come quella sull’uccisione del generale Dalla Chiesa.

Ho appreso cose che non sapevo su Salvatore Giuliano; essendo un cultore della sua storia.

Anche se non ha scritto esplicitamente, si capisce benissimo che le stragi degli anni 1992 – 94, lui le attribuisce al “Principe”, e come avviene da 150 anni sono sempre e solo gli esecutori che pagano, il “Principe” non paga mai, anche quando succede che qualcuno fa i nomi; Gaspare Pisciotta cugino e braccio destro di Salvatore Giuliano, nel processo della strage di portella delle ginestre, fece tutti i nomi dei mandanti ai giornalisti presenti e alla Corte, nemmeno in quell’occasione successe niente, persino la Corte non volle far parte dello scandalo e riversò con un comunicato la vergogna sul Pm che non aveva aperto un’inchiesta, essendo titolare dell’obbligatorietà dell’azione penale, come sancisce la Costituzione.

Il “Principe” passò indenne anche con le accuse.

Una considerazione che ha fatto ed è sacrosanta, che dal 1860 ad oggi, in galera ci finiscono e ci rimangono, solo e sempre le estrazioni sociali più povere, usate dal “Principe” come ala militare.

Fa un paragone che avevo fatto anche io nell’ultimo racconto che ho scritto per un concorso letterario; la rappresentazione di Manzoni dell’Italia del seicento con i promessi sposi: i bravi, la chiesa, gli aristocratici, l’innominato ecc.., lo schema manzoniano è ancora oggi lo stesso adottato ai nostri tempi.

Il “Principe”, quando deve riaffermare il suo status e principalmente i privilegi finanziati da un sistema predatorio, usa la violenza in qualunque modo, usando i bravi necessari al bisogno.

La bassa macelleria è necessaria al gioco di potere, quando esauriscono la loro funzione, vengono abbandonati al loro destino, uccisi o sepolti vivi nelle carceri dalla forza bruta dello Stato.

Chi ci perde sempre e comunque è il cittadino senza potere e senza diritti, che non può scegliere per una vera politica alternativa, ma solo per un’alternativa di oligarchia al potere, con la supervisione del “Pricipe”.

Il “Principe” ha legalizzato l’interesse privato in atti d’ufficio, così ha quasi formalizzato la corruzione, il vero cancro del Paese che lo porta ad essere dietro i paesi africani, e per capire questa vergogna, sacrifica mandandoli al macello migliaia di persone, mostrificandole attraverso i media, in modo da continuare a predare lo stato impunemente, “i mostri sono i bravi”.

La malasanità figlia della malavita politica, conta più morti delle guerre di mafia, come in tanti altri campi, ma questi signori non vengono mostrificati.

Come in tanti, tra i poteri del Paese, dicono e lo scrive anche Scorpinato, che la criminalità ha un giro di affari di 120 miliardi di euro, Scorpinato scrive 90 miliardi; la corruzione sarebbe tra i 60/70 miliardi, ma la maggioranza dei miliardi di euro della corruzione sono destinati ad arricchire una piccola minoranza, viceversa quelli destinati alla criminalità, dove sono inseriti tutti i reati, dal contrabbando, alle falsificazioni, furti, rapine, spaccio di droghe ecc.., sono milioni di persone, ma non lo dicono perché dovrebbero spiegare come mai ci sono alcuni milioni di cittadini che per campare devono vivere nell’illegalità; si occulta e strumentalizza tutto ciò che è funzionale al “Principe”.

Questo giro di affari della criminalità somiglia all’allarme dei sindacati della polizia penitenziaria che lanciarono tempo fa: “la camorra ricicla i soldi nel carcere di Poggio reale a Napoli, circa 600mila euro al mese”. Una bufala, ma la gente sente la notizia e metabolizza il proclamo. Viceversa basta fare una semplice divisione e risulta che sono circa 200 euro a detenuto, una cifra modesta, che specialmente a Poggio Reale serve appena a sopravvivere. Tutto questo serve per occultare il vero marcio. Tempo fa lessi che in un paese in provincia di Vicenza, molto ricco e pieno di fabbriche di concerie, avevano evaso negli ultimi anni tasse per alcuni miliardi di euro. Quelli erano soldi reali, perché risultati dai registri dopo le verifiche, invece le cifre della criminalità sono campate in aria, del tutto fittizie senza nessun riscontro.

Tornando al libro c’è un passaggio molto singolare: “la mafia siciliana è nata come criminalità del “Principe”, cioè criminalità del potere. Ritiene che sia un incontro tra criminalità delle classi dirigenti e quelle delle classi popolari”.

Non c’è una critica ai magistrati, né nel periodo del genocidio savoiardo, né durante il fascismo e né nel dopoguerra, in queste epoche sono stati funzionali e complici del “Principe”.

Scrive che tutta la storia nazionale dall’Unità ad oggi è stata attraversata da un costante uso politico della violenza da parte del “Principe”, quale risorsa strategica palese o occulta nella contrattazione sociale.

Le stragi e gli omicidi eccellenti sono una costante, dai fasci siciliani nel 1893 – 94; la strage a colpi di cannone del generale Bava – Beccaris che ordinò la sanguinosa repressione delle manifestazioni contro il carovita nel 1898 a Milano, erano persone inermi, fu anche decorato dai Savoia; le quattromila morti, quarantamila bastonati, storpiati e feriti, ventimila esiliati e diecimila confinati, per mano fascista, e dopo la sua caduta con la fine della guerra, si parte da Partella della Ginestra, Piazza Fontana, Brescia, Italcus, fino a quelle del 1992 – 93. Deve avere l’occhio strabico che vede solo a sinistra, come se la popolazione non avesse un’unica identità di esseri umani e cittadini. Dimentica il genocidio di un milione di morti  durante il periodo del 1860 – 1880 con la feroce annessione e crudele occupazione piemontese; come i tanti morti causati dalle forze di polizia dal dopoguerra fino alla fine degli anni sessanta.

