Le Urla dal Silenzio

La speranza non può essere uccisa per sempre.

Da fuori a dentro: da Adriano a Carmelo

Per la rubrica “Lettere dal di fuori” pubblichiamo oggi una lettera di Adriano, scritta a Carmelo Musumeci non appena saputo del suo trasferimento dal carcere di Spoleto:

2  Agosto 2012

Carmelo, appena svegliato, oggi non lavoro, e il primo pensiero è stato mandare una e-mail a Nadia per sapere dove cavolo ti hanno mandato. Sai che non riesco a scrivere “dentro”, che conoscendolo un poco questo mondo al contrario mi provoca un dolore troppo forte ogni volta misurarmi con chi come te c’è e ci rimane dentro, in questo posto assurdo che semplicemente in un mondo normale non dovrebbe proprio esistere; e invece esiste, quello che chiami l’assassino dei sogni, esiste e uccide ogni giorno, in modo spietato, sempre. Uccide materialmente, con le decine e decine di suicidi, con i morti per incuria sanitaria, coi morti di botte; uccide le relazioni, i sentimenti, butta via ogni cosa costruita, distrugge in modo a volte cieco altre calcolato e mirato. Il carcere sembra ottuso, ma non lo è: e scientifico e tutto quanto vi si svolge è frutto di calcolo economico, politico, e pure speculativo perché sulla pelle dei detenuti girano pure un bel pacco di soldi. E questa rabbia mi impedisce di intrattenere una conversazione prolungata, perché vi è una base inaccettabile: la prigionia assoluta, insensata, qualcosa di inaccettabile e assurdo e però reale.

Ma tutto questo io e te lo sappiamo troppo bene, non è per questo che ti scrivo adesso ma per dirti quanto mi girano le palle da quando ho saputo che stavano per mandarti non si sa dove, che per risparmiare tre lire questo infame governo “tecnico” preferisce distruggere l’unica o quasi realta’ carceraria dove era possibile costruire qualcosa di utile, di creativo, di costruttivo per la vita e il futuro di tante persone e delle loro famiglie. Così ora potranno mettere piu’ persone ammassate nelle celle, e sparpagliare gli ergastolani in tutta Italia, così non avranno più voce questi rompiscatole, un modo anche per togliervi identita’.

Non era noto fino a stamani dove saresti finito, dove finiranno tutti gli altri, ma il posto che occuperanno nella Storia i corvi del dap, i burocrati del ministero degli orrori e di questo governo, come degli altri che lo hanno preceduto, è invece chiaro.

Cosa posso dirti Carmelo, sono certo che, fintanto che avrai fiato in gola, non smetterai di urlare la tua verita’ e sete di giustizia, la tua battaglia per la liberta’, che questa è la via giusta, sono loro nel torto marcio, nell’errore più completo e un giorno saranno costoro a dover superare una difficile prova di rieducazione sociale, e tu potresti essere a curarla :-) e lo faresti con la umanita’ che loro non hanno. Mettiamola a ridere va che un giorno sara’ davvero così, ed è il giorno che ci fa continuare tutti a vivere, ad amare e a lottare. Ci sono pure tante singole persone, pure di provenienza e storia tutta diversa che, toccate in vario modo dal dolore e dalla sofferenza, cercano di trovare una via alternativa a questa barbarie, sempre minoranze ma esistono e si danno da fare, e spero riusciranno a fare qualcosa per te e per voi in tempi non biblici. Vederti alla tua laurea all’Universita’ mi fece sperare molto…

Non so se ricordi la prima volta che abbiamo avuto a che fare, ero io ad aver subito un trasferimento per me terribile, ero un novellino del mondo di ferro e cemento non conoscevo granché, il mondo mi era crollato addosso e fu molto tenera la tua lettera, avevi solo letto sul giornale della mia situazione (per fortuna da tempo terminata), e fu molto utile per me riceve i tuoi pensieri, ero ancora sconvolto da quel viaggio, dal posto pesante, forse il peggio del peggio, dove mi avevano messo sperando in chissa’ cosa. La tua era la lettera di un amico che non conoscevo, e da allora Carmelo mi è capitato di incontrare tante persone nuove che prima non conoscevo, così anche solo scrivendo, e sono nate amicizie e sono nati amori veri. E grazie a te, perché a volte in poche righe si possono trasmettere emozioni, umanita’, tenerezza, forza ed energia, la scrittura è un’arma tagliente e capace di arrivare in profondita’, di andare lontano la’ dove fisicamente ci è impedito di andare, scrivendo possiamo essere intimi pure al di la’ di un oceano, o di uno stupido e insensato muro di ferro e cemento. Ci sono persone che si credono libere e piene di potere, ma la loro mente è più prigioniera che mai e non saranno mai liberi veramente. Con la tua lettera compresi che dentro esiste non solo un esercito di disperati ma pure un popolo amico, molto più sensibile della indifferenza che si respira fuori, in questo mondo menefreghista un po’ come la orchestrina del Titanic che, così si narra, continuò a suonare finché l’acqua non lambì i loro polpacci, così, con mondana spensieratezza in attesa di affondare. Noi non siamo tra questi, e dentro o fuori non smetteremo mai di sognare e di tentare di costruire un mondo diverso, dove frontiere, guerre e galere saranno un non senso, un lontano ricordo di un passato difficile da spiegare.

Per questo Carmelo, qui e lì, chiusi o “liberi”, soli non lo saremo mai.

Un abbraccio forte, e tieni duro.

 Adriano A.

 

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2 thoughts on “Da fuori a dentro: da Adriano a Carmelo

  1. BELLA LETTERE …DA UN AMICO AD UN ALTRO AMICO ,LEGGERLA E STATO UN VERO PIACERE , PER SENTIRE UNA VOCE AMICA CHE TI METTE A PROPRIO AGIO …COL SUO CUORE .
    LE COSE SCRITTE RISPONDONO AL VERO E TUTTO QUELLO CHE CI RUOTA ATTORNO AL CARCERE E SOLO UN GRANDE BANCA DOVE CIRCOLANO AFFARI DI CIFRE IMPRESSIONANTI CHE SI PERDONO NON PER STRADA …PERCHE’ LA STRADA LA CONOSCONO BENE ….NON A IMPORTANZA SE DI MEZZO C’E L’UOMO , PER CHE DI UOMO POCO RESTA TENENDOLO A MARCIRE ………IN TALI AMBIENTI …
    SI PERDE TUTTO IL SENSO DELLA VITA ….LE PAROLE NON BASTANO …DICEVA IL GRANDE EINSTEIN LA MASSA SIAMO NOI PER BATTERE IL MURO LO DICEVA COSI …………… E=MC2….MASSA (NOI ) COMPLESSIVA ( TUTTI ) = LUCE
    CERCHIAMO QUESTA BENEDETTA LUCE E LUCE SARA’ PER TUTTI …UN ABBRACCIO PER ENTRAMBI . SALVATORE E CARMELO LUCI VERE ;) ;)

  2. Alessandra lucini on said:

    Vero Adriano, soli mai, ed è vero anche che fra tanta gente che dice le solite stupidaggini, ci sono anche persone solidali con questo mondo che è quello dei detenuti. Vi abbraccio e un abbraccio particolare va a Carmelo e a chi come lui in questo periodo si sentirà sradicato e trapiantato in un terreno sconosciuto. Ma gli alberi ben nutriti si riprendono e sanno attingere linfa anche dai terreni più aridi.

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