Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Due nuovi scritti di Gino Rannesi

Rieccolo il nostro Gino Rannesi che dal carcere di Opera, con più fatica di quando era a Spoleto, ma senza assolutamente perdersi d’animo,  continua ad inviarci i suoi scritti e risposte ai vostri commenti. Oggi ne pubblichiamo due:

“Buttare via la chiave”

In nome di una presunta sicurezza buttare via la chiave e lasciarli marcire in galera…

E invece la sicurezza non comincia e non finisce col carcere. Serve allora una riflessione sul senso della pena e sulla necessità del rispetto dei diritti che la nostra/vostra Costituzione garantisce per tutti,  indipendentemente dalla tipologia dei reati commessi. Facile no? E invece non lo è affatto. Non lo è per gli ergastolani ostativi. In tempi non lontani qualcuno disse: “I vecchi moriranno e i giovani impazziranno”.

Beh, i vecchi sono morti quasi tutti, mentre i giovani sono invecchiati. I giovani a cui facevano riferimento taluni soggetti non sono impazziti, sono solo invecchiati, qualcuno si è ucciso, qualcun altro è morto di cancro, ma nessuno è impazzito.

L’idea che la certezza della pena significhi certezza della galera, e quindi una pena che preveda carcere fino all’ultimo, per gli ergastolani ostativi si traduce in una  condanna a morte. È questo quello che vogliono le persone per bene? Io non lo credo. Penso invece che sono passati 30 anni dall’introduzione del reato di associazione mafiosa e 20 anni dall’inasprimento delle leggi per combattere la criminalità “organizzata”, e nonostante i media si ostinino a dire che l’ergastolo nel nostro paese di fatto non esiste più, nelle carceri italiane ci sono centinaia di ergastolani che non torneranno più in libertà, mai più. A meno che non collaborino con la giustizia, mai più. Mi è capitato spesse volte di confrontarmi con delle persone che con molta franchezza hanno affermato: Le leggi  emergenziali sono nate per colpa vostra, a causa delle stragi cosidette di mafia e per gli orrendi delitti commessi come l’uccisione di bambini poi squagliati nell’acido. Ragion per cui sarebbe giusto che moriste in galera.

Voglio qui ribadire quanto ho risposto a chi afferma come sopra. Gli ergastolani in Italia sono circa 1500, i soggetti che a vario titolo sono stati indagati per le stragi Falcone e Borsellino, etc, sono stati alcune decine. Di questi parecchi sono diventati collaboratori di giustizia, perciò tornati liberi. E poi ancora una decina di questi sono tornati liberi perché riconosciuti innocenti, dopo 20 anni di galera. E allora?

E allora allo stato ci sono 1500 ergastolani che dovranno morire in galera per delle leggi emergenziali partorite a causa delle stragi, stragi per le quali questi 1500 non sono mai stati neanche lontanamente indagati. “Non dimentichiamo che la mafia ha squagliato un bambino nell’acido”. Ma è mai possibile che nessuno dica che questa sconcezza infame è stata perpetrata da Giovanni Brusca, un suo fratello e un suo compare,  per una schifosa vendetta personale? Tre soggetti tornati liberi perché collaboratori di giustizia.

E allora? … Dobbiamo pagare per tutti? Dobbiamo pagare per le azioni commesse da altri? Azioni commesse da soggetti che sono tornati liberi perché collaboratori? … Vogliamo una data a posto della scritta “mai” !!!

  

“Choosy”

 Apriti cielo, il Ministro Fornero ha invitato i giovani a non essere schizzinosi.