Ammette che questo sistema del “Principe” è stato inaugurato dai Savoia con l’unità della Penisola, per legittimare i saccheggi e i massacri nel Meridione, all’epoca uno degli stati più ricchi d’Europa, riducendolo a quello che conosciamo attualmente.

La Banca Nazionale con il direttore Carlo Bombrini, nome di Cavour, essere malefico e criminale matricolato, aiutò i Savoia a saccheggiare il Sud, dove carta straccia e rastrellava oro e argento per trasferirlo a Torino per pagare l’immenso debito piemontese con l’estero. Prima dello scandalo della banca romano di cui parla il libro, di banconote duplicate; Carlo Bombrini l’aveva già fatto, pertanto esaurito il saccheggio meridionale, che foraggiava tutti, iniziarono a truffare diversamente

La Banca D’Italia è nota in questo cavò della Banca Nazionale, masnadieri dall’indirizzo malandrino del malefico Bombrini e dalla rapacità predatoria del nuovo Stato.

Tutti i mali del meridione o come la chiamano “questione meridionale”, sono derivati da qui, dalla sciagura dell’Unità D’Italia, ma Scarpinato sorvola sulle reali problematiche sociali causate dalla colonizzazione e la riduzione allo stato ILOTICO delle popolazioni meridionali. Fino a quando non si affronteranno queste vergogne storiche tutto continuerà senza cambiamenti.

Scorpinato riporta il primo omicidio eccellente, in quello del primo febbraio 1893 di Emanuele Notarbartolo, si sbaglia, perché il primo fu quello del generale garibaldino passato nell’esercito piemontese CORRAO GIUSEPPE, fervente repubblicano, fu ucciso a Palermo nel 1863, e sui quotidiani dell’epoca riportarono per la prima volta omicidio di mafia, quando era noto a tutti che era inviso ai Savoia e l’aristocrazia per la sua fede repubblicana.

Come anche i migliaia di omicidi anonimi di natura criminale del “Principe” nella crudele occupazione dei piemontesi – savoiardi.

Anche la magistratura subì nel Meridione con l’Unità, circa il 90% dei licenziamenti, affinchè si allineassero alla crudeltà dei conquistatori, e quella mala pianta non è stata mai estirpata, ma continua il suo lavoro di feroce repressione coloniale.

Le colonizzazioni portano sempre il germe del sottosviluppo e il razzismo e,di conseguenza, fenomeni di degrado sociale, pertanto la colpa non è della popolazione ma del sistema creato.

Bisognerebbe eliminare il sistema coloniale e sanare gli squilibri e le discriminazioni, e certi fenomeni illegali rientrerebbero nella norma.

Anche avendo delle incongruenze dettate dal settarismo con il sorvolo di temi scabrosi, il libro merita di essere letto.

 

6-03-2013

 

 

Leggo alcune righe che mi avevano trascritto quando lessi il libro Fontamara di Ignazio Silone.

“In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe TORLONIA, padrone della terra. Poi vengono le gerarchie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi nulla. Poi ancora nulla. Poi ancora nulla. Poi vengono i cafoni”.

Riflettendo su questa rappresentazione del Paese, mi riporta a quella manzoniana dei promessi sposi, a quella attuale, con gli adattamenti dei periodi e i cambiamenti delle varie forme di governo, poco o nulla è cambiato nei rapporti di uguaglianza e la condivisione dei beni comuni. L’unica cosa positiva è che almeno formalmente il popolino all’epoca del romanzo di Silone chiamavano cafoni, hanno dei diritti che nelle epoche citate non avevano.

 

7-03-2013

 

Ormai la macchina del fango è ben collaudata, da destra e sinistra.

Prima delle elezioni, la macchina del fango ha fatto fuori Giannini, come Berlusconi l’ha ritenuto pubblicamente un nemico, subito i suoi giannizzeri si misero all’opera fino a quando non trovarono un peccato di vanità e lo stritolarono, dal 5% dei sondaggi è sceso all’1%.

Adesso si è messo in moto la macchina del fango di sinistra, con la punta di diamante del partito di Repubblica, con l’Espresso che si è inventato una notizia per ridurre a miti consiglio Grillo,ma lo scandalo non esiste, subito scoperto, ma nello stesso tempo quel fango schizzato, lascerà lo sporco del dubbio nelle persone.

Questa è la barbarie politica, finanziata con i soldi delle tasse, per tenere in piedi un’editoria usata come un’arma politica.

Anche questa è violenza, non solo quella delle pallottole.

 

8-03-2013

 

Non si finisce mai di conoscere tutte le limitazioni del regime di tortura del 41 bis.

Davide Emmanuello ha scritto a Fabio, il nostro pasticcere, e l’ha informato che le limitazioni fatte dal duo Alfano – Berlusconi, riguarda anche la corrispondenza con i suoi fratelli, ristretti anche loro nel regime di tortura del 41bis; sepolti vivi da circa 20 anni.

Vietare di avere una corrispondenza con i propri fratelli, per di più censurata, è una crudeltà bestiale degna di chi l’ha partorita.

 

9-03-2013

 

Non si finisce mai di apprendere e anche di scoprire le falsificazioni della storia.

L’imperatore Costantino, che trasformò la religione cristiana in affare di stato e in uno strumento del potere “INSTRUMENT – REGNI”, prese Dio e lo cacciò dentro le istituzioni e simboli del potere. E’stato anche il padre dell’antisemitismo, emanò l’11 dicembre 321 l’editto CODEX – JUDAEIS, prima legge penale antiebraica, segnando così l’inizio di una persecuzione e del tentativo di genocidio degli ebrei.

L’editto definiva l’ebraismo: “ SECTA – NEFARIA – ABOMINEVOLE – FERALISMORTALE” e formalizzava l’accusa di deicidio; dimenticandosi che Gesù era ebreo, come ha fatto il Vaticano per 2000 anni.

Da allora il processo antisemitico non si è più interrotto, ad eccezione del breve periodo di reggenza dell’imperatore Giuliano, e per questo etichettato dalle gerarchie cristiane “L’APOSTATA”.

Dal 321 al 399 D.C. gli imperatori che seguirono emanarono una serie di feroci leggi che ridussero i diritti degli ebrei.

Se un ebreo non si autoaccusava di esserlo, c’era l’infamia e l’esilio.

Gli proibivano di costruire luoghi di culto, la circoncisione e la sepoltura lontano dai cimiteri cristiani. Con tutto ciò la cultura cristiana lo esalta come campione di tolleranza; ci dovrebbe essere anche la decenza nelle falsificazioni storiche.

Il cristianesimo potrebbe guardarlo con simpatia per l’editto di Milano del 313 con il quale Costantino rendeva la religione cristiana “RELIGIO – LECITA”, dopo che per secoli erano stati perseguitati, ma non alzarlo su un piedistallo.

La decisione è stata condita in mille salse dal cristianesimo, ma sono tutte panzane, perché la sua fu unicamente una decisione politica, ritenne che il cristianesimo fosse un collante migliore dei culti pagani per tenere unito l’impero.

Con tutto ciò conservò il titolo di PONTIFEX – MAXIMUS, anche se il suo comportamento fu poco cristiano, fra i tanti familiari uccisi c’erano anche la moglie e il figlio.

Fu un feroce antisemita e definì la religione ebraica “SUPERSTITIO – HEBRAICA”, dimenticandosi sempre che Gesù era ebreo di religione ebraica e non rinnegò mai la sua fede ebraica, insomma fu un antenato di Hitler.

Da pontefice presiedette il concilio di Nicea nel 325, e fu il fautore dell’unificazione dei due poteri, temporale e religioso, in una sola persona, all’inizio fu lui e i suoi predecessori, poi passò nelle mani del Papa per alcuni secoli.

Questo percorso portò a proclamare il cristianesimo religione di Stato dall’imperatore Teodosio I, in questo modo i cristiani passarono da perseguitati a quello di persecutori di ogni altro culto, ebrei compresi. Addirittura la religione cristiana ortodossa lo ha fatto santo (immagino le risate che si sarà fatto dall’altro mondo), quella cattolica lo esalta ma non è giunta a tanto, ha fatto Santa la madre Elena.

 

10-03-2013

 

Avevo trascritto questo manifesto che fu affisso sui muri di Napoli il 9 novembre 1863, per dare il “benvenuto” a quel criminale di Vittorio Emanuele II, falsamente ritenuto padre della patria.

Paragonarlo a Hitler o a Stalin credo sia improprio, perché lui è molto di più, se avesse avuto le armi moderne e la sua tecnologia, avrebbe moltiplicato il milione di morti, il mezzo milione di arrestati, i 54 paesi rasi al suolo e le migliaia di famiglie mandate in Sardegna e nelle altre isole a morire di malattie e di stenti, senza dimenticare che per due volte tentò di trasferire i meridionali in altri continenti, solo l’indignazione europea e il diniego del Portogallo e l’Argentina che non si prestarono a quest’infamia, ma lui e la sua banda di criminali trovarono un altro modo per “svuotare” il Meridione, lo ridussero alla miseria e con una feroce repressione li costrinsero ad emigrare a milioni.

Queste barbarie sono censurate dalla storia e a scuola insegnano ancora la menzogna della favoletta risorgimentale.

I patrioti meridionali che affissero questo manifesto, rischiarono la vita, perché se li prendevano sarebbero stati fucilati, d’altronde fucilavano le persone per un semplice sospetto, l’infame legge PICA lo permetteva. Allego il manifesto da leggere.

 

A RE VITTORIO EMANUELE OMAGGIO DE’ NAPOLETANI

 

Se calpestando ogni diritto, divino, ed umano, volontario ti cacciasti nelle lordure della rivoluzione ed ora, trascinato dalla sua corrente, sei per la china a subirne la finale catastrofe; se, dopo l’assassinio de’ Sovrani, e dei popoli d’Italia, per cui ài steso la mano sacrilega sulla CASA DI DIO, e sui popoli traditi, riducendo il nostro Paese a una squallida prigione di miseri, ti lusinghi, colle riviste militari, con i viaggi, e le procurate feste, illudere ancora i napoletani e addormentarli nella dura servitù per puntellare il tuo usurpato, e cadente potere … t’inganni!!

Ad onta delle barbarie leggi, dei vili satelliti, che ti circondano, e delle bajonette, che supponi ti potessero difendere … noi non siamo un popolo di schiavi; noi, fra ceppi, ed il patibolo, franco ti parliamo, come si conviene ad un uomo, che si è messo fuori di ogni legge!

Dopo tre lunghi anni di calamità, e di dolorosa esperienza, l’illusione è svanita, l’inganno si è dileguato, ed il tuo riapparire tra noi equivale a quello di’infausta cometa, apportatrice di nuove sventure, che le piaghe sanguinanti dell’infelice PATRIA NOSTRA rinnova!

Che dunque pretendi da noi? Le nostre sostanze? Le ài tutte rapite! La nostra proverbiale prosperità? Non vi è che lo squallore! La nostra gioventù per lanciarla in guerra fratricida? E tutti in armi per le campagne a pugnare contro la tua usurpazione! Le nostre acclamazioni? Le avrai sì da ottantamila prigionieri politici, da duecentomila famiglie, che hai ridotto alla mendicità; dal clero tutto incatenato, e proscritto; da dieci milioni di uomini insomma cui non hai lasciato che l’ultimo anelito di vita, e questo ti maledice, ed impreca quale FLAGELLO DI DIO!