È probabile che la Ministra abbia esagerato, ma a mio modesto avviso di “choosy” ce ne sono parecchi. Se è vero che nonostante la crisi le imprese avviate dai tanto odiati e temuti extracomunitari sono in ascesa, (nel 2012 un + 9%) un motivo ci sarà. Se è vero come è vero che i lavori più umili, come ad esempio manovali, muratori, etc. li fanno gli extracomunitari, beh, allora di schizzinosi ce ne sono. Personalmente mi risulta che ci sono persone,  “uomini” che se non trovano il lavoro per cui si sono specializzati, preferiscono starsene a casa davanti al computer. Ci sono “uomini” che se ne stanno tappati in casa a fare un cazzo di niente mentre le loro mogli si affannano a sbarcare il lunario improvvisandosi estetisti, parrucchiere etc. A queste ultime  direi:  la sera, quando andate a dormire, non lasciate che lo scansa fatiche si avvicini. “Chi non lavora non fa l’amore” . Chi ha orecchi per intendere intenda. “Choosy”.

 

Gino Rannesi, Novembre 2012

 PENELOPE – Ciao deliziosa creatura.

Ultimamente sono stato distratto da alcune cose che mi hanno disturbato. Conscio del fatto che non sono stato un gentiluomo, ti chiedo perdono pubblicamente… Baci, tuo Gino.

:-) Ti amo immensamente :-)

 GRAZIA PALETTA – Cara Grazia, qualche settimana fa ho ricevuto un tuo scritto. Ti spiace se uso  questo spazio per risponderti? Si è vero sono vanitoso ma ho i miei buoni motivi. Ora, scherzi a parte,  ritengo che l’aspetto e il modo di porsi in varie occasioni possa fare la differenza. Fidati, le donne sono di gran lunga migliori degli uomini. Io li ho conosciuti bene entrambi. Tuttavia però, ci possono essere delle eccezioni. Poche. Aoh! Per capire quello che hai scritto ho dovuto chiamare un perito grafico. Scrivi: Devo dire che in questi ultimi due anni lo specchio inizia a riferirmi il tempo che passa. Comprati uno specchio siciliano. Un carissimo abbraccio. Gino

 BEATRICE –Ciao Beatrice, così l’11 ottobre: perché non ti leggo più? Beh, come puoi ben vedere ho ripreso i contatti con il mio blog preferito. Scrivi: E tra voi ex AS1 di Spoleto, vi scrivete? Per quanto mi riguarda solo con quelli che lottano. Scrivi: Che vuol dire che come di consueto hanno fatto in modo che fossero ascoltati i più bravi? Ma come non sai chi sono i più bravi? Sono quelli che non lottano, sono quelli che mai farebbero fare una brutta figura agli addetti ai lavori… Non sono un cuoco, ma qualcosa combino anch’io. Se Marcello fa le pizze per tutta la S.Z. allora è davvero bravo.

La poesia è bellissima. La ritengo dedicata solo a me… continuerò a chiamarti Beatrice, è un bel nome il tuo. Un forte abbraccio. A presto Gino

 

Udite, udite, a breve potrete trovarmi anche sul sito www.ristretti.org per gentile concessione di Ornella Favero…

Gino Rannesi

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One thought on “Due nuovi scritti di Gino Rannesi

  1. Alessandra lucini on said:

    Che piacere ritrovarti caro Gino, e sempre razionale e sempre grintoso. Però ami immensamente Penelope, ed io? Vedi come sei…. !!!!!!!!!!!!! Ciao bel ragazzo e bando agli scherzi ti copio un pensiero che ho scritto proprio oggi, aspetta che lo vado a cuccare
    Ricorda però che

    essere donna non significa sminuire l’uomo,

    essere donna non significa sentirsi superiore all’uomo

    essere donna non ci da il diritto di dire che solo noi abbiamo un cervello

    essere donna non significa sentirci una razza eletta

    Per essere donna

    bisogna riconoscere all’uomo tutto il rispetto che pretendiamo da lui.

    Tantissimi uomini sono migliori di noi ”

    A proposito del tuo concetto che esprime che le donne sono di gran lunga migliori, sono certa che ci sono uomini di gran lunga ligliori di noi caro Gino e qualcuno…lo conosco, ti mando un abbraccio stretto stretto e spero di rivedere presto il tuo nome e la tua fotografia…ciao bel ragazzo

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