Credi forse che governare sulle nostre intestine discordie? Sappilo che seppur divisi in tutt’altro siamo però tutti concordi nell’ ODIARTI, Chè TUTTI hai tradito ed oppresso! Che se a tal riguardo di brutalità e barbarie sei giunto da non sentire il rimorso delle tue nefandezze, onde hai emulato, vinto tutti i tiranni, tutti i grandi scellerati della storia, non ti lusingare però, che le feste ufficiali che per te si fanno collo stremo dei sudori, e del sangue dei popoli, o imposte dal terrorismo dè tutti spietati manigoldi, fossero contrassegno di simpatia, o pubblica gioja! No, sono un prato fiorito nel quale si nascondono velenosi rettili! … Sono un’amara ironia, un solenne oltraggio, che gli stessi uomini del potere, per sortito profitto, o per convenire enormi frutti, fanno alla tua odiata persona Sappilo, l’Europa civile, la Diplomazia, il mondo intero han portato il loro severo giudizio sull’opere nefande del tuo infernale governo, e sulle nostre giuste querele! … Poc’altro, e col nostro compiuto trionfo l’Italia sarà libera della tua importuna esistenza!! Sappilo non si conculca impunemente la giustizia, né gli interessi, e la pace dei popoli!…

Dileguati dunque presto dal nostro sguardo, che questa classica terra, tanto da te straziata brucia sotto i tuoi passi, ti ributta ed abomina! Dileguati, mentre noi anche una volta abbiamo la soddisfazione di ripetere lo storico grido:

 

VIVA L’ITALIA E L’INDIPENDENZA DELLE DUE SICILIE!

 

Napoli, 9 novembre 1863

 

11-03-2013

 

Non sono uno stimatore di Berlusconi, che sia un perseguitato non c’è nessun dubbio, ormai i Pm sono usciti fuori da ogni legalità costituzionale, fanno quello che vogliono e indirizzano le loro azioni politicamente guardando sempre da una parte sola, come se avessero gli occhi strabici e vedono il bene a sinistra e il male a destra.

Parteggiare moralmente con quei parlamentari davanti al tribunale di Milano dove si erano radunati Alfano e compagnia, è una violenza al disprezzo che provo per la maggioranza di quelle persone, principalmente Alfano, un ruffiano miserabile e abietto.

Il Pd e tutta la sinistra devono prenderne atto e finirla di difendere le procure senza riserve. Hanno fatto metabolizzare ai cittadini che l’azione penale dei Pm è una condanna processuale, quando invece i Pm non sono altro che dei poliziotti che coordinano le indagini.

Con queste azioni si pilota l’umore dell’opinione pubblica, si cerca di eliminare gli avversari politici e si censurano le notizie che si vogliono ridimensionare.

Le elezioni non sono andate come sperava il Pd, Berlusconi è risorto, allora si prepara il terreno per eventuali nuove elezioni politiche, qui entrano in campo le procure che trovano sempre qualcosa per inquisire e denigrare e mediaticamente si occultano certe notizie dando risalto ad altre. Come quella dei Monti di Paschi di Siena, da più parti definito uno scandalo superiore a quello della Banca Romana dell’inizio del secolo scorso, ma ora è diventata una notizia di seconda o terza fascia.

Nel governo Prodi del 2006 – 2008 , il gran visir dell’economia Visco, a una conferenza stampa, credendo che i microfoni fossero spenti, si lasciò andare con affermazioni molto gravi su Clemente Mastella Ministro della Giustizia: “lo stiamo riempiendo di milioni; abbiamo assunto il figlio con una consulenza di 300.000 l’anno; cosa vuole ancora Mastella … “ nessun Pm disse o fece niente.

Anche quando da destra i parlamentari passano a sinistra diventa “un’operazione di scienza politica”, quando succede all’incontrario diventa il peggio del peggio.

I due schieramenti si comportano allo stesso modo, i cambi di casacca portano regalie di ogni genere, soldi, poltrone e appalti, il resto sono chiacchere.

La melma della palude politica è diventata fetida e putrida, ci vorrebbe una bonifica radicale per ricominciare da capo.

Bene fa Grillo a non immischiarsi con questa politica.

 

12-03-2013

 

 Mentre guardavo un programma economico su La 7 e stilavano la lista dei maggiori contribuenti italiani, al terzo posto c’era Walter Veltroni, mi sono meravigliato non poco.

Questo signore che predica a destra e a sinistra come fosse l’angelo della bontà non è altro che il solito politico che si arricchisce con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra.

Tempo fa avevo sentito in un programma, che Veltroni ogni libro che scrive, l’ente dello Stato preposto gli finanzia il film, che immancabilmente non vede nessuno, una truffa legalizzata alle spalle dei cittadini.

Quando faceva il sindaco di Roma, ha lasciato una voragine di debiti dietro di se.

Da alcuni anni percepisce anche una pensione di 5500 euro al mese, tenendo presente che prende lo stipendio da Parlamentare ininterrottamente da 20 – 30  anni. Senza dimenticare che questo individuo ha distrutto Rifondazione Comunista per portarsi Di Pietro nella coalizione del Pd alle elezioni del 2008.

Politici come lui ce ne sono tanti in tutti gli schieramenti e tengono in ostaggio il Paese con il loro parassitismo.

 

13-03-2013

 

Ieri sera hanno eletto il nuovo Papa, una sorpresa perché nessuno si aspettava che il cardinale argentino diventasse Papa, il detto che al conclave si entra Papa e si esce cardinale è verosimile.

Avevo letto qualcosa su di lui, allo scorso conclave del 2006, non fu eletto per l’opposizione dei conservatori della Curia, perché lo ritenevano troppo progressista e democratico.

Dicono che sia molto vicino alla gente e ai poveri, qualcosa deve esserci perché ha preso il nome di San Francesco.

Gli auguro di riuscire come il Santo di ammansire i lupi del Vaticano, per consentirgli di fare tutto ciò che necessita per modernizzare la Chiesa.

 

14-03-2013

 

Peppino mi ha raccontato un episodio successo su un suo processo, tra il prof. Vaccarino ex sindaco di Castelvetrano ed ex Parlamentare Europeo.

L’ho conosciuto all’Asinara con il regime di tortura del 41 bis, lui era stato trasferito da Pianosa, dove aveva subito un bestiale pestaggio e denunciato da lui è L’An Tiziana Maiola.

Era stato arrestato per 416 bis ( associazione mafiosa). Al processo, il sindaco di Palermo di allora e anche attuale, Leonluca Orlando, si era costituito parte civile.

Il prof. Giuseppe Vaccarino  raccontò in aula ciò che succedeva a scuola con Orlando, lui era preso di mira da tutta la scuola, principalmente da Orlando, perché tutta la sua famiglia lavorava nelle istituzioni: politici, giudici, forze di polizia, militari ecc…, (me lo disse anche a me all’Asinara, che la sua famiglia era nelle istituzioni), mentre Orlando aveva il padre avvocato mafioso, lo derideva e lo prendeva in giro chiamandolo sbirro, Orlando era orgoglioso del padre mafioso e se ne vantava con tutti e in particolare con i compagni di scuola. Il prof. Vaccarino disse alla Corte che le parti si erano invertite, ora Orlando mi accusa di ciò che lui andava orgoglioso.

Ho sempre detestato Orlando, come persona e come politico, perché ambiguo, viscido e funesto, una figura sinistra, che non ha portato niente alla politica e al comune di Palermo, il solito politico antimafia che è diventato ricco e potente.

 

15-03-2013

 

Guardando la rassegna stampa in tv, mi sono soffermato sulla prima pagina del Mattino di Napoli, dove riportava due notizie, quella dei parlamentari arrestati dopo la fine della legislatura, su quattro, tre erano agli arresti domiciliari e uno solo in carcere, anche in questo caso le procure non si sono smentite, ha prevalso la discriminazione in senso politico, poi dicono che non sono politicizzate.

La seconda notizia al centro della pagina, era la dichiarazione dell’ex Presidente della commissione stragi Pellegrini del Pd, che ha detto in modo chiaro che è tempo di riformare le procure, finalmente qualcuno del Pd che dice cosa è giusto fare, credo che sia chiaro a tutti che la vita istituzionale del Paese la dettano le procure, pertanto le elezioni diventano una forma priva di sostanza.

Non è molto difficile capirlo, basta vedere come un uomo potente come Berlusconi: “politicamente, economicamente, mediaticamente, e non riesce a tenere testa ai Pm, come potrebbe farlo un normale cittadino?”

Mi auguro che sia l’inizio di una riforma radicale che riporti nella legalità le procure, principalmente la DDA.

 

16-03-2013

 

La Costa Rica si era preposta di diventare entro il 2012 la prima nazione al mondo “carbon neutral”, annullare le proprie emissioni di gas serra.

Il Paese già copriva il 95% del suo fabbisogno energetico con fonti rinnovabili.

Dai notiziari e dai quotidiani non ho appreso nessuna notizia in merito.

Spero che la Costa Rica ce l’abbia fatta in modo da invogliare gli altri paesi che si può produrre l’energia con le fonti rinnovabili.

Solo dall’eolico vicino al suolo si potrebbe produrre 20 volte il bisogno dell’interà umanità, quello in alta atmosfera addirittura arriva 100 volte il bisogno mondiale.

L’umanità ha bisogno di 18 TW, dal vento al suolo si possono estrarre 400 TW, dal vento in atmosfera 1800 TW.

L’energia eolica mondiale produce il 3% dell’energia elettrica nel mondo.

L’inquinamento dei combustibili fossili incide per migliaia di miliardi di euro all’anno in tutto il mondo – disastri, sanità, qualità della vita ecc., perché le nazioni non cambiano politica energetica essendoci un’alternativa migliore?

Il motivo è semplice, le multinazionali del petrolio non lo permettono: “altro che mafia”.

 

17-03-2013

 

Ieri sera mentre guardavo il film “Agorà”, che consiglio a tutti di vedere, il fanatismo religioso cristiano si scagliava contro gli ebrei, i pagani e le donne, poi contro tutto ciò che non fosse cristiano.

Mi ha fatto riflettere su un punto, la violenza dei cristiani non era contro le persone, ma contro ciò che rappresentavano.

Ho pensato che anche a noi succede la stessa cosa con il 41 bis, non basta scontare il reato che rientra in questo infame articolo, ma una volta riconosciuto la sua applicazione, si è esclusi dal consorzio umano, pertanto non è il reato la nostra morte civile, ma quello che hanno deciso che tu rappresenti; per tanto il 41 bis è come un marchio di riconoscimento, sei schiavo e lo devi rimanere per sempre.

Una volta riconosciuto eretico lo sarai per sempre, questo comporta che il peccatore per purificarsi deve passare attraverso la persecuzione, il carcere, la tortura e il disprezzo sociale.

Le leggi di emergenza, non riguardano i reati, ma le popolazioni di un determinato territorio: Il Meridione.

Credo non ci sia differenza tra l’intolleranza religiosa e le persecuzioni dettate da leggi razziste antimeridionali.

 

18-03-2013

 

Ascoltavo in tv una signora sopravvissuta al campo nazista si AUSCHWITZ.

Mentre la intervistavano si trovava nella stazione di Milano, il luogo dove avevano fatto un museo al binario 21, si trattava del posto dove venivano caricati gli ebrei sui vagoni ferroviari e tradotti al campo della morte di Auschwitz.

Mentre spiegava la sensazione che provava, ha detto che quello che faceva più male, “l’indifferenza” della gente, come se il genocidio che si stava consumando non gli riguardava. Riteneva l’indifferenza più colpevole della violenza nazifascista.

Concordo pienamente con lei, l’indifferenza fa molto male.

Trovandomi in questi luoghi, trovo naturale abbinare queste tragedie alle sofferenze di migliaia di migliaia di noi reclusi, tutti meridionali.

Centinaia di noi abbiamo denunciato le torture del 41 bis, della forza dei processi, l’arroganza illegale delle procedure, diritti calpestati, l’arbitrio dell’apparato della repressione, abbiamo trovato sempre un muro di indifferenza, che non ha fatto altro che alimentare a dismisura rabbia, odio e rancore contro il mondo intero.

Ricordo un episodio, ne ho già scritto nel diario; a un convegno sulla giustizia organizzato dai giovani del Pd della regione Lazio, avevano invitato anche Angelo Morrone difensore civico dei detenuti della regione Lazio. Walter Veltroni gli si avvicinò e lo pregò di non parlare del 41 bis, Morrone non lo ascoltò e spiegò a quei giovani cosa fosse questa moderna tortura, quando finì di parlare, Veltroni mandò il segretario dei giovani del Pd sul palco per dissociarsi dal discorso di Morrone.

L’indifferenza di far finta di non vedere e di non sapere, ma anche impedisce di parlare, paura della propria coscienza? Oppure complici di interessi superiori; allora l’obbligo di silenzio deve calare sulle oscure e moderne segrete meridionali.

L’indifferenza diventa complicità, e non si è estranei alla violenza che si commette.

 

19-03-2013

 

I 17 giudici della Corte Europea dei diritti umani, hanno condannato la Macedonia per le torture a un cittadino tedesco di origine araba. Si tratta del mercimonio barbaro a cui hanno partecipato tutti i paesi europei; tra cui l’Italia, aderendo alla dottrina di Bush: sequestratore, incarcerare in prigioni segrete e torturare, una pagina vergognosa di un degrado morale che ci ha riportato agli orrori medioevali. Ricordo che dopo il 1992 anche l’Italia ha adoperato simili sistemi, arrestava senza rispetto delle regole, con la complicità dei paesi che li ospitava, li riportava in Italia e li segregava nelle sezioni di tortura del 41 bis.

I ricorsi di allora non trovavano accoglimento della Corte ce ne fu uno che non condannò l’Italia per torture per un voto, le torture alla luce del sole non si sono più fermate e continuano, ora sono diventate come quelle dei manicomi psichiatrici dell’era sovietica, per annullare la personalità e annichilire il pensiero dei dissidenti. Dopo oltre vent’anni la Corte Europea ancora deve intervenire e condannare l’Italia per il regime di tortura del 41 bis.

 

20-03-2013

 

Ascoltando in tv il nuovo papa, mi ha colpito un discorso su concetti che sono il quotidiano della gente. “L’odio e l’invidia sporcano la vita”, ha pienamente ragione.

Non ce ne accorgiamo ma quotidianamente siamo inquinati da questi veleni, che fanno del male a noi e alla comunità in cui viviamo.

Con tutte le cose tossiche ogni persona dovrebbe impegnarsi a disintossicarsi da ciò che fa male.

Personalmente l’invidia l’ho debellata da tanto tempo, mi accontento di ciò che ho. L’unica invidia che ho è dettata dalla mia prigionia, e quando vedo in tv una bella donna, invidio chi può godere delle sue grazie, ma è una sana invidia che non causa danni a nessuno.

L’odio è un virus difficile da debellare, perché come l’amore è una forza talmente potente che insieme fanno girare il mondo. Irrazionale, incontrollabile, totalizzante.

Bisogna tenersi sotto controllo e cercare di vedere le cose sotto un’altra luce. L’istinto più semplice è l’odio, non costa niente e non ha bisogno di sforzi. Capire, comprendere, immedesimarsi è una fatica a cui l’uomo cerca sempre di sottrarsi.

Siamo nati per il bene, e studi scientifici hanno dimostrato che fa anche bene alla nostra salute psicologica, pertanto dobbiamo far prevalere in noi il bene e non l’odio, l’appagamento di ciò che si ha e non l’invidia, anzi essere felici per il benessere altrui.

Credo non sia difficile, basta guardare la vita sotto un’altra angolazione.

 

21-03-2013

17
mag
13

Ancora un volo verso la nuova meta… di Giovanni Zito

caval volo

Nei primi tempi del Blog il nostro Giovanni Zito era detenuto a Voghera.

Poi fu trasferito a Carinola.

E da pochissimo è stato trasferito a Padova.

Questo è un testo che racconta di questo nuovo “passaggio” nella vita di Giovanni Zito.

Un testo che risuona del suo temperamento.

Un ringraziamento a Maria Tavino che ci ha inviato il testo.

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Ancora un volo verso la nuova meta

Questa volta sono andato in aereo, destinazione:Padova. Tutto bene.

Davanti alla mia finestra c’è un piccolo prato, qualche albero vecchio come lo sono io.

Sembra l‘Isola dei Gabbiani; non ho mai visto in vita mia tutti questi volatili!

Mi sa che sono più dei detenuti…

uccelli liberi che vivono nel carcere, sono la follia pura …ed io che voglio volare via da questo posto, non riesco!

Il bello di tutto questo è che lo scrivo per voi così anche” la bella società”  sa cosa fanno gli ergastolani ostativi:  tutti i giorni aspettano non di uscire dal calvario, ma di essere trasferiti in continuazione come un carico senza destinazione. A volte credo che se avessero costruito un carcere sulla luna io sarei destinato lassù, ma tanto poi diranno che forse potrei avere contatti con gli alieni come ET.

Non capiscono che gli extraterrestri siamo noi stessi nella metamorfosi del tempo che scorre nelle nostre vene. Però sono sempre più convinto che io sarò libero quando si capirà che su Marte esiste una probabilità di vita,ma tanto io non vado da nessuna parte, rimango in volo come i gabbiani di questo  carcere che sfidano il cielo ogni giorno.

Sì lo so, io scherzo sempre, ma intanto io qui vivo usando le battute, ridendo, scherzando,   e  sembra tutto così carino  vero ? Ma pensa se io ti cambiassi la prospettiva del mio spiegare con questa formula di parole come dire al cimitero ci si va per visitare i morti, gli portano i fiori… A me non mi fanno “visita” ma mi danno da mangiare per morire piano piano…Che bellezza, vero?

Ma io li faccio soffrire, credetemi sulla parola, perché sono forte fisicamente, non sono tanto lucido nella mente, ma il resto funziona benissimo.

Cosa volete sapere di più, già sono stanco di scrivere…vediamo un po’…Ah, sì..

Io amo le mie donne, sono quelle persone che ti danno senza chiedere nulla in cambio,  sono donne di carattere forte sincere e sanno amare oltre ogni limite.

Non sono fortunato, ma sto bene nel benessere che mi danno, perché ogni lettera che scrivono ad un uomo come me è un andare verso un mare aperto dove le piccole onde sembrano amanti, dondolandosi nei pensieri profumati di un ricordo.

Così concludo, io sono sempre lo stesso, quello di sempre, Giovanni Zito.

Vi lascio in questa giornata di sole perché ho scritto ciò che volevo in quanto sono “Libero” con la penna.

Vi abbraccio a chi legge sul blog.

Da un diavolo che ama ancora, perché in fondo sono straniero nella vostra casa.

Grazie a tutti.

Buona vita amici.

16
mag
13

L’eterno ritorno dell’identico… di Pierdonato Zito

naves

Pierdonato Zito -detenuto a Voghera- è uno degli amici della prima ora del Blog.

Pierdonato è una di quelle poche persone che hanno un “centro interiore”, delle fondamenta al loro interno che li rendono stabili, e non li fanno trascinare dal vento.

Un durissimo lavoro nei decenni di carcere, lo ha portato a conquistare un equilibrio, e una capacità di analisi delle cose e di .. silenzio.. Un uomo capace di trovare nel silenzio nutrimento. Un uomo capace di fare il viaggio con se stesso.

I suoi scritti non sono frequenti, ma non sono mai scritti che si dimenticano. Sono “concentrati”, nessuna frase ha il senso del superfluo. Lo stile è “classico”; nel senso che richiama i classici latini e greci che ama tanto. 

Porta in sé quella nobiltà dell’anima.. che solo chi ha conosciuto grandi prove, cadute, purificazioni, feroci discipline, anni di perseveranza nel silenzio.. possono avere.

Vi lascio a questo suo emblematico testo.

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I lettori del Blog presumo che sappiano che sono di origine lucana. Quindi la Basilicata è la mia regione. E’ molto bella, ma è poco conosciuta.

Voglio raccontarvi cosa succede a stare sulla riva del fiume.

Le cronache di queste ultime settimane, parlano di un terremoto politico giudiziario in Basilicata. La procura di quel capoluogo ha azzerato la giunta regionale. Insomma, quelli che vengono definiti i reati di casta… ovvero un uso allegro della cosa pubblica che viene concepita, non come qualcosa da tutelare e valorizzare la comunità e il territorio, ma per interessi personali.

La politica concepita non per alleviare il disagio sociale, ma una politica intesa, più che per servire, per essere serviti. Più per perseguire gli interessi individuali che quelli generali. Cioè un livello di rapacità, di arraffamento che spiega anche l’odio verso i palazzi del potere che si respira nelle piazze.

La si registra questa situazione da una parte all’altra dell’Italia.

Tornando alla mia Lucania che un tempo faceva parte della florida Magna Graecia… oggi sembra invece avere dato luogo a uno squallido Magna Magna. E forse questo tempo sarà ricordato sui libri di storia come l’era di una classe dirigente arraffona. Un’Italia nella quale sono cresciuti a dismisura privilegi e diseguaglianze e negate alle nuove generazioni le opportunità di crescere e realizzarsi.

Ecco ripetersi l’eterno ritorno dell’identico. Chi mi ha letto nello scritto precedente, può comprendermi meglio. Ero poco più che adolescente, ero uno studente delle scuole superiori… ed ero già sufficientemente ferito da uno scenario di diffusa illegalità. Di rappresentanti istituzionali che mancavano di dignità, di senso di responsabilità, mancanza di coscienza delle proprie pochezze, della loro puerilità.

Il 3 maggio 2013 ho compiuto  il mio 54simo anno di età. Ho ormai i capelli brizzolati, il viso segnato da tante battaglie. Il tempo ci porta via la nostra giovinezza, il nostro desiderio, la nostra bellezza.

Sono però felicemente padre e da poco orgogliosamente nonno di una splendida nipotina e tutto sembra ancora ritornare.  Adesso sono loro i miei figli che vivono il medesimo clima sociale. E’ un po’ come se vivessimo in un mondo che si ripete in un eterno ritorno, cioè non un mondo che procede verso una fine, ma come se tutte le cose eternamente ritornano.

Questa eterna clessidra dell’esistenza che viene sempre di nuovo capovolta, e noi con essa, granelli di sabbia. Quanto accade è già accaduto e tornerà ad accadere. Quanto avviene, avviene per sempre, non si dissolve, ritorna eternamente. Generazioni di disoccupati… mio padre che emigrò… io medesimo disoccupato che h fatto mille lavori quasi  tutti in nero e malpagati prima di intraprendere un autodistruttivo viaggio che mi porterà in carcere. E poi i miei figli che hanno conosciuto anche loro il sapore dell’emigrare. Sto parlando come si vede di un problema sociale. Una regione che sembra essere immobile da 30-40-50 anni?

Non è quindi un alibi con cui giustificare me stesso e le mie azioni. E’ analisi critica, revisione critica del passato e de presente. Una sorta di processo evolutivo della propria personalità, uno sguardo retroattivo che serve a capire e forse anche a… insegnare.

Adesso, chi vive l’esperienza del carcere deve sapere cosa deve fare di sé e della sua esperienza ne deve fare tesoro per gli anni che ha davanti.

Ho insegnato così ai miei figli. A non lasciarsi travolgere dal clima e dal contesto sociale ceh vivono, insegnando loro ad essere autentici, equilibrati… saggi. Qualunque società produce ingiustizie e disuguaglianze. Siamo noi a dovere lottare per avere giustizia e uguaglianza.

La vita ci mette continuamente alla prova. Noi siamo chiamati a superare queste prove, e i genitori devono trasmettere la memoria storica.

Non cedere al pessimismo, come nella visione di Shopenauer il quale sosteneva che la vita è crudele e cieca irrazionalità, è dolore e distruzione. Quindi la vita intesa come sentimento tragico. Tutto fa parte dell’immensa marea della vita.

SULLA RIVA DEL FIUME

A un certo punto il fiume della vita segue il suo percorso. Imprigionato da quasi due decenni ho metaforicamente aspettato sulla riva del fiume. Ho così visto piano piano passare tanti “cadaveri”… ripeto in senso metaforico.

Cosi ho visto finire coinvolti  in bufere giudiziarie gruppi di potere tra i politici e magistrati oppure vertici delle forte dell’ordine, preti antimafia, cioè tutta quella gente che mascherandosi da persone bonarie, si atteggiano a salvatori della società. Proprio quelli che su Pierdonato avevano costruito montagne di carte. E così all’inferno sono finiti tutti quelli che speravano di non andarci.

Aspettando sulla riva è intervenuto sua maestà il tempo che è il migliore dei giudici. La verità quindi figlia del tempo.

Aspettando sulla riva del fiume ho visto il tempo collocare persone e fatti storici nella luce giusta.

Ho sempre creduto che prima o poi le ragioni sarebbero affiorate nella loro interezza. Tutto arriva a chi sa a chi sa aspettare.

Così aspettando sulla riva ho visto passare quella forma parassitaria della politica, noni che si credevano giganti. Non sono forse peggio di chi spara con le armi? Non uccidono forse i sogni della collettività? Non distruggono l’avvenire di tantissimi giovani? Che Paese è quel Paese che non ti dà la possibilità di crescere, di lavorare a casa tua e ti fa emigrare?

Allora mi sono ritrovato nelle parole di Kahil Gibran quando dice..

“…Ho cercato solitudine, perché la mia anima non ne può più di avere rapporti con chi crede che il sole, la luna e le stelle non sorgono se non nei loro scrigni e non tramontano se non nei loro giardini”.

Sono fuggito da chi aspira a cariche pubbliche, che danneggiano la sorte terrena della gente, gettando polvere d’oro negli occhi e riempendo le orecchie con discorsi senza senso

E mi sono allontanato dai sacerdoti che non vivono conformemente a ciò che dicono nei loro sermoni e che pretendono dagli altri ciò che non chiedono a se stessi.

E così sulla riva del fiume ho visto l’inganno ritorcersi sull’ingannatore.

Questi rami secchi  delle società vengono così semplicemente smentiti dal passare del tempo. Ecco un chiaro esempio di come si può vincere anche senza apparentemente combattere. L’attesa paziente come forma di resistenza e di lotta.

Si obietterà: ma in concreto cosa ti cambia? La pena dell’ergastolo rimane. Una revisione del processo, nonostante tutto, resta strada non tanto facile. Quindi una magra consolazione?+

Certo, ma intanto sono io che posso dire di loro. Ho questa soddisfazione, non loro di me. Ecco perché…. Lezioni di onestà, di etica, di morale, di rispetto delle regole sociali, non posso proprio accettarle.

SE IL GIOCO SI FA DURO

Nietzsche sosteneva che la nostra esistenza non deve essere rassegnazione o disperazione quanto piuttosto accettazione dell’irrazionalità dell’esistenza. La vita vissuta come volontà e forza. E se pure è vero che provoca all’uomo continuo dolore e si presenta come un destino crudele. Non per questo l’uomo deve rinunciare alla vita e volere il nulla. Di fronte alla crudeltà della vita bisogna essere ancora più crudeli.

L’abisso non ci deve far diventare abisso il buio non ci deve far diventare buio e per me il “carcere” non farmi diventare carcere. Ma emanciparmi, compiendo un salto evolutivo. Senza smarrire umanità e gentilezza che consumerebbero le nostre forme di bellezza.

Siamo noi stessi che dobbiamo creare i valori. Noi stessi darci un senso. Fare della nostra vita qualcosa che vale. Quindi non assistere passivamente alla vita ma agire noi stessi da protagonisti.

Perciò alla fine, io sono quello che sono. Lo devo solo e soltanto a me stesso, a ciò che ho fatto di buono e di cattivo, ai miei sacrifici e alle mie lotte, non tutte vinte, ma sempre combattutte a viso aperto.

Cerchiamo di percorrere quelle strade che non ci portino a vivere peggio. Incanalaiamo la realtà che viviamo in un progetto di speranza.

Un saluto a tutti i lettori e le lettrici del Blog.

Pierdonato

Voghera 5-5-2013

“Una vita spersa a commettere errori è meglio di una vita spesa a non fare niente..”.

 George Bernard Shaw (1858-1950)

15
mag
13

Madonna… di Piero Pavone

Oggi pubblico un bellissimo dipinto di Piero Pavone, detenuto a Spoleto.

Madonna

14
mag
13

Lei signora Luna… di Marcello Dell’Anna

Lunas

Pubblico oggi queste due belle poesie del nostro Marcello Dell’Anna, detenuto a Nuoro.. nel carcere di Badu e Carros.

Ognuna delle due è accompagnata da questa dedica:

“Ad Alfredo, Pamela, Nadia, Sabina, Grazia, Monica e Alessandra, con sincera riconoscenza

Marcello Dell’Anna

Casa Circondariale di Nuoro”.

Ti ringraziamo Marcello.

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LEI SIGNORA LUNA

Lei stupenda signora

stupenda e lontana

con voce a volte sonora

a volte un po’ strana.

Lei stupenda e minuta

leggera… graziosa,

a volte un po’ combattuta

a volte gioiosa.

Lei stupendo sorriso,

che matura ogni frutto,

lei rallegra ogni viso,

lei ombelico… di tutto.

Lei regala emozioni,

è immensa… divina,

lei che ispira canzoni

a chi si avvicina.

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ALLA LUNA

Parlo con te, o dolce luna,

splendida di bellezza e portatrice di fortuna;

proprio a te, unica bellezza,

parlami d’amore, riempimi di saggezza.

Lo sai che non chiedo la tua mano

perché da me sei tanto lontano;

ti chiedo solo di farmi un piacere:

la mia mamma vorrei rivedere.

Vorrei che mi stringesse al suo petto,

come quando bambino mi riempiva d’affetto.

Ti prego  o dolce luna, lei ha speranza,

non fare che questo sogno si perda in questa stanza.

Non fare che il suo viso si bagni di pianto,

fammi apparire da lei come d’incanto.

Farò felice il suo cuore,

tu torna a brillare in tutto il tuo splendore.




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